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Subject: [POLITICA]
la migliore strategia a liv. INDIVIDUALE è confessare.
tacere in 2 non è una scelta che si può fare individualmente, infatti..
tacere in 2 non è una scelta che si può fare individualmente, infatti..
la migliore strategia a liv. INDIVIDUALE è confessare.
tacere in 2 non è una scelta che si può fare individualmente, infatti..
semplificando le cose, la teoria dei giochi dimostra che spesso il vantaggio collettivo dà benefici ridotti ma diffusi, mentre la scelta del vantaggio individuale dà vantaggi migliori ma limitati al soggetto.
appurato questo si dovrebbero consultare le teorie sulla cooperazione, che, aimè, dimostrano che chi tradisce per primo la fiducia consegue sempre i vantaggi migliori.
il problema è proprio la diffusione di una cultura che in qualche modo punisca i "giocatori" opportunistici, cosa del tutto contraria a secoli di logica capitalistica.
tacere in 2 non è una scelta che si può fare individualmente, infatti..
semplificando le cose, la teoria dei giochi dimostra che spesso il vantaggio collettivo dà benefici ridotti ma diffusi, mentre la scelta del vantaggio individuale dà vantaggi migliori ma limitati al soggetto.
appurato questo si dovrebbero consultare le teorie sulla cooperazione, che, aimè, dimostrano che chi tradisce per primo la fiducia consegue sempre i vantaggi migliori.
il problema è proprio la diffusione di una cultura che in qualche modo punisca i "giocatori" opportunistici, cosa del tutto contraria a secoli di logica capitalistica.
ecco ..
qui volevo arrivare!!!
il punto è che per il cittadino la scelta in pratica spesso si riduce nel rispettare la regola CONTRO i suoi interessi o violarla ed averne un guadagno.
Se davvero si crede nel valore delle regole (cosa per nulla scontata, per quanto a parole diciamo tutti di si, e sulla quale avanzo dei dubbi..) allora si deve intervenire su questo punto e rendere falsa questa affermazione.
Come?
Rendendo CONVENIENTE rispettare le regole.
a questo può contribuire la repressione, ma non sarà mai possibile che con la sola repressione si raggiunga un risultato di questo tipo.
Ci vogliono scelte normative che premino il rispetto delle regole.
Per esempio ci vuole che a me convenga farmi fare la fattura dall'idraulico, e che mi convenga un euro in più di quanto costa a lui farmela!!! (semplifico ma credo abbiate capito.)
edit:
la faccenda del capitalismo , secondo me , nonconta un cavolo!
(edited)
qui volevo arrivare!!!
il punto è che per il cittadino la scelta in pratica spesso si riduce nel rispettare la regola CONTRO i suoi interessi o violarla ed averne un guadagno.
Se davvero si crede nel valore delle regole (cosa per nulla scontata, per quanto a parole diciamo tutti di si, e sulla quale avanzo dei dubbi..) allora si deve intervenire su questo punto e rendere falsa questa affermazione.
Come?
Rendendo CONVENIENTE rispettare le regole.
a questo può contribuire la repressione, ma non sarà mai possibile che con la sola repressione si raggiunga un risultato di questo tipo.
Ci vogliono scelte normative che premino il rispetto delle regole.
Per esempio ci vuole che a me convenga farmi fare la fattura dall'idraulico, e che mi convenga un euro in più di quanto costa a lui farmela!!! (semplifico ma credo abbiate capito.)
edit:
la faccenda del capitalismo , secondo me , nonconta un cavolo!
(edited)
la faccenda del capitalismo , secondo me , nonconta un cavolo!
come no? il successo ed il benessere individuale come conseguenza dei propri sforzi e delle proprie abilità non è l'antitesi del cedere qualcosa di proprio in nome della collettività?
come no? il successo ed il benessere individuale come conseguenza dei propri sforzi e delle proprie abilità non è l'antitesi del cedere qualcosa di proprio in nome della collettività?
E no. io risparmio un tot, che se pagassi andrebbe redistribuito.
A ME conviene cha a pagare siano gli altri..
dai non si può negare..
A te invece conviene pagare perchè pagando più tasse avrai migliori servizi è questo il senso. Il guadagno non è diretto ma indiretto. Infatti dove c'è meno evasione guarda caso stanno meglio, hanno servizi migliori e spesse volte ne pagano anche meno :)
A ME conviene cha a pagare siano gli altri..
dai non si può negare..
A te invece conviene pagare perchè pagando più tasse avrai migliori servizi è questo il senso. Il guadagno non è diretto ma indiretto. Infatti dove c'è meno evasione guarda caso stanno meglio, hanno servizi migliori e spesse volte ne pagano anche meno :)
Rendendo CONVENIENTE rispettare le regole.
a questo può contribuire la repressione, ma non sarà mai possibile che con la sola repressione si raggiunga un risultato di questo tipo.
Ci vogliono scelte normative che premino il rispetto delle regole.
Esatto: per esempio la legge contro la corruzione che il fatto quotidiano ha presentato tempo fa rispetta il dilemma del prigioniero come la rispettava la vecchia normativa sui pentiti. Infatti tutti parlavano. se venisse approvata la legge anti corruzione del fatto sarebbe la morte della corruzione perchè renderebbe conveniente parlare e quindi il corruttore o concussore non avrebbe nessun guadagno dato che il rischio di essere beccato sarebbe altissimo dato che chi confessa per primo avrebbe vantaggi enormi.
Per quanto riguarda le tasse la convenienza sarebbe quella di poter detrarre una quota per le spese mediche più alta e il poter scalare le spese per i professionisti in percentuale SUPERIORE al 20%, minimo dovrebbe essere il 40-50% e senza franchigia.
In pratica adesso non si recupera nemmeno l'iva e quella senza fattura il professionista NON me l'aggiunge.
Togliendo la franchigia e aumentando la percentuale al 40-50% tutti si farebbero fare la fattura e fine dell'evasione dei professionisti.
Rimarrebbe il piccolo commercio e li si può fare solo coi controlli.
a questo può contribuire la repressione, ma non sarà mai possibile che con la sola repressione si raggiunga un risultato di questo tipo.
Ci vogliono scelte normative che premino il rispetto delle regole.
Esatto: per esempio la legge contro la corruzione che il fatto quotidiano ha presentato tempo fa rispetta il dilemma del prigioniero come la rispettava la vecchia normativa sui pentiti. Infatti tutti parlavano. se venisse approvata la legge anti corruzione del fatto sarebbe la morte della corruzione perchè renderebbe conveniente parlare e quindi il corruttore o concussore non avrebbe nessun guadagno dato che il rischio di essere beccato sarebbe altissimo dato che chi confessa per primo avrebbe vantaggi enormi.
Per quanto riguarda le tasse la convenienza sarebbe quella di poter detrarre una quota per le spese mediche più alta e il poter scalare le spese per i professionisti in percentuale SUPERIORE al 20%, minimo dovrebbe essere il 40-50% e senza franchigia.
In pratica adesso non si recupera nemmeno l'iva e quella senza fattura il professionista NON me l'aggiunge.
Togliendo la franchigia e aumentando la percentuale al 40-50% tutti si farebbero fare la fattura e fine dell'evasione dei professionisti.
Rimarrebbe il piccolo commercio e li si può fare solo coi controlli.
Esatto: per esempio la legge contro la corruzione che il fatto quotidiano ha presentato tempo fa rispetta il dilemma del prigioniero come la rispettava la vecchia normativa sui pentiti. Infatti tutti parlavano. se venisse approvata la legge anti corruzione del fatto sarebbe la morte della corruzione perchè renderebbe conveniente parlare e quindi il corruttore o concussore non avrebbe nessun guadagno dato che il rischio di essere beccato sarebbe altissimo dato che chi confessa per primo avrebbe vantaggi enormi.
quoto il ragionamento se non per una chiarificazione. secondo il dilemma del prigioniero converrebbe a tutti tacere, quindi in realtà la legge anticorruzione fa leva proprio sull'opportunismo dell'animo umano.
lo stesso discorso sulle tasse: se le pago spendo X ricevo X, se non le pago spendo 0 ricevo X. finchè non ci sarà un meccanismo per il quale la gente non trovi conveniente spendere X introducendo un fattore di rischio tale che X sia una somma conveniente rispetto al rischio non si va da nessuna parte.
(edited)
quoto il ragionamento se non per una chiarificazione. secondo il dilemma del prigioniero converrebbe a tutti tacere, quindi in realtà la legge anticorruzione fa leva proprio sull'opportunismo dell'animo umano.
lo stesso discorso sulle tasse: se le pago spendo X ricevo X, se non le pago spendo 0 ricevo X. finchè non ci sarà un meccanismo per il quale la gente non trovi conveniente spendere X introducendo un fattore di rischio tale che X sia una somma conveniente rispetto al rischio non si va da nessuna parte.
(edited)
Per quanto riguarda le tasse la convenienza sarebbe quella di poter detrarre una quota per le spese mediche più alta e il poter scalare le spese per i professionisti in percentuale SUPERIORE al 20%, minimo dovrebbe essere il 40-50% e senza franchigia.
Se venisse adottata una legge del genere sarebbe di per sè un segnale che a fare i furbi non la si fa franca. Peraltro nemmeno adesso la si fa franca, se si è dei normali lavoratori subordinati. C'è un'enorme sproporzione di trattamento tra chi può scaricare l'IVA e chi no, tra chi può evadere e chi no.
Quello delle tasse è proprio l'esempio chiarificatore: i segnali mandati dall'alto (sperequazione legislativa, condoni, dichiarazioni del PdC sulla legittimità di non pagare le tasse) determinano la propensione a evadere. L'unico modo di correggerla è mandare nuovi e chiari segnali.
Se venisse adottata una legge del genere sarebbe di per sè un segnale che a fare i furbi non la si fa franca. Peraltro nemmeno adesso la si fa franca, se si è dei normali lavoratori subordinati. C'è un'enorme sproporzione di trattamento tra chi può scaricare l'IVA e chi no, tra chi può evadere e chi no.
Quello delle tasse è proprio l'esempio chiarificatore: i segnali mandati dall'alto (sperequazione legislativa, condoni, dichiarazioni del PdC sulla legittimità di non pagare le tasse) determinano la propensione a evadere. L'unico modo di correggerla è mandare nuovi e chiari segnali.
cioè?
come detto meglio di me dagli altri penso che la scommessa di pagare in nero l'idraulico convenga fin che siamo in pochi o troppi a farlo . Quindi in Svezia e in Italia. In Svezia perché saranno l'1%, in Italia perché siamo il 99%! :)
come detto meglio di me dagli altri penso che la scommessa di pagare in nero l'idraulico convenga fin che siamo in pochi o troppi a farlo . Quindi in Svezia e in Italia. In Svezia perché saranno l'1%, in Italia perché siamo il 99%! :)
Da Repubblica.it
Niente storia, italiano e solo Nord
ecco l'università della GelminiSolo scienziati e università settentrionali nell'agenzia che valuta gli atenei e che deciderà sugli stanziamenti. La protesta di filosofi, storici, studiosi di letteratura e dei docenti del Mezzogiorno. "Una parte importante della ricerca rischia di vedersi ridurre i finanziamenti"
di SIMONETTA FIORI
Le discipline umanistiche? Non esistono per il governo italiano. Non esiste la storia. Non esiste l'italianistica. Non esiste lo studio dell'arte e dell'archeologia. Non esistono la filosofia né l'estetica. Non esiste, in sostanza, quella tradizione di saperi che conserva il patrimonio e la memoria di un paese. Dal consiglio direttivo dell'Anvur (l'agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), nominato dal Consiglio dei ministri, sono stati esclusi gli studiosi delle scienze umanistiche. Ed è stato escluso l'intero Mezzogiorno, nel senso che non vi figura nessun rappresentante delle facoltà collocate a Sud di Roma.
All'agenzia spetta un compito fondamentale: giudicare la qualità degli atenei e degli enti di ricerca. Dalle valutazioni discendono i finanziamenti che premiano i risultati migliori. Per questa ragione l'esclusione dell'area umanistica solleva allarme e preoccupazione nella comunità intellettuale. E diventa anche un caso politico. "Ora che finalmente l'Agenzia viene attivata", ha dichiarato Luigi Zanda, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama, "il governo ricade nella cattiva abitudine di dividere la cultura tra discipline buone e discipline cattive, e le Università tra quelle del Nord e quelle del Sud". Uno squilibrio che non ha turbato i sonni di Giulio Tremonti, secondo alcuni preoccupato solo di analizzare il colore politico dei consiglieri: ma la sua "furibonda" telefonata alla Gelmini è stata smentita dal Miur. Mentre
Paola Binetti mugugna per la nomina dell'illustre genetista, del quale non gradisce il genere di ricerche. "Sono uno scienziato, non un agitatore politico", è la replica di Giuseppe Novelli.
Centrale rimane la questione dell'esclusione delle scienze umane e del Mezzogiorno. "Sbalordito" e "deluso" si dice Salvatore Settis, che fa parte del comitato che aveva proposto una rosa di quindici candidature al ministro Gelmini, la quale poi ha selezionato sette nomi rappresentativi delle varie aree disciplinari, ma non delle scienze umane. "Non riesco a comprendere le ragioni dell'esclusione", interviene lo studioso. "Abbiamo lavorato con serietà e rigore, mettendo in gioco la nostra esperienza internazionale e le nostre competenze. E ora vediamo che sono state tagliate fuori le scienze umane e l'intero Mezzogiorno". Nella rosa dei sette nomi approvati, compaiono due economisti (Fiorella Kostoris e Andrea Bonaccorsi), una sociologa (Luisa Ribolzi), un genetista (Novelli), un veterinario (Massimo Castagnaro), un fisico (Stefano Fantoni) e un ingegnere (Sergio Benedetto): in sostanza le scienze sociali (in larga rappresentanza), le scienze biomediche e le scienze fisiche. "È evidente la sproporzione", continua Settis, che nel suo comitato era l'unico rappresentante delle discipline escluse. In una lettera alla Gelmini ha chiesto che al più presto sia posto rimedio allo squilibrio.
Identiche perplessità provengono da Enrico Decleva, storico dell'età contemporanea e presidente della Conferenza dei Rettori. "Colpisce l'assenza delle discipline umanistiche. E colpisce anche la mancanza delle università del Mezzogiorno. Ma confido nel fatto che il governo provveda ad ampliare il consiglio direttivo".
In fermento è la comunità degli studiosi che operano nelle Facoltà di Lettere e Filosofia, le più penalizzare dalla scelta del ministro. "Il rischio è che alle nostre discipline vengano trasferiti parametri di valutazione che hanno senso solo in campo scientifico", interviene Amedeo Quondam, presidente degli italianisti. In un documento firmato dalle diverse associazioni - oltre gli italianisti, gli slavisti, i latinisti, gli storici dell'arte, i filosofi, gli studiosi di estetica, gli anglisti, gli storici dell'età medievale, moderna e contemporanea, la conferenza dei presidi di Lettere e Filosofia - si chiede che nel consiglio direttivo dell'Anvur "ci sia una rappresentanza qualificata dell'area umanistica" tenendo conto del fatto "che questo ampio settore ha da tempo elaborato una condivisa cultura della valutazione, in grado di tenere conto con equilibrio di quanto lo rende omogeneo a tutti gli altri settori e di quanto invece lo distingue". Valutarlo secondo criteri sbagliati, in sostanza, porterebbe danno alla memoria e al patrimonio di un paese già in forte crisi di identità.
(25 gennaio 2011)
Niente storia, italiano e solo Nord
ecco l'università della GelminiSolo scienziati e università settentrionali nell'agenzia che valuta gli atenei e che deciderà sugli stanziamenti. La protesta di filosofi, storici, studiosi di letteratura e dei docenti del Mezzogiorno. "Una parte importante della ricerca rischia di vedersi ridurre i finanziamenti"
di SIMONETTA FIORI
Le discipline umanistiche? Non esistono per il governo italiano. Non esiste la storia. Non esiste l'italianistica. Non esiste lo studio dell'arte e dell'archeologia. Non esistono la filosofia né l'estetica. Non esiste, in sostanza, quella tradizione di saperi che conserva il patrimonio e la memoria di un paese. Dal consiglio direttivo dell'Anvur (l'agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), nominato dal Consiglio dei ministri, sono stati esclusi gli studiosi delle scienze umanistiche. Ed è stato escluso l'intero Mezzogiorno, nel senso che non vi figura nessun rappresentante delle facoltà collocate a Sud di Roma.
All'agenzia spetta un compito fondamentale: giudicare la qualità degli atenei e degli enti di ricerca. Dalle valutazioni discendono i finanziamenti che premiano i risultati migliori. Per questa ragione l'esclusione dell'area umanistica solleva allarme e preoccupazione nella comunità intellettuale. E diventa anche un caso politico. "Ora che finalmente l'Agenzia viene attivata", ha dichiarato Luigi Zanda, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama, "il governo ricade nella cattiva abitudine di dividere la cultura tra discipline buone e discipline cattive, e le Università tra quelle del Nord e quelle del Sud". Uno squilibrio che non ha turbato i sonni di Giulio Tremonti, secondo alcuni preoccupato solo di analizzare il colore politico dei consiglieri: ma la sua "furibonda" telefonata alla Gelmini è stata smentita dal Miur. Mentre
Paola Binetti mugugna per la nomina dell'illustre genetista, del quale non gradisce il genere di ricerche. "Sono uno scienziato, non un agitatore politico", è la replica di Giuseppe Novelli.
Centrale rimane la questione dell'esclusione delle scienze umane e del Mezzogiorno. "Sbalordito" e "deluso" si dice Salvatore Settis, che fa parte del comitato che aveva proposto una rosa di quindici candidature al ministro Gelmini, la quale poi ha selezionato sette nomi rappresentativi delle varie aree disciplinari, ma non delle scienze umane. "Non riesco a comprendere le ragioni dell'esclusione", interviene lo studioso. "Abbiamo lavorato con serietà e rigore, mettendo in gioco la nostra esperienza internazionale e le nostre competenze. E ora vediamo che sono state tagliate fuori le scienze umane e l'intero Mezzogiorno". Nella rosa dei sette nomi approvati, compaiono due economisti (Fiorella Kostoris e Andrea Bonaccorsi), una sociologa (Luisa Ribolzi), un genetista (Novelli), un veterinario (Massimo Castagnaro), un fisico (Stefano Fantoni) e un ingegnere (Sergio Benedetto): in sostanza le scienze sociali (in larga rappresentanza), le scienze biomediche e le scienze fisiche. "È evidente la sproporzione", continua Settis, che nel suo comitato era l'unico rappresentante delle discipline escluse. In una lettera alla Gelmini ha chiesto che al più presto sia posto rimedio allo squilibrio.
Identiche perplessità provengono da Enrico Decleva, storico dell'età contemporanea e presidente della Conferenza dei Rettori. "Colpisce l'assenza delle discipline umanistiche. E colpisce anche la mancanza delle università del Mezzogiorno. Ma confido nel fatto che il governo provveda ad ampliare il consiglio direttivo".
In fermento è la comunità degli studiosi che operano nelle Facoltà di Lettere e Filosofia, le più penalizzare dalla scelta del ministro. "Il rischio è che alle nostre discipline vengano trasferiti parametri di valutazione che hanno senso solo in campo scientifico", interviene Amedeo Quondam, presidente degli italianisti. In un documento firmato dalle diverse associazioni - oltre gli italianisti, gli slavisti, i latinisti, gli storici dell'arte, i filosofi, gli studiosi di estetica, gli anglisti, gli storici dell'età medievale, moderna e contemporanea, la conferenza dei presidi di Lettere e Filosofia - si chiede che nel consiglio direttivo dell'Anvur "ci sia una rappresentanza qualificata dell'area umanistica" tenendo conto del fatto "che questo ampio settore ha da tempo elaborato una condivisa cultura della valutazione, in grado di tenere conto con equilibrio di quanto lo rende omogeneo a tutti gli altri settori e di quanto invece lo distingue". Valutarlo secondo criteri sbagliati, in sostanza, porterebbe danno alla memoria e al patrimonio di un paese già in forte crisi di identità.
(25 gennaio 2011)
Ecco come ci vedono all'estero, sulla BBC, esilarante ma tristissino (e non è l'unico video):
fai click con tasto destro e vedilo su youtube direttamente, a fianco della pagina ci sono altri simili consigliati, ma sottotitolati non ne ho visti
Comunque ora scusami, ma devo andare dalla mia igienista dentale
(edited)
(edited)
e io invece per farmi un futuro come la maggior parte di tutti devo farmi il qlo, far sacrifici io, farli fare ai miei genitori per via del costo dell'università
e queste invece niente, che schifo di paese
e queste invece niente, che schifo di paese