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Subject: [POLITICA]

2011-02-21 23:40:01



Interessante punto su cui riflettere(l'ennesimo) che è rimasto in secondo piano sulle vicende giudiziare del nostro amato premier.
2011-02-22 11:17:06
da repubblica.it sottolineando la parte sul federalismo in risposta a quanto affermano che sia un passo in avanti contro gli sprechi:



IL CASODdl intercettazioni, il no della Corte dei Conti
"Essenziali per combattere la corruzione"La magistratura contabile boccia le iniziative del governo. Disco rosso anche per il federalismoROMA - La Corte dei Conti boccia il ddl intercettazioni perchè non combatte la corruzione e sottolinea come invece questo strumento sia molto importante per contrastare il fenomeno. Lo afferma il procuratore generale della magistratura contabile Mario Ristuccia nella sua relazione in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2011. Una relazione che punta il dito anche sui rischi del federalismo e sull'espansione della corruzione nella pubblica amministrazione.

Intercettazioni. "Non appaiono indirizzati a una vera e propria lotta alla corruzione - afferma - il disegno di legge governativo sulle intercettazioni che, costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo e neppur l'aver dimezzato con la cd legge Cirielli del 2005 i termini di prescrizione per il reato di corruzione ridotti da 15 a 7 anni e mezzo, con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna e con conseguenze ostative per l'esercizio dell'azione contabile sul danno all'immagine".

Federalismo. Il federalismo potrebbe aumentare la corruzione, afferma Ristuccia. "Ci si interroga in termini dubitativi se, in tema di federalismo fiscale, il decentramento della spesa pubblica possa contribuire a ridurre la corruzione" rendendo "più diretta la relazione tra decisioni prese e risultati conseguiti" oppure se, sottolinea il presidente "possa avere l'effetto contrario ed aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno della comunità amministrata".

Corruzione. La corruzione e le frodi sono "patologie" che "continuano ad affliggere la pubblica amministrazione". Ristuccia sottolinea "i fenomeni delittuosi" che colpiscono l'amministrazione pubblica. Un fenomeno che riguarda soprattutto aiuti e contributo nazionali e dell'Ue. "I dati al riguardo non consentono ottimismi", spiega il procuratore secondo cui la situazione di "cattiva amministrazione, nonostante i progressi conseguiti in termini di efficienza, continua a caratterizzare in negativo l'immagine complessiva dell'apparato amministrativo". Inoltre, prosegue Ristuccia, una "rimarchevole diminuzione delle denunce che potrebbe dare conto fi una certa assuefazione al fenomeno verso una vera e propria 'cultura della corruzione'".
(22 febbraio 2011)
2011-02-22 11:27:24
Che vergogna..
al primo che mi viene a dire che "tanto destra e sinistra sono tutti uguali" o cose del genere me lo mangio, questi si stanno vendendo il mio futuro e distruggendo il mio paese..

2011-02-22 12:06:40
l'emergenza per l'Italia non è l'economia ma la legalità...

...sono abbastanza stufo di semplificazioni che portano a pensare che il pubblico è male e il privato è bene quando poi leggo che la corruzione si mangia tutti gli aiuti europei alle imprese...

... sono ancor più stufo degli amministratori del settore pubblico, che sono il vero cancro di tale settore, che se vengono condannati devono restituire solo dal 10 al 30% di quanto rubato, per poi dire che il problema sono i dipendenti pubblici il cui sovrannumero in alcuni settori incide pochissimo di fronte ai furti degli amministratori...

... ci vuole la riforma della giustizia in senso diametralmente opposto a quella proposta da Berlusconi, ovvero processo breve sì, ma con l'annullamento della prescrizione in toto. per cui anche se ho rubato 50 anni fa sono ancora processabile...

...magari unendo anche una riforma del sistema esattoriale per cui se uno non ha i soldi per piangere non si ritrovi Equitalia sotto la porta ogni giorno, studiando dei parametri legati alla situazione patrimoniale e magari più equi ed in linea con i momenti economici...

...scusate lo sfogo.
(edited)
(edited)
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2011-02-22 12:08:38
tanto destra e sinistra sono tutti uguali
2011-02-22 12:14:24
:D
mo' te gonfio!!!
:P
2011-02-22 14:19:25
Arrivano in centinaia, alcuni anche a remi su una barca in avaria. E aumentano, anche a causa della carenza dei controlli delle coste del Nord Africa dopo le rivolte. Nuovo sbarco a Lampedusa: arrivano 43 immigrati. Scoppiano le risse per il cibo. Ora l'Italia teme un'invasione. Maroni preoccupato. Il ministro degli Esteri Frattini: "Temo guerra civile e marea di immigrati"

I flussi di gas importato dalla Libia in Italia attraverso il gasdotto Greenstream hanno subito un rallentamento a partire da lunedì sera e la situazione "è in peggioramento". Intanto sarà il cacciatorpediniere lanciamissili 'Francesco Mimbelli' a salpare dall'Italia per fare da piattaforma per il controllo aereo nel Sud del Mediterraneo. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si riunirà alle 15 per discutere della situazione. Intanto l'aviazione libica sta effettuando nuovi raid su alcune zone di Tripoli: è strage


Vendola lo aveva annunciato ad anno zero la scorsa settimana ...ci dica Berlusconi oltre ad aver agito in maniera diplomatica con la nipote di Mubarak ...come si pone la nostra nazione a ciò che sta succedendo nel Mediterraneo !? e noi che siamo il cuore dello stesso ... inermi !!!

Adesso si commenta la guerra civile in Libia, ma la situazione di allarme si era già evidenziata in tutto il Mghreb ....ma la nostra politica estera dov'e'? basta...si deve dimettere !!!


2011-02-22 14:36:38
il problema è che non puoi accogliere Gheddafi in Italia come grande statista e poi dopo pochi mesi fargli la guerra! noi siamo una barzelletta!
2011-02-22 14:40:19
quoto soprattutto l'ultima frase..
:(
2011-02-22 14:44:18
il problema è che il Premier è facilmente ricattabile....e politicamente è zero !!!

Qui non si tratta più di destra o sinistra.... chi ci governa deve saper rappresentare il nostro paese ed adottare delle politiche vincenti, non deficitarie !!

Stringe amicizie e sviluppa accordi senza un minimo di strategia politica !!

2011-02-22 14:47:06


(edited)
2011-02-22 14:50:13
La strategia dietro gli accordi con la Libia è chiarissima, garantirsi approvvigionamento di petrolio e gas naturale senza i quali non sopravviveremmo e controllare l'immigrazione clandestina selvaggia.

Non è che poi nelle altre nazioni del mondo non si fanno accordi con dittatori in cambio di queste cose, anzi quindi si può dire che Berlusconi si è prostrato troppo di fronte a Gheddafi ma non che lo facesse perchè pirla ma perchè ha bisogno delle risorse libiche.
2011-02-22 14:52:34
una cosa è fare accordi meramente commerciali, altra cosa è leccare spudoratamente il culo per fare accordi commerciali e mettere in grossa difficioltà di immagine democratica (capirai quanto gliene frega) il proprio paese

c'è un abisso di differenza.
2011-02-22 14:59:46
c'è un abisso ...

e noi ci siamo finiti dentro -__-
2011-02-22 15:12:05
Non è che poi nelle altre nazioni del mondo non si fanno accordi con dittatori in cambio di queste cose, anzi quindi si può dire che Berlusconi si è prostrato troppo di fronte a Gheddafi ma non che lo facesse perchè pirla ma perchè ha bisogno delle risorse libiche.

verissimo, ma non è una giustificazione per sostenere un regime e firmare un accordo in cui ci si obbliga a sostenerlo..
2011-02-22 15:23:08
La strategia dietro gli accordi con la Libia è chiarissima, garantirsi approvvigionamento di petrolio e gas naturale senza i quali non sopravviveremmo e controllare l'immigrazione clandestina selvaggia.

Non è che poi nelle altre nazioni del mondo non si fanno accordi con dittatori in cambio di queste cose, anzi quindi si può dire che Berlusconi si è prostrato troppo di fronte a Gheddafi ma non che lo facesse perchè pirla ma perchè ha bisogno delle risorse libiche.


una cosa è fare il politico... un'altra fare l'imprenditore !!

cmq per chi ha voglia di leggerselo ...

DALL’AMBASCIATORE USA AL SEGRETARIO DI STATO

E.O. 12958: DECL: 02/10/2019
TAGS: PREL, PGOV, NATO, IT
SOGGETTO: RIFLESSIONI CONCLUSIVE SUL RAPPORTO ITALIA-USA; COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DA UN FORTE ALLEATO

1. (C/NF) Gentile Segretario, mentre lascio Roma dopo una permanenza di tre anni e mezzo, mi conceda il privilegio di condividere con lei le mie riflessioni sullo stato dei
rapporti USA-Italia. Lungo tutto il periodo del dopoguerra, in particolare dalla fine della guerra fredda, l’Italia ha dimostrato di essere un partner solido, serio e affidabile per la politica USA, soprattutto verso le questioni internazionali a cui teniamo di più. In fin dei conti, l’Italia ha sempre contribuito in modo sostanziale, sia operativamente sia politicamente, alla realizzazione degli obiettivi condivisi, sebbene non sia stato sempre riconosciuto al governo italiano lo stesso grado di legittimazione riservato ad altri alleati. Considerati i compiti strategici che si profilano in futuro, e le richieste che faremo a breve, su questioni che
vanno dall’Afghanistan alla chiusura di Guantanamo, varrebbe la pena di fare un piccolo investimento
iniziale per spianarci la strada.

2. (C/NF) L’Italia è uno dei pilastri fondamentali del nostro rapporto con l’Europa ed è indispensabile in qualsiasi sforzo volto a incanalare le risorse europee per affrontare i nostri interessi globali. Come membro della Nato, dell’Unione Europea e del G8, l’Italia ha partecipato ai pesanti sforzi internazionali per sconfiggere i talebani e stablire un governo democratico in Afghanistan; per porre fine allo spargimento di sangue e per portare stabilità nella penisola balcanica; per proteggere Israele dagli attacchi terroristici degli estremisti; mantenere la stabilità in Libia; nell’aiuto dato all’Iraq a ritrovare un equilibrio dopo anni di repressione politica, grazie all’assistenza nello sviluppo politico ed economico del Paese, in particolare in tema sicurezza. Per le forze USA, l’Italia rappresenta una piattaforma geostrategica unica in Europa, e consente di raggiungere facilmente zone a rischio in tutto il Medio Oriente, l’Africa e l’Europa. E, a causa di questa posizione, l’Italia è la sede del più completo arsenale militare – dal 173 brigata aerotrasportata e i Global Hawks – di cui noi disponiamo al di fuori del territorio degli Stati Uniti. Cosa ancor più importante, l’Italia ha dimostrato la volontà, e anche l’entusiasmo, di affiancare gli Stati Uniti nell’affrontare molte delle più pressanti questioni della nostra epoca.

3. (C/NF) Questo non significa che l’Italia rappresenti sempre il partner ideale per sostenere gli sforzi degli Usa. Il lento ma sostanziale declino economico del Paese minaccia la sua capacità di avere un peso sulla scena internazionale. E la sua classe dirigente dimostra spesso di non avere una visione strategica – caratteristica sviluppatasi attraverso decenni di coalizioni di governo instabili e di breve durata. Le istituzioni italiane non sono sviluppate come sarebbe opportuno aspettarsi da un moderno Paese europeo. La mancanza di volontà e l’incapacità dei leader italiani di affrontare i problemi strutturali che affliggono la loro società – un assetto economico non competitivo, la decadenza delle infrastrutture, il debito pubblico che aumenta, la corruzione endemica – continuano a essere fonte di preoccupazione per i suoi partner, e danno l’impressione di un governo inefficiente e debole. Il primo ministro Silvio Berlusconi è involontariamente diventato il simbolo di questo processo. Le sue continue gaffe e la sua povertà di linguaggio hanno più di una volta offeso gran parte del popolo italiano e molti leader europei. La sua chiara volontà di anteporre i propri interessi personali a quelli dello stato, il suo privilegiare le soluzioni a breve termine a discapito di investimenti lungimiranti, il suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali sui suoi avversari politici hanno danneggiato l’immagine dell'Italia in Europa, creato un tono disgraziatamente comico alla reputazione dell'Italia in molti settori del governo statunitense.

4. (C/NF) Detto questo, in politica estera, l’Italia ha fatto molti sforzi – alcuni più seri, altri meno – per mantenere una posizione d’influenza e rilevanza internazionale. In molti casi, l’Italia non ha allocato le risorse militari, economiche o diplomatiche necessarie a condurre, o anche solo a partecipare, ad alcune delle questioni affrontate dalla comunità internazionale. Ma quando le è stato richiesto, è sempre riuscita a supportare la nostra leadership: in Iraq, in Afghanistan o in Medio Oriente. Mentre una crescita stagnante ha prodotto maggiori pressioni sul bilancio, desta ulteriore preoccupazione la mancanza di volontà del governo italiano nel prendere decisioni rapide in supporto alle esigenze dell’alleanza. In molti casi, l’Italia ha cercato di compensare la mancata allocazione di risorse, proponendosi come grande mediatore mondiale, un ruolo autoconferitosi che i politici (e in particolare Silvio Berlusconi) credono dia grande visibilità e virtualmente nessun costo. Senza alcun tipo di coordinamento esterno, i leader italiani hanno cercato di mediare nei rapporto dell’Occidente con la Russia, nell’impegno verso Hamas e Hizballah, nello stabilire nuovi canali di negoziazione con l’Iran ed espandendo l’agenda e il mandato del G8.

5. (C/NF) La combinazione tra declino economico e idiosincrasie politiche ha spinto molti leader europei a denigrare i contributi italiani, e di Berlusconi. Noi non dobbiamo farlo. Dobbiamo riconoscere che un impegno di lunga durata con l’Italia e i suoi leader ci procurerà importanti dividendi strategici, ora e in futuro. L’influenza italiana nei balcani ci aiuterà a consolidare gli obiettivi faticosamente raggiunti negli ultimi vent’anni. Le truppe italiane continueranno ad avere un ruolo determinante al mantenimento della pace in Libano e Afghanistan. Con la creazione di AFRICOM, l’Italia è diventata un partner ancor più significativo per il progetto energetico. Guardando al futuro, dobbiamo riconoscere che gli investimenti italiani saranno decisivi per ogni comune politica di sicurezza energetica UE-USA che voglia contenere l’incremento dell’utilizzo impudente e aggressivo di Putin dell’energia come strumento di estensione dell’influenza Russa (una strategia attuata dal Cremlino che i player italiani del settore energetico purtroppo hanno supportato). La pressione economica italiana, se vi daremo una seria spinta, potrebbe rivelarsi cruciale nell’inviare un messaggio chiaro e potente a Theran nell’ottica di risoluzione della questione nucleare, e la voce italiana può rivelarsi molto importante, per trasformare in nazioni stabili, prosperose e democratiche quei paesi che aspirano all'ingresso nella Nato e nella UE. Gli italiani si stanno già preparando a quella che ritengono sarà la prima tra le richieste USA – l’insediamento dei detenuti di Guantanamo e un più ampio e approfondito impegno in Afghanistan.

6. (C/NF) ll primo ministro Silvio Berlusconi enfatizza continuamente il significato del legame USA-Italia. Benché in realtà non sia sintonizzato con i nostri ritmi politici quanto ritiene di essere, è genuinamente e profondamente devoto al rapporto con gli USA. Il suo ritorno in politica la scorsa primavera ha portato un tangibile e pressoché immediato miglioramento nella nostra capacità di conseguire risultati da un punto di vista operativo. E il ministro degli esteri Frattini è uno statista di comprovata esperienza. Man mano che Berlusconi si dovrà sempre più occupare di politica interna (in particolar modo delle questioni economiche), Frattini avrà maggior peso nel determinare quella estera. Entrambi desiderano confrontarsi con lei e cercano una guida che li aiuti ad affrontare gli urgenti problemi del mondo. Al loro fianco troverà politici e rappresentanti istituzionali che ritengono fondamentale la relazione e il coordinamento con la classe dirigente e i rappresentanti istituzionali americani per forgiare il percorso politico dell’Italia nel mondo, e anche in Europa. Sono convinto che, nella misura in cui lei e i suoi più stretti collaboratori resterete in contatto e vi coordinerete con i leader italiani, avremo risultati soddisfacenti. Allo stesso modo, se troveremo il modo di includere l’Italia nel gruppo di nazioni con cui lavoriamo a più stretto contatto sui temi chiave – come il Medio Oriente, l’Iran e l’Afghanistan – lei e il presidente troverete moltissimi modi per incanalare il grande potenziale italiano in supporto agli obiettivi strategici statunitensi. Ancor più importante, dall’osservatorio privilegiato di chi conosce l’Italia e la sua popolazione da più di quarant’anni, nonostante gli insuccessi e le incapacità dei suoi rappresentanti istituzionali, bisogna riconoscere nell’Italia un alleato sincero e affidabile, effettivamente capace di rinnovare con entusiasmo una rapporto di stretta collaborazione.

7. (C/NF) Per me è stato un enorme privilegio servire il popolo americano qui. Mi auguro che lei e il presidente otteniate il più grande successo dalla collaborazione con questo grande alleato.


questo è per farti capire in cosa è deficitario ed in cosa no...praticamente se non risulteremo più il cuore del Mediterraneo ....l'Italia politicamente avrà lo stesso peso dell'Islanda.

(edited)