Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!
 Topic closed!!!

Subject: [POLITICA]

2011-03-04 16:51:36
Guarda, ho lavorato parecchi anni nel settore sia come libraio in una libreria autonoma (che ha dovuto chiudere) sia come distributore indipendente di libri fuori catalogo.
Questa battaglia dello sconto sui libri è stata condotta dalle (ultime) librerie indipendenti in Italia e, francamente, mi sorprende anche che l'abbiano vinta.
Creare un regime di sconti incondizionato avrebbe significato semplicemente la chiusura di TUTTE le poche librerie indipendenti rimaste in Italia: infatti tali sconti sono appannaggio solo della grande distribuzione e delle catene legate a case editrici (mondadori, feltrinelli, etc...) che hanno la possibilità di far transitare quantità di copie spropositate nei loro magazzini acquistandole a prezzi talmente bassi da poterle poi mettere in scaffale con sconti elevatissimi.
Cosa che, ovviamente, il libraio non può fare. Il libraio già non ci sta dentro facendo lo sconto "canonico" del 5/10% al suo cliente, figurati se può arrivare al 20/30 come fanno le grandi catene.
Capisco che letta così la legge possa sembrare andare contro alla diffusione del libro e della cultura, in realtà è l'unico modo per non costringere tutte le librerie indipendenti (le uniche, lasciamelo dire, che ancora FANNO cultura proponendo testi e servizi che nelle catene ti scordi) a chiudere domani mattina.
Poi ti dirò, credo che questo non servirà a molto perchè come per tutto il resto (dal macellaio al lattaio fino all'elettrauto) la grande distribuzione ha la forza di strangolare l'indipendente con altri mezzi.
2011-03-04 17:55:29
ho precisamente la stessa impressione da quel che so di librerie
2011-03-04 18:03:39
Poi ti dirò, credo che questo non servirà a molto perchè come per tutto il resto (dal macellaio al lattaio fino all'elettrauto) la grande distribuzione ha la forza di strangolare l'indipendente con altri mezzi.

appunto
e, ancora una volta, si è scelto per salvare il cavolo di ammazzare la capra, a tutto vantaggio del lupo

perchè, una legge antiliberista di questo tipo, danneggia solo il consumatore finale senza portare un REALE vantaggio per la piccola impresa artigiana nei confronti della grande distribuzione

quindi

dato e non concesso che la libreria indipendente svolga in qualche modo una funzione "sociale"

la strada giusta era agire sulla leva fiscale concedendo vantaggi economici alla piccola libreria, e non di certo impedendo a quella grande di applicare sconti consistenti
2011-03-04 18:06:53
quoto Baluba
2011-03-04 18:35:18
No Massimo in svizzera il popolo si esprime su tutto cio' che è cambiamento o leggi nuove o abrogazione di vecchie leggi.Prova ne sia che per ben 5 volte ha respinto la proposta di entrare nella comunita europea in barba ad alcuni politici ed ai banchieri che anelavano solo quello.Ed ha salvato la svizzera.Ultimamente il governo aveva proposto il registro delle armi private,come tu ben sai in ogni casa svizzera ci sono mitragliatori e fucili e pistole e munizioni....dovute al servizio militare obbligatorio annuale,che solo da poco è stato abolito a favore di quello professionale...e grazie al referendum popolare è stata respinta.Perchè gli svizzeri ci tengono alle loro tradizioni,tra cui quella di tenere in casa il fucile d'assalto.Ti garantisco che la legge esiste da 750 anni,prima come landgemeine poi con il referendum scritto,e funziona benissimo.Li di scandali non ce ne sono,perchè è il popolo che controlla cosa bisogna fare o non fare e questa è vera democrazia.In italia le vari leggine passate sottobanco per favorire gli amici degli amici,passano perchè il popolo una volta votato il parlamentare proposto dai partiti gli da una delega in bianco,,,e questo non solo non è democrazia,ma è molto vicina alla dittatura...o mangi questa minestra o salti questa finestra...avrai notato che gente travolta dagli scandali riceve sottobanco un altra delega finchè quatta quatta ritorna in parlamento.Poi ci sono le leggi ad personam e via dicendo.Se ogni emendamento richiedesse l'approvazione del popolo gli emendamenti e le leggine a favorire il potente di turno sarebbero molte di meno.Comunque i referendum in svizzera raramente sono piu di tre,perchè fanno poche leggi nuove.Il compito dei parlamentari è tecnico ovverosia il controllo che le leggi esistenti vengano rispettate,e che tutto funzioni bene nell'interesse del popolo.Scandali in 20 anni ne ho visto solo uno.Da noi in italia in 20 anni non basterebbe l'enciclopedia Treccani per iscriverli tutti.Io credo che copiare la svizzera sarebbe una opportunita' per noi tutti.
2011-03-04 18:36:19
ma sono d'accordo anche io.
spiegavo solo il perchè di questa legge apparentemente senza senso. Il senso ce l'ha, poi che sia sbagliata è un altro discorso.
Diciamo che nel migliore dei casi rallenterà l'agonia del settore delle piccole librerie indipendenti, ma nel medio-lungo periodo è inutile.

Il discorso della grande distribuzione, se lo si vuole affrontare seriamente, necessita di una revisione generale del processo commerciale, non è certo non permettendo certi sconti che la combatti.
2011-03-04 18:41:46
allora quoto pure te..
:P
2011-03-04 19:58:37
(le uniche, lasciamelo dire, che ancora FANNO cultura proponendo testi e servizi che nelle catene ti scordi)

che io sappia, alla feltrinelli si trova di tutto, quanto ai servizi in più non capisco che intendi dire.


E' un po' come per il cinema, ormai è ovvio che non esistono più le piccole sale di paese ma solo multisala, meno ovvio il fatto che nel multisala ci debbano essere solo cine-panettone.
2011-03-04 23:47:04
E' uno schifo...
In pratica si vieta la concorrenza per legge...
Che tristezza...
2011-03-05 01:03:05
Beh quella degli sconti fatta dalla GDO non è concorrenza, è marketing spregiudicato che penalizza i produttori e alimenta le cattive abitudini dei consumatori, che comperano sempre più un prezzo e sempre meno un prodotto. Questo in generale.

Sui libri, a me non pare che la grande "concorrenza" operata da centri commerciali, grossi punti vendita come feltrinelli e mondadori, ed e-commerce abbia portato in questi anni a diminuire il prezzo dei libri: Mi associo a chi dice che i libri hanno un prezzo che sembra fatto fatto apposta per non farlo vendere ai librai e per farlo scontare del 15% alla GDO.

Poi che la legge non serva può darsi, ma lo sventolìo della bandiera del liberismo è come sempre per me luttuoso in una società sempre più senza regole.
2011-03-05 01:34:54
tanto per cambiare pietanza e per riprendere un vecchio discorsetto si territori ed alluvioni e solidarietà

repubblica


IL RAPPORTO
Cemento pro-Comuni
Così muore il territorio
Nello studio annuale di Legambiente "Ambiente Italia" i dati della cementificazione crescente che sta consumando il suolo e contribuisce a frane e smottamenti in condizioni climatiche difficili: "Ogni anno coperti 500 chilometri quadrati". In testa Lombardia, Veneto e Campania. Per le amministrazioni locali è un modo per incassare e coprire le spese correnti di ANTONIO CIANCIULLO

Le piogge che si trasformano in una trappola mortale, come è appena successo nelle Marche? Colpa del clima che cambia e si tropicalizza ma anche dell'avanzata dell'asfalto che diminuisce la capacità del terreno di catturare l'acqua. Il consumo di suolo è allarmante, ma non tutti i dati che circolano sono attendibili. Un punto di riferimento affidabile viene dall'ultima edizione del rapporto Ambiente Italia, curato dagli esperti di Legambiente.

In Italia - si legge nella ricerca - vengono consumati mediamente oltre 500 chilometri quadrati di territorio all'anno. E' come se ogni quattro mesi spuntasse una città uguale all'area urbanizzata del comune di Milano. Sommando quanto è stato finora coperto da cemento e asfalto si arriva a un numero impressionante: 2.350.000 ettari. E' una superficie equivalente a quella di Puglia e Molise messe assieme, cioè il 7,6% del territorio nazionale, quasi 400 metri quadrati di asfalto per ogni italiano.

Questa pressione - calcolata da Legambiente e dall'Istituto nazionale di urbanistica attraverso il Centro di ricerca sui consumi di suolo, con il supporto scientifico del Dipartimento di architettura del Politecnico di Milano - si è andata intensificando negli ultimi 15 anni. Fino a portare alla fotografia del consumo
di suolo scattata nel 2010: la Lombardia risultava in testa con il 14% di superfici artificiali, il Veneto seguiva con l'11%, la Campania con il 10,7%, il Lazio e l'Emilia Romagna con il 9%. Un trend che, sia pure partendo da una situazione diversa, sta contagiando anche regioni che mantengono un forte carattere rurale come Molise, Puglia e Basilicata.
"Bisognerebbe fare come in molti paesi europei che stanno ponendo un freno all'urbanizzazione selvaggia - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - Ma nell'ultimo decreto Milleproroghe si fa esattamente il contrario. Si consente ai Comuni, per i prossimi due anni, di adoperare il 75% degli oneri di urbanizzazione per le spese correnti: vuol dire spingerli a rilasciare permessi a edificare, anche dove non sarebbero necessarie nuove costruzioni, per pagare gli stipendi dei dipendenti".

Il risultato di questa tecnica di fund raising da parte dei Comuni è che a Napoli e a Milano, nel 2007, le superfici impermeabili coprivano il 62% del suolo. Un mare di case troppo spesso vuote. Nelle stesse città in cui l'emergenza sfratti è più pesante, quasi un milione di case risultano vuote perché economicamente irraggiungibili da chi aspirerebbe a occuparle. In Italia, insomma, non si punta sul recupero dell'esistente ma sulla trasformazione di nuove aree, non si costruisce per dare abitazioni a chi ne ha bisogno ma "per soddisfare la speculazione immobiliare e finanziaria".

(04 marzo 2011) © Riproduzione riservata
2011-03-05 02:21:50
soprattutto siamo nel piano di una grottesca messinscena in cui si cementifica sempre di più devastando i territori per fare case che NON SI VENDONO più. Si arriva a follie come lo sventramento di aree verdi per cantieri enormi che si interrompono per mancanza di acquirenti, ma solo dopo aver distrutto il paesaggio con danni all'ambiente, ma anche a chi una casa magari lì ce l'ha già.
2011-03-05 09:35:04
Beh quella degli sconti fatta dalla GDO non è concorrenza, è marketing spregiudicato che penalizza i produttori e alimenta le cattive abitudini dei consumatori, che comperano sempre più un prezzo e sempre meno un prodotto. Questo in generale.

Sui libri, a me non pare che la grande "concorrenza" operata da centri commerciali, grossi punti vendita come feltrinelli e mondadori, ed e-commerce abbia portato in questi anni a diminuire il prezzo dei libri: Mi associo a chi dice che i libri hanno un prezzo che sembra fatto fatto apposta per non farlo vendere ai librai e per farlo scontare del 15% alla GDO.

Poi che la legge non serva può darsi, ma lo sventolìo della bandiera del liberismo è come sempre per me luttuoso in una società sempre più senza regole.


A me comprare un libro col 30% di sconto fa comodo. Se poi vado su Amazon lo sconto è anche più alto.
L'alternativa è che non compro un bel niente, perchè non me lo posso permettere, vado in biblioteca, anche se le stan chiudendo...
Quindi oltre a limitare il mio potere d'acquisto con una legge che secondo me limita le libertà individuali, danneggia anche l'editoria... ^_^
E poi un giorno arriverà Tizio che dirà, non è giusto che la catena XY sconti gli elettrodomestici del 20%, questo alla lunga porterà a diminuire il prezzo degli elettrodomestici e a far fallire i piccoli rivenditori, fate una legge anche per me...
Per la benzina non serve, tengono tutti i prezzi alti lo stesso... -_-
2011-03-05 12:32:17
A me sembra curioso e, come spesso in italia, paradossale che anzichè prendersela con il prezzo ci si batta per difendere uno sconto.

Se il prezzo è alto, il piccolo commerciante non può scontarlo più di tanto. I grandi gruppi editoriali sì, perchè concentrano su di sè la vendita nei grandi stores, su internet, e in definitiva sono spesso gli stessi che fissano il prezzo.

Insomma, siamo al ribaltamento della realtà secondo me: chi è contro per principio a leggi come questa urla al lobbysmo, inneggia al liberismo, quando in realtà sta difendendo proprio i colossi dell'editoria.
2011-03-05 13:01:32
Insomma, siamo al ribaltamento della realtà....

l'unico ribaltamento della realtà è che un provvedimento che penalizza il lettore per proteggere un commerciante parta dal Partito Democratico

lo stesso commerciante che è stato devastato da un provvedimento dell'allora viceministro Visco che gli raddoppiò il reddito presunto con l'innalzamento degli studi di settore

2011-03-05 15:20:08
Le piccole librerie, SE veramente fanno cultura, non sono state minimamente toccate dalla campagna sconti dell GDO.

Questo perchè al libraio che fa CULTURA nulla gli frega del bestseller uscito l'altroieri.

Esistono infatti molte piccole librerie di nicchia che vivono da anni: certo non sono milionari ma vivono.

Non ha senso che la piccola libreria offra gli stessi prodotti della GDO, ecco tutto.