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Subject: [POLITICA]

2011-03-05 15:20:08
Le piccole librerie, SE veramente fanno cultura, non sono state minimamente toccate dalla campagna sconti dell GDO.

Questo perchè al libraio che fa CULTURA nulla gli frega del bestseller uscito l'altroieri.

Esistono infatti molte piccole librerie di nicchia che vivono da anni: certo non sono milionari ma vivono.

Non ha senso che la piccola libreria offra gli stessi prodotti della GDO, ecco tutto.
2011-03-05 15:27:33
esatto
quindi la legge non ha alcun senso, se non penalizzare i lettori

il supermercato se non può più vendere il bestseller del momento scontato venderà un DVD di un cinepanettone, per la grande distribuzioni le merci son tutte uguali, non fa differenza
2011-03-05 15:37:14
Io non mi batto per uno sconto, mi batto per la possibilità di un libero mercato aperto alla concorrenza. E guardo l'aspetto pratico: praticamente non comprerò più libri. A me sembra una legge fatta per i vari Mondadori o Feltrinelli preoccupati dall'arrivo di Amazon in Italia e che chiedono agli amici politici di parargli il sedere, ovviamente sempre a scapito del consumatore.
2011-03-05 15:41:53
le librerie vendono tutti i libri compresi i bestseller, altrimenti tu decidi che devono stare in una nicchia ancora più piccola di quella in cui stanno, li metti nella riserva indiana. E poi i libri sono belli o brutti, promuovono la cultura o meno indipendente da quante copie vendono.

come cercava di spiegare byzero e come scopriresti parlando con chiunque sia davvero nel settore librario, non ha senso criticare questa legge, che ci può anche stare perchè probabilmente non servirà a nulla, schierandosi a favore dei consumatori ma in realtà fregandoli. Come anche per i CD, i libri costano troppo come prezzo di copertina. Poi qualcuno, che è lo stesso che ha fissato il prezzo, può permettersi evidentemente di abbassare i prezzi.

Se leggete i commenti all'articolo scoprite che in molti paesi gli sconti sono proibiti, e non sono paesi stalinisti.
(edited)
2011-03-05 15:44:36
Io non mi batto per uno sconto, mi batto per la possibilità di un libero mercato aperto alla concorrenza. E guardo l'aspetto pratico: praticamente non comprerò più libri. A me sembra una legge fatta per i vari Mondadori o Feltrinelli preoccupati dall'arrivo di Amazon in Italia e che chiedono agli amici politici di parargli il sedere, ovviamente sempre a scapito del consumatore.

Legge che non avrà nessuna efficacia perchè la distruggeranno a livello europeo. Inoltre amazon stabilendosi in qualsiasi paese dell'UE potrà vendere libri senza la roulette dei dazi doganali e con qualsiasi sconto vorrà.
2011-03-05 15:44:47
Io non mi batto per uno sconto, mi batto per la possibilità di un libero mercato aperto alla concorrenza. E guardo l'aspetto pratico: praticamente non comprerò più libri. A me sembra una legge fatta per i vari Mondadori o Feltrinelli preoccupati dall'arrivo di Amazon in Italia e che chiedono agli amici politici di parargli il sedere, ovviamente sempre a scapito del consumatore.

E' una legge che cerca di limitare lo spadroneggiare di Amazon, certamente, ma anche delle altre case da te citate che hanno chi più chi meno la stessa politica commerciale di Amazon. Poi ripeto, cerca, ma non ci riuscirà, io però ne appoggio l'intento.
2011-03-05 15:45:44
E' una legge che cerca di limitare lo spadroneggiare di Amazon, certamente, ma anche delle altre case da te citate che hanno chi più chi meno la stessa politica commerciale di Amazon. Poi ripeto, cerca, ma non ci riuscirà, io però ne appoggio l'intento.

Io no, è una legge che difende i colossi editoriali e lo mette in quel posto ai consumatori.
(edited)
2011-03-05 15:49:01
quoto l'intervento al Senato di Perduca del Partito Radicale in quota PD e in dissenso con il Partito Democratico


PERDUCA (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

PERDUCA (PD). Signora Presidente, mi dispiace in qualche modo incrinare questa comunione di intenti, ma lo faccio perché credo vada consegnata alla storia della Repubblica italiana la resistenza di un minimo di approccio liberale e liberista nei confronti della sacra e santa unione tra editori, librai e le maggiori organizzazioni di rappresentazione degli utenti e dei consumatori, che non necessariamente sono passate alla storia per fare gli interessi degli stessi.

Il voto della senatrice Poretti e mio sarà quindi di astensione, proprio per marcare il non consenso all'adozione di questo provvedimento, che comunque torna alla Camera, e spero che quel passaggio parlamentare non rimanga un'altra volta nelle "secrete stanze" della Commissione cultura, ma si svolga possibilmente in un luogo dove il dibattito si faccia a e 360 gradi, sulla base della lettura tanto sbandierata all'interno di questo documento.

Visto che si parla di lettura, che si è parlato di pluralismo culturale, di sapere e di conoscenza, vorrei leggere un pezzo della relazione, per la quale esprimo il mio ringraziamento perché, secondo me, è riuscita a fare la sintesi anche di 60 anni di storia patria. A pagina 5 si legge: «Per promuovere la lettura, come leva per l'innovazione e lo sviluppo economico e sociale del Paese, dove i dati sopra indicati evidenziano un livello molto basso di «lettori», il presente disegno di legge s'inserisce in un quadro dove la cultura e la protezione dell'editoria - veicolo di fruizione del sapere - devono prevalere, invece, sulle pure logiche del mercato. Fissare il prezzo dei libri significa allora - almeno per un po' - gestire il forsennato capitalismo liberista...». Lo ripeto, il forsennato capitalismo liberista: a oggi, 2 marzo 2011, in Italia, neanche il più acuto speleologo è riuscito a trovare dove esso sia mai stato. La relazione continua: «per salvaguardare la cultura nella sua forma più ampia». Io credo, proprio perché ritengo che la cultura più ampia includa anche il liberalismo, che occorra astenersi su questo disegno di legge. La relazione inoltre prosegue nel modo seguente: «Perché il prezzo assume un ruolo persino superiore al suo oggetto, quasi una metafora del tema dei saperi: del resto, il diavolo s'incarna nei particolari».

Spero, quindi, che alla Camera decidano con buon senso di aprire un dibattito su questa tematica. Ricordo a tutti coloro i quali sono a favore o contrari al «forsennato capitalismo liberista» che solo là dove esiste la libertà garantita anche dalla legge esiste la possibilità di scambiare le idee e di far arrivare a conoscenza anche quelle della nicchia più piccola. Tutto il resto, se posso anch'io fare un po' di controcultura a buon mercato e un tanto all'etto, è Enciclopedia sovietica. (Applausi della senatrice Poretti).
2011-03-05 15:51:42
Se per voi i diritti dei consumatori si misurano a sconti...

per me si misurano in prezzi trasparenti, vastità dell'offerta, assenza di posizioni dominanti.
2011-03-05 15:53:25
Se per voi i diritti dei consumatori si misurano a sconti...

se per te i diritti dei consumatori si misurano nel divieto di fare sconti ...


per me si misurano in prezzi trasparenti, vastità dell'offerta, assenza di posizioni dominanti.

tutte cose che nulla c'entrano con la possibilità di applicare sconti all'utente finale
2011-03-07 13:21:58
Rai, rigettato reclamo dell’azienda contro reintegro di Tiziana Ferrario

Tiziana Ferrario fu discriminata. Il Tribunale di Roma, Sezione Lavoro (Presidente Lucio Di Stefano, Relatore Giovanni Mimmo) ha rigettato il reclamo proposto dalla Rai contro l’ordinanza che il 28 dicembre scorso aveva disposto la reintegrazione di Tiziana Ferrario nelle mansioni di conduttrice del Tg1 e di inviata per i grandi eventi.

Lo hanno reso noto i legali della giornalista avvocati Domenico e Giovanni Nicola d’Amati Anche l’ordinanza collegiale, come già quella del precedente Giudice, avrebbe ravvisato, secondo gli avvocati, sia la lesione della professionalità della giornalista sia la discriminazione da lei subita: “Sussistono elementi indiziari che convergono univocamente nel far ritenere che lo spostamento della lavoratrice dalle mansioni di conduttrice di telegiornale sia da addebitare più che ad effettive esigenze organizzative ad una volontà ritorsiva posta in essere dai vertici della redazione al fine di sanzionare il dissenso manifestato dalla giornalista nei confronti della linea editoriale impressa al telegiornale dal direttore”. Ora la Rai “non ha più alcun appiglio per non eseguire la decisione del Giudice”, hanno fatto notare ancora i legali della giornalista avvocati Domenico e Giovanni Nicola d’Amati: “se sarà necessario, chi si è ostinato nella mancata esecuzione dell’ordine del Tribunale sarà chiamato a risponderne personalmente nelle sedi competenti”.
2011-03-07 13:35:19
''Ai miei amici e al mondo dico che è stata data un'immagine distorta delle manifestazioni pacifiche. Molte tv hanno manipolato la realtà"

"Non bisogna ingigantire i fatti come se ci fosse un grosso problema"


Chi l'ha detto???
2011-03-07 16:34:17
Chi l'ha detto???

L'inventore del bunga bunga?
Quello che controlla gran parte delle ricchezze del suo paese, TV incluse?
Quello che piuttosto che dimettersi distrugge tutto?
Quello che i leader stranieri trattano come un pagliaccio?
2011-03-07 16:39:47
Guarda che nessuno tratta gheddafi come un buffone, anzi in molti lo temono!
2011-03-07 16:44:21
Gheddafi ha inventato il bunga-bunga?
2011-03-07 16:49:43
Vi ricordate lo scienziato Montanari?
Quello delle polveri sottili che indaga sugli inceneritori?


Stefano Montanari

FAP, che gaffe!

Il mondo è strano davvero.

Guardate questo TG

link: www.youtube.com
e meditate. Temo che a Piacenza i grillini si attengano strettamente a quanto il ragionier Grillo ritiene sia opportuno rendere noto e, dunque, siano tenuti all’oscuro di qualcuna delle imprese dell’Eroicomico.

Il servizio filmato riporta una vecchia intervista che rilasciai ai grillini di Verona sui FAP e, ironia della sorte, il microscopio che si vede alle mie spalle è proprio quello che il Líder Máximo ha pensato bene di sottrarmi ben oltre un anno fa perché io la piantassi di fare ricerche imbarazzanti. E, per essere sicuro, l’ha piazzato ad Urbino dove dorme i sonni del giusto.

Speriamo che i grillini di Piacenza non vengano sculacciati. Non è colpa loro. Magari, togliete il filmato da YouTube come si fa per tutto quanto disturba sul bloggone.


e poi Grillino in rivolta ,Radio Roma fm intervista a Gaetano Vilnò
(edited)