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Subject: [POLITICA]
La sua giustificazione? Che il quorum non si deve rubare...
+10 per l'onestà intellettuale, - 1000 per l'imbecillità.
Lascio solo l'imbecillità. Se quello è rubare...
+10 per l'onestà intellettuale, - 1000 per l'imbecillità.
Lascio solo l'imbecillità. Se quello è rubare...
perdonami ma io lo capisco
innanzi tutto è una posizione personale
seconda cosa non si capisce il perchè se il referendum lo promuovono i radicali, allora va bene NON accorpare per far fallire il referendum (con il beneplacito del PD) e se lo promuovono altri allora è giusto accorpare
la richiesta di Beltrandi, e non solo sua, e di abolire il quorum, se il quorum deve restare allora è giusto che tutti i referendum godano dello stesso trattamento e non ci siano referendum di serie A e di serie B a seconda di chi li presenta
innanzi tutto è una posizione personale
seconda cosa non si capisce il perchè se il referendum lo promuovono i radicali, allora va bene NON accorpare per far fallire il referendum (con il beneplacito del PD) e se lo promuovono altri allora è giusto accorpare
la richiesta di Beltrandi, e non solo sua, e di abolire il quorum, se il quorum deve restare allora è giusto che tutti i referendum godano dello stesso trattamento e non ci siano referendum di serie A e di serie B a seconda di chi li presenta
Nucleare, il sottosegretario Saglia:
“Impianti solo nelle regioni favorevoli”
Il nucleare naufraga prima di partire, visto che solo Piemonte e Campania sono moderatamente favorevole alle centrali. Per il resto è un coro di no
Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno dato parere favorevole, con condizioni, allo schema di decreto legislativo correttivo del decreto per la localizzazione dei siti e la costruzione di centrali nucleari.
La proposta di parere è stata votata dalla maggioranza, da Fli, dall’Udc, con l’astensione però di Savino Pezzotta, mentre il Pd è uscito dall’aula della commissione e non ha votato e l’Idv ha votato contro. Il provvedimento deve ora passare all’esame del Senato ma, ha riferito il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, è previsto che mercoledì prossimo torni al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.
Ieri sera il sottosegretario aveva spiegato che le centrali nucleari non verranno costruite nelle Regioni che negheranno l’assenso alla localizzazione degli impianti nel loro territorio. Di fatto, una contraddizione con l’approvazione odierna e uno stop del nucleare in Italia, la strada che il governo ha battuto anche all’indomani dell’esplosione di Fukushima. Lo blocca perché – se escludiamo il Piemonte e la Campania – tutte le regioni hanno detto no alla costruzione di impianti nucleari. Lazio, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna. Tutti i probabili siti che il governo aveva già individuato non hanno dato la loro disponibilità. Saglia ha detto che anche in caso di “escalation dell’emergenza” nucleare in Giappone, sarebbe un errore bloccare il piano del governo di ritorno all’atomo.
L’intervento di Saglia è avvenuto dopo che numerosi esponenti del Pd hanno chiesto al governo la “sospensione” del piano alla luce dell’incidente a Fukushima e delle decisioni degli altri paesi Europei. Il sottosegretario però ha risposto dicendo che “la tragedia immane in atto in Giappone non sia connessa con le scelte per il nucleare, ma si tratta di una catastrofe inimmaginabile con conseguenze imprevedibili”. Inoltre “dei 55 reattori nucleari presenti in Giappone, 11 sono stati bloccati secondo le procedure di sicurezza; solo 4 reattori stanno attraversando una fase critica e di questi 4 solo un reattore ha registrato il mancato funzionamento dei sistemi di raffreddamento”. Quindi sarebbe “inopportuna una modifica da parte del Governo delle decisioni già assunte sul piano energetico sull’onda emotiva degli eventi catastrofici del Giappone”. Rispetto alle decisioni degli altri Paesi europei, Saglia ha sottolineato “come la Germania si è limitata a decidere una moratoria sul prolungamento delle centrali nucleari dello stesso modello di quello entrato in crisi in Giappone”.
Quindi Saglia ha detto di ritenere che “anche qualora ci si trovasse di fronte ad un escalation dell’emergenza nucleare, sarebbe sbagliato tornare indietro ed interrompere l’attuazione del programma energetico del Governo”. “Altra questione – ha osservato – è invece la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell’Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei”.
Infine Saglia si è soffermato sui rapporti Stato-regioni, visto che il piano prevede sì un parere obbligatorio da parte delle regioni, ma non vincolante: egli ha ribadito “come non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte”.
Sul fronte di un eventuale referendum sulla questione nucleare è intervenuta questa mattina l’astrofisica Margherita Hack definendolo “inutile”. Quindi ha proseguito: “Prima si era fatto un referendum sull’onda di Chernobyl – ora se ne fa un altro sull’onda del Giappone: è perfettamente inutile perché è ovvio che sarà contro il nucleare, visto questo disastro. Le cose invece andrebbero affrontate razionalmente”. Il terremoto nipponico, secondo Hack, è “un evento veramente eccezionale, se ne verifica uno ogni secolo. Se ogni volta che si fa un’innovazione tecnologica ci si tira indietro, si starebbe ancora a vivere nelle caverne. Se poi si vanno a vedere le statistiche ci sono molti meno incidenti e inquinamento nel nucleare che in altre forme di energia”. Secondo l’astrofisica “in Italia il pericolo grosso del nucleare siamo noi italiani, perché si ha l’abitudine di pigliare tutte le cose sotto gamba. Si ha tanta paura del nucleare e poi milioni di abitanti vivono intorno alle falde del Vesuvio, che non è morto, è bello vivo, e se sono decenni che non esplode, il giorno che esploderà sarà un vero disastro. La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza”.
Per ribadire il sì al referendum su nucleare e acqua il 26 marzo si terrà una manifestazione nazionale a Roma. Partenza prevista alle 14.00 da piazza della Repubblica e arrivo in piazza San Giovanni. A sfilare i comitati per il no all’atomo e per il diritto all’acqua pubblica. Mauro Mocci, medico Ispe, del comitato anti-nucleare ha detto: “Quello che è successo a Fukushima è l’ennesima dimostrazione della pericolosità dell’energia nucleare, che non è necessariamente dovuta all’ incidente ma è legata al normale funzionamento della centrale”.
“Impianti solo nelle regioni favorevoli”
Il nucleare naufraga prima di partire, visto che solo Piemonte e Campania sono moderatamente favorevole alle centrali. Per il resto è un coro di no
Le Commissioni Attività produttive e Ambiente della Camera hanno dato parere favorevole, con condizioni, allo schema di decreto legislativo correttivo del decreto per la localizzazione dei siti e la costruzione di centrali nucleari.
La proposta di parere è stata votata dalla maggioranza, da Fli, dall’Udc, con l’astensione però di Savino Pezzotta, mentre il Pd è uscito dall’aula della commissione e non ha votato e l’Idv ha votato contro. Il provvedimento deve ora passare all’esame del Senato ma, ha riferito il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, è previsto che mercoledì prossimo torni al Consiglio dei ministri per l’approvazione finale.
Ieri sera il sottosegretario aveva spiegato che le centrali nucleari non verranno costruite nelle Regioni che negheranno l’assenso alla localizzazione degli impianti nel loro territorio. Di fatto, una contraddizione con l’approvazione odierna e uno stop del nucleare in Italia, la strada che il governo ha battuto anche all’indomani dell’esplosione di Fukushima. Lo blocca perché – se escludiamo il Piemonte e la Campania – tutte le regioni hanno detto no alla costruzione di impianti nucleari. Lazio, Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia Romagna. Tutti i probabili siti che il governo aveva già individuato non hanno dato la loro disponibilità. Saglia ha detto che anche in caso di “escalation dell’emergenza” nucleare in Giappone, sarebbe un errore bloccare il piano del governo di ritorno all’atomo.
L’intervento di Saglia è avvenuto dopo che numerosi esponenti del Pd hanno chiesto al governo la “sospensione” del piano alla luce dell’incidente a Fukushima e delle decisioni degli altri paesi Europei. Il sottosegretario però ha risposto dicendo che “la tragedia immane in atto in Giappone non sia connessa con le scelte per il nucleare, ma si tratta di una catastrofe inimmaginabile con conseguenze imprevedibili”. Inoltre “dei 55 reattori nucleari presenti in Giappone, 11 sono stati bloccati secondo le procedure di sicurezza; solo 4 reattori stanno attraversando una fase critica e di questi 4 solo un reattore ha registrato il mancato funzionamento dei sistemi di raffreddamento”. Quindi sarebbe “inopportuna una modifica da parte del Governo delle decisioni già assunte sul piano energetico sull’onda emotiva degli eventi catastrofici del Giappone”. Rispetto alle decisioni degli altri Paesi europei, Saglia ha sottolineato “come la Germania si è limitata a decidere una moratoria sul prolungamento delle centrali nucleari dello stesso modello di quello entrato in crisi in Giappone”.
Quindi Saglia ha detto di ritenere che “anche qualora ci si trovasse di fronte ad un escalation dell’emergenza nucleare, sarebbe sbagliato tornare indietro ed interrompere l’attuazione del programma energetico del Governo”. “Altra questione – ha osservato – è invece la necessità di un maggior coordinamento delle Autorità nazionali di sicurezza che, anche alla luce delle decisioni del Consiglio dell’Unione europea convocato per il prossimo lunedì 21 marzo, dovrà riguardare anche la fissazione di requisiti di sicurezza degli impianti europei”.
Infine Saglia si è soffermato sui rapporti Stato-regioni, visto che il piano prevede sì un parere obbligatorio da parte delle regioni, ma non vincolante: egli ha ribadito “come non si potranno realizzare le centrali nucleari nelle regioni che si esprimeranno negativamente sulla localizzazione degli impianti nel loro territorio e che il programma energetico nucleare non potrà essere realizzato in assenza di una totale condivisione delle comunità territoriali coinvolte”.
Sul fronte di un eventuale referendum sulla questione nucleare è intervenuta questa mattina l’astrofisica Margherita Hack definendolo “inutile”. Quindi ha proseguito: “Prima si era fatto un referendum sull’onda di Chernobyl – ora se ne fa un altro sull’onda del Giappone: è perfettamente inutile perché è ovvio che sarà contro il nucleare, visto questo disastro. Le cose invece andrebbero affrontate razionalmente”. Il terremoto nipponico, secondo Hack, è “un evento veramente eccezionale, se ne verifica uno ogni secolo. Se ogni volta che si fa un’innovazione tecnologica ci si tira indietro, si starebbe ancora a vivere nelle caverne. Se poi si vanno a vedere le statistiche ci sono molti meno incidenti e inquinamento nel nucleare che in altre forme di energia”. Secondo l’astrofisica “in Italia il pericolo grosso del nucleare siamo noi italiani, perché si ha l’abitudine di pigliare tutte le cose sotto gamba. Si ha tanta paura del nucleare e poi milioni di abitanti vivono intorno alle falde del Vesuvio, che non è morto, è bello vivo, e se sono decenni che non esplode, il giorno che esploderà sarà un vero disastro. La paura dell’atomo è dovuta all’ignoranza”.
Per ribadire il sì al referendum su nucleare e acqua il 26 marzo si terrà una manifestazione nazionale a Roma. Partenza prevista alle 14.00 da piazza della Repubblica e arrivo in piazza San Giovanni. A sfilare i comitati per il no all’atomo e per il diritto all’acqua pubblica. Mauro Mocci, medico Ispe, del comitato anti-nucleare ha detto: “Quello che è successo a Fukushima è l’ennesima dimostrazione della pericolosità dell’energia nucleare, che non è necessariamente dovuta all’ incidente ma è legata al normale funzionamento della centrale”.
, se il quorum deve restare allora è giusto che tutti i referendum godano dello stesso trattamento e non ci siano referendum di serie A e di serie B a seconda di chi li presenta
dipende un po' anche da quando sono presentati, in questo caso c'era la possibilità di risparmiare.
dipende un po' anche da quando sono presentati, in questo caso c'era la possibilità di risparmiare.
Diciamo che la scusa è quella di risparmiare soldi, la vera motivazione per quelli che hanno votato a favore era raggiugnere il quorum. Ed in questo, quando ho letto la notizia, anche io non mi sento di dargli addosso, anzi. Condivido pure la sua tesi. Perché un referendum è un referendum, ed è giusto che la popolazione si pigli pure le sue responsabilità. Se non va a votare significa che non glie ne frega una cippa, e allora è giusto così.
, se il quorum deve restare allora è giusto che tutti i referendum godano dello stesso trattamento e non ci siano referendum di serie A e di serie B a seconda di chi li presenta
dipende un po' anche da quando sono presentati, in questo caso c'era la possibilità di risparmiare.
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
dipende un po' anche da quando sono presentati, in questo caso c'era la possibilità di risparmiare.
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
Se non va a votare significa che non glie ne frega una cippa, e allora è giusto così.
dovremmo dedurre che l'italiano medio non si interessa di nulla, salvo GF, sky e Belen.
dovremmo dedurre che l'italiano medio non si interessa di nulla, salvo GF, sky e Belen.
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ok, era sbagliato anche allora, ciò non toglie che sarebbe bene, in teoria, risparmiare in tempo di crisi.
(edited)
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ok, era sbagliato anche allora, ciò non toglie che sarebbe bene, in teoria, risparmiare in tempo di crisi.
(edited)
Deducine quello che vuoi, sicuramente dargli dell'imbecille per essere stato coerente non mi pare corretto però.
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
non per niente gli ho dato un +10 per l'onestà intellettuale, ma resta il fatto che politicamente è un autogol pazzesco
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
non per niente gli ho dato un +10 per l'onestà intellettuale, ma resta il fatto che politicamente è un autogol pazzesco
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ok, era sbagliato anche allora, ciò non toglie che sarebbe bene che, in teoria, risparmiare in tempo di crisi.
capisco
e nel 2009?
anche nel 2009 ci fu il voto by-partizan di TUTTO il parlamento per non accorpare i referendum (che fallirono) con le elezioni europee
gli unici a votare contro (gli unici, eh!) furono Giovanni Pistorio dell`Mpa e di Marco Perduca dei Radicali
anche in questo caso la posizione di Perduca dei Radicali fu una posizione personale e per questo venne definito con una serie di insulti
eppure lui aveva votato esattamente come oggi han votato i suoi "compagni"
insomma sempre dell'imbecille si becca chi non vota a comando, anche se la richiesta è di votare esattamente il contrario di quanto gli venne richiesto 2 anni fa (e i parlamentari erano esattamente gli stessi)
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ok, era sbagliato anche allora, ciò non toglie che sarebbe bene che, in teoria, risparmiare in tempo di crisi.
capisco
e nel 2009?
anche nel 2009 ci fu il voto by-partizan di TUTTO il parlamento per non accorpare i referendum (che fallirono) con le elezioni europee
gli unici a votare contro (gli unici, eh!) furono Giovanni Pistorio dell`Mpa e di Marco Perduca dei Radicali
anche in questo caso la posizione di Perduca dei Radicali fu una posizione personale e per questo venne definito con una serie di insulti
eppure lui aveva votato esattamente come oggi han votato i suoi "compagni"
insomma sempre dell'imbecille si becca chi non vota a comando, anche se la richiesta è di votare esattamente il contrario di quanto gli venne richiesto 2 anni fa (e i parlamentari erano esattamente gli stessi)
insomma sempre dell'imbecille si becca chi non vota a comando
no, chi non fa risparmiare lo stato.
no, chi non fa risparmiare lo stato.
quando nel giugno 2005 i referendum radicali non raggiunsero il quorum non fu consentito l'accorpamento con le amministrative di maggio 2005 e lo stesso PD fu contrario
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
non per niente gli ho dato un +10 per l'onestà intellettuale, ma resta il fatto che politicamente è un autogol pazzesco
non saprei
il deputato è un delegato che dovrebbe rappresentare la volontà di chi lo ha eletto senza vincolo di mandato
io non sarei così sicuro che gli elettori radicali almeno in parte non la pensino come lui
io penso che avrei votato a favore dell'accorpamento, comunque capisco bene la sua posizione
come vedi ci sono referendum di serie a e di serie b
ma comunque quella di Bertrandi non è una vendetta postuma, è una posizione personale contro il quorum
non per niente gli ho dato un +10 per l'onestà intellettuale, ma resta il fatto che politicamente è un autogol pazzesco
non saprei
il deputato è un delegato che dovrebbe rappresentare la volontà di chi lo ha eletto senza vincolo di mandato
io non sarei così sicuro che gli elettori radicali almeno in parte non la pensino come lui
io penso che avrei votato a favore dell'accorpamento, comunque capisco bene la sua posizione
insomma sempre dell'imbecille si becca chi non vota a comando
no, chi non fa risparmiare lo stato.
hai letto cosa ho scritto?
quando nel 2009 uno degli unici due a votare per l'accorpamento fu il radicale Perduca fu lui a prendersi dell'imbecille
no, chi non fa risparmiare lo stato.
hai letto cosa ho scritto?
quando nel 2009 uno degli unici due a votare per l'accorpamento fu il radicale Perduca fu lui a prendersi dell'imbecille
non saprei
il deputato è un delegato che dovrebbe rappresentare la volontà di chi lo ha eletto senza vincolo di mandato
io non sarei così sicuro che gli elettori radicali almeno in parte non la pensino come lui
io penso che avrei votato a favore dell'accorpamento, comunque capisco bene la sua posizione
sul rispettare la volonta degli elettori ti dò ragione, ma non è che può essere certo in maniera assoluta di come la pensino gli elettori nello specifico.
La politica è un grande gioco di equilibri e di sfruttamento delle opportunità, non devo certo dirtelo io. Tra la scelta di rispettare un principio, come la conquista del quorum in maniera autonoma, e la possibilità di dare un senso al lavoro fatto per portare il popolo a scegliere su temi davvero importanti, come il nucleare e l'acqua, doveva prevalere la conquista del risultato di maggior valore politico, perchè lui è lì per fare politica, non filosofia.
Come hai ricordato c'è stato un caso analogo ma con posizione opposte, sempre coinvolto un radicale, quindi non è una cosa così peregrina agire in funzione di uno scopo più alto.
il deputato è un delegato che dovrebbe rappresentare la volontà di chi lo ha eletto senza vincolo di mandato
io non sarei così sicuro che gli elettori radicali almeno in parte non la pensino come lui
io penso che avrei votato a favore dell'accorpamento, comunque capisco bene la sua posizione
sul rispettare la volonta degli elettori ti dò ragione, ma non è che può essere certo in maniera assoluta di come la pensino gli elettori nello specifico.
La politica è un grande gioco di equilibri e di sfruttamento delle opportunità, non devo certo dirtelo io. Tra la scelta di rispettare un principio, come la conquista del quorum in maniera autonoma, e la possibilità di dare un senso al lavoro fatto per portare il popolo a scegliere su temi davvero importanti, come il nucleare e l'acqua, doveva prevalere la conquista del risultato di maggior valore politico, perchè lui è lì per fare politica, non filosofia.
Come hai ricordato c'è stato un caso analogo ma con posizione opposte, sempre coinvolto un radicale, quindi non è una cosa così peregrina agire in funzione di uno scopo più alto.