Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
Il leader del Carroccio ha usato una espressione dialettale lombarda per rispondere ai cronisti a Montecitorio che gli chiedevano quale sia la soluzione per l'emergenza immigrati: «Foera di ball» ha detto il Senatùr
Come condensare in tre parole un'intera filosofia di vita. A questi fini pensatori Oscar Wilde e Woody Allen gli fanno un baffo.
Come condensare in tre parole un'intera filosofia di vita. A questi fini pensatori Oscar Wilde e Woody Allen gli fanno un baffo.
un articolo (ovviamente del giornale) che dietro le assurde accuse da bar padano nasconde un interrogativo importante: perchè al sud non vengono utilizzati i soldi europei mentre vengono bocciati decine di progetti?
Mario Giordano per "il Giornale"
Poi dicono che il Sud è senza soldi. Balle. Il Sud è pieno di soldi. Basterebbe che li prendesse. I soldi sono lì, pronti, cash, a disposizione. Bisognerebbe solo compilare l'apposito modulo. Basterebbe averne voglia. Basterebbe un'idea. Non ci credete? Stiamo parlando di 31 miliardi, più di 60mila miliardi delle vecchie lire, tre volte il Pil dell' Islanda, per intenderci, 15 volte il fatturato di un gruppo internazionale come la Benetton. Sono i soldi che l'Europa mette a disposizione di cinque Regioni meridionali.
Eppure le Regioni meridionali li snobbano. Li lasciano nel cassetto. Ci sputazzano sopra, insomma. Salvo poi mettersi a piangere che non hanno soldi. Che è un po' come morire di fame quando si ha la dispensa piena di biscotti al cioccolato.Per carità, all'università del lamento noi italiani siamo tutti laureati. I governanti del Sud, però, hanno pure il master. Roba da Harvard, docenza specializzata in piagnisteo multiplo e ripetuto, con irrorazione di lacrime comparate. A volte viene da pensare che se gli amministratori meridionali sapessero gestire la cosa pubblica come gestiscono la faccia di circostanza, oggi la Calabria sarebbe una specie di Norvegia felice e la Sicilia la dimostrazione dell'esistenza del Paradiso terrestre.
Invece sono in difficoltà. Come la Puglia, come la Campania. Non riescono a gestire non diciamo le emergenze, ma nemmeno l'ordinario quotidiano. Poi se la prendono con lo Stato che li abbandona. Con l'Europa che li trascura. E con la politica filo leghista del governo. Un modo come un altro per chiedere altri soldi. Altri aiuti. Altri contributi, piccole casse del mezzogiorno d'occasione, gepi&agensud di circostanza e piani straordinari. Si può dire di no? Di fronte a tante lacrime? Di fronte a tante emergenze?
Si può essere così egoisti e antisolidali da non mettere mano al portafoglio? Da non far scorrere giorno dopo giorno nuovi fiumi di denaro come nei giorni dell'Iri funesta? Per l'amor del cielo. Si proceda: altri soldi. Altri aiuti. Altri contributi. Che è un po' come versare metà dello stipendio a uno che ti chiede l'elemosina, salvo poi scoprire che tiene sotto il materasso l'eredità milionaria della zia. Poi dicono che il Sud è senza soldi. Balle. Il sud è pieno di soldi. Solo che li tiene sotto il materasso come l'eredità della zia. Anzi, no: li tiene nei forzieri di Bruxelles.
La quota di fondi del programma 2007-2013 utilizzata dalle cinque Regioni meridionali (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata) ammonta al 9 per cento. Avete letto bene: proprio 9 per cento. Trasformato in voto scolastico non sarebbe nemmeno un «1». Diciamo: «1 meno meno». D'incoraggiamento. Fra l'altro tenete presente che quei soldi, a differenza di quelli che si mettono sotto il materasso, non si conservano. Al contrario: deperiscono.
Svaniscono nel nulla come i conigli nel cilindro del mago Alexander. Riflettete: il programma parte nel 2007. Siamo arrivati oltre la metà e siamo al 9 per cento: l'anno scorso l'Europa voleva già decurtare la dotazione. «Tanto non la usate». Ci fu un intervento del governo, il pericolo fu scongiurato. O, per lo meno, rimandato. Ma tutto il denaro che non avremo incassato entro il 2013, cioè entro i prossimi due anni, andrà perduto per sempre. Dirottato verso le regioni dell'Est Europa, che piangono uguale. Ma almeno lavorano di più.
A luglio, quando Tremonti rimproverò la «cialtronaggine » dei governatori del Sud, incapaci di sfruttare i soldi messi a disposizione dall'Europa, ci fu una levata di scudi. «Non si fa, non si dice, ma per carità, il solito filo leghista, il ventriloquo di Bossi, il ragioniere della Valtellina ecc.». Tremonti, invece, aveva ragione. Eccome. Lo dimostrano i numeri che vi stiamo fornendo e che non sono stime, calcoli approssimati, opinioni varie e occasionali: sono dati della Ragioneria dello Stato.
Praticamente il vangelo dei conti nazionali. La bocca della verità economica. E allora ripetiamo con Tremonti: questi governanti del Sud sono dei cialtroni. Va bene, diamo pure il beneficio a quelli eletti da un anno di essere ancora non giudicabili, ma per gli altri non ci può essere pietà. Bassolino, Loiero, Vendola, Cuffaro, Lombardo: hanno governato per anni o governano da anni e hanno lasciato per strada tutto questo patrimonio.
Capaci soltanto di chiagnere e fottere. Perché non solo hanno peccato d'omissione, non solo si sono rivelati incapaci di sfruttare la ricchezza della loro meravigliosa terra, il talento e l'intelligenza dei loro straordinari cittadini, le bellezze naturali, le risorse storiche e culturali, mancando ogni occasione di crescita e sviluppo.
Ma hanno anche fallito nell' azione più semplice del mondo: quella di prendere i soldi (i nostri soldi, si badi bene) offerti come un regalo di Natale da Santa Claus Europa. Perché non l'hanno fatto? Boh. Forse perché si sono persi nei labirinti della burocrazia. Forse perché si sono persi nella mancanza di progetti e di idee. O forse, semplicemente, perché con i soldi in tasca sarebbero finiti gli alibi. Toccava darsi da fare. E smettere di piangere. Che, come è noto, per quanto faticoso, è pur sempre meglio che lavorare.
Mario Giordano per "il Giornale"
Poi dicono che il Sud è senza soldi. Balle. Il Sud è pieno di soldi. Basterebbe che li prendesse. I soldi sono lì, pronti, cash, a disposizione. Bisognerebbe solo compilare l'apposito modulo. Basterebbe averne voglia. Basterebbe un'idea. Non ci credete? Stiamo parlando di 31 miliardi, più di 60mila miliardi delle vecchie lire, tre volte il Pil dell' Islanda, per intenderci, 15 volte il fatturato di un gruppo internazionale come la Benetton. Sono i soldi che l'Europa mette a disposizione di cinque Regioni meridionali.
Eppure le Regioni meridionali li snobbano. Li lasciano nel cassetto. Ci sputazzano sopra, insomma. Salvo poi mettersi a piangere che non hanno soldi. Che è un po' come morire di fame quando si ha la dispensa piena di biscotti al cioccolato.Per carità, all'università del lamento noi italiani siamo tutti laureati. I governanti del Sud, però, hanno pure il master. Roba da Harvard, docenza specializzata in piagnisteo multiplo e ripetuto, con irrorazione di lacrime comparate. A volte viene da pensare che se gli amministratori meridionali sapessero gestire la cosa pubblica come gestiscono la faccia di circostanza, oggi la Calabria sarebbe una specie di Norvegia felice e la Sicilia la dimostrazione dell'esistenza del Paradiso terrestre.
Invece sono in difficoltà. Come la Puglia, come la Campania. Non riescono a gestire non diciamo le emergenze, ma nemmeno l'ordinario quotidiano. Poi se la prendono con lo Stato che li abbandona. Con l'Europa che li trascura. E con la politica filo leghista del governo. Un modo come un altro per chiedere altri soldi. Altri aiuti. Altri contributi, piccole casse del mezzogiorno d'occasione, gepi&agensud di circostanza e piani straordinari. Si può dire di no? Di fronte a tante lacrime? Di fronte a tante emergenze?
Si può essere così egoisti e antisolidali da non mettere mano al portafoglio? Da non far scorrere giorno dopo giorno nuovi fiumi di denaro come nei giorni dell'Iri funesta? Per l'amor del cielo. Si proceda: altri soldi. Altri aiuti. Altri contributi. Che è un po' come versare metà dello stipendio a uno che ti chiede l'elemosina, salvo poi scoprire che tiene sotto il materasso l'eredità milionaria della zia. Poi dicono che il Sud è senza soldi. Balle. Il sud è pieno di soldi. Solo che li tiene sotto il materasso come l'eredità della zia. Anzi, no: li tiene nei forzieri di Bruxelles.
La quota di fondi del programma 2007-2013 utilizzata dalle cinque Regioni meridionali (Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata) ammonta al 9 per cento. Avete letto bene: proprio 9 per cento. Trasformato in voto scolastico non sarebbe nemmeno un «1». Diciamo: «1 meno meno». D'incoraggiamento. Fra l'altro tenete presente che quei soldi, a differenza di quelli che si mettono sotto il materasso, non si conservano. Al contrario: deperiscono.
Svaniscono nel nulla come i conigli nel cilindro del mago Alexander. Riflettete: il programma parte nel 2007. Siamo arrivati oltre la metà e siamo al 9 per cento: l'anno scorso l'Europa voleva già decurtare la dotazione. «Tanto non la usate». Ci fu un intervento del governo, il pericolo fu scongiurato. O, per lo meno, rimandato. Ma tutto il denaro che non avremo incassato entro il 2013, cioè entro i prossimi due anni, andrà perduto per sempre. Dirottato verso le regioni dell'Est Europa, che piangono uguale. Ma almeno lavorano di più.
A luglio, quando Tremonti rimproverò la «cialtronaggine » dei governatori del Sud, incapaci di sfruttare i soldi messi a disposizione dall'Europa, ci fu una levata di scudi. «Non si fa, non si dice, ma per carità, il solito filo leghista, il ventriloquo di Bossi, il ragioniere della Valtellina ecc.». Tremonti, invece, aveva ragione. Eccome. Lo dimostrano i numeri che vi stiamo fornendo e che non sono stime, calcoli approssimati, opinioni varie e occasionali: sono dati della Ragioneria dello Stato.
Praticamente il vangelo dei conti nazionali. La bocca della verità economica. E allora ripetiamo con Tremonti: questi governanti del Sud sono dei cialtroni. Va bene, diamo pure il beneficio a quelli eletti da un anno di essere ancora non giudicabili, ma per gli altri non ci può essere pietà. Bassolino, Loiero, Vendola, Cuffaro, Lombardo: hanno governato per anni o governano da anni e hanno lasciato per strada tutto questo patrimonio.
Capaci soltanto di chiagnere e fottere. Perché non solo hanno peccato d'omissione, non solo si sono rivelati incapaci di sfruttare la ricchezza della loro meravigliosa terra, il talento e l'intelligenza dei loro straordinari cittadini, le bellezze naturali, le risorse storiche e culturali, mancando ogni occasione di crescita e sviluppo.
Ma hanno anche fallito nell' azione più semplice del mondo: quella di prendere i soldi (i nostri soldi, si badi bene) offerti come un regalo di Natale da Santa Claus Europa. Perché non l'hanno fatto? Boh. Forse perché si sono persi nei labirinti della burocrazia. Forse perché si sono persi nella mancanza di progetti e di idee. O forse, semplicemente, perché con i soldi in tasca sarebbero finiti gli alibi. Toccava darsi da fare. E smettere di piangere. Che, come è noto, per quanto faticoso, è pur sempre meglio che lavorare.
ma Tremonti (e la parte del governo leghista) non era per la lotta all'evasione?
Luigi Ferrarella per "il Corriere della Sera"
Il ministero dell`Economia parte civile in udienza preliminare per frode fiscale contro gli stilisti Dolce e Gabbana sì, contro Silvio Berlusconi no. Contro i commercialisti del gruppo Mythos sì, contro il presidente del Consiglio no. E chi lo decide? Il premier stesso: è stato infatti Palazzo Chigi a bloccare la costituzione in giudizio del ministero dell'Economia quale parte civile contro l`inquilino di Palazzo Chigi nell`udienza preliminare Mediatrade.
Berlusconi, insieme al presidente Mediaset Fedele Confalonieri e a suo figlio Pier Silvio come vice, è accusato di concorso in frode fiscale da 8 milioni di euro nel 2002-2005, con effetti tributari sino al 2009. Parte lesa è l`Agenzia delle entrate.
Su questa base d`imputazione, il ministero dell`Economia avrebbe avuto tutto l`interesse a costituirsi parte civile contro gli imputati. Ma lunedì in udienza preliminare mancava proprio l`Avvocatura di Stato milanese: segno evidente che non era stata incaricata di patrocinare la costituzione di parte civile contro Berlusconi in questa fase.
Ma il "niet" è arrivato da Palazzo Chigi, non dal Tesoro. Non si è trattato "solo" di un silenzio tattico: una esplicita indicazione a non costituirsi è stata impartita dal «Dipartimento affari giuridici e legislativi» della presidenza del Consiglio all`Avvocatura di Stato. Il ministero di Giulio Tremonti, infatti, aveva svolto la propria istruttoria di rito, verificato il danno teorico, e proposto di deliberare la costituzione di parte civile nei confronti degli imputati.
La delibera è però di competenza di Palazzo Chigi, dove il «Dipartimento affari giuridici e legislativi» della presidenza del Consiglio ha invece teorizzato l`opportunità di rimandare la questione eventualmente al dibattimento in Tribunale, fase in cui è ancora possibile costituirsi parte civile: e, nel farlo, ha richiamato l`auto-precedente dei diritti tv Mediaset, nel quale la costituzione nel 2006 arrivò in primo grado (governo Prodi) e non già anche nell`udienza preliminare (quando Berlusconi era premier come oggi).
La scelta, oltre a profilare un conflitto di interessi tra l`imputato Berlusconi e il premier Berlusconi, contrasta con la prassi quotidiana che nei processi per frode fiscale vede l`Avvocatura dello Stato autorizzata da Palazzo Chigi a costituirsi parte civile per il Tesoro sin dall`udienza preliminare, anche allo scopo di essere presente e poter trattare cospicui risarcimenti nel caso in cui i contribuenti scelgano di patteggiare (come i 21 milioni versati dai commercialisti della maxievasione Mythos).
Così, ad esempio, nell`udienza preliminare in corso su Dolce e Gabbana è stata autorizzata da Palazzo Chigi quella costituzione di parte civile nell`interesse del ministero dell`Economia (tramite l`Avvocatura) che invece è stata bloccata lunedì a carico del premier.
Luigi Ferrarella per "il Corriere della Sera"
Il ministero dell`Economia parte civile in udienza preliminare per frode fiscale contro gli stilisti Dolce e Gabbana sì, contro Silvio Berlusconi no. Contro i commercialisti del gruppo Mythos sì, contro il presidente del Consiglio no. E chi lo decide? Il premier stesso: è stato infatti Palazzo Chigi a bloccare la costituzione in giudizio del ministero dell'Economia quale parte civile contro l`inquilino di Palazzo Chigi nell`udienza preliminare Mediatrade.
Berlusconi, insieme al presidente Mediaset Fedele Confalonieri e a suo figlio Pier Silvio come vice, è accusato di concorso in frode fiscale da 8 milioni di euro nel 2002-2005, con effetti tributari sino al 2009. Parte lesa è l`Agenzia delle entrate.
Su questa base d`imputazione, il ministero dell`Economia avrebbe avuto tutto l`interesse a costituirsi parte civile contro gli imputati. Ma lunedì in udienza preliminare mancava proprio l`Avvocatura di Stato milanese: segno evidente che non era stata incaricata di patrocinare la costituzione di parte civile contro Berlusconi in questa fase.
Ma il "niet" è arrivato da Palazzo Chigi, non dal Tesoro. Non si è trattato "solo" di un silenzio tattico: una esplicita indicazione a non costituirsi è stata impartita dal «Dipartimento affari giuridici e legislativi» della presidenza del Consiglio all`Avvocatura di Stato. Il ministero di Giulio Tremonti, infatti, aveva svolto la propria istruttoria di rito, verificato il danno teorico, e proposto di deliberare la costituzione di parte civile nei confronti degli imputati.
La delibera è però di competenza di Palazzo Chigi, dove il «Dipartimento affari giuridici e legislativi» della presidenza del Consiglio ha invece teorizzato l`opportunità di rimandare la questione eventualmente al dibattimento in Tribunale, fase in cui è ancora possibile costituirsi parte civile: e, nel farlo, ha richiamato l`auto-precedente dei diritti tv Mediaset, nel quale la costituzione nel 2006 arrivò in primo grado (governo Prodi) e non già anche nell`udienza preliminare (quando Berlusconi era premier come oggi).
La scelta, oltre a profilare un conflitto di interessi tra l`imputato Berlusconi e il premier Berlusconi, contrasta con la prassi quotidiana che nei processi per frode fiscale vede l`Avvocatura dello Stato autorizzata da Palazzo Chigi a costituirsi parte civile per il Tesoro sin dall`udienza preliminare, anche allo scopo di essere presente e poter trattare cospicui risarcimenti nel caso in cui i contribuenti scelgano di patteggiare (come i 21 milioni versati dai commercialisti della maxievasione Mythos).
Così, ad esempio, nell`udienza preliminare in corso su Dolce e Gabbana è stata autorizzata da Palazzo Chigi quella costituzione di parte civile nell`interesse del ministero dell`Economia (tramite l`Avvocatura) che invece è stata bloccata lunedì a carico del premier.
Forse sarebbe bene controllare in tasca di chi vanno gli interessi attivi di queste importanti cifre durante le giacenze lunghissime dei fondi europei non utilizzati.Cosi come succedeva ai fondi dell'inps per le case dei lavoratori...rimanevano inutilizzati sui conti correnti che allo stato rendevano l'1% e sottobanco qualcuno inatscava il 2% per lasciarli sui conti correnti di una banca.
Il niet di palazzo chigi è arrivato anche per quanto riguarda il debito della lottomatica di 150 miliardi nei confronti del ministero della finanza.E nessuno ne parla piu.
Forse sarebbe bene controllare in tasca di chi vanno gli interessi attivi di queste importanti cifre durante le giacenze lunghissime dei fondi europei non utilizzati.Cosi come succedeva ai fondi dell'inps per le case dei lavoratori...rimanevano inutilizzati sui conti correnti che allo stato rendevano l'1% e sottobanco qualcuno inatscava il 2% per lasciarli sui conti correnti di una banca.
quoto e rilancio...
mettiamoci anche l'ostracismo verso chi voglia accedere ai fondi e non faccia parte del sistema. personalmente anni fa mi vidi bocciare un progetto di finanziamento di 300mln di lire con 20 assunzioni per essere scavalcato da un progetto di 1miliardo di lire con una assunzione (ed un solo dipendente in tutta l'azienda). tempo fa si denunciò che il problema è che la malavita non vuole concorrenti alle sue aziende ed usa gli agganci politici per fare bandi o su misura o di acesso impossibile ai comuni cittadini.
un'analisi del genere la farei anche sui flussi dei soldi pubblici statali...
quoto e rilancio...
mettiamoci anche l'ostracismo verso chi voglia accedere ai fondi e non faccia parte del sistema. personalmente anni fa mi vidi bocciare un progetto di finanziamento di 300mln di lire con 20 assunzioni per essere scavalcato da un progetto di 1miliardo di lire con una assunzione (ed un solo dipendente in tutta l'azienda). tempo fa si denunciò che il problema è che la malavita non vuole concorrenti alle sue aziende ed usa gli agganci politici per fare bandi o su misura o di acesso impossibile ai comuni cittadini.
un'analisi del genere la farei anche sui flussi dei soldi pubblici statali...
ormai certe cose sono all'ordine del giorno, da anni.
Il voto breve sulla prescrizione breve
La maggioranza forza i tempi per la norma che aiuterebbe il PresdelCons, le opposizioni protestano
Con un colpo di mano che ha indignato le opposizioni, la maggioranza ha ottenuto che fosse messo all’ordine del giorno alla Camera il voto sulla cosiddetta “prescrizione breve”, la norma di cui – incidentalmente – se votata tempestivamente potrebbe beneficiare anche Silvio Berlusconi nei suoi processi più imminenti. Adesso, dopo una tesa riunione dei capigruppo, si dovrebbe passare alla discussione e il voto potrebbe arrivare già domani, per poi avviare la legge al Senato.
Aggiornamento: il presidente della Camera Gianfranco Fini ha accolto la richiesta dell’opposizione di raddoppiare i tempi di intervento in aula dei suoi esponenti. Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, ha detto che la maggioranza spera di chiudere l’iter di approvazione entro venerdì.
L’Aula della Camera ha dato il via libera alla richiesta della maggioranza di invertire l’ordine del giorno per discutere subito il ddl sul processo breve, che contiene la norma sulla prescrizione breve per gli incensurati. Se approvata in via definitiva la norma avrebbe un effetto quasi immediato sul processo Mills, dove Berlusconi è imputato in primo grado per corruzione in atti giudiziari. La prescrizione del reato dovrebbe intervenire tra gennaio e febbraio del 2012. La norma taglierebbe di circa otto mesi i tempi di prescrizione, per cui il processo potrebbe finire all’inizio dell’estate, sempre che non arrivi prima a sentenza.
...
ilpost
Il voto breve sulla prescrizione breve
La maggioranza forza i tempi per la norma che aiuterebbe il PresdelCons, le opposizioni protestano
Con un colpo di mano che ha indignato le opposizioni, la maggioranza ha ottenuto che fosse messo all’ordine del giorno alla Camera il voto sulla cosiddetta “prescrizione breve”, la norma di cui – incidentalmente – se votata tempestivamente potrebbe beneficiare anche Silvio Berlusconi nei suoi processi più imminenti. Adesso, dopo una tesa riunione dei capigruppo, si dovrebbe passare alla discussione e il voto potrebbe arrivare già domani, per poi avviare la legge al Senato.
Aggiornamento: il presidente della Camera Gianfranco Fini ha accolto la richiesta dell’opposizione di raddoppiare i tempi di intervento in aula dei suoi esponenti. Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, ha detto che la maggioranza spera di chiudere l’iter di approvazione entro venerdì.
L’Aula della Camera ha dato il via libera alla richiesta della maggioranza di invertire l’ordine del giorno per discutere subito il ddl sul processo breve, che contiene la norma sulla prescrizione breve per gli incensurati. Se approvata in via definitiva la norma avrebbe un effetto quasi immediato sul processo Mills, dove Berlusconi è imputato in primo grado per corruzione in atti giudiziari. La prescrizione del reato dovrebbe intervenire tra gennaio e febbraio del 2012. La norma taglierebbe di circa otto mesi i tempi di prescrizione, per cui il processo potrebbe finire all’inizio dell’estate, sempre che non arrivi prima a sentenza.
...
ilpost
la minetti ha semplicemente fissato il prezzo per il processo ruby, ihmo
sempre che riescano a farglielo, il processo...
sempre che riescano a farglielo, il processo...
Addirittura ambirebbe al ministero degli esteri... vola basso...
che poca dignità, povera Italia
che poca dignità, povera Italia
L'Italia è femmina...mandare la gnocca all'estero favorirebbe il turismo sessuale dopo le invasioni islamiche, per contobilanciare avremmo anche le invasioni che prediligono gli hotel a luci rosse....davanti al denaro il presidente ha sempre delle pensate ....evasive.E poi questo governo non è un gran bordello?pensate l?italia da portaerei del mediterraneo salva clandestini umanitaria a un gran casino' discoteca a cielo aperto ed a orario continuato...Diventeremmo di portata mondiale,Un salto di qualita' dalle suore alle farfalle giorno e notte.In fin dei conti i baldi giovanotti arabi sono importati per incrementare le nascite e di conseguenza le entrate fiscali e pareggiare le spese governative oramai astronomiche...l'unica cosa che mancava è lo sfruttamento intensivo della gnocca che piace tanto a berlusconi per Fini fiscali.E poi anche il turismo trans oramai è stato sfruttato.Dunque giusto avere la minetti a ministro degli esteri..quale migliore ambasciatore delle potenzialita' nazionali?
siamo un paese senza dignità....e fa male dirlo, per chi come me ritiene di averla......
sono serio: non avessi impedimenti familiari, sarei già emigrato.
sono serio: non avessi impedimenti familiari, sarei già emigrato.
... ma i dialoghi li han studiati i Monty Python?
mi sembra leggermente surreale, il presentatore chiede una cosa e frattini risponde a caso con una delle frasi generate automaticamente per la propaganda.
(edited)
mi sembra leggermente surreale, il presentatore chiede una cosa e frattini risponde a caso con una delle frasi generate automaticamente per la propaganda.
(edited)