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Subject: [POLITICA]

2011-04-04 10:38:41
Io più che dal punto di vista economico, mi soffermerei che in Italia ci sono migliaia di persone che sono rimaste senza lavoro.
Un mio amico è imprenditore nel settore edile e mi dice che ogni giorno bussano alla sua porta in cerca di lavoro.
L'edilizia è ferma, quindi io semplicemente dico, diamo lavoro a chi è rimasto senza.
In Italia oggi non c'è domanda di lavoro, l'offerta è in esubero, pertanto gli immagrati finiscono per essere anche loro in esubero.
2011-04-04 11:32:49
Si ma il fatto che ci sia una citta´intera da ricostruire contraddice clamorosamente il fatto che si dica che manca il lavoro.
Non é che manca il lavoro, se mai mancano i soldi per pagarlo e forse é anche la struttura catastale di un centro storico che si presta molto male ad una ricostruzione.

2011-04-04 12:30:29
Si ma il fatto che ci sia una citta´intera da ricostruire contraddice clamorosamente il fatto che si dica che manca il lavoro.


chi paga?
2011-04-04 12:42:09
Concordo, infatti dissentivo sullo sfruttare gli immigrati.....
2011-04-04 12:56:17
è la società che deve essere rivista, attraverso la redistribuzione del reddito.
L'edilizia è ferma anche grazie al fatto che si è costruito di tutto e di più in questi anni, facendo guadagnare a palate i costruttori o le banche...
Se non si parte dal presupposto che è più giusto ed etico lavorare meno ma tutti, guadagnare meno ma tutti, non si andrà mai avanti e si formeranno sempre nuove sacche di povertà ed il gap tra ricco e povero non farà altro che aumentare.
2011-04-04 13:00:11
Secondo me una cittá rasa al suolo da un terremoto e´un male estremo per cui si puo´pensare di ricorrere ad estremi rimedi. Se non e´un caso eccezionale quello.
Parlar subito di sfruttamento degli emigrati mi sembra eccessivo e sicuramenete non era quello a cui pensavo. Di fatto ai costi di mercato l'Aquila la vedo molto male, e ancora peggio vedo una tassazione straordinaria per ricostruirla che finisca tutta nelle tasche di un pool di una decina di imprese e in una serie infinita di creste e subappalti.

La boutade mi e´venuta in mente pensando a come i crucchi (sempre loro) han ricostruito le loro cittá rase al suolo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Hanno trasformato una sciagura in un occasione per modernizzare tutte leloro cittá.
Anche li´c'erano degli immigratii ed erano spesso italiani. Tutto sommato loro han ricostruito un paese e pure chi e´emigrato spesso ha avuto modo di farsi una vita.
2011-04-04 16:57:26
In secundis non è pensabile prendere immigrati clandestini o rifugiati politici e dargli una cazzuola in mano. Prima gli si deve dare il permesso di soggiorno, poi devono essere assunti da una ditta in modo da regolarizzarne i contributi e infine (sempre che lo sappiano fare) gli si affida lavori di manovalanza.

No, purtroppo in Italia è al contrario: prima devono avere un invito di lavoro e POI hanno diritto al permesso di soggiorno.
2011-04-04 23:44:37
2011-04-05 10:50:20
2011-04-05 15:02:18
Idiozia insostenibile

Nonostante la primavera avanzi le sue giuste pretese, molti uffici pubblici del Nord Italia continuano a essere riscaldati come saune, costringendo i loro frequentatori ad aprire le finestre per compensare i termosifoni bollenti. A una studentessa universitaria imperlata di sudore che osava suggerire di spegnerli è stato risposto anche con un certo fastidio che occorreva attendere l’arrivo in Facoltà del tecnico della caldaia: un’entità soprannaturale che si manifesterà in sembianze umane non prima del 15 aprile. Nel frattempo, avanti coi caloriferi roventi e le finestre spalancate, almeno nei luoghi dove la bolletta è pagata dallo Stato, cioè da nessuno in particolare, cioè da tutti noi.

Mentre infuria il dibattito alato sul nucleare, chiedo scusa se oso molestarvi con questi spiccioli di vita quotidiana. Ma qualunque energia del futuro sarà insostenibile, se non si rimediano gli sprechi del presente. Sostituire i vecchi impianti di riscaldamento con modelli auto-regolabili costa parecchio. Come costa cambiare gli infissi sbilenchi degli edifici, che disperdono oltre un terzo del calore. Ma si tratterebbe di soldi ben spesi, perché ridurrebbero il fabbisogno e l’inquinamento. Fra il ritorno all’età della pietra e il consumismo insostenibile, tragicomicamente simboleggiato da quella finestra aperta sopra un termosifone acceso, pare insomma che esista una terza via: il consumenismo. E il consumenista è colui che, prima di decidere quale vino verserà nel bicchiere, si premura di controllare che il bicchiere non sia bucato.


gramellini
2011-04-05 17:43:15
Et voilà

Negano , negano , ma intanto ......
2011-04-05 19:28:46
COMUNISTIIIII!!!!!!

Lol. Visto come vanno le cose in Italia domani prendo la tessera del partito di B. Non farò carriera politica ma passerò qualche serata divertente ad arcore
2011-04-05 21:53:03
giusto come post-it:

Ruby, la Camera dice si' al conflitto

I due deputati liberaldemocratici, Daniela Melchiorre e Italo Tanoni, che oggi sono stati ricevuti dal premier a Palazzo Grazioli, hanno votato a favore; al loro voto si è unito quello dell'ex Mpa Aurelio Misiti

repubblica

3 dei 314 geni.
(edited)
2011-04-06 00:26:34
a proposito del tuo link, vi racconto che mi è successo:
una mia "amica" si è candidata alle elezioni per l'università, nella lista "centrodestra per l'università".
ha preso e ha aggiunto un tritello di gente, tra cui me, nel gruppo medesimo. ovviamente a insaputa della suddetta gente.

se lo fa una minchiona 25enne per le elezioni universitarie, cosa vi aspettate si faccia ai piani alti?


ps: evito di commentare ciò che è successo il 29 marzo in senato...voglio sperare fosse un pesce d'aprile anticipato.
voglio sperare...

perchè se non lo fosse...avrei davvero tanta voglia di mettermi un giubbotto pieno di dinamite, andare là e farmi saltare...mi sacrificherei volentieri.

2011-04-06 10:30:21
se lo fa una minchiona 25enne per le elezioni universitarie, cosa vi aspettate si faccia ai piani alti?


imho l'esempio arriva dai piani alti, però^^
2011-04-06 13:15:20
Archivio cartaceo | di Marco Travaglio

5 aprile 2011

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Più informazioni su: Berlusconi, Bersani, Li Gotti, pd, Tedesco, Vendola

Pd, ultima chiamata
Domani, salvo ennesimo rinvio, la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato voterà pro o contro l’arresto del senatore dalemiano del Pd Alberto Tedesco, disposto due mesi fa dal gip di Bari Giuseppe De Benedictis per corruzione, concussione, turbativa d’asta e falso (Tedesco li avrebbe commessi per favorire le aziende di famiglia con le Asl quand’era assessore regionale alla Sanità nella prima giunta Vendola, prima di approdare in Senato al posto di Paolo De Castro, volato a Strasburgo). Com’è noto, il Senato non è chiamato a valutare se Tedesco vada arrestato o no: questo l’ha già deciso un giudice terzo. Il Senato deve solo autorizzare l’esecuzione dell’ordine di custodia, salvo che ravvisi nell’inchiesta un fumus persecutionis ai danni del senatore. Cioè dimostri che non esiste alcun indizio a suo carico, ma solo la volontà congiunta di procura e gip di perseguitarlo con accuse infondate.

Ma nessun membro della giunta, lette le migliaia di carte con intercettazioni e testimonianze, ha osato sostenerlo. Dunque il discorso, secondo la legge e la Costituzione, è chiuso: Tedesco deve andare in carcere, come i cinque coimputati che, non avendo avuto la fortuna di rifugiarsi in Parlamento, sono finiti ipso facto in cella. Invece da trent’anni il Parlamento respinge tutte le richieste di autorizzazione ad arrestare suoi membri. E senza mai giustificare i dinieghi con il fumus persecutionis, ma invadendo ogni volta il campo della magistratura. Come? Sindacando sulle esigenze cautelari (gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga o di inquinamento probatorio o di ripetizione del reato), che sono competenza esclusiva del giudice e non del Parlamento. Anche stavolta andrà a finire così: Pdl e Lega, avendo salvato e dovendo salvare decine di compari di avventura dediti al crimine, non si lasceranno sfuggire l’occasione di salvare anche Tedesco, per poi passare all’incasso quando toccherà a qualcuno dei loro, o per rinfacciare l’incoerenza al Pd che, sull’impunità per i politici, predica bene in casa di Berlusconi & C e razzola male in casa propria. Dunque, se il Pd vuol essere credibile nella battaglia campale annunciata contro la nuova ondata impunitaria pro B. (prescrizione breve, processo morto, conflitto di attribuzioni e forse voto di improcedibilità nel processo Ruby), domani i suoi nove senatori in giunta dovrebbero tutti autorizzare l’arresto di Tedesco.

L’Idv, con Luigi Li Gotti, ha già annunciato che dirà di sì. Così finalmente vedremmo il centrosinistra compatto sul principio fondamentale dell’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge. E, se Tedesco si salverà, sarà per il voto del centrodestra e della solita Udc, che in materia di impunità non ha nulla da invidiare a Pdl e Lega. Purtroppo le cronache dicono che i nove pidini sono divisi: due (Casson e Adamo) pro arresto, sette contro (tra cui il solito presidente della giunta, Follini). E questo sebbene nessuno (nemmeno il relatore del Pdl Balboni) ravvisi nella richiesta del gip il fatidico fumus persecutionis. A questo punto si attenderebbe una chiara pronuncia del segretario Bersani o della capogruppo Finocchiaro, invece incredibilmente il vertice del Pd ha deciso di lavarsene le mani: “Il partito – ha detto Bersani – non ha alcuna linea su Tedesco, non darà alcuna indicazione e non ha alcuna situazione da tutelare. Ho detto ai nostri di ritenersi completamente liberi”. Il Pd Sanna parla addirittura di “anomalie dell’indagine” (ma, se ci sono, spetta al Riesame e alla Cassazione sanarle, non certo al Senato) e aggiunge: “Stabilito che non c’è fumus persecutionis, la questione va su un crinale politico: bisogna determinare quali siano oggi i reati considerati di eccezionale gravità ed è un limite che va fissato dal Parlamento”.

Par di sognare: il Parlamento decide quali reati sono gravi e quali no, quali sono meritevoli di arresto e quali no, e non è affatto certo che lo siano la corruzione e la concussione. Ora, per dire certe scempiaggini, bastano e avanzano i Berlusconi e gli Alfano. A che serve, dunque, il Pd?