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Subject: [POLITICA]

2011-04-06 13:15:20
Archivio cartaceo | di Marco Travaglio

5 aprile 2011

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Più informazioni su: Berlusconi, Bersani, Li Gotti, pd, Tedesco, Vendola

Pd, ultima chiamata
Domani, salvo ennesimo rinvio, la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato voterà pro o contro l’arresto del senatore dalemiano del Pd Alberto Tedesco, disposto due mesi fa dal gip di Bari Giuseppe De Benedictis per corruzione, concussione, turbativa d’asta e falso (Tedesco li avrebbe commessi per favorire le aziende di famiglia con le Asl quand’era assessore regionale alla Sanità nella prima giunta Vendola, prima di approdare in Senato al posto di Paolo De Castro, volato a Strasburgo). Com’è noto, il Senato non è chiamato a valutare se Tedesco vada arrestato o no: questo l’ha già deciso un giudice terzo. Il Senato deve solo autorizzare l’esecuzione dell’ordine di custodia, salvo che ravvisi nell’inchiesta un fumus persecutionis ai danni del senatore. Cioè dimostri che non esiste alcun indizio a suo carico, ma solo la volontà congiunta di procura e gip di perseguitarlo con accuse infondate.

Ma nessun membro della giunta, lette le migliaia di carte con intercettazioni e testimonianze, ha osato sostenerlo. Dunque il discorso, secondo la legge e la Costituzione, è chiuso: Tedesco deve andare in carcere, come i cinque coimputati che, non avendo avuto la fortuna di rifugiarsi in Parlamento, sono finiti ipso facto in cella. Invece da trent’anni il Parlamento respinge tutte le richieste di autorizzazione ad arrestare suoi membri. E senza mai giustificare i dinieghi con il fumus persecutionis, ma invadendo ogni volta il campo della magistratura. Come? Sindacando sulle esigenze cautelari (gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga o di inquinamento probatorio o di ripetizione del reato), che sono competenza esclusiva del giudice e non del Parlamento. Anche stavolta andrà a finire così: Pdl e Lega, avendo salvato e dovendo salvare decine di compari di avventura dediti al crimine, non si lasceranno sfuggire l’occasione di salvare anche Tedesco, per poi passare all’incasso quando toccherà a qualcuno dei loro, o per rinfacciare l’incoerenza al Pd che, sull’impunità per i politici, predica bene in casa di Berlusconi & C e razzola male in casa propria. Dunque, se il Pd vuol essere credibile nella battaglia campale annunciata contro la nuova ondata impunitaria pro B. (prescrizione breve, processo morto, conflitto di attribuzioni e forse voto di improcedibilità nel processo Ruby), domani i suoi nove senatori in giunta dovrebbero tutti autorizzare l’arresto di Tedesco.

L’Idv, con Luigi Li Gotti, ha già annunciato che dirà di sì. Così finalmente vedremmo il centrosinistra compatto sul principio fondamentale dell’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge. E, se Tedesco si salverà, sarà per il voto del centrodestra e della solita Udc, che in materia di impunità non ha nulla da invidiare a Pdl e Lega. Purtroppo le cronache dicono che i nove pidini sono divisi: due (Casson e Adamo) pro arresto, sette contro (tra cui il solito presidente della giunta, Follini). E questo sebbene nessuno (nemmeno il relatore del Pdl Balboni) ravvisi nella richiesta del gip il fatidico fumus persecutionis. A questo punto si attenderebbe una chiara pronuncia del segretario Bersani o della capogruppo Finocchiaro, invece incredibilmente il vertice del Pd ha deciso di lavarsene le mani: “Il partito – ha detto Bersani – non ha alcuna linea su Tedesco, non darà alcuna indicazione e non ha alcuna situazione da tutelare. Ho detto ai nostri di ritenersi completamente liberi”. Il Pd Sanna parla addirittura di “anomalie dell’indagine” (ma, se ci sono, spetta al Riesame e alla Cassazione sanarle, non certo al Senato) e aggiunge: “Stabilito che non c’è fumus persecutionis, la questione va su un crinale politico: bisogna determinare quali siano oggi i reati considerati di eccezionale gravità ed è un limite che va fissato dal Parlamento”.

Par di sognare: il Parlamento decide quali reati sono gravi e quali no, quali sono meritevoli di arresto e quali no, e non è affatto certo che lo siano la corruzione e la concussione. Ora, per dire certe scempiaggini, bastano e avanzano i Berlusconi e gli Alfano. A che serve, dunque, il Pd?
2011-04-06 19:40:34
renzi e tosi sono i due sindaci con un indice di gradimento maggiore (dei propri cittadini), faranno strada?
2011-04-06 20:21:43
parlo su quello che vivo in prima persona

Tosi ha davvero fatto la differenza a Verona rispetto a chi amministrava prima

conti a posto, manto stradale di nuovo ok e miglioramenti delle arterie centrali, nettezza urbana molto buona con un grosso contributo sulla raccolta differenziata (pure vetro bianco diviso dal colorato) e nessun zingaro a ciondolare per la città

per quel che mi riguarda merita solo complimenti
2011-04-07 10:16:03
condivido appieno...di Tosi ce ne vorrebbero un migliaio in tutta italia.Renzi mi piace molto è intelligente e ben voluto a Firenze dovrebbe essere un esempio per il PD ....che invece lo contesta.
2011-04-07 10:23:40
Non so quali siano i provvedimenti di renzi a Firenze, ma le sue sparate e le sue frequentazioni non mi sembrano di certo il massimo.
2011-04-07 10:35:53
2011-04-08 09:50:08
perchè?? chi frequenta? che ha detto di grosso?

scusa ma non sono molto informato mi sto informando su questi due personaggi per capire cosa potranno diventare visto che li vedo come i due veri "big" in prospettiva
2011-04-08 09:53:57
ha "frequentato" silvio ad arcore ma non per bungare bensì per "buscare" soldi per firenze e a qualcuno ha dato fastidio (me compreso) l'incontro in sede non propriamente istituzionale

personalmente (a pelle) mi sta altamente sulle palle...però almeno è giovane (ah ah ah)...ma di sinistra ha solo il piede per scendere le scale.

Tosi...chi??? esortativo terza persona singolare del verbo "tosare" (Tosi lei...)
(edited)
2011-04-08 10:21:19
Vorrei sapere se pensate che al di la di Chiamparino Renzi cacciari ci sia qualche altro che possa rappresentare il Leader per battere pulcinella berlusconi?
Certo ce ne sono 2 che sono integri ed affidabili come ferrando,ma non adatti in un mondo come quello attuale in cui occorre essere adatti come capi del governo a considerare anche che non si è capi di un pensiero unico ma si governa anche per chi non la pensa come noi...se no si cade in dittatura e che sia come quella berlusconiana la dittatura guidata da fili a senso unico che partono dalla sicilia o come quelle del passato cariche di demagogia imperante che non tenevano conto che la democrazia prevede di tenere da conto anche le opposizioni e l'intero popolo italiano.Ecco perchè io ammiro la democrazia referendaria che fa partecipare l'intera nazione al governo del paese...e non da deleghe in bianco a chi ha nella testa solo il sesso ed il guadagno personale,mandando in bancarotta il paese.
2011-04-08 10:29:15
basta co sti leader

ritorniamo alle idee e alla loro realizzazione

stiamo ancora a parlare di stalin, hitler, mussolini, franco, berlusconi....blablabla

il leaderismo DEVE morire una volta per tutti e cominciare a ragionare con la propria testa sulle idee per migliorare la vita delle persone e realizzarle

ma che cacchio deve fare un renzi, un chiamparino o peggio quel mezzo filosofo edonista di cacciari

COSA??? battere Berlusconi???

OHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH (direbbero i bambini di povia)

e poi???

Una volta per tutte scrolliamoci (e fate scrollare) di dosso questa idea della politica delegata al Principe di turno

la politica è partecipazione.
2011-04-08 10:46:36
Vorrei sapere se pensate che al di la di Chiamparino Renzi cacciari ci sia qualche altro che possa rappresentare il Leader per battere pulcinella berlusconi?

io personalmente credo che nessun esponente del PD sarà mai credibile,
perciò non avrà mai il mio voto.

Abbiamo bisogno di partiti di nuova generazione (non anagrafica che conta relativamente..), portatori di visioni chiare del futuro e di idee politiche di respiro internazionale. Vi invito a non votare per nessun motivo i partiti che nel passato vi hanno deluso, piuttosto chiunque altro.

L'idv si perde i parlamentari e li regala a B.?
io non lo voto più
Il pd si accorda con B. sulla legge elettorale truffa?
io non lo voto più.
fini e bossi firmano una legge criminale sull'immigrazione?
io non li voto più
il pdl distrugge la cost. ad ogni provvedimento ed in ogni modo?
figurati se mai li voterò


e così via..
2011-04-08 11:08:43
sono idealmente d'accordo con te, ma purtroppo la politica è altro dagli ideali
in un paese abituato al pane, ai circensi, ai nani e alle ballerine il primo passo necessario è prendere il potere e non lasciarlo in mano a chi tanti scrupoli non se ne fa :(

ci serve, se non una figura carismatica, almeno un candidato condiviso e con personalità che possa battere B. nel suo stesso gioco. perchè sarà così anche nel 2013: lui che se ne strafotterà delle regole, userà i suoi media come e quanto vorrà, farà le sue comparsate, sparerà insulti e punterà a spaccare il paese in modo da raccattare male che vada almeno un sostanziale pareggio. tutte cose già viste

prodi non era certo un mostro di carisma nè un accentratore, ma è risucito a battere B. 2 volte su 2 per il semplice fatto di essere (almeno a inizio mandato) un leader condiviso
2011-04-08 11:14:46
purtroppo hai ragione... i discorsi ideali decadono quando bisogna fare i conti con la putrida realtà italiana

però il mio è un pensiero da applicare sul lungo periodo anche a livello di educazione, di senso civico, di utilizzo dei mezzi di informazione

cominciare a crescere le nuove generazioni con la consapevolezza che si può essere diversi dalla marcescente generazione dei figli di silvio (topa, culo e coca)

Inculcare (uso di proposito questo termine) il culto della ragione, mettendo a disposizione tutti gli strumenti necessari per elevarla quanto più possibile


e poi dei leader non sapremo che farcene...se non al servizio delle idee per migliorare la società.
2011-04-08 12:03:41
ciapa la prescrizione...

che tristessa..


http://www.corriere.it/economia/11_aprile_08/parmalat-prescrizione_7eb7f8fe-619d-11e0-870c-93568f8e57cb.shtml
2011-04-08 14:29:53
Torno a ripetere e non mi stanchero' mai che l'unica ricetta valida è copiare la democrazia svizzera nella sua semplicita' e compartecipazione dei cittadini alle decisioni riguardanti sia il quotidiano sia lo straordinario della gestione politica ed economica del paese tramite la semplicita',il principio del risparmio dell'uguaglianza e della democrazia referendaria....che toglie ogni possibilita di far passare leggi e leggine a favore degli amici e dei potenti.Il federalismo che prevede che qualora un cantone(regione)pur rispettando la media prevista dai parametri di spesa per cittadino si trovasse in difficolta finanziarie puo attingere nel fondo di solidarieta comune per spese di sanita,idrogeologiche,assistenziali per anziani e indigenti.Niente macchine blu,7 soli ministri che a turno annuale fanno il presidente della confederazione.Tasse mediamente attorno al 25% con esenzione totale per redditi inferiori ai 22.000 franchi.E aiuti cantonali ai redditi bassi per sanita e affitto.Niente guerre da 750 anni,e solo 3 scandali negli ultimi 60 anni.
Ma sembra che le cose semplici non piacciano agli italiani litigiosi e campanilisti per natura.
(edited)
2011-04-08 15:13:51
Parlamento pulito, 350mila firme dimenticate dalla Casta. “Il 16 aprile tutti in piazza”


Lo sapevano bene, Beppe Grillo e il movimento Cinque Stelle, che la lotta sarebbe stata dura. Ma più il tempo passa e più si avvicina la beffa: la proposta di legge popolare per il Parlamento Pulito (no ai condannati, stop dopo due mandati, ritorno alle preferenze) rischia di perire, insieme a questa legislatura, tra le scartoffie di Palazzo Madama. La proposta, infatti, è stata presentata al Senato durante il governo Prodi, ma il nostro ordinamento prevede che se entro due legislature non si arriva all’approvazione, decade. Per questo i grillini hanno scritto una lettera a Napolitano e stanno organizzando una mobilitazione per sabato 16 aprile, anche davanti a Montecitorio: “Föra da i ball i condannati della politica!!!” dicono.

Tutto era cominciato l’otto settembre 2007: il ciclone Beppe Grillo si era preso, con la sorpresa di molti, una piazza Maggiore stracolma. Era il primo V Day: mentre blogger, giornalisti, ed esperti, intervenivano dal palco bolognese, in tutta Italia centinaia di migliaia di cittadini erano in coda per mettere la loro firma sotto la richiesta di legge popolare per un “Parlamento Pulito” lanciata da Grillo. La legge consta di tre articoli intellegibili da chiunque: 1) Ineleggibilità in Parlamento dei condannati in via definitiva; 2) Limite dei due mandati per i parlamentari (attualmente, tra i vari recordman, si segnala Gianfranco Fini arrivato all’ottava legislatura e Massimo D’Alema giunto alla settima); 3) re-introduzione della preferenza per l’espressione di voto alle elezioni politiche. “Se questa legge venisse approvata quasi tutti i parlamentari dovrebbero fare le valigie e rifarsi una vita a loro spese e dire addio ai contributi della collettività” ha dichiarato più volte Beppe Grillo.

La legge di iniziativa popolare è prevista dal nostro ordinamento ed è definita, insieme al referendum, un “istituto di democrazia diretta”. Una volta depositata la proposta in Cassazione, la corte dà il via libera alla raccolta di firme. L’otto settembre 2007 sulla proposta Parlamento Pulito vennero si raccolgono 350mila firme: 7 volte le cinquantamila necessarie. Il 14 dicembre 2007, Beppe Grillo si presenta a Roma, alla guida di un risciò circondato da una trentina di “grillini”: al Senato incontra l’allora presidente Franco Marini e gli consegna le firme. “Marini mi ha ricevuto, è stato gentile”. Da quel momento però, il buio. Il governo Prodi cade, e la legge rimane al Senato. Presidente ne diventa Renato Schifani, fedelissimo di Berlusconi. Dopo oltre tre anni, tutto è ancora fermo e la proposta rischia di scadere: le Camere hanno la sovranità in termini di ordine del giorno e se la conferenza dei capigruppo non decide di mettere in discussione una proposta di legge, questa rimane a prendere polvere e, con la fine delle legislatura, muore.

Per evitare l’oblio della proposta, i grillini hanno scritto in questi giorni una lettera al Presidente della Repubblica. “Gentile Presidente, in qualità di firmatari e sostenitori della proposta di Legge di iniziativa popolare in oggetto, ci vediamo costretti a evidenziare con disappunto come fino ad oggi, 6 aprile 2011, non sia ancora terminata la discussione su tale testo”. Nulla si è fatto, ribadiscono: “Nessuna commissione o organismo responsabile ha avviato una reale discussione sulla stessa”. La scadenza è dietro l’angolo: “La legislatura attuale sta avviandosi verso la conclusione. Al suo termine, la Proposta depositata decadrebbe avendo essa valore per due legislature ed attraversando, appunto, il secondo periodo con quella attuale. Qualora tale Proposta decadesse per sopraggiunti termini, si renderebbe inefficace lo strumento di partecipazione popolare introdotto nella nostra Costituzione”. Si prepara insomma una beffa per tutti i cittadini che hanno supportato questa proposta, e un’umiliazione per lo strumento di “democrazia diretta” strozzato da una politica che vuole conservare i suoi privilegi e le sue rendite di posizione. Proprio per questo, sabato prossimo, i sostenitori di questa proposta scenderanno in piazza.