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Subject: [POLITICA]
Ai cittadini viene fatto pagare fino all'ultimo centesimo il ticket sulle prestazioni sanitarie, mentre gli onorevoli e ai loro familiari (1109 soggetti) godono di un'assistenza sanitaria privata pagata dalla Camera, cioè da noi.
Nel 2010, i contribuenti hanno speso ben 10.117.000 (diecimilionicentodiciassettemila) euro per mantenere in salute i deputati e i loro familiari, cioè (9123€ a testa). Tre milioni e 92.000 euro per spese odontoiatriche 2788€ a testa e ci può stare), oltre tre milioni per ricoveri e interventi in cliniche private, quasi un milione di euro (976.000) per fisioterapia. Settecentomila per visite varie; 488.000 euro per occhiali (440€ a testa, ma che sono, tutti con occhiali?) e poco più di 250.000 per sedute di psichiatria e di psicologia. Proprio per sfruttare la generosità del popolo hanno chiesto indietro ben 153.000 euro di ticket pagato. Alcune spese sanitarie sono segrete... come gli interventi di chirurgia plastica, balneoterapia, massaggio sportivo... Se conosciamo queste spese lo dobbiamo ad alcuni deputati radicali che hanno chiesto i dati ai questori della Camera. Due domande sono d'obbligo: non sono un po' troppi quasi 10000€ di spese sanitarie cadauno? Ma non sei stufo di pagare per questi privilegiati?
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Nel 2010, i contribuenti hanno speso ben 10.117.000 (diecimilionicentodiciassettemila) euro per mantenere in salute i deputati e i loro familiari, cioè (9123€ a testa). Tre milioni e 92.000 euro per spese odontoiatriche 2788€ a testa e ci può stare), oltre tre milioni per ricoveri e interventi in cliniche private, quasi un milione di euro (976.000) per fisioterapia. Settecentomila per visite varie; 488.000 euro per occhiali (440€ a testa, ma che sono, tutti con occhiali?) e poco più di 250.000 per sedute di psichiatria e di psicologia. Proprio per sfruttare la generosità del popolo hanno chiesto indietro ben 153.000 euro di ticket pagato. Alcune spese sanitarie sono segrete... come gli interventi di chirurgia plastica, balneoterapia, massaggio sportivo... Se conosciamo queste spese lo dobbiamo ad alcuni deputati radicali che hanno chiesto i dati ai questori della Camera. Due domande sono d'obbligo: non sono un po' troppi quasi 10000€ di spese sanitarie cadauno? Ma non sei stufo di pagare per questi privilegiati?
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da leghisti a terroni :D
si è sempre meridionali di qualcuno (Luciano De Crescenzo)
si è sempre meridionali di qualcuno (Luciano De Crescenzo)
Mi dispiace sentire parlare di meridionalismo come se fosse la peste.Io credo che la verita sia che molti attizzano polemiche stupide ed inutili.I meridionali onesti sono tali e quali come valori ai settentrionali onesti.Esiste una parte di sfruttatori che va dalle grandi organizzazioni criminali del sud,agli imprenditori e industriali del nord che vivono di bluff e di sovvenzioni a fondo perso che equivalgono all'assistenzialismo del sud...su tutti pesa l'ipoteca di questa classe politica dove il piu onesto ha la rogna.Disgraziatamente poi di mezzo esiste una stampa che invece di essere neutrale ed obiettiva intinge la penna nel calamaio del protettore scrivendo quello che desidera il mandante....i piu bravi riescono a mascherarlo meglio.Si è bonisti o reazionari a seconda della convenienza l'ipocrisia arriva da un insegnamento millenario dato dalle principali religioni,ad iniziare dal vaticano pronto a collaborare con il potente di turno il cui merito dovrebbe essere da una parte di proteggere i piu deboli,cosa che raramente ha fatto,dall'altra fiutare con largo anticipo in che direzione tira il vento per schierarsi dalla parte del piu forte.
Questo odio tra nord e sud non è colpa della popolazione,ma delle ruberie dei politici e dai vantaggi che ha una magistratura fatta dal 95% di persone nate nel sud.Detto questo pero nella magistratura ci sono magistrati ottimi che hanno per questo merito perduto la vita a dimostrazione di uno stato corrotto e criminale.
Il problema si risolverebbe subito se finalmente si facesse un vero stato federalista con una democrazia referendaria dove ogni decisione deve essere approvata o bocciata dal popolo che coinvolto non potrebbe piu nascondersi dietro l'inefficenza e la corruzione dei politici e degli imprenditori o pseudotali.
Quel signore grassottello che ho ascoltato nano bignasca è il famoso contadino scarpe grosse e cerevello fine.Di fatto ha fatto moltissimo per la popolazione ticinese affrancandola dai balivi della svizzera tedesca.Purtroppo in ticino è presente una componente fortissima di ndrangheta calabrese e di camorra napoletana,meno di mafia siciliana.Questo porta il cantone ad essere disprezzato dal nord del paese che lo considera alla pari dell'italia del sud,ingiustamente disprezzata per lo stesso motivo che coinvolge il 100% degli abitanti di cui il 60% subisce solamente senza colpe il fatto di nascere in uno dei posti piu belli della terra.
Questo odio tra nord e sud non è colpa della popolazione,ma delle ruberie dei politici e dai vantaggi che ha una magistratura fatta dal 95% di persone nate nel sud.Detto questo pero nella magistratura ci sono magistrati ottimi che hanno per questo merito perduto la vita a dimostrazione di uno stato corrotto e criminale.
Il problema si risolverebbe subito se finalmente si facesse un vero stato federalista con una democrazia referendaria dove ogni decisione deve essere approvata o bocciata dal popolo che coinvolto non potrebbe piu nascondersi dietro l'inefficenza e la corruzione dei politici e degli imprenditori o pseudotali.
Quel signore grassottello che ho ascoltato nano bignasca è il famoso contadino scarpe grosse e cerevello fine.Di fatto ha fatto moltissimo per la popolazione ticinese affrancandola dai balivi della svizzera tedesca.Purtroppo in ticino è presente una componente fortissima di ndrangheta calabrese e di camorra napoletana,meno di mafia siciliana.Questo porta il cantone ad essere disprezzato dal nord del paese che lo considera alla pari dell'italia del sud,ingiustamente disprezzata per lo stesso motivo che coinvolge il 100% degli abitanti di cui il 60% subisce solamente senza colpe il fatto di nascere in uno dei posti piu belli della terra.
MILANO - Crollano nel primo bimestre del 2011 le entrate per l'imposta sui canoni di abbonamento radio e tv: l'incasso per questa voce è stato di 938 milioni di euro, 562 in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente (-37,5%). È quanto risulta dai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia. (fonte: Ansa).
ma no...chi l'avrebbe mai detto...
ma no...chi l'avrebbe mai detto...
La Rai ha subito smentito, confutando i dati del Ministero: per loro incremento di 15 mln di euro nel bimestre in questione...
Chi avrà ragione? Mah...
Chi avrà ragione? Mah...
In effetti al di la dei comunicati molti si sono rotti di ascoltare i dibattiti...e di sentire litigare sempre.Al nord hanno l'impressione di essere stati scippati da Roma della televisione nata negli studi di milano e poi trasferita a Torino...e di non vedere piu attori del nord come bramieri walter chiari tino scotti govi ecc ecc ma di sentire solamente parlare in romanesco,per cui non hanno rinnovato l'abbonamento insturando una specie di sciopero del canone.
più che altro la gente s'è rotta di pensare, troppo faticoso, meglio seguire il grande fratello e delegare le scelte al politico carismatico di turno.
più che altro la gente s'è rotta di pensare, troppo faticoso, meglio seguire il grande fratello e delegare le scelte al politico carismatico di turno.
Perchè, ha mai pensato la "gente"?
Perchè, ha mai pensato la "gente"?
Pure se preferisci il Grande Fratello il canone devi pagarlo!
SE sia giusto o meno, lascio a voi dirlo, ma attulamente andrebbe pagato.
Poi l'esperienza mi dice che o pagano 2/3 persone su 10.
SE sia giusto o meno, lascio a voi dirlo, ma attulamente andrebbe pagato.
Poi l'esperienza mi dice che o pagano 2/3 persone su 10.
PNR: PROPRIO NESSUNA RIFORMA
di Tito Boeri 15.04.2011
Sono quattordici le misure programmatiche elencate nel Piano nazionale delle riforme, presentato questa settimana dal Consiglio dei ministri. Alcune sono semplici piani, altre sono titoli vuoti, come la promozione delle energie rinnovabili. Oppure sono già in vigore, peraltro senza dimostrarsi risolutive. Altre ancora prevedono un iter lunghissimo. In realtà il governo potrebbe benissimo procedere subito su molti terreni, anche perché verso la fine della legislatura non avrà più la forza per varare alcuna riforma. L'eccezione, naturalmente, è la riforma della giustizia.
Le oltre 160 pagine del Piano nazionale delle riforme (PNR) potrebbero essere condensate nelle due che riproduciamo in allegato. Sono le misure programmatiche del Governo da qui alla fine della legislatura, estratte dalle schede predisposte per l’esame di Bruxelles. Basta leggerle per accorgersi che l’acronimo Pnr sta per “Proprio nessuna riforma”.
COSA C’È NEL PIANO
Delle quattordici misure elencate come programmatiche, cioè ancora da realizzare da qui alla fine della legislatura, alcune sono semplici piani (il piano triennale del lavoro, il programma di inclusione delle donne, etc.). In altre parole il programma è … fare un bel piano da qui al 2013.
Altre misure sono titoli vuoti come la promozione delle energie rinnovabili. Non sappiamo, al di là di questo condivisibile obiettivo, cosa si voglia fare a riguardo, dato che nulla è scritto nel documento. Potrebbe soltanto essere un bel discorso del nostro ministro per l’Ambiente.
Le misure sul lavoro sono in realtà già state attuate, come la riforma della contrattazione, dato che si fa esplicitamente riferimento all’accordo del 22 gennaio 2009, quello che escludeva la Cgil e che non sembra avere affatto risolto i problemi della contrattazione in Italia, come provato dal caso Fiat. In ogni caso, l’accordo c’è già stato. Quindi nulla di nuovo si annuncia sotto le stelle. Stesso discorso vale per i provvedimenti del Collegato (a partire dagli arbitrati) sul lavoro varato un anno fa.
Sul federalismo l’obiettivo da qui alla fine della legislatura è quello di portare a termine l’attuazione della legge delega. Peccato che nel frattempo i decreti sin qui approvati si siano limitati a rimandare al futuro la definizione degli elementi più importanti della riforma quali i sistemi perequativi e i fabbisogni degli enti locali. Ci sarebbe anche molto da dire sul preteso passaggio dalla finanza derivata a quella autonoma, di cui in realtà non si è visto traccia.
Per la riforma fiscale si annunciano tempi lunghissimi dato che si attenderà la conclusione di tavoli che devono svolgere il lavoro preparatorio cui seguirà la stesura di una legge delega. Approvata quest’ultima, si dovrà procedere con i decreti attuativi. Un iter lungo e complesso. Il Governo potrebbe benissimo procedere subito su molti terreni. Facile intuire che verso la fine della legislatura il Governo non avrà più la forza per varare alcuna riforma.
Infine c’è la riforma della giustizia. Rischia di fare la stessa fine di quella annunciata dal ministro Alfano due settimane fa. Lasciare spazio a provvedimenti ad personam come la prescrizione breve.
lavoce.info
di Tito Boeri 15.04.2011
Sono quattordici le misure programmatiche elencate nel Piano nazionale delle riforme, presentato questa settimana dal Consiglio dei ministri. Alcune sono semplici piani, altre sono titoli vuoti, come la promozione delle energie rinnovabili. Oppure sono già in vigore, peraltro senza dimostrarsi risolutive. Altre ancora prevedono un iter lunghissimo. In realtà il governo potrebbe benissimo procedere subito su molti terreni, anche perché verso la fine della legislatura non avrà più la forza per varare alcuna riforma. L'eccezione, naturalmente, è la riforma della giustizia.
Le oltre 160 pagine del Piano nazionale delle riforme (PNR) potrebbero essere condensate nelle due che riproduciamo in allegato. Sono le misure programmatiche del Governo da qui alla fine della legislatura, estratte dalle schede predisposte per l’esame di Bruxelles. Basta leggerle per accorgersi che l’acronimo Pnr sta per “Proprio nessuna riforma”.
COSA C’È NEL PIANO
Delle quattordici misure elencate come programmatiche, cioè ancora da realizzare da qui alla fine della legislatura, alcune sono semplici piani (il piano triennale del lavoro, il programma di inclusione delle donne, etc.). In altre parole il programma è … fare un bel piano da qui al 2013.
Altre misure sono titoli vuoti come la promozione delle energie rinnovabili. Non sappiamo, al di là di questo condivisibile obiettivo, cosa si voglia fare a riguardo, dato che nulla è scritto nel documento. Potrebbe soltanto essere un bel discorso del nostro ministro per l’Ambiente.
Le misure sul lavoro sono in realtà già state attuate, come la riforma della contrattazione, dato che si fa esplicitamente riferimento all’accordo del 22 gennaio 2009, quello che escludeva la Cgil e che non sembra avere affatto risolto i problemi della contrattazione in Italia, come provato dal caso Fiat. In ogni caso, l’accordo c’è già stato. Quindi nulla di nuovo si annuncia sotto le stelle. Stesso discorso vale per i provvedimenti del Collegato (a partire dagli arbitrati) sul lavoro varato un anno fa.
Sul federalismo l’obiettivo da qui alla fine della legislatura è quello di portare a termine l’attuazione della legge delega. Peccato che nel frattempo i decreti sin qui approvati si siano limitati a rimandare al futuro la definizione degli elementi più importanti della riforma quali i sistemi perequativi e i fabbisogni degli enti locali. Ci sarebbe anche molto da dire sul preteso passaggio dalla finanza derivata a quella autonoma, di cui in realtà non si è visto traccia.
Per la riforma fiscale si annunciano tempi lunghissimi dato che si attenderà la conclusione di tavoli che devono svolgere il lavoro preparatorio cui seguirà la stesura di una legge delega. Approvata quest’ultima, si dovrà procedere con i decreti attuativi. Un iter lungo e complesso. Il Governo potrebbe benissimo procedere subito su molti terreni. Facile intuire che verso la fine della legislatura il Governo non avrà più la forza per varare alcuna riforma.
Infine c’è la riforma della giustizia. Rischia di fare la stessa fine di quella annunciata dal ministro Alfano due settimane fa. Lasciare spazio a provvedimenti ad personam come la prescrizione breve.
lavoce.info
un po' di battute, così vi deprimete anche voi!
inutile che dica di chi sono...
Il berlusconismo “non è al tramonto, a Milano supereremo i 53 mila voti delle ultime elezioni”, ha affermato. “Noi abbiamo introdotto una nuova moralità della politica che non significa solo non rubare ma anche mantenere gli impegni elettorali”. Il premier ha poi ribadito di aver “evitato che il signor De Benedetti, tessera numero uno del Pd, mettesse le mani sulla Mondadori”.
Non è mancata la battuta. “Quelli che dicono che io sono l’uomo più potente d’Italia dicono una bugia. A meno che non si riferiscano ad altre potenze”, ha detto sorridendo. Scherzando con la platea del Teatro Nuovo di Milano, il presidente del Consiglio ha continuato dicendo: “Ho deciso alla mia età di dire tutto ciò che penso, soprattutto quando corrisponde al vero”.
inutile che dica di chi sono...
Il berlusconismo “non è al tramonto, a Milano supereremo i 53 mila voti delle ultime elezioni”, ha affermato. “Noi abbiamo introdotto una nuova moralità della politica che non significa solo non rubare ma anche mantenere gli impegni elettorali”. Il premier ha poi ribadito di aver “evitato che il signor De Benedetti, tessera numero uno del Pd, mettesse le mani sulla Mondadori”.
Non è mancata la battuta. “Quelli che dicono che io sono l’uomo più potente d’Italia dicono una bugia. A meno che non si riferiscano ad altre potenze”, ha detto sorridendo. Scherzando con la platea del Teatro Nuovo di Milano, il presidente del Consiglio ha continuato dicendo: “Ho deciso alla mia età di dire tutto ciò che penso, soprattutto quando corrisponde al vero”.
pur tentando, non possono davvero competere
sono anni luce indietro
sono anni luce indietro