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Subject: [POLITICA]
quoto, però che tristezza vedere un presidente del consiglio abbassarsi a simili livelli...
va be ma a questo ormai uno si è pure abituato, di sicuro non è che se non l'avesse detto la situazione italiana sarebbe migliorata o peggiorata, finchè ci si ancora su ste baggianate non si avrà via di uscita
@gianni: lo so che i veri problemi sono altri, ma è bene che gli ultimi strenui che lo difendono coi paraocchi vedano ciò che fa e ciò che dice Caligola nel suo non più lucido quotidiano.
SULLE SPALLE DELLA FAMIGLIA
di Chiara Saraceno 20.04.2011
Il governo sostiene di aver rafforzato il ruolo della famiglia. E infatti ricadono sulle famiglie italiane tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora. Le timide proposte innovative del Piano nazionale per la famiglia sono rimaste lettera morta. Senza contare che una disoccupazione giovanile vicina al 30 per cento impedisce ai giovani di crearsi una propria famiglia. Le dimissioni delle lavoratrici madri.
Non ha torto Silvio Berlusconi ad affermare che il suo governo ha rafforzato il ruolo della famiglia. Basta intendersi su che cosa significa “rafforzare”.
LE FAMIGLIE E IL WELFARE
Il ruolo della solidarietà famigliare, sempre importantissimo nel nostro welfare debole e squilibrato, è uscito indubbiamente rafforzato dalla riduzione dei trasferimenti agli enti locali (a partire dall’abolizione dell’Ici), quindi delle risorse per i servizi alla persona, così come dalla riduzione dell’offerta educativa della scuola pubblica in termini di contenuti e di tempo.Èstato rafforzato anche dal mancato adeguamento del sistema di protezione sociale a un mercato del lavoro flessibile, dove la precarietà e la disoccupazione colpiscono soprattutto i giovani.
Questa modalità di rafforzamento è stata teorizzata esplicitamente nei due più importanti documenti del governo sul welfare: il Libro bianco sul futuro del welfare e il documento Italia 2020 sull’occupazione femminile e i problemi di conciliazione. (1) Entrambi i documenti indicano appunto nella solidarietà famigliare la principale risorsa su cui contare per far fronte a tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico in larga misura lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora.
Le timide proposte innovative indicate con grande enfasi nel novembre scorso dal Piano nazionale per la famiglia, e commentate su questo sito, sono rimaste lettera morta. (2)
Sulla base dell'obiettivo di rafforzamento del ruolo delle famiglie, si è proceduto a tagli indiscriminati, salvo che sui sussidi alla scuola privata, e si è di fatto vanificato il fondo per il sostegno all’affitto. Ma non solo: si è anche ripetutamente sottovalutata la drammaticità di una disoccupazione giovanile che tocca il 30 per cento.
Peccato che non tutti abbiano alle spalle una famiglia che può provvedere in caso di necessità. E peccato che proprio la dipendenza dalla solidarietà famigliare, oltre a sovraccaricare le famiglie e a sottoporre a tensione bilanci spesso modesti, renda più difficile per i giovani costituire una propria famiglia, se lo desiderano. Rende anche difficile alle mamme conciliare famiglia e lavoro, se non hanno un reddito sufficiente a pagare un servizio privato, o una mamma o una suocera disponibili e in grado di condividere le responsabilità di cura.
LE NORME PER LE LAVORATRICI MAMME
Alle mamme, poi, il governo Berlusconi ha fatto un brutto scherzo fin dall’avvio del governo. Nel giugno 2008, in nome della semplificazione, il ministro Sacconi ha infatti ha abrogato la norma che imponeva la procedura telematica per le dimissioni volontarie. Era stata approvata a largissima maggioranza bipartisan dal parlamento pochi mesi prima, durante il governo Prodi, per cercare di contrastare l’abitudine di far firmare in bianco una lettera di dimissioni all’atto dell’assunzione – un’abitudine molto diffusa soprattutto nelle aziende del Nord e molto utilizzata soprattutto contro le lavoratrici che rimangono incinte. La consigliera di parità nazionale che, facendo il proprio mestiere, osò protestare per il danno che ne sarebbe seguito per coloro che volevano avere un figlio, si vide revocata la nomina. Solo un anno dopo è stata introdotta una nuova norma, di fatto più complessa, che richiede che un genitore che si dimette “volontariamente” durante il periodo protetto dalla legge sui congedi confermi la propria volontà davanti a un funzionario della direzione provinciale del lavoro (nota prot. 25/II/2840 del 26 febbraio 2009). La nuova norma, tuttavia, riduce la protezione al solo periodo coperto dalla legge sulla maternità e paternità. Non protegge affatto da dimissioni forzate al termine di quel periodo, quando la lavoratrice dovrebbe tornare al lavoro.
(1) Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Libro bianco sul futuro del welfare. La vita buona nella società attiva, Roma, maggio 2009; ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ministero per le Pari opportunità, Italia 2020. Programa di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, Roma, dicembre 2009.
(2)Verso un piano nazionale per la famiglia, novembre 2010. Per un commento su questo sito si veda Daniela Del Boca e Chiara Saraceno, “Una tradizionale famiglia italiana”, 9.11.2010
lavoce
di Chiara Saraceno 20.04.2011
Il governo sostiene di aver rafforzato il ruolo della famiglia. E infatti ricadono sulle famiglie italiane tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora. Le timide proposte innovative del Piano nazionale per la famiglia sono rimaste lettera morta. Senza contare che una disoccupazione giovanile vicina al 30 per cento impedisce ai giovani di crearsi una propria famiglia. Le dimissioni delle lavoratrici madri.
Non ha torto Silvio Berlusconi ad affermare che il suo governo ha rafforzato il ruolo della famiglia. Basta intendersi su che cosa significa “rafforzare”.
LE FAMIGLIE E IL WELFARE
Il ruolo della solidarietà famigliare, sempre importantissimo nel nostro welfare debole e squilibrato, è uscito indubbiamente rafforzato dalla riduzione dei trasferimenti agli enti locali (a partire dall’abolizione dell’Ici), quindi delle risorse per i servizi alla persona, così come dalla riduzione dell’offerta educativa della scuola pubblica in termini di contenuti e di tempo.Èstato rafforzato anche dal mancato adeguamento del sistema di protezione sociale a un mercato del lavoro flessibile, dove la precarietà e la disoccupazione colpiscono soprattutto i giovani.
Questa modalità di rafforzamento è stata teorizzata esplicitamente nei due più importanti documenti del governo sul welfare: il Libro bianco sul futuro del welfare e il documento Italia 2020 sull’occupazione femminile e i problemi di conciliazione. (1) Entrambi i documenti indicano appunto nella solidarietà famigliare la principale risorsa su cui contare per far fronte a tutti i problemi di cui, nella maggior parte dei paesi, si fa carico in larga misura lo stato sociale: dalla povertà alla dipendenza in età anziana, dalla disoccupazione giovanile alla cura dei bambini piccoli quando la madre lavora.
Le timide proposte innovative indicate con grande enfasi nel novembre scorso dal Piano nazionale per la famiglia, e commentate su questo sito, sono rimaste lettera morta. (2)
Sulla base dell'obiettivo di rafforzamento del ruolo delle famiglie, si è proceduto a tagli indiscriminati, salvo che sui sussidi alla scuola privata, e si è di fatto vanificato il fondo per il sostegno all’affitto. Ma non solo: si è anche ripetutamente sottovalutata la drammaticità di una disoccupazione giovanile che tocca il 30 per cento.
Peccato che non tutti abbiano alle spalle una famiglia che può provvedere in caso di necessità. E peccato che proprio la dipendenza dalla solidarietà famigliare, oltre a sovraccaricare le famiglie e a sottoporre a tensione bilanci spesso modesti, renda più difficile per i giovani costituire una propria famiglia, se lo desiderano. Rende anche difficile alle mamme conciliare famiglia e lavoro, se non hanno un reddito sufficiente a pagare un servizio privato, o una mamma o una suocera disponibili e in grado di condividere le responsabilità di cura.
LE NORME PER LE LAVORATRICI MAMME
Alle mamme, poi, il governo Berlusconi ha fatto un brutto scherzo fin dall’avvio del governo. Nel giugno 2008, in nome della semplificazione, il ministro Sacconi ha infatti ha abrogato la norma che imponeva la procedura telematica per le dimissioni volontarie. Era stata approvata a largissima maggioranza bipartisan dal parlamento pochi mesi prima, durante il governo Prodi, per cercare di contrastare l’abitudine di far firmare in bianco una lettera di dimissioni all’atto dell’assunzione – un’abitudine molto diffusa soprattutto nelle aziende del Nord e molto utilizzata soprattutto contro le lavoratrici che rimangono incinte. La consigliera di parità nazionale che, facendo il proprio mestiere, osò protestare per il danno che ne sarebbe seguito per coloro che volevano avere un figlio, si vide revocata la nomina. Solo un anno dopo è stata introdotta una nuova norma, di fatto più complessa, che richiede che un genitore che si dimette “volontariamente” durante il periodo protetto dalla legge sui congedi confermi la propria volontà davanti a un funzionario della direzione provinciale del lavoro (nota prot. 25/II/2840 del 26 febbraio 2009). La nuova norma, tuttavia, riduce la protezione al solo periodo coperto dalla legge sulla maternità e paternità. Non protegge affatto da dimissioni forzate al termine di quel periodo, quando la lavoratrice dovrebbe tornare al lavoro.
(1) Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Libro bianco sul futuro del welfare. La vita buona nella società attiva, Roma, maggio 2009; ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ministero per le Pari opportunità, Italia 2020. Programa di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, Roma, dicembre 2009.
(2)Verso un piano nazionale per la famiglia, novembre 2010. Per un commento su questo sito si veda Daniela Del Boca e Chiara Saraceno, “Una tradizionale famiglia italiana”, 9.11.2010
lavoce
non è abituarsi al peggio, ottaviano augusto chissà quante trombate con la segretaria e anche col segretario si faceva tutti i giorni ma roma andava bene e non gliene fregava niente a nessuno
quello che non riesce a capire la maggior parte della gente è che i problemi dell'italia sono altri, vedere se berlusconi tromba o no a me frega ZERO ZERO ZERO ZERO ZERO
mi interessa che ci sia un reato di concussione del presidente del consiglio, non che faccia le sue solite battute sulle trombate, se tutti avessero scritto sta robetta gli avrebbe fatto comodo, avrebbero coperto robe più importanti con bagatelle
quello che non riesce a capire la maggior parte della gente è che i problemi dell'italia sono altri, vedere se berlusconi tromba o no a me frega ZERO ZERO ZERO ZERO ZERO
mi interessa che ci sia un reato di concussione del presidente del consiglio, non che faccia le sue solite battute sulle trombate, se tutti avessero scritto sta robetta gli avrebbe fatto comodo, avrebbero coperto robe più importanti con bagatelle
giusto, è ora di tornare all'epoca degli imperatori.
non c'entra niente, se vuoi capire capisci se no stai dietro a berlusconi e alle segretarie che si fa così fai il suo gioco
cito da facebook
Matteo Renzi
Torno a casa da Ballarò. Come sempre l'attenzione è sugli show di Berlusconi e non sui problemi italiani. Penso che saremo orgogliosi di essere italiani quando costruiremo un Paese in cui si trova lavoro non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa...
cito da facebook
Matteo Renzi
Torno a casa da Ballarò. Come sempre l'attenzione è sugli show di Berlusconi e non sui problemi italiani. Penso che saremo orgogliosi di essere italiani quando costruiremo un Paese in cui si trova lavoro non perché si conosce qualcuno, ma perché si conosce qualcosa...
ciccio in teoria sono d'accordo con te, però un conto è la causa e un altro l'effetto. Travaglio ieri ha detto una cosa banale ma con la quale credo non si possa non essere d'accordo: se tutto quello che fanno in parlamento è in funzione della camera da letto di b. (coprire le sue magagne e creare leggi e leggine ad hoc), e di niente altro, allora la cosa ci riguarda eccome.
Insomma, dell'harem di berlusconi me ne frega meno di zero (una persona potente ha il suo stuolo di gnocche... wow che sorpresa), del paese fermo sì. Soprattutto in un momento come questo.
Insomma, dell'harem di berlusconi me ne frega meno di zero (una persona potente ha il suo stuolo di gnocche... wow che sorpresa), del paese fermo sì. Soprattutto in un momento come questo.
ed è parlando della segretaria o è parlando della legge che si risolve qualcosa? no tanto per capire
è proprio un errore di vedute, è come se io avessi un problema alle ruote dell'auto e andassi a far controllare il motore più e più volte, non c'entra niente
è proprio un errore di vedute, è come se io avessi un problema alle ruote dell'auto e andassi a far controllare il motore più e più volte, non c'entra niente
della barzelletta in video chissenefrega, facevo un discorso a riguardo dello scandalo e dei suoi effetti nelle ns vite. C'è, inutile far finta di nulla.
Quella barzelletta l'aveva già raccontata mi pare... sul "questa la taglio" poi nessuna scoperta, l'informazione in italia sappiamo a che livello sia. Almeno hanno la tranquillità di ammetterlo ;)
Quella barzelletta l'aveva già raccontata mi pare... sul "questa la taglio" poi nessuna scoperta, l'informazione in italia sappiamo a che livello sia. Almeno hanno la tranquillità di ammetterlo ;)
se c'è un reato per prostituzione minorile, paraculaggine, concussione, che se ne parli è giustissimo
ma di ste barzellette e altre storielle fotte zeru
ma di ste barzellette e altre storielle fotte zeru
Ieri hanno pubblicato sui giornali svizzeri che la svizzera è il paese con meno corruzzione di europa e guarda caso in svizzera c'è una democ4razia referendaria...e berlusconi ha dimostrato dall'abolizione del referendum sul nucleare di temere i referendum nazionali,ben sapendo che se venisse una democrazia referendaria anche in italia avrebbe finito l'abbuffata,e con lei si aprirebbero i cancelli della gattabuia.Dovrebbe inoltre rendere conto di un sacco di roba...
A ben vedere il dialogo :
"Presidente Allegri le ricorda Capello?"
"Perdo la memoria. Stamattina correvo dietro alla segretaria per farmela sul tavolo.."
non é neanche una battuta, proprio non ha senso.
E se fosse un principio di alzheimer ?
Perché é vero che l'episodio é in se insignificante ma non devi dimenticare che lui e´la persona che magari mezz'ora dopo questo siparietto deve decidere cose tipo concedere o no l'utilizzo delle basi per attaccare la Libia. Inviare o no istruttori militari in Libia.
Voglio dire , le gare di rutti son divertenti ma di solito a dieci anni capisci che non le puoi fare dappertutto
"Presidente Allegri le ricorda Capello?"
"Perdo la memoria. Stamattina correvo dietro alla segretaria per farmela sul tavolo.."
non é neanche una battuta, proprio non ha senso.
E se fosse un principio di alzheimer ?
Perché é vero che l'episodio é in se insignificante ma non devi dimenticare che lui e´la persona che magari mezz'ora dopo questo siparietto deve decidere cose tipo concedere o no l'utilizzo delle basi per attaccare la Libia. Inviare o no istruttori militari in Libia.
Voglio dire , le gare di rutti son divertenti ma di solito a dieci anni capisci che non le puoi fare dappertutto
è proprio un errore di vedute,
si, è proprio un errore di vedute, perchè vedi e citi solo l'1% che ti interessa
si, è proprio un errore di vedute, perchè vedi e citi solo l'1% che ti interessa