Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
Il problema è che se si prova a fare/sostenere qualcosa di diverso da quello che pretende il "coro" sei uno scarto della società.
C'è chi lo chiama coro e c'è chi lo chiama gregge. Tutto sta ad intendersi.
Buona Pasqua a tutti! :)
C'è chi lo chiama coro e c'è chi lo chiama gregge. Tutto sta ad intendersi.
Buona Pasqua a tutti! :)
ed è parlando della segretaria o è parlando della legge che si risolve qualcosa? no tanto per capire
Fa audience e per i media è importante. D'altra parte è il presidente del consiglio e non uno sconosciuto.
Per il resto direi che con la retromarcia sul nucleare B. ha dimostrato ormai a tutti che il suo governare ha come unico e solo scopo Berlusconi stesso. B. pensa solo ai cazzacci suoi e basta e adesso fin anco l'ultimo degli imbecilli è arrivato a capirlo, anche se credo che sia troppo tardi.
Fa audience e per i media è importante. D'altra parte è il presidente del consiglio e non uno sconosciuto.
Per il resto direi che con la retromarcia sul nucleare B. ha dimostrato ormai a tutti che il suo governare ha come unico e solo scopo Berlusconi stesso. B. pensa solo ai cazzacci suoi e basta e adesso fin anco l'ultimo degli imbecilli è arrivato a capirlo, anche se credo che sia troppo tardi.
hmmm...forse avevano capito che c'è crisi e quando si tira la cinghia si deve tentare di tutto,incluso di lavorare di piu...è un dovere nei confronti dei propri famigliari,dei propri collaboratori,dei propri dipendenti,dei propri superiori e della nazione che incasserebbe piu tasse e forse dico forse eviterebbe di fallire.Qualche volta la demagogia biosgna dimenticarla a favore del buon senso.
senza per forza buttarla in politica (anche se è il thread della politica), ma mi spiegate in cosa consisterebbe la scandalosità? i negozi sono obbligati a restare aperti o sarebbe una loro opportunità?
in teoria i negozi avrebbero facoltà di scelta, in base alle proprie disponibilità di risorse: se ben ricordo il CCNL, oltre a pagare gli straordinari, potrebbero far lavorare solo commessi che hanno preso un giorno di riposo nella settimana precedente. il problema è che i rapporti di forza tra datori di lavoro e commessi da tempo ha perso un qualsiasi equilibrio. Ad esempio, vedi: la nuova Ivan Drago da Tezenis
in teoria i negozi avrebbero facoltà di scelta, in base alle proprie disponibilità di risorse: se ben ricordo il CCNL, oltre a pagare gli straordinari, potrebbero far lavorare solo commessi che hanno preso un giorno di riposo nella settimana precedente. il problema è che i rapporti di forza tra datori di lavoro e commessi da tempo ha perso un qualsiasi equilibrio. Ad esempio, vedi: la nuova Ivan Drago da Tezenis
hmmm...forse avevano capito che c'è crisi e quando si tira la cinghia si deve tentare di tutto,incluso di lavorare di piu...è un dovere nei confronti dei propri famigliari,dei propri collaboratori,dei propri dipendenti,dei propri superiori e della nazione che incasserebbe piu tasse e forse dico forse eviterebbe di fallire.Qualche volta la demagogia biosgna dimenticarla a favore del buon senso.
Io lavoro in un centro commerciale chiuso 5 giorni all'anno.
Oggi è uno di quelli.
Domani no.
Se potessi insulterei personalmente tutti i clienti che, nelle loro misere vite, non hanno niente di meglio da fare che chiudersi in un centro commerciale in un giorno di festa.
Lavoro 6 giorni su 7, dalle 8 alle 19, e sono forfettario quindi a fronte di 60 ore settimanali me ne pagano 44.
E la domenica la fanno rientrare nelle teoriche 39 ore settimanali, per cui prendo solo la maggiorazione domenicale, e nessun straordinario.
Per vedere bambini maleducati e genitori imbecilli...
Il buon senso sarebbe che anche chi lavora nei negozi potesse avere una vita...
Io lavoro in un centro commerciale chiuso 5 giorni all'anno.
Oggi è uno di quelli.
Domani no.
Se potessi insulterei personalmente tutti i clienti che, nelle loro misere vite, non hanno niente di meglio da fare che chiudersi in un centro commerciale in un giorno di festa.
Lavoro 6 giorni su 7, dalle 8 alle 19, e sono forfettario quindi a fronte di 60 ore settimanali me ne pagano 44.
E la domenica la fanno rientrare nelle teoriche 39 ore settimanali, per cui prendo solo la maggiorazione domenicale, e nessun straordinario.
Per vedere bambini maleducati e genitori imbecilli...
Il buon senso sarebbe che anche chi lavora nei negozi potesse avere una vita...
il lavoro te lo sei scelto tu...un barista sa cosa lo aspetta aprendo un'attività, sveglia alle 5.30 e alla sera si torna tardi
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
il lavoro te lo sei scelto tu...un barista sa cosa lo aspetta aprendo un'attività, sveglia alle 5.30 e alla sera si torna tardi
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
1. L'attività non è mia.
2. hai un lavoro e questo è già tanto: Se fossimo in qualche altro Stato magari queste frasi neanche le pronunceremo...
3. se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro: Questa frase mi sembra un po' in contrasto con la frase subito precedente... Evidentemente non c'è la coda di gente pronta ad assumere... Specie un III livello... ;-)
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
1. L'attività non è mia.
2. hai un lavoro e questo è già tanto: Se fossimo in qualche altro Stato magari queste frasi neanche le pronunceremo...
3. se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro: Questa frase mi sembra un po' in contrasto con la frase subito precedente... Evidentemente non c'è la coda di gente pronta ad assumere... Specie un III livello... ;-)
ne parlavo con un mio amico pochi giorni fa su come cambiare lavoro adesso sia un'utopia assoluta. Intendo: cambiarne uno per trovarne un altro migliore :)
E' rischiosissimo, specie per chi ha famiglia, mooolto più che 10 anni fa, per esempio.
Quindi capisco Squiz. Quello che non capisco è il suo contratto di lavoro "forfettario". In che consiste? Sembra un'inc...ata :P
E' rischiosissimo, specie per chi ha famiglia, mooolto più che 10 anni fa, per esempio.
Quindi capisco Squiz. Quello che non capisco è il suo contratto di lavoro "forfettario". In che consiste? Sembra un'inc...ata :P
Essendo un III livello "inquadrato in un percorso di crescita biennale al fine delle trasformazione in vice gestore con un contratto di II livello" (parole del capo area) mi pagano un tot di ore "forfettarie" in più in busta per coprire "eventuali" straordinari.
Il problema è che gli straordinari non sono "eventuali" ma sono la norma, e che mi pagano sedici ore in più al mese, quando io ne faccio quaranta in più...
E si, non sembra, è un'inc..ata ^_^
Il problema è che gli straordinari non sono "eventuali" ma sono la norma, e che mi pagano sedici ore in più al mese, quando io ne faccio quaranta in più...
E si, non sembra, è un'inc..ata ^_^
il lavoro te lo sei scelto tu...un barista sa cosa lo aspetta aprendo un'attività, sveglia alle 5.30 e alla sera si torna tardi
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
per me non hai idea di cosa voglia dire cercare lavoro, almeno se non hai forti spinte alle spalle o una certa possibilità\disponibilità a prostituirti.
prima di iniziare lo sapevi a cosa andavi incontro...hai un lavoro e questo è già tanto
se non riesci proprio ad ingoiare il rospo cambia lavoro
per me non hai idea di cosa voglia dire cercare lavoro, almeno se non hai forti spinte alle spalle o una certa possibilità\disponibilità a prostituirti.
manco io vedo lo scandalo :/
MILANO - Ad aprire il dibattito è stata la decisione del sindaco di Firenze di dare facoltà ai negozianti di aprire i negozi nel giorno del primo maggio.
mica ha imposto niente, se uno vuole, siccome è città turistica, apre, se no niente, che c'è di male?! :|
(edited)
MILANO - Ad aprire il dibattito è stata la decisione del sindaco di Firenze di dare facoltà ai negozianti di aprire i negozi nel giorno del primo maggio.
mica ha imposto niente, se uno vuole, siccome è città turistica, apre, se no niente, che c'è di male?! :|
(edited)
mica ha imposto niente, se uno vuole, siccome è città turistica, apre, se no niente, che c'è di male?! :|
quoto. se i dipendenti vogliono far valere il loro diritto a riposare i negozianti possono comunque aprire magari lavorando loro stessi o pagando una giornata a qualcun altro...
quoto. se i dipendenti vogliono far valere il loro diritto a riposare i negozianti possono comunque aprire magari lavorando loro stessi o pagando una giornata a qualcun altro...
Vallo a raccontare alle grandi catene, te li vedi Dolce e Gabbana o armani con il dono dell'ubiquità...
Oppure te le vedi dire: "o mangiate questa minestra o saltate dalla finestra".
Molto facile tra l'altro per un commerciante dato che generalmente ha meno di 15 dipendenti e quindi ti puà licenziare seduta stante senza giusta causa o giustificato motivo.
"Non vuoi lavorare il Primo maggio*? Bene, stai a casa, cerco un altro". Si sente molto spesso di questi tempi.
*sostituire festività a caso.
Oppure te le vedi dire: "o mangiate questa minestra o saltate dalla finestra".
Molto facile tra l'altro per un commerciante dato che generalmente ha meno di 15 dipendenti e quindi ti puà licenziare seduta stante senza giusta causa o giustificato motivo.
"Non vuoi lavorare il Primo maggio*? Bene, stai a casa, cerco un altro". Si sente molto spesso di questi tempi.
*sostituire festività a caso.
Imola, così la cricca di Balducci
decretò la morte dell’autodromo
I lavori vennero assegnati alla solita "Rocca Lupo", sede a Gaeta. Ma vennero consegnati in ritardo e con gravi imperfezioni. Così il circuito Enzo Ferrari è uscito dal circuito della Formula 1. Oggi è stato nominato un nuovo commissario, sempre proveniente dalla protezione civile e che dovrà gestire nuove iniziative. Ma non sappiamo quali
“In mezzo c’era la Protezione civile? E a noi che importava?”. La notizia dei dieci milioni di euro in arrivo dal ministero delle Infrastrutture “per la messa in sicurezza urgente” della pista fu salutata come un’intesa bipartisan tra l’allora sindaco di Imola, Massimo Marchignoli (Pd) e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il bene dell’Autodromo.
Era il 2005, e sul tracciato imolese pesavano numerosi problemi: prima fra tutti la morte di Ayrton Senna. Oggi, a quattro anni dalla fine dei lavori, il famoso tamburello dove nel 1994 si schiantò la Williams di Senna è stato modificato. Sono stati anche costruiti 33 garage per la Formula 1 e una sala stampa al piano terra (che secondo l’attuale direzione, “è inservibile: le sale stampa degli autodromi vanno fatte in alto”). Ma a sorpresa accadde che proprio nell’anno dei lavori, Imola fu esclusa dalla Formula 1. “Non credo che tutti i lavori sarebbero stati completati in tempo per marzo”, dichiarò il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, motivando il trasferimento del Gp al circuito di Monza. “Per la stagione 2007 il discorso è chiuso, se e quando i lavori saranno ultimati vedremo”, aggiunse.
Ma di fatto, da allora a Imola la Formula 1 non ci è più tornata. E solo oggi se ne scoprono i reali motivi. La colpa furono quei lavori richiesti e mai eseguiti. Nonostante l’appalto milionario. Lo sappiamo solo oggi, a pochi giorni dalla nomina di un nuovo commissario delegato per l’autodromo (il successore di Balducci per i lavori straordinari della protezione civile, l’ingegner Gerardo Baione) che dovrà gestire le iniziative dell’autodromo, senza specificare quali siano. Sicuramente non la Formula 1, definitivamente persa per strada.
Il direttore dell’Autodromo di Monza, Enrico Ferrari, diede la colpa alla disorganizzazione imolese: “Posso confermare che l’autodromo di Imola era nel cuore di Ecclestone. Anche lui ha un cuore. Ovviamente, con tutte le richieste che giungono alla F1 da parte degli imprenditori di tutto il mondo, non poteva attendere che Imola si decidesse ad eseguire i lavori per anni”. Il patron della F1 spiegò che “finché attorno al tavolo c’eravamo io, Enzo Ferrari e Luciano Conti (presidente della Sagis, all’epoca, ndr) le cose sono sempre andate bene, nessuno era scontento. I problemi sono iniziati in seguito, quando troppe promesse non sono mai state seguite da fatti concreti”. Inoltre, “spesso ho avuto la sensazione di essere l’unico a volere che si continuasse a correre a Imola: le strutture stavano inveccchiando- sbottò Ecclestone- e c’erano sempre aspetti finanziari di cui discutere e mai di interventi al circuito”.
Eppure, il progetto era quello di Herman Tilke, il suo architetto di fiducia. Si trattava di un’opera da 14,3 milioni di euro (ma inizialmente dovevano essere non più di dieci), finanziata quasi interamente dal ministero delle Infrastrutture, e realizzata attraverso la procedura straordinaria dell’ordinanza di Protezione civile. Una procedura, cioè, che come è noto permette di affidare l’appalto attraverso la trattativa privata, in deroga alle normative nazionali e comunitarie. Ad aggiudicarsi i lavori del tracciato imolese, con il criterio della migliore offerta economica, fu la Rocco Lupo di Gaeta: la stessa ditta che in quel periodo lavorava a Orbetello per la messa in sicurezza del duomo (Angelo Balducci commissario straordinario), e a Isernia per la realizzazione dell’Auditorium (un’opera da 43 milioni di euro mai terminata). Si trattava, come poi si sarebbe venuto a sapere, di una delle ditte di fiducia di Balducci, l’ingegnere della ‘cricca’ arrestato l’anno scorso per corruzione. Commissario delegato fu nominato il sindaco e attuale deputato Pd, Massimo Marchignoli. Ad affiancarlo, nel ruolo di soggetto attuatore, c’era Claudio Rinaldi, meglio noto come commissario straordinario dei mondiali di nuoto, poi indagato dalla Procura romana per abusi edilizi e da quella fiorentina per irregolarità negli appalti dei “grandi eventi”.
Ecclestone aveva ragione: i lavori si conclusero soltanto nel 2008 (anno in cui il circuito fu inaugurato dal nuovo sindaco, Daniele Manca). Come furono svolti? ”I pilastri per le fondamenta dei nuovi box erano troppo grandi: uno spreco di soldi”, riferisce una fonde del Fatto che preferisce non comparire. Un consigliere comunale ammette addirittura che “lì ci sarebbe tanto da andare a scavare, ma nessuno lo fa perché tutti hanno famiglia”. Il dirigente comunale Stefano Mirri, che faceva parte del gruppo di supporto al sindaco, preferisce non parlare con i giornalisti.
Intanto, a quattro anni di distanza dalla fine dei lavori, si scopre che c’è ancora un commissario delegato. Si tratta di Gerardo Baione, l’ingegnere uscito dall’ombra della Ferratella dopo il caso della ‘cricca’: è lui infatti, l’homo novus scelto per sostituire Balducci nei diversi progetti gestiti dalla Protezione civile in Italia. A Imola, invece, Baione va a sostituire l’ex sindaco, Massimo Marchignoli. Lo si legge in un’ordinanza della Protezione civile datata 23 febbraio 2011 (e passata sotto silenzio): “Gerardo Baione è il nuovo commissario delegato per l’espletamento di tutte le iniziative di natura amministrativa e contabile ancora necessarie per la chiusura della gestione commissariale dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e sostituisce il commissario delegato nominato nell’ordinanza n. 3487 del 29 dicembre 2005″. Quali siano queste iniziative, tuttavia, non è ancora chiaro.
di Elena Boromeo
decretò la morte dell’autodromo
I lavori vennero assegnati alla solita "Rocca Lupo", sede a Gaeta. Ma vennero consegnati in ritardo e con gravi imperfezioni. Così il circuito Enzo Ferrari è uscito dal circuito della Formula 1. Oggi è stato nominato un nuovo commissario, sempre proveniente dalla protezione civile e che dovrà gestire nuove iniziative. Ma non sappiamo quali
“In mezzo c’era la Protezione civile? E a noi che importava?”. La notizia dei dieci milioni di euro in arrivo dal ministero delle Infrastrutture “per la messa in sicurezza urgente” della pista fu salutata come un’intesa bipartisan tra l’allora sindaco di Imola, Massimo Marchignoli (Pd) e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per il bene dell’Autodromo.
Era il 2005, e sul tracciato imolese pesavano numerosi problemi: prima fra tutti la morte di Ayrton Senna. Oggi, a quattro anni dalla fine dei lavori, il famoso tamburello dove nel 1994 si schiantò la Williams di Senna è stato modificato. Sono stati anche costruiti 33 garage per la Formula 1 e una sala stampa al piano terra (che secondo l’attuale direzione, “è inservibile: le sale stampa degli autodromi vanno fatte in alto”). Ma a sorpresa accadde che proprio nell’anno dei lavori, Imola fu esclusa dalla Formula 1. “Non credo che tutti i lavori sarebbero stati completati in tempo per marzo”, dichiarò il patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, motivando il trasferimento del Gp al circuito di Monza. “Per la stagione 2007 il discorso è chiuso, se e quando i lavori saranno ultimati vedremo”, aggiunse.
Ma di fatto, da allora a Imola la Formula 1 non ci è più tornata. E solo oggi se ne scoprono i reali motivi. La colpa furono quei lavori richiesti e mai eseguiti. Nonostante l’appalto milionario. Lo sappiamo solo oggi, a pochi giorni dalla nomina di un nuovo commissario delegato per l’autodromo (il successore di Balducci per i lavori straordinari della protezione civile, l’ingegner Gerardo Baione) che dovrà gestire le iniziative dell’autodromo, senza specificare quali siano. Sicuramente non la Formula 1, definitivamente persa per strada.
Il direttore dell’Autodromo di Monza, Enrico Ferrari, diede la colpa alla disorganizzazione imolese: “Posso confermare che l’autodromo di Imola era nel cuore di Ecclestone. Anche lui ha un cuore. Ovviamente, con tutte le richieste che giungono alla F1 da parte degli imprenditori di tutto il mondo, non poteva attendere che Imola si decidesse ad eseguire i lavori per anni”. Il patron della F1 spiegò che “finché attorno al tavolo c’eravamo io, Enzo Ferrari e Luciano Conti (presidente della Sagis, all’epoca, ndr) le cose sono sempre andate bene, nessuno era scontento. I problemi sono iniziati in seguito, quando troppe promesse non sono mai state seguite da fatti concreti”. Inoltre, “spesso ho avuto la sensazione di essere l’unico a volere che si continuasse a correre a Imola: le strutture stavano inveccchiando- sbottò Ecclestone- e c’erano sempre aspetti finanziari di cui discutere e mai di interventi al circuito”.
Eppure, il progetto era quello di Herman Tilke, il suo architetto di fiducia. Si trattava di un’opera da 14,3 milioni di euro (ma inizialmente dovevano essere non più di dieci), finanziata quasi interamente dal ministero delle Infrastrutture, e realizzata attraverso la procedura straordinaria dell’ordinanza di Protezione civile. Una procedura, cioè, che come è noto permette di affidare l’appalto attraverso la trattativa privata, in deroga alle normative nazionali e comunitarie. Ad aggiudicarsi i lavori del tracciato imolese, con il criterio della migliore offerta economica, fu la Rocco Lupo di Gaeta: la stessa ditta che in quel periodo lavorava a Orbetello per la messa in sicurezza del duomo (Angelo Balducci commissario straordinario), e a Isernia per la realizzazione dell’Auditorium (un’opera da 43 milioni di euro mai terminata). Si trattava, come poi si sarebbe venuto a sapere, di una delle ditte di fiducia di Balducci, l’ingegnere della ‘cricca’ arrestato l’anno scorso per corruzione. Commissario delegato fu nominato il sindaco e attuale deputato Pd, Massimo Marchignoli. Ad affiancarlo, nel ruolo di soggetto attuatore, c’era Claudio Rinaldi, meglio noto come commissario straordinario dei mondiali di nuoto, poi indagato dalla Procura romana per abusi edilizi e da quella fiorentina per irregolarità negli appalti dei “grandi eventi”.
Ecclestone aveva ragione: i lavori si conclusero soltanto nel 2008 (anno in cui il circuito fu inaugurato dal nuovo sindaco, Daniele Manca). Come furono svolti? ”I pilastri per le fondamenta dei nuovi box erano troppo grandi: uno spreco di soldi”, riferisce una fonde del Fatto che preferisce non comparire. Un consigliere comunale ammette addirittura che “lì ci sarebbe tanto da andare a scavare, ma nessuno lo fa perché tutti hanno famiglia”. Il dirigente comunale Stefano Mirri, che faceva parte del gruppo di supporto al sindaco, preferisce non parlare con i giornalisti.
Intanto, a quattro anni di distanza dalla fine dei lavori, si scopre che c’è ancora un commissario delegato. Si tratta di Gerardo Baione, l’ingegnere uscito dall’ombra della Ferratella dopo il caso della ‘cricca’: è lui infatti, l’homo novus scelto per sostituire Balducci nei diversi progetti gestiti dalla Protezione civile in Italia. A Imola, invece, Baione va a sostituire l’ex sindaco, Massimo Marchignoli. Lo si legge in un’ordinanza della Protezione civile datata 23 febbraio 2011 (e passata sotto silenzio): “Gerardo Baione è il nuovo commissario delegato per l’espletamento di tutte le iniziative di natura amministrativa e contabile ancora necessarie per la chiusura della gestione commissariale dell’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola e sostituisce il commissario delegato nominato nell’ordinanza n. 3487 del 29 dicembre 2005″. Quali siano queste iniziative, tuttavia, non è ancora chiaro.
di Elena Boromeo
quoto. se i dipendenti vogliono far valere il loro diritto a riposare i negozianti possono comunque aprire magari lavorando loro stessi o pagando una giornata a qualcun altro...
O magari minacciando di trasferirti in altro negozio distante 50 km. se non vai a lavorare quando loro vogliono...
Dov'è il problema?
il problema è che se sei una commessa hai poca scelta...
il problema è che se sei una commessa hai poca scelta...