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Subject: [POLITICA]
Quelle di prima erano le modalitá di voto secondo il corriere, secondo la stampa le opzioni sono sei
1) può votare per il candidato sindaco di uno schieramento (Tizio) e per il partito di un altro schieramento (Y);
2) può votare solo per il sindaco, ma il voto non va ai partiti collegati;
3) può votare solo per il partito (segno sul simbolo), esprimendo eventualmente anche la preferenza (in questo caso bisogna scrivere il nominativo del candidato al consiglio fra quelli della lista, nello spazio a destra del contrassegno): in tal caso, il voto va anche al candidato sindaco collegato;
4) può votare per il candidato sindaco e per uno dei partiti collegati;
5) può esprimere solo la preferenza (nello spazio apposito, a destra del simbolo) per il candidato consigliere di una lista: in questo caso, il voto si estende alla lista e al candidato sindaco collegato;
6) il voto di preferenza al candidato di lista non si esprime scrivendo il suo numero di lista, ma il nominativo.
se uno vota per un sindaco facendo una croce sul suo nome e indica anche un consigliere nello spazio accanto al simbolo di lista che succede ? il voto é valido o no ?
(Sembrerebbe di si, link all'utile guida predisposta dal ministero dell'interno
(edited)
1) può votare per il candidato sindaco di uno schieramento (Tizio) e per il partito di un altro schieramento (Y);
2) può votare solo per il sindaco, ma il voto non va ai partiti collegati;
3) può votare solo per il partito (segno sul simbolo), esprimendo eventualmente anche la preferenza (in questo caso bisogna scrivere il nominativo del candidato al consiglio fra quelli della lista, nello spazio a destra del contrassegno): in tal caso, il voto va anche al candidato sindaco collegato;
4) può votare per il candidato sindaco e per uno dei partiti collegati;
5) può esprimere solo la preferenza (nello spazio apposito, a destra del simbolo) per il candidato consigliere di una lista: in questo caso, il voto si estende alla lista e al candidato sindaco collegato;
6) il voto di preferenza al candidato di lista non si esprime scrivendo il suo numero di lista, ma il nominativo.
se uno vota per un sindaco facendo una croce sul suo nome e indica anche un consigliere nello spazio accanto al simbolo di lista che succede ? il voto é valido o no ?
(Sembrerebbe di si, link all'utile guida predisposta dal ministero dell'interno
(edited)
se uno vota per un sindaco facendo una croce sul suo nome e indica anche un consigliere nello spazio accanto al simbolo di lista che succede ? il voto é valido o no ?
(Sembrerebbe di si, link all'utile guida predisposta dal ministero dell'interno
(modificato)
sì, il voto è valido anche per la lista del consigliere.
il voto disgiunto ha il suo senso, soprattutto con le coalizioni fantasiose proposte sempre più di frequente. alle ultime regionali ho votato disgiunto con mucho gusto.
(Sembrerebbe di si, link all'utile guida predisposta dal ministero dell'interno
(modificato)
sì, il voto è valido anche per la lista del consigliere.
il voto disgiunto ha il suo senso, soprattutto con le coalizioni fantasiose proposte sempre più di frequente. alle ultime regionali ho votato disgiunto con mucho gusto.
Sono io che sono un po´di coccio ma proprio non capisco come faccia ad aver senso votare un sindaco e poi una lista che non lo sostiene. Puoi mica farmi un esempio ?
se sei rappresentato con buona approssimazione da un partito/lista ma pensi che la scelta di coalizione sia errata, votare un altro candidato sindaco permette di "ridurre i danni" del proprio voto.
funziona molto bene, ad esempio, per il voto a piccole liste: se una lista non si apparenta ad una coalizione vicina, rischia di indebolire quella coalizione, a vantaggio magari di un'altra forte coalizione opposta.
funziona abbastanza bene per esprimere anche il dissenso rispetto alla scelta di una coalizione da parte della "propria" lista, continuando a supportare il proprio candidato/partito ma scegliendo un altro sindaco.
Entrambe sono opzioni che indeboliscono complessivamente l'effetto del singolo voto (per l'assegnazione dei seggi in consiglio comunale in base a forti meccanismi di premio alla maggioranza, che seguono le sorti del candidato sindaco apparentato), ma entrambe riflettono l'opinione dell'elettore di una scelta "sbagliata" o impropria da parte della lista/partito che si è comunque scelto.
funziona molto bene, ad esempio, per il voto a piccole liste: se una lista non si apparenta ad una coalizione vicina, rischia di indebolire quella coalizione, a vantaggio magari di un'altra forte coalizione opposta.
funziona abbastanza bene per esprimere anche il dissenso rispetto alla scelta di una coalizione da parte della "propria" lista, continuando a supportare il proprio candidato/partito ma scegliendo un altro sindaco.
Entrambe sono opzioni che indeboliscono complessivamente l'effetto del singolo voto (per l'assegnazione dei seggi in consiglio comunale in base a forti meccanismi di premio alla maggioranza, che seguono le sorti del candidato sindaco apparentato), ma entrambe riflettono l'opinione dell'elettore di una scelta "sbagliata" o impropria da parte della lista/partito che si è comunque scelto.
funziona molto bene, ad esempio, per il voto a piccole liste
mah. mi pare un po´una vittoria di pirro .
é come uno che decide di prendersi il pollice a martellate e allora prima si mette un guanto
mah. mi pare un po´una vittoria di pirro .
é come uno che decide di prendersi il pollice a martellate e allora prima si mette un guanto
funziona molto bene, ad esempio, per il voto a piccole liste
mah. mi pare un po´una vittoria di pirro .
é come uno che decide di prendersi il pollice a martellate e allora prima si mette un guanto
dipende dalla concezione che si ha della politica. Io credo che la politica sia compromesso e dialogo, sono convinto sia un grandissimo bene il voto disgiunto. Certo, in termini di potere puro E' una martellata sul dito, anche senza guanto. Ma una volta fuori da quella prospettiva la sfumatura, il sostegno fuori dagli schemi della "gabbia" elettorale è secondo me imprescindibile. E prevede anche la possibilità di sottolineare (con la forza di 1 su centomila certo, ma è sempre qualcosa) errori e/o la necessità di un dialogo politico.
mah. mi pare un po´una vittoria di pirro .
é come uno che decide di prendersi il pollice a martellate e allora prima si mette un guanto
dipende dalla concezione che si ha della politica. Io credo che la politica sia compromesso e dialogo, sono convinto sia un grandissimo bene il voto disgiunto. Certo, in termini di potere puro E' una martellata sul dito, anche senza guanto. Ma una volta fuori da quella prospettiva la sfumatura, il sostegno fuori dagli schemi della "gabbia" elettorale è secondo me imprescindibile. E prevede anche la possibilità di sottolineare (con la forza di 1 su centomila certo, ma è sempre qualcosa) errori e/o la necessità di un dialogo politico.
Ma il senso del voto disgiunto quale é che non l'ho mica capito ?
non ne ha.
non ne ha.
sapete che hanno fatto tanto per cambiare una confusione tremenda e molte schede verranno invalidate?
Le anomalie della par condicio
A fil di rete
Le anomalie della par condicio
Se in nome della par condicio s'inventano, talvolta, norme al limite del ridicolo, nella sostanza l'informazione rimane spesso sbilanciata: i telegiornali, in particolare, sembrano sottrarsi facilmente all'equilibrio proclamato a parole. Nel periodo di campagna elettorale appena conclusa, per esempio, il tempo di parola attribuito ai vari leader politici è sembrato poco equo. A confermarlo sono i dati degli ultimi due mesi, che vedono la consueta supremazia di Silvio Berlusconi, che almeno da un decennio è il protagonista assoluto dei tg, crescere ancora.
Da metà marzo a metà maggio, infatti, il premier ottiene - nelle edizioni meridiane e serali dei tg - oltre 261 minuti di parola (ovvero più di quattro ore). Al secondo posto, con 93 minuti (ovvero un'ora e mezza circa) c'è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ben distaccato dal primo ministro e leader del Pdl, arriva solo terzo Pierluigi Bersani, che somma 84 minuti. Decisamente in crescita, ma sempre molto lontano dal vertice, uno dei leader del terzo polo, Pierferdinando Casini, che s'attesta sotto l'ora (con 51 minuti).
Seguono Roberto Maroni (50 minuti), il Papa Benedetto XVI (con 48 minuti), i ministri Frattini e La Russa, e poi Cicchitto, Gasparri, Quagliariello, Di Pietro... Va ricordato che la supremazia di Berlusconi è dovuta anche al fatto che il premier resta il personaggio nazionale più «notiziato»: c'è dunque una certa trasversalità, nei tg. Molto spazio di parola a Berlusconi è dedicato certamente dal Tg1 della sera (22 minuti), ma anche dal Tg2 (22 minuti), dal Tg4 (32 minuti), dal Tg5 (29 minuti), dal TgLa7 (25 minuti). In questo modo la «centralità mediatica» si sovrappone e si confonde con la «centralità politica».
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel
corriere
A fil di rete
Le anomalie della par condicio
Se in nome della par condicio s'inventano, talvolta, norme al limite del ridicolo, nella sostanza l'informazione rimane spesso sbilanciata: i telegiornali, in particolare, sembrano sottrarsi facilmente all'equilibrio proclamato a parole. Nel periodo di campagna elettorale appena conclusa, per esempio, il tempo di parola attribuito ai vari leader politici è sembrato poco equo. A confermarlo sono i dati degli ultimi due mesi, che vedono la consueta supremazia di Silvio Berlusconi, che almeno da un decennio è il protagonista assoluto dei tg, crescere ancora.
Da metà marzo a metà maggio, infatti, il premier ottiene - nelle edizioni meridiane e serali dei tg - oltre 261 minuti di parola (ovvero più di quattro ore). Al secondo posto, con 93 minuti (ovvero un'ora e mezza circa) c'è il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ben distaccato dal primo ministro e leader del Pdl, arriva solo terzo Pierluigi Bersani, che somma 84 minuti. Decisamente in crescita, ma sempre molto lontano dal vertice, uno dei leader del terzo polo, Pierferdinando Casini, che s'attesta sotto l'ora (con 51 minuti).
Seguono Roberto Maroni (50 minuti), il Papa Benedetto XVI (con 48 minuti), i ministri Frattini e La Russa, e poi Cicchitto, Gasparri, Quagliariello, Di Pietro... Va ricordato che la supremazia di Berlusconi è dovuta anche al fatto che il premier resta il personaggio nazionale più «notiziato»: c'è dunque una certa trasversalità, nei tg. Molto spazio di parola a Berlusconi è dedicato certamente dal Tg1 della sera (22 minuti), ma anche dal Tg2 (22 minuti), dal Tg4 (32 minuti), dal Tg5 (29 minuti), dal TgLa7 (25 minuti). In questo modo la «centralità mediatica» si sovrappone e si confonde con la «centralità politica».
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel
corriere
....no no, prudenti e silenziosi con le mani nelle tasche a sfiorare i genitivi...
Se i primi dati verranno confermati ....
Comunque prudenza e mani a posto , dove devono stare ....
Comunque prudenza e mani a posto , dove devono stare ....
nuove proiezioni, simili se non migliori delle prime.
scendo e mi faccio due passi per il centro di Torino fischiettando...
scendo e mi faccio due passi per il centro di Torino fischiettando...
Per favore, silenzio. Le rimonte Berlusconiane le conosciamo, purtroppo.
Magari se non ne parliamo è distratto e si scorda di dare l'ordine di rimontare.
Come al calciomercato, che si fa il rilancio di soppiatto a due minuti esatti dalla scadenza.
Magari se non ne parliamo è distratto e si scorda di dare l'ordine di rimontare.
Come al calciomercato, che si fa il rilancio di soppiatto a due minuti esatti dalla scadenza.
nella mia zona è uno schifo, tutti i comuni della prov. di Salerno vedono in vantaggio il PdL, Nocera compresa, dove per ora si andrebbe al ballottaggio con una lista civica capitanata da un fascista almirantiano storico! sono schifato