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Subject: [POLITICA]

2011-06-28 09:45:24
Batterio killer, i germogli di Bordeaux sarebbero stati comprati in Italia

Lo sostiene il direttore del negozio Jardiland,
dove sono stati acquistati i vegetali contaminati


Fieno greco
MILANO - Proverrebbero dall'Italia i germogli all'origine dell'intossicazione di E.Coli che ha colpito una decina di persone a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, venerdì scorso. Lo ha detto Nacho Parra, il direttore del negozio Jardiland di Villenave d'Ornon, dove i germogli di trigonella (fieno greco), di mostarda e di rucola, erano stati acquistati. I germogli sotto accusa erano stati venduti al negozio dalla ditta britannica Thompson & Morgan.

COMPRATI IN ITALIA- Thompson & Morgan ha comperato i germogli in Italia», ha detto Parra con documenti alla mano. Il direttore del negozio ha tuttavia espresso i suoi dubbi sul fatto che la contaminazione provenga dai germogli: «Il modo in cui vengono coltivati può cambiare tutto - ha spiegato - dipende anche dall'acqua che viene utilizzata per innaffiarli, forse l'acqua aveva un problema». Tra le persone colpite dall'infezione tre erano state ricoverate in condizioni gravi all'ospedale di Bordeaux e «poste in dialisi nel reparto rianimazione» per problemi renali provocati da intossicazione del batterio Escherichia Coli.


ma vaff****...durante tutto il trasporto non è che una contaminazione sia impossibile !!!

a volta i giornalisti sono proprio dei figli di troia !!! e dai tg delle 12 adesso spaleranno mer*a e faremo la fine dell'agricoltura spagnola !!! magari non è neppure vero !!!

che schifo di informazione!!!
(edited)
2011-06-28 10:20:08
e pensare che a casa ho seminato del fieno greco...
2011-06-28 10:22:53
spero la tua sia una battutaccia
2011-06-28 10:26:08
no, è vero.
2011-06-28 10:27:25


in basso a sx
2011-06-28 10:30:01
l'E. Coli è un batterio che si trova nella cosiddetta cacca...ammeno che tu non abbia cosparso con cacca tua o di altri animali il tuo fieno questo è sicuro

le contaminazioni di E. coli non arrivano dal cielo come scrivono i giornali...l'E.coli vive nell'intestino degli animali
2011-06-28 10:35:50
si, il mio dubbio è se i semi possono essere stati comunque contaminati dato che non è ancora chiaro a che punto del trasporto (se poi sono questi semi il problema legato al batterio)...

Poi dello stallatico lo uso... ;)
2011-06-28 10:47:29
anche ai cetrioli spagnoli avevano applicato il simbolo

ma alla fine era tutto ok...fare allarmismo serve solo a far divertire chi ci specula sopra... aspettiamo dati più certi...
2011-06-28 16:11:24
bello stronzo....ah gia' è lo zio di Reguzzoni capo dei deputati della lega che ha fatto carriera grazie allo zio....
2011-06-30 12:21:53
il cinese sotto l'auto

lo giro perchè l'articolo è ben fatto e se vi capita sapete che fare..

lo posto qui perchè a me pare evidente che episodi (e truffe) di questo tipo siano causate dalle politiche di immigrazione demagogiche di Lega e compagnia (senza dimenticare il contributo dei vari Fini-Casini etc..)
2011-06-30 12:35:52
mah...
con tutto che la demagogia leghista c'è, quel trucco è vecchio come andare a piedi.
già nel film used cars con kurt russel (anni '70) viene usato.
a tokyo per risolvere la questione (i cinesi che si cacciano sotto le macchine) hanno obbligato (in caso contrario il guidatore è passibile penalmente) in caso di incidente a chiamare ambulanza e polizia....
i cinesi sotto le macchine sono spariti...
2011-06-30 12:53:11
il ragionamento che faccio è che la truffa è credibile perchè è credibile che l'immigrato accetti soldi piuttosto che cure e risarcimenti..

Cioè risulta credibile che una persona che ti attraversa la strada, in Italia, davanti a casa tua non abbia neppure la possibilità di esercitare un diritto come quello alla sua salute ed al risarcimento del danno senza temere ripercussioni..
2011-06-30 13:41:33
pupe, immigrati o no non c'entrano nulla...truffano e basta
a cremona negli anni '80 c'era il mitico hollywood, specializzato nel finire sotto le macchine.
alla ennesima denuncia di tentativo di raggiro la polizia si era incazzata sul serio e lo hanno messo in riga...
2011-06-30 14:17:57
pupe, immigrati o no non c'entrano nulla...truffano e basta

la truffa è vecchia di sicuro..
però il fatto che la rende credibile è quello che dicevo prima,
infatti molte di queste truffe erano diversi anni che non si facevano più..
2011-06-30 22:25:09
Le condanne per le firme false in Piemonte
Michele Giovine, leader della lista dei Pensionati, è stato riconosciuto colpevole in primo grado di aver falsificato 17 firme su 19

Michele Giovine, consigliere regionale e leader di una lista Pensionati che sostiene la giunta di Roberto Cota, è stato condannato in primo grado a due anni e otto mesi di detenzione, all’interdizione dai pubblici uffici per due anni e alla sospensione dei diritti elettorali per cinque anni. Insieme a lui è stato condannato anche il padre, Carlo Giovine. Delle 19 firme raccolte per presentare la candidatura della loro lista alle ultime elezioni regionali in Piemonte, 17 sarebbero state riconosciute come false. Michele Giovine è recidivo, come ricorda la Stampa.

Nel 2005 era candidato nella lista “Consumatori per Ghigo”, l’80% delle firme risultarono false, ma la depenalizzazione del reato e il ritardo dell’inizio del processo, che portò alla prescrizione, gli consentirono di continuare a sedere a Palazzo Lascaris, anche quando la Corte Costituzionale rielevò al rango di “delitto” il suo comportamento. Generalizzato, secondo la difesa. Stessa storia a Porte, nel pinerolese, dove per le firme false gli fu comminata una multa.

La lista Pensionati alla fine aveva ottenuto 27.000 voti, il triplo dell’esiguo distacco che ha permesso a Roberto Cota di battere la presidente uscente Mercedes Bresso. La questione è stata già oggetto di vari ricorsi e, come scrive Repubblica Torino, questa sentenza per il momento non dovrebbe avere effetto sull’assetto della giunta regionale piemontese.

Il voto per il candidato presidente, infatti, è distinto e separato da quello per le liste a questo collegate: tanto che gli elettori possono attribuire un voto disgiunto, scegliendo di votare un candidato presidente e poi una lista tra quelle che non sostengono il candidato che hanno votato. Una questione simile a quella oggetto di un altro ricorso al TAR, relativa a tre liste che sostenevano Cota: la lista dei “Verdi Verdi”, la lista “Al centro con Scanderebech” e la lista “Consumatori con Cota”. La prima era accusata di aver indotto gli elettori in confusione; la seconda era accusata di aver utilizzato il nome di Scanderebech, allora presidente del consiglio regionale con l’UdC, per non raccogliere le firme, salvo poi uscire dall’UdC e sostenere Cota; la terza era quella dei “Consumatori per Cota”, con una simile contestazione. Il TAR aveva respinto l’istanza nei confronti dei “Verdi verdi” e ha accolto parzialmente l’istanza nei confronti delle altre due liste, disponendo che i voti che hanno ricevuto – più o meno 14 mila – dovessero essere ricontati e verificati. Lo scorso novembre, quando il riconteggio era ancora in corso, il Consiglio di Stato era intervenuto accogliendo un ricorso di Roberto Cota e interrompendo le operazioni. Il 4 ottobre la Corte Costituzionale si esprimerà definitivamente sulla vicenda.

Mercedes Bresso ha commentato la condanna di Giovine dicendo che «è stata riconosciuta la falsità di una lista determinante per la vittoria delle ultime elezioni regionali. Si è accertato che le elezioni sono state falsate e vinte con la frode».

ilpost
2011-06-30 23:42:39
mercedes Bresso un'altra della casta dei ladri:

È mai possibile che nei consigli regionali non si riesca a porre fine all’indecenza dei gruppi politici costituiti da una sola persona, che dà il diritto talvolta ad assumere collaboratori, avere l’auto blu e addirittura uno stipendio maggiorato? Ce ne sono 74 (settantaquattro). Con casi esilaranti. In Piemonte ci sono ben due gruppi «consiliari» che si richiamano all’ex governatrice Mercedes Bresso, Insieme per Bresso e Uniti per Bresso. Unico componente di quest’ultimo: Mercedes Bresso.

estratto da un articolo di Sergio Rizzo corriere.it