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Subject: [POLITICA]

2011-06-30 23:42:39
mercedes Bresso un'altra della casta dei ladri:

È mai possibile che nei consigli regionali non si riesca a porre fine all’indecenza dei gruppi politici costituiti da una sola persona, che dà il diritto talvolta ad assumere collaboratori, avere l’auto blu e addirittura uno stipendio maggiorato? Ce ne sono 74 (settantaquattro). Con casi esilaranti. In Piemonte ci sono ben due gruppi «consiliari» che si richiamano all’ex governatrice Mercedes Bresso, Insieme per Bresso e Uniti per Bresso. Unico componente di quest’ultimo: Mercedes Bresso.

estratto da un articolo di Sergio Rizzo corriere.it
2011-07-01 11:22:21
Beh nonostante che Bossi mi stia notevolmente sul piloro...non posso che dire bene di Cota che sta cercando di mettere ordine nei pasticci della Bresso....purtroppa il bene ed il male non si divide con confini politici...ma solo tra onesti e gente di malaffare di cui sono ripieni tutti i partiti...parlatori,incantatori di serpenti,ballisti che promettono mari e monti senza averli e sapendo di mentire,gente che si è arricchita cosi..in Italia ne abbiamo un triste primato in 60 anni abbiamo avuto un centinaio di Agnelli che pero' qualcosina hanno dato di ritorno ovverosia circa il 10% di quello che si sono presi.....e qualche milione di ladri politici tra amministratori locali,regionali,e centrali nonche parlamentari....che hanno composto il vero debito pubblico italiano ammontante a circa 3000 miliardi di euro e non 1800...(chiedere lumi a Monorchio in proposito) e che hanno messo in ginocchio l'economia e la credibilita della nazione.Dal primo scandalo vero ovverosia la cameriera del ministro socialista Lombardi sorpresa a versare 1 miliardo di lire su un conto bancario anno 1948 o dal vescovo Cippico che si era fregato 50 milioni di lire dagli aiuti del terzo mondo anno 1949 o dalla fornitura di marmi dal trentino per la stazione termini fatta dal fratello di de gasperi ad oggi con lo scandalo p.4....Insomma questa democrazia falsa e farlocca che unica nel mondo non riesce nemmeno a risolvere il problema dell'immigrazione clandestina che viene poi sfruttata in nero creando ulteriore disoccupazione....anche ora non rinuncia ai propri privilegi(oramai da 50 anni ogni anno arrivano i buoni propositi di falgellare i propri agi e privilegi e poi invece di diminuirli li aumentano...viaggi pagati,stipendi da favola,pensioni d'oro (qualcuno ne percepisce 5)macchine blu,perfino parucchieri e ristoranti pagati...yacht fantastici che stranamente sono sempre di amici prestanome,qualcuno perfino usa i nostri marinai militari come marinai per le proprie imbarcazioni,altri usano mezzi della marina gratuitamente forniti,generali che usano elicotteri militari per farsi portare aragoste fresche sulle alpi trentine.Nel frattempo centinaia di migliaia di pensionati devono vivere con 500 euro al mese ed ora pagarsi il ticket farmaceutico.Insomma piu mascalzoni di cosi è difficile trovare.
(edited)
2011-07-01 16:25:43
http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_01/strauss-kahn-olimpio_0ac0371c-a3a2-11e0-831c-4f5919d97524.shtml


cosa non si fa per garantirsi il petrolio libico...
ah...i francesi....tra due anni ci terranno per i coglioni con l'energia.
2011-07-01 16:27:39
Salvare Report


(per chi crede alle petizioni..)
2011-07-01 18:05:00
se per quello detengono gia un terzo del debito pubblico italiano...e con questa minaccia fanno quello che voglionio di noi...dall'agricoltura all'industria casearia alla fornitura di elettricita al divieto di corcolazione dei treni italiani in francia,alla vendita di auto francesi in italia.
2011-07-01 18:07:16
i tagli alla politica partono dalla prossima legislatura...ma rivaff****
2011-07-01 18:10:09
lo dicono da almeno una 30 di anni!
2011-07-01 18:11:10
nel testo della manovra c'è...ma parte dai prossimi parlamentari
2011-07-02 10:31:56
ah...i francesi....tra due anni ci terranno per i coglioni con l'energia.

si, l'hai già detto che sei iper favorevole al nucleare.
2011-07-03 00:10:13
2011-07-03 00:29:53

si, l'hai già detto che sei iper favorevole al nucleare.


Si anche tu hai già detto che eri contrario

Poi vedremo tra due quando piangeremo sangue per l'energia. E' fantastico sapere che alle scene di giubilo in piazza degli antinuclearisti facevano eco le bottiglie di champagne stappate nei salotti dei petrolieri. Gli abbiamo consegnato nelle loro mani il paese e ne siamo pure felici. Geniali come sempre noi italiani
2011-07-03 10:47:34
Il geniale sarebbe per l'italia valorizzare la natura che è splendida,tenere le coste e le citta e la montagna pulite...abbiamo la miglior cucina del mondo e la piu differenziata....degli ottimi alberghi ...buone comunicazioni.....unico difetto la microcriminalita e la presenza massiccia di gente che se ne infischia della decenza e pulizia delle strade ....un traffico automobilistico indisciplinato...lo scarso uso dei treni e mezzi pubblici,Anche perchè scarsamente puliti con presenza di piattole cimici scarafaggi..per mancanza di manutenzione e di troppi vagabondi che si aprofittano delle carozze nei depositi per abitarci dentro.Insomma basterebbe il turismo per pagare i conti italiani....e nessuno pubblica le tabelle dei veri consumi italiani di energia elettrica...unica osservazione è che fino al 1970 eravamop noi a vendere l'elettricita in europa a Francia svizzera iugoslavia...allora eravamo 48 milioni di italiani.....ora abbiamo 14 milioni in piu di immigrati e non credo che questi siano responsabili dell'aumentato fabbisogno nazionale di elettricita....nemmeno le industrie sono aumentate...anzi sono diminuite avendo chiuso o decentrato decine di migliaia di piccole e grandi imprese......E allora ci raccontano delle grandi balle....non è questione di mancanza di energia elettrica ma il fatto è solo nell'ingordigia dei gestori enel edison e via dicendo che hanno convenienza di costi a comperarla all'estero per rivenderla a costi maggiorati di 50 volte ai consumatori italiani.
2011-07-03 13:17:46
Le vere ragioni della fumata nera
della trattativa Santoro-La7

Nel giorno del gran rifiuto della "terza rete" all'ex conduttore di Annozero, scompare dalla manovra economica una norma sulla rete telefonica che avrebbe pesantemente penalizzato Telecom, proprietaria della rete
La metafora di Giovanni Stella, confezionata un mese fa per il Fatto, annunciava la discesa in campo (televisivo) di Telecom: io aspetto paziente sotto il banano-Rai che ne scendano i macachi-conduttori. L’amministratore delegato di Telecom Italia Media rompeva il bipolarismo di Rai e Mediaset: ecco, diceva, La7 è disposta a prendersi il gruppo di giornalisti che il servizio pubblico e il Biscione, per motivi diversi ma di uguale matrice (il Cavaliere), non vogliono e non possono permettersi. Stava nascendo una televisione all’apparenza poco controllabile per il Silvio Berlusconi imprenditore e politico, ma estremamente influenzabile per la sua versione di capo del governo. La trattativa con Michele Santoro era chiusa, mancava un tratto di penna: la firma (alle prime voci, il titolo di La7 crebbe in un giorno del 20%; l’altroieri, al niet, ha perso il 4 e ieri il 3).

Martedì scorso, l’ultimo incontro tra l’inventore di Annozero e il dirigente di La7 conosciuto con il soprannome di “canaro” per i suoi modi spicci ed efficaci fino al sadismo. E che succede martedì, proprio quel giorno? Il governo scrive e riscrive e infine diffonde la bozza di manovra economica: tagli, pensioni, tasse e finte rivoluzioni liberali e liberiste. In un articolo del provvedimento, a sorpresa, si materializza il conflitto d’interessi che Santoro ha denunciato ieri nell’intervista al Fatto.

Il governo, se vuole, può fare male a Telecom, la multinazionale proprietaria di La7. E con una norma, infilata di soppiatto, Palazzo Chigi ha dimostrato come può farle male. La bozza prevedeva un progetto del ministero per lo Sviluppo economico di Paolo Romani: “Un piano di interesse nazionale per il diritto di accesso a Internet”. E come? “Mediante la razionalizzazione, la modernizzazione e l’ammodernamento delle strutture esistenti”. Parole astruse e verbi incrociati per sottrarre a Telecom l’ultimo bene invidiato da tutti i concorrenti: la rete fisica, quella che porta il cavo telefonico in tutte le case e gli uffici, eredità del monopolio pubblico. Il governo pensava di aprire il mercato e le connessioni veloci imponendo “obblighi di servizio universale”.

Tradotto: Telecom investe per migliorare la sua struttura e poi deve metterla a disposizione dei concorrenti. Il governo di lievi e dure sforbiciate, che spinge all’infinito una correzione nel bilancio statale da 47 miliardi di euro, sentiva l’urgenza di ricorrere ai soldi della Cassa depositi e prestiti per “finanziare il piano nazionale su Internet”. Poche righe nascondevano un possibile esproprio del tesoro più sensibile per i vertici di Telecom. L’ipotesi dura due giorni, esattamente 48 ore, fin quando ieri accadono due fatti all’apparenza distanti ma forse strettamente legati: La7 annuncia la fine di qualsiasi negoziato con Santoro, azzoppando così l’ipotesi terzo polo televisivo; e, in contemporanea, il governo cambia la norma, stravolge il suo “piano di interesse nazionale per il diritto di accesso a Internet” e cancella dal testo della manovra quei passaggi – “la razionalizzazione, l’obbligo di diritto universale” – che minavano la stabilità patrimoniale di Telecom e preoccupavano i suoi azionisti (anche stranieri). Anche se il numero uno di Telecom Italia Franco Bernabè giura che tra i due fatti non c’è alcun nesso, e ribalta su Santoro l’accusa di aver cercato pretesti per far saltare la trattativa con La7, i casi sono due: o le idee del ministro Romani e del governo sono talmente labili da evaporare nel breve volgere di 48 ore, oppure la rivoluzione telematica di Berlusconi era un atto di forza, un segnale per intimorire La7.

Per capire dov’è intrappolata la ragione è utile ricordare che la Rai di centrodestra, in trincea contro i giornalisti sgraditi dal Cavaliere, adesso comincia a riflettere: forse è meglio trattenere Santoro, forse Vieni via con me era davvero importante, forse Report è un prezioso settimanale d’inchiesta, forse Lucia Annunziata è una figura professionale irrinunciabile per il servizio pubblico. Togliendo i forse, resta l’ordine di servizio di Berlusconi, il più recente: è più facile controllare il servizio pubblico, senza indebolirlo troppo, per giocare di sponda con Mediaset, che combattere un terzo polo televisivo. Nella peggiore delle ipotesi, un colossale ricatto. Nella migliore, l’ultima trasfigurazione del conflitto d’interessi.

di Giorgio Meletti e Carlo Tecce dal Fatto Quotidiano del 2 luglio 2011
2011-07-03 17:16:18
di Giorgio Meletti e Carlo Tecce dal Fatto Quotidiano del 2 luglio 2011.... pensavo che fosse una tua congettura... un pò astrusa...ma tua. non un copia/incolla.

vabbè vuol dire che tutti quei giornalisti che lavorano per TIM, dopo questa congettura, sono servi anche loro e non lo sapevano ;)
2011-07-03 19:24:54
Se per quello telecom ha in archivio molto per dissuadere il cosidetto governo ad alzare il tiro...in una repubblica dove il ricatto e la sporcizia morale si mescolano in un coktail di escrementi...sono tutti collusi e ricattatori......di certo i nostri governanti e parte dell'opposizione si sono riempite le saccocce abbondantemente.Adesso ci vogliono 2 anni non per fare le riforme...ma per mettere i coperchi sulle pentole delle porcheriole e nascondere nei paradisi fiscali il bottino.
2011-07-03 19:52:35
quindi secondo te, perchè questa bozza è comparsa all'improvviso?
E perchè poi altrettanto all'improvviso è stata tolta?
Se sai qualcosa di diverso, diccelo, per favore.