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Subject: [POLITICA]
non c'è stato solo Berlusconi negli ultimi 20 anni, mi sembra...quindi o si spara (giustamente) sul mucchio di politici oppure questa vignette (come tanti altri commenti o vignette sui giornali) valgono meno di 0
sei stato parecchio distratto negli ultimi 30 anni... c'era lui ed il suo amico a tirar le fila per lui... nonchè i vari scandali di p1,p2,p3,p4,p5, e tanti altri begli inciuci.
sei stato parecchio distratto negli ultimi 30 anni... c'era lui ed il suo amico a tirar le fila per lui... nonchè i vari scandali di p1,p2,p3,p4,p5, e tanti altri begli inciuci.
Il problema di fondo non è a che prezzo vengano somministrato pasti al senato, ma l'assenteismo, lìincompetenza, la corruzione.
ovvio che il problema non è quella, ma non va nemmeno sottovalutato dato che quello è la cartina tornasole di come governano l'italia.
Un'elite di persone che tutto possono e tutto fanno.
ovvio che il problema non è quella, ma non va nemmeno sottovalutato dato che quello è la cartina tornasole di come governano l'italia.
Un'elite di persone che tutto possono e tutto fanno.
Eheieh to
Torquemada
prima c'erano le famose pensioni 19 6 mesi 1 giorno, poi siamo passati ai 25, in vigore credo finoa circa 15 anni fa
Ora ce ne aspettano 40, però iniziamo a lavorare a 30, se va bene.
A me viene da ridere se penso che a 70 anni avrò tutti colleghi di quell'età.
Conti alla mano non sono affatto un problema.
Il problema sono i 150 mialiardi l'anno di corruzione + altri 100 di opere perfattamente itnutili figlie dei primi 150 miliardi, 10 miliardi di province e 5 al vaticano.
Fai la somma e vedrai che ce n'è per andare tutti in pensione a 15 anni.
Ometto le briciole, ossia i soldi del finanziamento ai partiti abolito e rimesso, i finanziamenti alla stampa e a tutti le amenitò varie che sono per lo meno 2 miliari l'anno.
Ora ce ne aspettano 40, però iniziamo a lavorare a 30, se va bene.
A me viene da ridere se penso che a 70 anni avrò tutti colleghi di quell'età.
Conti alla mano non sono affatto un problema.
Il problema sono i 150 mialiardi l'anno di corruzione + altri 100 di opere perfattamente itnutili figlie dei primi 150 miliardi, 10 miliardi di province e 5 al vaticano.
Fai la somma e vedrai che ce n'è per andare tutti in pensione a 15 anni.
Ometto le briciole, ossia i soldi del finanziamento ai partiti abolito e rimesso, i finanziamenti alla stampa e a tutti le amenitò varie che sono per lo meno 2 miliari l'anno.
sui ponti festivi non mi scandalizzo più di tanto, se lo fanno in europa noi siamo migliori ?
se calcoli che lavoriamo settimanalmente più che nel resto dell'europa, direi di si.
Ma invece la ricetta è sempre lavorare lavorare lavorare... per portar a casa una frazione di quanto guadagna qualcun'altro.
se calcoli che lavoriamo settimanalmente più che nel resto dell'europa, direi di si.
Ma invece la ricetta è sempre lavorare lavorare lavorare... per portar a casa una frazione di quanto guadagna qualcun'altro.
Torquemada to
Eheieh
Le contromisure dell'italiano medio(statale), ovvero "vado a lavorare, ma cerco di fare il meno possibilie" porteranno il Paese alla rovina.
Come diceva qualcuno prima, questo Governo lo abbiamo voluto noi.
Qualcuno ha scelto anche per me, ma ho la convinzione che se pure avessi scelto io, si sraebbero rubati sempre tutto.
Sento dire che ora dobbiamo essere uniti, ma io non voglio essere unito a chi ha sempre rubato, ha cercato di dividere il Paese mettendo i buoni in "alto" e i cattivi in "basso",a chi ha pensato amezzette e puttane mentre tutto andava e va a rotoli.
Che ognuno faccia il suo e basta.
Io il mio sento di farlo e credo che se tutti si impegnano, senza proclami di unità di intenti, forse potremmo spostare la nostra fine di 20 anni.
Come diceva qualcuno prima, questo Governo lo abbiamo voluto noi.
Qualcuno ha scelto anche per me, ma ho la convinzione che se pure avessi scelto io, si sraebbero rubati sempre tutto.
Sento dire che ora dobbiamo essere uniti, ma io non voglio essere unito a chi ha sempre rubato, ha cercato di dividere il Paese mettendo i buoni in "alto" e i cattivi in "basso",a chi ha pensato amezzette e puttane mentre tutto andava e va a rotoli.
Che ognuno faccia il suo e basta.
Io il mio sento di farlo e credo che se tutti si impegnano, senza proclami di unità di intenti, forse potremmo spostare la nostra fine di 20 anni.
Le contromisure dell'italiano medio(statale), ovvero "vado a lavorare, ma cerco di fare il meno possibilie" porteranno il Paese alla rovina.
Il problema è la meritocrazia.
E il problema ad essa collegato è la responsabilità.
Se noi pretendessimo meritocrazia (al posto di chiedere risultati) a quest'ora non avremmo questi problemi. Le generalizzazioni servono relativamente e me ne rendo conto, ma il discorso che fai è giusto in teoria, ma in pratica no.
Non ha senso prendersela con chi si trova nelle condizioni di approfittarsi e lo fa.
Bisogna realizzare il sistema che renda impossibile o sconveniente approfittarsi!
Il problema è la meritocrazia.
E il problema ad essa collegato è la responsabilità.
Se noi pretendessimo meritocrazia (al posto di chiedere risultati) a quest'ora non avremmo questi problemi. Le generalizzazioni servono relativamente e me ne rendo conto, ma il discorso che fai è giusto in teoria, ma in pratica no.
Non ha senso prendersela con chi si trova nelle condizioni di approfittarsi e lo fa.
Bisogna realizzare il sistema che renda impossibile o sconveniente approfittarsi!
mi sono riletto e mi rendo conto di non essermi spiegato granchè, ma spero il senso passi:
inutile mirare allo statale o al politico, abbiamo bisogno tutti di agire in prima persona pretendendo che si applichino principi di meritocrazia tramite i meccanismi della responsabilità!!!
(mmhh.. chissà se effettivamente mi son spiegato meglio!)
inutile mirare allo statale o al politico, abbiamo bisogno tutti di agire in prima persona pretendendo che si applichino principi di meritocrazia tramite i meccanismi della responsabilità!!!
(mmhh.. chissà se effettivamente mi son spiegato meglio!)
Meritocrazia si, ma i risultati vanno pretesi e verificati, ovviamente.
Si assegna un lavoro, si dettano dei tempi ed il lavoro va consegnato nei termini, non si deve sfuggire a questa logica.
Non si deve mettere il lavoratore nelle condizioni fregarti, pubblico o privato che sia, tutto qui.
Anche xchè se uno può fregarti lo fa, è risaputo.
Si assegna un lavoro, si dettano dei tempi ed il lavoro va consegnato nei termini, non si deve sfuggire a questa logica.
Non si deve mettere il lavoratore nelle condizioni fregarti, pubblico o privato che sia, tutto qui.
Anche xchè se uno può fregarti lo fa, è risaputo.
Le contromisure dell'italiano medio(statale), ovvero "vado a lavorare, ma cerco di fare il meno possibilie" porteranno il Paese alla rovina.
la vogliamo smettere con questi luoghi comuni?
l'atteggiamento sul posto di lavoro non ha niente a vedere con la nazionalità o se il lavoro è pubblico o privato. è stato dimostrato sin dagli anni '50 che la produttività sul lavoro si ottimizza solo con il dialogo tra le parti, con ambienti e strumentazioni adeguate e con la valorizzazione del lavoratore oltre a quella del prodotto.
ed in Italia questo non avviene sia nel pubblico che nel privato a causa del clientelismo che premia con stipendi alti non chi merita ma chi è raccomandato creando la forma mentis del "chi me lo fa fare?". spesso si è tartassati in mansioni non proprie in vista di promesse e premi che poi al momento svaniscono per essere incassati da altri. dopo che succede una, due, tre volte si inizia a fare il minimo indispensabile. se invece ci fosse un sistema meritocratico per cui ognuno fa solo ciò per cui è pagato ed eventuali extra vengono premiati con promozioni o incentivi la produzione salirebbe alle stelle.
ripeto: il problema è sia nel pubblico che nel privato. la differenza di produttività la determinano solo l'abilità dei manager di creare ambienti di lavoro sostenibili.
la vogliamo smettere con questi luoghi comuni?
l'atteggiamento sul posto di lavoro non ha niente a vedere con la nazionalità o se il lavoro è pubblico o privato. è stato dimostrato sin dagli anni '50 che la produttività sul lavoro si ottimizza solo con il dialogo tra le parti, con ambienti e strumentazioni adeguate e con la valorizzazione del lavoratore oltre a quella del prodotto.
ed in Italia questo non avviene sia nel pubblico che nel privato a causa del clientelismo che premia con stipendi alti non chi merita ma chi è raccomandato creando la forma mentis del "chi me lo fa fare?". spesso si è tartassati in mansioni non proprie in vista di promesse e premi che poi al momento svaniscono per essere incassati da altri. dopo che succede una, due, tre volte si inizia a fare il minimo indispensabile. se invece ci fosse un sistema meritocratico per cui ognuno fa solo ciò per cui è pagato ed eventuali extra vengono premiati con promozioni o incentivi la produzione salirebbe alle stelle.
ripeto: il problema è sia nel pubblico che nel privato. la differenza di produttività la determinano solo l'abilità dei manager di creare ambienti di lavoro sostenibili.
che poi la soluzione di questa crisi planetaria (perchè oramai mi pare evidente che sia tale!)
non si può trovare a livello locale.
Imho siamo vicini all'inizio del periodo storico di rivolgimenti che porterà alla fine degli stati nazionali.
Se siamo una specie abbastanza progredita (e in realtà segnali ce ne sono!) potremmo persino pensare di arrivare ad essere una sola nazione nel giro di uno o due secoli.
non si può trovare a livello locale.
Imho siamo vicini all'inizio del periodo storico di rivolgimenti che porterà alla fine degli stati nazionali.
Se siamo una specie abbastanza progredita (e in realtà segnali ce ne sono!) potremmo persino pensare di arrivare ad essere una sola nazione nel giro di uno o due secoli.
Non si deve mettere il lavoratore nelle condizioni fregarti, pubblico o privato che sia, tutto qui.
se il lavoratore ti frega lo denunci. ma dipende cosa si intende per fregare. se intendi rubare o danneggiare è una cosa. se pretendi che per 8 ore non stacchi la testa dal tavolo di lavoro sbagli di grosso. il management non è obbligare le persone a sostenere i ritmi imposti, ma capire la produttività della tua forza lavoro e di conseguenza quali consegne potrai effettuare. se fai correre troppo il cavallo alla fine crolla tutto. ho visto con i miei occhi parechie aziende chiudere per pretendere massima produttività a bassi costi. il problema è che speso non si capisce quando il mercato è saturo ed è ora di innovare o chiudere.
(edited)
se il lavoratore ti frega lo denunci. ma dipende cosa si intende per fregare. se intendi rubare o danneggiare è una cosa. se pretendi che per 8 ore non stacchi la testa dal tavolo di lavoro sbagli di grosso. il management non è obbligare le persone a sostenere i ritmi imposti, ma capire la produttività della tua forza lavoro e di conseguenza quali consegne potrai effettuare. se fai correre troppo il cavallo alla fine crolla tutto. ho visto con i miei occhi parechie aziende chiudere per pretendere massima produttività a bassi costi. il problema è che speso non si capisce quando il mercato è saturo ed è ora di innovare o chiudere.
(edited)
È semplicemente troppo tardi per fare qualsiasi cosa.
Consoliamoci, tra poco riparte il campionato e poi ci saranno gli europei
Nulla di nuovo sotto questo cielo.
Consoliamoci, tra poco riparte il campionato e poi ci saranno gli europei
Nulla di nuovo sotto questo cielo.
L'inefficienza italiana è nota in Europa, inutile nasconderlo.
Non concordo con te.
Dalle mie esperienze ho sempre notato un voglia di lavorare scadente.A volte ci sono dei picchi di eccellenza, ma quello che manca è la routine.
Credo che sia frutto di una diffusa mancanza di etica profesionale.
Però io vedo una speranza:i giovani.
Si impegnano, vogliono emergere, sono meno contaminati dal sistema ed hanno una freschezza mentale diversa.
Io ho la convinzione che se potessi decidere di assumere 10 giovani laureati disoccupati, senza la minima esperienza, potrei aumentare la produttività di almeno il 30%, solo grazie alle loro motivazioni.
Non concordo con te.
Dalle mie esperienze ho sempre notato un voglia di lavorare scadente.A volte ci sono dei picchi di eccellenza, ma quello che manca è la routine.
Credo che sia frutto di una diffusa mancanza di etica profesionale.
Però io vedo una speranza:i giovani.
Si impegnano, vogliono emergere, sono meno contaminati dal sistema ed hanno una freschezza mentale diversa.
Io ho la convinzione che se potessi decidere di assumere 10 giovani laureati disoccupati, senza la minima esperienza, potrei aumentare la produttività di almeno il 30%, solo grazie alle loro motivazioni.
Io ho la convinzione che se potessi decidere di assumere 10 giovani laureati disoccupati, senza la minima esperienza, potrei aumentare la produttività di almeno il 30%, solo grazie alle loro motivazioni.
tutti i giovani, di ogni generazione, sono motivati. il problema è che spesso dopo vari contratti di formazione, Td, progetto e vari iniziano a capire come le cose e si adeguano. è successo alla mia generazione ed a quella prima della mia ed è il motivo per cui in Italia c'è inefficienza. ma è provato che l'assenza di meritocrazia provoca inefficenza, soprattutto quando questa è diffusa in chi comanda. i cosiddetti industriali italiani, grandi o piccoli che siano, campano grazie a commesse ottenute in modo clientelare spesso, e difatti sia il loro livello culturale che la loro capacità di innovazione sono le peggiori d'europa.
dall'altra parte non è mai stato provato (e ci hanno prvato in tanti) che gli italiani sono più sfaticati degli altri.
la conclusione unanime sul sistema produttivo italiano da parte degli osservatori stranieri è che la nostra classe manageriale è vecchia, senza formazione adeguata (si formano sul campo dicono loro) e con pochissima tendenza all'innovazione. quindi basta scuse sui lavoratori e iniziamo a combattere il vero male: l'assenza di mercato di concorrenza a causa del clientelismo dilagante.
Ps: se sei nel campo della produzione quanti studi di marketing o di management sul lavoro hai ordinato per la tua azienda? o veramente credi che siano cose inutili e che il "fai da te" sia sempre la soluzione migliore?
PPS: la prima regola per l'efficienza di un azienda è non assumere parenti o amici o fare scambi di assunzioni (es:tu assumi mio cuglino io assumo il tuo) in quanto se fanno cazzate sono difficili da rimuovere e se non le fanno sei sempre sotto pressione per aumentargli lo stipendio. quanti in italia seguono questa regola?
(edited)
(edited)
tutti i giovani, di ogni generazione, sono motivati. il problema è che spesso dopo vari contratti di formazione, Td, progetto e vari iniziano a capire come le cose e si adeguano. è successo alla mia generazione ed a quella prima della mia ed è il motivo per cui in Italia c'è inefficienza. ma è provato che l'assenza di meritocrazia provoca inefficenza, soprattutto quando questa è diffusa in chi comanda. i cosiddetti industriali italiani, grandi o piccoli che siano, campano grazie a commesse ottenute in modo clientelare spesso, e difatti sia il loro livello culturale che la loro capacità di innovazione sono le peggiori d'europa.
dall'altra parte non è mai stato provato (e ci hanno prvato in tanti) che gli italiani sono più sfaticati degli altri.
la conclusione unanime sul sistema produttivo italiano da parte degli osservatori stranieri è che la nostra classe manageriale è vecchia, senza formazione adeguata (si formano sul campo dicono loro) e con pochissima tendenza all'innovazione. quindi basta scuse sui lavoratori e iniziamo a combattere il vero male: l'assenza di mercato di concorrenza a causa del clientelismo dilagante.
Ps: se sei nel campo della produzione quanti studi di marketing o di management sul lavoro hai ordinato per la tua azienda? o veramente credi che siano cose inutili e che il "fai da te" sia sempre la soluzione migliore?
PPS: la prima regola per l'efficienza di un azienda è non assumere parenti o amici o fare scambi di assunzioni (es:tu assumi mio cuglino io assumo il tuo) in quanto se fanno cazzate sono difficili da rimuovere e se non le fanno sei sempre sotto pressione per aumentargli lo stipendio. quanti in italia seguono questa regola?
(edited)
(edited)
ma un ragazzo che esce da un'università Italiana ha la giusta formazione per quello che poi vuole fare?e rispetto ai laureati di altri paesi?ve lo chiedo per saperne di più visto che non ho contatti con questa realtà universitaria,ma solo notizie apprese per sentito dire.
(edited)
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