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Subject: [POLITICA]

2011-09-09 08:25:07
dove spendono molto meno di noi per gran parte dei servizi (educazione scolastica, sportiva e musicale dei figli per esempio)

Appunto!
E i risultati sono nettamente migliori da loro che da noi.
Riepilogando (per esempio per la scuola), in Italia abbiamo:
- più spesa;
- più insegnanti;
- più bidelli;
- più sporco;
- meno civiltà;
- risultati più scarsi degli studenti.

COME MAI?!?!?!?! QUALCUNO ME LO SPIEGA!?!?!?!

Forse perché è ora di smetterla di pagare dei cazzoni che riscaldano la sedia. Perché per esempio si potrebbero far pulire le aule agli studenti, col doppio effetto di disciplinarli e risparmiare QUALCHE miliardo di euro per bidelli E pulizie (perché naturalmente i bidelli da soli non ce la fanno a pulire: servono anche gli esterni).
Oppure è ora di smetterla di pagare cazzoni che chiamiamo "guardie forestali" se non fanno il proprio lavoro.
Per non parlare dell'esercito di andicappati che lavorano in posta, nei comuni o nelle caserme o nelle questure.
(sorvolo sulla provenienza geografica di gran parte dei suddetti...)

E naturalmente per non parlare dei parlamentari! Gli USA hanno 5 volte la nostra popolazione e 1/5 di parlamentari. Perciò io propongo di ridurre i parlamentari a 40: 20 deputati e 20 senatori (1 per regione, basta senatori a vita).

Risparmio = 100 miliardi di euro, senza venire a chiedermi altri soldi (che come ho detto, già ne prendono troppi! Non abbastanza: troppi!)
2011-09-09 09:33:50
non son sicuro che siano proprio sanitá e istruzione i primi posti dove tagliare.
Bene o male qualcosa di quel che si butta li dentro torna pure fuori. L'amministrazione generale dello stato ad esempio costa quasi il doppio di tutta l'istruzione. Qualcuno sa spiegare che cosa fanno ?

(Notare che a quasi tutte le risposte che vengono in mente corrisponde uno di quei rettangolini piú piccoli in basso a destra)
(edited)
2011-09-09 11:19:58
E i risultati sono nettamente migliori da loro che da noi.
Riepilogando (per esempio per la scuola), in Italia abbiamo:
- più spesa;
- più insegnanti;
- più bidelli;


temo che tu debba informarti meglio...

Per quanto riguarda i diversamente abili, probabilmente, seguendo il tuo ragionamento, sarebbe meglio segregarli sin da piccoli, magari risparmiando (più di quanto non si faccia) sulla loro crescita e, perché no, ucciderli se economicamente non produttivi.
Forse sarebbe meglio affrontare il discorso ragionando su come le invalidità, vere o false, siano state (e ancora sono) un ottimo strumento per gestire clientele che fanno bene solo alla casta (non solo del sud)
Riepilogando (per esempio per la scuola), in Italia abbiamo:
- più spesa;
- più insegnanti;
- più bidelli;
- più sporco;
- meno civiltà;
- risultati più scarsi degli studenti.

COME MAI?!?!?!?! QUALCUNO ME LO SPIEGA!?!?!?!


a questo posso provare a risponderti io, anche se la mia esperienza è relativa solo a dei brevi progetti PON di 30 ore in varie scuole del circondario
per quanto riguarda il "più insegnanti", ti assicuro che ho visto con i miei occhi delle classi di 37 alunni, e non in un tugurio ma in un grosso professionale che ogni anno prende grandi fondi dalla UE visto che riesce a spenderli in progetti, al contrario di molte altre scuole
posso ammettere che a volte, specie fra gli insegnanti della vecchia generazione, la preparazione possa non essere il massimo pretendibile, e che altre volte, specie fra gli insegnanti della nuova generazione, ci siano a mio avviso dei difetti nella didattica spesso dovuti all'inesperienza. questi però secondo me sono aspetti marginali. il fatto è che in italia il rapporto alunni/docenti è ormai spropositato, si fa lezione in condizioni assurde.
ho fatto lezione in aule senza porte, in una dove pioveva, in una con le finestre bloccate, un anno ho fatto un PON in un liceo in cui c'era ogni istante da augurarsi che non succedesse un incendio perchè non ci sarebbe stato nessuno scampo. e ho visto si alcune piattole, ma anche insegnanti bravi sacrificarsi parecchio al di là dei loro doveri per i loro alunni, pagando di tasca le fotocopie o realizzando in proprio dei veri libri di testo per non fargli pagare quello che sono obbligati ad adottare. anche bidelli che lavorano in condizioni eroiche, che per lavare il bagno dove non arriva l'acqua si portano da casa una pompa per sollevarla dal bagno sottostante, che puliscono aule fatiscenti dove l'intonaco si sfarina quotidianamente e ogni giorno bisogna grattarlo via dai muri.
i soldi per le porte e l'intonaco non ci sono. fare lezione a 35 ragazzi sedicenni di un professionale stipati in un'aula 6x6 è, semplicemente, impossibile. selezione non se ne può più fare seriamente, visto che se la scuola perde alunni è anche inevitabilmente destinata a un taglio di fondi. risultato: le superiori sono ridotte a diplomifici, da cui solo chi è innegabilmente un paracarro non riesce a uscire con un pezzo di carta in mano. i ragazzi lo sanno, e motivarne uno è sempre più difficile. perchè impegnarsi se comunque bene o male la svangherai lo stesso? e questo è anche (parte della) risposta alla questione dei risultati scarsi.
ecco, quello che ho visto mi spinge a dire che i fondi che arrivano alle scuole sono assolutamente insufficienti anche per l'ordinaria amministrazione, non ti dico poi se succede qualcosa tipo dover sostituire una caldaia o rifare gli infissi. non so se in realtà siano di più e a un certo livello gerarchico vengano intercettati e "dirottati", ma di sicuro quelli che arrivano sono insufficienti. per esempio, gli esperti PON sono pagati con ritardi anche di un anno, e stiamo parlando di poche centinaia di euro.

le guerre fra poveri non servono a niente. siamo un paese in cui si evadono 50 miliardi all'anno (quelli verificati, l'evasione reale è stimata in 200), e ogni tot anni si fa un condono, edilizio, fiscale o quant'altro. dove se paghi le tasse sei un fesso come me oppure ci sei in qualche modo costretto. ergo, siamo incivili in partenza. come pretendere civiltà da un popolo incivile? l'unica speranza è che le nuove generazioni, se saranno così stupide o coraggiose da restare qui, abbiano il coraggio di invertire la classica scala delle priorità italiana "prima il mio giardino e il marciapiede davanti casa mia". dopo aver abbondantemente scaracchiato in faccia ai loro padri, si intende.
2011-09-09 11:49:47
Ricevo notizia, non so quanto fondata, che l'amministrazione generale dello stato sarebbero ad esempio le ambasciate e compagnia briscola. Mi chiedo se sia veramente necessario che i 27 paesi UE abbiano tutti e 27 27 ambasciate in tutti i gli altri paesi del mondo per quando uno perde il passaporto mentre sta in ferie.

Anziché fare pure le ambasciate e i ministeri del friuli venezia giulia mi pare che in tempo di e-mail li ci stia una foresta da disboscare.
2011-09-09 13:10:34
da il sole 24 ore:

È stato calcolato che la corruzione in Italia pesa sulle tasche dei cittadini come una tassa occulta da 50-60 miliardi. Un fardello inaccettabile. Che è tuttavia solo una parte del l'enorme danno che deriva al Paese dal degrado morale, dal discredito, dalla dignità ogni giorno offesa delle istituzioni fondanti dello Stato.

Un giornale come Il Sole 24 Ore, che da oltre due mesi racconta ai suoi lettori i giorni più difficili della crisi dei debiti sovrani, dell'impennata degli spread, dei titoli tossici che continuano a inquinare i mercati finanziari, fa quasi fatica a seguire le indiscrezioni sulle telefonate dai contenuti osceni, sulle inchieste che rimbalzano dalle procure di tutta Italia, sui comportamenti indecenti o tout court illeciti di un ceto politico, di maggioranza e opposizione, arrivato ai minimi storici della sua credibilità.

Eppure è importante farlo. Perché è proprio il contrasto tra questi giorni angoscianti per la stabilità economico-finanziaria del Paese e una politica distratta a occuparsi d'altro, che rende la tenuta del quadro complessivo ancora più fragile.

Le telefonate tra il premier e i vertici delle istituzioni europee e finanziarie si intrecciano, sulle linee dei palazzi della presidenza, con quelle al faccendiere Lavitola, in cui si discute di oscenità di varia natura. Il coinvolgimento responsabile, auspicato dal capo dello Stato, dell'opposizione sulla manovra si vanifica in un dibattito interno al Pd sulla necessità della sospensione dell'ex braccio destro di Bersani Filippo Penati, accusato di corruzione.

Un Parlamento impegnato formalmente nella discussione della più difficile manovra economica degli ultimi vent'anni, si affolla (relativamente) di senatori e onorevoli, a loro volta in alcuni casi inquisiti, che dedicano molte più energie e parole all'ultimo gossip sull'ultima intercettazione piuttosto che ai miliardi di Iva in più che gli italiani saranno presto chiamati a pagare. Come non bastasse, gli impegni di maggioranza e opposizione sulla riduzione dei costi della politica vengono disattesi da continue retromarce imbarazzanti e offensive.

Ancora ieri il presidente della Repubblica ha sollecitato, per restare in Europa, «un esame di coscienza che tocchi i comportamenti individuali». Basta leggere i giornali internazionali, del resto, per capire quale danno ulteriore arrechi alla credibilità dell'Italia questa ordalia di un potere fuori controllo. Tra le diplomazie internazionali e sui mercati. Perché istituzioni senza autorevolezza possono costare più punti di differenziale con il BTp di qualche miliardo di euro di copertura della manovra.

In questo senso i prossimi giorni non annunciano niente di buono. Con il Parlamento che sarà chiamato a pronunciarsi sull'arresto dell'ex collaboratore del ministro Tremonti, Marco Milanese, e sull'utilizzabilità delle intercettazioni del premier nel caso Ruby. Di certo le inchieste faranno il loro corso e gli indagati potranno con ragione rivendicare la loro piena correttezza fino a sentenza definitiva. Ma c'è un Paese che assiste attonito alla distruzione, dall'alto, di ogni valore civile e del decoro pubblico.

È sbagliato e pericoloso accreditare la favoletta di una società buona contrapposta a un potere cattivo. Mai come oggi, però, la politica sembra impegnata a distruggere ogni giorno un tassello della sua residua credibilità. Va messo un punto a questa degenerazione. C'è una dignità delle istituzioni che va difesa e rigenerata. Il superamento della peggiore crisi finanziaria ed economica degli ultimi cinquant'anni passa anche da qui.


un paese in declino economico,etico e sociale!e quali sarebbero le persone in grado di risollevarci?
2011-09-09 13:37:09
ecco la risposta all'ultima domanda! Sono loro!




Cronaca | di Redazione Il Fatto Quotidiano

9 settembre 2011

“La Minetti ad Arcore vestita da sexy suora
E una montenegrina teneva sotto torchio B.”

Imane Fadil, ragazza marocchina di 27 anni, si è presentata in procura a Milano per testimoniare sul caso Ruby. E aggiungere nuovi particolari sul bunga bunga. Racconta che Berlusconi in persona le presenta una certa Caterina come sua fidanzata. Una giovane di cui, secondo Fede, il premier era ostaggio
Tra i succinti vestiti che Berlusconi amava vedere sulle ragazze del bunga bunga c’erano quelli da poliziotta, crocerossina e infermiera. Ma non solo. Ora spunta pure quello da sexy suora: una tunica scura, con tanto di copricapo e croce rossa sul velo. A indossarlo erano Barbara Faggioli e Nicole Minetti, la consigliera regionale della Lombardia accusata di favoreggiamento alla prostituzione nell’inchiesta sul caso Ruby. L’atmosfera, a un certo punto, si surriscalda: Barbara e Nicole “si spogliano svolgendo dei balletti sexy, ovvero dimenandosi intorno al palo con solo biancheria intima”, racconta Imane Fadil, marocchina di 27 anni.

E’ la nuova testimone che il 9 agosto si è presentata a Milano in procura, spinta “dallo schifo che provo per quei parassiti che sfruttano Berlusconi e le sue debolezze realizzando questo infernale meccanismo nel quale anche io sono rimasta intrappolata”. Lei è arrivata ad Arcore, secondo quanto riportato da Repubblica e Corriere della Sera, dopo avere incontrato Emilio Fede e Lele Mora al ristorante “Giannino” di Milano. Ma la prima volta ad Arcore, nel febbraio 2010, è sconvolgente, racconta Imane ai pm Ilda Boccassini, Antonio Sangermano e Pietro Forno. Tanto che Berlusconi cerca di farle superare il disagio e le fa fare un giro per villa San Martino. Alla fine poi le mette in mano una busta con 2mila euro in banconote da 500.

Imane aggiunge altri particolari. Parla di un premier molto stanco, “tanto che, mentre le ragazze ballano in modo erotico, si assopisce”. E di una ragazza che tiene sotto ostaggio Berlusconi. Forse è lei la misteriosa fidanzata di cui il Cavaliere ha parlato in un video messaggio per dimostrare che gli incontri ad Arcore erano solo normali cene a cui partecipava anche la donna con cui lui era legato da una relazione. Si chiama Caterina e viene dal Montenegro. “Berlusconi mi rivela personalmente che lei è la sua fidanzata, che è follemente innamorata di lui e che praticamente vive a villa San Martino”, racconta Imane in procura. Ma Fede le spiffera altri particolari: “Questa ragazza montenegrina, oltre a una sorella gemella, ha una sorella più grande la quale, per motivi che non conosco, tiene sotto torchio il presidente – racconta Imane -. L’affermazione la fa Fede e non so se sia vera”.

Ha un atteggiamento strano questa giovane montenegrina: “Ingoia il cibo praticamente senza masticare, ha gli occhi sgranati e cerchiati come da occhiaie”. Poi sviene e viene portata in camera da Berlusconi e dai camerieri. Quando torna e vede il Cavaliere con le altre “si lancia giù dalle scale, ruzzolando”.

Nei racconti di Imane entra pure Gheddafi. Il premier chiede consiglio a lei, che ha origini nordafricane. Imane gli spiega che gli arabi sono molto permalosi. E che “sarà necessario accogliere il raìs con tutti gli onori, andando personalmente a riceverlo”. Berlusconi non sarà da meno.
2011-09-09 13:45:09
temo che tu debba informarti meglio...

Per quanto riguarda i diversamente abili, probabilmente, seguendo il tuo ragionamento, sarebbe meglio segregarli sin da piccoli, magari risparmiando (più di quanto non si faccia) sulla loro crescita e, perché no, ucciderli se economicamente non produttivi.
Forse sarebbe meglio affrontare il discorso ragionando su come le invalidità, vere o false, siano state (e ancora sono) un ottimo strumento per gestire clientele che fanno bene solo alla casta (non solo del sud)


Sto immaginando la tua faccia mentre scrivevi questo post, con un bel sorrisetto compiaciuto, mentre mi guardavi dall'alto di un piedistallo...

Io ho tutto il rispetto per i diversamente abili. Anzi, magari assumessero qualcuno in più dalle categorie protette nelle poste!
Il problema è che adesso molti di quelli che ci lavorano sono proprio andicappati!
Perché per quanto uno possa essere ignorante e raccomandato, almeno il proprio lavoro dovrebbe saperlo fare. Invece molte volte sono io utente a sapere di più come funziona la posta!

Molto meglio continuare a pagare questi andicappati e chiedere più soldi ai contribuenti, che in fondo ne pagano ancora meno di Danimarca e Svezia... ce ne sono ancora 2 di stati in cui si pagano più tasse: possiamo fare di più!
se sei un dipendente (e quindi costretto a pagare le tasse), un comportamento coerente sarebbe aggredire con morsi ai calcagni chi non le paga, non "stare sempre di più dalla parte di chi non le paga": i disservizi ci sono perchè la gente non paga le tasse, non è che la gente non paga le tasse perchè si ribella ai disservizi.
ringraziamo ancora una volta la coppia B&B per aver fatto entrare nel lessico comune queste, che non sono che patetiche scuse per autogiustificare il fatto di essere dei parassiti che campano alle spalle degli altri
No perché nonostante tutta l'evasione fiscale, lo stato italiano è il terzo al mondo come entrate pro-capite. Ed a spanne sarà circa il 40° al mondo come qualità dei servizi.

Lo stato i soldi CE LI HA GIA'!!!

Prima di venire a chiederne altri ai cittadini DEVE spendere meglio quello che già ha.
2011-09-09 16:20:39
Immagine male, ma ti lascio tranquillamente le tue fantasie.
ora capisco, sei una di quelli che usa i termini handicappato, frocio, negro, ebreo, comunista come degli insulti... Fai pure
2011-09-10 00:07:44
Il 7 settembre a Roma il blitz delle associazioni dei disabili: «Nei prossimi tre anni il governo ridurrà le prestazioni di oltre il 35 per cento. Senza contare la riduzione dei fondi destinati agli enti locali. Il problema è di uguaglianza e di libertà. Le persone con disabilità sono cittadini come tutti gli altri. Possono rappresentare una risorsa se messe in condizione di potersi formare e lavorare. Per farlo però hanno bisogno di un aiuto che la società in cui viviamo dovrebbe garantirgli se si basasse realmente su un principio di solidarietà». A parlare è Silvia Cutrera, presidente dell’Agenzia per la Vita indipendente onlus di Roma.

I tagli in cantiere – 4 miliardi di euro nel 2012, 16 nel 2013, 20 nel 2014 – per un totale di 40 miliardi di euro, non possono che mettere in seria difficoltà oltre 10 milioni di famiglie a cui già spetta poco. «Il governo vuole fare cassa sulla pelle dei disabili» dice Pietro Barbieri, presidente della Fish. «Ai tagli previsti dalla manovra all’assistenza si sommano quelli agli enti locali che ridurranno drasticamente i servizi sociali. Di questo passo tutta l’assistenza dei disabili ricadrà sulle famiglie e, se queste non saranno in grado di sostenerla, ritorneremo inevitabilmente agli anni Cinquanta e agli istituti».


Tutto questo fa ancora più rabbia se si considera quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati italiani. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.

Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1’109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera PierFerdinando Casini) i conviventi more uxorio.

Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. 3 milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre 3 milioni per ricoveri e interventi (eseguiti in cliniche private). Quasi 1 milione di euro (976mila euro, per la precisione) per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. 488mila euro per occhiali. 257mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”) 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro.

I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.

Riassumendo: oltre 10 milioni di euro ( in un anno) per preservare 630 fannulloni dallo stipendio di 20000 euro al mese e relative famiglie sono accettabili, 40 miliardi di assistenza (in 3 anni) a favore di 10 milioni di famiglie allo stremo invece sono troppi. Non fa una piega.


vergogna su vergogna!
2011-09-12 11:28:48
Noi abbiamo una pressione fiscale inferiore solo a Danimarca e Svezia: i soldi già ce li ha il governo e deve solo spenderli meglio (= tagliare gli sprechi).

Io sto sempre di più dalla parte di chi non paga le tasse (anche se io come lavoratore dipendente non posso certo evadere).


a) in danimarca e svezia pagano tutti.
b) se non paghi le tasse le aumentano a noi.
E' un circolo vizioso.


COME MAI?!?!?!?! QUALCUNO ME LO SPIEGA!?!?!?!

vedi sopra.
(edited)
2011-09-12 15:36:29
Roma, «Blood & Honour» apre una sede
Il movimento neonazista arriva nella Capitale in una casa occupata da Casa Pound

corriere
2011-09-13 00:45:44
nessuno riporta la notiziola?

Italia verso la bancarotta nel 2016
Per i mercati c’è una possibilità su tre


Continuano i rialzi sui Cds sovrani dell’Italia.La probabilità di bancarotta del Paese da qui al 2016 è pari quasi al 35%. Un dato che pesa in vista dell’asta di domani cui la Bce non potrà partecipare
Le incertezze sull’efficacia della manovra finanziaria, i perenni ribassi di borsa e la tensione crescente sui titoli di Stato, hanno spinto al rialzo il valore dei Credit default swaps a protezione del debito italiano permettendo a questi ultimi di sfondare per la prima volta quota 500 punti base (assicurare un credito da 10 milioni di euro con l’Italia costa 500 mila euro). Un valore che, formule matematiche alla mano, si traduce in un rischio fallimento da record. Nell’opinione dei mercati, in altri termini, le probabilità che l’Italia dichiari bancarotta entro il 2016 sono pari al 34,94%. Allo stato attuale, rende noto Cma Datavision – insieme a Markit la principale società di monitoraggio dei mercati extraborsistici dei titoli derivati – quello raggiunta oggi dall’Italia è il 7° peggior risultato del mondo. Come a dire che solamente sei Paesi, ad oggi, hanno rispetto all’Italia maggiori probabilità di fallire da qui a 5 anni.

Le misurazioni compiute da Cma, come detto, si concentrano sui Credit default swaps (Cds), i derivati assicurativi, utilizzati per scaricare i rischi delle potenziali sofferenze creditizie. Con la sottoscrizione di questi contratti, una parte (A) si impegna a tutelare l’altra (B) dall’impossibilità di recuperare un credito a fronte dell’ipotetica bancarotta del debitore (C). In sostanza A si fa garante del debito di C ma deve essere retribuito da B in proporzione al rischio. Tanto è elevato quest’ultimo, tanto maggiore sarà la retribuzione, ovvero il costo dei Cds. Il cui valore, va da sé, finisce per misurare nel caso dei bond sovrani il rischio di un Paese.

Ed eccola, dunque, la classifica aggiornata dagli analisti di Cma. Al primo posto c’è la Grecia i cui Cds sovrani valgono 4.810,90 punti base: tradotto, per assicurarsi dal rischio default su 10 milioni di euro di obbligazioni da Atene, occorre sborsare 4,8 milioni, quasi la metà della cifra investita. A conti fatti, spiegano da Cma, il fallimento della Grecia da qui al 2016 è praticamente cosa fatta (oltre 93 probabilità su 100). A seguire, ma con distacco, c’è il Portogallo (1.279 punti base per una probabilità di default al 62,98%) che si piazza davanti al Venezuela (1.173,5 / 56,33%). Fuori dal podio l’Irlanda (954,41 / 52,51%), il Pakistan (942,6 / 47,73%) e l’Argentina (833,40 / 44,92%). Nessun altro Paese, all’infuori di questi, procede come l’Italia che, ormai, ha ampiamente scavalcato la Spagna (444,09 punti base e rischio bancarotta al 31,56%).

Quella calcolata dai Cds, resta per fortuna una probabilità di default virtuale. Un po’ perché tra il default tecnico e quello catastrofico ci sono varie soluzioni intermedie – rollover, haircut etc – per le quali i derivati non vengono liquidati (ovvero “l’assicurazione” non paga), un po’ perché i Cds stessi non sono semplici polizze assicurative acquistate da chi ha un legittimo interesse a proteggersi (i detentori dei titoli di Stato) ma veri e propri strumenti di speculazione. Il prezzo dei Cds norvegesi, per fare un esempio, vale 51,33 punti base, equivalenti a una probabilità di default a cinque anni del 4% circa. Ma la possibilità che la Norvegia vada in bancarotta è in realtà pari praticamente a zero, nel senso che nessun investitore sano di mente potrebbe prendere realmente in considerazione un’ipotesi del genere. Ciò non toglie, tuttavia, che movimentando il mercato di questi titoli, gli investitori stessi possano puntare su un loro rialzo guadagnando sullo spread. Nell’ultimo periodo preso in esame, il rischio default “reale” della Norvegia è rimasto praticamente “sottozero”, ma i suoi Cds hanno offerto rendimenti marginali dell’8,24%, praticamente come quelli italiani (+8,44%).

Insomma, la bancarotta italiana a cinque anni resta ancora un evento improbabile. Ma ciò non toglie che i motivi di preoccupazione non manchino tanto nel breve quanto nel medio periodo. L’Italia, per fare un esempio, ha raggiunto un rischio default pari a quello registrato dall’Irlanda un anno fa. Nell’autunno 2010, l’Irlanda aveva 1 possibilità su 3 di fallire entro il 2015. Oggi, come si diceva, ne ha 1 su 2 entro il 2016. Non è assolutamente detto che l’Italia replichi esattamente questo trend, anzi, in definitiva è altamente improbabile. Ma è certo che la risalita dei prezzi dei Cds peserà negativamente sull’asta dei bond di domani quando l’Italia sarà chiamata a piazzare sul mercato fino a 7 miliardi di euro in Btp quinquennali. Il tutto, ovviamente, senza il sostegno della Bce che, come noto, non può acquistare i bond direttamente alle aste ma solo sul mercato secondario.
2011-09-13 11:12:12
ho trovato uppato il 3d in freestyle international riguardante
the political compass

e ho rifatto il test (è in inglese) io risulto ancora tra Gandhi e Mandela!!!