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Subject: [POLITICA]
ho trovato uppato il 3d in freestyle international riguardante
the political compass
e ho rifatto il test (è in inglese) io risulto ancora tra Gandhi e Mandela!!!
the political compass
e ho rifatto il test (è in inglese) io risulto ancora tra Gandhi e Mandela!!!
un paese fallito a livello politico,sociale ed etico,come vuoi che possa finire?
io risulto un po' più in basso di Gandhi :)
notare come tutti i politici contemporanei citati nell'esempio del sito, tendano in alto a destra, anche quelli di sinistra...
notare come tutti i politici contemporanei citati nell'esempio del sito, tendano in alto a destra, anche quelli di sinistra...
io sono Mandela a quanto pare.. ci sovrapponiamo praticamente!
L'avevo fatto tempo fa e più o meno mi da lo stesso risultato..
Sono meno a sinistra ma più liberale di te :)
Economic Left/Right: -4.62
Social Libertarian/Authoritarian: -5.69
http://www.politicalcompass.org/facebook/pcgraphpng.php?ec=-4.62&soc=-5.69
Sono meno a sinistra ma più liberale di te :)
Economic Left/Right: -4.62
Social Libertarian/Authoritarian: -5.69
http://www.politicalcompass.org/facebook/pcgraphpng.php?ec=-4.62&soc=-5.69
io lo feci e risultai centro perfetto :)
indeciso cronico
indeciso cronico
che figura barbina alfano.
"La manovra non è fatta di tasse"
no, infatti, è prevalentemente di tasse.
Il grafico mostra l'effetto della manovra finanziaria in termini di pressione fiscale ed entrate in percentuale sul PIL
La pressione fiscale arriverà al 44,5 per cento, due punti in più rispetto a prima della manovra. La quota delle entrate (tributarie e non) sul prodotto interno lordo è destinata ad arrivare al 48,7 per cento.
Insomma un euro ogni due generati in Italia andrà all’erario.
lavoce
"La manovra non è fatta di tasse"
no, infatti, è prevalentemente di tasse.
Il grafico mostra l'effetto della manovra finanziaria in termini di pressione fiscale ed entrate in percentuale sul PIL
La pressione fiscale arriverà al 44,5 per cento, due punti in più rispetto a prima della manovra. La quota delle entrate (tributarie e non) sul prodotto interno lordo è destinata ad arrivare al 48,7 per cento.
Insomma un euro ogni due generati in Italia andrà all’erario.
lavoce
non c'è stato solo Berlusconi negli ultimi 20 anni, mi sembra
vero, 16.
vero, 16.
Dalla manovra è sparito il taglia incarichi per i parlamentari, che potranno continuare ad essere eletti anche negli enti locali. Esultano in 110
La manovra economica aggiuntiva presentata dal Governo prometteva di mettere mano ai privilegi dei politici e al tempo stesso di meglio organizzare i livelli istituzionali.
Fra i diversi provvedimenti, c’era spazio anche per la revisione delle incompatibilità con la carica di parlamentare.
L’articolo 13, comma 3 recitava perentorio:
“La carica di parlamentare è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica elettiva. Tale incompatibilità si applica a decorrere dalla prima legislatura successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto.”
Sarà preso un colpo agli oltre 110 parlamentari che hanno anche incarichi negli enti locali, fra i quali figurano ben 14 presidenti di provincia. Considerando anche, come quasi tutti appartangano alla maggioranza, la loro richiesta di correre ai ripari non poteva rimanere inascoltata.
L’articolo 13, comma 3 approvato dal Senato diventa:
“Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, e successive modificazioni, le cariche di deputato e di senatore, nonché le cariche di governo di cui all’articolo 1, comma 2, della citata legge n. 215 del 2004, sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 62 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano a decorrere dalla data di indizione delle elezioni relative alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. A decorrere dalla data di indizione delle relative elezioni successive alla data di entrata in vigore del presente decreto, le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano, altresì, alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all’Italia, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni. Resta fermo in ogni caso il divieto di cumulo con ogni altro emolumento; fino al momento dell’esercizio dell’opzione, non spetta alcun trattamento per la carica sopraggiunta.”
In altre parole, la situazione rimane esattamente quella attuale. Il parlamentare può essere contemporaneamente anche consigliere o assessore al comune o alla provincia (meno male che la costituzione gli preclude le regioni!).
Le incompatibilità riguardano solo le cariche monocratiche, quindi sindaco o presidente di provincia, ma solo nel caso in cui il politico sia già parlamentare.
Pertanto, un sindaco o presidente di provincia può essere eletto anche in parlamento.
In questo modo, tutti i 110 parlamentari con doppi o più incarichi hanno salvato tutte le loro poltrone.
Ora, il provvedimento è all’esame della Camera e pertanto tecnicamente ci sarebbe modo di intervenire per ripristinare le incompatibilità previste dal testo originario. Ciò, però, vorrebbe dire rimandare al Senato l’intera manovra economica aggiuntiva e ritardarne i tempi di approvazione. Con la crisi economica e dei mercati e l’Unione Europea che spingono l’Italia a far presto, sembra proprio che i collezionisti di poltrone siano salvi.
openpolis
La manovra economica aggiuntiva presentata dal Governo prometteva di mettere mano ai privilegi dei politici e al tempo stesso di meglio organizzare i livelli istituzionali.
Fra i diversi provvedimenti, c’era spazio anche per la revisione delle incompatibilità con la carica di parlamentare.
L’articolo 13, comma 3 recitava perentorio:
“La carica di parlamentare è incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica elettiva. Tale incompatibilità si applica a decorrere dalla prima legislatura successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto.”
Sarà preso un colpo agli oltre 110 parlamentari che hanno anche incarichi negli enti locali, fra i quali figurano ben 14 presidenti di provincia. Considerando anche, come quasi tutti appartangano alla maggioranza, la loro richiesta di correre ai ripari non poteva rimanere inascoltata.
L’articolo 13, comma 3 approvato dal Senato diventa:
“Fermo restando quanto previsto dalla legge 20 luglio 2004, n. 215, e successive modificazioni, le cariche di deputato e di senatore, nonché le cariche di governo di cui all’articolo 1, comma 2, della citata legge n. 215 del 2004, sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti, fermo restando quanto previsto dall’articolo 62 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano a decorrere dalla data di indizione delle elezioni relative alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto. A decorrere dalla data di indizione delle relative elezioni successive alla data di entrata in vigore del presente decreto, le incompatibilità di cui al primo periodo si applicano, altresì, alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all’Italia, fermo restando quanto previsto dall’articolo 6, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto, della legge 24 gennaio 1979, n. 18, e successive modificazioni. Resta fermo in ogni caso il divieto di cumulo con ogni altro emolumento; fino al momento dell’esercizio dell’opzione, non spetta alcun trattamento per la carica sopraggiunta.”
In altre parole, la situazione rimane esattamente quella attuale. Il parlamentare può essere contemporaneamente anche consigliere o assessore al comune o alla provincia (meno male che la costituzione gli preclude le regioni!).
Le incompatibilità riguardano solo le cariche monocratiche, quindi sindaco o presidente di provincia, ma solo nel caso in cui il politico sia già parlamentare.
Pertanto, un sindaco o presidente di provincia può essere eletto anche in parlamento.
In questo modo, tutti i 110 parlamentari con doppi o più incarichi hanno salvato tutte le loro poltrone.
Ora, il provvedimento è all’esame della Camera e pertanto tecnicamente ci sarebbe modo di intervenire per ripristinare le incompatibilità previste dal testo originario. Ciò, però, vorrebbe dire rimandare al Senato l’intera manovra economica aggiuntiva e ritardarne i tempi di approvazione. Con la crisi economica e dei mercati e l’Unione Europea che spingono l’Italia a far presto, sembra proprio che i collezionisti di poltrone siano salvi.
openpolis
se rinasco faccio il pappone.
poi mi trasferisco a sofia e aspetto che un tizio mi paghi il soggiorno all'estero
poi mi trasferisco a sofia e aspetto che un tizio mi paghi il soggiorno all'estero
Ottima scelta Sofia! Però consiglio il mare bulgaro dove le gnocche fanno paura!
Volevano «in modo non equivoco a indurre Manuela Arcuri a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi prospettandole la possibilità di un persona interessamento di quest'ultimo (sollecitato viepiù dalla stessa Arcuri) per consentire la partecipazione del fratello ad una trasmissione televisiva, non riuscendo a portare a termine il loro proposito per ragioni indipendenti dalla loro volontà». In un altro passaggio dell'avviso conclusioni indagini della procura di Bari si legge che Tarantini avrebbe compiuto «atti idonei diretti in modo non equivoco a indurre Arcuri Manuela a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che lo stesso l'avrebbe favorito per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto dalla stessa».
Questo e molto altro nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari del filone escort al presidente del Consiglio dei pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia. Gli indagati sono Gianpaolo e Claudio Tarantini, Sabina Began, Salvatore Castellaneta, Pierluigi Faraone, Letizia Filippi, Francesca Lana e Massimiliano Verdoscia. Nei confronti di tutti sono ipotizzati i reati di associazione per delinquere, violazione della legge sul favoreggiamento della prostituzione (legge Merlin).
Le ragazze inviate alle serate del premier sono: Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D'Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).
non c'è che dire,la politica va proprio a puttane!!!
(edited)
Questo e molto altro nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari del filone escort al presidente del Consiglio dei pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia. Gli indagati sono Gianpaolo e Claudio Tarantini, Sabina Began, Salvatore Castellaneta, Pierluigi Faraone, Letizia Filippi, Francesca Lana e Massimiliano Verdoscia. Nei confronti di tutti sono ipotizzati i reati di associazione per delinquere, violazione della legge sul favoreggiamento della prostituzione (legge Merlin).
Le ragazze inviate alle serate del premier sono: Maria Teresa De Nicolò, detta Terry (palazzo Grazioli), Carolina Marconi, Daniela Lungoci (villa San Martino), Francesca Lana, Hawa Kardiatau, Karen Buchanan (palazzo Grazioli), Camille Charao Cordeiro (Palazzo Grazioli), Barbara Montereale (villa Certosa), Sara Tommasi, Sebbar Fadoua (Palazzo Grazioli), Chiara Guicciardi (palazzo Grazioli), Vanessa di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro (palazzo Grazioli), Maria Josefa De Brito Ramos (palazzo Grazioli), Grazia Capone (Arcore e villa San Martino), Luciana de Freitas Francioli (Arcore), Michaela Pribisova, Maria Ester Garcia Polanco (centro Messeguè di Melezzole), Mariasole Caci (Arcore), Ioana Visan, Barbara Guerra, Patrizia D'Addario (palazzo Grazioli), Sara Tommasi, Lucia Rossini (palazzo Grazioli).
non c'è che dire,la politica va proprio a puttane!!!
(edited)