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Subject: [POLITICA]
sono in completo disaccordo.
E' vero che non c'è un diretto contenuto politico in tali "temi", ma la cosa che a mio parere ti sfugge è che la politica è diventata questa!
Non mi sfugge per niente, tant'è che chiedo una disintossicazione da tutto ciò (e la frase in grassetto mi fa ribadire con forza questa necessità, ormai arrivata al livello di "smisurata preghiera"). Il mio punto è che la politica non è e non deve essere questo.
Con la premessa che è proprio la c.d. "sinistra radical chic" ad aver introdotto a suo tempo questa attenzione a quel che un politico fa fuori dalle sedi dlla politica (dice niente "il personale è politico"?), si esce dalla rivoluzione (che è una involuzione, se si dà il giusto verso al movimento in atto) "portata avanti da B e dalle sue cosche" nel momento in cui si rompe questa sfrenata personalizzazione della politica (con tutto il suo codazzo: liderismo, culto della personalità, proliferazione dei peones, trasformazione dei dibattiti politici in "Urlatori del dr. Terrorincubostein" e via degradando) scindendo la catena leader/partito e mettendo il fuoco su tutti gli esecutori di un sistema politico (che è parlamentare/consiliare) e soprattutto sui programmi che propongono e sostengono, sulle idee che li ispirano e sulla capacità di esecuzione dei suddetti. Anche tenendo in giusto conto la nuova frontiera del web.
a mio parere ti sfuge che la storia va avanti lo stesso che per noi sia progresso o "involuzione"..
lo schema politico è cambiato, e non solo in Italia, noi certo non ci facciamo pregare per prendere tutti i difetti della situazione attuale e lasciare tutti i pregi..
I motivi per cui sono cambiati i mezzi e i contenuti del dibattito politico non sono contingenti, ma strutturali. E' cambiato il potere e la sua struttura (in parte) dalla fine della II guerra mondiale alla fine della guerra fredda, e da questo momento in poi il mondo ha completamente rivoluzionato le strutture con le quali vengono generate, diffuse e controllate le idee.
Così come fingere di abitare ancora in una società di livello nazionale non servirà a difenderci dal fatto che oramai a livello nazionale decidiamo solo il colore delle divise dei militari e poco altro..
..così fingere che la politica non si sia completamente assuefatta ed aderita ai metodi di comunicazione massmediatici di costume non ci preserverà dal fatto che le elezioni così si vincono e le agende politiche si dettano così.
Insomma non è detto che tutti gli ingredienti che hai elencato (liderismo, culto della personalità, proliferazione dei peones, trasformazione dei dibattiti politici in "Urlatori del dr. Terrorincubostein" e via degradando) siano necessari nel futuro, ma tutti ci dicono qualcosa di chiaro, non di soli contenuti vive la politica!
Quali le conclusioni da trarre?
La parte irrazionale ed emotiva dell'elettore va nutrita quanto quella razionale?
Si deve credere al fatto che in realtà questa sia una deriva e un inquinamento della democrazia da combattere e basta..? Oppure c'è altro? C'è del buono? Potrebbe forse cadere un'altra illusione della democrazia e riportarci a costruirne una nuova su basi più solide, dato che meno di 50 anni sono bastati a svuotare completamente di contenuto praticamente tutte le democrazie del mondo..
lo schema politico è cambiato, e non solo in Italia, noi certo non ci facciamo pregare per prendere tutti i difetti della situazione attuale e lasciare tutti i pregi..
I motivi per cui sono cambiati i mezzi e i contenuti del dibattito politico non sono contingenti, ma strutturali. E' cambiato il potere e la sua struttura (in parte) dalla fine della II guerra mondiale alla fine della guerra fredda, e da questo momento in poi il mondo ha completamente rivoluzionato le strutture con le quali vengono generate, diffuse e controllate le idee.
Così come fingere di abitare ancora in una società di livello nazionale non servirà a difenderci dal fatto che oramai a livello nazionale decidiamo solo il colore delle divise dei militari e poco altro..
..così fingere che la politica non si sia completamente assuefatta ed aderita ai metodi di comunicazione massmediatici di costume non ci preserverà dal fatto che le elezioni così si vincono e le agende politiche si dettano così.
Insomma non è detto che tutti gli ingredienti che hai elencato (liderismo, culto della personalità, proliferazione dei peones, trasformazione dei dibattiti politici in "Urlatori del dr. Terrorincubostein" e via degradando) siano necessari nel futuro, ma tutti ci dicono qualcosa di chiaro, non di soli contenuti vive la politica!
Quali le conclusioni da trarre?
La parte irrazionale ed emotiva dell'elettore va nutrita quanto quella razionale?
Si deve credere al fatto che in realtà questa sia una deriva e un inquinamento della democrazia da combattere e basta..? Oppure c'è altro? C'è del buono? Potrebbe forse cadere un'altra illusione della democrazia e riportarci a costruirne una nuova su basi più solide, dato che meno di 50 anni sono bastati a svuotare completamente di contenuto praticamente tutte le democrazie del mondo..
La storia va avanti, ma noi ci siamo dentro. La cavalchiamo, per quanto possibile, e possiamo usare le forze a nostra disposizione per favorire certe soluzioni rispetto ad altre.
E se ci troviamo davanti contingenze strutturali, possiamo comunque adattare la nostra strategia per uscirne, o per aggiungere altre strutture uguali e contrarie.
Si dice così, si fa così, non c'è rimedio: sono parole e concetti che difficilmente mi convincono. Non si tratta di fingere l'inesistenza, ma di "accettare la sfida" e cercare nuove strade: se da una parte sembra esserci una telecrazia globale formidabile, dall'altra si diffondono sottotraccia nuove pratiche, nuove idee, nuovi convincimenti. Che talvolta sono talmente nuove da essere vecchie, preistoriche. La ruota della storia gira, fate il vostro gioco.
(edited)
E se ci troviamo davanti contingenze strutturali, possiamo comunque adattare la nostra strategia per uscirne, o per aggiungere altre strutture uguali e contrarie.
Si dice così, si fa così, non c'è rimedio: sono parole e concetti che difficilmente mi convincono. Non si tratta di fingere l'inesistenza, ma di "accettare la sfida" e cercare nuove strade: se da una parte sembra esserci una telecrazia globale formidabile, dall'altra si diffondono sottotraccia nuove pratiche, nuove idee, nuovi convincimenti. Che talvolta sono talmente nuove da essere vecchie, preistoriche. La ruota della storia gira, fate il vostro gioco.
(edited)
Non si tratta di fingere l'inesistenza, ma di "accettare la sfida" e cercare nuove strade
Ma vedi è proprio quello che dico io.
Solo che dobbiamo accettare la sfida che c'è, non pretendere di riavere quella che vorremmo noi!
Cmq alla fine io penso che concordiamo su parecchie cose, solo che a mio parere dobbiamo convincerci a combattere sul terreno della comunicazione considerandolo la stessa cosa della politica, altrimenti finiremo sconfitti!
Ma vedi è proprio quello che dico io.
Solo che dobbiamo accettare la sfida che c'è, non pretendere di riavere quella che vorremmo noi!
Cmq alla fine io penso che concordiamo su parecchie cose, solo che a mio parere dobbiamo convincerci a combattere sul terreno della comunicazione considerandolo la stessa cosa della politica, altrimenti finiremo sconfitti!
oltra a Paolini anche Marco Mazzoli aveva divulgato la notizia XD
per me quest'uomo è un eroe moderno
forse uno dei primi che ha capito che nella civiltà dell'informazione, l'asimmetria informativa tra rappresentante e rappresentato significa la fine della democrazia!
forse uno dei primi che ha capito che nella civiltà dell'informazione, l'asimmetria informativa tra rappresentante e rappresentato significa la fine della democrazia!
tutti dicono che non siamo fatti per gli intrighi e le insabbiature, che a confronto UK, USA, Giappone noi siamo delle pippe
se uscissero tutte le storielle nascosta negli anni passati e presenti ci sarebbe da divertirsi...spero trovino tutto il necessario per arrivare ad una svolta in questo paese marcio
se uscissero tutte le storielle nascosta negli anni passati e presenti ci sarebbe da divertirsi...spero trovino tutto il necessario per arrivare ad una svolta in questo paese marcio
IL VATICANO NON PAGA ICI, IRPEF, IRES, IMU, TASSE IMMOBILIARI E DOGANALI, MA NEANCHE GAS, ACQUA E FOGNE. E' TUTTO A CARICO DEI CONTRIBUENTI ITALIANI. Possiede quasi il 30% del patrimonio immobiliare Italiano e con l'8 per mille toglie quasi 1 Miliardo di Euro all'anno all'Italia. Tassare la Chiesa e i suoi possedimenti in Italia é giusto per gli Italiani. SE CONDIVIDI COPIA E INCOLLA SULLA TUA BACHECA
Sei completamente OT
@capt_yossarian: Lascia che sia lo staff a prendere le decisioni che gli competono. Quando pensi che un intervento sia OT o in qualsiasi modo contrario al regolamento, segnalalo attraverso l'apposito form
@capt_yossarian: Lascia che sia lo staff a prendere le decisioni che gli competono. Quando pensi che un intervento sia OT o in qualsiasi modo contrario al regolamento, segnalalo attraverso l'apposito form
Non sono lombardi, no, sono padani
La Lega, confusa e infelice, ci riprova. Il limite della residenza passa da cinque a quindici anni, per accedere alle graduatorie dei servizi essenziali. Il criterio varrà anche per i bambini e per la scuola, perché la residenza in quel caso non è la loro, ma quella dei genitori.
La crisi invita a chiudersi ancora un po'. A discriminare quelli che vengono da Timbuctu o dai Balcani, ma anche quelli che provengono da Piacenza o da Novara. Se non sei stato in Lombardia per quindici anni, ti arrangi. E non importa che la Lombardia sia, da sempre, il luogo dell'incontro, dello scambio, del commercio e della realizzazione di sé. Della ricchezza che cresce, grazie ai cervelli e le braccia di tutti quelli che ci sono arrivati, da sempre e da lontano. Cervelli e braccia che in tempi di crisi valgono meno e si possono maltrattare, con il consenso di tutti.
Ai leghisti questa idea della residenza piace parecchio: loro la regione la concepiscono così, con il divieto di accesso ai non residenti. Come una ztl. La introdussero per le case, per l'abbonamento dei tram, alcuni ci provarono anche per limitare ai residenti i servizi socio-assistenziali.
Perché loro no, non sono lombardi. Loro sono padani. Un'altra specie di amministratori. Un'altra idea della politica.
Hai studiato all'università a Milano, hai conosciuto una ragazza e hai messo su una famiglia e comprato una casa? Quando avrai quarant'anni, sarai lombardo a tutti gli effetti. Prima ti tocca aspettare.
Hai attraversato il mare per lavorare in un cantiere o in una fabbrica, la notte? Quindici anni e puoi potrai fare richiesta per una casa o per la scuola dei tuoi figli.
L'idea non è nemmeno lombarda, ma veneta. E se ne parla anche in Friuli. Chissà se si inventeranno un lasciapassare per il Lombardo-Veneto, questi amministratori lontani dalla Costituzione, perché se uno è lombardo e si trasferisce a Udine (o viceversa), sono guai grossi. Gli tocca aspettare.
civati
La Lega, confusa e infelice, ci riprova. Il limite della residenza passa da cinque a quindici anni, per accedere alle graduatorie dei servizi essenziali. Il criterio varrà anche per i bambini e per la scuola, perché la residenza in quel caso non è la loro, ma quella dei genitori.
La crisi invita a chiudersi ancora un po'. A discriminare quelli che vengono da Timbuctu o dai Balcani, ma anche quelli che provengono da Piacenza o da Novara. Se non sei stato in Lombardia per quindici anni, ti arrangi. E non importa che la Lombardia sia, da sempre, il luogo dell'incontro, dello scambio, del commercio e della realizzazione di sé. Della ricchezza che cresce, grazie ai cervelli e le braccia di tutti quelli che ci sono arrivati, da sempre e da lontano. Cervelli e braccia che in tempi di crisi valgono meno e si possono maltrattare, con il consenso di tutti.
Ai leghisti questa idea della residenza piace parecchio: loro la regione la concepiscono così, con il divieto di accesso ai non residenti. Come una ztl. La introdussero per le case, per l'abbonamento dei tram, alcuni ci provarono anche per limitare ai residenti i servizi socio-assistenziali.
Perché loro no, non sono lombardi. Loro sono padani. Un'altra specie di amministratori. Un'altra idea della politica.
Hai studiato all'università a Milano, hai conosciuto una ragazza e hai messo su una famiglia e comprato una casa? Quando avrai quarant'anni, sarai lombardo a tutti gli effetti. Prima ti tocca aspettare.
Hai attraversato il mare per lavorare in un cantiere o in una fabbrica, la notte? Quindici anni e puoi potrai fare richiesta per una casa o per la scuola dei tuoi figli.
L'idea non è nemmeno lombarda, ma veneta. E se ne parla anche in Friuli. Chissà se si inventeranno un lasciapassare per il Lombardo-Veneto, questi amministratori lontani dalla Costituzione, perché se uno è lombardo e si trasferisce a Udine (o viceversa), sono guai grossi. Gli tocca aspettare.
civati
«Altro che sorella acqua, mi auguro che troveremo il modo per rimettere in discussione il referendum». Così parlò ieri Maurizio Sacconi a un convegno del Centro studi di Confindustria. Un “coming out” assai improvvido, a soli tre mesi dal referendum con cui 27 milioni di italiani si sono chiaramente espressi per l’acqua pubblica. Ma il ministro si deve essere sentito autorizzato, in qualche modo, dalla crisi a travolgere i fastidiosi laccioli del voto popolare. E infatti le sue parole sono arrivate pochi minuti dopo un summit con industriali e banchieri, insieme a Giulio Tremonti, tutto dedicato alle misure per far ripartire la crescita e alle liberalizzazioni.
Giusto così!
Praticamente tutte le misure sociali della regione vanno ad aiutare gli extracomunitari. E le bricciole che restano se le prendono i meridionali. E io cosa le pago a fare le tasse?
Praticamente tutte le misure sociali della regione vanno ad aiutare gli extracomunitari. E le bricciole che restano se le prendono i meridionali. E io cosa le pago a fare le tasse?
GLI ITALIANI INVECE SONO FAMOSI X PAGARE LE TASSE :)