Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
Meno parlamentari ci sono e piú é facile metterseli in tasca.
Secondo me non é il numero che va ridotto ma quanto guadagnano che dovrebbe essere allineato agli altri paesi UE.
Senza prendere le difese del parlamento attuale mi sento di dire che la casta é un'altra, se ne sta molto piú acquattata e sta cercando di cavalcare l'onda dello scontento per indebolire l'unica istituzione che le puó tagliare le dita.
Ridurre il numero dei parlamentari era anche tra i target della P2.
Ieri c'era sul corriere la storia di un amministratore di una partecipata che si é assegnato una pensione da quasi 50000 euri al mese che poi la corte dei conti ha riconosciuto legittima. Probabilmente é solo la punta dell'eisberg. La vera casta é quella.
Secondo me non é il numero che va ridotto ma quanto guadagnano che dovrebbe essere allineato agli altri paesi UE.
Senza prendere le difese del parlamento attuale mi sento di dire che la casta é un'altra, se ne sta molto piú acquattata e sta cercando di cavalcare l'onda dello scontento per indebolire l'unica istituzione che le puó tagliare le dita.
Ridurre il numero dei parlamentari era anche tra i target della P2.
Ieri c'era sul corriere la storia di un amministratore di una partecipata che si é assegnato una pensione da quasi 50000 euri al mese che poi la corte dei conti ha riconosciuto legittima. Probabilmente é solo la punta dell'eisberg. La vera casta é quella.
purtroppo non ho trovato l'articolo originale presente su Internazionale, comunque la storia merita di essere letta.
Il Pulitzer clandestino
È nato nelle Filippine ed è arrivato negli Stati Uniti quando aveva 12 anni.
Ha studiato l’inglese, è andato all’università, ha imparato a fare il giornalista e ha vinto il Pulitzer al Washington Post. Con questo articolo ha deciso di rivelare a tutti il suo segreto: è sempre stato un immigrato irregolare.
l'articolo su lettera43
Il Pulitzer clandestino
È nato nelle Filippine ed è arrivato negli Stati Uniti quando aveva 12 anni.
Ha studiato l’inglese, è andato all’università, ha imparato a fare il giornalista e ha vinto il Pulitzer al Washington Post. Con questo articolo ha deciso di rivelare a tutti il suo segreto: è sempre stato un immigrato irregolare.
l'articolo su lettera43
una piccola parentesi reguardo l'irregolarità: a volte ho l'impressione che ti spingono ad essere irregolare. per rinnovare, o peggio ancora, ricevere il permesso di soggiorno c'è un iter nel quale diverse volte mi ci son persa pure io, che un minimo di italiano lo parlo, sto qui da diversi anni, ho già un permesso, non ho figli a carico etc. le famiglie o gli operai che arrivano qui per ricominciare da zero e si mettono a fare il primo lavoro che capita per crearsi una realtà diversa da quella del loro paese d'origine (i lavori che tra l'altro gli italiani non vogliono fare) non so come caspita fanno! così un giorno si svegliano scoprendo che sono già irregolari, perchè in tutto il casino di pratiche che hanno fatto c'è stata qualche scadenza non rispettata.
(edited)
(edited)
la cosa non per niente casuale, nè frutto di inefficienza, ma è l'obiettivo di un preciso progetto politico.
Se ci fossero norme chiare e procedure snelle ed efficienti poi certi populismi verrebbero un po' meno bene..
Se ci fossero norme chiare e procedure snelle ed efficienti poi certi populismi verrebbero un po' meno bene..
Meno parlamentari ci sono e piú é facile metterseli in tasca.
Secondo me non é il numero che va ridotto ma quanto guadagnano che dovrebbe essere allineato agli altri paesi UE.
Senza prendere le difese del parlamento attuale mi sento di dire che la casta é un'altra, se ne sta molto piú acquattata e sta cercando di cavalcare l'onda dello scontento per indebolire l'unica istituzione che le puó tagliare le dita.
Ridurre il numero dei parlamentari era anche tra i target della P2.
Ieri c'era sul corriere la storia di un amministratore di una partecipata che si é assegnato una pensione da quasi 50000 euri al mese che poi la corte dei conti ha riconosciuto legittima. Probabilmente é solo la punta dell'eisberg. La vera casta é quella.
Quoto tutto. Ogni volta che sento "Tagliamo i parlamentari" come se fosse la soluzione al problema imprescindibile di questo paese rabbrividisco.
Secondo me non é il numero che va ridotto ma quanto guadagnano che dovrebbe essere allineato agli altri paesi UE.
Senza prendere le difese del parlamento attuale mi sento di dire che la casta é un'altra, se ne sta molto piú acquattata e sta cercando di cavalcare l'onda dello scontento per indebolire l'unica istituzione che le puó tagliare le dita.
Ridurre il numero dei parlamentari era anche tra i target della P2.
Ieri c'era sul corriere la storia di un amministratore di una partecipata che si é assegnato una pensione da quasi 50000 euri al mese che poi la corte dei conti ha riconosciuto legittima. Probabilmente é solo la punta dell'eisberg. La vera casta é quella.
Quoto tutto. Ogni volta che sento "Tagliamo i parlamentari" come se fosse la soluzione al problema imprescindibile di questo paese rabbrividisco.
riempire il parlamento di persone senza elettori, senza credibilità e senza alcuna morale è stato un passo voluto verso la realizzazione di un altro punto del "piano di rinascita democratica",
non è casuale avere ministri come la Carfagna o parlamentari così insignificanti:
-votano tutto senza capacità critica (la rielezione non dipende dagli elettori che rappresentano ma dal loro capolista!)
-delegittimano il parlamento, rendendo più semplice il populismo del "ghe pensi mì", e rafforzano quindi l'idea della necessità di un governo forte.
-si rendono invisi al popolo per i soldi presi a fronte dell'utilità che hanno, in modo da spingere a derive stupidamente demagogiche di antipolitica
insomma quoto anche io joe_condor!
non è casuale avere ministri come la Carfagna o parlamentari così insignificanti:
-votano tutto senza capacità critica (la rielezione non dipende dagli elettori che rappresentano ma dal loro capolista!)
-delegittimano il parlamento, rendendo più semplice il populismo del "ghe pensi mì", e rafforzano quindi l'idea della necessità di un governo forte.
-si rendono invisi al popolo per i soldi presi a fronte dell'utilità che hanno, in modo da spingere a derive stupidamente demagogiche di antipolitica
insomma quoto anche io joe_condor!
Stellette e divisa
La Difesa della Casta
Tre milioni e mezzo di euro all'anno per la pulizia di 44 alloggi, 409mila euro per le indennità speciali. E poi pensioni d'oro, sconti e benefit: tutti gli sprechi delle Forze Armate
Per tutti c’è la certezza di andare in pensione con il 50 per cento di soldi in più rispetto agli altri dipendenti pubblici. E a fine carriera, cinque anni a pensione praticamente raddoppiata solo perché esiste la (remota) possibilità di essere richiamati in servizio. Per 44 generali c’è un appartamento di rappresentanza che può arrivare a 600 metri quadri per cui lo Stato paga tutto, anche le pulizie. E per sei di loro c’è anche una “speciale indennità pensionabile” che si traduce in 409.349 euro l’anno a testa e che si somma alla pensione ordinaria. Ecco quanto costa lo spirito di sacrificio delle forze armate italiane. Qui non parliamo dei 41 soldati italiani mai rientrati dall’Afghanistan, né dei carabinieri che si ritrovano a pattugliare le strade con auto vecchie e senza benzina. Parliamo di quella stretta cerchia di militari italiani che alle missioni all’estero preferisce un soggiorno tra le cime di Dobbiaco a 30 euro a notte in alta stagione.
Casa pulita, all inclusive
Prendiamo i 44 generali e ammiragli delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) che hanno diritto all’alloggio di servizio e rappresentanza, il cosiddetto ASIR. “Questi alloggi – rilevava già nel 2006 la senatrice di Sinistra democratica Silvana Pisa – sono idealmente suddivisi in un’area di rappresentanza, i cui costi di gestione e mantenimento stanno a carico dell’amministrazione della difesa, e in un’area per così dire privata affidata alla gestione dell’alto ufficiale al quale l’alloggio è stato temporaneamente assegnato”. Nulla da eccepire se non che “tra le spese a carico dell’amministrazione vi sono naturalmente anche quelle quotidiane di pulizia dei locali degli alloggi, di rifacimento letti”. Di che si tratti, lo spiega bene l’ultimo capitolato di gara disponibile: “Spazzatura e lavatura dei pavimenti delle camere, corridoi, scale, ballatoi, con idonei prodotti disinfettanti; spazzatura e lavatura dei bagni comprese le relative pareti piastrellate, (…) spolveratura di tutti i mobili; battitura di cuscini e divani; pulizia e battitura degli scendiletto e pulizia di tappeti e moquette con idoneo aspirapolvere e/o battitappeto; (…) spolveratura e lucidatura di argenteria, oggetti in rame ed ottone; battitura dei tappeti e delle guide; ceratura dei pavimenti in parquet con prodotti specifici; pulizia, esterna ed interna, con aspirapolvere dei mobiletti porta condizionatori; spolveratura e pulizia con prodotti specifici dei lampadari; lavaggio e lucidatura con idonei prodotti di tutta la posateria in alpacca argentata/argento, (…) lavaggio delle tende, con esclusione delle mantovane e sopratende”. Il tutto alla modica cifra di 76.260 euro ogni anno per pulire un solo appartamento (fa 3 milioni e mezzo per tutti e 44).
Pensioni e indennità speciale
La pensione media per chi ha lavorato nel comparto militare è di 32 mila euro l’anno: quella dei dipendenti dei ministeri “civili” si aggira invece sui 20 mila euro. Oltre alla pensione ordinaria, al Capo di Stato maggiore della Difesa, ai tre Capi di Stato maggiore delle Forze Armate, al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e al Segretario generale della Difesa spetta una “speciale indennità pensionabile”: 409 mila 349 euro l’anno, che moltiplicati per sei sfiorano i due milioni e mezzo di euro annui.
L’ausiliaria
Dopo la pensione, per cinque anni, ufficiali e sottufficiali restano a disposizione della Difesa: per esempio, capita che in un lustro, per un paio di giorni vengano richiamati per partecipare a qualche commissione di concorso. Ecco, l’ausiliaria, il disturbo per intenderci, nel 2011 pesa 326 milioni di euro. Senza contare quanto vale in aumento del costo delle pensioni, ricalcolate alla fine dei 5 anni con l’anzianità maturata in più.
Terme e vacanze
Villa Irma, a Dobbiaco, era un albergo: oggi è considerata un Centro di addestramento alla sopravvivenza in montagna. Eppure, sempre albergo è: con 30 euro a persona, militari e famiglia possono soggiornare tra le cime delle Alpi. Nel Mar Ligure, all’isola Palmaria bastano 22,22 euro (le tariffe sono del 2005), al Terminillo 28, mentre “trascorrere periodi di riposo e di recupero psico-fisico” ad Alghero costa 27 euro per notte. Anche qui la domanda è semplice: perché devono essere colonnelli (con quello che costano) a gestire strutture del genere?
Le spese per il personale costituiscono il 65 per cento dei costi per la Difesa. Se al totale aggiungiamo le uscite non contemplate dal bilancio “ufficiale” (per esempio le pensioni) si superano i 23 miliardi di euro l’anno: l’1,44 per cento del Pil nazionale dicono i dati Nato, molto più dello 0,8 raccontato dalla “vulgata” governativa. E mentre in Gran Bretagna il governo Cameron, tra le proteste dei generali, “rottama” 200 mezzi corazzati e 100 caccia F35, noi “abbiamo ancora centinaia di carri armati come se domani dovessimo affrontare i carri sovietici sulla soglia di Gorizia”, dice Toni De Marchi, giornalista a lungo consulente parlamentare in commissione Difesa. “Ma le scelte di politica militare dell’Italia sono molto spesso dettate dalla naturale tendenza di un corpo burocratico di perpetuare se stesso e i propri privilegi: preparandosi a una guerra che non si farà mai, si difende un potere che non esiste più”.
La Difesa della Casta
Tre milioni e mezzo di euro all'anno per la pulizia di 44 alloggi, 409mila euro per le indennità speciali. E poi pensioni d'oro, sconti e benefit: tutti gli sprechi delle Forze Armate
Per tutti c’è la certezza di andare in pensione con il 50 per cento di soldi in più rispetto agli altri dipendenti pubblici. E a fine carriera, cinque anni a pensione praticamente raddoppiata solo perché esiste la (remota) possibilità di essere richiamati in servizio. Per 44 generali c’è un appartamento di rappresentanza che può arrivare a 600 metri quadri per cui lo Stato paga tutto, anche le pulizie. E per sei di loro c’è anche una “speciale indennità pensionabile” che si traduce in 409.349 euro l’anno a testa e che si somma alla pensione ordinaria. Ecco quanto costa lo spirito di sacrificio delle forze armate italiane. Qui non parliamo dei 41 soldati italiani mai rientrati dall’Afghanistan, né dei carabinieri che si ritrovano a pattugliare le strade con auto vecchie e senza benzina. Parliamo di quella stretta cerchia di militari italiani che alle missioni all’estero preferisce un soggiorno tra le cime di Dobbiaco a 30 euro a notte in alta stagione.
Casa pulita, all inclusive
Prendiamo i 44 generali e ammiragli delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) che hanno diritto all’alloggio di servizio e rappresentanza, il cosiddetto ASIR. “Questi alloggi – rilevava già nel 2006 la senatrice di Sinistra democratica Silvana Pisa – sono idealmente suddivisi in un’area di rappresentanza, i cui costi di gestione e mantenimento stanno a carico dell’amministrazione della difesa, e in un’area per così dire privata affidata alla gestione dell’alto ufficiale al quale l’alloggio è stato temporaneamente assegnato”. Nulla da eccepire se non che “tra le spese a carico dell’amministrazione vi sono naturalmente anche quelle quotidiane di pulizia dei locali degli alloggi, di rifacimento letti”. Di che si tratti, lo spiega bene l’ultimo capitolato di gara disponibile: “Spazzatura e lavatura dei pavimenti delle camere, corridoi, scale, ballatoi, con idonei prodotti disinfettanti; spazzatura e lavatura dei bagni comprese le relative pareti piastrellate, (…) spolveratura di tutti i mobili; battitura di cuscini e divani; pulizia e battitura degli scendiletto e pulizia di tappeti e moquette con idoneo aspirapolvere e/o battitappeto; (…) spolveratura e lucidatura di argenteria, oggetti in rame ed ottone; battitura dei tappeti e delle guide; ceratura dei pavimenti in parquet con prodotti specifici; pulizia, esterna ed interna, con aspirapolvere dei mobiletti porta condizionatori; spolveratura e pulizia con prodotti specifici dei lampadari; lavaggio e lucidatura con idonei prodotti di tutta la posateria in alpacca argentata/argento, (…) lavaggio delle tende, con esclusione delle mantovane e sopratende”. Il tutto alla modica cifra di 76.260 euro ogni anno per pulire un solo appartamento (fa 3 milioni e mezzo per tutti e 44).
Pensioni e indennità speciale
La pensione media per chi ha lavorato nel comparto militare è di 32 mila euro l’anno: quella dei dipendenti dei ministeri “civili” si aggira invece sui 20 mila euro. Oltre alla pensione ordinaria, al Capo di Stato maggiore della Difesa, ai tre Capi di Stato maggiore delle Forze Armate, al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e al Segretario generale della Difesa spetta una “speciale indennità pensionabile”: 409 mila 349 euro l’anno, che moltiplicati per sei sfiorano i due milioni e mezzo di euro annui.
L’ausiliaria
Dopo la pensione, per cinque anni, ufficiali e sottufficiali restano a disposizione della Difesa: per esempio, capita che in un lustro, per un paio di giorni vengano richiamati per partecipare a qualche commissione di concorso. Ecco, l’ausiliaria, il disturbo per intenderci, nel 2011 pesa 326 milioni di euro. Senza contare quanto vale in aumento del costo delle pensioni, ricalcolate alla fine dei 5 anni con l’anzianità maturata in più.
Terme e vacanze
Villa Irma, a Dobbiaco, era un albergo: oggi è considerata un Centro di addestramento alla sopravvivenza in montagna. Eppure, sempre albergo è: con 30 euro a persona, militari e famiglia possono soggiornare tra le cime delle Alpi. Nel Mar Ligure, all’isola Palmaria bastano 22,22 euro (le tariffe sono del 2005), al Terminillo 28, mentre “trascorrere periodi di riposo e di recupero psico-fisico” ad Alghero costa 27 euro per notte. Anche qui la domanda è semplice: perché devono essere colonnelli (con quello che costano) a gestire strutture del genere?
Le spese per il personale costituiscono il 65 per cento dei costi per la Difesa. Se al totale aggiungiamo le uscite non contemplate dal bilancio “ufficiale” (per esempio le pensioni) si superano i 23 miliardi di euro l’anno: l’1,44 per cento del Pil nazionale dicono i dati Nato, molto più dello 0,8 raccontato dalla “vulgata” governativa. E mentre in Gran Bretagna il governo Cameron, tra le proteste dei generali, “rottama” 200 mezzi corazzati e 100 caccia F35, noi “abbiamo ancora centinaia di carri armati come se domani dovessimo affrontare i carri sovietici sulla soglia di Gorizia”, dice Toni De Marchi, giornalista a lungo consulente parlamentare in commissione Difesa. “Ma le scelte di politica militare dell’Italia sono molto spesso dettate dalla naturale tendenza di un corpo burocratico di perpetuare se stesso e i propri privilegi: preparandosi a una guerra che non si farà mai, si difende un potere che non esiste più”.
era l'articolo del corriere che racconta i litigi e le marachelle di silvio e dei suoi contro il clan tremonti.
roba da soap opera, se non fosse che hanno in mano un paese in crollo costante...
roba da soap opera, se non fosse che hanno in mano un paese in crollo costante...
Travaglio su Rai3 a Che tempo che fa' (che oggi ha avuto parecchi problemi di trasmissione, almeno nella mia zona, audio e video continuavano a saltare) ha chiuso il suo monologo con questa notizia, agghiacciante.
ROMA, COGLIE FIORI PER LA FIDANZATA: RISCHIA 3 ANNI
mentre, come faceva notare, chi evade e compie altri reati ben più gravi non rischia nemmeno un giorno.
ROMA, COGLIE FIORI PER LA FIDANZATA: RISCHIA 3 ANNI
mentre, come faceva notare, chi evade e compie altri reati ben più gravi non rischia nemmeno un giorno.
è stupido o filo mafioso?
per me è uno dei pochi casi in cui i fenomeni si presentano contemporaneamente
per me è uno dei pochi casi in cui i fenomeni si presentano contemporaneamente