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Subject: [POLITICA]
Non son le dipendenze il problema, è quanto si spende per queste. O pensi realmente che chi spende 4€ per un pacchetto di sigarette al giorno non possa lamentarsi? Per lo meno fa del male solo a se stesso.
Sono proprio le dipende il problema e spigarti il perchè è oltremodo complicato perchè significa spiegarti il potere della pubblicità, degli status symbol, il bisogno d'accettazione e il bisogno del gruppo. Cose che vanno oltre a questo thread.
Quando pinkerton fa i thread scagliandosi contro quelli che su questo forum scrivono fiumi d'inchiostro a campionato ancora da incominciare quando invece l'Italia sta crollando ti fa capire come forti siano queste dipendenze e vadano al di là del pacchetto di sigarette.
la dipendenza si chiama consumismo e ha numerose sfaccettature: anche quella del thread "che cellulare scegliere", o "quale auto".
Basta vedere poi l'ipocrisia della gente che maledice chi sorpassa i limiti di velocità provocando incidenti, fare le condoglianze ai morti però quando scrivono nel thread dell'auto mai consigliano un auto da 150-160 km/h massimi, sempre macchinoni da 200 e più all'ora.
Quelle stesse persone mi hanno preso a pesci in faccia molto tempo fa perchè ho consigliato a una persona un automobile da 160 all'ora invece di una da 210. Poi tutti però a maledire chi supera i limiti.
Tutti a dire "io sono prudente, non supero i limiti"
Però dentro di me la domanda me la faccio sempre "Se non superi i limiti che cazzo te ne fai della macchina da 220 all'ora"?
Come vedi il 90% delle persone è dipendente. Il solo fatto di scrivere "non si puà rinunciare ai divertimenti altrimenti che si vive a fare" ti fa capire come si è schiavi di qualcosa.
Qua non avete ancora capito che o riducete i vostri consumi o voi stessi siete morti.
Sono proprio le dipende il problema e spigarti il perchè è oltremodo complicato perchè significa spiegarti il potere della pubblicità, degli status symbol, il bisogno d'accettazione e il bisogno del gruppo. Cose che vanno oltre a questo thread.
Quando pinkerton fa i thread scagliandosi contro quelli che su questo forum scrivono fiumi d'inchiostro a campionato ancora da incominciare quando invece l'Italia sta crollando ti fa capire come forti siano queste dipendenze e vadano al di là del pacchetto di sigarette.
la dipendenza si chiama consumismo e ha numerose sfaccettature: anche quella del thread "che cellulare scegliere", o "quale auto".
Basta vedere poi l'ipocrisia della gente che maledice chi sorpassa i limiti di velocità provocando incidenti, fare le condoglianze ai morti però quando scrivono nel thread dell'auto mai consigliano un auto da 150-160 km/h massimi, sempre macchinoni da 200 e più all'ora.
Quelle stesse persone mi hanno preso a pesci in faccia molto tempo fa perchè ho consigliato a una persona un automobile da 160 all'ora invece di una da 210. Poi tutti però a maledire chi supera i limiti.
Tutti a dire "io sono prudente, non supero i limiti"
Però dentro di me la domanda me la faccio sempre "Se non superi i limiti che cazzo te ne fai della macchina da 220 all'ora"?
Come vedi il 90% delle persone è dipendente. Il solo fatto di scrivere "non si puà rinunciare ai divertimenti altrimenti che si vive a fare" ti fa capire come si è schiavi di qualcosa.
Qua non avete ancora capito che o riducete i vostri consumi o voi stessi siete morti.
Metti insieme cose differenti. Io mi riferivo ad altri vizi, ben più blandi. Il consumismo so anch'io che è un male, ma quello può esserci in tutte le cose, non per forza in vizi o divertimenti.
Poi non sono da demonizzare gli status symbol propinati dalla tv, bensì il consumismo che porta a volerne sempre di più. A quello mi riferivo con i famosi 4€ del pacchetto di sigarette.
"non si puà rinunciare ai divertimenti altrimenti che si vive a fare" ti fa capire come si è schiavi di qualcosa
no, vuole solo dire che non si può rinunciare a tutto nella vita, anche tu hai detto che preferisci farti una vacanza... Ed è un divertimento "inutile" anche quello.
Poi non sono da demonizzare gli status symbol propinati dalla tv, bensì il consumismo che porta a volerne sempre di più. A quello mi riferivo con i famosi 4€ del pacchetto di sigarette.
"non si puà rinunciare ai divertimenti altrimenti che si vive a fare" ti fa capire come si è schiavi di qualcosa
no, vuole solo dire che non si può rinunciare a tutto nella vita, anche tu hai detto che preferisci farti una vacanza... Ed è un divertimento "inutile" anche quello.
Metti insieme cose differenti. Io mi riferivo ad altri vizi, ben più blandi. Il consumismo so anch'io che è un male, ma quello può esserci in tutte le cose, non per forza in vizi o divertimenti.
Quello c'è in tute le cose: a partire dai marchi agricoli (vino escluso) e chi più ne ha e più ne metta: marchi fatti apposta per poter alzare i prezzi a prodotti poveri come la cipolla rossa di tropea. Sfido chiunque a coltivarla a Genova o negli USA e dimostrarmi che ha un altro sapore.
Il consumismo è poi cellulare ultimo modello, auto da 220 km/h, iphone, ipad, vedi thread sui fessi che facevano la coda a Bologna per l'Apple store.
no, vuole solo dire che non si può rinunciare a tutto nella vita, anche tu hai detto che preferisci farti una vacanza... Ed è un divertimento "inutile" anche quello.
e chi ti ha detto che vado a mettermi in una spiaggia stile batterie di galline che fanno le uova?
Una vacanza culturale non ritengo sia denaro sprecato. La differenza di costo e mantenimento tra un'auto da 160km/h e 220 sicuramente lo è.
Quello c'è in tute le cose: a partire dai marchi agricoli (vino escluso) e chi più ne ha e più ne metta: marchi fatti apposta per poter alzare i prezzi a prodotti poveri come la cipolla rossa di tropea. Sfido chiunque a coltivarla a Genova o negli USA e dimostrarmi che ha un altro sapore.
Il consumismo è poi cellulare ultimo modello, auto da 220 km/h, iphone, ipad, vedi thread sui fessi che facevano la coda a Bologna per l'Apple store.
no, vuole solo dire che non si può rinunciare a tutto nella vita, anche tu hai detto che preferisci farti una vacanza... Ed è un divertimento "inutile" anche quello.
e chi ti ha detto che vado a mettermi in una spiaggia stile batterie di galline che fanno le uova?
Una vacanza culturale non ritengo sia denaro sprecato. La differenza di costo e mantenimento tra un'auto da 160km/h e 220 sicuramente lo è.
Sfido chiunque a coltivarla a Genova o negli USA e dimostrarmi che ha un altro sapore.
eheieh, per quanto quoti tutti i tuoi ultimi interventi devo correggerti su questo punto. il terreno modific tantissimo il sapore degli alimenti. se prendi tre semi dallo stesso frutto e li pianti in tre terreni con caratteristiche diverse avrai tre frutti con sapori diversi. l'ho sperimentato io in africa e credo che te ne possa rendere conto anche tu in paraguay.
i marchi agricoli per me sono importanti per classificare un determinato sapore, poi è normale che se sei in germania e vuoi la cipolla di tropea invece di quella tedesca la paghi di più. personalmente posso solo dire che la mia famiglia ogni anno compra l'uva e si fa fare il vino da un contadino e con 250 euro circa ne escono 150 bottiglie di ottimo vino che non baratterei per nessun Barolo o Chianti da enoteca.
(edited)
eheieh, per quanto quoti tutti i tuoi ultimi interventi devo correggerti su questo punto. il terreno modific tantissimo il sapore degli alimenti. se prendi tre semi dallo stesso frutto e li pianti in tre terreni con caratteristiche diverse avrai tre frutti con sapori diversi. l'ho sperimentato io in africa e credo che te ne possa rendere conto anche tu in paraguay.
i marchi agricoli per me sono importanti per classificare un determinato sapore, poi è normale che se sei in germania e vuoi la cipolla di tropea invece di quella tedesca la paghi di più. personalmente posso solo dire che la mia famiglia ogni anno compra l'uva e si fa fare il vino da un contadino e con 250 euro circa ne escono 150 bottiglie di ottimo vino che non baratterei per nessun Barolo o Chianti da enoteca.
(edited)
se prendi tre semi dallo stesso frutto e li pianti in tre terreni con caratteristiche diverse avrai tre frutti con sapori diversi
fermo restando qualsiasi terreno si può riprodurre...
Io ripeto ti sfido a riconoscermi il latte italiano da quello XY: è impossibile dato che l'alimentazione delle vacche è standardizzata. quindi il latte italiano è uguale a quello di qualsiasi altro prodotto industrialmente.
Per le cipolle poi ti sfido. La frutta è un'altra cosa e non è un solo una questione di terreno ma di sole.
Le banane qui sono più buone perchè maturano sull'albero. Quelle che arrivano li maturano in viaggio.
Però qualsiasi banana ecuadoriana ha lo stesso sapore di quella paraguayana. Te lo posso assicurare. Come le mele che sono prodotte qui che nulla hanno da invidiare a quelle italiane.
I pomodori poi lasciamo stare: qui mangio pomodori che in Italia non mangiavo da 20 anni.
personalmente posso solo dire che la mia famiglia ogni anno compra l'uva e si fa fare il vino da un contadino e con 250 euro circa ne escono 150 bottiglie di ottimo vino che non baratterei per nessun Barolo o Chianti da enoteca.
ci siamo, i processi industriali standardizzano il gusto. Ti posso assicurare che di buono a livello alimentare in Italia c'è rimasto giusto qualcosa.
Ma che mi si venga a dire che il parmiggiano debba essere un marchio sorrido.
Perchè se giustamente tu mi dici del terreno del parmiggiano che mi dici? Che il caglio se lo uso in in Virginia è diverso? Se uso le stesse temperature per la stagionatura è diverso?
Tutti i formaggi DOP sono una truffa. Perchè le produzioni sono tutte riproducibili.
Per le verdure poi si può discutere sul terreno, ma ti assicuro che i ravanelli qui sono più buoni, come la rucola che qui pizzica ancora in Italia non pizzicava più da almeno 15 anni...
Per la frutta allora mi saprai spiegare perchè se bendato ti facessi mangiare una mela italiana e una paraguayana mela non troveresti differenza....
Il fatto e che i prodotti agricoli sono cari per tutta usa serie di norme europee che sarebbero da cancellare.
Qui in Paraguay vendono a 4 soldi frutta buonissima che però, siccome a vederla non è perfetta non è vendibile in Europa.
Qui intanto però la frutta è più buona perchè li è stata selezionata per essere lucida e bella qui invece il sapore è quello che conta... Meditate....
fermo restando qualsiasi terreno si può riprodurre...
Io ripeto ti sfido a riconoscermi il latte italiano da quello XY: è impossibile dato che l'alimentazione delle vacche è standardizzata. quindi il latte italiano è uguale a quello di qualsiasi altro prodotto industrialmente.
Per le cipolle poi ti sfido. La frutta è un'altra cosa e non è un solo una questione di terreno ma di sole.
Le banane qui sono più buone perchè maturano sull'albero. Quelle che arrivano li maturano in viaggio.
Però qualsiasi banana ecuadoriana ha lo stesso sapore di quella paraguayana. Te lo posso assicurare. Come le mele che sono prodotte qui che nulla hanno da invidiare a quelle italiane.
I pomodori poi lasciamo stare: qui mangio pomodori che in Italia non mangiavo da 20 anni.
personalmente posso solo dire che la mia famiglia ogni anno compra l'uva e si fa fare il vino da un contadino e con 250 euro circa ne escono 150 bottiglie di ottimo vino che non baratterei per nessun Barolo o Chianti da enoteca.
ci siamo, i processi industriali standardizzano il gusto. Ti posso assicurare che di buono a livello alimentare in Italia c'è rimasto giusto qualcosa.
Ma che mi si venga a dire che il parmiggiano debba essere un marchio sorrido.
Perchè se giustamente tu mi dici del terreno del parmiggiano che mi dici? Che il caglio se lo uso in in Virginia è diverso? Se uso le stesse temperature per la stagionatura è diverso?
Tutti i formaggi DOP sono una truffa. Perchè le produzioni sono tutte riproducibili.
Per le verdure poi si può discutere sul terreno, ma ti assicuro che i ravanelli qui sono più buoni, come la rucola che qui pizzica ancora in Italia non pizzicava più da almeno 15 anni...
Per la frutta allora mi saprai spiegare perchè se bendato ti facessi mangiare una mela italiana e una paraguayana mela non troveresti differenza....
Il fatto e che i prodotti agricoli sono cari per tutta usa serie di norme europee che sarebbero da cancellare.
Qui in Paraguay vendono a 4 soldi frutta buonissima che però, siccome a vederla non è perfetta non è vendibile in Europa.
Qui intanto però la frutta è più buona perchè li è stata selezionata per essere lucida e bella qui invece il sapore è quello che conta... Meditate....
Sarà suggestionamento, ma quando vado in Alto Adige mangio mele che hanno un sapore diverso.
Anche il latte... non te lo so dire nel dettaglio perché, però se anche guardiamo il latte (ad esempio) uht parzialmente scremato, il "parmalat" o il "latte di centrale di Brescia" hanno sapori nettamente diversi, la schiuma del cappuccino è nettamente diversa, ecc...
Eppure penso che processi più standardizzati di questo si muore: latte uht parzialmente scremato, non ci si scappa.
Anche il latte... non te lo so dire nel dettaglio perché, però se anche guardiamo il latte (ad esempio) uht parzialmente scremato, il "parmalat" o il "latte di centrale di Brescia" hanno sapori nettamente diversi, la schiuma del cappuccino è nettamente diversa, ecc...
Eppure penso che processi più standardizzati di questo si muore: latte uht parzialmente scremato, non ci si scappa.
fermo restando qualsiasi terreno si può riprodurre...
e poi cadiamo nella "standardizzazione del territorio" invece della "standardizzazione dei prodotti"
Io ripeto ti sfido a riconoscermi il latte italiano da quello XY: è impossibile dato che l'alimentazione delle vacche è standardizzata. quindi il latte italiano è uguale a quello di qualsiasi altro prodotto industrialmente.
Per le cipolle poi ti sfido. La frutta è un'altra cosa e non è un solo una questione di terreno ma di sole.
ed anche di pioggia o dell'erba che brucano le vacche. ma sia cipolla che latte hanno sapori diversi, soprattutto se li assaggi "alla fonte". il tuo discorso fila finchè il punto è che i prodotti di cui abbiamo bisogno sono presenti ovunque, ma sui sapori sbagli. capisco e condivido la lotta al "marketing dei sapori" ma non si può negare la specificità di alcuni prodotti, si può solo contestare che non siano migliori di altri non reclamizzati.
sui formaggi, come per tutti i prodotti lavorati, è un discorso di lavorazione. inoltre sui prodotti lavorati c'è il discorso storico su chi lo ha fatto prima e chi lo ha copiato dopo. anche qui il discorso si sposta sul marketing più che sul sapore, perchè c'è chi magari preferisce il formaggio statunitense a quello italiano.
sulla frutta poi spesso non è possibile esportarla perchè i costi di trasferimento non rendono conveniente il business (tieni presente che i prezzi della frutta ai produttori sono ridicoli rispetto ai prezzi ai consumatori).
in conclusione credo di non sbagliare se dico che il discorso di fondo è sempre quello di favorire i prodotti del luogo dove di vive piuttosto che comprare costosi prodotti di provenienza lontana solo in nome di una presunta "qualità superiore" (vedessi quanto costavano i barattoli di pomodoro italiano in Nigeria...)
e poi cadiamo nella "standardizzazione del territorio" invece della "standardizzazione dei prodotti"
Io ripeto ti sfido a riconoscermi il latte italiano da quello XY: è impossibile dato che l'alimentazione delle vacche è standardizzata. quindi il latte italiano è uguale a quello di qualsiasi altro prodotto industrialmente.
Per le cipolle poi ti sfido. La frutta è un'altra cosa e non è un solo una questione di terreno ma di sole.
ed anche di pioggia o dell'erba che brucano le vacche. ma sia cipolla che latte hanno sapori diversi, soprattutto se li assaggi "alla fonte". il tuo discorso fila finchè il punto è che i prodotti di cui abbiamo bisogno sono presenti ovunque, ma sui sapori sbagli. capisco e condivido la lotta al "marketing dei sapori" ma non si può negare la specificità di alcuni prodotti, si può solo contestare che non siano migliori di altri non reclamizzati.
sui formaggi, come per tutti i prodotti lavorati, è un discorso di lavorazione. inoltre sui prodotti lavorati c'è il discorso storico su chi lo ha fatto prima e chi lo ha copiato dopo. anche qui il discorso si sposta sul marketing più che sul sapore, perchè c'è chi magari preferisce il formaggio statunitense a quello italiano.
sulla frutta poi spesso non è possibile esportarla perchè i costi di trasferimento non rendono conveniente il business (tieni presente che i prezzi della frutta ai produttori sono ridicoli rispetto ai prezzi ai consumatori).
in conclusione credo di non sbagliare se dico che il discorso di fondo è sempre quello di favorire i prodotti del luogo dove di vive piuttosto che comprare costosi prodotti di provenienza lontana solo in nome di una presunta "qualità superiore" (vedessi quanto costavano i barattoli di pomodoro italiano in Nigeria...)
ed anche di pioggia o dell'erba che brucano le vacche
I bovini italiani non brucano erba salvo eccezioni.
Hai mai visto una stalla da latte e i pastoni che gli danno da mangiare? Ci hanno fatto i servizi su innumerevoli programmi.
Vacche al pascolo in Italia quasi non ce ne sono. Per le vacche da latte c'è un'alimentazione standard perchè altrimenti producono meno (e meno male che ci fanno le multe perchè produciamo troppo).
ma sui sapori sbagli. capisco e condivido la lotta al "marketing dei sapori" ma non si può negare la specificità di alcuni prodotti, si può solo contestare che non siano migliori di altri non reclamizzati.
Il latte pastorizzato è assolutamente uguale invece il latte appena munto di mucche al pascolo è molto differente. Io qui l'ho bevuto ed è tutto un'altra cosa. Devi agitarlo prima di berlo perchè il latte vero ha 2 dita di grasso in superficie. Ah, dimenticavo, era munto a mano...
Questo la dice tutta sulla naturalità del latte che si vende al supermercato.
sui formaggi, come per tutti i prodotti lavorati, è un discorso di lavorazione. inoltre sui prodotti lavorati c'è il discorso storico su chi lo ha fatto prima e chi lo ha copiato dopo. anche qui il discorso si sposta sul marketing più che sul sapore, perchè c'è chi magari preferisce il formaggio statunitense a quello italiano.
E infatti tu paghi marketing e pubblicità, ossia il consumismo. Io qui non ho metro di paragone coi formaggi dato che il Paraguay non è zona di produzione di formaggi. Ma se nella vita passi di qua poi non c'è carne italiana che tenga, nemmeno la chianina.
sulla frutta poi spesso non è possibile esportarla perchè i costi di trasferimento non rendono conveniente il business (tieni presente che i prezzi della frutta ai produttori sono ridicoli rispetto ai prezzi ai consumatori).
Perchè, credi di mangiare unicamente frutta italiana? Le banane che ti mangi sono italiane per caso?
in conclusione credo di non sbagliare se dico che il discorso di fondo è sempre quello di favorire i prodotti del luogo dove di vive piuttosto che comprare costosi prodotti di provenienza lontana solo in nome di una presunta "qualità superiore" (vedessi quanto costavano i barattoli di pomodoro italiano in Nigeria...)
Il problema è che i prodotti UE sono sovvenzionati altrimenti costerebbero il triplo quindi li paghi 2 volte: una al mercato e la seconda con le tue tasse. Ricordi la rivolta di rosarno? E' successa perchè i proprietari dei terreni prendono i soldi senza raccogliere la frutta dagli alberi e tu paghi queste sovvenzioni. Invece di produrre di più perchè non fanno prodotti più buoni?
I bovini italiani non brucano erba salvo eccezioni.
Hai mai visto una stalla da latte e i pastoni che gli danno da mangiare? Ci hanno fatto i servizi su innumerevoli programmi.
Vacche al pascolo in Italia quasi non ce ne sono. Per le vacche da latte c'è un'alimentazione standard perchè altrimenti producono meno (e meno male che ci fanno le multe perchè produciamo troppo).
ma sui sapori sbagli. capisco e condivido la lotta al "marketing dei sapori" ma non si può negare la specificità di alcuni prodotti, si può solo contestare che non siano migliori di altri non reclamizzati.
Il latte pastorizzato è assolutamente uguale invece il latte appena munto di mucche al pascolo è molto differente. Io qui l'ho bevuto ed è tutto un'altra cosa. Devi agitarlo prima di berlo perchè il latte vero ha 2 dita di grasso in superficie. Ah, dimenticavo, era munto a mano...
Questo la dice tutta sulla naturalità del latte che si vende al supermercato.
sui formaggi, come per tutti i prodotti lavorati, è un discorso di lavorazione. inoltre sui prodotti lavorati c'è il discorso storico su chi lo ha fatto prima e chi lo ha copiato dopo. anche qui il discorso si sposta sul marketing più che sul sapore, perchè c'è chi magari preferisce il formaggio statunitense a quello italiano.
E infatti tu paghi marketing e pubblicità, ossia il consumismo. Io qui non ho metro di paragone coi formaggi dato che il Paraguay non è zona di produzione di formaggi. Ma se nella vita passi di qua poi non c'è carne italiana che tenga, nemmeno la chianina.
sulla frutta poi spesso non è possibile esportarla perchè i costi di trasferimento non rendono conveniente il business (tieni presente che i prezzi della frutta ai produttori sono ridicoli rispetto ai prezzi ai consumatori).
Perchè, credi di mangiare unicamente frutta italiana? Le banane che ti mangi sono italiane per caso?
in conclusione credo di non sbagliare se dico che il discorso di fondo è sempre quello di favorire i prodotti del luogo dove di vive piuttosto che comprare costosi prodotti di provenienza lontana solo in nome di una presunta "qualità superiore" (vedessi quanto costavano i barattoli di pomodoro italiano in Nigeria...)
Il problema è che i prodotti UE sono sovvenzionati altrimenti costerebbero il triplo quindi li paghi 2 volte: una al mercato e la seconda con le tue tasse. Ricordi la rivolta di rosarno? E' successa perchè i proprietari dei terreni prendono i soldi senza raccogliere la frutta dagli alberi e tu paghi queste sovvenzioni. Invece di produrre di più perchè non fanno prodotti più buoni?
in paraguay non fanno formaggio ? allora bisogna venire li a farlo
in paraguay non fanno formaggio ? allora bisogna venire li a farlo
No, non lo fanno. Eppure c'è una fortissima comunità tedesca...
Il problema penso sia in primis di mancanza di attrezzature adeguate, manodopera non esperta e soprattutto certi formaggi qui proprio non li puoi fare: fa troppo caldo. Insomma bisognerebbe farci uno studio ma non ho idea ne dei costi dei macchinari ne della quantità di latte necessaria per fare il tipo x di formaggio, la quantità degli altri ingredienti, ecc ecc.
No, non lo fanno. Eppure c'è una fortissima comunità tedesca...
Il problema penso sia in primis di mancanza di attrezzature adeguate, manodopera non esperta e soprattutto certi formaggi qui proprio non li puoi fare: fa troppo caldo. Insomma bisognerebbe farci uno studio ma non ho idea ne dei costi dei macchinari ne della quantità di latte necessaria per fare il tipo x di formaggio, la quantità degli altri ingredienti, ecc ecc.
ma viene importato oppure é proprio sconosciuto ? e che ci fanno col latte se lo bevono tutto ?
ma viene importato oppure é proprio sconosciuto ? e che ci fanno col latte se lo bevono tutto ?
Fanno qualcosa tipo sottilette per sandwich e un tipo di mozzarella a fette che nulla ha a che vedere con la mozzarella. Poi fanno formaggio che qui utilizzano molto per cucinare una ricetta locale che sicuramente è fatto anche in Italia ma non so il nome italiano, non mi intendo di formaggi.
Ho visto roquefort e altri formaggi ma la maggior parte sono di importazione.
Fanno qualcosa tipo sottilette per sandwich e un tipo di mozzarella a fette che nulla ha a che vedere con la mozzarella. Poi fanno formaggio che qui utilizzano molto per cucinare una ricetta locale che sicuramente è fatto anche in Italia ma non so il nome italiano, non mi intendo di formaggi.
Ho visto roquefort e altri formaggi ma la maggior parte sono di importazione.
sulla frutta poi spesso non è possibile esportarla perchè i costi di trasferimento non rendono conveniente il business (tieni presente che i prezzi della frutta ai produttori sono ridicoli rispetto ai prezzi ai consumatori).
Sarà, io nei super faccio fatica a trovare frutta/verdura italiani.
Ogni tanto però riesco a togliermi il "lusso" (non tanto per il prezzo quanto per il tempo "perso") di prenderli dal produttore a km.0.
Sarà, io nei super faccio fatica a trovare frutta/verdura italiani.
Ogni tanto però riesco a togliermi il "lusso" (non tanto per il prezzo quanto per il tempo "perso") di prenderli dal produttore a km.0.
sempre i miei più sinceri complimenti a chi li ha votati (e non solo alle ultime elezioni eh)
bravi!
Politica & Palazzo | di Davide Vecchi
6 ottobre 2011
Da “forza gnocca” a “fatti scopare”
Il nuovo galateo della maggioranza
Il premier propone (scherzando) il nuovo nome per il Pdl e la Lega insulta la deputata del Pd, Lucia Codurelli. Il tutto in un'aula di Montecitorio impegnata per approvare il prima possibile la legge Bavaglio. Mentre il Paese reale è in balia della crisi e Moody's declassa aziende (del calibro di Eni ed Enel) ed enti locali
Silvio Berlusconi annuncia, sorridendo, che il Pdl si chiamerà “forza gnocca” e la Lega zittisce la deputata del Pd Lucia Codurelli gridandole in aula a Montecitorio “fatti scopare che è meglio”. La maggioranza trova così il tempo di rilassarsi, nonostante i giorni impegnativi che vedono il parlamento al lavoro per approvare la legge Bavaglio. La promessa fatta dal premier pochi giorni fa, di approvare entro metà ottobre un decreto legge per lo sviluppo così da far fronte alla crisi, è già stata dimenticata. La priorità per il Cavaliere e la sua maggioranza è limitare l’uso delle intercettazioni e soprattutto vietarne la pubblicazione. A seguire nell’agenda governativa c’è in questi giorni la grana del ministro dell’economia, Giulio Tremonti (che il premier e buona parte dei ministri vorrebbero vedere con una letterina di dimissioni in mano) e la stretta con l’alleato di sempre, Umberto Bossi, che un giorno si dice pronto a sostenere qualunque proposta di Berlusconi e il giorno dopo dichiara che difficilmente il governo durerà fino alla scadenza naturale del 2013.
Ma questo è quanto accade nel Palazzo. Fuori la crisi economica imperversa. E mentre Moody’s, dopo il downgrade del debito sovrano, oggi ha declassato banche, aziende ed enti locali italiani (nel mirino dell’agenzia finiscono, tra le altre, Eni, Enel, Finmeccanica, le banche Unicredit e Intesa San Paolo, oltre a una serie di regioni, province e città), il Presidente del Consiglio si concentra sul futuro del suo partito. O meglio sul futuro nome: Forza gnocca. Una proposta liquidata come battuta, ma che ha trovato critiche anche tra i fedelissimi del Pdl. Come Barbara Saltamartini, vice presidente del gruppo alla Camera e responsabile per il partito per le Pari Opportunità. “Conosciamo e apprezziamo tutti l’ironia e la grande simpatia del Presidente Berlusconi, ma a volte anche la battuta più riuscita può risultare fuori luogo e poco spiritosa come accaduto oggi parlando sull’ipotesi di individuare un nuovo nome per il nostro Partito. In questo momento non dobbiamo prestare il fianco a facili strumentalizzazioni”. La traduzione diretta e sintetica del pensiero di Saltamartini la traccia la deputata del Pd Paola Concia: “”uesta ennesima trovata di Berlusconi non è affatto una boutade, ma esprime esattamente il suo vero pensiero sulle donne, ovvero il pensiero degno solo di un vecchio porco”.
La levata di scudi è un coro. Rosy Bindi risponde con ironia. “Con una battuta si dovrebbe dire che” forza gnocca “è l’unico partito che ha avuto, l’unico che non ha bisogno di fondare e l’unico che ha praticato. Ma rispondere con una battuta non ce lo possiamo permettere perché non è più farsa ma tragedia”, ha detto il presidente del Pd. “Mi chiedo se – aggiunge Bindi – l’Italia ha ancora bisogno di qualcuno che mostri la sua indignazione davanti a Berlusconi. E’ offensivo per le donne ma attraverso le donne colpisce la credibilità della politica, delle istituzioni e dell’Italia”. Opinione condivisa dall’Udc. Lorenzo Cesa: “Mentre l’Europa affronta il dramma della crisi economico-finanziaria, la Banca Centrale Europea chiede all’Italia di dare completa attuazione alle sue indicazioni e mentre gran parte degli italiani annaspano per arrivare a fine mese, il presidente del Consiglio manifesta ossessivamente le sue solite preoccupazioni: le intercettazioni e la prescrizione breve”, afferma il segretario dell’Udc. “Ormai c’è un gigantesco abisso tra le cose da fare e quelle a cui pensano Berlusconi e Bossi: chiediamo a quanti nella maggioranza hanno ancora la testa sulle spalle e vogliono bene al proprio Paese di non farsi complici di questa deriva”.
Umberto Bossi e la Lega fanno la loro parte. Il leader del Carroccio a chi gli chiede di commentare il nome forza gnocca risponde “siete solo indiviosi” e a quanti lo interpellano sulle parole del Capo dello Stato, che aveva detto che la Padania non esiste, ribadisce: “La Padania è una nazione stimata e conosciuta in tutto il mondo: l’Italia sta in piedi perché c’è la Padania che pompa i soldi, altrimenti cadrebbe”. Ma alle parole del leader, sono seguite quelle dei deputati leghisti che hanno gridato a Lucia Codurelli “fatti scopare che è meglio”.
E’ accaduto a fine mattina. Mentre l’aula era impegnata nella discussione della legge Bavaglio, a Montecitorio ha fatto il suo ingresso Berlusconi. Dai banchi del Pdl e del governo in molti sono accorsi verso il premier formando un capannello. I lavori della Camera sono stati sospesi. E la deputata del Partito Democratico, Lucia Codurelli, si è rivolta al presidente Gianfranco Fini invocando il suo intervento: “Abbiamo assistito ad un vergognoso intrattenimento, con immancabile racconto di barzellette, da parte di Berlusconi ai suoi cortigiani, tutti presi a ridere e scherzare, noncuranti di tutto ciò che avviene attorno a noi”, si è lamentata Codurelli. Ma dai banchi della Lega è arrivata la risposta: “Fatti scopare che è meglio”. Codurelli racconta così il penoso episodio: “ho espresso tutta la mia indignazione, gridando che ci hanno portato allo sfascio e che se ne devono andare: alle mie proteste ha risposto insultandomi un leghista, di cui aspetto di conoscere il nome. E’ il loro stile: arroganza e niente rispetto, sopratutto per quelle donne che non sono asservite ai capi”.
Così, sintetizza Anna Finocchiaro, “dopo il partito di Forza Gnocca adesso anche Fatti scopare rivolto dai leghisti alla deputata Codurelli. C’è veramente poco da ridere, questa maggioranza nell’atteggiamento verso le donne fa schifo. Queste, come quella sulla Padania, non sono solo battute, ma lo specchio della visione del Paese che hanno il Premier e la sua coalizione: arretrata, volgare, squallida. Senza prospettive di futuro”, ha detto il del gruppo del Pd al Senato. “E’ davvero mortificante sentire queste parole in un’aula parlamentare”. Intenta ad approvare la legge Bavaglio.
bravi!
Politica & Palazzo | di Davide Vecchi
6 ottobre 2011
Da “forza gnocca” a “fatti scopare”
Il nuovo galateo della maggioranza
Il premier propone (scherzando) il nuovo nome per il Pdl e la Lega insulta la deputata del Pd, Lucia Codurelli. Il tutto in un'aula di Montecitorio impegnata per approvare il prima possibile la legge Bavaglio. Mentre il Paese reale è in balia della crisi e Moody's declassa aziende (del calibro di Eni ed Enel) ed enti locali
Silvio Berlusconi annuncia, sorridendo, che il Pdl si chiamerà “forza gnocca” e la Lega zittisce la deputata del Pd Lucia Codurelli gridandole in aula a Montecitorio “fatti scopare che è meglio”. La maggioranza trova così il tempo di rilassarsi, nonostante i giorni impegnativi che vedono il parlamento al lavoro per approvare la legge Bavaglio. La promessa fatta dal premier pochi giorni fa, di approvare entro metà ottobre un decreto legge per lo sviluppo così da far fronte alla crisi, è già stata dimenticata. La priorità per il Cavaliere e la sua maggioranza è limitare l’uso delle intercettazioni e soprattutto vietarne la pubblicazione. A seguire nell’agenda governativa c’è in questi giorni la grana del ministro dell’economia, Giulio Tremonti (che il premier e buona parte dei ministri vorrebbero vedere con una letterina di dimissioni in mano) e la stretta con l’alleato di sempre, Umberto Bossi, che un giorno si dice pronto a sostenere qualunque proposta di Berlusconi e il giorno dopo dichiara che difficilmente il governo durerà fino alla scadenza naturale del 2013.
Ma questo è quanto accade nel Palazzo. Fuori la crisi economica imperversa. E mentre Moody’s, dopo il downgrade del debito sovrano, oggi ha declassato banche, aziende ed enti locali italiani (nel mirino dell’agenzia finiscono, tra le altre, Eni, Enel, Finmeccanica, le banche Unicredit e Intesa San Paolo, oltre a una serie di regioni, province e città), il Presidente del Consiglio si concentra sul futuro del suo partito. O meglio sul futuro nome: Forza gnocca. Una proposta liquidata come battuta, ma che ha trovato critiche anche tra i fedelissimi del Pdl. Come Barbara Saltamartini, vice presidente del gruppo alla Camera e responsabile per il partito per le Pari Opportunità. “Conosciamo e apprezziamo tutti l’ironia e la grande simpatia del Presidente Berlusconi, ma a volte anche la battuta più riuscita può risultare fuori luogo e poco spiritosa come accaduto oggi parlando sull’ipotesi di individuare un nuovo nome per il nostro Partito. In questo momento non dobbiamo prestare il fianco a facili strumentalizzazioni”. La traduzione diretta e sintetica del pensiero di Saltamartini la traccia la deputata del Pd Paola Concia: “”uesta ennesima trovata di Berlusconi non è affatto una boutade, ma esprime esattamente il suo vero pensiero sulle donne, ovvero il pensiero degno solo di un vecchio porco”.
La levata di scudi è un coro. Rosy Bindi risponde con ironia. “Con una battuta si dovrebbe dire che” forza gnocca “è l’unico partito che ha avuto, l’unico che non ha bisogno di fondare e l’unico che ha praticato. Ma rispondere con una battuta non ce lo possiamo permettere perché non è più farsa ma tragedia”, ha detto il presidente del Pd. “Mi chiedo se – aggiunge Bindi – l’Italia ha ancora bisogno di qualcuno che mostri la sua indignazione davanti a Berlusconi. E’ offensivo per le donne ma attraverso le donne colpisce la credibilità della politica, delle istituzioni e dell’Italia”. Opinione condivisa dall’Udc. Lorenzo Cesa: “Mentre l’Europa affronta il dramma della crisi economico-finanziaria, la Banca Centrale Europea chiede all’Italia di dare completa attuazione alle sue indicazioni e mentre gran parte degli italiani annaspano per arrivare a fine mese, il presidente del Consiglio manifesta ossessivamente le sue solite preoccupazioni: le intercettazioni e la prescrizione breve”, afferma il segretario dell’Udc. “Ormai c’è un gigantesco abisso tra le cose da fare e quelle a cui pensano Berlusconi e Bossi: chiediamo a quanti nella maggioranza hanno ancora la testa sulle spalle e vogliono bene al proprio Paese di non farsi complici di questa deriva”.
Umberto Bossi e la Lega fanno la loro parte. Il leader del Carroccio a chi gli chiede di commentare il nome forza gnocca risponde “siete solo indiviosi” e a quanti lo interpellano sulle parole del Capo dello Stato, che aveva detto che la Padania non esiste, ribadisce: “La Padania è una nazione stimata e conosciuta in tutto il mondo: l’Italia sta in piedi perché c’è la Padania che pompa i soldi, altrimenti cadrebbe”. Ma alle parole del leader, sono seguite quelle dei deputati leghisti che hanno gridato a Lucia Codurelli “fatti scopare che è meglio”.
E’ accaduto a fine mattina. Mentre l’aula era impegnata nella discussione della legge Bavaglio, a Montecitorio ha fatto il suo ingresso Berlusconi. Dai banchi del Pdl e del governo in molti sono accorsi verso il premier formando un capannello. I lavori della Camera sono stati sospesi. E la deputata del Partito Democratico, Lucia Codurelli, si è rivolta al presidente Gianfranco Fini invocando il suo intervento: “Abbiamo assistito ad un vergognoso intrattenimento, con immancabile racconto di barzellette, da parte di Berlusconi ai suoi cortigiani, tutti presi a ridere e scherzare, noncuranti di tutto ciò che avviene attorno a noi”, si è lamentata Codurelli. Ma dai banchi della Lega è arrivata la risposta: “Fatti scopare che è meglio”. Codurelli racconta così il penoso episodio: “ho espresso tutta la mia indignazione, gridando che ci hanno portato allo sfascio e che se ne devono andare: alle mie proteste ha risposto insultandomi un leghista, di cui aspetto di conoscere il nome. E’ il loro stile: arroganza e niente rispetto, sopratutto per quelle donne che non sono asservite ai capi”.
Così, sintetizza Anna Finocchiaro, “dopo il partito di Forza Gnocca adesso anche Fatti scopare rivolto dai leghisti alla deputata Codurelli. C’è veramente poco da ridere, questa maggioranza nell’atteggiamento verso le donne fa schifo. Queste, come quella sulla Padania, non sono solo battute, ma lo specchio della visione del Paese che hanno il Premier e la sua coalizione: arretrata, volgare, squallida. Senza prospettive di futuro”, ha detto il del gruppo del Pd al Senato. “E’ davvero mortificante sentire queste parole in un’aula parlamentare”. Intenta ad approvare la legge Bavaglio.