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Subject: [POLITICA]

2011-11-22 10:15:14
non si possono fare incentivi per un settore in modo che ne benefici solo l'impresa italiana

se è così, allora meglio non farli
2011-11-22 10:49:27
e allora mi spiace ma stanno riuscendo appieno nel loro compito di lavaggio del cervello

davvero tu credi che il mondo sia solo o bianco o nero?
io credo nelle sfumature di grigio, poi ripeto, fai te.
Evidentemente siamo informati diversamente.
2011-11-22 10:51:11
2-non si possono fare incentivi per un settore in modo che ne benefici solo l'impresa italiana

al massimo fanno solo gli incentivi per beneficiare le aziende "amiche"
2011-11-22 15:23:49
2011-11-23 13:38:15
Cronaca | di Thomas Mackinson | 23 novembre 2011


Blindati e carri armati, la “shopping list” della Difesa costa 500 milioni

Oggi il voto in commissione per autorizzare spese sugli armamenti. Che portano a 20,5 miliardi i costi militari del 2011. Ecco la lista degli acquisti con 500 veicoli leggeri, blindati e sistemi per localizzare sorgenti di fuoco. Ringraziano i big dell'industria bellica, mentre è sempre più forte la protesta della società civile
Blindati con cannone da 120 mm per dieci milioni di euro. “Veicoli tattici medi multiruolo” per altri 157 milioni di cui sette da stanziare entro l’anno. E ancora 198 milioni di euro per 477 veicoli tattici leggeri “lince” da comprare entro il 2013. E poi “sistemi acustici per la localizzazione delle sorgenti di fuoco”, barriere antisfondamento, veicoli automatici di perlustrazione per altri 56,3 milioni. Sono soldi che l’Italia spenderà entro fine anno in armamenti e che si potrebbero destinare ad altro subito, oggi stesso. Perché alla commissione Difesa della Camera, nel pomeriggio, atterrano i cinque programmi di acquisto per armamenti militari del valore di 500 milioni di euro per essere votati e passare in giudicato. Il capogruppo Idv Augusto Di Stanislao ha presentato una mozione per chiedere di fermare lo “shopping” militare e rivedere i programmi di spesa in scadenza: entro il prossimo 3 dicembre, infatti, quella partita di carri e veicoli leggeri, deve ricevere l’approvazione formale.

Si torna a parlare di manovre “lacrime e sangue” per recuperare 30 miliardi in due anni. Ma il settore delle spese militari è cresciuto nel 2010 dell’8,4%, con una spesa addizionale di 3,4 miliardi di euro. Il conto generale sale a quota 20.556,9 milioni di euro, corrispondente all’1,283% del Pil e che colloca l’Italia all’ottavo posto al mondo per spese militari. Ringrazia l’industria bellica nazionale, che anche negli ultimi anni di crisi generale ha presentato saldi in decisa crescita. Ad esempio, nel 2009, quando l’economia ha iniziato a segnare il passo, il settore della produzione bellica ha registrato un fatturato record da 3,7 miliardi, superando perfino la Russia nella corsa agli armamenti. E non è tutto. Perché oggi si discute di cinque programmi d’acquisto relativi alle forze di terra, ma da qui al 2026 sul bilancio dello Stato ne incobono ben 71, tra i quali spiccano i 121 caccia F35 che costeranno 16 miliardi (80 sono già stati acquistati, ne manca l’ultima tranche) e sono da tempo oggetto di polemiche e proteste.

I cinque programmi in discussione sono il frutto di un più ampio progetto di digitalizzazione delle forze di terra avanzato dal Ministero della Difesa nel 2009 e inserito nel Programma pluriennale di spesa. Punta a digitalizzare mezzi, sistemi e componenti di una Forza NEC (Network enabled capability). Manna dal cielo per chi produce mezzi di questo tipo, cioè tutta la grande industria italiana che va a braccetto con la politica per ottenere commesse sicure in un business sussidiato con soldi pubblici per centinaia di milioni. Tra i principali beneficiari dello “svecchiamento” del parco blindati spiccano infatti i big dell’industria nazionale: Iveco, Fiat, Oto Melara, Finmeccanica, Fincantieri, AugustaWestland. La Società Consortile Iveco Fiat-Oto Melara, ad esempio, produce i veicoli leggeri su cui si vota oggi. Sempre Iveco, stavolta insieme alla tedesca Klauss Wegmann Mafei, realizza la piattaforma dei 40 veicoli tattici multiruolo da 157 milioni. Ma buona parte delle commesse sono proprio per quella Finmeccanica Spa finita nella bufera per tangenti, finanziamenti illeciti ai partiti e commesse “politiche” è stato ascoltato l’ex ministro Giulio Tremonti, mentre proprio ieri il capo del governo Mario Monti ha espresso preoccupazione e il leader del Pd Bersani ha chiesto l’azzeramento dei vertici. La holding italiana opera nel settore della difesa sia con la joint venture MBDA (con una quota del 25%), prima azienda europea nel campo dei sistemi missilistici, sia con le società direttamente controllate Oto Melara, che produce mezzi corazzati e artiglieria terrestre e navale, e WASS, leader mondiale nei siluri. I sistemi per le operazioni interforze a supporto dei comandi nelle missioni multinazionali (in sigla C41I) sono prodotti proprio da Finmeccanica per 76 milioni di euro. E ancora la nazionale AgustaWestland che produrrà elicotteri NH90 e EH-101 per oltre 200 milioni.

Ma quella che si discute oggi è solo lista della spesa relativa alle forze di terra, una goccia nel mare delle spese militari. La shopping-list italiana va ben oltre tra interforze e aeronautica. Sono ancora in corso i programmi di acquisto relativi al 2010. E ce n’è per tutti i gusti. Solo nell’area interforze prevedono una spesa da 900,5 milioni di euro. I capitoli più pesanti sono relativi allo sviluppo del velivolo Joint Strike Fighter JSF (158,9 milioni di euro), altri 60 milioni per il velivolo da pattugliamento marittimo MMPA, la realizzazione dei C4I di Finmeccanica di cui si è detto, e del sistema WIMAX per l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili da 170,5 milioni. I principali programmi terrestri (813,6 milioni) sono relativi all’industrializzazione ed alla produzione degli elicotteri NH-90 (154,3 milioni), l’approvvigionamento di Veicoli tattici leggeri multiruolo (127,1 milioni), la realizzazione del sistema missilistico superficie/aria terrestre FSAF (48,7 milioni), l’acquisizione dell’elicottero da trasporto medio (68,7 milioni) e degli obici semoventi (63 milioni) e altri ancora. Nell’ambito dei programmi navali sono previste spese per 770,3 milioni. Quelle più rilevanti riguardano l’acquisizione della nuova nave portaerei Cavour a Fincantieri (52,7 milioni), di due fregate antiaeree di scorta classe Orizzonte (84,4 + 11,2 milioni) e dei sommergibili di nuova generazione U212 (110,4 milioni), oltre che l’ammodernamento di mezza vita di unità navali (22,7 milioni). Ci sono poi programmi relativi agli elicotteri NH90 (165,7 milioni) e EH-101 (45,4 milioni), nonché l’acquisizione del sistema missilistico superficie/aria FSAF (23,7 milioni). Nell’aeronautica si prevedo investimenti per 931,9 milioni, le quote più consistenti sono riservate allo sviluppo e acquisizione dei velivoli Eurofighter 2000 (57,1 milioni), all’ammodernamento strutturale dei velivoli Tornado (184,1 milioni), alla realizzazione di una serie di sistemi C4I (55,9 milioni), ai sistemi missilistici ATBM MEADS (42,8milioni) e IRIS/T (29,5 milioni) nonché all’acquisizione di velivoli rifornitori B767 Tanker (27,6 milioni) e di velivoli da trasporto (51,4 milioni).

Se i politici possono fare qualcosa oggi stesso, fermando o razionalizzando gli acquisti bellici, c’è anche una società civile che si è già mobilitata per dire il suo “no”. Sui contestati F35 continuano le manifestazioni e le contestazioni con tanto di raccolta firme (circa 50mila quelle raccolte via web e con petizione su carta) per chiedere di fermare l’acquisto dei nuovi caccia. Molti Paesi hanno rinunciato a tale programma e gli stessi Usa hanno tagliato drasticamente le spese militari. Un’altra iniziativa importante è quella lanciata da padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano di origine trentina che ha promosso una petizione contro un ulteriore incremento della spesa per il parco armamenti tricolore.
2011-11-23 15:28:15
dal blog di massimo gramellini

Il ritorno dello scontro ideologico

Molti lettori sono rimasti sorpresi, e in qualche caso persino offesi, dai giudizi negativi che Nichi Vendola ha espresso sul programma economico del governo Monti nell’intervista a «Che tempo che fa». Perché il presidente della Puglia fa di ogni erba un fascio, anziché sostenere lo sforzo di persone serie e competenti che cercano di rimediare ai danni d’immagine e di sostanza compiuti dai predecessori?

Il loro stupore è indicativo di quanto sta succedendo nelle teste degli italiani dopo la caduta di Berlusconi.

Per vent’anni la politica da noi è stata un referendum pro o contro una persona fisica. Cosa pensassimo del capitalismo finanziario o delle energie alternative era di importanza secondaria rispetto al fattore dirimente: l’accettazione o il rifiuto del populismo berlusconiano. Quest’anomalia ha prodotto alleanze tattiche e ambiguità inevitabili, alimentate dal fatto che i principali campioni dell’anti-berlusconismo (da Travaglio a Di Pietro) non erano di sinistra.

Ora che la polvere sollevata intorno a quella personalità eccessiva comincia a diradarsi, le idee tornano ad avere un nome e ci si ricomincia a dividere non sull’antropologia, ma sulla politica. Così lo stesso compagno Vendola che ancora un mese fa a «Ballarò», Berlusconi imperante, discettava con Fini circa una loro possibile alleanza, sulla poltrona di Fazio è tornato a indossare i panni dell’anticapitalista che in Monti vede il liberismo presentabile, ma pur sempre il liberismo: sensibile più alle ragioni del profitto che a quelle dell’ambiente o della giustizia sociale.

Dopo vent’anni di deriva populista c’eravamo dimenticati che in tutto il mondo esiste anche un liberalismo conservatore: serio, colto, perbene. E minoritario, almeno in Italia, perché minoritaria è la borghesia che lo esprime. Fu questo il cruccio di Montanelli e la vera ragione del suo dissidio con Craxi e poi con Berlusconi, che davano voce a un altro genere di borghesia, arrembante e spregiudicata. Forse però ci eravamo dimenticati che esiste anche una sinistra anticapitalista, indisponibile a stilare un programma coerente di governo con altre forze progressiste che pur contrastando Berlusconi accettano la Borsa e le banche. Il Sistema, insomma, e le sue regole del gioco. Quel Sistema e quelle regole che gli indignados italiani, di cui Vendola punta a farsi portavoce, vogliono abbattere perché lo considerano esaurito e ormai espulso dalla storia. In cambio di cosa non è ancora chiaro, visto che il comunismo è morto. Keynes è morto e anche lo Stato Sociale non si sente tanto bene.

Quando Bersani minimizza le divisioni a sinistra, sostenendo che Obama e Clinton, pur stando nello stesso partito, hanno posizioni divergenti su molti temi, dimentica di aggiungere che i due presidenti democratici americani sguazzano entrambi nel capitalismo, mentre Vendola lo vuole superare. Il nodo è tutto lì. Ed è quel nodo che fa dire, a chiunque osservi senza pregiudizi la situazione delle forze in campo nel dopo Berlusconi, che oggi esistono un partito antieuropeista, la Lega, un partito anticapitalista, Vendola più un pezzo di Pd, e in mezzo due democrazie cristiane. Una un po’ più di destra e l’altra un po’ più di sinistra, che non avendo abbastanza voti per vincere in solitudine né abbastanza sintonia d’idee con i partiti estremi per fare squadra con loro, saranno condannate in futuro a governare insieme.
2011-11-23 15:37:17
Keynes è morto e anche lo Stato Sociale non si sente tanto bene.

e gli assassini sono questi pseudointellettuali dai quali ci troviamo circondati.
Bisognerebbe come minimo affrontare un discorso del genere con serietà prima di scrivere certe minchiate!
2011-11-23 16:00:48
sembra quasi difendere il capitalismo, come se ci fosse un capitalismo/liberismo buono... ma dov'è??!?
2011-11-23 16:04:12
per me sta dicendo altro, lui focalizza il riemergere delle differenze culturali e non (solo) di immagine

poi boh, la frase su keynes non l'ho capita neanche io...
2011-11-23 16:06:58
poi boh, la frase su keynes non l'ho capita neanche io...

gramellini spiega che il keysianesimo (e ha ragione) è passato e sulla strada non ha lasciato gran bei ricordi, in pratica è ora che il mondo accetti che vi sono forme di economia che possono avere sfumature differenti da quelle che vendola propone.

in pratica: tirando fuori i discorsoni "impegnati" alla vendola non si va da nessuna parte.
2011-11-23 16:10:08
gramellini spiega che il keysianesimo (e ha ragione) è passato e sulla strada non ha lasciato gran bei ricordi

ma anche tu.
Se ne può pure discutere, ma prima di dire una cosa del genere bisognerebbe minimo minimo argomentarla un po'..

per conto mio si prende troppo facilmente per buona una certa "moda" economica .. che però non offre soluzioni alternative.
2011-11-23 16:15:50
calma calma pupe.

l'applicazione delle regole di keynes hanno tradotto lo stato da sociale ad "animale da mungere", nel senso che in un paese keynesiano viene a mancare lo stimolo successivo per l'impresa, investimenti, sviluppo etc. Il tutto perchè "tanto paga lo stato", quindi non vi è più la ricerca di qualcosa di nuovo, sia come stato sociale che come forma di sviluppo.

su questo gramellini ha perfettamente ragione.

come ha perfettamente ragione che vendola spara delle minchiate (come molti altri del resto) totalmente anacronistiche.
ripeto: vendola fa "l'intellettuale" e pensa di saperla lunga perchè chiama il vino bianco gewurztraminer e lo sfilatino baguette.
è un po poco per venire a fare la morale della girella.
2011-11-23 16:20:14
scusa pink, ma leggere un post del genere mi fa cascare le braccia.
Due cose che hai detto ed entrambe sono (lo ammetterai) piuttosto superficiali e soprattutto per nulla argomentate.

La frase su keynes gli attribuisce un pensiero che non è il suo, quella su Vendola la potevamo ascoltare in un qualsiasi talk-show (e non mi pare un complimento, ma un'osservazione sulla scarsa densità del contenuto..)
2011-11-23 16:56:47
scusate ma le teorie di keynes, il fordismo ed il modello industriale americano hanno effettivamente portato benefici incredibili ai cittadini (vedi gli usa dagli anni 50 agli anni 70). è la finanza e lo spostamento dalla produzione alla finanza dei capitali che hanno rovinato tutto.
2011-11-23 17:35:42
chi mi fa il link?

http://www.youtube.com/v/hECxQ-aqnWc
2011-11-23 17:44:49