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Subject: [POLITICA]
Va beh, ma c'erano dubbi che il motivo per cui la soluzione governo tecnico o di larghe intese fosse la migliore era proprio per il fatto che nessuno aveva il coraggio di metterci la faccia e morire politicamente?
Io non capisco nulla di politica, ma questo aspetto era evidente fin da prima che si parlasse di Monti & Co., mi stupisce osservare che ci sia chi se ne renda conto solo adesso.
Questo governo andrà fino a fine legislatura senza problemi, sistemerà probabilmente tante cose facendoci sputare sangue, e tutti i partiti ne approfitteranno per rifarsi una verginità.
Tanto rivedremo le stesse identiche facce, poco ma sicuro.
(edited)
Io non capisco nulla di politica, ma questo aspetto era evidente fin da prima che si parlasse di Monti & Co., mi stupisce osservare che ci sia chi se ne renda conto solo adesso.
Questo governo andrà fino a fine legislatura senza problemi, sistemerà probabilmente tante cose facendoci sputare sangue, e tutti i partiti ne approfitteranno per rifarsi una verginità.
Tanto rivedremo le stesse identiche facce, poco ma sicuro.
(edited)
Torquemada to
Eridon
Se sistemassero davvero le cose, già sarebbe molto, ma temo anche per quello.
Che rivedremo i soliti noti, beh, ci possiamo mettere la mano sul fuoco!
Che rivedremo i soliti noti, beh, ci possiamo mettere la mano sul fuoco!
"Cittadino Monti,
lei ha una legittimità relativa a ricoprire la funzione di presidente del Consiglio. Lei è stato nominato dallo spread, non dagli italiani. Ha la grande fortuna di succedere al peggior governo degli ultimi 150 anni, reso possibile da una legge elettorale incostituzionale. Peggio è impossibile fare. Ha, in apparenza, le mani libere. Può decidere (quasi) tutto. I partiti sono sullo sfondo, pura tappezzeria. Le elezioni non si possono tenere per evitare un default quasi certo e perché, con questa legge elettorale, senza preferenze e un ricambio in Parlamento dopo un numero massimo di legislature, non cambierebbe nulla. Si dice che lei abbia una grande responsabilità, che sia l'ultima possibilità per salvare il Paese. Io non credo che sia corretto addossarle questo peso immane. Lei, da solo, o anche con una squadra di professori e di tecnici, può fare ben poco senza il sostegno dell'opinione pubblica. La luna di miele che sta attraversando, dovuta alla "liberazione di Berlusconi" più che alla sua figura, potrebbe rivelarsi molto breve. Il suo successo sarà determinato dalle sue azioni e dal consenso che queste avranno nel Paese reale, quello dei movimenti e delle associazioni, non certo quello dei partiti, ormai simulacro di democrazia. Mi permetto quindi, anche per le persone che mi seguono, ormai da un punto di vista numerico la quinta o sesta forza elettorale, di darle qualche suggerimento. Il primo è di rispettare la volontà popolare, che essa si esprima per l'abbandono del nucleare, per l'acqua pubblica o per evitare l'inutile distruzione della val di Susa. Il secondo è di dare subito degli esempi sul taglio dei costi inutili prima di qualunque tassa sulla prima casa, della patrimoniale o dell'aumento dell'Iva. Il popolo italiano ha le tasse più alte d'Europa e, allo stesso tempo, un'enorme evasione. Significa che pagano sempre gli stessi, è probabile che solo su di loro graverà il cosiddetto "risanamento". Lei è due volte fortunato, la prima ragione, come ho già scritto, è che succede a uno sciagurato. La seconda è che ha grandi margini di manovra. Ovunque giri lo sguardo può operare risparmi e tagli a costo zero. Tagli le province, i finanziamenti elettorali, i contributi pubblici all'editoria. Fermi le grandi opere inutili come la Tav, la Gronda di Genova, l'Expo di Milano. Sa meglio di me che non servono a nulla. L'economia non si sviluppa con il cemento. Riporti le concessioni autostradali sotto la gestione statale, è corretto che, se c'è un guadagno di miliardi di euro, rimanga allo Stato, non sia destinato a Benetton e soci. Lei ha studiato dai gesuiti, ma, rimanendo in tema di ordini religiosi, dovrebbe rifarsi ai francescani. Spogliarsi dalle sue relazioni con il mondo che lo ha nominato e rivolgersi direttamente agli italiani. Se non può farlo, le consiglio di lasciare l'incarico. Ripetere gli stessi errori e nefandezze dei politici che l'hanno preceduta non le farebbe onore. Le chiedo un incontro per illustrarle il programma del M5S. Spero in una risposta positiva. Saluti." Beppe Grillo
lei ha una legittimità relativa a ricoprire la funzione di presidente del Consiglio. Lei è stato nominato dallo spread, non dagli italiani. Ha la grande fortuna di succedere al peggior governo degli ultimi 150 anni, reso possibile da una legge elettorale incostituzionale. Peggio è impossibile fare. Ha, in apparenza, le mani libere. Può decidere (quasi) tutto. I partiti sono sullo sfondo, pura tappezzeria. Le elezioni non si possono tenere per evitare un default quasi certo e perché, con questa legge elettorale, senza preferenze e un ricambio in Parlamento dopo un numero massimo di legislature, non cambierebbe nulla. Si dice che lei abbia una grande responsabilità, che sia l'ultima possibilità per salvare il Paese. Io non credo che sia corretto addossarle questo peso immane. Lei, da solo, o anche con una squadra di professori e di tecnici, può fare ben poco senza il sostegno dell'opinione pubblica. La luna di miele che sta attraversando, dovuta alla "liberazione di Berlusconi" più che alla sua figura, potrebbe rivelarsi molto breve. Il suo successo sarà determinato dalle sue azioni e dal consenso che queste avranno nel Paese reale, quello dei movimenti e delle associazioni, non certo quello dei partiti, ormai simulacro di democrazia. Mi permetto quindi, anche per le persone che mi seguono, ormai da un punto di vista numerico la quinta o sesta forza elettorale, di darle qualche suggerimento. Il primo è di rispettare la volontà popolare, che essa si esprima per l'abbandono del nucleare, per l'acqua pubblica o per evitare l'inutile distruzione della val di Susa. Il secondo è di dare subito degli esempi sul taglio dei costi inutili prima di qualunque tassa sulla prima casa, della patrimoniale o dell'aumento dell'Iva. Il popolo italiano ha le tasse più alte d'Europa e, allo stesso tempo, un'enorme evasione. Significa che pagano sempre gli stessi, è probabile che solo su di loro graverà il cosiddetto "risanamento". Lei è due volte fortunato, la prima ragione, come ho già scritto, è che succede a uno sciagurato. La seconda è che ha grandi margini di manovra. Ovunque giri lo sguardo può operare risparmi e tagli a costo zero. Tagli le province, i finanziamenti elettorali, i contributi pubblici all'editoria. Fermi le grandi opere inutili come la Tav, la Gronda di Genova, l'Expo di Milano. Sa meglio di me che non servono a nulla. L'economia non si sviluppa con il cemento. Riporti le concessioni autostradali sotto la gestione statale, è corretto che, se c'è un guadagno di miliardi di euro, rimanga allo Stato, non sia destinato a Benetton e soci. Lei ha studiato dai gesuiti, ma, rimanendo in tema di ordini religiosi, dovrebbe rifarsi ai francescani. Spogliarsi dalle sue relazioni con il mondo che lo ha nominato e rivolgersi direttamente agli italiani. Se non può farlo, le consiglio di lasciare l'incarico. Ripetere gli stessi errori e nefandezze dei politici che l'hanno preceduta non le farebbe onore. Le chiedo un incontro per illustrarle il programma del M5S. Spero in una risposta positiva. Saluti." Beppe Grillo
Tanto rivedremo le stesse identiche facce, poco ma sicuro.
c'è gente così stupida? ah, già... -_-
c'è gente così stupida? ah, già... -_-
Tanto rivedremo le stesse identiche facce(da culo), poco ma sicuro.
interessante lettera di Goethe (sì, avete letto bene, quindi sappiatela collocare bene nel tempo) riguardo al suo secondo viaggio in Italia
L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti
come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine
e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.
Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo.
Non è più questa l'Italia che lasciai con dolore.
L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti
come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c'è vita e animazione qui, ma non ordine
e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida,
e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé.
Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo.
Non è più questa l'Italia che lasciai con dolore.
ROMA, 26 NOV - Per migliorare la situazione dei conti pubblici, ''negli ultimi 12 anni abbiamo subito 19 manovre correttive. Se aggiungiamo anche quella che si appresta a fare il governo Monti, la dimensione economica complessiva di queste 20 finanziarie ammonta a 575,5 miliardi di euro''. Lo rileva la Cgia di Mestre secondo la quale nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2014 ciascun italiano, al fine di correggere il nostro deficit pubblico, si sara' sobbarcato un costo totale di 6.178 euro''.
e i risultati di queste manovre correttive quali sarebbero?se qualcuno me lo può spiegare!
e i risultati di queste manovre correttive quali sarebbero?se qualcuno me lo può spiegare!
i 2958591423 parlamentari che si sono succeduti alle camere vivrano gli ultimi anni di vita con pensioni dorate, all'estero, campando sulle nostre spalle
un risultato è sicuramente questo ;)
un risultato è sicuramente questo ;)
se un parlamentare riesce a completare una legislatura riceve un bonus di 48000 eurozzi, causale reiserimento nel mondo del lavoro netti XD
in germania 3000 euro netti
in germania 3000 euro netti
i 2958591423 parlamentari che si sono succeduti alle camere vivrano gli ultimi anni di vita con pensioni dorate, all'estero, campando sulle nostre spalle
in realtà sono poco più di 2200
(edited)
in realtà sono poco più di 2200
(edited)
su quel link li amato c'è scritto che prende 5000 € al mese, altre fonti dicono 30000 € al mese... può essere che ci siano altre cose che li non vengono contate?
aiuta wiki per questo.
Giuliano Amato, secondo Il Giornale, riceverebbe una pensione mensile di 31.411 euro lordi, importo per molti ritenuto imbarazzante, soprattutto vista la sua partecipazione dirette ed indiretta alle varie riforme dell'Inps.[5][6] Nella trasmissione Otto e mezzo del 12 settembre 2011 ha confermato queste ricostruzioni, dichiarando di percepire, al netto delle imposte, circa 11000 euro di pensione, in gran parte derivanti dalla sua attività nell'Antitrust, da sommare agli oltre 5000 euro di indennità parlamentare.
Giuliano Amato, secondo Il Giornale, riceverebbe una pensione mensile di 31.411 euro lordi, importo per molti ritenuto imbarazzante, soprattutto vista la sua partecipazione dirette ed indiretta alle varie riforme dell'Inps.[5][6] Nella trasmissione Otto e mezzo del 12 settembre 2011 ha confermato queste ricostruzioni, dichiarando di percepire, al netto delle imposte, circa 11000 euro di pensione, in gran parte derivanti dalla sua attività nell'Antitrust, da sommare agli oltre 5000 euro di indennità parlamentare.
della serie "uno schiaffo alla crisi"
Salerno, De Luca rifa il logo alla città
Duecentomila euro per una “esse”
Polemica sul primo cittadino campano: per il nuovo simbolo della città incaricato il designer Massimo Vignelli. Ma il risultato non convince e costa caro. Soprattutto pensando che pochi mesi fa per lo stesso motivo era stato lanciato un concorso tra i giovani. Ma i risultati non sono mai stati ufficializzati
Il nuovo logo di Salerno, a sinistra. E quello vincitore del bando, mai usato
A prima vista può sembrare semplicemente un cerchio blu con al centro una “esse” gialla. Invece, secondo il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è un brand «straordinario» che consentirà alla sua città «di competere a livello internazionale». È per ottenere questo che il primo cittadino campano ha deciso di non badare a spese. Ha affidato la realizzazione del logo a un importante designer di fama internazionale, Massimo Vignelli, e lo ha pagato profumatamente. Il nuovo marchio, infatti, è costato 200mila euro.
I salernitani però sembrano non aver gradito troppo. «Inguardabile», «brutto», «ridicolo», «inutile», sono i commenti che il sindaco si è ritrovato sulla sua pagina Facebook e sui quotidiani locali il giorno dopo. Le critiche sono venute anche dal suo stesso partito. «Non sarebbe stato meglio – è la domanda che pone il segretario regionale dei giovani democratici, Michele Grimaldi - spendere molto di meno e valorizzare le professionalità giovanili, dal momento che a Salerno abbiamo anche un’importante Università?». Stavolta persino De Luca, solitamente poco abituato a dare spiegazioni, è dovuto correre ai ripari con un nuovo comunicato stampa: «Anche la Tour Eiffel ha suscitato anni di polemiche: ora è un simbolo internazionale che identifica Parigi nel mondo», ha provato a giustificarsi ieri.
Il sindaco di Salerno, rieletto lo scorso maggio per la quarta volta con quasi il 75 per cento dei voti, proprio non se l’aspettava. La presentazione del logo era infatti avvenuta con tutti gli onori. «Saremo come Cannes, come Salisburgo e come Edimburgo, il nuovo logo proietterà la nostra città in una dimensione ancora più internazionale», aveva spiegato De Luca durante la cerimonia ufficiale. L’entusiasmo aveva contagiato anche il designer Massimo Vignelli, che ha lavorato per Benetton, America Airlines e la Metropolitana di New York: «Cosa avete fatto voi salernitani per meritarvi un sindaco così? Nessuna città italiana ne ha uno come il vostro, vi assicuro che così non ne fanno più», è il panegirico rivolto al suo committente all’inizio della presentazione. Il grafico di fama internazionale ha spiegato che per mettere a punto il nuovo brand é stata necessaria un’equipe di tre persone che «ha lavorato per mesi al progetto». All’elaborazione grafica ha partecipato anche Vincenzo De Luca che è andato appositamente a New York, dove Vignelli ha il suo studio, prima per convincerlo ad accettare il lavoro e poi per dare i suoi consigli. In questo modo è nato il logo che manderà in soffitta il vecchio stemma della città, che riproduce l’effigie del patrono cittadino San Matteo. Il brand disegnato da Vignelli punta sull’essenzialità: una “S” dorata campeggia al centro di un cerchio colorato con due diverse sfumature di azzurro. In realtà però non c’è solo questo, bisogna andare oltre, ha spiegato Vignelli «dentro c’è anche il sole, l’orizzonte, il mare, il tramonto» e addirittura «un ippocampo e un delfino». Anche se, ha confessato lo stesso designer, «gli ultimi elementi uno ce li può pure vedere, ma occorre un certo sforzo».
Il tutto per 200mila euro. Non pochi, soprattutto se si pensa che lo scorso 2 settembre in un video comizio sulla tv locale che ogni settimana ospita i suoi interventi, De Luca tuonava contro gli sprechi della pubblica amministrazione: «È indispensabile razionalizzare le spese, tagliare gli sprechi, cancellare alcune bizzarrie parasindacali». E pensare che Salerno un nuovo marchio ce l’aveva già e gli era costato 197mila euro in meno. Ad aprile infatti il Comune aveva indetto un concorso rivolto a giovani grafici. Oggetto del bando: la realizzazione del nuovo logo di Salerno. A vincere sono stati due ragazzi di 25 anni, Marco De Sangro e Luana Albano, studenti universitari. Sono risultati primi nella graduatoria, ma il premio di 3mila euro ancora non lo hanno visto: « Non ci è arrivata nemmeno una comunicazione ufficiale, ho dovuto chiamare gli uffici comunali per sapere che avevamo vinto», racconta Marco De Sangro. Ora che il suo brand è stato messo senza tante cerimonie da parte, la delusione è tanta: «Non capisco a che cosa sia servito fare il concorso – è la riflessione amara di De Sangro – in questo modo il sindaco di Salerno ha calpestato non solo il lavoro fatto da qualcun altro, ma conferma che in questo paese le idee dei giovani non vengono prese assolutamente in considerazione. Per i politici è meglio fare un’operazione di marketing e legarsi a un grande nome del design, anche se poi il logo è oggettivamente brutto».
Salerno, De Luca rifa il logo alla città
Duecentomila euro per una “esse”
Polemica sul primo cittadino campano: per il nuovo simbolo della città incaricato il designer Massimo Vignelli. Ma il risultato non convince e costa caro. Soprattutto pensando che pochi mesi fa per lo stesso motivo era stato lanciato un concorso tra i giovani. Ma i risultati non sono mai stati ufficializzati
Il nuovo logo di Salerno, a sinistra. E quello vincitore del bando, mai usato
A prima vista può sembrare semplicemente un cerchio blu con al centro una “esse” gialla. Invece, secondo il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è un brand «straordinario» che consentirà alla sua città «di competere a livello internazionale». È per ottenere questo che il primo cittadino campano ha deciso di non badare a spese. Ha affidato la realizzazione del logo a un importante designer di fama internazionale, Massimo Vignelli, e lo ha pagato profumatamente. Il nuovo marchio, infatti, è costato 200mila euro.
I salernitani però sembrano non aver gradito troppo. «Inguardabile», «brutto», «ridicolo», «inutile», sono i commenti che il sindaco si è ritrovato sulla sua pagina Facebook e sui quotidiani locali il giorno dopo. Le critiche sono venute anche dal suo stesso partito. «Non sarebbe stato meglio – è la domanda che pone il segretario regionale dei giovani democratici, Michele Grimaldi - spendere molto di meno e valorizzare le professionalità giovanili, dal momento che a Salerno abbiamo anche un’importante Università?». Stavolta persino De Luca, solitamente poco abituato a dare spiegazioni, è dovuto correre ai ripari con un nuovo comunicato stampa: «Anche la Tour Eiffel ha suscitato anni di polemiche: ora è un simbolo internazionale che identifica Parigi nel mondo», ha provato a giustificarsi ieri.
Il sindaco di Salerno, rieletto lo scorso maggio per la quarta volta con quasi il 75 per cento dei voti, proprio non se l’aspettava. La presentazione del logo era infatti avvenuta con tutti gli onori. «Saremo come Cannes, come Salisburgo e come Edimburgo, il nuovo logo proietterà la nostra città in una dimensione ancora più internazionale», aveva spiegato De Luca durante la cerimonia ufficiale. L’entusiasmo aveva contagiato anche il designer Massimo Vignelli, che ha lavorato per Benetton, America Airlines e la Metropolitana di New York: «Cosa avete fatto voi salernitani per meritarvi un sindaco così? Nessuna città italiana ne ha uno come il vostro, vi assicuro che così non ne fanno più», è il panegirico rivolto al suo committente all’inizio della presentazione. Il grafico di fama internazionale ha spiegato che per mettere a punto il nuovo brand é stata necessaria un’equipe di tre persone che «ha lavorato per mesi al progetto». All’elaborazione grafica ha partecipato anche Vincenzo De Luca che è andato appositamente a New York, dove Vignelli ha il suo studio, prima per convincerlo ad accettare il lavoro e poi per dare i suoi consigli. In questo modo è nato il logo che manderà in soffitta il vecchio stemma della città, che riproduce l’effigie del patrono cittadino San Matteo. Il brand disegnato da Vignelli punta sull’essenzialità: una “S” dorata campeggia al centro di un cerchio colorato con due diverse sfumature di azzurro. In realtà però non c’è solo questo, bisogna andare oltre, ha spiegato Vignelli «dentro c’è anche il sole, l’orizzonte, il mare, il tramonto» e addirittura «un ippocampo e un delfino». Anche se, ha confessato lo stesso designer, «gli ultimi elementi uno ce li può pure vedere, ma occorre un certo sforzo».
Il tutto per 200mila euro. Non pochi, soprattutto se si pensa che lo scorso 2 settembre in un video comizio sulla tv locale che ogni settimana ospita i suoi interventi, De Luca tuonava contro gli sprechi della pubblica amministrazione: «È indispensabile razionalizzare le spese, tagliare gli sprechi, cancellare alcune bizzarrie parasindacali». E pensare che Salerno un nuovo marchio ce l’aveva già e gli era costato 197mila euro in meno. Ad aprile infatti il Comune aveva indetto un concorso rivolto a giovani grafici. Oggetto del bando: la realizzazione del nuovo logo di Salerno. A vincere sono stati due ragazzi di 25 anni, Marco De Sangro e Luana Albano, studenti universitari. Sono risultati primi nella graduatoria, ma il premio di 3mila euro ancora non lo hanno visto: « Non ci è arrivata nemmeno una comunicazione ufficiale, ho dovuto chiamare gli uffici comunali per sapere che avevamo vinto», racconta Marco De Sangro. Ora che il suo brand è stato messo senza tante cerimonie da parte, la delusione è tanta: «Non capisco a che cosa sia servito fare il concorso – è la riflessione amara di De Sangro – in questo modo il sindaco di Salerno ha calpestato non solo il lavoro fatto da qualcun altro, ma conferma che in questo paese le idee dei giovani non vengono prese assolutamente in considerazione. Per i politici è meglio fare un’operazione di marketing e legarsi a un grande nome del design, anche se poi il logo è oggettivamente brutto».