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Subject: [POLITICA]

2011-12-20 18:06:45
Meno male che c'è gianni!
2011-12-20 18:31:58
in macroeconomia abbiamo trattato l'articolo 18, il professore diceva che questo articolo garantiva il posto di lavoro e non il reddito

infatti questa differenza si vede spesso con i paesi nordici, in cui ci sono massicci sussidi verso i disoccupati, infatti in quel caso non si difende il posto di lavoro ma il reddito del lavoratore

ovviamente il discorso è più complesso ma il succo in tre parole è questo


Esatto. Io sono favorevole all'abolizione dell'art 18 purchè CONTEMPORANEAMENTE venga introdotto il sussidio di disoccupazione stile inglese o nordico.
2011-12-20 18:34:57
mò trovo la spiegazione fatta bene dell'argomento


in realtà credevo di aver scritto più roba su questo argomento, va be, cmq il succo del discorso è che i sindacati durante le contrattazioni del salario da lavoro possono contrattare prezzi maggiori tanto minore è la disoccupazione, nel momento in cui si ha un articolo che tutela completamente (o quasi) il lavoratore, poichè statisticamente nelle cause lavoratore-impresa l'80% o più delle volte vince il lavoratore, il sindacato può contrattare prezzi maggiori, così facendo le imprese avranno costi maggiori e assumeranno meno persone.
inoltre le aziende se non hanno facilità di licenziamento ci penseranno due, tre, quattro, venti volte prima di assumere aumentando quella che viene chiamata disoccupazione frizionale (cioè quando io cerco un lavoro, sostanzialmente) perchè ad un impresa non conviene più così tanto assumere.

nei paesi nordici è differente poichè lì ci sono massicci sussidi di disoccupazione, ovvero: anche i disoccupati, in quanto disoccupati e cioè persone che vorrebbero lavorare ma non ci riescono, prendono soldi, e il licenziamento è anche più facile, così facendo vengono assunte molte più persone (molti più giovani) e la disoccupazione si assorbe molto più velocemente, senza considerare che un disoccupato non fa la fame come qua
(edited)
2011-12-20 19:36:24
ah ecco!perchè a me sembra che si parli di abolizione dell'art.18 senza contemporaneamente introdurre niente!oppure ho capito male io?
2011-12-20 19:38:53
quoto, purtroppo siamo arroccati a difendere posizioni legate a un concetto antico di mondo del lavoro. Se il sindacato fosse un pò sveglio e giovane (nella mente e nelle intenzioni) invece che dire "l'articolo 18 non si tocca", risponderebbe "volete eliminare l'art. 18? Bene sediamoci al tavolo e vi diciamo quali sono le nostre richieste in cambio dell'eliminazione".
Potremmo partire dal reddito di cittadinanza, dall'abolizione dei contratti a progetto che così come sono concepiti sono una presa per il culo per chi li sottoscrive (come me ad esempio), da una revisione del funzionamento degli ammortizzatori sociali.
Ce n'è a bizzeffe di richieste da mettere sul piatto.
Purtroppo noi spesso prendiamo a paragone i sistemi nordici, o anche solo quello tedesco.
Ma quelli sono più avanti, noi invece vogliamo sempre andare indietro: sia il sindacato che difende posizioni ormai inattuali, che vorrebbe tornare a 30 anni fa, sia -e soprattutto- la grande imprenditoria italica che vorrebbe tornare a 130 anni fa.
Un minimo pensiero rivolto al futuro proprio non ce la fanno a farlo.
D'altra parte porta più acqua al proprio mulino giocare partite facili, piuttosto che spiegare il perché di posizioni nuove e "rivoluzionarie" (per il nostro paese).
2011-12-20 19:56:21
Hai capito male tu.
2011-12-20 19:57:43
Sono d'accordissimo, la lotta in Italia non è mai stata verso un'innovazione ma sempre cercando di difendere posizioni che andavaon bene nei decenni precedenti, siam sempre in ritardo
2011-12-20 20:11:14
il discorso valga anche per le banche allora,chi sbaglia paga!
(edited)

sembra che questa crisi derivi da noi lavoratori e da quell'art.18,la crisi che ci sta distruggendo arriva da ben altri settori e sappiamo quali e non si è fatto nulla per dare delle regole in quel mondo selvaggio!e qua come al solito e sempre più si vuol riparare i danni causati da altri sulle spalle nostre!per rimanere all'italia,il danno maggiore viene dall'evasione,che pensino ad andare a rompere il culo a loro amici evasori,che poi ne riparliamo dell'art.18!i problemi italiani,europei e mondiali sono altrove,che non rompano i coglioni che la corda si sta spezzando
(edited)
2011-12-20 21:45:48
2011-12-20 22:44:51
Esatto. Io sono favorevole all'abolizione dell'art 18 purchè CONTEMPORANEAMENTE venga introdotto il sussidio di disoccupazione stile inglese o nordico.

ROTFL, e credereste che sia realistico che QUESTO stato si accolli un nuovo sussidio di disoccupazione vero e consistente a fronte dei tagli che stanno facendo su diritti già acquisiti???

siamo realistici, la lotta che va fatta è per salvare il salvabile, quelle riforme potevano avere senso 20 anni fa, oramai nascono morte.. o peggio: in malafede!
2011-12-20 23:22:31
Se il sindacato fosse un pò sveglio e giovane (nella mente e nelle intenzioni) invece che dire "l'articolo 18 non si tocca", risponderebbe "volete eliminare l'art. 18? Bene sediamoci al tavolo e vi diciamo quali sono le nostre richieste in cambio dell'eliminazione".

e secondo voi in cambio dell'art. 18 darebbero i sussidi di disoccupazione? prenderebbero veramente in considerazione in toto il sistema nordico?
Per me state prendendo un abbaglio.
I diritti dei lavoratori tolti in passato non hanno mai avuto nulla in cambio a controbilanciare l'offerta.
2011-12-21 00:00:29
l'ho letto tutto ed in effetti gran parte di quello che viene descritto per la grecia è identico per l'italia!
i problemi sono quelli che tutti sappiamo esserci anche qua da noi,eppure anche in italia come in grecia vogliono incominciare a smembrare dal basso,togliendo a uno a uno tutti i diritti rimasti alle classi meno abbienti!e io devo credere che un governo che aumenta l'accise sul tabacco trinciato per diminuire le tasse sui beni di lusso,togliendo l'articolo 18 mi darà più sussidi?alle favole ci crede mia figlia di 3 anni....
2011-12-21 00:06:40
Esatto. Io sono favorevole all'abolizione dell'art 18 purchè CONTEMPORANEAMENTE venga introdotto il sussidio di disoccupazione stile inglese o nordico.

ROTFL, e credereste che sia realistico che QUESTO stato si accolli un nuovo sussidio di disoccupazione vero e consistente a fronte dei tagli che stanno facendo su diritti già acquisiti???

siamo realistici, la lotta che va fatta è per salvare il salvabile, quelle riforme potevano avere senso 20 anni fa, oramai nascono morte.. o peggio: in malafede!


Sono benissimo che in questo momento è inattuabile e condivido anche la tua affermazione riguardo al piano di rinascita democratica della p2. Ecco perchè ho scritto quello che ho scritto. Siccome non hanno nessuna intenzione di fare come in inghilterra o nei paesi nordici l'art 18 sta bene dove sta. E chi in Italia non farà le barricate è delle due o un fesso o è in malafede.
Quindi chi è del pd inizi a prendere a sonori calci in culo Ichino&C
(edited)
2011-12-21 00:48:35
saranno contenti gli imprenditori. Va che bella fine che gli fanno fare a quelli con i contratti determinati. Non ne conosci nessuno?
Chiedigli di prendere casa.


certo che voi tutti gli imprenditori li vedete proprio malissimo eh, vi prego, non fate di tutte le erbe un fascio, ricordate che ci sono anche quelli che fanno lavorare i dipendenti e che non hanno nessun interesse a licenziare personale ma anzi continuare a crescere.
ricordatevi pure che se non ci fossero gli imprenditori che hanno delle aziende tutti sarebbero senza lavoro. delle volte non fate di tutte le erbe un fascio, non è il caso.
2011-12-21 11:01:46
in macroeconomia abbiamo trattato l'articolo 18, il professore diceva che questo articolo garantiva il posto di lavoro e non il reddito

e non avendo reddito in italia immagina cosa succede se togli anche il posto di lavoro...
2011-12-21 11:06:29
c'è un articolo su repubblica (se non erro) in cui si spiega bene perchè il nostro paese non può essere come la danimarca (ad esempio). i punti sono principali sono: il lavoratore licenziato lì prende dal 70 al 90% dello stipendio per un massimo di 3 anni durante i quali la rete di uffici di collocamento lo bombarda di proposte di lavoro e, in assenza di lavoro per quella qualifica, lo stato gli paga gli studi per riqualificarsi.

l'articolo si chiudeva con l'impossibilità per l'italia di emulare quel modello sia per ragioni economiche che organizzative (noi i collocamenti li abbiamo chiusi).