Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!
 Topic closed!!!

Subject: [POLITICA]

2011-12-25 10:46:09
infostrada può dar lo stesso servizio di telecom agli stessi abbonati, in caso di privatizzazione dell'acqua non mi pare di aver sentito che ci saranno più gestori e comunque non si può paragonare il settore informatico/tecnologico con altri settori, è un caso a parte per tecnologie ed investimenti.
2011-12-25 10:57:03
il problema non è privatizzare la distribuzione (che pure secondo me è un errore, vedi la famosissima puntata di Report), ma privatizzare le fonti con concessioni centenarie (peraltro spesso date a prezzi ridicoli da amministratori "foraggiati").

Il controllo della fonte dell'acqua è una cosa che finisce sempre per portare maggiori spese al territorio e ai cittadini, di converso la multinazionale che compra farà profitti incredibili..
davvero vogliamo farci inchiappettare così?
2011-12-25 11:13:20
ma privatizzare le fonti con concessioni centenarie (peraltro spesso date a prezzi ridicoli da amministratori "foraggiati").

quello infatti è un controsenso, un po' come dare gratis le frequenze televisive...
2011-12-25 16:20:26
scusate ma c'è un modo per inviare una mail a monti?
2011-12-25 23:59:00
mi sa che per un e-mail proprio non c'è modo
2011-12-27 16:49:36
Il Pd pedina di notte il consigliere M5S, lo accusa di rimborsi falsi, ma è una bufala

Inseguimento modello giudice Mesiano ai danni di Valentino Tavolazzi (M5S), mentre rientra a casa in bici. I due consiglieri della maggioranza protagonisti fanno rapporto al sindaco, spiegando che Tavolazzi ottiene rimborsi gratuiti per trasferte inesistenti. Ma quest'ultimo spiega tutto ed anzi eccolo pronto a riscuotere un credito dal Comune: "sarò durissimo con chi ha tentato di infangare la mia reputazione e quella di tutto il Movimento"
Pensavano di coglierlo sul fatto, inseguendolo per strada, di notte, mentre rientrava a casa in bicicletta. Il loro nemico numero uno, quel consigliere comunale grillino che fa la morale a tutti ma che se ne approfitta dei soldi pubblici chiedendo rimborsi per il tragitto fatto in auto, quando invece se ne va allegramente in bici. Un caso politico plateale che però si è rivelato un boomerang per la maggioranza comunale targata Pd.

Succede tutto in poche ore a Ferrara. Protagonisti due consiglieri del Partito democratico. Vittima del Pd-namento (per mutuare una battuta sapida dal collega del “Carlino”) il loro collega M5S, Valentino Tavolazzi.

Una sera Francesco Portaluppi, firmatario dell’interpellanza, e Simone Merli, il suo capogruppo, avrebbero visto l’esponente del Movimento 5 Stelle muoversi in bicicletta in pieno centro. Dopo averlo seguito tra le viuzze medievali, lo avrebbero visto fermarsi davanti a un civico di via Calcagnini. Non siamo al livello dei calzini azzurri del giudice Mesiano ma il seguito della storia ha comunque del farsesco.

I consiglieri Pd si informano in Comune. Tavolazzi risulta risiedere in quella strada da ottobre del 2010. Allora perché il paladino della legalità chiede i rimborsi chilometrici sottraendoli all’erario? Scatta la corsa ai formulari alle note spese. Si scoprono altre “chicche”: richieste di rimborso per una visita guidata a una mostra offerta agli amministratori a titolo di cortesia; richieste doppie per commissioni. E ancora: nei moduli Tavolazzi autocertifica di essere residente a Francolino (a qualche km da Ferrara), mentre l’anagrafe lo smentisce. In tutto circa 600 euro non dovuti.

Le conseguenze che ne traggono i due consiglieri del Pd sono trancianti: il sindaco verifichi se c’è stato “ingiusto profitto” o “qualche illecito contabile o reato commesso da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni”.

Il tutto viene denunciato in conferenza stampa ai giornalisti nell’auletta del gruppo consiliare, mentre qualche stanza più in là si tiene il consiglio che deve votare il bilancio di lacrime e sangue imposto dalla manovra Monti. Nemmeno il tempo di chiedere la replica al consigliere del M5S che il sindaco Pd Tiziano Tagliani informa la Procura. Nel frattempo in Regione il consigliere ferrarese Roberto Montanari sventola al collega Giovanni Favia le imprese del suo sodale a proposito di costi della politica.

Il tutto, appunto, in poche ore. Ancor meno è bastato però per ridurre la vicenda a una clamorosa gaffe politica che a questo punto rischia sì di avere risvolti giudiziari. Ma per le querele che annuncia Tavolazzi. I motivi? Per il testo unico degli enti locali “residenza” indica il domicilio abituale. Il grillino risiede effettivamente fuori città e in via Calcagnini ha una casa a lui intestata. Qui parcheggia la bici per proseguire poi in auto. Cade quindi l’ipotesi delle trasferte fasulle. Rimangono all’indice i tre doppi rimborsi, per la cifra di 16,5 euro “sottratta” in due anni e mezzo. Vengono a questo punto le autocertificazioni in mano a Portaluppi e Merli. Sono in realtà prestampati, sui quali gli uffici comunali di prassi controllano cifre e compensi. Proprio alcuni dei moduli originali di Tavolazzi sono andati smarriti. “Verificherò se ci sono stati errori materiali e, nel caso, restituirò quei 16,5 euro che avrei riscosso indebitamente”, si è affrettato a chiarire l’esponente dell’opposizione.

Ma – altro effetto boomerang indesiderato dell’interpellanza – da questa breve ricerca si scopre che per un mese Tavolazzi non ha ricevuto i rimborsi richiesti e ora è a credito del Comune di circa 55 euro. Conclusione: “qualora risultassi responsabile dei tre errori materiali, non corretti dall’ufficio, rimarrei a credito di 38,5 euro…”.

Ce n’è abbastanza da arrossire. O da impallidire, a seconda dei punti di vista, perché Tavolazzi ora avverte che “sarò durissimo con chi ha tentato di infangare la mia reputazione e quella di tutto il Movimento. Il Pd deve smetterla di fare politica in questo modo. In un paese civile non dovrebbe essere possibile un’operazione di killeraggio come questa”.


ecco il loro piano di sviluppo. eliminare la casta... eh si, bel partito, di democratico c'ha solo la parola nel nome!
(edited)
2011-12-27 16:54:11
Madò che schifo...
2011-12-28 13:06:22
L'ultimo a legiferare è stato il Piemonte. Ma finora sono 14 le Regioni che hanno approvato l'abolizione dell'istituto del vitalizio (le pensioni per i consiglieri regionali). Chi tra gli enti regionali ancora non lo ha fatto ha calendarizzato per i prossimi giorni la discussione di disegni di legge sul tema. Il taglio dei vitalizi, però, non scatterà subito, ma a partire dalla prossima legislatura (per la gran parte delle Regioni nel 2015).

Le Regioni che hanno già approvato le leggi per il taglio dei vitalizi o previsto modifiche del regolamenti consiliari che prevedono l'abolizione degli assegni vitalizi dalla prossima legislatura, sono: il Friuli Venezia Giulia, l'Abruzzo, la Basilicata, l'Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria, la Lombardia, le Marche, la Sardegna, la Toscana, il Trentino Alto Adige, l'Umbria, il Veneto e il Piemonte.

In alcuni casi i nuovi provvedimenti hanno suscitato feroci polemiche. Come nel Lazio perché, se la riforma scatterà soltanto dal 2015, da subito il vitalizio viene allargato e ne potranno beneficiare anche gli assessori esterni: 14 su 15. L'opposizione alla giunta guidata da Renata Polverini ha gridato allo scandalo.

Polemiche pure in Liguria nella giunta di centrosinsitra presieduta da Claudio Burlando. L'emendamento alla finanziaria regionale di alcuni consiglieri, che prevedeva il taglio degli assessori esterni, non è piaciuto al presidente della Regione. La questione ha rischiato di far saltare la giunta, ma poi la (quasi) crisi è stata ricomposta.


si lamentano tutti che non hanno più soldi,che dovranno tagliare i servizi ai cittadini ecc,ecc, però i tagli ai vitalizi sono sempre posticipati,è sempre la stessa storia!
2011-12-28 13:19:04
Politica & Palazzo | di Marco Lillo | 27 dicembre 2011

Commenti (135)
430
Più informazioni su: agenzia del Territorio, Alemanno, Catasto, Gabriella Alemanno, spese

Dalle uova di struzzo a ‘We want sex’
Le spese pazze dell’Agenzia del territorio

Il Fatto Quotidiano ha recuperato la contabilità del direttore Gabriella Alemanno, sorella del sindaco di Roma, e le fatture autorizzate dall’area comunicazione. Per rappresentanza e comunicazione istituzionale (voce quest’ultima assente in passato dai bilanci) si è passati da 80 mila euro a un milione nel 2010, ma colpiscono i soldi spesi in gioiellerie e cene. Ad esempio al "Villa Oretta" di Cortina insieme a ben undici persone

Poco meno di un milione e mezzo di euro di spese per comunicazione istituzionale e rappresentanza. L’Agenzia del territorio spende in rinfreschi, pranzi, convegni e mostre il doppio del costo delle bollette telefoniche delle sue cento sedi. Il buon esempio viene dall’alto, nonostante guadagni 300 mila euro lodi all’anno il direttore dell’Agenzia che dovrebbe occuparsi di catasto e conservatoria, Gabriella Alemanno, ha speso migliaia di euro in pranzi e cene di rappresentanza pagati con la sua carta di credito aziendale. A spese del contribuente. La sorella del sindaco di Roma Gianni Alemanno, nominata a capo dell’Agenzia dal governo Berlusconi nel 2008, dopo essere passata prima dal Secit e dai Monopoli (sempre su nomina dei governi Berlusconi) è riuscita a pagare con i nostri soldi persino una cena a Cortina a suo fratello a margine di un evento sponsorizzato dall’Agenzia diretta dalla sorella e dall’Acea, controllata dal fratello. Una vera abbuffata di conflitti di interessi.

Il Fatto Quotidiano ha recuperato la contabilità delle note spese del direttore Alemanno e le fatture autorizzate dall’area comunicazione. Si scopre che le spese per rappresentanza e comunicazione istituzionale (voce quest’ultima assente in passato dai bilanci) sono schizzate da 80 mila euro a un milione nel 2010 per sfiorare il milione e mezzo secondo le previsioni per il 2011. Il ministro dell’Economia e presidente del Consiglio Mario Monti, dovrebbe dare un’occhiata ai conti dell’Agenzia per vedere come viene applicato il suo invito alla sobrietà. Quello che un tempo era il noioso Catasto è stato trasformato, dalla dottoressa Alemanno, in una frizzante agenzia specializzata in eventi, pranzi e vernissage. A parte i 22 mila e 800 euro pagati all’Adnkronos per “supporto informativo multimediale” e i 20 mila euro per i servizi della Mp group, colpiscono le fatture importanti della società “Comunicare Organizzando” per esempio per la mostre dei 150 dell’Unità d’Italia (48 mila euro che però dovrebbero essere stati coperti dagli sponsor) e soprattutto le fatture delle gioiellerie.

Sfugge perché l’Agenzia compri 30 uova di struzzo decorate per 3 mila e 240 euro dalla gioielleria “Peroso”. “Sono state donate a rappresentanti di Stati esteri per esigenze di rappresentanza”, spiega Mario Occhi, responsabile comunicazione dell’Agenzia, anche se al Fatto risulta che un uovo sia finito a un comandante regionale della Finanza. L’Agenzia ha comprato anche 12 bicchieri in vetro soffiato dalla signora Maria Bonaldo di Mestre, che si dice conosca Gabrella Alemanno. Prezzo 1296 euro e destinazione ignota. “Saranno stati donati anche questi ad autorità estere”, dice sempre Mario Occhi. Si usano i soldi pubblici per promuovere persino una commedia sociale di Nigel Cole, “We want sex”, sulla battaglia delle operaie della Ford contro la discriminazione maschile. 800 euro per “affitto sala cinema Odeon per proiezione riservata del film il 17 gennaio 2011” più “vendita pop corn e bibita per 179 consumazioni, 5 euro cadauna, per un importo totale di 895 euro”. We want pop corn.

Poi ci sono i pranzi di rappresentanza. La “Bottega di Montecitorio” di via della Guglia a Roma è usata dal direttore dell’Agenzia come una seconda mensa. Peccato per i prezzi. Il 17 marzo 2011 spende 107 euro pubblici e poi ancora il 31 marzo spende altri 90 euro, il 7 aprile (70 euro) e poi ancora il 29 settembre (60 euro) sempre con ignoto commensale. Il 14 aprile del 2011 per un pranzo parco (63 euro) dichiara finalmente il suo ospite: è un suo amico di vecchia data, Antonio Liguori, nominato direttore generale del Teatro dell’Opera nel 2009, grazie al fratello Gianni Alemanno. La famiglia è molto unita. Il Fatto Quotidiano aveva già raccontato nell’agosto del 2010 la storia delle vacanze con dibattito di Gabriella e Gianni (con Isabella Rauti al seguito) in quel di Cortinaincontra. Ora scopriamo quanto ha pagato l’Agenzia del Territorio per sponsorizzare la manifestazione: 42 mila euro comprensive di Iva.

Ma l’Agenzia il 22 agosto del 2011 ha pagato altri 780 euro per ospitare a cena al “Villa Oretta” di Cortina ben undici persone. Oltre ai dirigenti di Ance, Confedilizia e Scenari Immobiliari, c’era anche “il sindaco di Roma Gianni Alemanno più ospite direttore Agenzia”. Talvolta il direttore tradisce la Bottega di Montecitorio: il 24 marzo per un pranzo con 28 commensali costato ben 616 euro, preferisce il “RomAntica” per “incontro con giornalisti stampa locale e referenti comunicazione”. Il 25 febbraio all’Os club alle Terme di Traiano paga 48 euro, e poi ancora il 14 febbraio altri 185 euro a causa di un vino importante (un Tignanello) e ancora il 9 agosto al Panda in Galleria Sordi, ma poi torna alla solita “Bottega di Montecitorio” il 20 aprile (89 euro) e il primo giugno (70 euro) il 12 ottobre (110 euro) il primo aprile al “Caffè delle Arti” (105 euro) il 14 aprile alla sala da tè Babington (115 euro). Filippo La Mantia è uno dei preferiti. Il 12 maggio (100 euro); il 26 settembre (100 euro); il 13 aprile 2011 con due giornalisti di un’agenzia di stampa (129 euro). Il 29 gennaio alla ” Taverna San Teodoro” ci sono quattro persone a tavola con la Alemanno per 443 euro. Il 23 maggio lo scialo viene scoperto da due magistrati della Corte dei Conti. Seguono la Alemanno nel locale dello chef La Mantia e non la mollano fino al conto. Purtroppo però mangiano a sbafo e non battono ciglio quando lei striscia la carta dell’Agenzia: 230, 50 euro. Il 4 luglio il direttore si sposta a Bari e pranza alla “Pignata” con cinque persone, il conto da 365 euro per “rappresentanti autorità locali”.

Quando si muove il direttore Gabriella Alemanno sembra un capo di Stato. Per esempio il 14 agosto del 2011 è a Cagliari e pranza con il Prefetto, due avvocati dello Stato e dirigenti delle agenzie del territorio e del demanio. La spesa per 13 pasti a base di pesce dal “Corsaro Deidda” è di 890 euro. Il 10 maggio del 2011 la Alemanno vola in Veneto e mangia all’osteria “da Fiore” a Venezia. Il conto è di 810 euro. Oltre al presidente dell’Ordine dei notai e al direttore dell’Agenzia del Veneto, erano presenti tutti i controllori. C’era il responsabile audit dell’agenzia, il comandante regionale della Guardia di Finanza Walter Cretella Lombardo e il procuratore regionale della Corte dei Conti. Al momento del conto però nessuno ha messo mano al portafoglio. In fondo Pantalone era veneziano.

da Il Fatto Quotidiano del 27 dicembre 2011
2011-12-28 13:39:56
la spesa sui pop corn dà l'idea di come funzioni l'itaglia...
2011-12-28 14:54:56
che zecche... mi ha fatto ridere amaro questo passaggio

Il 23 maggio lo scialo viene scoperto da due magistrati della Corte dei Conti. Seguono la Alemanno nel locale dello chef La Mantia e non la mollano fino al conto. Purtroppo però mangiano a sbafo e non battono ciglio quando lei striscia la carta dell’Agenzia: 230, 50 euro.
2011-12-28 15:47:40
ma quanto mangia 'sta gente?? :)
2011-12-29 22:50:53
Sentita oggi a Radio24:

Prima la manovra "salva-Italia", adesso la "cresci-Italia"...
Anche se il nome più corretto sarebbe "equi-Italia"
2011-12-29 22:51:53
O iniqui - Italia... forse.
2011-12-29 22:55:58
no no... proprio Equitalia :)
2011-12-29 22:56:37
sisi ma io a quello mi riferivo... perché ti pare equi italia quella?
ASD