Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: [POLITICA]
e di nuovo i radicali votano contro l'arresto di Cosentino.
non è nemmeno il caso di sottolinearlo, tutte, ma proprio tutte le volte che c'è stato qualche malaffare da perpetrare loro ci sono stati. SEMPRE.
Hanno tagliato i fondi all'editoria? Certo, tranne che alla loro radio. Chissà come mai.
non è nemmeno il caso di sottolinearlo, tutte, ma proprio tutte le volte che c'è stato qualche malaffare da perpetrare loro ci sono stati. SEMPRE.
Hanno tagliato i fondi all'editoria? Certo, tranne che alla loro radio. Chissà come mai.
La Lega non sopravviverà al Senatùr
Il codice della marineria dice che il comandante affonda con la nave. Quello della politica, che la nave affonda con il comandante. Che fine malinconica per la Lega. Degli inizi, i suoi vertici sembrano aver conservato l’arroganza (una volta dei vincitori, oggi dei perdenti). Gli italiani, però, non sono tanto stupidi da credere che basti togliersi la giacca e infilarsi la maglietta verde per tornare a essere partito di lotta. Non si lasciano convincere da slogan contro il governo quando la crisi è responsabilità di chi ora protesta. Nemmeno i militanti leghisti sono stupidi. Anzi, ribellandosi ai capi – schierati con Cosentino pur di salvare il cadreghino – dimostrano che il loro attaccamento al Carroccio era spesso genuino. Ma Bossi e il suo Cerchio Magico, da tempo (forse da sempre), li hanno abbandonati.
E anche Maroni non può ambire a essere leader: Bobo che fu ministro dei primi governi Berlusconi, poi sparò a zero sul Cavaliere, salvo tornare all’ovile e al Viminale. Maroni che come massima espressione di dissenso “osa” sbuffare di fronte al Senatùr. Se, però, il partito si disgrega, restano milioni di elettori delusi e confusi che si sfogano in Internet e alla radio. Restano piccoli amministratori leghisti che si sono dimostrati migliori dei dirigenti. E soprattutto rimangono istanze che meritano ascolto. No, non la becera intolleranza che sfiora il razzismo, non il ribellismo retorico che ignora le leggi. Ma il desiderio di una politica lontana dai palazzi, più legata al territorio del Nord che tanto ha contribuito alla crescita dell’Italia. Sbaglierebbe chi liquidasse, insieme con il Carroccio, anche i bisogni reali alla base della sua affermazione. Impossibile, però, che se ne faccia interprete il Pdl. E difficile che sia in grado di farlo un centrosinistra spesso ridotto ad apparato.
Una cosa è certa: il rappresentante di questo scontento non può essere la Lega. Partita per sconfiggere “Roma ladrona” ha invece portato nel suo Nord tante logiche “romane”: la fame di poltrone, l’affarismo, i tatticismi, la mancanza di democrazia interna. Il Carroccio si ferma qui, quando pareva diventato movimento di massa si è rivelato un altro partito “ad personam”: dopo Berlusconi pare questo il modello dei partiti in Italia, a destra come a sinistra. E Bossi ha deciso che la sua creatura non gli sopravviverà.
Il Fatto Quotidiano, 14 gennaio 2012
Il codice della marineria dice che il comandante affonda con la nave. Quello della politica, che la nave affonda con il comandante. Che fine malinconica per la Lega. Degli inizi, i suoi vertici sembrano aver conservato l’arroganza (una volta dei vincitori, oggi dei perdenti). Gli italiani, però, non sono tanto stupidi da credere che basti togliersi la giacca e infilarsi la maglietta verde per tornare a essere partito di lotta. Non si lasciano convincere da slogan contro il governo quando la crisi è responsabilità di chi ora protesta. Nemmeno i militanti leghisti sono stupidi. Anzi, ribellandosi ai capi – schierati con Cosentino pur di salvare il cadreghino – dimostrano che il loro attaccamento al Carroccio era spesso genuino. Ma Bossi e il suo Cerchio Magico, da tempo (forse da sempre), li hanno abbandonati.
E anche Maroni non può ambire a essere leader: Bobo che fu ministro dei primi governi Berlusconi, poi sparò a zero sul Cavaliere, salvo tornare all’ovile e al Viminale. Maroni che come massima espressione di dissenso “osa” sbuffare di fronte al Senatùr. Se, però, il partito si disgrega, restano milioni di elettori delusi e confusi che si sfogano in Internet e alla radio. Restano piccoli amministratori leghisti che si sono dimostrati migliori dei dirigenti. E soprattutto rimangono istanze che meritano ascolto. No, non la becera intolleranza che sfiora il razzismo, non il ribellismo retorico che ignora le leggi. Ma il desiderio di una politica lontana dai palazzi, più legata al territorio del Nord che tanto ha contribuito alla crescita dell’Italia. Sbaglierebbe chi liquidasse, insieme con il Carroccio, anche i bisogni reali alla base della sua affermazione. Impossibile, però, che se ne faccia interprete il Pdl. E difficile che sia in grado di farlo un centrosinistra spesso ridotto ad apparato.
Una cosa è certa: il rappresentante di questo scontento non può essere la Lega. Partita per sconfiggere “Roma ladrona” ha invece portato nel suo Nord tante logiche “romane”: la fame di poltrone, l’affarismo, i tatticismi, la mancanza di democrazia interna. Il Carroccio si ferma qui, quando pareva diventato movimento di massa si è rivelato un altro partito “ad personam”: dopo Berlusconi pare questo il modello dei partiti in Italia, a destra come a sinistra. E Bossi ha deciso che la sua creatura non gli sopravviverà.
Il Fatto Quotidiano, 14 gennaio 2012
altro che lega,io spero non sopravviva nessun partito politico attuale,la lega è un 10% dei problemi della politica italiana,deve sparire anche il restante 90%.
perchè il pd(per fare un esempio)è un partito?dove dentro ci sta di tutto,dal chiesaiolo più convinto,all'ex comunsta con la falce ed il martello ancora in casa!votando pd in cosa mi dovrei identificare?
perchè il pd(per fare un esempio)è un partito?dove dentro ci sta di tutto,dal chiesaiolo più convinto,all'ex comunsta con la falce ed il martello ancora in casa!votando pd in cosa mi dovrei identificare?
io rifletterei più sul fatto che i partiti fondati sulla figura di un unico leader (pdl con berlusconi, lega con bossi) finiscano immancabilmente a fronteggiare grandi controsensi interni quando le esigenze dell'elettorato non sono conformi al volere del leader, e la cosa più grave è che il partito segue sempre il leader sapendo che è più importante la fedeltà ad esso che verso i propri elettori.
perchè il pd(per fare un esempio)è un partito?dove dentro ci sta di tutto,dal chiesaiolo più convinto,all'ex comunsta con la falce ed il martello ancora in casa!votando pd in cosa mi dovrei identificare?
partendo dal fato che non sono un sostenitore del pd, direi che un partito NON deve avere un'identità ideologica precisa, ma DEVE invece convergere su un programma. la base della democrazia è il dialogo tra rappresentanti eletti in luoghi diverse con esigenze diverse, se il partito imponesse a tutti i territori un unico pensiero d'azione non sarebbe democrazia ma tirannide. quella che si indica come confusione è il giusto dibattito interno per cercare soluzioni che vadano bene a quanti più territori possibile.
partendo dal fato che non sono un sostenitore del pd, direi che un partito NON deve avere un'identità ideologica precisa, ma DEVE invece convergere su un programma. la base della democrazia è il dialogo tra rappresentanti eletti in luoghi diverse con esigenze diverse, se il partito imponesse a tutti i territori un unico pensiero d'azione non sarebbe democrazia ma tirannide. quella che si indica come confusione è il giusto dibattito interno per cercare soluzioni che vadano bene a quanti più territori possibile.
si ma non si può essere così diversi,un partito deve comunque partire da un'ideologia comune altrimenti è solo un guazzabuglio di idee diverse che non portano a niente,infatti il pd quando è stato al governo(insieme ai partiti della coalizione)non è mai durato più di 2 anni e non hanno cavato un ragno dal buco,non son stati capaci neanche di fare una legge sul conflitto di interessi!una volta c'era il PCI e sapevi cosa votavi,c'era la DC e sapevi cosa votavi,ora ci sono il PD ed il PDL,quali sono le differenze,visto che all'interno di questi partiti si dice tutto ed il contario di tutto!poi se è giusto che sia così non lo so,a me non va bene,sono partiti senza identità!
si ma non si può essere così diversi,un partito deve comunque partire da un'ideologia comune altrimenti è solo un guazzabuglio di idee diverse che non portano a niente,infatti il pd quando è stato al governo(insieme ai partiti della coalizione)non è mai durato più di 2 anni e non hanno cavato un ragno dal buco,non son stati capaci neanche di fare una legge sul conflitto di interessi!una volta c'era il PCI e sapevi cosa votavi,c'era la DC e sapevi cosa votavi,ora ci sono il PD ed il PDL,quali sono le differenze,visto che all'interno di questi partiti si dice tutto ed il contario di tutto!poi se è giusto che sia così non lo so,a me non va bene,sono partiti senza identità!
guarda, il pd parte da una buona idea, ovvero il voto dal basso, però poi si perde nella sua attuazione perchè ci sono i suoi senatori (D'alema, Bersani, Veltroni, Fassino...) che vogliono comunque imporre la loro linea fregandosene delle indicazioni dal basso. ed è anche il motivo per cui non voto pd, in quanto è un partito ipocrita.
dall'altra parte c'è la tirannide dei partiti col leader che o si ama o si è fuori, in cui è impossibile far sentire la propria voce.
su questo falso bipartitismo, in cui nessuna delle due parti è democratica nel vero senso del termine, ovvero dando voce agli eletti nei vari territori per approdare ad un programma comune, si è affossata la politica italiana degli ultimi 20 anni.
(edited)
(edited)
(edited)
guarda, il pd parte da una buona idea, ovvero il voto dal basso, però poi si perde nella sua attuazione perchè ci sono i suoi senatori (D'alema, Bersani, Veltroni, Fassino...) che vogliono comunque imporre la loro linea fregandosene delle indicazioni dal basso. ed è anche il motivo per cui non voto pd, in quanto è un partito ipocrita.
dall'altra parte c'è la tirannide dei partiti col leader che o si ama o si è fuori, in cui è impossibile far sentire la propria voce.
su questo falso bipartitismo, in cui nessuna delle due parti è democratica nel vero senso del termine, ovvero dando voce agli eletti nei vari territori per approdare ad un programma comune, si è affossata la politica italiana degli ultimi 20 anni.
(edited)
(edited)
(edited)
ho 35 anni e non voto da quando ne avevo poco più di venti!la politica in Italia da quando io ho avuto diritto di voto,è stata solo Berlusconi o contro Berlusconi,tutta la scena politica imperniata su questo!
ho 35 anni e non voto da quando ne avevo poco più di venti!la politica in Italia da quando io ho avuto diritto di voto,è stata solo Berlusconi o contro Berlusconi,tutta la scena politica imperniata su questo!
berlusconi è quanto più vicino ad una dittatura che abbiamo avuto dopo la guerra. incredibile come gli italiani (imboccati dai media) abbiano dato così tanto potere ad un uomo (il cui partito era quanto di più simile ad una corte personale) in cambio di una discreta evasione dal fisco fregandosene delle conseguenze.
per me siamo stati così egoisti nel calcolare che un sistema governato da un corrotto avrebbe tutelato i nosti piccoli (o grossi) guadagni illegali, le nostre combriccole, la sicurezza di una raccomandazione, da non prevedere che la contribuzione e la meritocrazia sono il cemento su cui si fondano alcuni beni primari, come sanità ed istruzione. di conseguenza ora ci troviamo ad affrontare un sistema senza risorse in cui non ci sono garanzie neanche che un domani io possa far studiare i miei figli, che possa sopravvivere con la pensione o che possa far curare i miei familiari gratuitamente come oggi.
(edited)
berlusconi è quanto più vicino ad una dittatura che abbiamo avuto dopo la guerra. incredibile come gli italiani (imboccati dai media) abbiano dato così tanto potere ad un uomo (il cui partito era quanto di più simile ad una corte personale) in cambio di una discreta evasione dal fisco fregandosene delle conseguenze.
per me siamo stati così egoisti nel calcolare che un sistema governato da un corrotto avrebbe tutelato i nosti piccoli (o grossi) guadagni illegali, le nostre combriccole, la sicurezza di una raccomandazione, da non prevedere che la contribuzione e la meritocrazia sono il cemento su cui si fondano alcuni beni primari, come sanità ed istruzione. di conseguenza ora ci troviamo ad affrontare un sistema senza risorse in cui non ci sono garanzie neanche che un domani io possa far studiare i miei figli, che possa sopravvivere con la pensione o che possa far curare i miei familiari gratuitamente come oggi.
(edited)
ho appena visto su Rai3 un manifesto del sindato Alemanno, nel quale si chiede al governo Monti di risolvere il problema della criminalità a roma... dando praticamente la colpa al governo...
questi c'hanno la faccia come il qlo!
questi c'hanno la faccia come il qlo!
CASTA CROCIERE
di Marco Travaglio per Il Fatto
Ora diranno che noi italiani non riusciamo a diventare seri nemmeno nelle tragedie, anzi riusciamo subito a trasformarle in macabre farse. Gli altri hanno il Titanic, noi la Concordia. L'italianissima "nave più grande del mondo" che, già per com'è posizionata, mezza sott'acqua e mezza sopra con uno squarcio nella chiglia, è la migliore icona del paese che siamo.
Più che un naufragio, una parabola. Del capitano Schettino sappiamo tutto e forse, si spera, anche troppo. Ma non era mica solo, sulla nave. Invece è come se lo fosse: se il comandante impazzisce, o si ubriaca, o picchia la testa, non c'è niente da fare. Nessun controllo, nessuna valvola di salvaguardia. Un uomo solo al comando, con potere di vita e di morte su tutti gli altri. E, se dà via di matto o semplicemente si fa gli affari suoi, peggio per noi. Vi ricorda qualcosa?
Poi ci sono i passeggeri, che al "si salvi chi può" danno il meglio, ma anche il peggio. Uno, accecato dalla disperazione, strappa il salvagente al vicino e lo lascia affogare. Altri fanno a botte o calpestano la massa per arrivare prima alle scialuppe saltando la fila e, conquistato un posto sulla barchetta, scacciano i bambini o i vecchi o le donne o disabili perché "non c'è più posto". Vi ricordano qualcuno? Il "particulare", lo chiamava Guicciardini.
Poi c'è Costa Crociere, che prima difende il comandante e poi lo scarica, dichiarandosi parte lesa perché ha fatto tutto da solo (ma proprio perché poteva fare tutto da solo Costa Crociere non è parte lesa). Vi ricorda qualcuno? E siamo a Schettino, per gli amici "Top Gun", che nelle interviste fa il ganassa con le battute sul Titanic. Se c'era bisogno di qualcuno che rinfocolasse i luoghi comuni sull'italiano in gita, eccolo pronto alla bisogna.
Il tipico fesso che si crede furbo, ganzo, fico. Il bullo abbronzato coi ricci impomatati e i Ray-ban neri che conosce le regole e le rotte, ma è abituato ad aggirarle, a smussarle. C'è l'amico di un amico a riva da salutare a sirene spiegate? Che problema c'è, se po' fa'. C'è da accostare per il rito dell'"inchino" ai turisti portati dalla proloco? Ma per carità, si accosta. Accosta Crociere.
Perepèèèèè. Crash! Ops, uno scoglio. E lui dov'è, al momento del cozzo? Una turista olandese giura che era al bar a farsi un drink con una bella passeggera appena rimorchiata. Perché la patonza deve girare, no? A quel punto, con la nave gonfia d'acqua, si chiama la Capitaneria per dire "Tutto ok, positivo". Poi si parla di "guasto a un generatore". Minimizzare, sopire, troncare finché si può.
Crisi? Quale crisi? I ristoranti sono pieni, le stive pure. L'affondamento è solo psicologico, il classico naufragio percepito. Basta non parlarne e sparisce. Negare tutto, anche l'evidenza. Infatti è la Capitaneria a informarlo che la sua nave affonda. E allora "abbandonate la nave": lui per primo, assicurando però "stavo a poppa, ora torno sul ponte, a bordo ci sono solo 2-300 persone" (sono ancora tutte e 4 mila, però il vero bugiardo dà sempre cifre false ma precise).
Il solito De Falco - c'è sempre un De Falco sulla rotta dei furbi fessi - lo sgama: "Ma lei è a bordo?". "No". "Vada a bordo, cazzo! È un ordine". "Sono qua sotto a coordinare i soccorsi, ora vado a bordo". Invece è già all'asciutto, aggrappato a uno scoglio. Verrà avvistato sulla banchina mentre aspetta il taxi per l'hotel Bahamas. Manca ancora un ingrediente: la telefonata a mammà. "Sto bene, ho cercato di salvare i passeggeri". Come si chiama mammà? Rosa, e come se no? Lui intanto mente pure sull'ultima manovra: "L'ho fatta io per facilitare i soccorsi".
Invece l'han fatta le correnti. Poi pesca a piene mani dall'inesauribile serbatoio dello scusario vittimistico nazionale: tutta colpa di "uno sperone di roccia non segnalato, la carta nautica dice che non doveva essere lì". Il solito complotto degli speroni rossi, degli scogli spuntati a sua insaputa: se Vespa lo chiama a Porta a Porta, lui tira fuori il plastico. Non resta che svignarsela nella notte, quatto quatto, "per senso di responsabilità", lasciando fare agli altri, ai tecnici. Vi ricorda qualcuno? Tipo un altro che aveva cominciato sulle navi da crociera?
di Marco Travaglio per Il Fatto
Ora diranno che noi italiani non riusciamo a diventare seri nemmeno nelle tragedie, anzi riusciamo subito a trasformarle in macabre farse. Gli altri hanno il Titanic, noi la Concordia. L'italianissima "nave più grande del mondo" che, già per com'è posizionata, mezza sott'acqua e mezza sopra con uno squarcio nella chiglia, è la migliore icona del paese che siamo.
Più che un naufragio, una parabola. Del capitano Schettino sappiamo tutto e forse, si spera, anche troppo. Ma non era mica solo, sulla nave. Invece è come se lo fosse: se il comandante impazzisce, o si ubriaca, o picchia la testa, non c'è niente da fare. Nessun controllo, nessuna valvola di salvaguardia. Un uomo solo al comando, con potere di vita e di morte su tutti gli altri. E, se dà via di matto o semplicemente si fa gli affari suoi, peggio per noi. Vi ricorda qualcosa?
Poi ci sono i passeggeri, che al "si salvi chi può" danno il meglio, ma anche il peggio. Uno, accecato dalla disperazione, strappa il salvagente al vicino e lo lascia affogare. Altri fanno a botte o calpestano la massa per arrivare prima alle scialuppe saltando la fila e, conquistato un posto sulla barchetta, scacciano i bambini o i vecchi o le donne o disabili perché "non c'è più posto". Vi ricordano qualcuno? Il "particulare", lo chiamava Guicciardini.
Poi c'è Costa Crociere, che prima difende il comandante e poi lo scarica, dichiarandosi parte lesa perché ha fatto tutto da solo (ma proprio perché poteva fare tutto da solo Costa Crociere non è parte lesa). Vi ricorda qualcuno? E siamo a Schettino, per gli amici "Top Gun", che nelle interviste fa il ganassa con le battute sul Titanic. Se c'era bisogno di qualcuno che rinfocolasse i luoghi comuni sull'italiano in gita, eccolo pronto alla bisogna.
Il tipico fesso che si crede furbo, ganzo, fico. Il bullo abbronzato coi ricci impomatati e i Ray-ban neri che conosce le regole e le rotte, ma è abituato ad aggirarle, a smussarle. C'è l'amico di un amico a riva da salutare a sirene spiegate? Che problema c'è, se po' fa'. C'è da accostare per il rito dell'"inchino" ai turisti portati dalla proloco? Ma per carità, si accosta. Accosta Crociere.
Perepèèèèè. Crash! Ops, uno scoglio. E lui dov'è, al momento del cozzo? Una turista olandese giura che era al bar a farsi un drink con una bella passeggera appena rimorchiata. Perché la patonza deve girare, no? A quel punto, con la nave gonfia d'acqua, si chiama la Capitaneria per dire "Tutto ok, positivo". Poi si parla di "guasto a un generatore". Minimizzare, sopire, troncare finché si può.
Crisi? Quale crisi? I ristoranti sono pieni, le stive pure. L'affondamento è solo psicologico, il classico naufragio percepito. Basta non parlarne e sparisce. Negare tutto, anche l'evidenza. Infatti è la Capitaneria a informarlo che la sua nave affonda. E allora "abbandonate la nave": lui per primo, assicurando però "stavo a poppa, ora torno sul ponte, a bordo ci sono solo 2-300 persone" (sono ancora tutte e 4 mila, però il vero bugiardo dà sempre cifre false ma precise).
Il solito De Falco - c'è sempre un De Falco sulla rotta dei furbi fessi - lo sgama: "Ma lei è a bordo?". "No". "Vada a bordo, cazzo! È un ordine". "Sono qua sotto a coordinare i soccorsi, ora vado a bordo". Invece è già all'asciutto, aggrappato a uno scoglio. Verrà avvistato sulla banchina mentre aspetta il taxi per l'hotel Bahamas. Manca ancora un ingrediente: la telefonata a mammà. "Sto bene, ho cercato di salvare i passeggeri". Come si chiama mammà? Rosa, e come se no? Lui intanto mente pure sull'ultima manovra: "L'ho fatta io per facilitare i soccorsi".
Invece l'han fatta le correnti. Poi pesca a piene mani dall'inesauribile serbatoio dello scusario vittimistico nazionale: tutta colpa di "uno sperone di roccia non segnalato, la carta nautica dice che non doveva essere lì". Il solito complotto degli speroni rossi, degli scogli spuntati a sua insaputa: se Vespa lo chiama a Porta a Porta, lui tira fuori il plastico. Non resta che svignarsela nella notte, quatto quatto, "per senso di responsabilità", lasciando fare agli altri, ai tecnici. Vi ricorda qualcuno? Tipo un altro che aveva cominciato sulle navi da crociera?
Ancora Natangelo sul Fatto Quotidiano. Mi piace 'sto Natangelo.
[URL=http://imageshack.us/photo/my-images/715/20120119103328.png/][/URL]
Uploaded with ImageShack.us
[URL=http://imageshack.us/photo/my-images/715/20120119103328.png/][/URL]
Uploaded with ImageShack.us
Ma secondo voi, sta cosa della scatola nera sulle auto per risparmiare sull RC auto, è realmente applicabile o è una str.ata megagalattica?