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Subject: [POLITICA]

2012-01-23 13:34:59
Io credo che col movimento la cosa si può fare, lentamente, ma si può fare
2012-01-23 13:38:54
ancora a sperare che si può uscire pacificamente da questa situazione?

Dai, possiamo ancora sopportare per 11 mesi, poi arrivera' la fine del mondo, Maya rulez, e vedremo i nostri politici andare dove devono andare (in base alle religioni s'intende... Silvio, Ghedini non ti puo' salvere da Chuck Norris); nella malaugurata ipotesi che i Maya abbian cannato... ehm... qualcuno ha del C4 oppure un eurofighter da prestarmi?
2012-01-23 13:51:13
errato

è solo finito il calendario maya, non hanno mai detto che fine calendario = fine del mondo :D

è un po come se noi dicessimo che ogni 31 dicembre finisce il mondo :P

e poi si parla di grosso cambiamento, mica è detto che sia la fine del mondo :D
2012-01-23 13:59:15
errato

è solo finito il calendario maya, non hanno mai detto che fine calendario = fine del mondo :D


noooooooooooooooooooooooooooooo.. sono depresso... l'unico modo pacifico per toglierceli dai maron.. ehm zebedei e' andato ; ;
2012-01-23 14:00:03
ma si, avremmo smesso tutti di soffrire :)
2012-01-23 14:06:44
ci sarà comunque un grande cambiamento
2012-01-23 16:09:12
tornando a parlare di sacrifici e tasse:

Gdf: "58 miliardi di euro
non dichiarati al fisco nel 2011"
Lo scorso anno la Guardia di Finanza ha sequestrato 902 milioni di euro e inviduato 11 miliardi occultati mediante operazioni estere. Scoperti anche 7.500 evasori totali che avevano nascosto redditi per oltre 21 miliardi e più di 12mila lavoratori in nero. Effettuate 12mila denunce

Gdf: "58 miliardi di euro non dichiarati al fisco nel 2011" Ammonta a 58 miliardi di euro l'evasione rilevata nel 2011 dalla Gdf
MILANO - Nel 2011 la Guardia di finanza ha scoperto redditi imponibili non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro, iva non versata per oltre 8 e denunciato oltre 12 mila responsabili di reati e frodi fiscali. Oltre 902 milioni di euro sono stati sequestrati immediatamente ai responsabili dei reati fiscali; sul fronte dell'evasione fiscale internazionale, i redditi non dichiarati scoperti dalle Fiamme Gialle ammontano a circa 11 miliardi di euro. A finire sotto la lente della Guardia di Finanza sono finiti principalmente i trasferimenti 'di comodo' delle residenze di persone e società nei paradisi fiscali e lo spostamento all'estero di capitali per non pagare le tasse in Italia.

Rilevante è stata l'attività di contrasto alle cosiddette 'Frodi Carosello' che ha portato alla scoperta di quasi 2 miliardi di Iva evasa; le investigazioni sulle imprese e lavoratori autonomi sconosciuti al Fisco perché non presentano le dichiarazioni annuali ("sommerso d'azienda") hanno portato all'individuazione di 7.500 evasori totali che avevano occultato redditi per oltre 21 miliardi di euro; 12.676 i lavoratori 'in nero' scovati di cui oltre 2.500 extracomunitari.

Nel 96 % dei casi i verbali della Guardia di Finanza sono stati integralmente recepiti dall'Agenzia delle Entrate per il successivo accertamento. In aumento anche i casi di coloro che aderiscono spontaneamente ai rilievi mossi dai verificatori del Corpo, consentendo l'immediata riscossione degli importi relativi al 10% dei verbali.
2012-01-23 20:26:04
e-book di Paolo Barnard "il più grande crimine 2011"
Le crisi economiche per distruggere la democrazia

894KB pdf
2012-01-23 20:34:02
purtroppo i miei vertici si bullano con il rilevato

sarebbe ora di finirla e bullarsi solo dell'INCASSATO

che è infinitamente meno........... (non per colpa nostra, eh)
2012-01-24 14:50:23
Martone: Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati

ci sono tante cose da dire sull'università in italia, ma io sono sostanzialmente daccordo col il senso del messaggio!
2012-01-24 14:57:19
ci sono tante cose da dire sull'università in italia, ma io sono sostanzialmente daccordo col il senso del messaggio!

Ni. Il giorno che l'università Italiana funzioni come quella paraguayana sarei d'accordo.
Ma con professori assentisti, orari incerti, sostanziale impossibilità di iniziare una carriera lavorativa che sia come orari compatibile con l'università, esami più volte cancellati all'ultimo secondo e rinviati a data da destinarsi mi pare eccessiva l'uscita. Certo però il messaggio è valido per quelle persone che studiano e basta e che evidentemente sono somari, pigri o entrambe le cose.
2012-01-24 14:59:29
era un po' quello che volevo dire anche io.
C'è di tutto un po'. Disfunzione della struttura e inettitudine degli studenti.

Di sicuro il messagio che deve passare è che laurearsi presto e bene è un merito. Molti sottovalutano quanto è dura poi se si sono persi certi anni d'oro recuperarli..
2012-01-24 17:27:43
sì d'accordo, ma penso anche che chi riveste un ruolo politico debba prima preoccuparsi di centrare i sui obiettivi, poi di fare commenti caustici sui cittadini.
E' anche vero che siamo un paese di bamboccioni, a prescindere da tutto, ma se me lo dice uno che si trova nel governo di un paese in cui il salario medio a 30 anni (se c'è) è di 1000 euro e l'affitto di un monolocale 500...
o il minsitro di un paese che ha un sistema di educazione pubblica che cade a pezzi che da suggerimenti a chi si deve laureare.
E' questione di intelligenza e di tatto, mica di altro: finchè non hai fatto il tuo, non giudicare gli altri.
2012-01-24 19:06:30
Martone è il probabilmente il personaggio peggiore tra le fila di questo governo, un ricordo del vecchio modo di fare politica.
2012-01-24 22:16:17
e-book di Paolo Barnard "il più grande crimine 2011"
Le crisi economiche per distruggere la democrazia
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il video

2012-01-26 10:25:19
Con l'apertura del tavolo sul mercato del lavoro, il governo Monti affronta un nodo cruciale del suo percorso riformatore. In questi giorni si è molto discusso del contratto unico di inserimento e del contratto di apprendistato, confondendo spesso le due tipologie contrattuali. Che invece si differenziano su alcuni punti essenziali. Per esempio, il contratto unico è a costo zero per le casse dello Stato, mentre non lo è quello di apprendistato. E si applica a milioni di lavoratori. Il contratto di apprendistato invece riguarda solo i giovani fino a 29 anni.

Con l’apertura del tavolo sul mercato del lavoro, il governo Monti affronta un nodo cruciale del suo percorso riformatore. In questi giorni si è molto discusso del contratto unico di inserimento (Cui) e del contratto di apprendistato (Ca), confondendo spesso le due tipologie contrattuali. In questa breve nota vorremmo chiarire le differenze fra i due tipi di contratto.

Il CUI

La proposta del contratto unico di inserimento, originariamente elaborata su questo sito è stata recepita in un disegno di legge con primo firmatario al Senato Paolo Nerozzi e alla Camera Pierpaolo Baretta. (Le riforme a costo zero, Disegno Di Legge Nerozzi).
È un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, applicabile a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro età o qualifica. Oggi si entra nel mercato a diverse età e ed è pertanto necessario disporre di uno strumento flessibile e universale, applicabile a milioni di lavoratori senza oneri aggiuntivi per le casse dello Stato e di tipo amministrativo nel vigilare clausole ad hoc di questi contratti.
È molto importante enfatizzare che il contratto è fin dal primo giorno a tempo indeterminato e - come tale - non ha bisogno di alcuna conversione in altro contratto. Nel Cui ci sono due fasi: la fase di inserimento e la fase di stabilità. Nella fase di inserimento, l'impresa ha la possibilità di interrompere il contratto di lavoro per ragioni economiche in cambio di un indennizzo economico che aumenta all’aumentare della durata del rapporto di lavoro. Nel Ddl Nerozzi la fase di inserimento dura 3 anni e richiede alle imprese un indennizzo che aumenta di 5 giorni lavorativi ogni mese e arriva fino a sei mesi di salario al terzo anno.
Una volta raggiunto il terzo anno l'impresa non dovrà convertire alcun contratto, ma si passerà automaticamente alla fase di stabilità dove il lavoratore nelle imprese con più di 15 dipendenti sarà tutelato anche dalla cosiddetta tutela reale o reintegra. Molti critici della nostra proposta sostengono che al terzo anno l'impresa vorrà licenziare automaticamente il lavoratore. È importante sottolineare che una simile opzione, qualora il datore di lavoro la volesse esercitare, richiederebbe sei mesi di paga di indennizzo e, come tale, sarebbe assai costosa per l'impresa.
Inoltre il Cui non richiede alcun onere per lo Stato in quanto non deve essere in alcun modo incentivato.
Nel Ddl Nerozzi sono anche previsti disincentivi all’abuso dei contratti a tempo determinato e dei contratti di tipo parasubordinato. Nel caso in cui mascherassero relazioni di lavoro alle dipendenze, viene prevista la loro trasformazione automatica in Cui, a meno che i contratti siano retribuiti al di sopra di una soglia prestabilità. Il principio è che, se l' impresa vuole più flessibilità di quella consentita dal Cui, deve pagarla, dando cosi modo al lavoratore di tutelarsi con i propri risparmi.
Il Ddl Nerozzi prevede anche l'introduzione di un salario minimo orario.

IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO

Il contratto di apprendistato è a tempo indeterminato. In questo senso è simile al Cui. C'è il divieto per le parti (datore di lavoro e lavoratore) di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una “giusta causa” o di un “giustificato motivo”. Dopo la scadenza del periodo di formazione, le parti possono recedere liberamente dal contratto. Se nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Può essere però interrotto al termine del periodo formativo senza alcun indennizzo se viene fornito un preavviso specificato dai contratti nazionali. Quindi, in sostanza, è possibile licenziare il giovane lavoratore dopo il periodo di formazione, durante il lavoratore può ricevere salari più bassi di quelli contrattuali per le qualifiche corrispondenti.
Inoltre il contratto di apprendistato riguarda soltanto i lavoratori che hanno meno di 29 anni. Se un'impresa volesse assumere un lavoratore di 30 anni o una donna di 35 che rientra nel mercato del lavoro non potrebbe utilizzare l’apprendistato, a meno che si tratti di persone in liste di mobilità. Ci sono poi ulteriori limiti. Ad esempio, nel caso di imprese senza manodopera qualificata. Il contratto di apprendistato non può interessare più di tre dipendenti.
Il contratto di apprendistato viene in gran parte definito dalla contrattazione collettiva: è così che vengono fissati sia la durata del periodo di formazione che la lunghezza del preavviso.
Il contratto di formazione prevede sgravi contributivi (sui contributi previdenziali e assistenziali) fino al 100 per cento e quindi non è a costo zero per le casse dello Stato.
Per tutti questi motivi, il contratto di apprendistato, a differenza del Cui, non può essere esteso a milioni di lavoratori.