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Subject: [POLITICA]

2012-01-26 10:25:19
Con l'apertura del tavolo sul mercato del lavoro, il governo Monti affronta un nodo cruciale del suo percorso riformatore. In questi giorni si è molto discusso del contratto unico di inserimento e del contratto di apprendistato, confondendo spesso le due tipologie contrattuali. Che invece si differenziano su alcuni punti essenziali. Per esempio, il contratto unico è a costo zero per le casse dello Stato, mentre non lo è quello di apprendistato. E si applica a milioni di lavoratori. Il contratto di apprendistato invece riguarda solo i giovani fino a 29 anni.

Con l’apertura del tavolo sul mercato del lavoro, il governo Monti affronta un nodo cruciale del suo percorso riformatore. In questi giorni si è molto discusso del contratto unico di inserimento (Cui) e del contratto di apprendistato (Ca), confondendo spesso le due tipologie contrattuali. In questa breve nota vorremmo chiarire le differenze fra i due tipi di contratto.

Il CUI

La proposta del contratto unico di inserimento, originariamente elaborata su questo sito è stata recepita in un disegno di legge con primo firmatario al Senato Paolo Nerozzi e alla Camera Pierpaolo Baretta. (Le riforme a costo zero, Disegno Di Legge Nerozzi).
È un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, applicabile a tutti i lavoratori, indipendentemente dalla loro età o qualifica. Oggi si entra nel mercato a diverse età e ed è pertanto necessario disporre di uno strumento flessibile e universale, applicabile a milioni di lavoratori senza oneri aggiuntivi per le casse dello Stato e di tipo amministrativo nel vigilare clausole ad hoc di questi contratti.
È molto importante enfatizzare che il contratto è fin dal primo giorno a tempo indeterminato e - come tale - non ha bisogno di alcuna conversione in altro contratto. Nel Cui ci sono due fasi: la fase di inserimento e la fase di stabilità. Nella fase di inserimento, l'impresa ha la possibilità di interrompere il contratto di lavoro per ragioni economiche in cambio di un indennizzo economico che aumenta all’aumentare della durata del rapporto di lavoro. Nel Ddl Nerozzi la fase di inserimento dura 3 anni e richiede alle imprese un indennizzo che aumenta di 5 giorni lavorativi ogni mese e arriva fino a sei mesi di salario al terzo anno.
Una volta raggiunto il terzo anno l'impresa non dovrà convertire alcun contratto, ma si passerà automaticamente alla fase di stabilità dove il lavoratore nelle imprese con più di 15 dipendenti sarà tutelato anche dalla cosiddetta tutela reale o reintegra. Molti critici della nostra proposta sostengono che al terzo anno l'impresa vorrà licenziare automaticamente il lavoratore. È importante sottolineare che una simile opzione, qualora il datore di lavoro la volesse esercitare, richiederebbe sei mesi di paga di indennizzo e, come tale, sarebbe assai costosa per l'impresa.
Inoltre il Cui non richiede alcun onere per lo Stato in quanto non deve essere in alcun modo incentivato.
Nel Ddl Nerozzi sono anche previsti disincentivi all’abuso dei contratti a tempo determinato e dei contratti di tipo parasubordinato. Nel caso in cui mascherassero relazioni di lavoro alle dipendenze, viene prevista la loro trasformazione automatica in Cui, a meno che i contratti siano retribuiti al di sopra di una soglia prestabilità. Il principio è che, se l' impresa vuole più flessibilità di quella consentita dal Cui, deve pagarla, dando cosi modo al lavoratore di tutelarsi con i propri risparmi.
Il Ddl Nerozzi prevede anche l'introduzione di un salario minimo orario.

IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO

Il contratto di apprendistato è a tempo indeterminato. In questo senso è simile al Cui. C'è il divieto per le parti (datore di lavoro e lavoratore) di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una “giusta causa” o di un “giustificato motivo”. Dopo la scadenza del periodo di formazione, le parti possono recedere liberamente dal contratto. Se nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Può essere però interrotto al termine del periodo formativo senza alcun indennizzo se viene fornito un preavviso specificato dai contratti nazionali. Quindi, in sostanza, è possibile licenziare il giovane lavoratore dopo il periodo di formazione, durante il lavoratore può ricevere salari più bassi di quelli contrattuali per le qualifiche corrispondenti.
Inoltre il contratto di apprendistato riguarda soltanto i lavoratori che hanno meno di 29 anni. Se un'impresa volesse assumere un lavoratore di 30 anni o una donna di 35 che rientra nel mercato del lavoro non potrebbe utilizzare l’apprendistato, a meno che si tratti di persone in liste di mobilità. Ci sono poi ulteriori limiti. Ad esempio, nel caso di imprese senza manodopera qualificata. Il contratto di apprendistato non può interessare più di tre dipendenti.
Il contratto di apprendistato viene in gran parte definito dalla contrattazione collettiva: è così che vengono fissati sia la durata del periodo di formazione che la lunghezza del preavviso.
Il contratto di formazione prevede sgravi contributivi (sui contributi previdenziali e assistenziali) fino al 100 per cento e quindi non è a costo zero per le casse dello Stato.
Per tutti questi motivi, il contratto di apprendistato, a differenza del Cui, non può essere esteso a milioni di lavoratori.
2012-01-27 10:34:20
Alla vigilia dell'importantissimo voto in Florida confronto in tv fra i 4 candidati superstiti. Gingrich propone di colonizzare la luna, l'immigrato Santorum chiede di deportare gli immigrati, il favorito che spiega di non sapere che i suoi soldi sono investiti alle Cayman

Comincio a chiedermi dove ci stia portando la democrazia. Sta finendo il suo tempo?
2012-01-27 11:17:13
sostanzialmente è finita già da un po'... manca la morte formale. La plutocrazia moderna (che io chiamo denarocrazia, perché non è un'oligarchia di ricchi, ma proprio una preminenza delle grandi sovrastrutture planetarie sugli stati nazionali: sistema finanziario, gruppi dell'energia, qualche massoneria trasversale ancora sotto traccia). Chi sta sulle poltrone non conta nulla, se basta un aereo che crolla su un palazzo dall'altro capo del mondo per vanificarne tutto il lavoro.
2012-01-27 12:56:49
se l'è meritato
2012-01-27 12:59:19
Castelli fa l'indignato quando qualcuno glie ne canta una di troppo, ma poi vai alle manifestazioni leghiste e ne senti di tutti i colori e pure peggio...per non parlare di dichiarazioni esplicite dei capi della lega (bossi per esempio)...sono davvero insopportabili sti padani!
2012-01-27 13:04:45
puoi dirlo forte...a parte che se fossimo in un altro paese europeo avrebbero disfato il partita anni fa...ma ad ogni modo perchè dice all'operaio siciliano che in sicilia ci sono 23000 impiegati in regione? cosa ci può fare lui?è lo stato che dovrebbe fare qualcosa in proposito,non gli operai
2012-01-27 13:16:18
bé, insomma, la sicilia è a statuto speciale e la responsabilità è dei politici eletti in sicilia con buona pace della criminalità locale, e di entrambe le cose (politici locali e criminalità locale) la responsablità è anche del popolo. Magari il povero singolo operaio non c'entra, ma come componente dell'elettorato è responsabile pure lui.
2012-01-27 13:44:41
Io ho applaudito alla frase dell'operaio :D
2012-01-27 13:46:47
io trovo clamoroso che uno che ha governato per 4 anni di fila con una maggioranza bulgara sipossa permettere di cercare altrove le colpe del fallimento..

se ne è andato perchè non capiva come uscire e temeva di legittimare troppo il movimento forcone contro la politica..
In pratica teme per i voti che sperano di rubare alle prossime elezioni con questa truffa dell'opposizione a monti.
2012-01-27 14:27:22
anche io,se l'è troppo cercata
2012-01-27 15:29:43
Te la riporto anche qui, che c'azzecca ;)

Un operaio: "Castelli, non rompere i coglioni" e lui se ne va. Non ditemi che è sempre stato così facile che m'incazzo. (cit. Spinoza.it)

Genio (cit. iMpRoBaBiL3)
2012-01-27 19:20:39
puoi dirlo forte...a parte che se fossimo in un altro paese europeo avrebbero disfato il partita anni fa...ma ad ogni modo perchè dice all'operaio siciliano che in sicilia ci sono 23000 impiegati in regione? cosa ci può fare lui?è lo stato che dovrebbe fare qualcosa in proposito,non gli operai

si probabile che in un altro stato un partito del genere potesse essere già chiuso, ma probabilmente, non ci sarebbero nemmeno regioni più preferite rispetto ad altre...
2012-01-27 19:59:09
puoi dirlo forte...a parte che se fossimo in un altro paese europeo avrebbero disfato il partita anni fa...ma ad ogni modo perchè dice all'operaio siciliano che in sicilia ci sono 23000 impiegati in regione? cosa ci può fare lui?è lo stato che dovrebbe fare qualcosa in proposito,non gli operai

si probabile che in un altro stato un partito del genere potesse essere già chiuso, ma probabilmente, non ci sarebbero nemmeno regioni più preferite rispetto ad altre...


Conosci la PiRuBi?
2012-01-27 20:24:58
ho letto che è una strada che volevano fare... mi sbaglio? cosa cerchi di dirmi con questo?
2012-01-27 21:00:13
che come cambia il punto di vista, cambiano quelli che appaiono "favoriti".

(se chiedi a me, non posso che risponderti che io vedo i "favoriti" non in distribuzione geografica, quanto piuttosto rispetto al censo).
2012-01-27 22:16:01
io non vedo essuno favorito in distribuzione geografica: li vedo sulle personalizzazioni



Cinque regioni sono a statuto speciale, approvato dal Parlamento nazionale con legge costituzionale, come previsto dall'art. 116 della Costituzione.

Lo statuto speciale garantisce una particolare forma di autonomia, ciò è tangibile nell'autonomia impositiva. Il Friuli-Venezia Giulia trattiene per sé il 60% della maggior parte dei tributi riscossi nel territorio regionale, la Sardegna il 70%, Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige il 90%, la Sicilia il 100% delle imposte.