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Subject: [POLITICA]
in più maggior facilità di licenziamento non significa che il licenziamento sia gratuito
dimmi qual'è la difficoltà odierna nel licenziare un lavoratore... e ti trovo il modo per farlo.
dimmi qual'è la difficoltà odierna nel licenziare un lavoratore... e ti trovo il modo per farlo.
che bello imporre una dieta variegata quando nel frigo non hai nulla
togliere il diritto al lavoro (sancito dal primo...non centesimo...il primo articolo della costituzione di questo paese) è ammazzare definitivamente l'economia
i paragoni con gli altri stati flessibilizzati non reggono perchè ogni realtà è figlia di decenni di storia economica e la flessibilità tout court non è una ricetta applicabile a tutte le situazioni...sarei anche d'accordo ad introdurla massicciamente nel tessuto normativo italiano (per quanto è già STRApresente e non c'è bisogno di spiegare come dal 1998) a patto di garantire TUTTE le caratteristiche di welfare che un tale sistema necessita per non far saltare tutto.
Si è flessibilizzato troppo e tutto...credo sia tempo di creare un nuovo ordine economico, ma purtroppo siamo in mano a degli sciacalli e finiremo anche peggio.
togliere il diritto al lavoro (sancito dal primo...non centesimo...il primo articolo della costituzione di questo paese) è ammazzare definitivamente l'economia
i paragoni con gli altri stati flessibilizzati non reggono perchè ogni realtà è figlia di decenni di storia economica e la flessibilità tout court non è una ricetta applicabile a tutte le situazioni...sarei anche d'accordo ad introdurla massicciamente nel tessuto normativo italiano (per quanto è già STRApresente e non c'è bisogno di spiegare come dal 1998) a patto di garantire TUTTE le caratteristiche di welfare che un tale sistema necessita per non far saltare tutto.
Si è flessibilizzato troppo e tutto...credo sia tempo di creare un nuovo ordine economico, ma purtroppo siamo in mano a degli sciacalli e finiremo anche peggio.
Nei fatti lo sai anche tu cosa vuol dire, assegni di disoccupazione più sostanziosi e per più tempo e aziende e stato che aiutano nella riqualifiaczione (che non vuol dire che un avvocato va riqualificato a zappare in un orto anche se come slogan fa presa per bollare negativamente questa idea), in più maggior facilità di licenziamento non significa che il licenziamento sia gratuito, io sono concorde con il contratto unico di inserimento a tutele crescenti (più tempo lavori nello stesso posto e più costerà caro il licenziamento), questa è la via da perseguire secondo me, cercando di diminuire quindi i vari cotnratti a progetto, partita iva ecc, per te non è così, amen.
padania, intanto non si capisce cosa vuol dire nei fatti assegni di disoccupazione:
per quanto, di quantio soldi, con che % del mio precedente reddito a che condizioni?
altrimenti è aria fritta.
poi nel mio post nella pagina precedente ci sono 5 punti di critica, alle altre 4 questioni non vedo alcuna risposta.
padania, intanto non si capisce cosa vuol dire nei fatti assegni di disoccupazione:
per quanto, di quantio soldi, con che % del mio precedente reddito a che condizioni?
altrimenti è aria fritta.
poi nel mio post nella pagina precedente ci sono 5 punti di critica, alle altre 4 questioni non vedo alcuna risposta.
Quindi se uno a tempo indeterminato prende come paga base diciamo 1300 euro a tempo determinato deve costare 1600. Se i contributi del primo costano 290 i secondi costano invece 500 (e non 400 come proporzione vorrebbe).
Facciamo la scommessa che domani assumono tutti a tempo indeterminato con queste 2 semplici regole?
ed ecco anche perchè bisogna diminuire le ore settimanali di lavoro.
Facciamo la scommessa che domani assumono tutti a tempo indeterminato con queste 2 semplici regole?
ed ecco anche perchè bisogna diminuire le ore settimanali di lavoro.
Monti ha detto che il posto fisso è noioso,ma come mai le banche ha chi non ha un posto fisso, il mutuo non lo da? forse Monti ste cose le dovrebbe raccontare ai suoi amici banchieri
quando il mondo va dalla parte opposta a quella che tentiamo di difendere noi
di quale mondo del lavoro stai parlando?
perchè il manifatturiero è tutto in cina e simili, l'IT pakistan e simili... ma mica perchè la c'è il tempo determinato.
e a chi giova quel mondo del lavoro?
di quale mondo del lavoro stai parlando?
perchè il manifatturiero è tutto in cina e simili, l'IT pakistan e simili... ma mica perchè la c'è il tempo determinato.
e a chi giova quel mondo del lavoro?
ragazzi, veramente, mi sembra che viviate fuori dal mondo perchè se le aziende vanno all'estero non è certo perchè là sono più bravi o meno fancazzisti di noi!
Direi "Roma ladrona, la Lega non perdona"...
tanto per ribadire un post andato perduto nel marasma del thread...
I ricorsi sui vitalizi dei parlamentari
Chi sono i 26 deputati ed ex deputati che hanno fatto ricorso contro il nuovo sistema, che ritarda l'erogazione degli assegni
Lega Nord
Elisabetta Castellazzi (nata a Milano nel 1966)
Franca Valenti (Milano, 1959)
Roberta Pizzicara (Milano, 1955)
Diana Battaggia (Venezia, 1966)
Enrico Cavaliere (nato a Venezia nel 1958, deputato sia nella XII che nella XIII legislatura)
Oreste Rossi (Alessandria, 1964, deputato nell’XI, XII e XIII legislatura)
Alberto Bosisio (Lecco, 1953)
Francesco Stroili (Venezia, 1954)
Edouard Ballaman (Vallenried, 1962)
Flavio Bonafini (Brescia, 1953)
Fabio Padovan (Conegliano, 1955, deputato nell’XI legislatura)
Salvatore Bellomi (Robecco D’Oglio, 1952)
Roberto Asquini (Udine, 1964, XII e XII legislatura)
Giulio Arrighini (Brescia, 1962, XI e XII legislatura)
Ulivo
Michele Cappella (XIII legislatura, nato in provincia di Catania nel 1953)
Antonio Borrometi (XIII legislatura, nato a Modica nel 1953)
Ugo Malagnino (XIII legislatura nato a Manduria nel 1952)
Forza Italia
Emanuela Cabrini (XII legislatura nata a Piacenza nel 1961)
Paola Martinelli (XII legislatura, nata a Parma nel 1955)
Alleanza Nazionale
Domenico Basile (XII legislatura, nato a Vibo Valentia nel 1952)
Daniele Franz (XIII e XIV legislatura, nato a Udine nel 1963)
Rifondazione Comunista
Martino Dorigo (XI e XIII legislatura, nato a Venezia nel 1961)
ilpost
tanto per ribadire un post andato perduto nel marasma del thread...
I ricorsi sui vitalizi dei parlamentari
Chi sono i 26 deputati ed ex deputati che hanno fatto ricorso contro il nuovo sistema, che ritarda l'erogazione degli assegni
Lega Nord
Elisabetta Castellazzi (nata a Milano nel 1966)
Franca Valenti (Milano, 1959)
Roberta Pizzicara (Milano, 1955)
Diana Battaggia (Venezia, 1966)
Enrico Cavaliere (nato a Venezia nel 1958, deputato sia nella XII che nella XIII legislatura)
Oreste Rossi (Alessandria, 1964, deputato nell’XI, XII e XIII legislatura)
Alberto Bosisio (Lecco, 1953)
Francesco Stroili (Venezia, 1954)
Edouard Ballaman (Vallenried, 1962)
Flavio Bonafini (Brescia, 1953)
Fabio Padovan (Conegliano, 1955, deputato nell’XI legislatura)
Salvatore Bellomi (Robecco D’Oglio, 1952)
Roberto Asquini (Udine, 1964, XII e XII legislatura)
Giulio Arrighini (Brescia, 1962, XI e XII legislatura)
Ulivo
Michele Cappella (XIII legislatura, nato in provincia di Catania nel 1953)
Antonio Borrometi (XIII legislatura, nato a Modica nel 1953)
Ugo Malagnino (XIII legislatura nato a Manduria nel 1952)
Forza Italia
Emanuela Cabrini (XII legislatura nata a Piacenza nel 1961)
Paola Martinelli (XII legislatura, nata a Parma nel 1955)
Alleanza Nazionale
Domenico Basile (XII legislatura, nato a Vibo Valentia nel 1952)
Daniele Franz (XIII e XIV legislatura, nato a Udine nel 1963)
Rifondazione Comunista
Martino Dorigo (XI e XIII legislatura, nato a Venezia nel 1961)
ilpost
i paragoni con gli altri stati flessibilizzati non reggono perchè ogni realtà è figlia di decenni di storia economica e la flessibilità tout court non è una ricetta applicabile a tutte le situazioni...sarei anche d'accordo ad introdurla massicciamente nel tessuto normativo italiano (per quanto è già STRApresente e non c'è bisogno di spiegare come dal 1998) a patto di garantire TUTTE le caratteristiche di welfare che un tale sistema necessita per non far saltare tutto.
il concetto è corretto.
come al solito, in italia, ci si azzuffa sulla polvere e non si guarda lo sporco vero da pulire.
il problema è che, per l'art. 18, va modificato, radicalmente ma, prima, andrebbero cambiate alcuni retaggi del mondo lavorativo tipici dell'epoca del benemerito di predappio....
Nel 1945 il ministro rsi Spinelli (operaio cremonese che conobbi grazie alla mia amicizia con il nipote) socializzò molte aziende, mettendo le basi per il diritto del lavoro del dopoguerra.
Un paradosso, un fascista che socializza aziende e integra le figure dei lavoratori......
Comunque il pensiero di spinelli l'è andato bene per decenni, tanto che fu utilizzato per creare le basi dello statuto dei lavoratori ma ora, nel 2012, questo ovviamente non va più bene.
Uno stato deve evolversi, nella buona o nella cattiva sorte, il mondo ha tempi e ritmi totalmente differenti, nel lavoro come nell'informazione. L'art 18 (nella più stretta interpretazione) è retrogrado.
Uno stato dovrebbe cambiarlo offrendo mezzi di tutela differenti ai lavoratori e mezzi "di offesa" agli industriali che fanno i cazzoni.
Buttare sul piatto le lotte dei lavoratori per i loro sacrosanti diritti è come dire che, visto che in italia abbiamo avuto arturo benedetti michelangeli, tutti i solisti di pianoforte sono i migliori al mondo.
il concetto è corretto.
come al solito, in italia, ci si azzuffa sulla polvere e non si guarda lo sporco vero da pulire.
il problema è che, per l'art. 18, va modificato, radicalmente ma, prima, andrebbero cambiate alcuni retaggi del mondo lavorativo tipici dell'epoca del benemerito di predappio....
Nel 1945 il ministro rsi Spinelli (operaio cremonese che conobbi grazie alla mia amicizia con il nipote) socializzò molte aziende, mettendo le basi per il diritto del lavoro del dopoguerra.
Un paradosso, un fascista che socializza aziende e integra le figure dei lavoratori......
Comunque il pensiero di spinelli l'è andato bene per decenni, tanto che fu utilizzato per creare le basi dello statuto dei lavoratori ma ora, nel 2012, questo ovviamente non va più bene.
Uno stato deve evolversi, nella buona o nella cattiva sorte, il mondo ha tempi e ritmi totalmente differenti, nel lavoro come nell'informazione. L'art 18 (nella più stretta interpretazione) è retrogrado.
Uno stato dovrebbe cambiarlo offrendo mezzi di tutela differenti ai lavoratori e mezzi "di offesa" agli industriali che fanno i cazzoni.
Buttare sul piatto le lotte dei lavoratori per i loro sacrosanti diritti è come dire che, visto che in italia abbiamo avuto arturo benedetti michelangeli, tutti i solisti di pianoforte sono i migliori al mondo.
io vedo molte frasi colorite e pure immaginifiche, ma non vedo risposte alle domande fatte.
In pratica COSA si deve fare e COME si ovvia ai quei 5 punti che ho postato una pagina fa?
In pratica COSA si deve fare e COME si ovvia ai quei 5 punti che ho postato una pagina fa?
guarda che sul 18 stai sbagliando tutto...
Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, contrariamente a quanto si afferma comunemente, non dice che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo. Tale principio, infatti, è contenuto nell'art. 1 della legge 604/1966.
L'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, invece, detta le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo (perché effettuato senza comunicazione dei motivi; perché ingiustificato o perché discriminatorio) nelle unità produttive con più di 15 dipendenti (5 se agricole) e nelle imprese con più di 60 dipendenti in tutto.
Indice
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1 Descrizione
2 Voci correlate
3 Altri progetti
4 Collegamenti esterni
Descrizione [modifica]
Il giudice, qualora accerti l'illegittimità del licenziamento per uno dei motivi indicati nella legge 604/1966 (difetto di forma, ingiustificato, discriminatorio), ordina la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. In alternativa, il dipendente può accettare un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultimo stipendio. Oltre all'ordine di reintegrazione, al lavoratore spetta un risarcimento danni che non può essere inferiore a 5 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
Nelle aziende che hanno fino a 15 dipendenti, se il giudice dichiara illegittimo il licenziamento, il datore può scegliere se riassumere il dipendente o pagare un risarcimento da 2,5 a 6 mensilità (l'indennità può essere aumentata in base all'anzianità di servizio). Questa norma non è contenuta nell'art. 18, ma nell'art. 8 della legge 604/1966, e vale per il solo licenziamento ingiustificato (ossia in assenza di giusta causa o giustificato motivo).
La differenza fra riassunzione e reintegrazione è che, nel primo caso, il dipendente perde l'anzianità di servizio e i diritti acquisiti col precedente contratto (tutela obbligatoria).
per questo il prof di macro di gianni (vaciago?) insiste sul concetto di mantenere il reddito, perchè garantisce continuità al mondo del lavoro......non come un lavoratore che ha delle gnolle per qualsiasi cosa..
Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, contrariamente a quanto si afferma comunemente, non dice che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo. Tale principio, infatti, è contenuto nell'art. 1 della legge 604/1966.
L'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, invece, detta le conseguenze in caso di licenziamento illegittimo (perché effettuato senza comunicazione dei motivi; perché ingiustificato o perché discriminatorio) nelle unità produttive con più di 15 dipendenti (5 se agricole) e nelle imprese con più di 60 dipendenti in tutto.
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Il giudice, qualora accerti l'illegittimità del licenziamento per uno dei motivi indicati nella legge 604/1966 (difetto di forma, ingiustificato, discriminatorio), ordina la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro. In alternativa, il dipendente può accettare un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultimo stipendio. Oltre all'ordine di reintegrazione, al lavoratore spetta un risarcimento danni che non può essere inferiore a 5 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto.
Nelle aziende che hanno fino a 15 dipendenti, se il giudice dichiara illegittimo il licenziamento, il datore può scegliere se riassumere il dipendente o pagare un risarcimento da 2,5 a 6 mensilità (l'indennità può essere aumentata in base all'anzianità di servizio). Questa norma non è contenuta nell'art. 18, ma nell'art. 8 della legge 604/1966, e vale per il solo licenziamento ingiustificato (ossia in assenza di giusta causa o giustificato motivo).
La differenza fra riassunzione e reintegrazione è che, nel primo caso, il dipendente perde l'anzianità di servizio e i diritti acquisiti col precedente contratto (tutela obbligatoria).
per questo il prof di macro di gianni (vaciago?) insiste sul concetto di mantenere il reddito, perchè garantisce continuità al mondo del lavoro......non come un lavoratore che ha delle gnolle per qualsiasi cosa..
guarda che sul 18 stai sbagliando tutto...
mi spieghi quale sarebbe il mio errore? ( io le ho studiate bene ste cose tra l'altro..)
e poi mi spieghi anche come la libertà di licenziamento "senza giusta causa" permette di creare più posti di lavoro, magari evitando la favoletta dell'imprenditore che ha paura di assumere che è smentita da fatti /statistiche e buon senso?!?!
mi spieghi quale sarebbe il mio errore? ( io le ho studiate bene ste cose tra l'altro..)
e poi mi spieghi anche come la libertà di licenziamento "senza giusta causa" permette di creare più posti di lavoro, magari evitando la favoletta dell'imprenditore che ha paura di assumere che è smentita da fatti /statistiche e buon senso?!?!
ti ripeto che parti dal concetto sbagliato: "licenziamento senza giusta causa".
Un imprenditore crea un figura professionale in anni di lavoro insieme, licenziarlo senza giusta cuasa vuol dire tagliare le palle da solo.
Gli imprenditori investono sul capitale umano, credi che faccia piacere lasciare a casa un tornitore che ha 20 anni di esperienza e che ha una produttività (tempo-qualità) ottima?
Ripeto: una azienda con due dita di testa licenzia per motivi economici (se le cose vanno male da che mondo è mondo i lavoratori vengono lasciati a casa, purtroppo) oppure perchè un lavoratore non è in grado professionalmente di affrontare quella mansione.
Se rompe il cazzo fanno bene a lasciarlo a casa.
Licenziare colui che professionalmente va bene è antiproduttivo.
In italia abbiamo sempre piazzato lo "Stato" davanti ad ogni cosa, ci siamo sempre rifugiati dietro quello, con lotte, scioperi e quant'altro.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
O siamo nel giusto noi e dovremmo vivere bene (e non mi sembra) o il nostro sistema lavorativo è anacronistico (ipotesi più realistica)
(edited)
Un imprenditore crea un figura professionale in anni di lavoro insieme, licenziarlo senza giusta cuasa vuol dire tagliare le palle da solo.
Gli imprenditori investono sul capitale umano, credi che faccia piacere lasciare a casa un tornitore che ha 20 anni di esperienza e che ha una produttività (tempo-qualità) ottima?
Ripeto: una azienda con due dita di testa licenzia per motivi economici (se le cose vanno male da che mondo è mondo i lavoratori vengono lasciati a casa, purtroppo) oppure perchè un lavoratore non è in grado professionalmente di affrontare quella mansione.
Se rompe il cazzo fanno bene a lasciarlo a casa.
Licenziare colui che professionalmente va bene è antiproduttivo.
In italia abbiamo sempre piazzato lo "Stato" davanti ad ogni cosa, ci siamo sempre rifugiati dietro quello, con lotte, scioperi e quant'altro.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
O siamo nel giusto noi e dovremmo vivere bene (e non mi sembra) o il nostro sistema lavorativo è anacronistico (ipotesi più realistica)
(edited)
Un imprenditore crea un figura professionale in anni di lavoro insieme, licenziarlo senza giusta cuasa vuol dire tagliare le palle da solo.
Gli imprenditori investono sul capitale umano, credi che faccia piacere lasciare a casa un tornitore che ha 20 anni di esperienza e che ha una produttività (tempo-qualità) ottima?
si ma questo non è un caso problematico..
cioè discutiamo del caso che già funziona e non da problemi per giustificare un cambiamento????
Ripeto: una azienda con due dita di testa licenzia per motivi economici (se le cose vanno male da che mondo è mondo i lavoratori vengono lasciati a casa, purtroppo) oppure perchè un lavoratore non è in grado professionalmente di affrontare quella mansione.
cosa perfettamente possibili con le regole attuali, quindi di che discutiamo? perchè cambiare l' art. 18?
Licenziare colui che professionalmente va bene è antiproduttivo.
anche qui c'è da dire che col mercato del lavoro attuale si trova a meno soldi qualcuno che lo fa altrettanto bene..
In italia abbiamo sempre piazzato lo "Stato" davanti ad ogni cosa, ci siamo sempre rifugiati dietro quello, con lotte, scioperi e quant'altro.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
O siamo nel giusto noi e dovremmo vivere bene (e non mi sembra) o il nostro sistema lavorativo è anacronistico (ipotesi più realistica)
sto discorso non centra un piffero.
Vorrei un po' di oggettività nel trattare dei diritti con i quali ci compreremo il pane nei prossimi 50 anni...
Gli imprenditori investono sul capitale umano, credi che faccia piacere lasciare a casa un tornitore che ha 20 anni di esperienza e che ha una produttività (tempo-qualità) ottima?
si ma questo non è un caso problematico..
cioè discutiamo del caso che già funziona e non da problemi per giustificare un cambiamento????
Ripeto: una azienda con due dita di testa licenzia per motivi economici (se le cose vanno male da che mondo è mondo i lavoratori vengono lasciati a casa, purtroppo) oppure perchè un lavoratore non è in grado professionalmente di affrontare quella mansione.
cosa perfettamente possibili con le regole attuali, quindi di che discutiamo? perchè cambiare l' art. 18?
Licenziare colui che professionalmente va bene è antiproduttivo.
anche qui c'è da dire che col mercato del lavoro attuale si trova a meno soldi qualcuno che lo fa altrettanto bene..
In italia abbiamo sempre piazzato lo "Stato" davanti ad ogni cosa, ci siamo sempre rifugiati dietro quello, con lotte, scioperi e quant'altro.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
O siamo nel giusto noi e dovremmo vivere bene (e non mi sembra) o il nostro sistema lavorativo è anacronistico (ipotesi più realistica)
sto discorso non centra un piffero.
Vorrei un po' di oggettività nel trattare dei diritti con i quali ci compreremo il pane nei prossimi 50 anni...
Gli imprenditori investono sul capitale umano, credi che faccia piacere lasciare a casa un tornitore che ha 20 anni di esperienza e che ha una produttività (tempo-qualità) ottima?
Certo, adesso il mondo del lavoro è fatto tutto da gente con 20 anni di esperienza...
Guarda che per la stragrande maggioranza per svolgere una mansione non dico che serva ben poca esperienza ma quasi.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
cina, pakistan, india, di cui si parlava sopra... non male come prospettiva.
(edited)
Certo, adesso il mondo del lavoro è fatto tutto da gente con 20 anni di esperienza...
Guarda che per la stragrande maggioranza per svolgere una mansione non dico che serva ben poca esperienza ma quasi.
Nel resto del mondo le cose viaggiano su binari diversi.
cina, pakistan, india, di cui si parlava sopra... non male come prospettiva.
(edited)
io lavoro in torneria da 14 anni e ti assicuro che non ho per niente la certezza che il mio datore di lavoro mi tenga,per l'esperienza che ho,perchè è molto più facile che se ne vada a produrre altrove(tant'è che l'anno scorso ha aperto una fabbrica in ungheria,guarda caso)