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Subject: [POLITICA]

2012-03-06 08:46:55
come morire
2012-03-06 09:04:35
La modifica dell'articolo 81 della costituzione introduce il concetto di "pareggio di bilancio". In tal modo, qualunque tipo di decisione presa dal governo in materia economica non avrà più neppure bisogno di verifica parlamentare e/o approvazione, perché sarà sufficiente far approvare un decreto legge dopo l'altro appellandosi alla Costituzione. In tal modo, si autorizza la costituzione a consentire la totale dismissione del settore pubblico. Così facendo si annulla la volontà espressa dagli elettori nel referendum del giugno 2011. Verrà modificato, al pomeriggio, anche l'articolo 138 della Costituzione relativo all'azione referendaria in modo tale da garantire al governo uno strumento legale che consentirà di non indire più referendum.
In tal modo, "ufficialmente" l'Italia non risulta più, a tutti gli effetti, una nazione democratica e sovrana. Il governo, infatti, si troverà nella condizione di poter operare senza chiedere né l'appoggio né l'opinione dei cittadini, ascrivendo a sé il principio di "rispetto della norma costituzionale che prevede l'attuazione del pareggio di bilancio" (il cosiddetto "fiscal compact").

Pareggio di bilancio significa tasse e tagli per corrispondere agli interessi delle banche che non ammettono spese dello stato per i cittadini: siamo in scadenza di pagamento per loro e quindi ci pignorano la vita e si gestiscono lo stato. Se sarà necessario introdurranno in costituzione il "pareggio del consenso".
2012-03-06 13:57:47
è la fine della democrzia e dello stato inteso come istituzione formata dai cittadini (e non degli interessi economici che la compongono).
(edited)
2012-03-06 20:23:46
Lombardia, indagato per corruzione il leghista Boni. I pm: “Più di un milione al partito”

Ennesimo colpo per l'amministrazione Formigoni: il presidente del consiglio regionale accusato nell'ambito di un'inchiesta per tangenti urbanistiche. I pm Robledo e Filippini ipotizzano che le mazzette siano finite nelle casse del Carroccio. La replica: "Totalmente estraneo ai fatti, sono pronto a chiarire". Il Carroccio: "Valuteremo". Il governatore: "Se il danno sarà dimostrato, ci costituiremo parte civile"
2012-03-06 22:13:12
"Se il danno sarà dimostrato, ci costituiremo parte civile"

E restituiremo i soldi...

O no?
2012-03-06 23:53:36
ROTFL

Su questo argomento ne so una che è ultra spassosa.
Peccato che se la scrivessi qui mi beccherei un paio di querele.

Ehhhhh ragazzacci del pirellone...
2012-03-07 07:43:32
vabbè dai... scrivila e usa nomi in codice, tipo "Trota", "Mortadella"...
2012-03-07 13:24:22
Politica & Palazzo | di Redazione Il Fatto Quotidiano | 6 marzo 2012

Legge elettorale, accordo Pdl-Pd-Terzo Polo Bonus sopra l’11%, penalizzati i partiti minori

Un sistema di tipo tedesco, con sbarramento al cinque per cento e dei correttivi mutuati dalla legge in vigore in Spagna, con un bonus per i partiti che superano la soglia dell'undici per cento a scapito di quelli che sopra il 5%
La proposta di riforma elettorale è pronta. Pdl, Pd e Terzo Polo stanno trovando l’accordo per un sistema di tipo tedesco, con sbarramento al cinque per cento, introducendo dei correttivi mutuati dalla legge in vigore in Spagna e inserendo un bonus in termini di seggi per i partiti che superano l’11%. Obiettivo dichiarato e comune è quello di limitare la frammentazione parlamentare. Un ritorno al proporzionale, dunque, che cancella il premio di maggioranza ma riconosce un bonus di seggi ai partiti che incassano più dell’11% a scapito di quelli che superano il 5%: in base al numero di voti conquistati, infatti, alle forze minori vengono assegnati meno seggi e assegnati ai partiti maggiori. Il sistema è stato proposto da Pdl e Pd che possono così liberarsi dalla necessità di presentarsi con alleanze. Fortemente voluta da Silvio Berlusconi, dopo la rottura con la Lega Nord. Mentre Fli, Api e Udc nutrono dei dubbi. Marginali. Pierferdinando Casini, del resto, sta tentando di avvicinare a sé parte di moderati delusi dal berlusconismo, quindi reputa possibile superare l’11%. La soglia impensierisce di più l’Idv e il Carroccio.“Far fuori le forze politiche che non sono in maggioranza con i tecnicismi della legge elettorale non è mai un buon esercizio di democrazia”, ha detto il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, che ha definito “il nuovo patto tra Pd, Pdl e Terzo polo per spartirsi i posti in Parlamento è iniquo e antidemocratico. Per fortuna i cittadini non sono stupidi e non si lasceranno ingannare dal nuovo porcellum”.

Il percorso per arrivare a un accordo è ancora lungo e così il Pdl interviene per placare gli animi. Ignazio La Russa mette le mani avanti: “Voglio rassicurare Lega e Storace sul fatto che ci sia già un accordo, non c’è nessun complotto contro i piccoli né una bozza pronta”. Il cammino di questa riforma “non è legato alle amministrative ma all’iter delle riforme costituzionali”. Che, come precisa Lorenzo Cesa, “devono essere affrontate con un giusto timing: prima la riforma dei regolamenti parlamentari, poi la riforma delle Camere e poi la riforma elettorale, non si può fare una riforma elettorale se non sappiamo che tipo di riforma istituzionale faremo”, ha detto il segretario dell’Udc. Ma è necessario “attuare la riforma elettorale, in senso proporzionale che, soprattutto, restituisca ai cittadini la possibilità di scegliersi l’eletto”. Il percorso di riforma deve necessariamente partire dalla bozza dei tecnici Luciano Violante (Pd), Gaetano Quagliariello (Pdl), Ferdinando Adornato (Udc), Italo Bocchino (Fli), Pino Pisicchio (Api) che prevede, fra l’altro, la riduzione del numero dei parlamentari. I deputati saranno 508, 8 dei quali nella circoscrizione Estero, mentre il Senato sarà eletto su base regionale, salvo i seggi assegnati alla circoscrizione Estero e sarà composto da 254 senatori (4 all’Estero); elettorato attivo per Camera e Senato a 18 anni, mentre quello passivo sarà: per la Camera a 21 anni e per Palazzo Madama a 35. E’ prevista una riduzione da 7 a 5 del numero minimo di senatori per regione.

Questa bozza di riforma è stata consegnata ai segretari di partito, che si incontreranno in settimana. Il timing è serrato e l’accordo politico deve essere trovato in tempi brevi se si vuole davvero dar vita alle riforme costituzionali. Tempi stretti comunque, come sostenuto da Luciano Violante, perché l’obiettivo è di fare il primo giro di boa entro l’estate. L’approvazione delle riforme a Camera e Senato prima di agosto consentirebbe di occuparsi della legge elettorale e poi, entro la fine della legislatura, ci sarebbe il tempo per il secondo doppio passaggio parlamentare per le riforme. Violante ha invitato a non far circolare i “testi ancora in via di definizione” perché questo “danneggia il lavoro comune e la stessa prospettiva di riforma”. Sulla stessa linea Quagliariello, che sottolinea come la diffusione di “bozze provvisorie” non aiuti “un lavoro serio”, e invita a fare attenzione anche sul fronte della legge elettorale su cui si “mischiano elementi di realtà con elementi di fantasia”. Per quanto riguarda la riforma della legge elettorale, l’unica cosa certa è l’accettazione da parte di Pdl, Pd e Terzo Polo del sistema tedesco che per metà prevede collegi uninominali e per metà liste proporzionali.

Il sistema proporzionale è l’unico che garantisce a ognuno di portarsi “a casa” quello che ha. Su questo, quindi, sarebbero d’accordo Pdl, Pd e Terzo Polo anche se si temono i “bipolaristi ad oltranza” che sono presenti sia nel Pdl sia nel Pd e che potrebbero portare elementi di disturbo e qualche difficoltà nel raggiungimento dell’intesa. C’è chi invece invita ad affrontare subito la riforma elettorale. “Bene l’accordo sul sistema istituzionale, ma la legge elettorale va fatta subito perché altrimenti, aspettando il lungo iter delle riforme costituzionali, vince il Porcellum”, afferma Enrico Letta. Ma Pisicchio, uno dei saggi al lavoro, garantisce che i tempi non saranno lunghi: “Questa volta si fa sul serio, sono ottimista”. Ma il margine d’azione è minimo, considerando che al più tardi nella primavera 2013 l’Italia sarà chiamata alle urne.
2012-03-07 18:51:12
mah, sono scettico sul bonus.
Qui vogliono governare senza avere i voti... fan prima.
2012-03-07 19:03:54
L'unico sistema che distrugge la partitocrazia è il maggioritario secco.

Fino a quando avremo il proporzionale vivremo in un sistema partitocratico.
2012-03-07 19:09:21
Non so se io vorrei distruggere i partiti.
Non ce n'è uno che sia fedele al 100% con le mie idee e non esisterà mai, per cui forse è meglio tenersi più voci in modo tale da appoggiare una o l'altra a seconda del referendum, tipo la svizzera...
2012-03-07 19:17:47
Non so se io vorrei distruggere i partiti.

Per distruggere i partiti intendevo distruggerli per come sono in Italia.

Negli USA esistono ma non dettano affatto legge come da noi. Perchè? Perchè se poi presenti un impresentabile perdi le elezioni.

Non avendo un potere sui candidati si rompe il legame candiato-partito per come noi lo conosciamo perchè domani il senatore del texas vince a prescindere dal partito con cui si presenta: si vota la persona non il partito.

Detto questo i partiti non hanno dunque nessun potere politico al di fuori del sostegno che ti possono dare, ergo non hanno nessun potere di infiltrare nominati a destra e manca come in Italia.

Ovvio che quando viene eletta una nuova amministrazione tutti i vecchi dirigenti rischiano davvero di andare a casa però tu quando voti il politico X sai a prescindere chi andrà e dove e soprattutto che curriculum ha.

Ricordi le domande che fece Obama a tutti i papabili dirigenti? Chiedevano finanche se tra i parenti c'erano stati episodi che avrebbero potuto mettere in imbarazzo l'amministrazione e se avevano ricevuto regali superiori a 1000 dollari e da chi.

Detto questo quando voto X so non solo qual è il suo curriculum ma so vita, morte e miracoli di molti tra i dirigenti che andrà a nominare. Chiaro il concetto?
2012-03-07 19:22:15
Ma negli usa ci sono 2 grandi coalizioni, ed è quello che vorrei evitare.

Poi sul sapere vita, morte e miracoli dei dirigenti che andrà a nominare, ok.
2012-03-07 19:31:28
Ma negli usa ci sono 2 grandi coalizioni, ed è quello che vorrei evitare.

Quello non dipende dal maggioritario in sè.

Avere 8 partiti è una perdita di tempo e soldi e aumenta le corruttele. Dappertutto esistono molti partiti ma i rappresentati sono al massimo 4-5. Da noi è un casino immane.

A me non frega niente di quanti partiti esistono in sè: è un falso problema. Ma avere il maggioritario è sinonimo di votare la persona e non il partito.


In USA se esitono 2 partiti rappresentati è perchè gli altri nessuno li vota, non perchè non esistono, lo stesso in inghilterra dove i partiti rappresentati sono 3.

Si deve iniziare a pensare che si dovrebbe eleggere un candidato e non un partito e che sono i candidati che dettano la linea politica del partito e non il partito a dettare la linea politica ai candidati.
(edited)
2012-03-07 19:56:40
il maggioritario sarà pure la fine dei partiti ma di sicuro è pure la fine della democrazia.
Infatti le perc. di voto col maggioritario si abbassano ovunque pesantemente e l'offerta politica finisce per appiattirsi su due fronti e risultare identica.

I partiti non sono un male in se, sono un male in una società ideologicizzata in cui l'elettorato vota i suoi colori a prescindere da quello che fanno.
2012-03-07 21:36:27
ogni realtà ha le sue esigenze, da noi non è aria di maggioritari, siamo troppo variegati. Non dimentichiamoci la nostra storia. In Italia ci sono decine di anime differenti. Gli stati uniti hanno una storia di 200 anni o poco più. Inoltre il nostro cervello ragiona in maniera molto più campanilistica (cosa che si ricollega al discorso delle anime e del variegato). Negli stati uniti se porti il candidato sbagliato perdi, perché anche i più forsennati conservatori poi guardano l'uomo, così come i più audaci progressisti. Invece in Italia, conta la bandiera più degli uomini, perché ancora non abbiamo capito che le bandiere non hanno più nulla dietro.
Quindi un uomo portato da uno schieramento, per osmosi prende tutti i pregi dello schieramento agli occhi degli elettori. Il mortadella, per dire, ha fatto danni enormi nell'iri per decadi. Portato dalla sinistra è risultato essere un progressista e una persona affidabile. Dall'altra parte con il berlusca manco si può fare paragoni... era l'uomo partito e rappresenta un'anomalia in sé.
In sintesi, noi in italia manco lo guardiamo in faccia il candidato, specie per le politiche.