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Subject: [POLITICA]
Un'inflazione alta fa comodo ai debitori, a cominciare dallo Stato.
Ma poi devi poter svalutare la moneta, altrimenti vai fuori mercato.
Ma poi devi poter svalutare la moneta, altrimenti vai fuori mercato.
la scala mobile amplificava gli effetti dell'inflazione perchè si portava dietro l'inflazione di ogni periodo precedente e inoltre faceva diminuire sempre di più il differenziale che c'era tra i diversi salari, cioè, i salari dei diversi lavoratori di livelli diversi andava appiattendosi
la scala mobile amplificava gli effetti dell'inflazione perchè si portava dietro l'inflazione di ogni periodo precedente e inoltre faceva diminuire sempre di più il differenziale che c'era tra i diversi salari, cioè, i salari dei diversi lavoratori di livelli diversi andava appiattendosi
Gianni, questa è la manfrina che ti spiegano all'università.
Mi dai dei dati che dimostrino l'effetto sull'inflazione?
Non puoi darmeli perchè non esistono, anzi esistono dati completamente opposti dato che è diminuito e di molto il potere d'acquisto. Sull'appiattimento si può dire altrettanto: dal 92, ossia da quando è stata abolita, non vedo queste grandi differenze di salaria tra operai e impiegati: non ce ne sono proprio.
Ripeto, è preferibile un sistema con inflazione al 7% ma che tuteli al 100% il potere d'acquisto o un inflazione al 2% che non tuteli in potere acquisto?
Gianni, questa è la manfrina che ti spiegano all'università.
Mi dai dei dati che dimostrino l'effetto sull'inflazione?
Non puoi darmeli perchè non esistono, anzi esistono dati completamente opposti dato che è diminuito e di molto il potere d'acquisto. Sull'appiattimento si può dire altrettanto: dal 92, ossia da quando è stata abolita, non vedo queste grandi differenze di salaria tra operai e impiegati: non ce ne sono proprio.
Ripeto, è preferibile un sistema con inflazione al 7% ma che tuteli al 100% il potere d'acquisto o un inflazione al 2% che non tuteli in potere acquisto?
Un'inflazione alta fa comodo ai debitori, a cominciare dallo Stato.
Ma poi devi poter svalutare la moneta, altrimenti vai fuori mercato.
Mica detto, quello che avvenne nel 92 fu una speculazione come quella che avvenne l'anno scorso quando l'euro arrivo a 1,20 in pochissimo tempo da 1,40.
Devi sempre vedere le cause dell'inflazione: eccesso di moneta? Balle.
La scuola monetaristica ancora mi deve spiegare come non aumentare la moneta con l'aumento di ricchezza e con l'aumento della forza lavoro.
Perchè fatta 100 la moneta se i lavoratori aumentano di quantità o di livello e fatto x il tempo la massa di moneta circolante deve aumentare. E non tramite prestiti ma tramite aumento dei salari.
Così come la banca riscuote gli interessi, il tempo è causa di inflazione. Allo stesso modo se i salari non aumentano ecco che magicamente l'inflazione scende, ma non è positivo che l'inflazione scenda per la diminuzione del potere d'acquisto dei salari perchè poi chiudono le stesse imprese che hanno aumentato i prezzi ma lasciato invariati i salari.
Ford negli anni 10 già aveva capito questo e diceva più o meno: Se non pago bene i miei operai chi comprerà le mie auto?
Ecco le imprese oggi si sono scordate che è preferibile pagare 100 l'operaio e vendere a 5 invece che pagare 50 e vendere a 1,5. La proporzione migliore è la seconda in apparenza, in realtà la prima porzione è quella che garantisce più vendite per la minore utilità marginale della moneta.
Ma poi devi poter svalutare la moneta, altrimenti vai fuori mercato.
Mica detto, quello che avvenne nel 92 fu una speculazione come quella che avvenne l'anno scorso quando l'euro arrivo a 1,20 in pochissimo tempo da 1,40.
Devi sempre vedere le cause dell'inflazione: eccesso di moneta? Balle.
La scuola monetaristica ancora mi deve spiegare come non aumentare la moneta con l'aumento di ricchezza e con l'aumento della forza lavoro.
Perchè fatta 100 la moneta se i lavoratori aumentano di quantità o di livello e fatto x il tempo la massa di moneta circolante deve aumentare. E non tramite prestiti ma tramite aumento dei salari.
Così come la banca riscuote gli interessi, il tempo è causa di inflazione. Allo stesso modo se i salari non aumentano ecco che magicamente l'inflazione scende, ma non è positivo che l'inflazione scenda per la diminuzione del potere d'acquisto dei salari perchè poi chiudono le stesse imprese che hanno aumentato i prezzi ma lasciato invariati i salari.
Ford negli anni 10 già aveva capito questo e diceva più o meno: Se non pago bene i miei operai chi comprerà le mie auto?
Ecco le imprese oggi si sono scordate che è preferibile pagare 100 l'operaio e vendere a 5 invece che pagare 50 e vendere a 1,5. La proporzione migliore è la seconda in apparenza, in realtà la prima porzione è quella che garantisce più vendite per la minore utilità marginale della moneta.
Ford negli anni 10 già aveva capito questo e diceva più o meno: Se non pago bene i miei operai chi comprerà le mie auto?
nella mia ignoranza, mi sono sempre chiesto cosa ci fosse di sbagliato in questo pensiero
perchè visto come sta andando il mondo, Ford si deve essere sbagliato... (sono sarcastico)
nella mia ignoranza, mi sono sempre chiesto cosa ci fosse di sbagliato in questo pensiero
perchè visto come sta andando il mondo, Ford si deve essere sbagliato... (sono sarcastico)
Infatti è abbastanza condiviso che un moderato tasso di inflazione sia salutare, e che la deflazione sia molto peggio. Il problema è quando l'inflazione inizia a galoppare, soprattutto se non puoi svalutare la moneta. Se indicizzi i salari, persi competitività, se non li indicizzi si impoveriscono i lavoratori dipendenti.
Oggi si auspicano politiche espansionistiche, anche a costo di far salire un po' l'inflazione.
Il problema sono le banche centrali, che hanno fatto della lotta all'inflazione la loro missione, e il fatto che la diminuzione dei tassi da sola non ce la fa a far ripartire l'economia.
Ci vorrebbe una politica di spesa pubblica, ma dal quel lato la Germania non ci sente.
Così, eccoci qua.
Oggi si auspicano politiche espansionistiche, anche a costo di far salire un po' l'inflazione.
Il problema sono le banche centrali, che hanno fatto della lotta all'inflazione la loro missione, e il fatto che la diminuzione dei tassi da sola non ce la fa a far ripartire l'economia.
Ci vorrebbe una politica di spesa pubblica, ma dal quel lato la Germania non ci sente.
Così, eccoci qua.
se l'economia cresce, cresce anche la quantità di beni prodotta, per cui l'aumento dei salari non produce inflazione, dato che la maggior quantità di moneta va a spalmarsi su una maggior quantità di prodotto.
In un'economia sana l'inflazione contenuta è data da fattori insiti nella dinamica economica, come la ricerca del miglioramento delle posizioni delle diverse categorie. Posto che i metalmeccanici strappano un miglioramento contrattuale, anche le atre categorie saranno più determinate a fare altrettanto, e sarà più difficile per la controparte negarglielo, e via così a catena.
Purtroppo al giorno d'oggi il sistema economico non è isolato o limitatamente connesso, come qualche tempo fa. Oggi le interconnessioni sono pesantissime, e le materie prime contese da una sempre più vasta schiera di operatori (soprattutto da india, cina, africa, medio oriente); quelli che qualche decennio fa erano i paesi in via di sviluppo, ora sono i paesi sviluppati e la loro tensione sui mercati è sempre più pesante. L'inflazione oggi è dovuta principalmente dall'aumento smodato della domanda delle materie prime e dell'energia. La qual, unita alle vaccate del mercato finanziario costruito su aria fritta e rifritta, oltre che su quella rifriggibile in futuro, ha prodotto l'attuale crisi nera. Un'inflazione del genere non è controbilanciabile con nessuna politica che un singolo stato può fare, e nemmeno che una sovrastruttura (come la banca europea, o quella mondiale, o la federal) possa mai fare. Non si può lottare contro una cosa del genere, bisogna solo sperare che gli aggiustamenti siano meno traumatici possibile, e che un aiuto tecnologico consenta di allentare le tensioni almeno sull'energia.
Un tempo c'erano le invasioni fisiche di popoli su altri popoli per avere terre e risorse (lo spazio vitale) oggi ci sono le invasioni dei mercati per avere le stesse risorse, che per fortuna non è più necessario andarsi a prendere con la spada e con la guerra, ma gli effetti sono comunque devastanti, e stiamo assistendovi nostro malgrado.
In definitiva io credo che l'economia non riparta più, come succedeva in passato con i cicli e ricicli economici, perché siamo ad un affaccio su uno scenario nuovo, il cui assestamento ora non riesco ad indovinare; posso però pensarlo molto negativo se non ci sarà il salto tecnologico che ci consenta di mettere a disposizione quantità di energie più elevate e a minori costi. Sia per motivi economici che ambientali. 3 miliardi di individui, tra cinesi e indiani, che entrano nell'era del carbonio in maniera massiccia ci portano diretti all'altro mondo, tutti.
In un'economia sana l'inflazione contenuta è data da fattori insiti nella dinamica economica, come la ricerca del miglioramento delle posizioni delle diverse categorie. Posto che i metalmeccanici strappano un miglioramento contrattuale, anche le atre categorie saranno più determinate a fare altrettanto, e sarà più difficile per la controparte negarglielo, e via così a catena.
Purtroppo al giorno d'oggi il sistema economico non è isolato o limitatamente connesso, come qualche tempo fa. Oggi le interconnessioni sono pesantissime, e le materie prime contese da una sempre più vasta schiera di operatori (soprattutto da india, cina, africa, medio oriente); quelli che qualche decennio fa erano i paesi in via di sviluppo, ora sono i paesi sviluppati e la loro tensione sui mercati è sempre più pesante. L'inflazione oggi è dovuta principalmente dall'aumento smodato della domanda delle materie prime e dell'energia. La qual, unita alle vaccate del mercato finanziario costruito su aria fritta e rifritta, oltre che su quella rifriggibile in futuro, ha prodotto l'attuale crisi nera. Un'inflazione del genere non è controbilanciabile con nessuna politica che un singolo stato può fare, e nemmeno che una sovrastruttura (come la banca europea, o quella mondiale, o la federal) possa mai fare. Non si può lottare contro una cosa del genere, bisogna solo sperare che gli aggiustamenti siano meno traumatici possibile, e che un aiuto tecnologico consenta di allentare le tensioni almeno sull'energia.
Un tempo c'erano le invasioni fisiche di popoli su altri popoli per avere terre e risorse (lo spazio vitale) oggi ci sono le invasioni dei mercati per avere le stesse risorse, che per fortuna non è più necessario andarsi a prendere con la spada e con la guerra, ma gli effetti sono comunque devastanti, e stiamo assistendovi nostro malgrado.
In definitiva io credo che l'economia non riparta più, come succedeva in passato con i cicli e ricicli economici, perché siamo ad un affaccio su uno scenario nuovo, il cui assestamento ora non riesco ad indovinare; posso però pensarlo molto negativo se non ci sarà il salto tecnologico che ci consenta di mettere a disposizione quantità di energie più elevate e a minori costi. Sia per motivi economici che ambientali. 3 miliardi di individui, tra cinesi e indiani, che entrano nell'era del carbonio in maniera massiccia ci portano diretti all'altro mondo, tutti.
Il problema sono le banche centrali, che hanno fatto della lotta all'inflazione la loro missione, e il fatto che la diminuzione dei tassi da sola non ce la fa a far ripartire l'economia.
Qualcuno diceva che diminuendo i tassi di interesse aumentava l'inflazione... tempo fa (3-4 anni) un economista mi pare premio nobel non ricordo chi, disse che l'affermazione era falsa. I tassi sono a 0 l'inflazione dovrebbe galoppare ma invece è costante.... Basta guardarsi i grafici di un po' di paesi da 40 anni a questa parte
(edited)
Qualcuno diceva che diminuendo i tassi di interesse aumentava l'inflazione... tempo fa (3-4 anni) un economista mi pare premio nobel non ricordo chi, disse che l'affermazione era falsa. I tassi sono a 0 l'inflazione dovrebbe galoppare ma invece è costante.... Basta guardarsi i grafici di un po' di paesi da 40 anni a questa parte
(edited)
Ripeto, è preferibile un sistema con inflazione al 7% ma che tuteli al 100% il potere d'acquisto o un inflazione al 2% che non tuteli in potere acquisto?
dipende da che parte stai.
dipende da che parte stai.
felix to
akiro [del]
il potere d'acquisto è un concetto bypartizan. Certo il suo decadere colpisce prima e più duramente chi è a livello basso o di sussistenza, ma alla fine poi si ripercuote su tutti, perché gli avvocati guadagnano se i litigiosi contadini hanno soldi per litigare, così come le aziende guadagnano se i consumatori hanno soldi per consumare. Se il potere d'acquisto arretra, nel medio termine il danno è per tutti. Anzi, ad un certo punto va peggio a chi sta dall'altra parte, perché mentre io posso tranquillamente campare senza andare al cinema o al ristorante... quelli che hanno i cinema, che fanno cinema e che hanno ristoranti o che producono ciò che nei ristoranti si consuma, non possono campare senza di me che ci vado.
Ripeto, è preferibile un sistema con inflazione al 7% ma che tuteli al 100% il potere d'acquisto o un inflazione al 2% che non tuteli in potere acquisto?
dipende da che parte stai.
Da lavoratore meglio la prima, da imprenditore meglio la seconda...
dipende da che parte stai.
Da lavoratore meglio la prima, da imprenditore meglio la seconda...
copio dalle slides:
L’indennità di contingenza (Scala Mobile) fu introdotta nel
1945.
Si trattava di una componente del salario intesa a
compensare i lavoratori per le variazioni del costo della
vita registratesi nel mese precedente.
Nel 1945 il tasso di inflazione era del 100% su base
annua!!
Il valore reale delle paghe si dimezzava da un anno
all’altro, risulta chiaramente comprensibile l’urgenza di un
meccanismo automatico di tutela.
Il meccanismo della scala mobile era a carattere
provinciale.
Gli importi erano comunque uguali per tutte le categorie
(operai, impiegati) ma erano differenti per sesso o per età.
La contingenza variava in funzione dell’andamento
dell’indice del costo della vita.
Questo, che veniva definito “indice sindacale”, era
costruito in modo del tutto particolare.
Era stato concordato, convenzionalmente, il riferimento ai
consumi tipici di una famiglia operaia, composta da due
genitori e da due figli a carico.
L’insieme dei consumi tipici di questa famiglia costituiva il
cosiddetto paniere di spesa.
A partire dal maggio 1957, il sistema viene modificato
significativamente.
Ogni tre mesi, in 16 città capoluogo di regione si calcolava
quale somma fosse divenuta necessaria, ai nuovi prezzi,
per acquistare la stessa quantità di beni che rientrava nel
bilancio convenzionale della famiglia operaia tipica
(paniere).
Il rapporto tra la nuova somma e la vecchia somma
indicava la percentuale di aumento del costo della vita, e
su quella percentuale si calcolava l’indennità di
contingenza.
La spesa necessaria nel 1956 per il paniere venne
assunta come base 100 di partenza.
Questa indennità di contingenza venne stabilita a valori
diversi a seconda della qualifica, sesso, età, luogo di
lavoro e dimensioni della fabbrica (inferiore per le aziende
fino a 50 addetti).
Questo elevato livello di differenziazione delle indennità
mal si sposa con la filosofia egualitarista che ispira il
movimento sindacale negli anni ‘60 e ’70.
In questi anni il sindacato incontra crescente consenso
nella società e ciò si traduce in potere contrattuale
Nel 1975 viene eliminata la differenziazione dei punti di
contingenza, i quali vengono uniformati al loro livello più
elevato (impiegati di 7°livello)
Il meccanismo di indicizzazione faceva dipendere gli
adeguamenti salariali dai valori passati dell’inflazione.
Ciò ha generato persistente inflazione.
Conseguenze della spirale prezzi
salari
Impossibilità di ridurre in modo netto l’inflazione da un
periodo al successivo, poiché l’inflazione al tempo t
incorpora tutta la storia passata del processo inflattivo
Persistenza degli shock inflattivi: se al tempo t-1
l’inflazione risulta inaspettatamente alta (ad esempio a
causa di un innalzamento temporaneo del prezzo del
petrolio) tale elevato livello è destinato a permanere nel
tempo in quanto sostenuto dalla spirale prezzi salari.
In tempi di forti shock inflattivi, la scala mobile ha
assicurato che il loro effetto durasse nel tempo,
contribuendo agli elevati tassi di inflazione di quel periodo
In molti misero in guardia contro i pericoli di questo
meccanismo, su tutti Ezio Tarantelli (siete tutti invitati a
documentarvi su chi fosse il prof. Tarantelli)
Tarantelli proponeva di sostituire i meccanismi automatici
con politiche dei redditi con le quali la preservazione del
potere di acquisto venisse contrattata tra le parti sociali
In particolare tale concertazione doveva effettuarsi in base
agli obiettivi di inflazione che la nazione si dava.
In tal modo, anziché rendere permanenti eventuali shocks
inflattivi, la contrattazione salariale diveniva uno degli
strumenti principe per ridurre i tassi di inflazione,
garantendo per questa via il valore reale delle retribuzioni.
Le indicazioni di Tarantelli vennero messe in pratica con
gli “accordi di luglio” del 1993, con i quali veniva
abbandonata ogni forma di indicizzazione automatica e
sostituita dalla concertazione.
Indicizzazione e differenziali salariali
Affinché l’opinione pubblica (in primis i lavoratori)
accettasse l’abolizione della scala mobile, si dovette
creare consenso circa gli effetti nocivi di tale meccanismo.
A parte gli effetti inflattivi, un altro suo aspetto
indesiderabile era la compressione salariale.
Infatti, nella versione più estrema (Scala mobile a punto
unico) il meccanismo prevedeva che tutti ricevessero la
stessa compensazione monetaria a prescindere dal livello
salariale, e che essa fosse commisurata a ciò che serviva
per mantenere invariato il potere di acquisto di un
impiegato.
La conseguenza è che gli stipendi bassi crescevano più di quelli elevati.
Ci sono mille equazioni che dimostrano tutto ma non so come copiarle
L’indennità di contingenza (Scala Mobile) fu introdotta nel
1945.
Si trattava di una componente del salario intesa a
compensare i lavoratori per le variazioni del costo della
vita registratesi nel mese precedente.
Nel 1945 il tasso di inflazione era del 100% su base
annua!!
Il valore reale delle paghe si dimezzava da un anno
all’altro, risulta chiaramente comprensibile l’urgenza di un
meccanismo automatico di tutela.
Il meccanismo della scala mobile era a carattere
provinciale.
Gli importi erano comunque uguali per tutte le categorie
(operai, impiegati) ma erano differenti per sesso o per età.
La contingenza variava in funzione dell’andamento
dell’indice del costo della vita.
Questo, che veniva definito “indice sindacale”, era
costruito in modo del tutto particolare.
Era stato concordato, convenzionalmente, il riferimento ai
consumi tipici di una famiglia operaia, composta da due
genitori e da due figli a carico.
L’insieme dei consumi tipici di questa famiglia costituiva il
cosiddetto paniere di spesa.
A partire dal maggio 1957, il sistema viene modificato
significativamente.
Ogni tre mesi, in 16 città capoluogo di regione si calcolava
quale somma fosse divenuta necessaria, ai nuovi prezzi,
per acquistare la stessa quantità di beni che rientrava nel
bilancio convenzionale della famiglia operaia tipica
(paniere).
Il rapporto tra la nuova somma e la vecchia somma
indicava la percentuale di aumento del costo della vita, e
su quella percentuale si calcolava l’indennità di
contingenza.
La spesa necessaria nel 1956 per il paniere venne
assunta come base 100 di partenza.
Questa indennità di contingenza venne stabilita a valori
diversi a seconda della qualifica, sesso, età, luogo di
lavoro e dimensioni della fabbrica (inferiore per le aziende
fino a 50 addetti).
Questo elevato livello di differenziazione delle indennità
mal si sposa con la filosofia egualitarista che ispira il
movimento sindacale negli anni ‘60 e ’70.
In questi anni il sindacato incontra crescente consenso
nella società e ciò si traduce in potere contrattuale
Nel 1975 viene eliminata la differenziazione dei punti di
contingenza, i quali vengono uniformati al loro livello più
elevato (impiegati di 7°livello)
Il meccanismo di indicizzazione faceva dipendere gli
adeguamenti salariali dai valori passati dell’inflazione.
Ciò ha generato persistente inflazione.
Conseguenze della spirale prezzi
salari
Impossibilità di ridurre in modo netto l’inflazione da un
periodo al successivo, poiché l’inflazione al tempo t
incorpora tutta la storia passata del processo inflattivo
Persistenza degli shock inflattivi: se al tempo t-1
l’inflazione risulta inaspettatamente alta (ad esempio a
causa di un innalzamento temporaneo del prezzo del
petrolio) tale elevato livello è destinato a permanere nel
tempo in quanto sostenuto dalla spirale prezzi salari.
In tempi di forti shock inflattivi, la scala mobile ha
assicurato che il loro effetto durasse nel tempo,
contribuendo agli elevati tassi di inflazione di quel periodo
In molti misero in guardia contro i pericoli di questo
meccanismo, su tutti Ezio Tarantelli (siete tutti invitati a
documentarvi su chi fosse il prof. Tarantelli)
Tarantelli proponeva di sostituire i meccanismi automatici
con politiche dei redditi con le quali la preservazione del
potere di acquisto venisse contrattata tra le parti sociali
In particolare tale concertazione doveva effettuarsi in base
agli obiettivi di inflazione che la nazione si dava.
In tal modo, anziché rendere permanenti eventuali shocks
inflattivi, la contrattazione salariale diveniva uno degli
strumenti principe per ridurre i tassi di inflazione,
garantendo per questa via il valore reale delle retribuzioni.
Le indicazioni di Tarantelli vennero messe in pratica con
gli “accordi di luglio” del 1993, con i quali veniva
abbandonata ogni forma di indicizzazione automatica e
sostituita dalla concertazione.
Indicizzazione e differenziali salariali
Affinché l’opinione pubblica (in primis i lavoratori)
accettasse l’abolizione della scala mobile, si dovette
creare consenso circa gli effetti nocivi di tale meccanismo.
A parte gli effetti inflattivi, un altro suo aspetto
indesiderabile era la compressione salariale.
Infatti, nella versione più estrema (Scala mobile a punto
unico) il meccanismo prevedeva che tutti ricevessero la
stessa compensazione monetaria a prescindere dal livello
salariale, e che essa fosse commisurata a ciò che serviva
per mantenere invariato il potere di acquisto di un
impiegato.
La conseguenza è che gli stipendi bassi crescevano più di quelli elevati.
Ci sono mille equazioni che dimostrano tutto ma non so come copiarle
Impossibilità di ridurre in modo netto l’inflazione da un
periodo al successivo, poiché l’inflazione al tempo t
incorpora tutta la storia passata del processo inflattivo
Persistenza degli shock inflattivi: se al tempo t-1
l’inflazione risulta inaspettatamente alta (ad esempio a
causa di un innalzamento temporaneo del prezzo del
petrolio) tale elevato livello è destinato a permanere nel
tempo in quanto sostenuto dalla spirale prezzi salari.
In tempi di forti shock inflattivi, la scala mobile ha
assicurato che il loro effetto durasse nel tempo,
contribuendo agli elevati tassi di inflazione di quel periodo
Allora mi si spieghi perchè dal 76 all'86 l'inflazione è diminuita pur con l'adeguamento al 100% dell'inflazione.
Le indicazioni di Tarantelli vennero messe in pratica con
gli “accordi di luglio” del 1993, con i quali veniva
abbandonata ogni forma di indicizzazione automatica e
sostituita dalla concertazione.
Guarda caso il potere d'acquisto dal 93 a oggi è SEMPRE stato in calo nonostante il calo dell'inflazione
Infatti, nella versione più estrema (Scala mobile a punto
unico) il meccanismo prevedeva che tutti ricevessero la
stessa compensazione monetaria a prescindere dal livello
salariale, e che essa fosse commisurata a ciò che serviva
per mantenere invariato il potere di acquisto di un
impiegato.
La conseguenza è che gli stipendi bassi crescevano più di quelli elevati.
E perchè mai sarebbe un male questo vista la maggiore utilità marginale della moneta della fascia salariale bassa. Avere aumenti maggiori significa, guarda caso, maggior potere d'acquisto.
E' proprio la differenza di ricchezza che GENERA crisi e aumentare di più i salari di fascia bassa è proprio la ricetta per NON avere crisi.
Gianni: a me delle slide frega solo se quello che dicono si è realizzato.
Tarantelli ha sbagliato, la storia e i fatti dicono questo. la storia e i fatti dicono che da quando si è abolita la scala mobile il potere d'acquisto dei salari è sceso vertiginosamente.
La scuola monetarista è una fregatura bella e buona. Tant'è che la scuola austriaca (monetaristi pure loro) dice che la scala mobile NON genera inflazione.
Infatti nella prima metà degli anni 80 finito lo shock petrolifero la scala mobile c'era ma l'inflazione scendeva, come mai?
Il punto gianni è : cosa è l'inflazione e perchè c'è?
E' chiaro che l'inflazione NON è quello che ti vende la dottrina monetarista altrimenti ora i salari avrebbero un potere d'acquisto notevolmente superiore a quello di 20 anni fa, ma così non è.
(edited)
periodo al successivo, poiché l’inflazione al tempo t
incorpora tutta la storia passata del processo inflattivo
Persistenza degli shock inflattivi: se al tempo t-1
l’inflazione risulta inaspettatamente alta (ad esempio a
causa di un innalzamento temporaneo del prezzo del
petrolio) tale elevato livello è destinato a permanere nel
tempo in quanto sostenuto dalla spirale prezzi salari.
In tempi di forti shock inflattivi, la scala mobile ha
assicurato che il loro effetto durasse nel tempo,
contribuendo agli elevati tassi di inflazione di quel periodo
Allora mi si spieghi perchè dal 76 all'86 l'inflazione è diminuita pur con l'adeguamento al 100% dell'inflazione.
Le indicazioni di Tarantelli vennero messe in pratica con
gli “accordi di luglio” del 1993, con i quali veniva
abbandonata ogni forma di indicizzazione automatica e
sostituita dalla concertazione.
Guarda caso il potere d'acquisto dal 93 a oggi è SEMPRE stato in calo nonostante il calo dell'inflazione
Infatti, nella versione più estrema (Scala mobile a punto
unico) il meccanismo prevedeva che tutti ricevessero la
stessa compensazione monetaria a prescindere dal livello
salariale, e che essa fosse commisurata a ciò che serviva
per mantenere invariato il potere di acquisto di un
impiegato.
La conseguenza è che gli stipendi bassi crescevano più di quelli elevati.
E perchè mai sarebbe un male questo vista la maggiore utilità marginale della moneta della fascia salariale bassa. Avere aumenti maggiori significa, guarda caso, maggior potere d'acquisto.
E' proprio la differenza di ricchezza che GENERA crisi e aumentare di più i salari di fascia bassa è proprio la ricetta per NON avere crisi.
Gianni: a me delle slide frega solo se quello che dicono si è realizzato.
Tarantelli ha sbagliato, la storia e i fatti dicono questo. la storia e i fatti dicono che da quando si è abolita la scala mobile il potere d'acquisto dei salari è sceso vertiginosamente.
La scuola monetarista è una fregatura bella e buona. Tant'è che la scuola austriaca (monetaristi pure loro) dice che la scala mobile NON genera inflazione.
Infatti nella prima metà degli anni 80 finito lo shock petrolifero la scala mobile c'era ma l'inflazione scendeva, come mai?
Il punto gianni è : cosa è l'inflazione e perchè c'è?
E' chiaro che l'inflazione NON è quello che ti vende la dottrina monetarista altrimenti ora i salari avrebbero un potere d'acquisto notevolmente superiore a quello di 20 anni fa, ma così non è.
(edited)
sucm [del] to
Eheieh
cosa è l'inflazione e perchè c'è?
È una tassa. Ma anche in questo caso, c'è chi la fa pagare ad altri.
È una tassa. Ma anche in questo caso, c'è chi la fa pagare ad altri.
Aggiungo, una tassa utile, la più utile in un mondo in cui i ricchi non sono mariuoli.