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Subject: [POLITICA]

2012-04-18 00:23:37
2012-04-18 09:12:16
continuino pure a denigrare...ci sarà da ridere quando si accorgeranno che non siamo degli stronzi a loro disposizione perenne.

Hanno paura di essere spazzati via...e si vede a vista d'occhio.

Vendola...un chiacchierone con le mani in pasta.
2012-04-18 14:32:48
come ha ben detto crozza ieri sera... d'alema e molti altri sarebbero disposti a qualunque cosa per avere il 7% di Grillo (a QUALUNQUE).

Che se ne stiano zitti sti imbecilli che ci hanno distrutto
2012-04-18 14:49:54
La democrazia del tè



Nella sala da tè di Rigor Montis si celebra la fine della democrazia parlamentare. Ieri, nell'usuale incontro carbonaro, Monti, Alfano, Bersani e Casini hanno sorseggiato tè e mangiato biscottini, i loro placidi lombi su poltroncine ottocentesche, discorrendo amabilmente per cinque ore di Salva-Italia e di Cresci-Italia. La democrazia del tè. Un'innovazione tutta italiana.
Il Parlamento ha cessato la sua stenta esistenza con l'avvento di Rigor Montis. Gli italiani hanno barattato quel 10% di democrazia che gli restava con un 150 di spread. E' un brutto precedente, passato sotto silenzio. La democrazia è diventata una merce di scambio. Domani, di fronte a una crisi mondiale dell'energia, potremmo persino ritrovarci Scaroni a capo del Governo con 10 centrali nucleari di ultima generazione. Senatore a vita nel pomeriggio per meriti napoletani e presidente del Consiglio il giorno dopo con Chicco Testa ministro dello Sviluppo. La democrazia è sul bancone, il suo prezzo svalutato come i nostri titoli pubblici. La democrazia è un fastidio per chi vuole decidere escludendo i cittadini.
La democrazia del tè è nata prima dell'estate, quando gli italiani hanno ripreso a fare politica, dopo anni, con i referendum. Il no al nucleare e il si all'acqua pubblica sono stati devastanti per il Sistema, per le banche, per le multinazionali. Intollerabile, non si poteva continuare su questa strada.
Nella sala da tè, mentre la Frignero sparecchiava il tavolo Luigi XVI, ci si è lasciati andare, come tra vecchi amici che hanno fatto carriera insieme. Le risate e le battute si sono sprecate, esilarante quella del capotavola Rigor Montis: "Sono profondamente grato per l'atteggiamento degli italiani che nella pur grave sofferenza stanno dando una prova esemplare". E' come se Nerone si complimentasse per il comportamento dei cristiani mentre pregano nel Colosseo prima di essere sbranati dai leoni. Chissà se Rigor Montis ha versato una lacrima nella tazza, insaporendo la fettina di limone, pensando alle decine di imprenditori suicidi. Mentre i Quattro dell'Apocalisse discutevano di Sviluppo, si è saputo che nel primo trimestre del 2012 hanno chiuso 146.000 imprese. Bersani, con la faccia di chi ancora una volta si è salvato il culo e non sa perché, ha detto "C'è un nuovo patto politico!". Un altro? Ancora? E tra chi? Tra quattro imboscati in una stanza che ignorano l'opinione pubblica e fanno carne da porco del Parlamento? Voglio una web cam in quelle maledette stanze mentre discutono del futuro della NOSTRA nazione e del NOSTRO futuro e di quello dei NOSTRI figli. Nessuno può decidere per noi.

Ps. Segui il tour elettorale 2012. Partecipa usando #m5sTour su Twitter e Youtube, o taggando "MoVimento Cinque Stelle" sulle tue foto e post su Facebook.

Oggi, 18 aprile, sarò alle ore 19 a Palazzolo sull'Oglio, in via Sgrazzuti presso il "Parco le Robinie - G. Metelli", zona ospedale. Alle ore 21.30 a Desenzano presso il parco delle Piscine.
2012-04-18 21:19:42
Un altra balla: non sono 100, ma 180 i milioni che i partiti incasseranno a luglio!

Non sono cento milioni di euro il finanziamento pubblico (pardon il "rimborso elettorale") che i partiti incasseranno a luglio, come dichiarato da tutti i principali leader sui giornali. Bensì 180 milioni di euro!
Tra questi 68 milioni vanno in tasca al PDL, 58 milioni puliti al Pd e gli altri si dividono il resto. Fra questi solo l'Idv e la Lega (costretta dagli scandali recenti) hanno annunciato che rinunceranno.
Per molti non si tratta neanche di incassare, perchè i soldi li hanno già spesi (un giorno magari ci spiegheranno anche come...) ma di placare il pressing delle banche con cui sono indebitati.
Certo è vero che non bisogna fare demagogia e che i soldi servono a fare in modo che non solo le lobby economiche possano fare politica. Ma se magari ci facessero capire davvero come li spendono forse sarebbero un poco più convincenti!
Il problema è che spesso le sezioni locali dei partiti, quelli che dovrebbero permettere la partecipazione dei cittadini, di questi soldi vedono un'infima percentuale...
E le lobby sono sempre più potenti.
Mentre la democrazia reale (vedi anche l'ultima modifica costituzionale sul pareggio in bilancio) va sempre più indietro, i partiti diventano sempre più comitati d'affari. Forse è il tempo di ripensare completamente le forme di organizzazione e di partecipazione democratica in modo più orizzontale e trasparente.
Nella tabella il differenziale tra spese dimostrate e finanziamento pubblico dei diversi partiti per l'anno 2011 (nella terza colonna il guadagno netto portato a casa...):



isegretidellacasta
(edited)
2012-04-18 22:20:08
I 38 milioni della lega sono stati oculatamente investiti in oro e diamanti.
Sono valori che crescono nel tempo...

Sprooooooootttttttttt
2012-04-18 23:02:20
viene da piagne........
2012-04-19 11:07:56
2012-04-19 11:48:42
L'utile andrebbe calcolato in %.

In pratica la lega "investe" 3 milioni e ne incassa 37. 10 volte tanto. Mostruoso.

eppol:partito italiano=lavoratore cinese: contribuente italiano

Ma il discorso vale un po' per tutti.
2012-04-19 12:05:26
vabé che poi pure le spese dichiarate... come minimo vanno dimezzate... come minimo.
2012-04-19 12:42:07
quello di felix era il messaggio 10000, vince qualcosa ?
2012-04-19 13:10:07
È stato un accordo fiscale "blitz". Venerdí 13 aprile l'Austria del cancelliere Werner Faymann, che guida un governo di Grosse Koalition tra democristiani e socialisti, ha firmato alla velocità della luce un accordo con la Svizzera, sulla falsariga di quanto giá fatto dalla Germania (governo conservatore-liberale), per tassare i capitali austriaci "in nero" trasferiti nella banche di Berna.

Lo storico accordo tra due "paradisi fiscali" prevede una tassazione "una tantum" per il passato con percentuali variabili dal 15 al 38% (con una media del 25 per cento). Il governo austriaco ha già previsto nel budget 2013 incassi per questo prelievo alla fonte pari a un miliardo di euro, incassi che potrebbero diventare, a detta degli esperti, fino a 3 miliardi calcolando circa 12 miliardi di soldi austriaci depositati in Svizzera e un prelievo del 25 per cento. Insomma una boccata d'ossigeno per le casse di Vienna che recentemente ha dovuto subire la perdita della tripla A del rating dei bond sovrani.

È un'idea esportabile in Italia?
Il Governo italiano, guidato dal premier Mario Monti, si è sempre detto contrario a seguire le orme della Germania, e ora dell'Austria, in materia di accordi separati, preferendo un accordo comune a tutti i partner in sede europea. Quindi la questione è chiusa, almeno per ora.

Ma ipotizzando per un momento che anche l'Italia decidesse di fare questo passo ardito, quanto potrebbe raccogliere?
L'ipotesi, ripetiamo è solo di scuola, ma vale la pena verificarla, almeno per sapere a quanto potrebbe ammontare l'incasso sulla tassazione dei capitali italiani esportati illegalmente in Svizzera.
Andiamo con ordine e verifichiamo passo dopo passo. La tassazione austriaca prevede un prelievo una tantum sul capitale pari a 12 miliardi di euro che, a una tassazione media del 25%, fa un incasso di 3 miliardi di euro. A questa cifra vanno aggiunti 50 milioni di euro che verrebbero incassati tramite un prelievo annuale alla fonte del 25% sugli interessi maturati (i 12 miliardi di euro depositati nelle banche svizzere dovrebbero fruttare intorno ai 200 milioni di interessi, ipotizzando un 1,666% di interessi medi, qualcosa meno di un 2% come indicato da fonti austriache).

Tutto questo per quanto attiene le vicende austriache. E nel caso italiano cosa accadrebbe?
Nel caso italiano, l'una tantum sarebbe circa del 25% dei 150 miliardi di euro stimati, secondo indiscrezionidi stampa, quindi pari a 37,5 miliardi di euro di incassi. Un bel colpo. Inoltre quanto alla tassazione sugli interessi, facendo una proporzione analoga a quella prevista dagli accordi austriaci, l'Erario italiano potrebbe contare su 625 milioni di incassi all'anno. Insomma non proprio noccioline. Vale la pena pensarci e verificare se non valga la pena di seguiere le orme tedesche e ora austriache. Aspettare Bruxelles, per ora, non paga.

molto meglio strozzare i cittadini italiani del ceto medio-basso
2012-04-19 23:38:58
http://www.corriere.it/inchieste/reportime/societa/12_aprile_19/flash_06dda47a-8a4e-11e1-a379-94571f4a698e.shtml


ROTFL
Mai vista una cosa del genere. Questo link lo salvo tra i preferiti
2012-04-20 00:04:24
assenteisti tra la "crème de la crème"!? impossibile...
2012-04-20 13:36:16


50 minuti da perdere
2012-04-20 13:38:05
da perdere in che senso?