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Subject: [POLITICA]
posso io imprenditore avere il diritto di non assumere quel tale lavoratore perchè non mi convince?
non per motivi di appartenenza ad un sindacato.
fino a prova contraria io assumo chi mi pare e piace, anche perchè poi alla fine, sono io che gli do lo stipendio, è mio diritto scegliere o no????
ovviamente NO, come ogni altro cittadino/azienda sei sottoposto alle regole di un paese civile.
non per motivi di appartenenza ad un sindacato.
fino a prova contraria io assumo chi mi pare e piace, anche perchè poi alla fine, sono io che gli do lo stipendio, è mio diritto scegliere o no????
ovviamente NO, come ogni altro cittadino/azienda sei sottoposto alle regole di un paese civile.
allora non si può biasimare chi scappa a fare impresa altrove, siamo davvero uno stato comunista.
lol,
sono comunisti come noi in tutti i paesi occidentali.
sono comunisti come noi in tutti i paesi occidentali.
copioincollo un post di un blog sul quale son capitato, che non condivido, ma ha degli spunti interessanti:
Il sabotaggio politico (ci risiamo).
Stamattina stavo leggiucchiando un pochino la rassegna stampa digitale (mi faccio creare da google una rassegna stampa delle principali notizie riguardo all' IT) e mi sono trovato, tra le altre, una valutazione circa la correlazione tra diffusione dell' IT e successo del movimento cinque stelle.
La notizia e' questa: http://www.corriere.it/politica/12_giugno_20/italia-informatica-social-grillo-Segantini_cfb08cd0-ba98-11e1-9945-4e6ccb7afcb5.shtml
E non mi stupirebbe tanto (voglio dire, Grillo usa il blog per propagare le sue idee) se non fosse che questo genere di studi SI PAGANO. E questo mi fa venire in mente tempi passati (pre-internet).
Allora, una premessa: chiediamoci perche' qualcuno abbia pagato per conoscere QUALI siano i fattori di successo di Grillo, al di fuori del mondo politico. Voglio dire: dal punto di vista politico e' sempre un avversario come un altro. La verita' e' che rimane un vecchio vizio della politica italiana. E qui iniziano dei ricordi.
Dovete sapere che l' ILVA di Taranto inizialmente si doveva fare a Bari. Tuttavia, questo dava qualche problema ai democristiani. I democristiani avevano notato che quando lo stato -intervenendo sulle industrie, cioe' creando industrie al sud- costruiva un'industria in una zona del sud, arrivavano i sindacati. E coi sindacati arrivavano i voti al PCI.
Insomma, quando lo stato voleva aprire un'industria al Sud, il signorotto democristiano si agitava perche' temeva che nella sua zona ci sarebbe stato un incremento di voti al PCI. Risultato: il signorotto democristiano faceva di tutto per boicottare autostrade, ferrovie e quant'altro al preciso scopo di impedire che la sua zona fosse "scelta" allo scopo di farci una nuova industria di stato.
Nel caso, se non ricordo male all'epoca Bari era territorio di Aldo Moro (se non ricordo male, ma e' roba vecchia, del secolo scorso), che era assai potente, e fece pressioni perche' l' ILVA venisse mossa a Taranto. La morale della storia non sta solo nell' ILVA: sta nel fatto che i politici si fanno delle mappe del successo politico degli avversari. Se, per esempio, si pensa che il tale partito cresca col crescere della lunghezza delle french nails delle donne, allora passa una bella delibera ove si dice "ehi, tutti i nostri sindaci non diano piu' permessi per aprire negozi che facciano french nails".
Si tratta di una prassi: quando il PD capi' che con il commercio e le fiere portavano voti al PDL e li toglievano alla sinistra, il progetto di metropolitana di Bologna fu cambiato -ottenendo la perdita dei fondi e la fine del progetto- al preciso scopo di far si che la metropolitana NON toccasse -collegandoli- l'aereoporto di Bologna e la zona fiera.
Individuata una minaccia politica , cioe', un partito che cresce e minaccia la supremazia, la reazione dei partiti politici e':
* Cercare i fatti materiali , economici e sociali che favoriscono il partito avversario. (commercio, industria, volontariato, etc)
* Passare alle giunte locali l'ordine di frenare questa attivita'.
Un esempio sono le panchine e i servizi per i barboni. Poiche' una certa associazione cattolica di volontariato sta proprio su alla Lega (e porta voti ad un partito che la Lega odia) , e poiche' tale associazione di volontariato lavora molto coi senzatetto, i comuni della Lega stanno rendendo ostili le citta'ai senzatetto, in modo da indebolire queste associazioni di volontariato per mancanza di beneficiari.
Ragionamenti socioeconomici del genere sono stati normalissimi per molto tempo: quando fu chiaro che le grandi industrie volute dallo stato al Sud portavano voti al PCI e ne aumentavano la penetrazione del territorio, nel sud italia e nel veneto (allora feudi democristiani) si punto' al depauperamento dei trasporti (1) e dei servizi al preciso scopo di evitare che le zone fossero scelte come sede di nuove aziende. Succedeva cosi':
* -Governo: L'iri deve fare un nuovo petrolchimico. Sarebbe buona la zona di Ceppaloni, visto che c'e' anche una grande disoccupazione.
* Ceppalonio dal Mastello: ma no. Non c'e' uno straccio di strada, e manco l'acqua potabile. E la corrente elettrica arriva solo negli anni bisestili. Maddai, guardate qui , invece, in quest'altra citta': c'e' tutto.
* Sindaco dell'altra Citta': ma che dici? Ma sono degli zulu! Maddai, non c'e' neanche il 3% della popolazione che parli un italiano decente! E non e' ancora arrivato il servizio postale, li!
* Ceppalonio di Mastello: i TUOI elettori sono degli zulu? E guarda i miei! Non hanno ancora saputo della scoperta dell' America! Non c'e' neanche un ambulatorio medico, vanno dallo stregone!(3)
Insomma, se la litigavano, e alla fine vinceva quello che aveva depauperato di piu' il territorio locale sabotando qualsiasi infrastruttura, oppure le industrie si facevano -replicando- in zone ove il PCI fosse gia' forte. (2)
Politiche simili portarono a conseguenze devastanti: poiche' i politici DC impedivano la costruzione di qualsiasi infrastruttura pubblica (strade, ferrovie, porti) che potesse rendere la zona attraente per le industrie temendo il sindacato (e poi il PCI) , cosi' come quando fu chiaro che le PMI legate al mondo del commercio portavano voti al centrodestra, il PD cambio' il percorso della metropolitana di bologna per sabotare il collegamento tra aereoporto e fiera.
Il succo e' che quando si identifica una condizione economica o sociale che causa il proliferare dell'avversario politico, o che lo avvantaggia, parte immediatamente una direttiva di sabotaggio al preciso scopo di "svuotare lo stagno ove nuota il nemico".
Questa e' la ragione che mi fa temere per la diffusione dell' IT italiano nel leggere quell'articolo. Mi ricorda abitudini sinistre del passato, e neanche tanto del passato visto che l'assassinio del progetto di metropolitana bolognese risale a pochi anni fa.
Il fatto che qualcuno abbia commissionato -pagandola- una indagine sulla correlazione tra banda larga e Beppe Grillo mi fa pensare che presto TUTTI gli altri partiti inizieranno ad ostacolare, se possibile, l'uso di internet e della banda larga ancora piu' di quanto si stia facendo.
Sarebbe carino quindi sapere
1. Chi diamine abbia commissionato quello studio.
2. A che scopo preciso.
3. Perche' si sia chiesto di calcolare la correlazione tra un'infrastruttura e Beppe Grillo, anziche' Grillo e qualsiasi altra cosa -diciamo non sabotabile dalle giunte locali-.
Questo e' il punto. L'articolo in questione mi lascia pensare che le vecchie abitudini non siano morte, e che si continui a fare la vecchia politica, che consiste nel sabotare ad ogni costo qualsiasi cambiamento sociale o economico che rischi di sostenere un cambiamento politico.
Non ho nessuna simpatia per Grillo, ma onestamente mi sa che , qualora venga fermato in questo modo, sarebbe allora assai meglio che vincesse. Se per fermare Grillo si intende castrare la diffusione della banda larga in Italia, o porre limiti di qualche tipo ai social network, allora forse sarebbe meglio che i cittadini italiani si svegliassero: la eventuale vittoria dei grillini e' di gran lunga MENO dannosa.
Uriel
(1) Negli anni '70 sul PO c'era ancora un ponte di barche. Giuro.
(2)Non per niente il triveneto "esplose" quando i vari De Michelis iniziarono a portarci autostrade e ferrovie.
(3) Indovinate quali politici avevano bloccato la costruzione di ambulatori medici, strade, ferrovie, linee telefoniche e corrente elettrica e acquedotti. L'intero sud italia si trova oggi in queste condizioni infrastrutturali perche' i politici democristiani miravano ad evitare che le loro circoscrizioni venissero scelte come sede per le industrie.
Il sabotaggio politico (ci risiamo).
Stamattina stavo leggiucchiando un pochino la rassegna stampa digitale (mi faccio creare da google una rassegna stampa delle principali notizie riguardo all' IT) e mi sono trovato, tra le altre, una valutazione circa la correlazione tra diffusione dell' IT e successo del movimento cinque stelle.
La notizia e' questa: http://www.corriere.it/politica/12_giugno_20/italia-informatica-social-grillo-Segantini_cfb08cd0-ba98-11e1-9945-4e6ccb7afcb5.shtml
E non mi stupirebbe tanto (voglio dire, Grillo usa il blog per propagare le sue idee) se non fosse che questo genere di studi SI PAGANO. E questo mi fa venire in mente tempi passati (pre-internet).
Allora, una premessa: chiediamoci perche' qualcuno abbia pagato per conoscere QUALI siano i fattori di successo di Grillo, al di fuori del mondo politico. Voglio dire: dal punto di vista politico e' sempre un avversario come un altro. La verita' e' che rimane un vecchio vizio della politica italiana. E qui iniziano dei ricordi.
Dovete sapere che l' ILVA di Taranto inizialmente si doveva fare a Bari. Tuttavia, questo dava qualche problema ai democristiani. I democristiani avevano notato che quando lo stato -intervenendo sulle industrie, cioe' creando industrie al sud- costruiva un'industria in una zona del sud, arrivavano i sindacati. E coi sindacati arrivavano i voti al PCI.
Insomma, quando lo stato voleva aprire un'industria al Sud, il signorotto democristiano si agitava perche' temeva che nella sua zona ci sarebbe stato un incremento di voti al PCI. Risultato: il signorotto democristiano faceva di tutto per boicottare autostrade, ferrovie e quant'altro al preciso scopo di impedire che la sua zona fosse "scelta" allo scopo di farci una nuova industria di stato.
Nel caso, se non ricordo male all'epoca Bari era territorio di Aldo Moro (se non ricordo male, ma e' roba vecchia, del secolo scorso), che era assai potente, e fece pressioni perche' l' ILVA venisse mossa a Taranto. La morale della storia non sta solo nell' ILVA: sta nel fatto che i politici si fanno delle mappe del successo politico degli avversari. Se, per esempio, si pensa che il tale partito cresca col crescere della lunghezza delle french nails delle donne, allora passa una bella delibera ove si dice "ehi, tutti i nostri sindaci non diano piu' permessi per aprire negozi che facciano french nails".
Si tratta di una prassi: quando il PD capi' che con il commercio e le fiere portavano voti al PDL e li toglievano alla sinistra, il progetto di metropolitana di Bologna fu cambiato -ottenendo la perdita dei fondi e la fine del progetto- al preciso scopo di far si che la metropolitana NON toccasse -collegandoli- l'aereoporto di Bologna e la zona fiera.
Individuata una minaccia politica , cioe', un partito che cresce e minaccia la supremazia, la reazione dei partiti politici e':
* Cercare i fatti materiali , economici e sociali che favoriscono il partito avversario. (commercio, industria, volontariato, etc)
* Passare alle giunte locali l'ordine di frenare questa attivita'.
Un esempio sono le panchine e i servizi per i barboni. Poiche' una certa associazione cattolica di volontariato sta proprio su alla Lega (e porta voti ad un partito che la Lega odia) , e poiche' tale associazione di volontariato lavora molto coi senzatetto, i comuni della Lega stanno rendendo ostili le citta'ai senzatetto, in modo da indebolire queste associazioni di volontariato per mancanza di beneficiari.
Ragionamenti socioeconomici del genere sono stati normalissimi per molto tempo: quando fu chiaro che le grandi industrie volute dallo stato al Sud portavano voti al PCI e ne aumentavano la penetrazione del territorio, nel sud italia e nel veneto (allora feudi democristiani) si punto' al depauperamento dei trasporti (1) e dei servizi al preciso scopo di evitare che le zone fossero scelte come sede di nuove aziende. Succedeva cosi':
* -Governo: L'iri deve fare un nuovo petrolchimico. Sarebbe buona la zona di Ceppaloni, visto che c'e' anche una grande disoccupazione.
* Ceppalonio dal Mastello: ma no. Non c'e' uno straccio di strada, e manco l'acqua potabile. E la corrente elettrica arriva solo negli anni bisestili. Maddai, guardate qui , invece, in quest'altra citta': c'e' tutto.
* Sindaco dell'altra Citta': ma che dici? Ma sono degli zulu! Maddai, non c'e' neanche il 3% della popolazione che parli un italiano decente! E non e' ancora arrivato il servizio postale, li!
* Ceppalonio di Mastello: i TUOI elettori sono degli zulu? E guarda i miei! Non hanno ancora saputo della scoperta dell' America! Non c'e' neanche un ambulatorio medico, vanno dallo stregone!(3)
Insomma, se la litigavano, e alla fine vinceva quello che aveva depauperato di piu' il territorio locale sabotando qualsiasi infrastruttura, oppure le industrie si facevano -replicando- in zone ove il PCI fosse gia' forte. (2)
Politiche simili portarono a conseguenze devastanti: poiche' i politici DC impedivano la costruzione di qualsiasi infrastruttura pubblica (strade, ferrovie, porti) che potesse rendere la zona attraente per le industrie temendo il sindacato (e poi il PCI) , cosi' come quando fu chiaro che le PMI legate al mondo del commercio portavano voti al centrodestra, il PD cambio' il percorso della metropolitana di bologna per sabotare il collegamento tra aereoporto e fiera.
Il succo e' che quando si identifica una condizione economica o sociale che causa il proliferare dell'avversario politico, o che lo avvantaggia, parte immediatamente una direttiva di sabotaggio al preciso scopo di "svuotare lo stagno ove nuota il nemico".
Questa e' la ragione che mi fa temere per la diffusione dell' IT italiano nel leggere quell'articolo. Mi ricorda abitudini sinistre del passato, e neanche tanto del passato visto che l'assassinio del progetto di metropolitana bolognese risale a pochi anni fa.
Il fatto che qualcuno abbia commissionato -pagandola- una indagine sulla correlazione tra banda larga e Beppe Grillo mi fa pensare che presto TUTTI gli altri partiti inizieranno ad ostacolare, se possibile, l'uso di internet e della banda larga ancora piu' di quanto si stia facendo.
Sarebbe carino quindi sapere
1. Chi diamine abbia commissionato quello studio.
2. A che scopo preciso.
3. Perche' si sia chiesto di calcolare la correlazione tra un'infrastruttura e Beppe Grillo, anziche' Grillo e qualsiasi altra cosa -diciamo non sabotabile dalle giunte locali-.
Questo e' il punto. L'articolo in questione mi lascia pensare che le vecchie abitudini non siano morte, e che si continui a fare la vecchia politica, che consiste nel sabotare ad ogni costo qualsiasi cambiamento sociale o economico che rischi di sostenere un cambiamento politico.
Non ho nessuna simpatia per Grillo, ma onestamente mi sa che , qualora venga fermato in questo modo, sarebbe allora assai meglio che vincesse. Se per fermare Grillo si intende castrare la diffusione della banda larga in Italia, o porre limiti di qualche tipo ai social network, allora forse sarebbe meglio che i cittadini italiani si svegliassero: la eventuale vittoria dei grillini e' di gran lunga MENO dannosa.
Uriel
(1) Negli anni '70 sul PO c'era ancora un ponte di barche. Giuro.
(2)Non per niente il triveneto "esplose" quando i vari De Michelis iniziarono a portarci autostrade e ferrovie.
(3) Indovinate quali politici avevano bloccato la costruzione di ambulatori medici, strade, ferrovie, linee telefoniche e corrente elettrica e acquedotti. L'intero sud italia si trova oggi in queste condizioni infrastrutturali perche' i politici democristiani miravano ad evitare che le loro circoscrizioni venissero scelte come sede per le industrie.
se ho capito bene le altre sigle sindacali sarebbero intenzionate a ricorrere in appello, giusto per renderci conto della sentenza democratica e altamente moderna.
poco tempo fa c'era un tread sul forum che parlava del finanziare che si era dimesso... chi mi lika la notizia?
grazie
grazie
e allora spiegami perchè i sindacati non fanno nulla per modificare questa mentalità, perchè è anche merito loro se c'è questa mentalità,
ed infatti non tutti i sindacati sono uguali, riguardati la storia del sindacato in particolare con l'ultimo governo berlusconi.
questa sentenza è pura follia, pura follia, in pratica si impone ad una azienda, libera impresa privata, chi assumere, è nè più nè meno quello che spesso ha imposto al sud la mafia.
è pura follia difendere una persona di ... come marchionne, anche quando DISCRIMINA PALESEMENTE.
ed infatti non tutti i sindacati sono uguali, riguardati la storia del sindacato in particolare con l'ultimo governo berlusconi.
questa sentenza è pura follia, pura follia, in pratica si impone ad una azienda, libera impresa privata, chi assumere, è nè più nè meno quello che spesso ha imposto al sud la mafia.
è pura follia difendere una persona di ... come marchionne, anche quando DISCRIMINA PALESEMENTE.
«Non credo che sia una bestemmia» l'ipotesi che l'Italia esca dall'euro e torni alla propria moneta nel caso «l'euro non abbia alle spalle una Bce che faccia la banca di garanzia ed emetta euro». Silvio Berlusconi ritorna sull'argomento euro nel corso della presentazione di un libro sull'America. «Auspico - ha detto Berlusconi - che il presidente del Consiglio faccia valere la nostra solidità e forza economica e faccia pressing perché la Germania ammorbidisca la sua posizione».
LA MONETA - Sul ritorno alle monete nazionali, l'ex premier è chiaro: «Non credo sia una bestemmia l'ipotesi di uscire dall'euro, così da poter pensare a procedere con una svalutazione competitiva». «La soluzione principale - puntualizza Berlusconi - è che la Germania si convinca che la Bce deve fare la banca di garanzia, pagare i titoli ed emettere moneta». Se così non fosse, si chiede Berlusconi, «cosa può accadere? C'è chi si aspetta che la Germania si ritiri dall'euro. Ho parlato - riferisce - con alcuni esperti della finanza tedesca per i quali il ritiro dall'euro non è poi un'idea così balzana». Dunque, aggiunge, «se la Germania insiste sulle sue posizioni negative, può accadere o che gli Stati singoli ritornino alle monete nazionali, o che la Germania esca dall'euro». Nel frattempo giovedì, sul Wall Street Journal, uscirà un'intervista all'ex premier rilasciata il 18 giugno in cui Berlusconi chiarisce le dichiarazioni fatte sull'ipotesi che sia la Banca d'Italia a stampare euro: «Era una provocazione. Chiaramente l'uscita dall'Euro di singoli Paesi, o peggio lo sfaldamento dell'Eurozona in quanto tale, sono prospettive che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, mentre oggi sono possibili. Perché questo scenario di disgregazione torni a essere impensabile, occorre una sterzata in direzione opposta: l'unione politica». Poi, un giudizio molto duro sulla cancelliera tedesca: «Se andiamo avanti con le politiche della signora Merkel, finiremo in una spirale di recessione sempre peggiore. È davvero la politica sbagliata».
L'ANALISI - «Stiamo vivendo una crisi - ha spiegato Berlusconi mercoledì - che sembra avvitarsi in una spirale recessiva senza fine. L'euro dovrebbe avere dietro una politica fiscale e una banca che garantisca il debito e che intervenga nei pagamenti nel momento opportuno. Io credo - puntualizza l'ex premier - che si esca da questa attuale situazione solo con una Bce che assuma la garanzia dei debiti e paghi i titoli in scadenza, perchè ora abbiamo una situazione che ci fa pagare più del 6% i titoli di debito pubblico, mentre il Giappone che ha un debito doppio rispetto al nostro, riesce a collocare i titoli all'1% di interesse». Questo avviene, continua ancora Berlusconi, «perchè gli investitori in Giappone hanno la garanzia che alla scadenza il Giappone paga stampando moneta, come fa la Federal Reserve. Come si può fare? Con un po' di inflazione. Del resto, abbiamo convissuto con l'inflazione a due cifre negli anni '80 e l'economia si è sviluppata e l'occupazione cresceva». Insomma, per Berlusconi, «non si deve aver paura di una moderata inflazione, mentre la Germania ha paura».
LA MONETA - Sul ritorno alle monete nazionali, l'ex premier è chiaro: «Non credo sia una bestemmia l'ipotesi di uscire dall'euro, così da poter pensare a procedere con una svalutazione competitiva». «La soluzione principale - puntualizza Berlusconi - è che la Germania si convinca che la Bce deve fare la banca di garanzia, pagare i titoli ed emettere moneta». Se così non fosse, si chiede Berlusconi, «cosa può accadere? C'è chi si aspetta che la Germania si ritiri dall'euro. Ho parlato - riferisce - con alcuni esperti della finanza tedesca per i quali il ritiro dall'euro non è poi un'idea così balzana». Dunque, aggiunge, «se la Germania insiste sulle sue posizioni negative, può accadere o che gli Stati singoli ritornino alle monete nazionali, o che la Germania esca dall'euro». Nel frattempo giovedì, sul Wall Street Journal, uscirà un'intervista all'ex premier rilasciata il 18 giugno in cui Berlusconi chiarisce le dichiarazioni fatte sull'ipotesi che sia la Banca d'Italia a stampare euro: «Era una provocazione. Chiaramente l'uscita dall'Euro di singoli Paesi, o peggio lo sfaldamento dell'Eurozona in quanto tale, sono prospettive che fino a poco tempo fa sembravano impensabili, mentre oggi sono possibili. Perché questo scenario di disgregazione torni a essere impensabile, occorre una sterzata in direzione opposta: l'unione politica». Poi, un giudizio molto duro sulla cancelliera tedesca: «Se andiamo avanti con le politiche della signora Merkel, finiremo in una spirale di recessione sempre peggiore. È davvero la politica sbagliata».
L'ANALISI - «Stiamo vivendo una crisi - ha spiegato Berlusconi mercoledì - che sembra avvitarsi in una spirale recessiva senza fine. L'euro dovrebbe avere dietro una politica fiscale e una banca che garantisca il debito e che intervenga nei pagamenti nel momento opportuno. Io credo - puntualizza l'ex premier - che si esca da questa attuale situazione solo con una Bce che assuma la garanzia dei debiti e paghi i titoli in scadenza, perchè ora abbiamo una situazione che ci fa pagare più del 6% i titoli di debito pubblico, mentre il Giappone che ha un debito doppio rispetto al nostro, riesce a collocare i titoli all'1% di interesse». Questo avviene, continua ancora Berlusconi, «perchè gli investitori in Giappone hanno la garanzia che alla scadenza il Giappone paga stampando moneta, come fa la Federal Reserve. Come si può fare? Con un po' di inflazione. Del resto, abbiamo convissuto con l'inflazione a due cifre negli anni '80 e l'economia si è sviluppata e l'occupazione cresceva». Insomma, per Berlusconi, «non si deve aver paura di una moderata inflazione, mentre la Germania ha paura».
Sono anche d'accordo con lui (che brividi a dire questa frase).
Comunque credo che sia talmente rincoglionito che questa analisi glie l'ha per forza imbeccata qualche suo collaboratore. Infatti non vedo nessun riferimento a giudici, segretarie, comunisti... Perciò non può essere tutta farina del suo sacco.
Comunque credo che sia talmente rincoglionito che questa analisi glie l'ha per forza imbeccata qualche suo collaboratore. Infatti non vedo nessun riferimento a giudici, segretarie, comunisti... Perciò non può essere tutta farina del suo sacco.
io l'ho sempre detto che i sindacati in Italia sono un grave cancro per il lavoro.
Tesi di quasi un secolo fa.
Di un pelato che ha portato un paese alla vergogna, scappando travestito da tedesco.
Tesi di quasi un secolo fa.
Di un pelato che ha portato un paese alla vergogna, scappando travestito da tedesco.
In un paese civile un'azienda che fa discriminazione su idee politiche e sindacali viene punita.
Il reintegro da solo è pure poco.
Aggiungici: un'azienda che è stata spinta per molti decenni anche da quei cittadini, dai genitori di quei cittadini, e dai nonni di quei cittadini che oggi discrimina.
Il reintegro da solo è pure poco.
Aggiungici: un'azienda che è stata spinta per molti decenni anche da quei cittadini, dai genitori di quei cittadini, e dai nonni di quei cittadini che oggi discrimina.
Comunque credo che sia talmente rincoglionito che questa analisi glie l'ha per forza imbeccata qualche suo collaboratore.
Ma fa così da sempre.
Negli anni 80 chiedeva: "cosa vuole lo spettatore? Tette e culi? Gli diamo tette e culi".
Negli anni 90 chiedeva: "cosa vuole l'elettore? Una politica da stadio? Gli diamo i comunisti e gli anticomunisti".
Negli anni 00 chiedeva: "cosa vuole il cittadino? Spensieratezza? Gli raccontiamo barzellette, un paio di corna in foto, e neghiamo la crisi".
Oggi chiede: "cosa vuole l'italiano? Un nemico per giustificare il proprio fallimento? Gli diamo la germania e l'euro".
È talmente banale e prevedibile, che nonostante in questi decenni abbia fatto di tutto per distruggere la propria credibilità, continuerà a convincere molta gente.
(edited)
Ma fa così da sempre.
Negli anni 80 chiedeva: "cosa vuole lo spettatore? Tette e culi? Gli diamo tette e culi".
Negli anni 90 chiedeva: "cosa vuole l'elettore? Una politica da stadio? Gli diamo i comunisti e gli anticomunisti".
Negli anni 00 chiedeva: "cosa vuole il cittadino? Spensieratezza? Gli raccontiamo barzellette, un paio di corna in foto, e neghiamo la crisi".
Oggi chiede: "cosa vuole l'italiano? Un nemico per giustificare il proprio fallimento? Gli diamo la germania e l'euro".
È talmente banale e prevedibile, che nonostante in questi decenni abbia fatto di tutto per distruggere la propria credibilità, continuerà a convincere molta gente.
(edited)
tutto quello che vuoi, ma la germania non è di certo esente da colpe
i governanti germanici fanno i propri interessi ed hanno ragione
non è colpa loro se i nostri sono un branco di pagliacci
non è colpa loro se i nostri sono un branco di pagliacci
sì, ma tanto vale avere un'organizzazione come l'UE se non fa gli interessi dell'europa ma quelli della germania