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Subject: [POLITICA]
la Sicilia è una regione a statuto speciale, contrariamente a tutto il sud...
che vomito................
poi leggere ste cose.........
Celebre il caso di Pier Carmelo Russo, pensionato a 47 anni per assistere il padre disabile, nominato però subito dopo assessore della giunta Lombardo. Alle polemiche, lui ha replicato: «Quando sono andato in pensione il mio stipendio era prossimo a diecimila euro ed ero segretario generale della Regione, il massimo livello della carriera burocratica. Ho preferito il mio amatissimo padre e sono orgogliosissimo di averlo fatto.
Da quando faccio l'assessore non ho mai percepito un centesimo. Tutta la mia indennità (300.000 euro lordi annui) l'ho devoluta in beneficenza. Mi considero una persona oltremodo fortunata e desidero sdebitarmi con la Divina Provvidenza».
intanto mi chiedo: 300.000 euro lordi per un ASSESSORE????????????????????????
e soprattutto, lui si fa bello con i soldi dei cittadini? non me ne importa na sega se li devolve in beneficienza, sempre 300.000 euro che escono dalle casse dello stato sono!!!!!!!!!!
vomito è la parola giusta
poi leggere ste cose.........
Celebre il caso di Pier Carmelo Russo, pensionato a 47 anni per assistere il padre disabile, nominato però subito dopo assessore della giunta Lombardo. Alle polemiche, lui ha replicato: «Quando sono andato in pensione il mio stipendio era prossimo a diecimila euro ed ero segretario generale della Regione, il massimo livello della carriera burocratica. Ho preferito il mio amatissimo padre e sono orgogliosissimo di averlo fatto.
Da quando faccio l'assessore non ho mai percepito un centesimo. Tutta la mia indennità (300.000 euro lordi annui) l'ho devoluta in beneficenza. Mi considero una persona oltremodo fortunata e desidero sdebitarmi con la Divina Provvidenza».
intanto mi chiedo: 300.000 euro lordi per un ASSESSORE????????????????????????
e soprattutto, lui si fa bello con i soldi dei cittadini? non me ne importa na sega se li devolve in beneficienza, sempre 300.000 euro che escono dalle casse dello stato sono!!!!!!!!!!
vomito è la parola giusta
e ora si piange
Spending review, "salve" le province. Aumento Iva dal 2013
Attesa per il decreto sui tagli alla spesa pubblica. Sale la tensione fra le Regioni e il Governo sugli interventi alla sanità. Secondo l'ultima bozza del testo sarebbero saltate la chiusura dei mini ospedali e il blocco delle tariffe
"Salvi" i mini ospedali - Dalle auto blu agli statali: ecco i tagli del governo
A rischio oltre 30 tribunali - Bersani: "Non si riducano le prestazioni sociali"
Il Consiglio dei ministri si riunisce nel pomeriggio di giovedì 5 per il varo del decreto sulla spending review. Intanto sale la tensione fra le Regioni e il Governo sul tema dei tagli alla sanità. Il ministro Balduzzi ha convocato i governatori, che si dicono pronti alla rottura e potrebbero disertare la conferenza Stato-Regioni. E, secondo indiscrezioni, sarebbe saltata l'ipotizzata chiusura per decreto delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto. Ma sono diverse le indiscrezioni emerse dalla bozza del decreto. A partire dall'aumento dell'Iva che scatterebbe da luglio 2013 e dal taglio delle province scomparso nell'ultima versione del testo. A saltare sarebbe anche il blocco delle tariffe.
L'aumento dell'Iva da luglio 2013 - Stando alla nuova bozza del decreto legge l'aumento dell'Iva potrebbe scattare a luglio 2013 anziché dal mese di ottobre 2012. Il testo prevede che le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di due punti percentuali al 12 e al 23% dal "primo luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013". Dal primo gennaio 2014, aggiunge la bozza, le due aliquote si riduranno di un punto percentuale per stabilizzarsi all'11 e al 22%. La legge attuale prevede invece che le due aliquote salgano dal mese di ottobre 2012 al 12 e al 23% per poi aumentare di un ulteriore mezzo punto percentuale dal primo gennaio 2014.
Niente taglio delle Province - Nell'ultima bozza in ingresso al Cdm non ci sarebbe il taglio del numero delle Province che invece compariva nei testi precedenti. Ma come già spiegato dall'esecutivo questa parte dovrebbe rientrare in un prossimo decreto in arrivo forse già ad agosto.
Taglio di 5 milioni a Palazzo Chigi - I tagli sarebbero previsti anche per Palazzo Chigi, con una riduzione delle spese di funzionamento sul bilancio che garantirebbero un risparmio di 5 milioni per il 2012 e 10 milioni a decorrere dal 2013.
Salta il taglio di 100 milioni agli armamenti - Salterebbe il taglio di 100 milioni l'anno per il biennio 2013-2014 previsto inizialmente per gli armamenti. Verrebbe poi cancellato anche il taglio di 10 milioni, nel 2012, del fondo per le vittime dell'uranio impoverito.
Taglio Co.co.co in società pubbliche - A decorrere dall'anno 2013 le società controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche possono avvalersi di "personale a tempo determinato ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 50% della spesa sostenuta per le rispettive finalità nell'anno 2009".
130 milioni per i libri di testo - La bozza autorizzerebbe libri di testo gratis per 103 milioni di euro. Inoltre, per il 2013 sarebbe autorizzata la spesa di 400 milioni di euro da destinarsi a misure di sostegno al settore dell'autotrasporto merci.
Nove milioni per l'emergenza neve - E' autorizzata la spesa di 9 milioni di euro, per l'anno 2012, per gli interventi connessi al maltempo che hanno colpito il territorio nazionale nel mese di febbraio 2012.
Copertura per altri 55.000 esodati - Nel testo sarebbe compresa anche la tutela del reddito di 55.000 lavoratori cosiddetti esodati, che si vanno ad aggungere ai 65.000 già coperti con un precedente decreto. Si tratta in tutto di 120.000 lavoratori che hanno raggiunto con le aziende accordi per lasciare il lavoro per poi scivolare verso la pensione e che, alla luce della nuova riforma previdenziale che innalza l'età per la pensione, si sono trovati senza reddito. Con i due decreti il governo consente a costoro di andare in pensione con i vecchi requisiti.
Taglio ai contributi per le tv locali - Altra misura prevista sarebbe il taglio ai contributi di radio e tv locali. I fondi sono ridotti di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
ho sottolineato le notizie più schifose
Spending review, "salve" le province. Aumento Iva dal 2013
Attesa per il decreto sui tagli alla spesa pubblica. Sale la tensione fra le Regioni e il Governo sugli interventi alla sanità. Secondo l'ultima bozza del testo sarebbero saltate la chiusura dei mini ospedali e il blocco delle tariffe
"Salvi" i mini ospedali - Dalle auto blu agli statali: ecco i tagli del governo
A rischio oltre 30 tribunali - Bersani: "Non si riducano le prestazioni sociali"
Il Consiglio dei ministri si riunisce nel pomeriggio di giovedì 5 per il varo del decreto sulla spending review. Intanto sale la tensione fra le Regioni e il Governo sul tema dei tagli alla sanità. Il ministro Balduzzi ha convocato i governatori, che si dicono pronti alla rottura e potrebbero disertare la conferenza Stato-Regioni. E, secondo indiscrezioni, sarebbe saltata l'ipotizzata chiusura per decreto delle strutture ospedaliere con meno di 80 posti letto. Ma sono diverse le indiscrezioni emerse dalla bozza del decreto. A partire dall'aumento dell'Iva che scatterebbe da luglio 2013 e dal taglio delle province scomparso nell'ultima versione del testo. A saltare sarebbe anche il blocco delle tariffe.
L'aumento dell'Iva da luglio 2013 - Stando alla nuova bozza del decreto legge l'aumento dell'Iva potrebbe scattare a luglio 2013 anziché dal mese di ottobre 2012. Il testo prevede che le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di due punti percentuali al 12 e al 23% dal "primo luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013". Dal primo gennaio 2014, aggiunge la bozza, le due aliquote si riduranno di un punto percentuale per stabilizzarsi all'11 e al 22%. La legge attuale prevede invece che le due aliquote salgano dal mese di ottobre 2012 al 12 e al 23% per poi aumentare di un ulteriore mezzo punto percentuale dal primo gennaio 2014.
Niente taglio delle Province - Nell'ultima bozza in ingresso al Cdm non ci sarebbe il taglio del numero delle Province che invece compariva nei testi precedenti. Ma come già spiegato dall'esecutivo questa parte dovrebbe rientrare in un prossimo decreto in arrivo forse già ad agosto.
Taglio di 5 milioni a Palazzo Chigi - I tagli sarebbero previsti anche per Palazzo Chigi, con una riduzione delle spese di funzionamento sul bilancio che garantirebbero un risparmio di 5 milioni per il 2012 e 10 milioni a decorrere dal 2013.
Salta il taglio di 100 milioni agli armamenti - Salterebbe il taglio di 100 milioni l'anno per il biennio 2013-2014 previsto inizialmente per gli armamenti. Verrebbe poi cancellato anche il taglio di 10 milioni, nel 2012, del fondo per le vittime dell'uranio impoverito.
Taglio Co.co.co in società pubbliche - A decorrere dall'anno 2013 le società controllate direttamente o indirettamente dalle amministrazioni pubbliche possono avvalersi di "personale a tempo determinato ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite del 50% della spesa sostenuta per le rispettive finalità nell'anno 2009".
130 milioni per i libri di testo - La bozza autorizzerebbe libri di testo gratis per 103 milioni di euro. Inoltre, per il 2013 sarebbe autorizzata la spesa di 400 milioni di euro da destinarsi a misure di sostegno al settore dell'autotrasporto merci.
Nove milioni per l'emergenza neve - E' autorizzata la spesa di 9 milioni di euro, per l'anno 2012, per gli interventi connessi al maltempo che hanno colpito il territorio nazionale nel mese di febbraio 2012.
Copertura per altri 55.000 esodati - Nel testo sarebbe compresa anche la tutela del reddito di 55.000 lavoratori cosiddetti esodati, che si vanno ad aggungere ai 65.000 già coperti con un precedente decreto. Si tratta in tutto di 120.000 lavoratori che hanno raggiunto con le aziende accordi per lasciare il lavoro per poi scivolare verso la pensione e che, alla luce della nuova riforma previdenziale che innalza l'età per la pensione, si sono trovati senza reddito. Con i due decreti il governo consente a costoro di andare in pensione con i vecchi requisiti.
Taglio ai contributi per le tv locali - Altra misura prevista sarebbe il taglio ai contributi di radio e tv locali. I fondi sono ridotti di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013.
ho sottolineato le notizie più schifose
Il testo prevede che le aliquote Iva del 10 e del 21% salgano di due punti percentuali al 12 e al 23% dal "primo luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013".
è la fine....
è la fine....
spending review,conosco poco l'inglese,tradotto cosa significa? presa per il culo?
si :)
come il governo tecnico, che, tecnicamente, ce lo sta mettendo sempre più nel c..............
come il governo tecnico, che, tecnicamente, ce lo sta mettendo sempre più nel c..............
la gente non potrà più comprare nemmeno il pane tra un po.............
e la fame fa fare brutte cose...........
e la fame fa fare brutte cose...........
in pratica sì...
la revisione della spesa...
se nun ce sta nulla per comprà da magnà devi rivedere la spesa....
la revisione della spesa...
se nun ce sta nulla per comprà da magnà devi rivedere la spesa....
il fatto è che io l'ho già rivista da un pezzo la spesa a suon di sacrifici,quella fatta dallo Stato non mi sembra nè seria nè valida
Questo perché non è vero che a sud ci sono torppi dipendenti pubblici
vabè, ma con la sicilia è come sparare sulla croce rossa.
vabè, ma con la sicilia è come sparare sulla croce rossa.
Pupe ti assicuro che non è cosi numeri alla mano. Faccio analisi dei costi proprio per una impresa leader in Paraguy nella fornitura di risorse umane. Siamo la concorrenza di Jobs e Manpower. Essendo i margini ridotti la differenza sta proprio nella qualità
ci saranno regole differenti, forse.
In Italia non è così, non conviene, e le aziende fano i conti sino al cent per verificarlo.
Tu sottovaluti a mio parere l'aumento di produttività che produce il precariato, ti faccio un esempio.
Io ho consciuto l'ad di un'azienda nella quale è stato fatto uno studio sull' "assenteismo" (contando come assenteismo tutto fuorchè le ferie) dei dipendenti a t.ind., a t. det. e somministrati da ag. per il lav. temporaneo.
Beh ovviamente più il lavoratore era ricattabile, più corto era il suo contratto.. e meno stava a casa!!!
Ma tipo un TERZO di meno ... (e non parlavamo certo di percentuali di assenteismo di partenza particolarmente alte)
Inoltre mi raccontava tutto baldanzoso che si arrivava a spremere l'impossibile dalle persone, tipo gente che veniva a lavorare con il gesso messo il giorno precedente... o che si faceva fare collegamenti vpn da casa per lavorare in malattia.. o che lavorava in ferie..
In Italia non è così, non conviene, e le aziende fano i conti sino al cent per verificarlo.
Tu sottovaluti a mio parere l'aumento di produttività che produce il precariato, ti faccio un esempio.
Io ho consciuto l'ad di un'azienda nella quale è stato fatto uno studio sull' "assenteismo" (contando come assenteismo tutto fuorchè le ferie) dei dipendenti a t.ind., a t. det. e somministrati da ag. per il lav. temporaneo.
Beh ovviamente più il lavoratore era ricattabile, più corto era il suo contratto.. e meno stava a casa!!!
Ma tipo un TERZO di meno ... (e non parlavamo certo di percentuali di assenteismo di partenza particolarmente alte)
Inoltre mi raccontava tutto baldanzoso che si arrivava a spremere l'impossibile dalle persone, tipo gente che veniva a lavorare con il gesso messo il giorno precedente... o che si faceva fare collegamenti vpn da casa per lavorare in malattia.. o che lavorava in ferie..
mi sa che non è molto aggiornato l'articolo sulla spending review, o è forse è sbagliato questo (dove si dice che non c'è più l'aumento dell'iva):
Il decreto sulla spending review
Il decreto sulla spending review
Ho sempre affermato che in Italia non si sarebbe verificato ciò che accadde in Argentina dove il popolo non aveva più il cibo. In Italia è diverso il ceto medio esiste ed insieme ai benestanti supera il 50% degli italiani.....lentamente questa sicurezza vacilla anche perchè vedo sgretolarsi alcune certezze su cui molti puntavano come i patrimoni familiari, tra un pò o hai un lavoro e hai i liquidi altrimenti sei alla fame.