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Subject: [POLITICA]
quanto è bello in questi giorni avere la sicilia sul groppone, son proprio proprio questi i momenti che uniscono un paese
ho sentito che stanno fallendo i comuni di palermo e napoli
se falliscono c'è l'azzeramento dei servizi pubblici.
auguri
se falliscono c'è l'azzeramento dei servizi pubblici.
auguri
alessandria è già con bilanci chiusi.....
mumble....vedremo...
mumble....vedremo...
com'è che stasera vedo 537 punti di spread ? ma non avevamo il professore ?
e tutti i soldi che gli abbiamo dato chi se li sarà intascati ?
(edited)
e tutti i soldi che gli abbiamo dato chi se li sarà intascati ?
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Negli ultimi 15 anni circa i mercati finanziari (tutti, non solo le borse) sono dominati da pochi grandi operatori che controllano il 70% dei flussi finanziari e per questo controllano i mercati. Chi sono? Sono una dozzina o poco più di banche e sim (società di intermediazione mobiliare) tra cui J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas. Oltre loro ci sono una miriade di piccoli risparmiatori che non contano nulla.
Questi sono i famosi speculatori capaci di demolire l’economia di un paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA, che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d’affari.
Monti dovrebbe chiedere a loro perchè lo spread è sopra i 500,in fondo sono amici fraterni
(edited)
Questi sono i famosi speculatori capaci di demolire l’economia di un paese, di distruggere una moneta, di portare al fallimento grandi società e molto altro. Sono talmente potenti che dal 1994 dettano legge anche alla Federal Reserve USA, che da allora propone e attua politiche monetarie sostanzialmente a favore delle banche d’affari.
Monti dovrebbe chiedere a loro perchè lo spread è sopra i 500,in fondo sono amici fraterni
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la speculazione finanziaria è un fatto naturale e inevitabile?
Ne parliamo con Andrea Fumagalli, che insegna Economia Politica all'Università di Pavia, fa ricerca militante presso il Collettivo UniNomade e partecipa alla Rete di San Precario.
La crisi in corso è il nuovo modo con cui il grande capitale finanziario mette le mani nelle nostre tasche?
Sì, secondo modalità che sono in corso da almeno 15 anni. I mercati finanziari sono estremamente concentrati: una piramide, che vede, al vertice, pochi operatori in grado di controllare oltre il 70 per cento dei flussi finanziari globali e di indirizzare e condizionare i mercati. Alla base, c'è una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva. I grandi operatori sono i cosiddetti investitori istituzionali, cioè una decina di società tra banche e Sim (società di intermediazione mobiliare): J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas.
Ci si accorse per la prima volta della loro potenza quando ci fu la sollevazione del Chiapas, diciassette anni fa: era il 2 gennaio 1994. Si stava per firmare il trattato di libero scambio tra Usa, Canada e Messico (Nafta): parità delle valute e libero scambio di merci e servizi, ma non di manodopera (un po' come l'Europa con Schengen). Si erano create molte aspettative e i titoli di Stato messicani ne avevano tratto vantaggio. Scoppia la sollevazione zapatista e nel giro di pochissimi giorni milioni di dollari vengono stornati verso i Paesi del Sudest asiatico, creando quell'accumulo di liquidità che in seguito provocherà la crisi del Baht nel 1996-97. In una settimana il Peso messicano si svaluta del 30 per cento, la Federal Reserve comincia a comprarne per tenerne alto il valore, però dopo un paio di settimane deve arrendersi: la speculazione al ribasso non ha fine e il Nafta salta. È il primo caso della storia in cui la banca centrale più forte del mondo (a quei tempi lo era) non detta più legge. Da allora, la Fed attua politiche monetarie subordinate ai mercati finanziari, cioè alle banche d'affari.
Perché avviene questo?
Perché la speculazione finanziaria è nella natura di questi investitori. Loro si fanno prestare titoli da fondi d'investimento o fondi pensione, li vendono sul mercato a dodici scommettendo sul ribasso e contribuendo con la vendita al ribasso stesso. Poi li ricomprano a dieci: guadagnano dalle plusvalenze, cioè dalle variazioni di valore. È il meccanismo delle "vendite allo scoperto". In pratica non si guadagna più sui dividendi o sugli interessi dei titoli di Stato, ma sulla pura speculazione. Chiaramente può farlo chi dispone di enorme liquidità e Goldman Sachs, per fare un esempio, ne ha più della Federal Reserve.
Tutto ciò è consentito da due cose: primo, la liberalizzazione totale dei movimenti di capitale, per cui spostare soldi da un Paese all'altro non ti costa niente e non ha vincoli di sorta; secondo, l'assenza di un'unità di misura della moneta. Finché erano in vigore gli accordi di Bretton Woods, cioè fino al 1971, il dollaro aveva un rapporto di parità fissa con l'oro che corrispondeva a 35 dollari per un'oncia d'oro. Il dollaro era ancorato a una merce. Dopo la fine di quel sistema, il valore delle monete è determinato in maniera puramente virtuale che viene deciso dai mercati finanziari, cioè da chi detiene così tanto denaro da poterli influenzare. Così si determina il valore di dollaro, euro, yen, e anche il valore dei titoli espressi in quelle valute.
Queste plusvalenze creano valore: si stima per esempio che il 35 per cento dei lavoratori Usa tragga una parte del proprio reddito da questi meccanismi finanziari. Stesso discorso per quei pensionati che dipendono dai fondi pensione. Quindi i mercati finanziari svolgono lo stesso ruolo che un tempo svolgeva lo Stato. Il welfare si è privatizzato e dipende dai mercati finanziari.
È chiaro che per guadagnare, questi mercati devono puntare sui settori in cui possono generare plusvalenze. Negli anni Novanta furono le imprese delle nuove tecnologie; negli anni 2000 erano i titoli immobiliari; poi l'ingresso della Cina nel Wto ha aumentato di molto la liquidità in circolazione; con la crisi del 2008-2009 e il crollo dell'immobiliare, si è speculato sulle materie prime (grano, petrolio, etc); adesso si sono spostati sui debiti pubblici, cioè sui sistemi di welfare.
Nel giro di sei mesi, Deutsche Bank vende l'88 per cento dei titoli italiani in suo possesso, il valore del titolo crolla e lei ricompra a meno prezzo: alla fine, si ritrova con i gli stessi titoli di prima e con le plusvalenze.
Voglio anche aggiungere che questo è normale. Smettiamola però di dire che i mercati finanziari sono neutrali: sono una istituzione economica che fa i propri interessi come è naturale in una società capitalistica. Io non ce l'ho con la Goldman Sachs, che fa il proprio sporco lavoro; ce l'ho con quelli che la presentano come un arbitro imparziale. Sono loro i truffatori.
Come si fa a interrompere questo meccanismo?
Bisogna colpire alla radice, ovvero al cuore del sistema finanziario. Oggi le istituzioni finanziarie guadagnano sui titoli di Stato europei, pubblici. Benissimo, bisogna rendere effettivamente questi titoli pubblici carta straccia, così da creare loro perdite elevate in conto patrimoniale. È quello che ha fatto l'Islanda. La Deutsche Bank ha venduto i titoli italiani e si è presa quelli tedeschi, in pratica ha sostituito dei titoli con altri, indirizzando la speculazione da un territorio a un altro territorio. Se tu azzeri i titoli pubblici, se cioè il governo italiano dichiara che non paga più gli interessi, diventano spazzatura e tutti li vendono. È quello che è successo a Lehman Brothers con i mutui subprime, quando si è trovata con una parte consistente del proprio patrimonio azzerato.
L'Europa può sostituire i titoli dei singoli Stati con Eurobond, perché ha diritto di signoraggio, cioè stampa moneta. Li piazza a un tasso d'interesse che non è superiore di sei volte a quello dei bund tedeschi ma, metti, due volte superiore. Per lo spread viene fissato un limite di duecento punti. Alle famiglie, che in Italia possiedono ormai solo il 13,6 per cento dei titoli di Stato, si garantisce in caso di default un rendimento pari a quello che avevano sottoscritto al momento dell'acquisto, metti il 2 per cento. Il rimanente 86 per cento dei titoli vale carta straccia. Le banche falliscono? Bene, allora contrattiamo. Perché bisogna tenere presente che queste istituzioni speculano sul default, però poi sono le prime che hanno paura del default, perché i titoli di Stato sono la loro gallina dalle uova d'oro.
Se invece di comprare titoli di Stato per tenerne alto il prezzo - come ha fatto per l'Italia - la Bce li ignora e li sostituisce con Eurobond, salvaguardando il piccolo risparmiatore, ecco che taglia fuori lo speculatore. Tecnicamente si può fare, ma mancano le condizioni politiche, perché presupporrebbe la creazione di un solo budget e di un solo sistema fiscale europeo, un'unica politica economica e sociale: un'unica legge Finanziaria.
Questo è l'impasse dell'Europa.
A proposito di Europa: come si inserisce in questo quadro il commissariamento del governo italiano da parte della Bce, emerso chiaramente con la roadmap calata da Draghi e Trichet sulla testa dell'Esecutivo?
C'è stato il patetico tentativo di Berlusconi di fare una Finanziaria da 80 miliardi, una cosa mai vista, rimandandola tutta al futuro, cioè quando lui probabilmente non sarà più Presidente del consiglio. A quel punto i mercati hanno detto: "Ci state prendendo in giro?", ed è cominciata la speculazione sul nostro debito pubblico. La Bce allora è intervenuta piuttosto drasticamente: "Voi fate la Finanziaria 'lacrime & sangue' come la Grecia e la Spagna". In Spagna, Zapatero è addirittura andato a elezioni anticipate con un atteggiamento molto coerente, da politico vero: non posso fare una Finanziaria del genere, mi sottometto al giudizio degli elettori. Dato che i nostri non hanno questo senso dello Stato e il governo vuole salvarsi a tutti i costi, allora Trichet e Draghi hanno imposto le linee guida: "Voi adesso fate così". Privatizzazioni selvagge, flessibilizzazione totale del mercato del lavoro (non si sa che cosa vogliano flessibilizzare ancora), totale libertà di licenziamento, un pizzico di libertà d'impresa e, visto che bisogna anticipare le entrate, si toccheranno le pensioni sperando che gli anziani a una certa età si suicidino. Non so se questo si può chiamare commissariamento: rivela però una subordinazione del nostro governo ai diktat imposti da mercati finanziari e Bce.
L'intervento di Draghi e Trichet può contrastare la speculazione?
Secondo me invece l'aiuta. La speculazione gioca al ribasso su alcuni titoli. Per evitare che questi titoli diventino spazzatura, interviene la Bce e i titoli riprendono a salire. Quello è l'obiettivo degli speculatori stessi: hanno venduto nominalmente i titoli a 100, li ricomprano a 90 e, grazie all'intervento Bce, se li ritrovano a 110.
peacereporter.net
Ne parliamo con Andrea Fumagalli, che insegna Economia Politica all'Università di Pavia, fa ricerca militante presso il Collettivo UniNomade e partecipa alla Rete di San Precario.
La crisi in corso è il nuovo modo con cui il grande capitale finanziario mette le mani nelle nostre tasche?
Sì, secondo modalità che sono in corso da almeno 15 anni. I mercati finanziari sono estremamente concentrati: una piramide, che vede, al vertice, pochi operatori in grado di controllare oltre il 70 per cento dei flussi finanziari globali e di indirizzare e condizionare i mercati. Alla base, c'è una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva. I grandi operatori sono i cosiddetti investitori istituzionali, cioè una decina di società tra banche e Sim (società di intermediazione mobiliare): J.P Morgan, Bank of America, Citybank, Goldman Sachs, Hsbc, Deutsche Bank, Ubs, Credit Suisse, Citycorp-Merrill Lynch, Bnp-Parisbas.
Ci si accorse per la prima volta della loro potenza quando ci fu la sollevazione del Chiapas, diciassette anni fa: era il 2 gennaio 1994. Si stava per firmare il trattato di libero scambio tra Usa, Canada e Messico (Nafta): parità delle valute e libero scambio di merci e servizi, ma non di manodopera (un po' come l'Europa con Schengen). Si erano create molte aspettative e i titoli di Stato messicani ne avevano tratto vantaggio. Scoppia la sollevazione zapatista e nel giro di pochissimi giorni milioni di dollari vengono stornati verso i Paesi del Sudest asiatico, creando quell'accumulo di liquidità che in seguito provocherà la crisi del Baht nel 1996-97. In una settimana il Peso messicano si svaluta del 30 per cento, la Federal Reserve comincia a comprarne per tenerne alto il valore, però dopo un paio di settimane deve arrendersi: la speculazione al ribasso non ha fine e il Nafta salta. È il primo caso della storia in cui la banca centrale più forte del mondo (a quei tempi lo era) non detta più legge. Da allora, la Fed attua politiche monetarie subordinate ai mercati finanziari, cioè alle banche d'affari.
Perché avviene questo?
Perché la speculazione finanziaria è nella natura di questi investitori. Loro si fanno prestare titoli da fondi d'investimento o fondi pensione, li vendono sul mercato a dodici scommettendo sul ribasso e contribuendo con la vendita al ribasso stesso. Poi li ricomprano a dieci: guadagnano dalle plusvalenze, cioè dalle variazioni di valore. È il meccanismo delle "vendite allo scoperto". In pratica non si guadagna più sui dividendi o sugli interessi dei titoli di Stato, ma sulla pura speculazione. Chiaramente può farlo chi dispone di enorme liquidità e Goldman Sachs, per fare un esempio, ne ha più della Federal Reserve.
Tutto ciò è consentito da due cose: primo, la liberalizzazione totale dei movimenti di capitale, per cui spostare soldi da un Paese all'altro non ti costa niente e non ha vincoli di sorta; secondo, l'assenza di un'unità di misura della moneta. Finché erano in vigore gli accordi di Bretton Woods, cioè fino al 1971, il dollaro aveva un rapporto di parità fissa con l'oro che corrispondeva a 35 dollari per un'oncia d'oro. Il dollaro era ancorato a una merce. Dopo la fine di quel sistema, il valore delle monete è determinato in maniera puramente virtuale che viene deciso dai mercati finanziari, cioè da chi detiene così tanto denaro da poterli influenzare. Così si determina il valore di dollaro, euro, yen, e anche il valore dei titoli espressi in quelle valute.
Queste plusvalenze creano valore: si stima per esempio che il 35 per cento dei lavoratori Usa tragga una parte del proprio reddito da questi meccanismi finanziari. Stesso discorso per quei pensionati che dipendono dai fondi pensione. Quindi i mercati finanziari svolgono lo stesso ruolo che un tempo svolgeva lo Stato. Il welfare si è privatizzato e dipende dai mercati finanziari.
È chiaro che per guadagnare, questi mercati devono puntare sui settori in cui possono generare plusvalenze. Negli anni Novanta furono le imprese delle nuove tecnologie; negli anni 2000 erano i titoli immobiliari; poi l'ingresso della Cina nel Wto ha aumentato di molto la liquidità in circolazione; con la crisi del 2008-2009 e il crollo dell'immobiliare, si è speculato sulle materie prime (grano, petrolio, etc); adesso si sono spostati sui debiti pubblici, cioè sui sistemi di welfare.
Nel giro di sei mesi, Deutsche Bank vende l'88 per cento dei titoli italiani in suo possesso, il valore del titolo crolla e lei ricompra a meno prezzo: alla fine, si ritrova con i gli stessi titoli di prima e con le plusvalenze.
Voglio anche aggiungere che questo è normale. Smettiamola però di dire che i mercati finanziari sono neutrali: sono una istituzione economica che fa i propri interessi come è naturale in una società capitalistica. Io non ce l'ho con la Goldman Sachs, che fa il proprio sporco lavoro; ce l'ho con quelli che la presentano come un arbitro imparziale. Sono loro i truffatori.
Come si fa a interrompere questo meccanismo?
Bisogna colpire alla radice, ovvero al cuore del sistema finanziario. Oggi le istituzioni finanziarie guadagnano sui titoli di Stato europei, pubblici. Benissimo, bisogna rendere effettivamente questi titoli pubblici carta straccia, così da creare loro perdite elevate in conto patrimoniale. È quello che ha fatto l'Islanda. La Deutsche Bank ha venduto i titoli italiani e si è presa quelli tedeschi, in pratica ha sostituito dei titoli con altri, indirizzando la speculazione da un territorio a un altro territorio. Se tu azzeri i titoli pubblici, se cioè il governo italiano dichiara che non paga più gli interessi, diventano spazzatura e tutti li vendono. È quello che è successo a Lehman Brothers con i mutui subprime, quando si è trovata con una parte consistente del proprio patrimonio azzerato.
L'Europa può sostituire i titoli dei singoli Stati con Eurobond, perché ha diritto di signoraggio, cioè stampa moneta. Li piazza a un tasso d'interesse che non è superiore di sei volte a quello dei bund tedeschi ma, metti, due volte superiore. Per lo spread viene fissato un limite di duecento punti. Alle famiglie, che in Italia possiedono ormai solo il 13,6 per cento dei titoli di Stato, si garantisce in caso di default un rendimento pari a quello che avevano sottoscritto al momento dell'acquisto, metti il 2 per cento. Il rimanente 86 per cento dei titoli vale carta straccia. Le banche falliscono? Bene, allora contrattiamo. Perché bisogna tenere presente che queste istituzioni speculano sul default, però poi sono le prime che hanno paura del default, perché i titoli di Stato sono la loro gallina dalle uova d'oro.
Se invece di comprare titoli di Stato per tenerne alto il prezzo - come ha fatto per l'Italia - la Bce li ignora e li sostituisce con Eurobond, salvaguardando il piccolo risparmiatore, ecco che taglia fuori lo speculatore. Tecnicamente si può fare, ma mancano le condizioni politiche, perché presupporrebbe la creazione di un solo budget e di un solo sistema fiscale europeo, un'unica politica economica e sociale: un'unica legge Finanziaria.
Questo è l'impasse dell'Europa.
A proposito di Europa: come si inserisce in questo quadro il commissariamento del governo italiano da parte della Bce, emerso chiaramente con la roadmap calata da Draghi e Trichet sulla testa dell'Esecutivo?
C'è stato il patetico tentativo di Berlusconi di fare una Finanziaria da 80 miliardi, una cosa mai vista, rimandandola tutta al futuro, cioè quando lui probabilmente non sarà più Presidente del consiglio. A quel punto i mercati hanno detto: "Ci state prendendo in giro?", ed è cominciata la speculazione sul nostro debito pubblico. La Bce allora è intervenuta piuttosto drasticamente: "Voi fate la Finanziaria 'lacrime & sangue' come la Grecia e la Spagna". In Spagna, Zapatero è addirittura andato a elezioni anticipate con un atteggiamento molto coerente, da politico vero: non posso fare una Finanziaria del genere, mi sottometto al giudizio degli elettori. Dato che i nostri non hanno questo senso dello Stato e il governo vuole salvarsi a tutti i costi, allora Trichet e Draghi hanno imposto le linee guida: "Voi adesso fate così". Privatizzazioni selvagge, flessibilizzazione totale del mercato del lavoro (non si sa che cosa vogliano flessibilizzare ancora), totale libertà di licenziamento, un pizzico di libertà d'impresa e, visto che bisogna anticipare le entrate, si toccheranno le pensioni sperando che gli anziani a una certa età si suicidino. Non so se questo si può chiamare commissariamento: rivela però una subordinazione del nostro governo ai diktat imposti da mercati finanziari e Bce.
L'intervento di Draghi e Trichet può contrastare la speculazione?
Secondo me invece l'aiuta. La speculazione gioca al ribasso su alcuni titoli. Per evitare che questi titoli diventino spazzatura, interviene la Bce e i titoli riprendono a salire. Quello è l'obiettivo degli speculatori stessi: hanno venduto nominalmente i titoli a 100, li ricomprano a 90 e, grazie all'intervento Bce, se li ritrovano a 110.
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Il Fatto Quotidiano > Emilia Romagna > Tagli ai vitali...
Tagli ai vitalizi, la casta tira dritto. Raffica di no in Regione alle proposte dei 5 Stelle
Gli emendamenti bocciati dall'asse Pd-Pdl-Lega riguardavano la riscossione dell'assegno a 67 anni come "i normali lavoratori”, divieto di cumulare diversi vitalizi per ex parlamentari e europarlamentari, un prelievo di solidarietà del 25%, da destinare a persone disabili. Favia: "Difendono i privilegi senza remore"
di Giulia Zaccariello | Emilia Romagna | 25 luglio 2012
Sui costi della politica l’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna tira dritto, e boccia uno dopo l’altro gli emendamenti proposti dal Movimento 5 stelle per ridurre i vitalizi. Era già successo l’anno scorso, a dicembre, quando l’aula respinse compatta le proposte dei Cinque stelle, che, tra le altre cose, miravano a introdurre il divieto di cumulare diversi assegni per chi è stato seduto anche in Parlamento e per chi è stato europarlamentare (attualmente consentito). Oggi, a distanza di pochi mesi, la stessa raffica di no ha messo in salvo gli assegni dei consiglieri e rimandato i tagli alla prossima legislatura.
Va detto che la Regione, un anno fa, diede il via libera all’abolizione del contestato emolumento. Ma la cancellazione sarà valida solo a partire dalla prossima legislatura. Per questo i consiglieri del Movimento 5 stelle, dopo il tentativo fallito di alcuni mesi fa, hanno deciso di riportare in aula alcune proposte, per stringere i tempi e cominciare a sforbiciare alcune voci già dai prossimi mesi. Il primo emendamento prevedeva di riscuotere l’assegno solo a partire dai 67 anni di età, o di adeguare l’età a quella “dei normali lavoratori”. Il secondo e il terzo imponevano il divieto di cumulare diversi vitalizi per gli ex parlamentari e europarlamentari, e per chi ricopre altre attività retribuite. Mentre nel quarto era previsto un prelievo di solidarietà sui vitalizi, pari al 25%, da destinare alle persone con disabilità grave.
In aula, però, nessuna delle modifiche è stata accolta dall’Assemblea. Il Pd, attraverso il consigliere Luciano Vecchi, ha parlato di “iniziative estemporanee”, facendo notare come la Regione abbia già fatto dei passi avanti sul tema dei costi della politica. Per il capogruppo dei democratici, Marco Monari, i consiglieri del movimento di Grillo dovrebbero mostrare maggior rispetto per l’aula, invece che presentare “emendamenti di bandiera”. Sulla stessa linea l’opposizione. Se Mauro Manfredini della Lega Nord liquida gli emendamenti come “bandierine strumentali”, la capogruppo dell’Udc, Silvia Noè, chiede di “parlare seriamente di certi temi”, e di “non sfruttare l’occasione mediatica offerta dall’Assemblea”.
Una pioggia di critiche simile a quella che arrivò a dicembre, quando il Movimento 5 stelle mise sul tavolo proposte analoghe. Anche allora l’Assemblea fece le barricate. “La verità – ha commentato il consigliere a 5 stelle Giovanni Favia – è che per i consiglieri regionali esistono cittadini di serie A, loro stessi, e di serie C, quelli che votano e pagano le tasse. Le accuse di voler cavalcare l’antipolitica è assurda. I fatti sono fatti, e dicono che Pd e Pdl difendono i propri privilegi senza remore”. E poi promette: “Noi continueremo a riproporre gli stessi temi fino a fine legislatura”.
Tagli ai vitalizi, la casta tira dritto. Raffica di no in Regione alle proposte dei 5 Stelle
Gli emendamenti bocciati dall'asse Pd-Pdl-Lega riguardavano la riscossione dell'assegno a 67 anni come "i normali lavoratori”, divieto di cumulare diversi vitalizi per ex parlamentari e europarlamentari, un prelievo di solidarietà del 25%, da destinare a persone disabili. Favia: "Difendono i privilegi senza remore"
di Giulia Zaccariello | Emilia Romagna | 25 luglio 2012
Sui costi della politica l’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna tira dritto, e boccia uno dopo l’altro gli emendamenti proposti dal Movimento 5 stelle per ridurre i vitalizi. Era già successo l’anno scorso, a dicembre, quando l’aula respinse compatta le proposte dei Cinque stelle, che, tra le altre cose, miravano a introdurre il divieto di cumulare diversi assegni per chi è stato seduto anche in Parlamento e per chi è stato europarlamentare (attualmente consentito). Oggi, a distanza di pochi mesi, la stessa raffica di no ha messo in salvo gli assegni dei consiglieri e rimandato i tagli alla prossima legislatura.
Va detto che la Regione, un anno fa, diede il via libera all’abolizione del contestato emolumento. Ma la cancellazione sarà valida solo a partire dalla prossima legislatura. Per questo i consiglieri del Movimento 5 stelle, dopo il tentativo fallito di alcuni mesi fa, hanno deciso di riportare in aula alcune proposte, per stringere i tempi e cominciare a sforbiciare alcune voci già dai prossimi mesi. Il primo emendamento prevedeva di riscuotere l’assegno solo a partire dai 67 anni di età, o di adeguare l’età a quella “dei normali lavoratori”. Il secondo e il terzo imponevano il divieto di cumulare diversi vitalizi per gli ex parlamentari e europarlamentari, e per chi ricopre altre attività retribuite. Mentre nel quarto era previsto un prelievo di solidarietà sui vitalizi, pari al 25%, da destinare alle persone con disabilità grave.
In aula, però, nessuna delle modifiche è stata accolta dall’Assemblea. Il Pd, attraverso il consigliere Luciano Vecchi, ha parlato di “iniziative estemporanee”, facendo notare come la Regione abbia già fatto dei passi avanti sul tema dei costi della politica. Per il capogruppo dei democratici, Marco Monari, i consiglieri del movimento di Grillo dovrebbero mostrare maggior rispetto per l’aula, invece che presentare “emendamenti di bandiera”. Sulla stessa linea l’opposizione. Se Mauro Manfredini della Lega Nord liquida gli emendamenti come “bandierine strumentali”, la capogruppo dell’Udc, Silvia Noè, chiede di “parlare seriamente di certi temi”, e di “non sfruttare l’occasione mediatica offerta dall’Assemblea”.
Una pioggia di critiche simile a quella che arrivò a dicembre, quando il Movimento 5 stelle mise sul tavolo proposte analoghe. Anche allora l’Assemblea fece le barricate. “La verità – ha commentato il consigliere a 5 stelle Giovanni Favia – è che per i consiglieri regionali esistono cittadini di serie A, loro stessi, e di serie C, quelli che votano e pagano le tasse. Le accuse di voler cavalcare l’antipolitica è assurda. I fatti sono fatti, e dicono che Pd e Pdl difendono i propri privilegi senza remore”. E poi promette: “Noi continueremo a riproporre gli stessi temi fino a fine legislatura”.
finchè chi vota è lo stesso che deve tagliarsi un'entrata, questo voterà sempre contro
dovrebbe esserci una commissione esterna che impone certi tagli, punto e stop.
ma visto che è tutto corrotto, non accadrà mai
dovrebbe esserci una commissione esterna che impone certi tagli, punto e stop.
ma visto che è tutto corrotto, non accadrà mai
servizi pubblici? a Palermo??? ti assicuro che già non ci sono da tempo!
dovrebbe esserci una commissione esterna che impone certi tagli, punto e stop.
Arriveranno. Non si sa quando (spero presto), ma arriveranno.
Arriveranno. Non si sa quando (spero presto), ma arriveranno.
Per questo i consiglieri del Movimento 5 stelle, dopo il tentativo fallito di alcuni mesi fa, hanno deciso di riportare in aula alcune proposte, per stringere i tempi e cominciare a sforbiciare alcune voci già dai prossimi mesi. Il primo emendamento prevedeva di riscuotere l’assegno solo a partire dai 67 anni di età, o di adeguare l’età a quella “dei normali lavoratori”. Il secondo e il terzo imponevano il divieto di cumulare diversi vitalizi per gli ex parlamentari e europarlamentari, e per chi ricopre altre attività retribuite. Mentre nel quarto era previsto un prelievo di solidarietà sui vitalizi, pari al 25%, da destinare alle persone con disabilità grave.
chissà cosa avranno da dire i detrattori del movimento...
chissà cosa avranno da dire i detrattori del movimento...
minchia, ora mi è arrivata la "proposta unilaterale del contratto" del conto arancio
c'ho du soldi, prendo du lire di interesse, ma grazie a sto governo di merda dovrò pagare da ZERO alle nuove 34 euro di imposta di bollo minima, anche se con l'aliquota verrebbe 8 euro!!!!!!!!!!
ma perchè qualcuno non va ad ammazzare sti politici corrotti e collusi con le banche?
io prendo e chiudo il conto, andassero a morire ammazzati tutti
c'ho du soldi, prendo du lire di interesse, ma grazie a sto governo di merda dovrò pagare da ZERO alle nuove 34 euro di imposta di bollo minima, anche se con l'aliquota verrebbe 8 euro!!!!!!!!!!
ma perchè qualcuno non va ad ammazzare sti politici corrotti e collusi con le banche?
io prendo e chiudo il conto, andassero a morire ammazzati tutti
ma sbaglio o tu ce l'hai la pistola, fateci un favore.. su su ^^