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Subject: [POLITICA]
abbiamo provato la Dc e i socialisti,siam passati ai Cattocomunisti,ai finti liberisti con spruzzata di semi-secessionisti,potremmo provare anche un liberista
Avessimo dei non-liberisti nei posti che contano a livello mondiale avremmo come minimo la Tobin tax e difficilmente la crisi finanziaria si sarebbe trasmessa, attraverso banche e mercati, all'economia reale. Sono decenni (in modo predominante almeno dal 1971, a mio modesto avviso) che queste ideologie pervadono i piani altissimi di questo mondo, ed i risultati sono disastrosi.
Avessimo dei non-liberisti nei posti che contano a livello mondiale avremmo come minimo la Tobin tax e difficilmente la crisi finanziaria si sarebbe trasmessa, attraverso banche e mercati, all'economia reale. Sono decenni (in modo predominante almeno dal 1971, a mio modesto avviso) che queste ideologie pervadono i piani altissimi di questo mondo, ed i risultati sono disastrosi.
L'unica cosa che mi dispiace, è che se Giannino entrerà davvero in politica dovrò votarlo (perché la penso come lui nella stragrande maggioranza dei casi), e così facendo non darò più il mio voto a Grillo.
io veramente non ho mai visto un vero liberista al governo,o pensate che Berlusconi lo fosse?
e io che pensavo che fosse proprio l'economia liberista ad aver messo in ginocchio il mondo... Bisogna rivedere il sistema o il banco salta..
e io che pensavo che fosse proprio l'economia liberista ad aver messo in ginocchio il mondo... Bisogna rivedere il sistema o il banco salta..
stiamo tanto a parlare di questo o di quello, ma finchè è questa la politica che ci rappresenta:
http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/29/news/roma_ex_della_banda_della_magliana_consulente_per_le_politiche_sociali-39941538/?ref=HRER2-1
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http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/29/news/roma_ex_della_banda_della_magliana_consulente_per_le_politiche_sociali-39941538/?ref=HRER2-1
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ROMA - Prima c’era solo lui, o quasi, in testa alla classifica: Antonio Gaglione, il chirurgo pugliese del Pd, riuscì a far imbestialire anche Rosy Bindi per il record di assenze alle votazioni della Camera e dovette allontanarsi dal partito. Ora, con un 85% di voti mancati per il Gruppo misto, non ha più lo scettro di Mr Assenteismo: lo confermano gli ultimi tabulati della Camera, rielaborati dall’agenzia di stampa Dire . A strappargli il titolo sono stati Niccolò Ghedini e Silvio Berlusconi del Pdl. L’avvocato del Cavaliere ha partecipato, da dicembre a giugno, a una sola votazione, a gennaio, su un totale di 1.026. Berlusconi ha votato solo due volte, a gennaio e nel mese di febbraio. Ma sono decine i deputati che hanno disertato sistematicamente i lavori d’Aula: il tasso di assenteismo medio a Montecitorio, complice forse l’ampia e strana maggioranza Pdl-Pd-Terzo polo che «blinda» sulla carta l’approvazione dei provvedimenti, è del 20,05% nel periodo in esame del governo Monti. Come se da dicembre 2011 a tutto giugno 2012, un quinto dei 630 deputati, e parliamo di 126 parlamentari, non si fosse mai presentato a votare. La maglia nera delle presenze va ai deputati di Popolo e territorio, che, a dispetto del nome con cui erano nati politicamente («I Responsabili»), hanno disertato l’Aula, in sette mesi, 33,7 volte su 100. Cade dalle nuvole il capogruppo Silvano Moffa: «Ci sono deputati che non brillano per la presenza e altri che fanno di tutto per partecipare alle commissioni e alle votazioni, come faccio io», minimizza. Pronto a bacchettare qualcuno? «No, però farò sicuramente una ricognizione, perché ho sempre pensato che sia importante esserci, votare, fare il proprio dovere». Intanto i «bocciati» delle presenze sono in buona compagnia. Il secondo posto spetta al Gruppo misto, dove i deputati si attestano sul 30% di assenze. Medaglia di bronzo ai finiani, che nel 25% dei casi non hanno partecipato alle votazioni. Poco dopo il Popolo della libertà, che si attesta al 22,8%, seguito dall’ex alleato, la Lega Nord, che, nonostante le disavventure interne, ha timbrato il cartellino con una certa costanza, disertando l’Aula solo il 14,4% delle volte. I deputati dell’Udc sfoggiano un 13% di assenze, mentre l’Italia dei valori si colloca subito dopo, con il 12% di deputati che non hanno risposto all’appello del voto. I più virtuosi? I Democratici, che con il 9,5% di mancanze alle votazioni chiudono l’amara classifica. Un’allergia, quella ai banchi parlamentari, che sembra accentuata dal caldo degli ultimi mesi. Andando a considerare solo quello di maggio, infatti, sono diversi i deputati che hanno toccato o sfiorato quota 100%, ovvero che non si sono mai fatti vedere in Aula. Come Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Niccolò Ghedini, Simone Di Cagno Abbrescia, del Pdl. Ma anche Umberto Bossi e Marco Reguzzoni della Lega, e Gianfranco Micciché del Gruppo misto. Non sono da meno Denis Verdini (99,24% di assenze), Michela Vittoria Brambilla (98,10%), Giulio Tremonti (97,34%), Vincenzo Barba e Maria Rosaria Rossi (96,20%), Antonio Angelucci (93,16%), tutti del Pdl. A giugno, ricorrono più o meno gli stessi nomi. Ad anticipare le «vacanze» Berlusconi, La Russa, Ghedini, che continuano a non votare, raggiunti da Verdini e Tremonti. Fantasmi dell’Aula, come Micciché, Luca Barbareschi (Gruppo misto) e Marilena Parenti, del Pd, subentrata il 7 giugno ad Antonello Soro. E come Massimo Calearo (Popolo e territorio), che d’altra parte aveva detto qualche mese fa che in Parlamento non ci andava quasi più, e che lo stipendio da deputato gli serviva a pagare un mutuo. «C’è una demotivazione generalizzata per la situazione politica - prova a spiegare Moffa -. Ma chi non fa di tutto per essere presente sarà bocciato: non da me, dagli elettori». ] ROMA - Prima c'era solo lui, o quasi, in testa alla classifica: Antonio Gaglione, il chirurgo pugliese del Pd, riuscì a far imbestialire anche Rosy Bindi per il record di assenze alle votazioni della Camera e dovette allontanarsi dal partito. Ora, con un 85% di voti mancati per il Gruppo misto, non ha più lo scettro di Mr Assenteismo: lo confermano gli ultimi tabulati della Camera, rielaborati dall'agenzia di stampa Dire . A strappargli il titolo sono stati Niccolò Ghedini e Silvio Berlusconi del Pdl. L'avvocato del Cavaliere ha partecipato, da dicembre a giugno, a una sola votazione, a gennaio, su un totale di 1.026. Berlusconi ha votato solo due volte, a gennaio e nel mese di febbraio.
Ma sono decine i deputati che hanno disertato sistematicamente i lavori d'Aula: il tasso di assenteismo medio a Montecitorio, complice forse l'ampia e strana maggioranza Pdl-Pd-Terzo polo che «blinda» sulla carta l'approvazione dei provvedimenti, è del 20,05% nel periodo in esame del governo Monti. Come se da dicembre 2011 a tutto giugno 2012, un quinto dei 630 deputati, e parliamo di 126 parlamentari, non si fosse mai presentato a votare. La maglia nera delle presenze va ai deputati di Popolo e territorio, che, a dispetto del nome con cui erano nati politicamente («I Responsabili»), hanno disertato l'Aula, in sette mesi, 33,7 volte su 100. Cade dalle nuvole il capogruppo Silvano Moffa: «Ci sono deputati che non brillano per la presenza e altri che fanno di tutto per partecipare alle commissioni e alle votazioni, come faccio io», minimizza. Pronto a bacchettare qualcuno? «No, però farò sicuramente una ricognizione, perché ho sempre pensato che sia importante esserci, votare, fare il proprio dovere».
Intanto i «bocciati» delle presenze sono in buona compagnia. Il secondo posto spetta al Gruppo misto, dove i deputati si attestano sul 30% di assenze. Medaglia di bronzo ai finiani, che nel 25% dei casi non hanno partecipato alle votazioni. Poco dopo il Popolo della libertà, che si attesta al 22,8%, seguito dall'ex alleato, la Lega Nord, che, nonostante le disavventure interne, ha timbrato il cartellino con una certa costanza, disertando l'Aula solo il 14,4% delle volte. I deputati dell'Udc sfoggiano un 13% di assenze, mentre l'Italia dei valori si colloca subito dopo, con il 12% di deputati che non hanno risposto all'appello del voto. I più virtuosi? I Democratici, che con il 9,5% di mancanze alle votazioni chiudono l'amara classifica.
Un'allergia, quella ai banchi parlamentari, che sembra accentuata dal caldo degli ultimi mesi. Andando a considerare solo quello di maggio, infatti, sono diversi i deputati che hanno toccato o sfiorato quota 100%, ovvero che non si sono mai fatti vedere in Aula. Come Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Niccolò Ghedini, Simone Di Cagno Abbrescia, del Pdl. Ma anche Umberto Bossi e Marco Reguzzoni della Lega, e Gianfranco Micciché del Gruppo misto. Non sono da meno Denis Verdini (99,24% di assenze), Michela Vittoria Brambilla (98,10%), Giulio Tremonti (97,34%), Vincenzo Barba e Maria Rosaria Rossi (96,20%), Antonio Angelucci (93,16%), tutti del Pdl. A giugno, ricorrono più o meno gli stessi nomi. Ad anticipare le «vacanze» Berlusconi, La Russa, Ghedini, che continuano a non votare, raggiunti da Verdini e Tremonti. Fantasmi dell'Aula, come Micciché, Luca Barbareschi (Gruppo misto) e Marilena Parenti, del Pd, subentrata il 7 giugno ad Antonello Soro. E come Massimo Calearo (Popolo e territorio), che d'altra parte aveva detto qualche mese fa che in Parlamento non ci andava quasi più, e che lo stipendio da deputato gli serviva a pagare un mutuo. «C'è una demotivazione generalizzata per la situazione politica - prova a spiegare Moffa -. Ma chi non fa di tutto per essere presente sarà bocciato: non da me, dagli elettori».
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Ma sono decine i deputati che hanno disertato sistematicamente i lavori d'Aula: il tasso di assenteismo medio a Montecitorio, complice forse l'ampia e strana maggioranza Pdl-Pd-Terzo polo che «blinda» sulla carta l'approvazione dei provvedimenti, è del 20,05% nel periodo in esame del governo Monti. Come se da dicembre 2011 a tutto giugno 2012, un quinto dei 630 deputati, e parliamo di 126 parlamentari, non si fosse mai presentato a votare. La maglia nera delle presenze va ai deputati di Popolo e territorio, che, a dispetto del nome con cui erano nati politicamente («I Responsabili»), hanno disertato l'Aula, in sette mesi, 33,7 volte su 100. Cade dalle nuvole il capogruppo Silvano Moffa: «Ci sono deputati che non brillano per la presenza e altri che fanno di tutto per partecipare alle commissioni e alle votazioni, come faccio io», minimizza. Pronto a bacchettare qualcuno? «No, però farò sicuramente una ricognizione, perché ho sempre pensato che sia importante esserci, votare, fare il proprio dovere».
Intanto i «bocciati» delle presenze sono in buona compagnia. Il secondo posto spetta al Gruppo misto, dove i deputati si attestano sul 30% di assenze. Medaglia di bronzo ai finiani, che nel 25% dei casi non hanno partecipato alle votazioni. Poco dopo il Popolo della libertà, che si attesta al 22,8%, seguito dall'ex alleato, la Lega Nord, che, nonostante le disavventure interne, ha timbrato il cartellino con una certa costanza, disertando l'Aula solo il 14,4% delle volte. I deputati dell'Udc sfoggiano un 13% di assenze, mentre l'Italia dei valori si colloca subito dopo, con il 12% di deputati che non hanno risposto all'appello del voto. I più virtuosi? I Democratici, che con il 9,5% di mancanze alle votazioni chiudono l'amara classifica.
Un'allergia, quella ai banchi parlamentari, che sembra accentuata dal caldo degli ultimi mesi. Andando a considerare solo quello di maggio, infatti, sono diversi i deputati che hanno toccato o sfiorato quota 100%, ovvero che non si sono mai fatti vedere in Aula. Come Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Niccolò Ghedini, Simone Di Cagno Abbrescia, del Pdl. Ma anche Umberto Bossi e Marco Reguzzoni della Lega, e Gianfranco Micciché del Gruppo misto. Non sono da meno Denis Verdini (99,24% di assenze), Michela Vittoria Brambilla (98,10%), Giulio Tremonti (97,34%), Vincenzo Barba e Maria Rosaria Rossi (96,20%), Antonio Angelucci (93,16%), tutti del Pdl. A giugno, ricorrono più o meno gli stessi nomi. Ad anticipare le «vacanze» Berlusconi, La Russa, Ghedini, che continuano a non votare, raggiunti da Verdini e Tremonti. Fantasmi dell'Aula, come Micciché, Luca Barbareschi (Gruppo misto) e Marilena Parenti, del Pd, subentrata il 7 giugno ad Antonello Soro. E come Massimo Calearo (Popolo e territorio), che d'altra parte aveva detto qualche mese fa che in Parlamento non ci andava quasi più, e che lo stipendio da deputato gli serviva a pagare un mutuo. «C'è una demotivazione generalizzata per la situazione politica - prova a spiegare Moffa -. Ma chi non fa di tutto per essere presente sarà bocciato: non da me, dagli elettori».
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ma perchè queste persone sono fuori dalla galera? -_-
in secundis, perchè ricoprono quei ruoli...
in secundis, perchè ricoprono quei ruoli...
perchè nel nome dell'ideologia di destra a Roma si è formato un pericoloso connubio malavita-politica, nel nome dell'uomo forte, del potere al di sopra delle istituzioni e del fascismo latente (altrimenti alemanno col cavolo che vinceva le elezioni). ne è un altro esempio la Verona di tosi+estrema destra (anche se ammetto che Tosi si sa vendere meglio di Alemanno). imho.
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se guardi al mondo,mi sembrano ampiamente fallite,anche le teorie opposte al liberismo
questa frase è errata.
il nostro benessere degli stati "occidentali" è stato costruito proprio nel rifiuto delle teorie liberistiche, così come di quelle socialiste/comuniste.
L'unico modello economico che ha portato benessere diffuso nella storia dell'umanità è stato quello mai pubblicizzato dello stato democratico, liberale, assistenziale e sociale.
Un modello che ha integrato il mercato regolandolo, con la funzione di assitenza e servizio dello stato, riequilibrando con una redistribuzione moderata le differenze di potere e di forza contrattuale delle parti.
Siccome questo in tv non lo dice nessuno siamo ancora fermi a comunisti/fascisti socialist/liberisti, ma è acqua passata da 60 anni in realtà.
Il progetto di conquista del mondo da parte del capitale passa invece per la favola del liberismo che propagandano ripetutamente e con la corruzione delle democrazie per farle fallire economicamente e politicamente, per convincere i popoli che è meglio andare verso la schiavitù senza ribellarsi.
meditate gente..
questa frase è errata.
il nostro benessere degli stati "occidentali" è stato costruito proprio nel rifiuto delle teorie liberistiche, così come di quelle socialiste/comuniste.
L'unico modello economico che ha portato benessere diffuso nella storia dell'umanità è stato quello mai pubblicizzato dello stato democratico, liberale, assistenziale e sociale.
Un modello che ha integrato il mercato regolandolo, con la funzione di assitenza e servizio dello stato, riequilibrando con una redistribuzione moderata le differenze di potere e di forza contrattuale delle parti.
Siccome questo in tv non lo dice nessuno siamo ancora fermi a comunisti/fascisti socialist/liberisti, ma è acqua passata da 60 anni in realtà.
Il progetto di conquista del mondo da parte del capitale passa invece per la favola del liberismo che propagandano ripetutamente e con la corruzione delle democrazie per farle fallire economicamente e politicamente, per convincere i popoli che è meglio andare verso la schiavitù senza ribellarsi.
meditate gente..
ok,prendendo per buono quanto dici,quindi in Italia chi dovremmo votare per arrivare a questo modello che tu indichi?
io ho la mia idea (oggi, domani facile che la cambio..) però come indicazione posso dire solo QUALCUNALTRO!
Punisci il politico che ti ha fregato negandogli il voto e votando al suo posto chiunque altro!
Punisci il politico che ti ha fregato negandogli il voto e votando al suo posto chiunque altro!
L'unico modello economico che ha portato benessere diffuso nella storia dell'umanità è stato quello mai pubblicizzato dello stato democratico, liberale, assistenziale e sociale.
Sottoscrivo, in summa socialdemocrazia. Che se vogliamo è l'opposto del liberismo all'americana che porterà anche PIL (ma non sempre) ma poi si accompagna ad avere una bella di fetta di popolazione che vive nella povertà più assoluta o ad avere 2 milioni di carcerati e così via.
Una via scandinava insomma, o francese se vogliamo guardare più vicino.
Chi può essere socialdemocratico in Italia nel 2012?
Giannino no di sicuro visto che è uno di quelli che si eccita solo a nominare Milton Friedman...
Sottoscrivo, in summa socialdemocrazia. Che se vogliamo è l'opposto del liberismo all'americana che porterà anche PIL (ma non sempre) ma poi si accompagna ad avere una bella di fetta di popolazione che vive nella povertà più assoluta o ad avere 2 milioni di carcerati e così via.
Una via scandinava insomma, o francese se vogliamo guardare più vicino.
Chi può essere socialdemocratico in Italia nel 2012?
Giannino no di sicuro visto che è uno di quelli che si eccita solo a nominare Milton Friedman...
imho Giannino è un altro che si riempie la bocca di soluzioni da manuale di economia liberist ma che nei fatti sarebbe un Monti bis.
Friedman? ancora con questi relitti ideologici abbiamo a che fare? Ma in che secolo viviamo?
d'altro canto i liberisti hanno sempre grandi sponsor e grande visibilità nei media di tutto il mondo, guarda caso, ma risultati sempre molto discutibili quando poi le loro ricette le devi eseguire davvero.
Friedman? ancora con questi relitti ideologici abbiamo a che fare? Ma in che secolo viviamo?
d'altro canto i liberisti hanno sempre grandi sponsor e grande visibilità nei media di tutto il mondo, guarda caso, ma risultati sempre molto discutibili quando poi le loro ricette le devi eseguire davvero.
ma allora mi dovete dire chi votare,dire chi non devo votare è troppo semplice!
Grillo e ti spiego anche il perchè.
Scrive da 5 anni quello che sta accadendo e scrive anche quali sarebbero le soluzioni.
anni fa scrisse del debito e del default programmato, ossia ristrutturare il debito allargandone le scadenze. Vatti a vedere chi adesso ne parla.
Le cose già si sapevano infatti qui c'è chi le ha scritte con anni di anticipo, vedi me, Pinkerton, pupe.
L'unica soluzione è quella svedese: nazionalizzare le banche, garantire tutti i prestiti e i depositi e dopo 4-5 anni rivederle, Costo per lo stato? 0 assoluto, lo stato ci guadagnerebbe pure. Sacrifici per le persone? Molti meno di quelli che state facendo che vi porteranno sicuramente a livello Spagna e Grecia.
Scrive da 5 anni quello che sta accadendo e scrive anche quali sarebbero le soluzioni.
anni fa scrisse del debito e del default programmato, ossia ristrutturare il debito allargandone le scadenze. Vatti a vedere chi adesso ne parla.
Le cose già si sapevano infatti qui c'è chi le ha scritte con anni di anticipo, vedi me, Pinkerton, pupe.
L'unica soluzione è quella svedese: nazionalizzare le banche, garantire tutti i prestiti e i depositi e dopo 4-5 anni rivederle, Costo per lo stato? 0 assoluto, lo stato ci guadagnerebbe pure. Sacrifici per le persone? Molti meno di quelli che state facendo che vi porteranno sicuramente a livello Spagna e Grecia.
se prende la maggioranza assoluta dei seggi e riesce a governare da solo può essere,altrimenti dovrebbe governare con qualche altra forza politica e scendere a patti con questi,la vedo dura che poi riesca a fare ciò che pensa e dice ora