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Subject: [POLITICA]

2012-09-06 16:18:33
appunto, sei un egoista-utilitarista. se la comunità non ti soddisfa, la cambi o te ne vuoi tirar fuori. legittimo, almeno finchè non sei tu ad averne bisogno...

tu hai un problema con le categorie "giusto" - "sbagliato", "buono" - "cattivo".

nel mio post c' è scritto che le comunità servono le persone e non il contrario e tu te ne esci con questa specie di accusa di utilitarismo (che per altro se ben intesa sarebbe pure una cosa da discutere)..
completamente fuori da quello che io scrivo e dal senso del post.
Mi accusi neanche tanto velatamente di volermi approfittare quando conviene e poi di mollare il barcone quando c'è da dare.. ma non ho scritto questo. Anzi ho scritto il contrario..
però piuttosto di provare a mettere in crisi le proprie certezze forse è più facile dipingere l'altro come cattivo, messa su una bella etichetta del genere possiamo continuare a professare le nostre verità senza fastidiose crisi di coscienza.
2012-09-06 16:21:16
nel mio post c' è scritto che le comunità servono le persone e non il contrario

più utilitarismo\egoismo di così... l'eccesso opposto sarebbe l'altruismo di chi serve la comunità incondizionatamente, tipo un Falcone o un Borsellino.

poi ci sono le vie di mezzo, ma finora tu ti sei messo su un estremo ed io ti ho classificato in base a quanto tu hai dichiarato.

poi se, come tanti altri, sei incavolato per le regole (o la mancanza di regole) in Italia la soluzione migliore è sempre l'espatrio.
(edited)
2012-09-06 16:26:08
più utilitarismo\egoismo di così... l'eccesso opposto sarebbe l'altruismo di chi serve la comunità incondizionatamente, tipo un Falcone o un Borsellino.

no l'eccesso opposto è l'URRS o il fascismo..

Sull'espatrio c'è da dire che dovrebbe essere una mia libera scelta di cittadino quella di decidere come voglio che sia il mio paese e il mio stato, senza che qualcuno si senta in diritto di venirmi a dire dove devo andare a vivere e perchè.
Inoltre ribadisco che mi ha scocciato questo continuo rovesciare il senso del mio discorso riducendolo ad un qualunquistico nord vs sud. Potresti anche cominciare a leggere quello che scrivo e non quello che i tuoi preconcetti moralisti pensano che io scriva.
2012-09-06 16:27:31
vedo un equivoco semantico.
cioè dire che la comunità serve le persone non vuol dire che le persone "sfruttano la cumunità"
allo stesso modo, dire che le persone "servono " la comunità, non vuol dire che sono sfruttate dalla stessa.

Purtroppo nei rapporti in cui si cede qualcosa per avere altro in cambio (quasi tutti, escluso l'amore genitori figli) c'è una implicazione necessariamente egoistica. Ed è giusto che sia così, altrimenti l'intero paradigma non funziona. Se io non ho interesse a prendere quanto occorre per me, non ho nemmeno la necessaria spinta a fare la mia parte. Che deriva da quell'interesse, soprattutto. Questo lasciando stare i santi (borsellino e falcone sono alla stregua di santi laici per questo discorso).
Quindi io coopero perché sono giustamente interessanto al beneficio che ne trarrò. Pago le tasse, perché poi lo stato mi difende, mi fa la strada, ecc ecc.
Da un lato la burocrazia selvaggia ha disperso risorse in questo gioco, dall'altro però siamo noi che ci siamo completamente dimenticati (generazione dopo generazione) di com'è una situazione in cui lo stato non fa niente. Il fatto di andare in giro per strada senza essere accoltellati, derubati, deportati, uccisi, bombardati, saccheggiati, ecc.. lo diamo per scontato, ma non è così. Se possiamo farlo è perché c'è uno stato che fa accordi internazionali che impediscono ai libici di venire sulle nostre coste e saccheggiarci, succedeva invece in epoche passate. Sembra paradossale come discorso ma è proprio così.
Noi paghiamo (probabilmente troppo) per avere cose a cui ora non diamo più valore perché sono scontate, ma se non le avessimo non potremmo produrre, lavorare, vivere.
2012-09-06 16:41:26
la visione utilitarista della società prevede che ogni mia azione verso una comunità sia "ricompensata" in maniera adeguata.

a questa visione si oppone la visione altruista della società in cui ognuno, per i mezzi di cui dispone, mette a disposizione della comunità parte di ciò che è proprio senza pensare a ciò che gli può tornare.

pupe si lamenta che nel suo caso la bilancia costi\benefici del suo contributo al sistema di welfare pende dalla parte dei costi, affermando che non è compito suo capire perchè o chi è responsabile, e che è pronto a tirarsi fuori dai giochi per far si che il peso della sua bilancia personale penda dal lato opposto (sperando di aver sintetizzato bene i concetti espressi dal pupe)

questo ragionamento è di per sè egoista, perchè parte dall'io (ego) e arbitrariamente decide che questo io è più importante del sistema stesso che viene rapportato solo al proprio caso personale.

se vogliamo analizzare il sistema dovremmo mettere sul piatto una montagna di dati che vanno ben oltre dalla condizione del singolo. quante persone possono essere curate gratuitamente grazie all'altruismo di chi paga le tasse senza far conti col bilancino? quante ferrovie, aiuti alle imprese, posti di lavoro sono stati realizzati grazie ai soldi di chi paga? (come noti anche tu nel tuo post)

il welfare prevede che sia lo stato a decidere come e dove intervenire e i cittadini col loro voto possono cambiare i governi che per loro agiscono male.
quindi nel macrosistema non vedo problemi di sprechi, aree geografiche o altro.

sono i microsistemi che non funzionano, o funzionano male. ovvero le leggi nazionali o locali che impediscono al sistema di "scorrere" liberamente e creano sacche di sprechi, corruzione e tanti altri grumi che possono essere spazzati via. e la corte dei conti ha già individuato e segnalato i punti critici su cui intervenire (corruzione in primis)

ora, nel casino attuale, è facile per l'egoista\utilitarista non voler affrontare le criticità esistenti, che magari spostano ancora di più la sua bilancia personale verso il lato delle perdite, e preferisca rifugiarsi in soluzioni di comodo la cui fattibilità di attuazione non interessa purchè il saldo personale torni ad essere positivo.

ma è altrettanto ovvio che più sono gli utilitaristi, più difficile diventa affrontare le criticità e affidarsi in mani che non promettono benefici personali (via l'IMU!!!) ma interventi strutturali.
(edited)
2012-09-06 16:57:34
la visione utilitarista della società prevede che ogni mia azione verso una comunità sia "ricompensata" in maniera adeguata.

a questa visione si oppone la visione altruista della società in cui ognuno, per i mezzi di cui dispone, mette a disposizione della comunità parte di ciò che è proprio senza pensare a ciò che gli può tornare


la visione utilitarista che tu descrivi si chiama contratto sociale, la versione altruista che tu descrivi è invece uno dei principi dello stato moderno, la progressività della tassazione, che NON è in contraddizione con una visione dello stato come strumento.


pupe si lamenta che nel suo caso la bilancia costi\benefici del suo contributo al sistema di welfare pende dalla parte dei costi, affermando che non è compito suo capire perchè o chi è responsabile, e che è pronto a tirarsi fuori dai giochi per far si che il peso della sua bilancia personale penda dal lato opposto (sperando di aver sintetizzato bene i concetti espressi dal pupe)

io non affermo che non è compito mio, io affermo che è inutile l'analisi storica al fine di dare responsabilità teoriche.
Io affermo che è compito mio capire cosa si deve fare e lo identifico chiaramente, si deve rompere questo ordinamento che schiavizza me per tenere sedato te.


questo ragionamento è di per sè egoista, perchè parte dall'io (ego) e arbitrariamente decide che questo io è più importante del sistema stesso che viene rapportato solo al proprio caso personale.

questa è la parte più interessante.
Intanto c'è un'impostazione moralista in cui l'ego in quanto tale pare avere meno dignità di portare le proprie esigenze contro quelle del sistema, come se il sistema non fosse altro che l'aggregazione di molti ego..
Poi c'è l'assunto che il bene comune non si realizzi tramite un meccanismo diverso da quello in cui ognuno cerca la massima soddisfazione.
A questo aggiungiamo la parola "arbitrariamente", comese ci fosse una qualche oggettività che qualcuno ci cala dall'alto, che noi, dibolicamente, rifiutiamo..
Infine c'è la colpa di preferirsi rispetto agli altri (di natura veterocattolica se mi permetti), come se ci fosse un qualcosa di strano che io preferisco stare bene io..

In sintesi io credo che:
.lo stato/comunità/paese sono strumenti, se servono bene, se no si buttano.
.le scelte si fanno per convenienza/interesse, TUTTE. Altri criteri portano a farsi fregare, una volta li avremmo chiamate SOVRASTRUTTURE.
.le preferenze sono sempre arbitrarie e non si deve MAI accettare che qualcuno ammanti di assolutezza il suo interesse con discorsi di giusto/sbagliato/buono/cattivo.

Il migliore dei mondi possibili è quello in cui tutti sono capaci di fare VERAMENTE ed AL MASSIMO i propri interessi.
non certo quello in cui qulcuno si autoflagella per offrire il suo sacrificio ad altri, sull'altare del senso di dovere/colpa.

provate a pensarci
2012-09-06 17:13:10
la visione utilitarista che tu descrivi si chiama contratto sociale, la versione altruista che tu descrivi è invece uno dei principi dello stato moderno, la progressività della tassazione, che NON è in contraddizione con una visione dello stato come strumento.

lo stato sociale è una via di mezzo tra l'utilitarismo e l'altruismo, in quanto non prevede che OGNUNO abbia per quanto dà ma che TUTTI abbiano qualcosa.

Il migliore dei mondi possibili è quello in cui tutti sono capaci di fare VERAMENTE ed AL MASSIMO i propri interessi.

questo è impossibile, in quanto la definizione stessa di EGO e ALTER (io e l'altro) prevede la conflittualità persistente tra i due soggetti. ciò che è altro da me non può essere me, e quindi nel momento in cui io perseguo il mio utile, è impossibile che questo vada bene a tutti.

per il resto ti consiglio di leggere Georg Simmmel sulla definizione di Io e Altro, e Durkheim sulla definizione di Valore, Stato, Nazione. possono chiarirti le idee molto più di quanto possa fare io con un post.

aggiungo che è in momenti di transizione che si mostrano casi di intolleranza come il tuo, ovvero il rigetto di ogni valore in nome dell'io "legato" a regole che non ci si sente di condividere. il nichilismo di Nietsche è sempre dietro l'angolo.


(edited)
2012-09-06 17:36:11
Sì aeryon, ma il mondo si è evoluto da Simmel e Durkehim, pace all'anima loro, grandissimi pensatori ci mancherebbe.
Ma anche Bossuet e Bodin (per fare la gara del citazionismo colto ai tempi di google) erano ottimi e brillanti pensatori. Però le cose son cambiate, l'assolutismo che pareva l'unico sistema giusto e possibile è stato spazzato via e, oggi, pochi pazzi ritornerebbero alla monarchia assoluta.
Così anche i concetti di nazione e stato (ti ci metto anche Fichte, posso? Kant e l'idea d'europa, ne vogliamo parlare?!) DEVONO cambiare e quelli di solidarietà e altruismo adattarsi ad un nuovo contesto.

In un mondo globale di individui che possono condividere ed interagire molto più facilmente fra loro e praticamente all'istante, molte delle vecchie strutture (e sovrastrutture, ci mettiamo anche del marxismo) sono inutili, obsolete, devianti e pericolose. Lo stato, fondato su confini disegnati un pò dalla natura e un pò dalle guerre è un'idea che ha da finire aeryon.
Se vogliamo parlare di altruismo e solidarietà, è arrivato il tempo che si possa scegliere come e con chi e in che misura essere altruisti e solidali. Secondo questioni di merito e, certo, anche di opportunità. Io, se potessi scegliere, devierei i soldi che dal nord italia vanno al sud italia in progetti di alfabetizzazione e diffusione di internet in africa, per avvicinare i continenti e le persone.
Da Rejikjavic a Ragusa non abbiamo bisogno di altruismo e solidarietà, perché volendo tutti abbiamo già mezzi e possibilità senza nessun bisogno di aiuto.
2012-09-06 18:14:34
forse ti è sfuggito che non parliamo di altruismo e solidarietà, ma di redistribuzione di risorse in una società (welfare).

l'errore nasce dal voler condannare una nazione perchè il welfare non funziona, che è come voler buttar via l'automobile perchè si è bucata una gomma.

Durkheim ad oggi resta insuperato per la sua definizione di nazione e stato, ovvero i valori che uniscono il popolo, valori che in Italia sono espressi dalla costituzione.
quindi nel momento in cui stai "rottamando" l'italia stai ritenendo non validi i principi costituzionali, e quindi, articoli alla mano dovresti far capire in cosa non ti ritrovi, non buttare tutto all'aria perchè un sottosistema (il welfare) non funziona (per alcuni).

il discorso sulla globalizzazione e sulla glocalizzazione (ovvero la riscoperta delle piccole comunità per ritrovare l'identità liquefatta) non sono in contrasto con i concetti di nazioni e stato, anzi sono sfide per confrontare i propri valori fondanti non solo col proprio popolo ma con il mondo intero (per cui ad esempio possiamo combattere l'uso del burqua a livello mondiale).

quindi, confusioni a parte, se volete rottamare l'italia parliamo della costituzione, non dei rubagalline di turno messi da noi popolo lassù.
(edited)
2012-09-06 19:12:34
questo è impossibile, in quanto la definizione stessa di EGO e ALTER (io e l'altro) prevede la conflittualità persistente tra i due soggetti. ciò che è altro da me non può essere me, e quindi nel momento in cui io perseguo il mio utile, è impossibile che questo vada bene a tutti.

beh,
questo è il vecchio homo himini lupus..
non è che ci voglia un filosofo per tirare fuori questa vecchia stupidaggine.

Bene, io lo contesto e aggiungo che questa risposta dimostra la non comprensione di ciò che scrivo.
Che ti ribadisco:
Il migliore dei mondi possibili è quello in cui tutti sono capaci di fare VERAMENTE ed AL MASSIMO i propri interessi.

Il fatto che sfugge è che il mio interesse potrebbe non confliggere, anzi potrebbe coincidere con il tuo. La coincidenza potrebbe non essere casuale, ma necessaria. Ma io parlo di sapere fare davvero e al massimo i miei interessi, non di massimizzare un profitto qualsiasi.


aggiungo che è in momenti di transizione che si mostrano casi di intolleranza come il tuo, ovvero il rigetto di ogni valore in nome dell'io "legato" a regole che non ci si sente di condividere. il nichilismo di Nietsche è sempre dietro l'angolo.


scusami eh, ma mi sto stancando di leggere vaccate dette da te col nome mio. Non ho nessuna posizione intollerante (intollerante de che poi..), nessun rigetto di nessun valore (che NB in filosofia politica non esiste da almeno 300 anni utilizzato come lo usi tu).
2012-09-06 19:14:42
l'errore nasce dal voler condannare una nazione perchè il welfare non funziona

no l'errore tuo è continuare a pensare con la tua testa le cose che scrivo io.

Io ho scritto che è necessario per il bene del sud che smettano di arrivare soldi dal nord.

Hai letto bene? PER IL BENE DEL SUD!

Durkheim ad oggi resta insuperato per la sua definizione di nazione e stato, ovvero i valori che uniscono il popolo, valori che in Italia sono espressi dalla costituzione.

ti rendi conto che è tutta sovrastruttura.
Dietro ci sono solo rapporti economici e di forza.
Mioddio siamo ancora a Dio patria e famiglia..
parliamo di "valori"?
Oramai non ci sono più valori che accomunino nessuna comunità.
Quindi non ci sono più nazioni?
madai...
(edited)
2012-09-06 20:06:09
No, non mi é sfuggito nulla. Non mi interessa rottamare l'italia, sarei più interessato a riconsiderare quei concetti di nazione e stato cosí come enunciati nei 2 secoli passati e che per te sono ancora attuali, per me no.
Se voi, semplificando, la nostra divergenza é qui: cosa é(ancora) attuale e contemporaneo e cosa no.
2012-09-06 20:46:35
Io ho scritto che è necessario per il bene del sud che smettano di arrivare soldi dal nord.

È il discorso che si faceva dall'altra parte sulla necessità di cooperazione tra regioni compatibili prima di ragionare a livello nazionale e continentale.
2012-09-07 03:42:26
Favia (M5S) su Casaleggio

che ne pensate?
2012-09-07 08:28:35
sono francamente sorpreso.
Mi fa pensare questa modalità di "intervista rubata", mi sembra troppo poco ingenuo Favia per farlo per errore. Forse ha trovato solo il modo per dire certe cose ed aprire un dibattito interno.
Sto alla finestra.
2012-09-07 10:46:53
che ne pensate?

asd, appena c'è il profumo di voti, iniziano i personalismi.

Se vogliono sopravvivere devono semplicemente creare una piattaforma online che sia un bunker dal punto di vista dell'affidabilità di chi entra e partecipa. E poi applicare le regole che mi sembra si siano dati: 2 mandati, 1 vale 1, le decisioni si prendono in rete, e bla bla bla.

Ovvio che se c'è uno a dettare dall'alto i tempi e le strategie, per quanto possa essere lungimirante, onesto ed intelligente, quello che si troverà alla fine tra le mani sarà inevitabilmente un partito.

Capisco d'altronde la diffidenza e la chiusura che mi pare traspaia dal ritratto di casaleggio.
Un giocattolino così innovativo, con un potenziale da primo partito in una delle 10 potenze economiche, culturali ed industriali del pianeta, fa gola ad un sacco di Lanzichenecchi, mafiosi e opportunisti dell'ultima ora.

Detto questo, nel momento in cui smettono di parlare di proposte ed entrano nel fumetto giornalistico degli intrighi di palazzo e delle congiure interne, si condannano automaticamente a rimanere un partitino qualunque italiano.