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Subject: [POLITICA]

2012-09-09 17:32:23
eheieh, tu parli del sud come se fosse uno stato a parte. la questione è: gli abitanti del sud sono "diversi" dagli altri e questo causa disfunzioni o altro?

Si, hanno la mentalità diversa.

La causa è la dominazione Spagnola. Ovunque ci siano stati gli Spagnoli le condizioni sono simili, e non è un caso.

A Milano per fortuna dopo la sciagura spagnola del '600 sono passati gli austriaci e guarda caso la differenza c'è e si vede.
2012-09-09 18:21:42
La causa è la dominazione Spagnola. Ovunque ci siano stati gli Spagnoli le condizioni sono simili, e non è un caso.

molto opinabile come considerazione, visto che sotto i borboni il regno di napoli era molto più ricco e tecnologicamente avanzato dei savoia. oltre al fatto che ad esempio a Torino gli austriaci non c'erano.

io direi che partendo dagli art.2 e 3 della costituzione italiana, il problema sia stato (ed è ancora) il "tiriamo a campare" dei vari governi fino ad oggi, che di fatto non hanno mai attuato gli articoli citati, ma si sono concentrati sulla raccolta elettorale barattando l'equità sociale con il tornaconto personale

di conseguenza nelle aree dove i mezzi erano abbondanti si sono sviluppati valori civici più diffusi, in quelli senza mezzi tali valori si sono sviluppati meno (tesi avvalorata da putnam)

a rafforzare questa tesi è il fatto che quando i mezzi sono iniziati a scarseggiare nelle aree dove i valori civici erano più "forti", proprio da queste aree sono partiti gli attacchi più violenti al senso civico (vedi la Lega).

inoltre a tal senso sono significativi anche i dati sull'evasione fiscale, che per quanto diversa in varie parti d'italia, resta comunque con percentuali alte in tutto il paese, avvalorando la tesi che il senso civico va di pari passo con la possibilità di essere sanzionati.

a voi eventuali smentite.
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2012-09-09 19:05:54
Eheieh concordo in pieno.come si evince dal video il tocco Austriaco si nota chiaramente... ma siamo proprio sicuri che sti Austriaci una puntatina al sud non l'hanno mai fatta? ma tu guarda sti svizzerini dei Milanesi,fossimo al sud vedremmo moto sui marciapiedi e auto che invadono le corsie preferenziali :)
2012-09-09 20:49:28
tutti i pensatori moderni, da Rawls a Habermas

Ma tu puoi stare tutto il tempo che vuoi a tirare fuori dal manuale qualunque nome di qualunque epoca. Così, per dare una minima parvenza di autorevolezza al tuo difendere in maniera acritica qualunque comportamento.

Ma non troverai mai nessuno che possa affermare che mettere la macchina nel posto degli invalidi è sintomo di mancanza di fiducia nelle istituzioni e non pura e semplice strafottenza. Perché l'invalido con le istituzioni non c'entra una mazza. È uno come te, che come te usa la macchina e cerca di parcheggiarla.

E ripeto, la mezza milionata che si fa la casa a qualche chilometro da un cratere o quelli che vanno in 3 col garelli senza casco, che siano di napoli, verona o minneapolis, sempre nella stessa maniera si chiamano...

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2012-09-09 22:20:35
ciao, sicuramente dimenticherò qualcosa ma a grandi linee, il concetto "siamo un' unica nazione un unico popolo e dobbiamo risolvere il problemi assieme" posso lo condividere in parte cioè, senza dubbio come ho già espresso precedentemente sono convinto che molti problemi del sud siano, se non causati, quantomeno non affrontati dai meridionali quindi capisco diciamo la tua "frustrazione" al pensiero che le tue tasse siano sperperate da quello possiamo sintetizzare in mal governo. Però se prendiamo il discorso più alla lontana il principale motivo per i quali mi schiero diciamo dalla parte anti secessionista/decentramento del potere, il primo è che se si può evitare di mettere un confine, una divisione un qualsiasi segno di differenza crea attriti dove inoltre già ce ne sono. Siamo una nazione nata l'altro ieri, se dovessimo dividerci per entità culturali, geografiche, torniamo all'epoca dei comuni. Seconda, un punto di vista più "pragmatico" una nazione più grande riesce a contare di più sul piano internazionale/economico se mettiamo a dividerci ci mangiano più di quello che già stanno facendo dove già noi contiamo poco. Poi il concetto "Il migliore dei mondi possibili è quello in cui tutti sono capaci di fare veramente al massimo i propri interessi." non lo condivido nel modo più assoluto perchè è oltremodo utopistico, e non applicabile in nessun contesto concreto.
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rispondo in 3 punti.
1. la separazione delle risorse non nasce (solo) dalla frustrazione di pagare per altri. Nasce come passaggio obbligato per responsabilizzare ognuno di casa sua.
2. neanche a me piacciono i confini, ma meno ancora piacciono le situazioni in cui le regole diventano strumento di soffocamento delle potenzialità delle persone. Se mi chiedessero se voglio l'UE unita risponderei di getto di si, ma se poi il risutlato è una macronazione di sudditi dei mercati allora forse no.
Così in Italia, in teoria l'idea è affascinante. Nella realtà è una fregatura per me e per gli altri.. Si deve essere pragmatici e non ideologici (non falsamente ideologici) e rendersene conto.
3. se anche tornare ai comuni ci facesse stare meglio, amen! Non si deve avere un giusto/sbagliato di partenza in un discorso del genere.
4. Non è vero che contiamo nulla nè così nè al contrario. Ci si deve rendere conto velocemente che il futuro dello stato nazionale è segnato da questo e da altri punti di vista.
5. Il mondo ideale è quello in cui nessuno decide cosa è buono e cosa è giusto, ma quello in cui ognuno prova a realizzare la PROPRIA felicità. E ne ha gli strumenti.
Purtroppo millenni di moralismo e religioni ci travisano e ancora ragioniamo di categorie fuorvianti come "giustizia", "progresso" o "libertà" scatole da riempire di contenuti variabili che portano solo un manto di positività a qualsiasi cosa descrivano.
E' ora di guardare i fatti per ciò che sono, una cosa la voglio se mi serve/aiuta/rendefelice, altrimenti non riconosco ad essa nessun valore.
Alla fine il punto è proprio la parola "valore", è ciò che VALE, ma per chi? beh io non riconosco nessuna autorità o persona che possa dire al posto mio cosa vale per me. perciò valore è quello che VALE PER ME.
Se ieri era l'italia unita domani può essere i comuni autonomi e dopodomani l'impero galattico, senza cadere in contraddizione.
2012-09-09 22:21:06
LOL, meno male che erano 3 i punti...
2012-09-09 22:29:49
ci sono tre bambini con un flauto: il primo lo reclama in quanto è l'unico a saperlo suonare, il secondo lo reclama perchè non ha giocattoli e al contrario degli altri due possederlo gli comporterebbe una felicità maggiore, il terzo lo reclama perchè lo ha costruito lui. a chi dareste il flauto?

secondo Sen (autore dell'aneddoto) il primo bambino rappresenta la mentalità dell'utilitarista (lo prendo io perchè ne ottimizzo le capacità), il secondo l'egualitarista che cerca di redistribuire le risorse in modo equo, il terzo il liberista, ovvero il possesso di ciò che si produce.

l'economista indiano fa notare che a chiunque diamo il flauto, seguendo uno dei tre ideali di giustizia, commettiamo ingiustizia verso gli altri due, e che non esiste scelta che soddisfi tutti e tre pur essendo tutti e tre nel giusto.

il discorso fin qui fatto mi sembra calzante a questo aneddoto, in cui il flauto sono le risorse e i tre bambini i vari punti di vista.

è ovvio che ogni assegnazione arbitraria porta conflitti che nel nostro caso, essendo parte della nostra nazione, sono da evitare.

la soluzione? essendo circoscritti da una cornice di regole (la costituzione e le leggi) l'unico modo di risolvere il conflitto è adeguarsi ad esse in quanto il loro rifiuto non costituisce un atto di giustizia assoluta, ma solo il non voler riconoscere che ci sono giustizie altre rispetto alla propria rifiutando il contratto sociale che la costituzione rappresenta
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(modificato)


scusa la franchezza .. ma che fracca di cagate..
un "economista" che discute di "giustizia"
ma chissenefrega della giustizia, semplicemente dopo la seconda elementare chiunque SA che la giustizia è SOGGETTIVA, cioè NON ESISTE.
Inutile persino discuterne in questo senso.

Il finale poi è degno di un pensatore del 1700, le regole come panacea del problema delle regole..
Facciamo così, io sto in democrazia e voglio cambiare le regole, sono dentro alle regole eppure le contesto (legittimamente), e grazie all'azione democratica le modifico.
QUALE DIAVOLO di "contratto sociale" avrei rifiutato???

Il punto che sfugge è che le regole non vengono da marte ma le facciamo noi e le facciamo per cosa?
Per raggiungere i nostri obiettivi, ognuno i suoi, nella dialettica e con i numeri (in democrazia), e soprattutto nella dinamica tuttaltro che egualitaria dei rapporti di forza... si opera una sintesi.
Questa sintesi sono le regole di oggi, che però domani possono cambiare, perchè cambiata è la realtà e dunque di conseguenza la sua sintesi.
Ma soprattutto sintesi di cosa?

Sintesi degli interessi e volontà individuali, slegate da ogni giustizia o bontà ed orientate solo alla ricerca della propria felicità/soddisfazione.
2012-09-09 23:10:17
scusa la franchezza .. ma che fracca di cagate..
un "economista" che discute di "giustizia"
ma chissenefrega della giustizia, semplicemente dopo la seconda elementare chiunque SA che la giustizia è SOGGETTIVA, cioè NON ESISTE.
Inutile persino discuterne in questo senso.


A. Sen è uno dei maggiori pensatori contemporanei. inoltre se avessi letto bene l'esempio avresti capito che la giustizia non è soggettiva, come scrivi tu, ma neanche esiste un'unica giustizia. ora non dico di formattare il cervello e metterci Sen (o Rawls, o Habermas) ma almeno di informarti sui livelli del dibattito moderno sull'argomento allo stesso modo in cui riconosci che i modelli dei computer si sono evoluti dagli anni '80 ad oggi. per quanto tu possa essere geniale devi confrontarti con i modelli esistenti nel mondo.

Facciamo così, io sto in democrazia e voglio cambiare le regole, sono dentro alle regole eppure le contesto (legittimamente), e grazie all'azione democratica le modifico.
QUALE DIAVOLO di "contratto sociale" avrei rifiutato???


fin qui nessuna. ma nel momento in cui tu o altri dichiarate che ve ne frega del sud, delle colpe da dove provengono etc. etc. siete in contrasto con gli articoli 2 e 3 della costituzione e quindi vi ponete fuori dal patto sociale che la costituzione rappresenta, dimostrandovi molto più incivili di quelli che vanno senza casco...
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2012-09-09 23:18:05
Ma tu puoi stare tutto il tempo che vuoi a tirare fuori dal manuale qualunque nome di qualunque epoca. Così, per dare una minima parvenza di autorevolezza al tuo difendere in maniera acritica qualunque comportamento.

se tiro fuori manuali e teorie esistenti è per dare commenti critici, non acritici, alla discussione. la classificazione di alcuni comportamenti è compito di menti più autorevoli di me o di te, quindi potrai dire di aver ragione solo quando le tue idee avranno sovvertito quelle vigenti agli occhi del mondo.

Ma non troverai mai nessuno che possa affermare che mettere la macchina nel posto degli invalidi è sintomo di mancanza di fiducia nelle istituzioni e non pura e semplice strafottenza.

non lo dico io, lo dice Putnam. e gli hanno anche dato ragione...

E ripeto, la mezza milionata che si fa la casa a qualche chilometro da un cratere ...


questo è un altro argomento ed ha a vedere con altri fenomeni sociali (radicamento in un territorio, forza della comunità...).
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2012-09-09 23:20:20
@a tutti: se non conoscete gli autori che cito, chiedete chiarimenti o informatevi da soli. ma dibattere con me della bontà di tali autori è come discutere col vostro prof di matematica se la formula di risoluzione di un'equazione è giusta o meno. magari fra cent'anni si scopre che avevate ragione, ma ad oggi il metodo riconosciuto è quello.
2012-09-09 23:25:14
la giustizia non è soggettiva, come scrivi tu, ma neanche esiste un'unica giustizia.

mmhh..

fin qui nessuna. ma nel momento in cui tu o altri dichiarate che ve ne frega del sud, delle colpe da dove provengono etc. etc. siete in contrasto con gli articoli 2 e 3 della costituzione e quindi vi ponete fuori dal patto sociale che la costituzione rappresenta, dimostrandovi molto più incivili di quelli che vanno senza casco...


senti questa è una stupigaggine, la cost. dice ben altro anzi era nata con uno spirito federalista molto spinto e tradito dai politici successivi.
la cost. mi permette di esprimere QUESTA opinione, quindi non è in contrasto con nulla,
L'uguaglianza (art. 3) non centra una mazza, e la tiri fuori in modo strumentale per mischiare concetti differenti
l'art 2 invece parla di solidarietà, ma si può serenamente cambiare se non serve più SENZA rompere alcun contratto sociale (che per inciso è una finzione) e la cost. non rappresenta nulla di tutto ciò

Infine una nota.
Se porti le teorie di chicchessia portale, non provare a barare dicendo che hai ragione perchè chissà chi ti ha rivelato chissà che..
peraltro un mare di fregnacce.
Io studiando filosofia del diritto ho letto una quantità devastante di autori del genere, gente che parte da cosa vuol dimostrare per poi costruire al contrario la realtà dall'ipotesi.
Purtroppo in questo campo le forze conservatrici e giusnaturaliste organizzano la dottrina (più che altro con lo scopo di continare ad esistere..), ma fortunatamente il dibattito scientifico serio è fermo sul positivismo.
Gli altri sono incapaci o meretrici della penna.
2012-09-09 23:27:47
@a tutti: se non conoscete gli autori che cito, chiedete chiarimenti o informatevi da soli. ma dibattere con me della bontà di tali autori è come discutere col vostro prof di matematica se la formula di risoluzione di un'equazione è giusta o meno. magari fra cent'anni si scopre che avevate ragione, ma ad oggi il metodo riconosciuto è quello.


ahaha ROTFL.
lui sa e noi ci dobbiamo informare..
e poi l'esempio qual'era?
Uno che parlava di giustizia (magari come valore da prendere a riferimento per l'azione politica) roba considerata finita duecento anni fa..
2012-09-09 23:34:56
L'uguaglianza (art. 3) non centra una mazza, e la tiri fuori in modo strumentale per mischiare concetti differenti
l'art 2 invece parla di solidarietà, ma si può serenamente cambiare se non serve più SENZA rompere alcun contratto sociale (che per inciso è una finzione) e la cost. non rappresenta nulla di tutto ciò


la costituzione non la si cambia: la costituzione E' l'italia. uguaglianza e solidarietà sono principi cardine del patto sociale (altro che finzione) e negarli è segno di inciviltà e non saper vivere con i propri connazionali.

oltre alla filosofia, studia anche la sociologia e l'antropologia, ovvero distaccati dallo studio del pensiero fine a se stesso e poni più interesse sugli autori del pensiero su cui poggia il mondo moderno (quello sulle cui basi si costruiscono le nazioni), e vedrai che chiamarle "fregnacce" è solo un atto di pigrizia (mi costa fatica farlo) o arroganza (anche se non li leggo sono sicuro che alla fine resto della mia idea).

inoltre io non pretendo di aver ragione perchè porto ad esempio degli autori, ma faccio notare che le vostre idee sono in contrasto con tali autori, che contrariamente a me o voi rappresentano le posizioni condivise o in fase di dibattito.
questo per farvi rendere conto che avere delle convinzioni, per quanto siano condivise all'interno di un gruppo, queste non valgono nulla se non confrontate almeno con quelle universalmente riconosciute. a meno che ovviamente che tali convinzioni e i ragionamenti da cui discendono non siano solo un pretesto per iniziare un conflitto (verbale, fisico o che sia).

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2012-09-09 23:43:46
la costituzione non la si cambia: la costituzione E' l'italia. uguaglianza e solidarietà sono principi cardine del patto sociale (altro che finzione) e negarli è segno di inciviltà e non saper vivere con i propri connazionali.

la cost. stessa prevede la procedura per cambiarla.
cosa stai dicendo??

oltre alla filosofia, studia anche la sociologia e l'antropologia, ovvero distaccati dallo studio del pensiero fine a se stesso e poni più interesse sugli autori del pensiero su cui poggia il mondo moderno (quello sulle cui basi si costruiscono le nazioni), e vedrai che chiamarle "fregnacce" è solo un atto di pigrizia (mi costa fatica farlo) o arroganza (anche se non li leggo sono sicuro che alla fine resto della mia idea).


vabene, nel frattempo se la finissi di dare del razzista/leghista e compagnia cantante al mio discorso e lo leggessi potresti forse renderti conto che è un bene pure per il tuo "sud" vittima innocente della storia malvagia.

inoltre io non pretendo di aver ragione perchè porto ad esempio degli autori, ma faccio notare che le vostre idee sono in contrasto con tali autori, che contrariamente a me o voi rappresentano le posizioni condivise o in fase di dibattito.
questo per farvi rendere conto che avere delle convinzioni, per quanto siano condivise all'interno di un gruppo, queste non valgono nulla se non confrontate almeno con quelle universalmente riconosciute. a meno che ovviamente che tali convinzioni e i ragionamenti da cui discendono non siano solo un pretesto per iniziare un conflitto (verbale, fisico o che sia).


no, tu conduci il discorso in modo non corretto.
non rispondi ai punti che ti mettono in difficoltà
neghi l'evidenza (senso civio?)
porti i nomi degli autori come prova delle tue tesi, ma un nome non fa prova neppure dell'esistenza della tesi
distorci il senso dei discorsi altrui (prima mi dai del nordico che non conosce il sud, poi di quello che gli interessano solo le sue tasche, poi rovesci il mio discorso sulla responsabilità parlando di solidarietà e poi di cause storiche, usi la cost. per difendere cose che la cost. non ha mai inteso difendere, infine rifuggi i temi chiave: pechè SI e perchè NO, nei fatti però..)

insomma a me pare che di ARGOMENTI per convincermi che E' MEGLIO ciò che pensi tu, tu non ne abbia ancora portato uno. Dimmi che ne so, "io penso che i mali di nord e sud separati possono solo peggiorare", magari con una motivazione e diventa un discorso legittimo, altrimenti no.
2012-09-09 23:54:14
la cost. stessa prevede la procedura per cambiarla.
cosa stai dicendo??


non nei principi fondamentali...

vabene, nel frattempo se la finissi di dare del razzista/leghista e compagnia cantante al mio discorso e lo leggessi potresti forse renderti conto che è un bene pure per il tuo "sud" vittima innocente della storia malvagia.


io l'ho letto il tuo discorso, ma lo ritengo privo di logica in quanto parte dalla superiorità culturale di alcuni su degli altri. oltre che tale tesi è universalmente ritenuta assurda (non si può ritenere una cultura migliore di un'altra), la tua tesi sul sud è smentita sia dalla corte dei conti (che parla di mancanza istituzionale e di carenza di infrastrutture) sia dagli studi sociali (che evidenziano l'influenza dei processi storici, dell'incompiutezza della redistribuzione delle risorse dopo l'unità d'italia e dopo le guerre mondiali, degli scellerati patti politici, fino all'assenza istituzionale anche nelle sue forme più elementari come luce o acqua).

non sono io a pensare che ciò che penso è meglio di quello che dici tu. ma penso sia evidente che fra le relazioni ufficiali della corte dei conti, le pubblicazioni di settore e le tue idee, possa trovare le tue idee semplicistiche e superficiali.

tanto più quando parlando di problemi sistemici qualcuno posta la gente in motorino senza casco come pistola fumante che prova tutte le sue tesi... (non mi riferisco a te, è una critica al modo di ragionare di alcuni utenti sul forum).

infine a me sembra che il tuo problema non sia parlare del sud, ma di come aumentare le entrate della tua comunità riducendo le risorse destinate alla redistribuzione usando il sud come scusa.

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2012-09-10 00:06:22
soluzioni per il sud (ma in genere per ogni area problematica):

1) collegamenti autostradali per tutti i capoluoghi di provincia. alta velocità per tutti i capoluoghi di Regione.

2) rapporto forze dell'ordine\densità urbana superiore alla media nazionale

3) tribunali in ogni capoluogo di provincia

4) abolizione delle province in termini di rifiuti urbani, individuazione di aree idonee alle discariche su base regionale

5, più importante) responsabilità penale e amministrativa (soldi) dei partiti per i danni causati dagli amministratori votati nelle loro liste (a partire dal devolvere i soldi dei rimborsi elettorali alle amministrazioni di cui la corte dei conti abbia registrato irregolarità).
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