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Subject: [POLITICA]

2012-09-25 12:27:31
Le cose quindi sono due:
- o la maggioranza degli italiani è disonesta, ed allora siamo spacciati
- o la maggioranza degli italiani è onesta, e quindi è semplicemente necessario che questa maggioranza si impegni in politica in prima persona

Io credo che sia vero il secondo caso, nonostante tutto.
(tra l'altro questo è il motivo per cui, da esterno che mai penserebbe di votarli, sono molto felice dell'esistenza del m5s. Persone che vogliono partecipare alla politica, e lo fanno attivamente. Poi non ovunque sono all'altezza, purtroppo, ma questo è un altro discorso)
2012-09-25 12:31:45
Detto che il mondo è pieno di casi in cui una minoranza organizzata sottomette una maggioranza disorganizzata o disinteressata, purtroppo penso che il ventennio berlusconiano ci abbia fatto superare la fatidica soglia e siamo nel primo caso. Penso che la maggioranza degli italiani al posto di Fiorito avrebbe magnato, magari meno, ma avrebbe magnato, o quantomeno non avrebbe denunciato.
2012-09-25 12:53:15
Ognuno dei 1.111 consiglieri regionali, Nicole Minetti compresa, pesa sul bilancio pubblico come un manager di altissimo lignaggio: 743mila euro all'anno, calcolando solo le spese più "politiche" e senza considerare le ricadute legate al personale amministrativo di supporto. Una cifra imponente, che fa smarrire i risparmi veri o presunti creati finora dagli unici tagli applicati davvero ai "costi della politica", quelli che hanno dimezzato i consigli dei Comuni piccoli e piccolissimi dove i gettoni di presenza viaggiano intorno al centinaio di euro all'anno. Come ogni media, però, anche questa è figlia di situazioni molto diverse fra loro: l'inchiesta riassunta nella grafica riportata misura le performance dei consigli regionali in dieci indicatori-chiave, dal numero di consiglieri e commissioni alle loro indennità e rimborsi, passando dalle spese per organi istituzionali e consulenze, e mette nel mirino i valori fuori media, ponderati in base alle dimensioni della Regione.

A uscirne meglio sono Emilia Romagna, Marche e Veneto, ciascuna delle quali mostra un solo valore su dieci colorato di rosso perché peggiore di quello medio delle altre amministrazioni, mentre in coda si incontra il Molise (7 valori peggiori della media) seguito da Sicilia, Calabria, Basilicata e Piemonte (6 valori). Anche il Lazio, insieme alla Lombardia, occupa le parti basse della graduatoria.


Il ranking, naturalmente, non pretende di misurare con puntualità l'efficienza delle istituzioni, soggetta a un'infinità di variabili, ma i dati fanno balzare agli occhi le caratteristiche delle diverse Regioni. Sul versante delle uscite in rapporto alla popolazione, per esempio, Molise e Basilicata sono penalizzate dalle dimensioni, ma è giustificabile che la Sicilia spenda per gli organi istituzionali sei volte tanto la Toscana e dieci volte la Puglia? E perché mai, in base alle indennità nette e ai rimborsi censiti dalla stessa conferenza dei presidenti dei consigli regionali, un politico lombardo può arrivare a cumulare più del doppio di un collega emiliano? Senza contare i casi, come in Veneto e in Piemonte, in cui i rimborsi possono addirittura spingere le entrate di un consigliere sopra quelle del suo presidente.

Obbligati dalla manovra-bis dell'anno scorso, che ha rivisto al ribasso i numeri della politica locale, molte Regioni hanno approvato o stanno lavorando a riforme che riducano le dimensioni delle assemblee (solo la Lombardia era già in linea con i nuovi parametri), ma il problema non è solo di numeri. In molti casi, infatti, bisogna vedere se i consiglieri "semplici", privi di galloni (e quindi di indennità aggiuntive), esistono davvero. Tra presidenti e vicepresidenti di commissione, capigruppo, segretari, questori e consiglieri-assessori, i posti a stipendio maggiorato distribuiti dai vari consigli sono 862, cioè il 78% dei seggi totali.

Il record? Proprio nel Lazio, dove per 71 consiglieri la proliferazione di gruppi (spesso con un solo componente, presidente di sé stesso), commissioni e comitati arriva a prevedere fino a 110 posti in grado di spingere la busta paga sopra ai livelli di base. Naturalmente, un capogruppo può essere anche vice-presidente di commissione, o consigliere-segretario, altrimenti sarebbe impossibile coprire tutte le caselle (lo stesso accade in Abruzzo, Basilicata, Calabria e in molti altri casi). Anche in questo capitolo, però, non tutti si comportano allo stesso modo. Mentre in qualche consiglio si sono moltiplicati i mini-poltronifici creati da gruppuscoli e commissioni, altrove le indennità aggiuntive si contano sulle dita (per esempio nelle Province Autonome di Trento e Bolzano, in tutto equiparabili alle Regioni).

2012-09-25 15:06:05
Roberto’s way


ilpost
2012-09-25 15:08:52
La Polverini ha detto che non si ricandiderà.
Peccato. Ora che mi aveva quasi convinto a votarla. Quasi.
2012-09-26 01:21:31
2012-09-26 10:07:34
spinoza spettacolo:

Don’t cry for me Anagnina

La Polverini si è dimessa. Però poteva almeno salutare.

Annunciate in serata le dimissioni della Polverini. A questa festa possiamo partecipare anche noi.

La Polverini lascia la guida della regione Lazio. “Avevo un tumore”, ha dichiarato la regione.

L’ex governatrice: “Me ne vado a testa alta”. Sta cercando di uscire dal parcheggio.

“Non voglio che mi confondano coi ladri”. Dovevi pensarci prima di fare la tessera.

Pochi giorni fa erano state diffuse le foto di un festino del Pdl con ancelle e maiali. O forse era il congresso nazionale.

Dopo Marrazzo, salta anche la Polverini. Gli elettori del Lazio sono finalmente pronti per Serse Cosmi.

(Ironia della sorte, anche la Polverini ha dovuto lasciare a causa dei travestiti)

I festini del Pdl Lazio si ispiravano all’Odissea. E alla fine chi andrà in galera? Nessuno!

De Romanis: “È stata una festa carinissima e sobria”. Il trogolo era molto minimal.

La Polverini prima annuncia le dimissioni, poi le ritira, poi le presenta di nuovo. Ho capito, faceva Penelope.

“Mi sono dimessa per una faida interna al Pdl”. L’eterna lotta tra il male e il peggio.

(La Polverini parla di dissapori all’interno del centrodestra. Non tutti sono d’accordo su Renzi premier)

“Non sono disposta a pagare le colpe di altri”. Allora facciamo alla romana.

I consiglieri del Pd si erano già dimessi in massa. È sempre più chiaro che la linea del partito la dettano i lemmings.

La Polverini ha ricordato i venticinque miliardi risparmiati dalla regione Lazio. Con le sue dimissioni.

D’Alema: “Le dimissioni della Polverini sono una nostra vittoria”. Alla festa era quello vestito da Pirro.

Per D’Alema le dimissioni della Polverini sono una vittoria del centrosinistra. Fare fuori la Bonino faceva parte del piano.

Il Pdl fa quadrato intorno alla Polverini. E non è facile, pisciando.

Laconica Renata Polverini: “Consiglio indegno”. Ma come si poteva immaginare che Fiorito fosse pieno di achei?

La Polverini: “Ci siamo distratti un attimo”. E sono rimasti solo i tramezzini ai funghi.

(La Polverini non si è mai accorta di nulla. Per lei Fiorito aveva solo le ossa grosse)

Usciti dal conto del Pdl decine di bonifici senza nome. Ancora non era chiaro chi si sarebbe occupato dell’inchiesta.

Le erogazioni ai gruppi politici della regione Lazio sono lievitate senza che fosse fornita alcuna giustificazione specifica. Sarebbe bastato un “devo fare benzina”.

Il capogruppo Fiorito: “La Polverini sapeva”. Ma è chiaro che già così non sta in piedi.

Le varie versioni di Fiorito: “La Polverini non poteva non sapere”. “Mai detto che la Polverini sapeva”. “Chi sarebbe questo Fiorito?“

Fiorito: “Mai rubato soldi del Pdl”. Gli arrivavano già rubati.

(La situazione di Fiorito è talmente complicata che Taormina ha un avvocato a sua volta)

“Per noi Fiorito è già fuori dal partito” ha detto Alfano. Lo stesso che voleva fuori la Minetti.

“Non vogliamo ladri, rubagalline e mascalzoni” ha dichiarato Alfano stroncando le correnti interne.

Alfano: “Via ladri e mascalzoni”. Via dell’Umiltà suonava male anche a me.

La madre di Fiorito: “A tre anni già leggeva Topolino”. Era il Mozart del Pdl.

“Mio figlio non ha bisogno di rubare. È ricco”. Se è per questo non ha nemmeno bisogno di mangiare: è grasso.

Fiorito: “Se gli elettori non ci votano più, fanno bene”. Bravo, adesso due parole su chi vi vota ancora.

Il Pdl sostituisce Fiorito con una fanatica nazista. Ma allora lui era lì per il nostro bene!

(Una cubista con simpatie fasciste. “Su la mano!”)

Chiara Colosimo è una ex cubista che ama i regimi totalitari. Viene direttamente dai sogni di Berlusconi.

La nuova capogruppo del Pdl era apparsa in tv accanto a un neonazista rumeno. A modo suo voleva dirci che non è razzista.

Tra le spese di Fiorito bollette telefoniche per migliaia di euro. Vabbe’, non è mica una colpa avere Vodafone.

Fiorito spese anche quattromila euro in un Apple store. Ma è successo anche a me che si rompesse il caricatore.

Si indigna il mondo cattolico. È la cosa che sa fare meglio.

“Scandaloso spreco di denaro pubblico” ha dichiarato Bagnasco parlando dell’otto per mille ai valdesi.

Storace: “Una banda di cacasotto soggiogati dalla propaganda”. Ma non vedo perché prendersela con gli elettori.

“Il Pdl è in un abisso di immoralità”, ha detto Frattini sciabolando uno champagne.

“C’è un abisso che divide la politica dai cittadini”. Ed è proprio lì che si trovano le ostriche migliori.

Alemanno: “Fiera dell’ipocrisia”. Daje, famola a Tor Tre Teste.
2012-09-26 10:11:12
Le mie preferite:

Fiorito: “Mai rubato soldi del Pdl”. Gli arrivavano già rubati.

“Mio figlio non ha bisogno di rubare. È ricco”. Se è per questo non ha nemmeno bisogno di mangiare: è grasso.

2012-09-26 10:27:40
Fiorito spese anche quattromila euro in un Apple store. Ma è successo anche a me che si rompesse il caricatore.

2012-09-26 11:29:47
per quelli che han tempo da buttare per farsi un'opinione sul presunto "nuovo che avanza", il filmato integrale di uno degli spettacoli di: Matteo Renzi

Se volete il mio commento:
-sulla forma: è spettacolo
-sul contenuto politico: è nullo
-sul contenuto mediatico-culturale: ci sono due o tre intuizioni importanti, una revisione del berlusconismo in salsa democristiana e meno personalista. Un'ottimo comunicatore.
2012-09-26 16:04:07
In Abruzzo è stata approvata una mozione che prevede la riduzione del numero dei consiglieri regionali da 45 a 31 e degli assessori da 10 a 6. Se tali tagli venissero estesi a tutta Italia, avremmo una riduzione dei costi della politica di 245 mln di euro annui. Vi sembra poco? A me no, e sarei ben felice di vedere quei risparmi direzionati in toto come finanziamento della ricerca.
2012-09-26 20:07:02
sallusti in carcere... mi sembra un po' troppo

l'articolo incriminato
2012-09-26 20:14:27
sallusti in carcere... mi sembra un po' troppo

l'articolo incriminato


Sicuramente esagerato, doveva essere sfondato di multe per il suo ballismo e morta li.

A suo contro due fatti però,

- non è la prima volta che viene preso a pubblicare balle o a sostenerle da direttore.
- Poteva scegliere l'affidamento ai servizi sociali = fare qualcosa di utile e allo stesso tempo evitare il carcere. Ha preferito la via del martirio (anche dimostrativo) con il carcere. Un pirla.
2012-09-26 20:19:39
fomenta oggi fomenta domani ed alla fine vai "un po'" fuori dalle righe... e lui è un pochetto recidivo.
2012-09-26 20:52:59
Vero.
Personalmente ritengo la cosa indegna, come il personaggio sallusti. Ciò non toglie che nei decenni ve ne siano stati anche di peggio.
Il tanto lodato ordine che fa?
Più di sallusti in carcere comincerei abolendo l'ordine e con un 200,000 euro di multe oltre alla diffida per 12 mesi di lavorare nel campo editoriale
2012-09-27 09:02:28
Ha preferito la via del martirio (anche dimostrativo) con il carcere. Un pirla.

comunque perfettamente in linea con il personaggio...

il problema in realtà nasce dal fatto che non ha voluto pubblicare una smentita in seguito alle proteste del giudice incriminato, il quale perciò lo ha querelato. sallusti continua a non voler smentire, e la causa va avanti. in primo grado gli danno 5000 euro di multa e obbligo di smentita, e finita lì. no, lui è il martire della libertà di opinione...

concetto nobile, la libertà di opinione, ma la libertà di diffamazione è un'altra cosa. sputtanare una persona a nove colonne in prima pagina e, in seguito, ritrattare in tre righe nascoste a pagina 48 non sono due azioni di potenza equivalente. per chi incappa nella grattugia c'è solo da perdere. la libertà di opinione è una conquista troppo importante per lasciare che se la intestino sallusti e le sue balle spaziali. niente carcere e niente martirio, solo pubblico, giustificato, sputtanamento a vita.