Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!
 Topic closed!!!

Subject: [POLITICA]

2012-09-27 09:02:28
Ha preferito la via del martirio (anche dimostrativo) con il carcere. Un pirla.

comunque perfettamente in linea con il personaggio...

il problema in realtà nasce dal fatto che non ha voluto pubblicare una smentita in seguito alle proteste del giudice incriminato, il quale perciò lo ha querelato. sallusti continua a non voler smentire, e la causa va avanti. in primo grado gli danno 5000 euro di multa e obbligo di smentita, e finita lì. no, lui è il martire della libertà di opinione...

concetto nobile, la libertà di opinione, ma la libertà di diffamazione è un'altra cosa. sputtanare una persona a nove colonne in prima pagina e, in seguito, ritrattare in tre righe nascoste a pagina 48 non sono due azioni di potenza equivalente. per chi incappa nella grattugia c'è solo da perdere. la libertà di opinione è una conquista troppo importante per lasciare che se la intestino sallusti e le sue balle spaziali. niente carcere e niente martirio, solo pubblico, giustificato, sputtanamento a vita.
2012-09-27 09:05:43
ecco, bravo, quoto tutto!
Solo che purtroppo le prostitute intellettuali che abbiamo nei mass media faranno passare tutta un'altra versione, per ottenere regole nuove ed assurde, da criticare il giorno che infamato sarà il berlusconi di turno, e quindi reinvocare regole più stringenti...
facendoci così discutere di nulla per altri mille anni!
2012-09-27 10:31:06
giovedì 27 settembre 2012
Il reato c’è
Il reato c’è, la sentenza definitiva pure, il condannato è recidivo, dunque non capisco perché ad Alessandro Sallusti dovrebbe essere risparmiato il carcere e penso che il suo vittimismo sia fuori luogo. Quello che però mi dà davvero fastidio è la solidarietà di tutti o quasi, anche di chi solitamente manderebbe in galera chiunque sia raggiunto anche solo da un avviso di garanzia. Sarà che siamo in Italia, il paese dove di giorno ci si sgozza e la sera si va tutti a cena insieme, e Alessandro Sallusti è della tavolata.
In carcere abbiamo decine di migliaia di imputati in attesa di giudizio, decine di migliaia di ragazzi pizzicati con una decina di grammi di hashish in tasca, decine di migliaia di poveracci arrivati in Italia su barconi sfondati, e pare debbano rimanerci, ma Alessandro Sallusti non può andarci. Ha diffamato, non ha mai rettificato, non ha soddisfatto la parte lesa prima della sentenza, rifiuta l’affidamento ai servizi sociali come alternativa al carcere, aspetta la grazia dal Quirinale, ma a chiederla non ci pensa nemmeno: sa che in galera non può andarci e quasi certamente non ci andrà.


dal blog di malvino
2012-09-27 10:54:32
La storia spiegata meglio da alessandro robecchi :


Due o tre cosucce sul caso del martire Sallusti. E perché non è il caso di piangere

pubblicato in Varie & eventuali

Va bene, pare che tutto il mondo “intellettuale” italiano, con tutto il milieu giornalistico in prima fila, compatto e granitico, sia in grandi ambasce per il rischio che Alessandro Sallusti, oggi direttore de Il Giornale e al tempo dei fatti di Libero, finisca in galera a seguito di una condanna per diffamazione. E’ confortante assistere a una così poderosa levata di scudi contro la restrizione della libertà personale, e dispiace semmai che tanta compattezza non si veda in altre occasioni. Tanta gente va in galera per leggi assurde e ingiuste – come circa tremila persone accusate del bizzarro reato di “clandestinità” – eppure la notizia è Sallusti. Bene, allora vediamola bene, questa notizia, al di là delle sentenze, delle polemiche, dei meccanismi della giustizia. Proviamo insomma ad applicare il vecchio caro concetto del “vero o falso?”
Il fatto. Nel febbraio del 2007 una ragazzina di Torino (13 anni) si accorge di essere incinta. I genitori sono separati. La ragazzina (che tra l’altro ha problemi di alcol ed ecstasy) vuole abortire, ha il consenso della madre, ma non vorrebbe dirlo al padre (i genitori sono separati). Per questo si rivolge alla magistratura. E’ quanto prevede la legge: mancando il consenso del padre si è dovuto chiedere a un giudice tutelare, che ha dato alla ragazzina (e alla madre, ovviamente) il permesso di prendere una decisione in totale autonomia. Come del resto precisato in seguito, a polemica scoppiata, da una nota dettata alle agenzie dal Tribunale di Torino: “Non c’è stata alcuna imposizione da parte della magistratura”.
L’articolo querelato. Strano che, in tutto il bailamme suscitato dal rischio che Sallusti finisca in carcere, nessuno si sia preso la briga di ripubblicare l’articolo incriminato. Anche in rete si fatica a trovare la versione completa, anche se basta scartabellare un po’ nella rassegna stampa della Camera dei Deputati per trovarlo (andate qui e leggetevelo). L’articolo (Libero, 18 febbraio 2007) è firmato con lo pseudonimo di Dreyfus (quando si dice la modestia) e racconta la vicenda in altri termini. La prosa maleodorante e vergognosa – un cocktail di mistica ultracattolica e retorica fascista – non è suscettibile di querela e quindi ognuno la valuti come vuole. Ma veniamo ai fatti. La vulgata corrente di questi giorni insiste molto su una frase, questa:
“… ci fosse la pena di morte, e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo e il giudice”
E’ vero. Si tratta di un’opinione. Scema, ma un’opinione. Disgustosa, ma un’opinione.
Vediamo invece le frasi che non contengono opinioni ma fatti. Falsi.
Il titolo, per esempio: “Il giudice ordina l’aborto / La legge più forte della vita”.
Falso. Nessun giudice ha ordinato di abortire.
Altra frase: “Un magistrato allora ha ascoltato le parti in causa e ha applicato il diritto – il diritto! – decretando l’aborto coattivo”.
Falso. Il giudice ha dato libertà di scelta alla ragazzina e alla madre.
Ancora: “Si sentiva mamma. Era una mamma. Niente. Kaput. Per ordine di padre, madre, medico e giudice, per una volta alleati e concordi”.
Falso. Il padre non sapeva (proprio per questo ci si è rivolti al giudice) e le firme del consenso all’aborto sono due, quella della figlia e quella della madre.
E poi: “Che la medicina e la magistratura siano complici ci lascia sgomenti”.
Falso. Complici di cosa? Di aver lasciato libera decisione alla ragazza e a sua madre?

Ora, sarebbe bello chiedere lumi anche a Dreyfus, l’autore dell’articolo. Si dice (illazione giornalistica) che si tratti di Renato Farina, il famoso agente Betulla stipendiato dai Servizi Segreti che – radiato dall’Ordine dei Giornalisti – non avrebbe nemmeno potuto scrivere su un giornale il suo pezzo pieno di falsità.
Non c’è dubbio che il caso della ragazzina torinese sia servito al misterioso Dreyfus, a Libero e al suo direttore Sallusti per soffiare quel vento mefitico di scandalo che preme costantemente per restringere le maglie della legge 194, per attaccare un diritto acquisito, per gettare fango in un ingranaggio già delicatissimo. Ma questo è, diciamo così, lo sporco lavoro della malafede, non condannabile per legge.
Condannabile per legge è, invece, scrivere e stampare notizie false. Di questo si sta parlando (anzi, purtroppo non se ne sta parlando), mentre si blatera di “reato d’opinione”.
Il reato d’opinione non c’entra niente. C’entra, invece, e molto, un giornalismo sciatto, fatto male, truffaldino, che dà notizie false per sostenere una sua tesi.
Per questo la galera vi sembra troppo? Può essere. Ma per favore, ci vengano risparmiati ulteriori piagnistei sul povero giornalista Sallusti che non può dire la sua.

PS) Un mio vecchio maestro di giornalismo, all’Unità (sono passati secoli, ma io gli voglio ancora bene), scrutava i pezzi scritti da noi ragazzini con maniacale attenzione. Quando trovava qualcosa di querelabile ci chiamava e ci diceva: “Vuoi che ci portino via le rotative? Vuoi che ci facciano chiudere il giornale dei lavoratori?”.
Nel fondo di oggi su Il Giornale, Sallusti lamenta con toni da dissidente minacciato di Gulag, che non intende trattare per il ritiro della querela, che ha già pagato 30.000 euro e non vuole pagarne altri 30.000. Spiccioli. Ecco. Forse “portargli via le rotative”, come diceva il mio vecchio compagno sarebbe meglio. Meglio anche della galera. Di molte cose abbiamo bisogno, ma non di un martire della libertà con la faccia di Sallusti.



conclusione?
Marcisse in galera sallustri..
2012-09-27 13:18:05
Vero.
Personalmente ritengo la cosa indegna, come il personaggio sallusti. Ciò non toglie che nei decenni ve ne siano stati anche di peggio.
Il tanto lodato ordine che fa?
Più di sallusti in carcere comincerei abolendo l'ordine e con un 200,000 euro di multe oltre alla diffida per 12 mesi di lavorare nel campo editoriale


Ma Sallusti non era quello che era d'accordo con il carcere ai giornalisti che pubblicavano interecettazioni?

Scusami Pinkerton ma io solo illiberale con gli illiberali: che vada in galera

Che poi sull'ordine che è una farsa siamo d'accordo.
2012-09-27 13:34:40


La prima pagina del quotidiano ospita poi gli interventi dell'editore Paolo Berlusconi ("Non posso accettare le dimissioni"), dell'editorialista Vittorio Feltri ("Ma i colpevoli da punire sono i giudici"), del direttore del Corriere della sera Ferruccio de Bortoli ("Una sentenza pericolosa per la democrazia"), e i commenti di Mario Cervi ("Ora sarà difficile fidarsi ancora del nostro diritto"), di Paolo Guzzanti ("Chiederò io la grazia al posto suo") e di Vittorio Sgarbi ("Così è ufficiale: avere un'opinione è diventato reato").
art repubblica


cvd la macchina si attiva per stravolgere la verità dei fatti e fare passare come "opinione" un racconto falso e delle ingiurie.
2012-09-27 13:41:57
occhio come accorrono i "moderati":
de bortoli


Nel frattempo l'autore vero dell'articolo si è fatto avanti, trattasi di Farina:
Farina fu radiato dall'Ordine dei giornalisti perché era uno di quelli che ricevevano soldi dal dirigente dei servizi segreti Pio Pompa nella vicenda di Abu Omar e per questo non poteva firmare col proprio nome.
2012-09-27 13:50:07
Ricordo la questione.
Ma sallusti in carcere non dovrebbe andarci.
Segategli i coglioni professionalmente ma se va in carcere si aprono nuove frontiere al peggio (che é quasi raggiunto) della editoria italiana
2012-09-27 14:26:13
scusa eh..
perchè?
2012-09-27 14:48:52
La versione di Cocilovo sul caso Sallusti
Il magistrato autore della denuncia spiega alla Stampa che voleva una rettifica della notizia e che non immaginava "si sarebbe arrivati a questo punto"
27 settembre 2012

Ieri il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, è stato condannato in via definitiva a 14 mesi di reclusione per diffamazione. Della sua vicenda si è parlato molto nei giorni scorsi, in attesa che la Corte di Cassazione si pronunciasse sul ricorso effettuato dopo la sentenza di appello (raccontammo qui tutto il caso). In seguito alla conferma della condanna, oggi La Stampa ha pubblicato una conversazione di Raphaël Zanotti con il giudice Giuseppe Cocilovo, che fece causa a Sallusti per diffamazione. Il magistrato spiega che gli sarebbe bastata una rettifica della notizia pubblicata su Libero, quando Sallusti ne era direttore, e che non immaginava che “si sarebbe arrivati a questo punto”.

«Sarebbe bastata una lettera di scuse. Non a me, per carità, quanto ai lettori, per la notizia errata pubblicata dal giornale. E invece nulla, in sei anni quella lettera non è mai arrivata». Quando lo si raggiunge a casa, a Torino, il giudice Giuseppe Cocilovo non vorrebbe rilasciare dichiarazioni.

Un operatore del diritto difficilmente fa commenti su una sentenza di cui non si conoscono ancora le motivazioni. Ma sulla condanna, sul carcere per un giornalista, qualche parola il giudice la spende.

E sono parole di amarezza: «Non immaginavo neanch’io si sarebbe arrivati a questo punto. Si figuri, da giudice di sorveglianza non auguro ad alcuno di finire in galera». Ma poi, riflettendo, una domanda la pone lui: «Però, mi dica: cosa dovrebbe fare una persona quando è diffamata e un giornale non corregge i propri errori?».

Il fragore mediatico di questi giorni ha travolto anche lui, il giudice Cocilovo, che ritrova nella sequenza dei fatti il senso di una sentenza. «Libero pubblicò una notizia sbagliata – racconta – Lo fecero anche altri, all’epoca. Un infortunio giornalistico, lo capisco: la fretta di scrivere una notizia, le fonti non sempre affidabili, può capitare. Ma poi quello stesso giorno c’erano stati un comunicato ufficiale, lanci Ansa. Tutti gli altri hanno riparato a quell’errore, hanno informato correttamente i loro lettori. “Libero” non l’ha mai fatto, nemmeno quando l’ho richiesto. Hanno detto che quando uscivano i lanci Ansa erano in auto e non li avevano visti, e negli anni successivi?».
ilpost
2012-09-27 16:34:55
Si figuri, da giudice di sorveglianza non auguro ad alcuno di finire in galera

non sono un giudice e disprezzo profondamente sallusti per quel che rappresenta (il giornalista che si svende al potente di turno), però che vada in carcere non mi soddisfa. potrebbe anche non entrarci mai in carcere, forse il tipo di reato non è così grave da valere 14 mesi di carcere, la cosa importante sarebbe la radiazione dall'albo. più che sbatterlo in carcere dovrebbero vietargli di entrare in una qualunque redazione. le sue idee da oggi in avanti le dice solo agli amici e non alpubblico. questa dovrebbe essere la condanna per un reato del genere.

per inciso, che schifo vedere tutti i politici e i giornalisti difenderlo. mai vista una simile mibilitazione x i tanti blogger che in questi anni hanno rischiato pena simile. ma quelli erano dei poracci blogger autonomi, questo invece è uno dei loro cagnolini e va protetto.
2012-09-27 16:58:53
più che sbatterlo in carcere dovrebbero vietargli di entrare in una qualunque redazione. le sue idee da oggi in avanti le dice solo agli amici e non alpubblico. questa dovrebbe essere la condanna per un reato del genere.

io non sono daccordo.
Per proteggere altri beni giuridici molto meno importanti ricorriamo alla galera senza alcuna cautela.
Quando si tratta di difendere la reputazione, l'onore delle persone, ma soprattutto la verità dell'informazione e di conseguenza le fondamenta stesse della democrazia vorremmo farne a meno?

Che poi si è visto a cosa serve la radiazione dall'ordine. L'articolo lo aveva proprio scritto uno radiato..
voglio dire, già questo basterebbe imho per radiare sallusti..

ma siamo un paese delle banane in cui vedrete che alla fine non paga nessuno (anzi se va bene vende pure qualche copia in più del suo schifo di giornale)

edit: strano errore. direi lapsus, scrivere economia al posto di democrazia!
(edited)
2012-09-27 17:54:14
Sono d'accordo con Bonwilly. Per quanto il personaggio in sé, ciò che dice e ciò che rappresenta sia disdicevole, è pericoloso punire reati di stampa o di diffamazione.
Anche perché, va detto, siamo in Italia ricordiamocelo.
Sarei propenso ad interdirlo a vita dallo svolgere attività di informazione e a multare pecuniariamente il suo editore, ma la prigione no: rischia di aprire un vaso di pandora.

Stante il fatto che sto viscido comunque le sbarre le vedrà comunque solo in fotografia ma diventerà eroe nazionale della libertà di pensiero.
2012-09-27 18:41:07
Sono d'accordo con Bonwilly. Per quanto il personaggio in sé, ciò che dice e ciò che rappresenta sia disdicevole, è pericoloso punire reati di stampa o di diffamazione.

Sfugge un dettaglio, la diffamazione non è un reato di stampa.
La stampa è un potenziale strumento di diffamazione, ma non il solo.
Aggiungo che nel caso il viscido poteva semplicemente pubblicare una smentita della notizia falsa (perchè qua si parla di falso volontario, non di opinioni) e si è rifiutato.
Poteva scusarsi con il diffamato e si è rifiutato.
Poteva pagare una multa e conciliare e si è rifiutato.
Poteva accedere ai servizi sociali ed evitare il carcere e si è rifiutato.

E andasse affanculo a sto punto e in carcere, perchè la legge per farti finire in carcere richiede molto impegno, e a mio avviso quello è uno dei pochi che non è mancato.
2012-09-27 19:05:37
Napolitano apre a indulto e amnistia
«Servono misure alternative a carcere»

Il presidente sollecita il Parlamento su amnistia e indulto. Poi: «Per le prigioni sovraffollate potrei usare misure di clemenza» La realtà carceraria «non fa onore al nostro Paese e ne ferisce la nostra credibilità». In Italia sono 66.271 i detenuti a fronte di una capienza di 45.568


e così diventa credibile ? sfido che si viene in Italia per delinquere
2012-09-27 19:16:15

e così diventa credibile ? sfido che si viene in Italia per delinquere


Io noterei che come livello di carceri siamo tra i peggiori del mondo "civile". 66k di persone dove c'è posto per 45k non è situazione da paese sviluppato.
Poi, l'indulto e amnistia sono foglie di fico, possono servire a breve ma non risolvono alla lunga nulla.
Si iniziasse a depenalizzare molti realti minori si riuscirebbe a svuotare le carcere dei tossicodipendenti e degli immigrati presi solo perchè immigrati e si risolverebbe molto del problema.