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Subject: [POLITICA]
60!?!
a 100M l'uno, come minimo! Spettacolare davvero!
a 100M l'uno, come minimo! Spettacolare davvero!
Se ho ben capito, questa storia della retroattività della manovra finanziaria vuol dire che le norme per le detrazioni in vigore nel 2012 sono improvvisamente decadute.
Premetto che io e mia moglie siamo lavoratori dipendenti, lavoriamo da decine di anni, pagando ovviamente tutto fino all'ultimo centesimo. Quest'anno abbiamo fatto importanti opere di ristrutturazione in casa, dando fondo ai nostri risparmi ma con la prospettiva di rientrare, col prossimo 730, di almeno 4000 euro.
Ditemi voi, chè io sono talmente incazzato che non riesco ad esser lucido: vuol dire che, cambiando le norme retroattivamente, adesso mi daranno un migliaio di euro, meno 250 di franchigia, cioè 750?
Cioè mi hanno scippato un 3000 euro? A me? Che mi fanno portare in galera gente che ne ruba 10?
Se fossi coerente, andrei a prendere il primo di quelle merde che mi capita a tiro, lo ammanetto e me lo metto in cantina....
Ma ditemi che non è vero, che a me par di sognare!
Premetto che io e mia moglie siamo lavoratori dipendenti, lavoriamo da decine di anni, pagando ovviamente tutto fino all'ultimo centesimo. Quest'anno abbiamo fatto importanti opere di ristrutturazione in casa, dando fondo ai nostri risparmi ma con la prospettiva di rientrare, col prossimo 730, di almeno 4000 euro.
Ditemi voi, chè io sono talmente incazzato che non riesco ad esser lucido: vuol dire che, cambiando le norme retroattivamente, adesso mi daranno un migliaio di euro, meno 250 di franchigia, cioè 750?
Cioè mi hanno scippato un 3000 euro? A me? Che mi fanno portare in galera gente che ne ruba 10?
Se fossi coerente, andrei a prendere il primo di quelle merde che mi capita a tiro, lo ammanetto e me lo metto in cantina....
Ma ditemi che non è vero, che a me par di sognare!
Il Fatto Quotidiano > Giustizia & impunità > Fiorito, Berlus...
Fiorito, Berlusconi sapeva. In una lettera la denuncia un mese prima del caso
E' il 6 agosto quando il nuovo capogruppo Pdl in Regione Lazio, Francesco Battistoni, anticipa tutti gli abusi sui fondi in una lettera protocollata al Cavaliere, ad Alfano e a Verdini. La profezia: "Stabilità della giunta a rischio". Ma nessuno ha risposto fino all'inchiesta della magistratura
di Marco Lillo | 17 ottobre 2012
Silvio Berlusconi sapeva tutto sui soldi rubati da Franco Fiorito al partito e non ha preso alcun provvedimento per più di un mese. Già il 6 agosto del 2012, quasi quaranta giorni prima dell’esplosione del caso, il capo del suo gruppo in consiglio regionale, Francesco Battistoni, scriveva al Cavaliere per segnalargli le spese pazze, i bonifici all’estero sui conti personali e i prelievi in contanti dai fondi del gruppo, alimentati con i soldi dei contribuenti. L’ex premier non era il solo a sapere. Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il coordinatore, Denis Verdini, hanno ricevuto la lettera sulla razzia di soldi pubblici in seno al Pdl laziale. Eppure né il leader né il segretario né il coordinatore del Pdl hanno preso le opportune iniziative politiche e giudiziarie. Anzi. Dopo l’esplosione del caso Fiorito, il 20 settembre, sarà Battistoni a essere destituito da capogruppo.
Le lettere che il Fatto pubblica oggi sono state scritte e protocollate il 6 agosto 2012. Il 24 luglio il consigliere regionale viterbese in quota Forza Italia era riuscito a diventare presidente del gruppo scalzando il ciociaro aennino Fiorito. Appena insediato Battistoni prende in mano la contabilità bancaria scoprendo lo scenario inquietante che dilagherà sulle cronache solo molto tempo dopo. Il capogruppo non porta le carte in Procura ma scrive ai suoi capi: “Caro presidente”, è l’incipit preveggente che apre la lettera diretta a Berlusconi “sono costretto, con estremo dispiacere, a portarvi a conoscenza di una situazione che è talmente grave da poter minare, in maniera pesante, sia la stabilità della Regione Lazio che la credibilità del nostro partito (…) l’esame, ancorché superficiale della documentazione relativa ai conti correnti ha evidenziato una serie di ‘anomalie‘ tali che mi ha immediatamente indotto a nominare dei consulenti al fine di poter esaminare a fondo tali riscontri e consigliarmi sulle scelte consequenziali. Nel frattempo, nonostante i ripetuti solleciti, non sono ancora riuscito a ottenere alcuna documentazione e l’on. Fiorito, oltre a disertare le riunioni di gruppo, assume di essere stato defraudato e addirittura accusa colleghi, peraltro sulla stampa, di poca chiarezza sui conti! La situazione è sconfortante! Al contrario delle sue asserzioni, dai primi riscontri contabili emergono anomalie gravissime dovute a pagamenti ‘non in linea’ con le finalità istituzionali e politiche delle somme dallo stesso amministrate, come acquisti di autovetture, soggiorni lussuosi ingiustifìcabili, prelievi in contante, uso disinvolto di carte ricaricabili e da ultimo, ma non per ultimo, bonifìci personali su conti esteri”.
Battistoni denuncia l’uso dei fondi “non in linea” con le finalità pubbliche, ma descrive soprattutto i bonifici dal conto italiano del gruppo (con finalità pubbliche) al conto straniero (e privato) di Fiorito. In quella lettera protocollata e con tutta probabilità giunta a destinazione, Battistoni mette nero su bianco l’accusa che porterà Fiorito in carcere. Secondo i pm romani proprio lo spostamento dei fondi all’estero sui conti privati configurerebbe il reato di peculato. Il capogruppo in carica ha in mano la contabilità quando scrive con toni poco dubitativi: “Il riscontro che dovremo effettuare nei prossimi giorni potrà soltanto confermare, se non aggravare, gli indizi di una gestione poco chiara e illegittima dei detti fondi, tale da indurmi a prendere decisioni molto gravi nei confronti dello stesso on. Fiorito”. Battistoni chiede anche a Berlusconi di intervenire: “Credo non sia più tollerabile la presenza del collega nel nostro gruppo e nel partito (…) riservandomi comunque di illustrarVi, non appena possibile, le complete risultanze delle analisi dei miei consulenti”. Battistoni chiude con fiducia: “Certo di un Vostro immediato e concreto intervento, rimango in attesa per fornire tutti chiarimenti del caso”.
Il 27 agosto il capogruppo scrive anche al collegio dei probiviri del Pdl, perché prenda provvedimenti contro Fiorito, segnalando anche la Bmw X5 acquistata in leasing con i soldi del partito. Per giorni non accade nulla poi il caso esplode. Non per merito dei leader del Pdl, bensì per l’esuberanza di Fiorito che accusa a sua volta Battistoni di spese allegre per viaggi e cene. Solo a quel punto arriva la denuncia del capogruppo contro Fiorito: a Viterbo per diffamazione, non a Roma per peculato. Pochi giorni dopo Battistoni, mai indagato, è costretto a dimettersi dal diktat della Polverini, poi travolta anche lei dallo scandalo. Di queste tre lettere non si è saputo mai nulla. Abbiamo provato a contattare Battistoni per chiedergli se Berlusconi, Alfano e Verdini le abbiano ricevute e quali provvedimenti abbiano adottato. Il consigliere, raggiunto tramite il figlio che risponde al suo telefonino, ha evitato di rispondere.
Fiorito, Berlusconi sapeva. In una lettera la denuncia un mese prima del caso
E' il 6 agosto quando il nuovo capogruppo Pdl in Regione Lazio, Francesco Battistoni, anticipa tutti gli abusi sui fondi in una lettera protocollata al Cavaliere, ad Alfano e a Verdini. La profezia: "Stabilità della giunta a rischio". Ma nessuno ha risposto fino all'inchiesta della magistratura
di Marco Lillo | 17 ottobre 2012
Silvio Berlusconi sapeva tutto sui soldi rubati da Franco Fiorito al partito e non ha preso alcun provvedimento per più di un mese. Già il 6 agosto del 2012, quasi quaranta giorni prima dell’esplosione del caso, il capo del suo gruppo in consiglio regionale, Francesco Battistoni, scriveva al Cavaliere per segnalargli le spese pazze, i bonifici all’estero sui conti personali e i prelievi in contanti dai fondi del gruppo, alimentati con i soldi dei contribuenti. L’ex premier non era il solo a sapere. Anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il coordinatore, Denis Verdini, hanno ricevuto la lettera sulla razzia di soldi pubblici in seno al Pdl laziale. Eppure né il leader né il segretario né il coordinatore del Pdl hanno preso le opportune iniziative politiche e giudiziarie. Anzi. Dopo l’esplosione del caso Fiorito, il 20 settembre, sarà Battistoni a essere destituito da capogruppo.
Le lettere che il Fatto pubblica oggi sono state scritte e protocollate il 6 agosto 2012. Il 24 luglio il consigliere regionale viterbese in quota Forza Italia era riuscito a diventare presidente del gruppo scalzando il ciociaro aennino Fiorito. Appena insediato Battistoni prende in mano la contabilità bancaria scoprendo lo scenario inquietante che dilagherà sulle cronache solo molto tempo dopo. Il capogruppo non porta le carte in Procura ma scrive ai suoi capi: “Caro presidente”, è l’incipit preveggente che apre la lettera diretta a Berlusconi “sono costretto, con estremo dispiacere, a portarvi a conoscenza di una situazione che è talmente grave da poter minare, in maniera pesante, sia la stabilità della Regione Lazio che la credibilità del nostro partito (…) l’esame, ancorché superficiale della documentazione relativa ai conti correnti ha evidenziato una serie di ‘anomalie‘ tali che mi ha immediatamente indotto a nominare dei consulenti al fine di poter esaminare a fondo tali riscontri e consigliarmi sulle scelte consequenziali. Nel frattempo, nonostante i ripetuti solleciti, non sono ancora riuscito a ottenere alcuna documentazione e l’on. Fiorito, oltre a disertare le riunioni di gruppo, assume di essere stato defraudato e addirittura accusa colleghi, peraltro sulla stampa, di poca chiarezza sui conti! La situazione è sconfortante! Al contrario delle sue asserzioni, dai primi riscontri contabili emergono anomalie gravissime dovute a pagamenti ‘non in linea’ con le finalità istituzionali e politiche delle somme dallo stesso amministrate, come acquisti di autovetture, soggiorni lussuosi ingiustifìcabili, prelievi in contante, uso disinvolto di carte ricaricabili e da ultimo, ma non per ultimo, bonifìci personali su conti esteri”.
Battistoni denuncia l’uso dei fondi “non in linea” con le finalità pubbliche, ma descrive soprattutto i bonifici dal conto italiano del gruppo (con finalità pubbliche) al conto straniero (e privato) di Fiorito. In quella lettera protocollata e con tutta probabilità giunta a destinazione, Battistoni mette nero su bianco l’accusa che porterà Fiorito in carcere. Secondo i pm romani proprio lo spostamento dei fondi all’estero sui conti privati configurerebbe il reato di peculato. Il capogruppo in carica ha in mano la contabilità quando scrive con toni poco dubitativi: “Il riscontro che dovremo effettuare nei prossimi giorni potrà soltanto confermare, se non aggravare, gli indizi di una gestione poco chiara e illegittima dei detti fondi, tale da indurmi a prendere decisioni molto gravi nei confronti dello stesso on. Fiorito”. Battistoni chiede anche a Berlusconi di intervenire: “Credo non sia più tollerabile la presenza del collega nel nostro gruppo e nel partito (…) riservandomi comunque di illustrarVi, non appena possibile, le complete risultanze delle analisi dei miei consulenti”. Battistoni chiude con fiducia: “Certo di un Vostro immediato e concreto intervento, rimango in attesa per fornire tutti chiarimenti del caso”.
Il 27 agosto il capogruppo scrive anche al collegio dei probiviri del Pdl, perché prenda provvedimenti contro Fiorito, segnalando anche la Bmw X5 acquistata in leasing con i soldi del partito. Per giorni non accade nulla poi il caso esplode. Non per merito dei leader del Pdl, bensì per l’esuberanza di Fiorito che accusa a sua volta Battistoni di spese allegre per viaggi e cene. Solo a quel punto arriva la denuncia del capogruppo contro Fiorito: a Viterbo per diffamazione, non a Roma per peculato. Pochi giorni dopo Battistoni, mai indagato, è costretto a dimettersi dal diktat della Polverini, poi travolta anche lei dallo scandalo. Di queste tre lettere non si è saputo mai nulla. Abbiamo provato a contattare Battistoni per chiedergli se Berlusconi, Alfano e Verdini le abbiano ricevute e quali provvedimenti abbiano adottato. Il consigliere, raggiunto tramite il figlio che risponde al suo telefonino, ha evitato di rispondere.
Le detrazioni sono state cambiate, oggi sentivo che chi contrae un mutuo ventennale di 130 mila euro per acquistare la casa non avrà più la possibilità di detrarre spese mediche, scuola dei bambini etc.
Che ti devo dire, affonderemo con l'amaro in bocca....
Che ti devo dire, affonderemo con l'amaro in bocca....
diventiamo da terzo mondo
molti perderanno la casa
si arriverà alla guerra civile
ah, martedi in tutta italia tutte le forze di polizia faranno una manifestazione contro il governo
non è uno sciopero, perchè chi ci va lo fa in ferie.
ma è un inizio
molti perderanno la casa
si arriverà alla guerra civile
ah, martedi in tutta italia tutte le forze di polizia faranno una manifestazione contro il governo
non è uno sciopero, perchè chi ci va lo fa in ferie.
ma è un inizio
Visto che gli altri lavoratori italiani non hanno molta forza per alzare la testa, comincio a credere che ora tocchi a chi ha una divisa dare dei forti messaggi. Ad esempio, ------------ manganellare operai e studenti. Immaginate che bello quando i. --------------------------------! Lo vogliamo capire che siamo lavoratori anche noi?
Edit: era reato. . .
(edited)
Edit: era reato. . .
(edited)
sucm [del] to
sascia
Ogni tanto leggo questo thread.
E il mio commento finale è sempre:
qualcuno li avrà pur votati.
E il mio commento finale è sempre:
qualcuno li avrà pur votati.
E no questi non li ha votati nessuno..........
Chi li sostiene?
E chi ha votato chi li sostiene?
E chi approva tutto ciò che fanno, dai caccia-bombardieri di pace ai tagli retroattivi, dalla liquidità ad libitum ai banchieri alla rigidità senza sè e senza ma rispetto a chi lavora, dalle supercazzole per non far pagare l'imu ad uno stato estero, alla severità per chi ha dedicato una vita intera per vivere tra quattro mura "sue"?
Quella delle scelte obbligate è una favola che solo in Italia regge ancora.
La verità è che il governo Monti realizza in gran parte i loro desideri.
Quello che avrebbero sempre voluto fare, e che solo in parte sono riusciti a fare.
È un fantastico reality-show. Sostengono un governo quasi all'unanimità, ma giocano 24h su 24h a fare gli oppositori indignati.
Ma, tranquilli, tra poco dichiariamo ufficialmente chiuso il televoto.
Ad uscire dalla casa del grande fratello è...
(edited)
Chi li sostiene?
E chi ha votato chi li sostiene?
E chi approva tutto ciò che fanno, dai caccia-bombardieri di pace ai tagli retroattivi, dalla liquidità ad libitum ai banchieri alla rigidità senza sè e senza ma rispetto a chi lavora, dalle supercazzole per non far pagare l'imu ad uno stato estero, alla severità per chi ha dedicato una vita intera per vivere tra quattro mura "sue"?
Quella delle scelte obbligate è una favola che solo in Italia regge ancora.
La verità è che il governo Monti realizza in gran parte i loro desideri.
Quello che avrebbero sempre voluto fare, e che solo in parte sono riusciti a fare.
È un fantastico reality-show. Sostengono un governo quasi all'unanimità, ma giocano 24h su 24h a fare gli oppositori indignati.
Ma, tranquilli, tra poco dichiariamo ufficialmente chiuso il televoto.
Ad uscire dalla casa del grande fratello è...
(edited)
chi voti voti,tanto la musica non cambia!!!
sennò dimmi te, chi dovevano votare (io non votai come al solito)nelle scorse elezioni per non arrivare a questo punto?forse col Pd e Di pietro ora avremmo maggiore giustizia? ma se il Pd è il primo partito ad appoggiare Monti,i conti non tornano
è solo una lotta ad insediarsi sulla poltrona che conta,ma ce la mettono in quel posto tutti quanti
sennò dimmi te, chi dovevano votare (io non votai come al solito)nelle scorse elezioni per non arrivare a questo punto?forse col Pd e Di pietro ora avremmo maggiore giustizia? ma se il Pd è il primo partito ad appoggiare Monti,i conti non tornano
è solo una lotta ad insediarsi sulla poltrona che conta,ma ce la mettono in quel posto tutti quanti
chi voti voti,tanto la musica non cambia!!!
Può darsi che sia vero. E allora non sarà il caso di mettere in discussione la democrazia rappresentativa una volta ogni 5 anni ?
sennò dimmi te, chi dovevano votare (io non votai come al solito)nelle scorse elezioni per non arrivare a questo punto?
Non è obbligatorio mettere una croce.
Il fatto è che hanno fatto diventare la politica il brogesso di piscarte. E uno vota con la mentalità da ultras.
Se vai al supermercato per comprare il sale e trovi solo lo zucchero, non è necessario che compri lo zucchero.
E se vai al supermercato per comprare il sale e trovi solo lo zucchero che ti spacciano per salato, ci sta che ti freghino 1 volta, 2, poi bisogna iniziarsi a fare delle domande. Forse nessuno frega nessuno. Forse va bene così a tutti.
forse col Pd e Di pietro ora avremmo maggiore giustizia?
Who knows?
La mia sensazione è che, giocando di iperbole, per 20 anni, uno prometteva di fare disastri per 1000 e un altro di fare disastri per 100. E gli italiani hanno quasi sempre scelto (compiaciuti) il primo. Il secondo era meglio?
Non è questa la domanda. La domanda è: perché ci si è fatti rincoglionire per 20 anni col ricatto di dover scegliere tra due scelte perdenti?
ma se il Pd è il primo partito ad appoggiare Monti,i conti non tornano
è solo una lotta ad insediarsi sulla poltrona che conta,ma ce la mettono in quel posto tutti quanti
Questo è vero in parte. Magari la realtà fosse quella di un popolo vessato da 1000 cattivoni.
Purtroppo la sensazione è che ci siano 1000 cattivoni e 60 milioni divisi tra ladruncoli, menefreghisti, ignavi e gente perbene silenziosa.
Può darsi che sia vero. E allora non sarà il caso di mettere in discussione la democrazia rappresentativa una volta ogni 5 anni ?
sennò dimmi te, chi dovevano votare (io non votai come al solito)nelle scorse elezioni per non arrivare a questo punto?
Non è obbligatorio mettere una croce.
Il fatto è che hanno fatto diventare la politica il brogesso di piscarte. E uno vota con la mentalità da ultras.
Se vai al supermercato per comprare il sale e trovi solo lo zucchero, non è necessario che compri lo zucchero.
E se vai al supermercato per comprare il sale e trovi solo lo zucchero che ti spacciano per salato, ci sta che ti freghino 1 volta, 2, poi bisogna iniziarsi a fare delle domande. Forse nessuno frega nessuno. Forse va bene così a tutti.
forse col Pd e Di pietro ora avremmo maggiore giustizia?
Who knows?
La mia sensazione è che, giocando di iperbole, per 20 anni, uno prometteva di fare disastri per 1000 e un altro di fare disastri per 100. E gli italiani hanno quasi sempre scelto (compiaciuti) il primo. Il secondo era meglio?
Non è questa la domanda. La domanda è: perché ci si è fatti rincoglionire per 20 anni col ricatto di dover scegliere tra due scelte perdenti?
ma se il Pd è il primo partito ad appoggiare Monti,i conti non tornano
è solo una lotta ad insediarsi sulla poltrona che conta,ma ce la mettono in quel posto tutti quanti
Questo è vero in parte. Magari la realtà fosse quella di un popolo vessato da 1000 cattivoni.
Purtroppo la sensazione è che ci siano 1000 cattivoni e 60 milioni divisi tra ladruncoli, menefreghisti, ignavi e gente perbene silenziosa.
qui ci soffermiamo tutti agli ultimi 20 anni,ma non è che prima con la democrazia cristiana,e quindi gli Andreotti,I De mita,i Fanfani,i Forlani ecc,le cose andassero meglio,tant'è che saltò tutto per aria con tangentopoli,è la storia italiana che insegna che difficilmente se ne esce da questo marciume!
d'altronde quelli che potevano fare bene son stati fatti fuori,da Aldo Moro,a Falcone e Borsellino
(edited)
d'altronde quelli che potevano fare bene son stati fatti fuori,da Aldo Moro,a Falcone e Borsellino
(edited)
è la storia italiana che insegna che difficilmente se ne esce da questo marciume!
Vero. Ma converrai che se per uscire dal marciume, affidi un paese per 20 anni a massoni e mafiosi, ci sta che i risultati siano questi.
Vero. Ma converrai che se per uscire dal marciume, affidi un paese per 20 anni a massoni e mafiosi, ci sta che i risultati siano questi.
segnalo che il fatto che Renzi si faccia finanziare la campagna elettorale (interna al pd.. per ora) da facoltosi uomini dei cosiddetti "poteri forti" non depone a favore dell'ipotesi che possa fare politica di "sinistra" (sempre che questa definizione abbia ancora un senso).
Ma soprattutto spazza via ogni dubbio sul fatto che possa rappresentare l'uomo medio..
Segnalo anche che reperire le proprie fonti economiche in modo pubblico è un merito (lo fanno o dovrebbero tutti i presidenti USA), ma d'altro canto sappiamo anche che poi risponderà a chi lo ha pagato, sicuramente non a chi lo ha votato (proprio come tutti i presidenti USA)..
Insomma sto modello di democrazia in cui il candidato ha bisogno di soldi per promuoversi come un prodotto funziona male, o meglio funziona bene per chi quel prodotto lo produce e poi te lo vende..
l'unico che ci guadagna davvero qualcosa.
Ma soprattutto spazza via ogni dubbio sul fatto che possa rappresentare l'uomo medio..
Segnalo anche che reperire le proprie fonti economiche in modo pubblico è un merito (lo fanno o dovrebbero tutti i presidenti USA), ma d'altro canto sappiamo anche che poi risponderà a chi lo ha pagato, sicuramente non a chi lo ha votato (proprio come tutti i presidenti USA)..
Insomma sto modello di democrazia in cui il candidato ha bisogno di soldi per promuoversi come un prodotto funziona male, o meglio funziona bene per chi quel prodotto lo produce e poi te lo vende..
l'unico che ci guadagna davvero qualcosa.
Il Fatto Quotidiano > Media & regime > Diffamazione a ...
Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”
La norma presentata al Senato vuole togliere qualsiasi paracadute a giornalisti, dipendenti o freelance, e dichiarare nulle, ai sensi del codice civile, tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 18 ottobre 2012
Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”
Un emendamento che toglie qualsiasi paracadute ai giornalisti. Spunta in Senato una norma, a firma del senatore Pdl Giacomo Caliendo, che riguarda la diffamazione a mezzo stampa e solleva l’editore dagli oneri patrimoniali di eventuali reati. Ribattezzato norma “anti Gabanelli“, con riferimento alla conduttrice di Report, l’emendamento del partito di centrodestra sulla responsabilità civile toglie, di fatto, su questo fronte, qualsiasi tutela ai cronisti, siano dipendenti o freelance, e dichiara nulle tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa, perché è l’editore o il proprietario della pubblicazione che si assume, per contratto, l’onere del danno per la responsabilità civile.
L’emendamento prevede che sono nulle, ai sensi dell’articolo 1418, terzo comma, del codice civile, le clausole dei contratti in forza delle quali gli autori di reati a mezzo stampa, “sono sollevati in tutto o in parte, dagli oneri derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie loro comminate a seguito dell’accollo degli stessi da parte delle altre persone indicate”. Il testo poi specifica che “per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido, con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione, l’esercente dell’impresa giornalistica o l’editore.
Nell’emendamento si stabilisce anche che non valgono (“Sono parimenti nulle”) quelle clausole che mettono a carico dei soggetti sopra indicati gli oneri che derivano dal risarcimento del danno per reati commessi a mezzo stampa “anche se accertati incidentalmente nel corso di un procedimento civile” e stabilisce che sono altrettanto nulle le clausole contrattuali che pongono ad esclusivo carico del “proprietario della pubblicazione, dell’esercente dell’impresa giornalistica o dell’editore” gli oneri che derivano dal risarcimento del danno stabilito nel corso o a conclusione del nuovo procedimento della mediazione civile.
Il giudice, nel determinare il danno derivante dalla diffamazione a mezzo stampa, dovrà tenere conto della diffusione geografica e quantitativa del mezzo di comunicazione usato, della gravità dell’offesa, e dell’effetto riparatorio della pubblicazione della rettifica. Secondo quanto si è appreso, i relatori del ddl sulla diffamazione, Filippo Berselli e Silvia Della Monica sarebbero orientati a formulare parere contrario. Le votazioni sugli emendamenti sono previste in commissione giustizia martedì della prossima settimana.
Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”
La norma presentata al Senato vuole togliere qualsiasi paracadute a giornalisti, dipendenti o freelance, e dichiarare nulle, ai sensi del codice civile, tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 18 ottobre 2012
Diffamazione a mezzo stampa: spunta emendamento “anti Gabanelli”
Un emendamento che toglie qualsiasi paracadute ai giornalisti. Spunta in Senato una norma, a firma del senatore Pdl Giacomo Caliendo, che riguarda la diffamazione a mezzo stampa e solleva l’editore dagli oneri patrimoniali di eventuali reati. Ribattezzato norma “anti Gabanelli“, con riferimento alla conduttrice di Report, l’emendamento del partito di centrodestra sulla responsabilità civile toglie, di fatto, su questo fronte, qualsiasi tutela ai cronisti, siano dipendenti o freelance, e dichiara nulle tutte le clausole che sollevano dalle conseguenze patrimoniali gli autori di eventuali reati a mezzo stampa, perché è l’editore o il proprietario della pubblicazione che si assume, per contratto, l’onere del danno per la responsabilità civile.
L’emendamento prevede che sono nulle, ai sensi dell’articolo 1418, terzo comma, del codice civile, le clausole dei contratti in forza delle quali gli autori di reati a mezzo stampa, “sono sollevati in tutto o in parte, dagli oneri derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie loro comminate a seguito dell’accollo degli stessi da parte delle altre persone indicate”. Il testo poi specifica che “per i reati commessi col mezzo della stampa sono civilmente responsabili, in solido, con gli autori del reato e fra di loro, il proprietario della pubblicazione, l’esercente dell’impresa giornalistica o l’editore.
Nell’emendamento si stabilisce anche che non valgono (“Sono parimenti nulle”) quelle clausole che mettono a carico dei soggetti sopra indicati gli oneri che derivano dal risarcimento del danno per reati commessi a mezzo stampa “anche se accertati incidentalmente nel corso di un procedimento civile” e stabilisce che sono altrettanto nulle le clausole contrattuali che pongono ad esclusivo carico del “proprietario della pubblicazione, dell’esercente dell’impresa giornalistica o dell’editore” gli oneri che derivano dal risarcimento del danno stabilito nel corso o a conclusione del nuovo procedimento della mediazione civile.
Il giudice, nel determinare il danno derivante dalla diffamazione a mezzo stampa, dovrà tenere conto della diffusione geografica e quantitativa del mezzo di comunicazione usato, della gravità dell’offesa, e dell’effetto riparatorio della pubblicazione della rettifica. Secondo quanto si è appreso, i relatori del ddl sulla diffamazione, Filippo Berselli e Silvia Della Monica sarebbero orientati a formulare parere contrario. Le votazioni sugli emendamenti sono previste in commissione giustizia martedì della prossima settimana.