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Subject: [POLITICA]
già,
si vede che la dignità e la coerenza di una persona sono fastidiosi fardelli del mio moralismo bacchettone..
si vede che la dignità e la coerenza di una persona sono fastidiosi fardelli del mio moralismo bacchettone..
:)
Io dico solo che potrai certamente notare il cambio di toni usati da Monti a novembre 2011 e a giugno 2012. Nel mentre dev'esser giunto ad una mediazione con i partiti più grandi: per vedere approvate le riforme imprescindibili, non si dovevan toccare i loro privilegi. Cosa che è stata fatta.
La nuova legge di stabilità fa cagare, però anche lì ho la mia idea: piuttosto che essere commissariati, si son fatti carico di una manovra che tocca ancora una volta le tasche degli italiani. Ci voleva un tecnico? Sicuramente no, ma alla politica fa comodo, perchè così nessuno sarà costretto a prendere misure impopolari.
Per crescere bisogna prima eliminare le inefficienze di questo Paese. Servirebbe una rivoluzione culturale...
Io dico solo che potrai certamente notare il cambio di toni usati da Monti a novembre 2011 e a giugno 2012. Nel mentre dev'esser giunto ad una mediazione con i partiti più grandi: per vedere approvate le riforme imprescindibili, non si dovevan toccare i loro privilegi. Cosa che è stata fatta.
La nuova legge di stabilità fa cagare, però anche lì ho la mia idea: piuttosto che essere commissariati, si son fatti carico di una manovra che tocca ancora una volta le tasche degli italiani. Ci voleva un tecnico? Sicuramente no, ma alla politica fa comodo, perchè così nessuno sarà costretto a prendere misure impopolari.
Per crescere bisogna prima eliminare le inefficienze di questo Paese. Servirebbe una rivoluzione culturale...
Come dissi la scorsa settimana:
Salta il prolungamento a 24 ore dell'orario degli insegnanti. Ed è quasi sicuro anche lo stop della tassazione sulle pensioni di guerra e sul Tfr. Sono questi i primi punti fermi del pacchetto di modifiche che saranno apportare dalla Camera alla legge di stabilità sulla base del nutrito menù di ritocchi stilato dalla maggioranza. Per le scelte sul capitolo fiscale occorrerà attendere l'esito degli incontri di Mario Monti, questa sera, con Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, e domani, con Pier Luigi Bersani dopo che il premier già ieri ha visto il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
Su questo fronte sta prendendo quota l'accantonamento della riduzione delle aliquote sui due scaglioni Irpef più bassi ma senza rinunciare a un primo alleggerimento dell'imposizione diretta. Che prenderebbe la forma di un recupero (e possibilmente un irrobustimento) delle detrazioni per i redditi più bassi e per le famiglie in chiave maggiormente selettiva, con l'eventuale aggancio "all'Isee fiscale" al quale sta lavorando il ministro Vittorio grilli. E con il contemporaneo stop alla retroattività dei tagli proposti dal Governo.
In questo scenario l'aumento dal prossimo luglio di un punto delle due aliquote Iva del 10% e del 21% verrebbe confermato confidando nell'impegno dell'Esecutivo a individuare nei prossimi mesi risorse necessarie per tentare comunque di evitarlo in tempo utile. Anche se il Pdl in primis ma anche il Pd continuano a premere per cancellare da subito il balzello dell'Iva. Con l'Udc che formula una proposta alternativa congegnata da Gianluca Galletti: utilizzare le risorse provenienti dalla revisione a tutto tondo degli sconti fiscali e dall'attuazione del piano Giavazzi sugli incentivi alle imprese per bloccare l'aumento dell'Iva, che verrebbe utilizzato come clausola di salvaguardia di questa operazione. Dal Pd arriva invece la riproposizione di una mini-patrimoniale.
La partita, insomma, è aperta. Anche perché il Governo pur dimostrandosi disponibile a modificare la legge di stabilità continua a mantenere fermi due paletti: il rispetto dei saldi e del processo per giungere al pareggio di bilancio nel 2013; il no ad assalti alla diligenza e a uno stravolgimento del testo.
Il vero ostacolo da superare resta quello delle risorse. L'operazione Irpef vale circa 4 miliardi. Nel caso in cui il Parlamento optasse per la rinuncia a questo intervento, 1,9 miliardi verrebbero assorbiti dall'eventuale stop ai tagli alle detrazioni (si scenderebbe a circa 1 miliardo per la sola retroattività). Almeno altri 800 milioni dovrebbero poi essere destinati a coprire (per il 2013) l'eventuale cancellazione del prolungamento dell'orario per gli insegnanti, della tassazione sulle pensioni di guerra e sul Tfr, e dell'aumento dell'Iva sulle cooperative sociali. Rimarrebbero poco più di 2 miliardi, comunque "a rischio", visto che la maggioranza chiede anche una risposta al nodo esodati (il Pd) e più fondi per la sicurezza (il Pdl) e che lo stesso ministro Elsa Fornero invoca un irrobustimento del fondo per le politiche sociali. Con la sola rinuncia all'Irpef diventerebbe quindi impossibile pensare di eliminare anche l'aumento dell'Iva, per il quale servirebbero risorse aggiuntive. Renato Brunetta (Pdl) relatore del testo insieme a Pier Paolo Baretta (Pd) chiede maggiore incisività sulle dismissioni. Su questo versante il Tesoro conferma l'obiettivo dei 15-20 miliardi l'anno per abbattere il debito e continua a lavorare: il fondo ad hoc dovrebbe arrivare entro fine 2012. Oggi riprende il cammino della legge di stabilità in commissione Bilancio alla Camera, con le prime audizioni, a partire da quella di Grilli e dei sindacati.
LE MODIFICHE SOTTO LA LENTE
PREVIDENZA
Pensioni di guerra
Le pensioni di guerra, in base al disegno di legge di stabilità all'esame del Parlamento, non saranno più esenti dall'Irpef nel caso in cui l'interessato percepisca redditi superiori ai 15 mila euro. L'abolizione di questa previsione avrebbe un costo per il bilancio dello Stato quantificabile in 196 milioni
IMPOSTE
La partita Iva e Irpef
Il Ddl stabilità alza di un punto l'Iva rispetto ai due previsti dal governo Berlusconi; rinunciarvi significherebbe dover fare a meno di 3,3 miliardi; d'altro canto, viene previsto anche il taglio di un punto di Irpef sui primi due scaglioni di reddito; l'introito dall'abolizione sarebbe di quasi 4,3 miliardi
LAVORO
Tfr nel mirino
Nel disegno di legge di stabilità, tra le misure di maggiore entrata è prevista l'abolizione della clausola di salvaguardia sul trattamento di fine rapporto. Ripristinare questa clausola costerebbe al bilancio dello Stato 170 milioni
SGRAVI FISCALI
Tra sconti e franchigia
Il provvedimento varato dal governo prevede un tetto di 3mila euro sulle detrazioni (ad esempio per gli interessi passivi dei mutui casa) e una franchigia di 250 euro sia su deduzioni che su detrazioni. L'abolizione metterebbe a rischio il bilancio dello Stato per quasi 5 miliardi
Salta il prolungamento a 24 ore dell'orario degli insegnanti. Ed è quasi sicuro anche lo stop della tassazione sulle pensioni di guerra e sul Tfr. Sono questi i primi punti fermi del pacchetto di modifiche che saranno apportare dalla Camera alla legge di stabilità sulla base del nutrito menù di ritocchi stilato dalla maggioranza. Per le scelte sul capitolo fiscale occorrerà attendere l'esito degli incontri di Mario Monti, questa sera, con Angelino Alfano e Silvio Berlusconi, e domani, con Pier Luigi Bersani dopo che il premier già ieri ha visto il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, e il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini.
Su questo fronte sta prendendo quota l'accantonamento della riduzione delle aliquote sui due scaglioni Irpef più bassi ma senza rinunciare a un primo alleggerimento dell'imposizione diretta. Che prenderebbe la forma di un recupero (e possibilmente un irrobustimento) delle detrazioni per i redditi più bassi e per le famiglie in chiave maggiormente selettiva, con l'eventuale aggancio "all'Isee fiscale" al quale sta lavorando il ministro Vittorio grilli. E con il contemporaneo stop alla retroattività dei tagli proposti dal Governo.
In questo scenario l'aumento dal prossimo luglio di un punto delle due aliquote Iva del 10% e del 21% verrebbe confermato confidando nell'impegno dell'Esecutivo a individuare nei prossimi mesi risorse necessarie per tentare comunque di evitarlo in tempo utile. Anche se il Pdl in primis ma anche il Pd continuano a premere per cancellare da subito il balzello dell'Iva. Con l'Udc che formula una proposta alternativa congegnata da Gianluca Galletti: utilizzare le risorse provenienti dalla revisione a tutto tondo degli sconti fiscali e dall'attuazione del piano Giavazzi sugli incentivi alle imprese per bloccare l'aumento dell'Iva, che verrebbe utilizzato come clausola di salvaguardia di questa operazione. Dal Pd arriva invece la riproposizione di una mini-patrimoniale.
La partita, insomma, è aperta. Anche perché il Governo pur dimostrandosi disponibile a modificare la legge di stabilità continua a mantenere fermi due paletti: il rispetto dei saldi e del processo per giungere al pareggio di bilancio nel 2013; il no ad assalti alla diligenza e a uno stravolgimento del testo.
Il vero ostacolo da superare resta quello delle risorse. L'operazione Irpef vale circa 4 miliardi. Nel caso in cui il Parlamento optasse per la rinuncia a questo intervento, 1,9 miliardi verrebbero assorbiti dall'eventuale stop ai tagli alle detrazioni (si scenderebbe a circa 1 miliardo per la sola retroattività). Almeno altri 800 milioni dovrebbero poi essere destinati a coprire (per il 2013) l'eventuale cancellazione del prolungamento dell'orario per gli insegnanti, della tassazione sulle pensioni di guerra e sul Tfr, e dell'aumento dell'Iva sulle cooperative sociali. Rimarrebbero poco più di 2 miliardi, comunque "a rischio", visto che la maggioranza chiede anche una risposta al nodo esodati (il Pd) e più fondi per la sicurezza (il Pdl) e che lo stesso ministro Elsa Fornero invoca un irrobustimento del fondo per le politiche sociali. Con la sola rinuncia all'Irpef diventerebbe quindi impossibile pensare di eliminare anche l'aumento dell'Iva, per il quale servirebbero risorse aggiuntive. Renato Brunetta (Pdl) relatore del testo insieme a Pier Paolo Baretta (Pd) chiede maggiore incisività sulle dismissioni. Su questo versante il Tesoro conferma l'obiettivo dei 15-20 miliardi l'anno per abbattere il debito e continua a lavorare: il fondo ad hoc dovrebbe arrivare entro fine 2012. Oggi riprende il cammino della legge di stabilità in commissione Bilancio alla Camera, con le prime audizioni, a partire da quella di Grilli e dei sindacati.
LE MODIFICHE SOTTO LA LENTE
PREVIDENZA
Pensioni di guerra
Le pensioni di guerra, in base al disegno di legge di stabilità all'esame del Parlamento, non saranno più esenti dall'Irpef nel caso in cui l'interessato percepisca redditi superiori ai 15 mila euro. L'abolizione di questa previsione avrebbe un costo per il bilancio dello Stato quantificabile in 196 milioni
IMPOSTE
La partita Iva e Irpef
Il Ddl stabilità alza di un punto l'Iva rispetto ai due previsti dal governo Berlusconi; rinunciarvi significherebbe dover fare a meno di 3,3 miliardi; d'altro canto, viene previsto anche il taglio di un punto di Irpef sui primi due scaglioni di reddito; l'introito dall'abolizione sarebbe di quasi 4,3 miliardi
LAVORO
Tfr nel mirino
Nel disegno di legge di stabilità, tra le misure di maggiore entrata è prevista l'abolizione della clausola di salvaguardia sul trattamento di fine rapporto. Ripristinare questa clausola costerebbe al bilancio dello Stato 170 milioni
SGRAVI FISCALI
Tra sconti e franchigia
Il provvedimento varato dal governo prevede un tetto di 3mila euro sulle detrazioni (ad esempio per gli interessi passivi dei mutui casa) e una franchigia di 250 euro sia su deduzioni che su detrazioni. L'abolizione metterebbe a rischio il bilancio dello Stato per quasi 5 miliardi
se rinunciavano all'acquisto di quei caccia bombardieri qualche miliardo era già risparmiato,ma meglio strangolare la gente!
Scusa pigna ma chi controlla la società che li produce? Suvvia...
Si però mi è piaciuto il loro approccio: l'alienazione dei beni pubblici è un bene per due motivi:
1) consente di racimolare risorse economiche da destinare alla riduzione del debito pubblico;
2) consente di eliminare tutti quegli amministratori incapaci che governano le aziende pubbliche, messi lì dai loro amichetti (quei 4 politicanti da strapazzo che ci governano).
Da leggere così:
Si però mi è piaciuto il loro approccio: l'alienazione dei beni pubblici è una grande occasione per due motivi:
1) consente di papparsi immense risorse economiche a prezzo di saldo;
2) consente di rendere queli amministratori incapaci diretti proprietari. Si succhia quello che si può succhiare, poi a casse vuote, c'è il ricatto della questione occupazionale. E si va avanti col sostegno pubblico e minacce di licenziamenti ogni 2 per 3.
E io credo che i promotori di Fermare il Declino abbiano delle ottime argomentazioni
Un po' di gel ai capelli, accento all'americano a roma, e ricette vecchie e che hanno inculato (sì, inculato) tutti i paesi in cui sono state applicate. Dagli stati uniti in giù.
1) consente di racimolare risorse economiche da destinare alla riduzione del debito pubblico;
2) consente di eliminare tutti quegli amministratori incapaci che governano le aziende pubbliche, messi lì dai loro amichetti (quei 4 politicanti da strapazzo che ci governano).
Da leggere così:
Si però mi è piaciuto il loro approccio: l'alienazione dei beni pubblici è una grande occasione per due motivi:
1) consente di papparsi immense risorse economiche a prezzo di saldo;
2) consente di rendere queli amministratori incapaci diretti proprietari. Si succhia quello che si può succhiare, poi a casse vuote, c'è il ricatto della questione occupazionale. E si va avanti col sostegno pubblico e minacce di licenziamenti ogni 2 per 3.
E io credo che i promotori di Fermare il Declino abbiano delle ottime argomentazioni
Un po' di gel ai capelli, accento all'americano a roma, e ricette vecchie e che hanno inculato (sì, inculato) tutti i paesi in cui sono state applicate. Dagli stati uniti in giù.
AHAHAHAHHAHAAH ma non ci dormi la notte per scrivere ste boiate?
Non ti piace? Non votarli!
Non ti piace? Non votarli!
lol :)
Rimane cmq il timing sulle alienazioni, farle ora è praticamente impensabile e lo san anche loro.
Rimane cmq il timing sulle alienazioni, farle ora è praticamente impensabile e lo san anche loro.
Vabbè sarebbe da perfetti idioti! In un mercato depresso, andare a vendere ora equivarrebbe a regalare (come dice giustamente el pupe) le proprietà demaniali! Cmq io credo che sia necessario un cambiamento di mentalità, di idee e per farlo i politicanti attuali non vanno assolutamente bene! Loro rappresentano il passato: non mi interessa la parola rottamatori, ma è un dato di fatto che non comprendono le esigenze di questo Paese e la corruzione a tutti i livelli fa sì che loro non saranno mai in grado di risollevarci...
si, ma anche in tempi diversi mi spiegate qual'è la motivazione di vendere Finmeccanica?
perchè io insisterei che produce un guadagno per le casse dello stato, inoltre è pure un asset pittosto strategico nello scacchiere internazionale e funziona come braccio economico produttivo del governo.
Che vantaggio c'è a venderla? Soldi sporchie subito e poi tra 2 anni un buco di bilancio insanabile e ancor meno strumenti per maneggiarlo?
Io davvero mi chiedo quale delirante teoria economica segua sta gente, che va contro ad ogni evidenza storica..
perchè io insisterei che produce un guadagno per le casse dello stato, inoltre è pure un asset pittosto strategico nello scacchiere internazionale e funziona come braccio economico produttivo del governo.
Che vantaggio c'è a venderla? Soldi sporchie subito e poi tra 2 anni un buco di bilancio insanabile e ancor meno strumenti per maneggiarlo?
Io davvero mi chiedo quale delirante teoria economica segua sta gente, che va contro ad ogni evidenza storica..
AHAHAHAHHAHAAH ma non ci dormi la notte per scrivere ste boiate?
"AHAHAHAHHAHAAH" e "boiate" è un'analisi molto interessante.
La sottoporrò a insigni studiosi, magari durante una lezione between recess and lunch. (cit.)
"AHAHAHAHHAHAAH" e "boiate" è un'analisi molto interessante.
La sottoporrò a insigni studiosi, magari durante una lezione between recess and lunch. (cit.)
Vabbè sarebbe da perfetti idioti! In un mercato depresso, andare a vendere ora equivarrebbe a regalare
Ah, vedo che hai cambiato idea.
Quindi le proposte di giannino e soci sono da "perfetti idioti".
Questo è già più interessante.
Ah, vedo che hai cambiato idea.
Quindi le proposte di giannino e soci sono da "perfetti idioti".
Questo è già più interessante.
E dove si parla di cedere per forza Finmeccanica e altri assets produttivi?
E dove si parla di cedere per forza Finmeccanica e altri assets produttivi?
Si cede ciò che vuole il compratore, non il venditore, se è con l'acqua alla gola.
Si cede ciò che vuole il compratore, non il venditore, se è con l'acqua alla gola.
Si cede quello che si vuole cedere, non quello che decide sucm
Senti sucm, io credo che qui dentro le persone, sebbene animate da idee differenti, abbia, chi più chi meno, un'idea di come funzioni il sistema. Io sono un ragazzo per cui potrò sempre imparare, però stai sicuro che le questioni economiche mi interessano e mi stanno a cuore, per cui cerco di documentarmi laddove le mie conoscenze universitarie non mi permettono di arrivarci. Non è che, qualora Giannino & co si dovessero insediare al governo, la prima cosa che faranno sarà quella di vendere.
Questo perchè, anche volendo, ci vogliono dei tempi tecnici (in genere quanto meno 12 mesi): prima devi valutare la società, poi devi trovare dei soggetti potenzialmente interessanti, poi negoziare e, infine, stendere i contratti. Alla fine, forse, apporranno delle firme.
In quei 12 mesi il mercato si sarà ripreso? Non credo, ma forse in 18 o 24 si...
Non credi che vi siano questioni di più rapida attuazione? Per esempio riformare la giustizia, ridare il giusto peso all'istruzione, battersi contro corruzione ed evasione fiscale... Io credo che solo per fermare queste piaghe dilaganti occorrano tra i 18 e i 36 mesi (stime ottimistiche, a mio modo di vedere). Nel mentre, se il mercato sarà tornato a livelli elevati, si potrà valutare la cessione delle partecipate statali. Ma bada bene: non necessariamente le quotate o le profittevoli. Si può fare anche con quelle in perdita. Problemi occupazionali post cessioni? Non credo: se il sistema sarà rimesso sulla buona strada, il Paese riprenderà a crescere e i posti di lavoro torneranno ad essere creati. Ma se non si danno risposte concrete, c'è poco da fare...
Questo perchè, anche volendo, ci vogliono dei tempi tecnici (in genere quanto meno 12 mesi): prima devi valutare la società, poi devi trovare dei soggetti potenzialmente interessanti, poi negoziare e, infine, stendere i contratti. Alla fine, forse, apporranno delle firme.
In quei 12 mesi il mercato si sarà ripreso? Non credo, ma forse in 18 o 24 si...
Non credi che vi siano questioni di più rapida attuazione? Per esempio riformare la giustizia, ridare il giusto peso all'istruzione, battersi contro corruzione ed evasione fiscale... Io credo che solo per fermare queste piaghe dilaganti occorrano tra i 18 e i 36 mesi (stime ottimistiche, a mio modo di vedere). Nel mentre, se il mercato sarà tornato a livelli elevati, si potrà valutare la cessione delle partecipate statali. Ma bada bene: non necessariamente le quotate o le profittevoli. Si può fare anche con quelle in perdita. Problemi occupazionali post cessioni? Non credo: se il sistema sarà rimesso sulla buona strada, il Paese riprenderà a crescere e i posti di lavoro torneranno ad essere creati. Ma se non si danno risposte concrete, c'è poco da fare...