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Subject: [POLITICA]
la storia insegna che i tagli alla spesa hanno creato solo crisi.
Ma in Italia la spesa è prevalentemente inefficienza!
La storia insegna che a non adeguamento dei salari al costo della vita cadono consumi e economia (lo aveva capito ford 100 anni fa e qui gli idioti dicono che bisogna abbassare gli stipendi).
Questo mi pare evidente a tutti, tranne a quelli che ci governano
Ma in Italia la spesa è prevalentemente inefficienza!
La storia insegna che a non adeguamento dei salari al costo della vita cadono consumi e economia (lo aveva capito ford 100 anni fa e qui gli idioti dicono che bisogna abbassare gli stipendi).
Questo mi pare evidente a tutti, tranne a quelli che ci governano
No, secondo me il resto non e' aria fritta. Perche' noi non possiamo sprecare questa crisi lasciando che i politici-mafiosi se la cavino cosi' a buon mercato, con un po' di inflazione. Bisogna fare di tutto per dire basta a tutte le puttanate italiote сhe ci stanno rovinando sempre di piu'.
Suggerisco, in particolare, Boldrin (dal minuto 7.20 al 22.40) e Zingales (dal minuto 32.20 al 43.40)
mitico Battaglia! :D
autore di fantastiche pubblicazioni "scientifiche" per una collana de Il Giornale denominata "manuali di conversazione politica" curata da Brunetta, con titoli come "Verdi fuori, Rossi dentro" :D
la prima domanda che uno potrebbe farsi è che accidenti ne capisca di nucleare un chimico industriale.
la seconda è in quale università l'abbiano ammesso a insegnare qualunque cosa a chiunque.
la terza è quanti soldi prenda per sostenere a spada tratta e a rischio della "credibilità personale" una tesi talmente sballata che se ne accorge anche di pietro!
era l'epoca della diatriba tra sostegno alle rinnovabili o al nucleare, stranamente in quel periodo non si poteva pubblicare nulla di antinuclearista sui giornali a tiratura nazionale
le filippiche interessate di Giannino, le omelie pilatesche di Panebianco e le pseudoinchieste sul tema a senso unico di Rizzo&Stella invece sì
autore di fantastiche pubblicazioni "scientifiche" per una collana de Il Giornale denominata "manuali di conversazione politica" curata da Brunetta, con titoli come "Verdi fuori, Rossi dentro" :D
la prima domanda che uno potrebbe farsi è che accidenti ne capisca di nucleare un chimico industriale.
la seconda è in quale università l'abbiano ammesso a insegnare qualunque cosa a chiunque.
la terza è quanti soldi prenda per sostenere a spada tratta e a rischio della "credibilità personale" una tesi talmente sballata che se ne accorge anche di pietro!
era l'epoca della diatriba tra sostegno alle rinnovabili o al nucleare, stranamente in quel periodo non si poteva pubblicare nulla di antinuclearista sui giornali a tiratura nazionale
le filippiche interessate di Giannino, le omelie pilatesche di Panebianco e le pseudoinchieste sul tema a senso unico di Rizzo&Stella invece sì
i tagli alla spesa creano crisi perchè non sono fatti a dovere
cosa doveva fare un governo tecnico? tagliare i veri sprechi e c'era l'occasione:
dimezzamento dei parlamentari, a tutti i livelli
dimezzamento degli stipendi delle prossime cariche nominate (visto che non si possono tagliare gli stipendi attuali, si possono fissare i futuri più bassi)
cancellare tutti gli enti e le comunità montane (solo in sicilia (non a bolzano) ce n'è un bordello, inutili)
NO tagli a sanità, scuola, servizi primari, cribbio!!!!!!!!!!!!!!!
ma figurati, le merdacce non si sono tagliate un euro
cosa doveva fare un governo tecnico? tagliare i veri sprechi e c'era l'occasione:
dimezzamento dei parlamentari, a tutti i livelli
dimezzamento degli stipendi delle prossime cariche nominate (visto che non si possono tagliare gli stipendi attuali, si possono fissare i futuri più bassi)
cancellare tutti gli enti e le comunità montane (solo in sicilia (non a bolzano) ce n'è un bordello, inutili)
NO tagli a sanità, scuola, servizi primari, cribbio!!!!!!!!!!!!!!!
ma figurati, le merdacce non si sono tagliate un euro
la storia insegna che i tagli alla spesa hanno creato solo crisi.
Ma in Italia la spesa è prevalentemente inefficienza!
Il problema NON è l'inefficienza. Nel tuo vedere con il paraocchi non capisci che le 30 persone in più su un organico di 200 sono si in teoria un'inefficienza, in realtà sono un RISPARMIO in termini di COSTO SOCIALE.
Fatti 2 conti rapidi rapidi di cosa succederebbe se tutti gli impiegati statali in soprannumero fossero licenziati.
Sai quanta disoccupazione e criminalità in più? Sai quanti consumi in meno?
Quindi nel rapporto costo/opportunità è un guadagno.
E' un guadagno anche rispetto all'agevolazione del lavoro privato, visto che in media un dipendente fiat è costato 500 mila euro ciascuno e nonostante questo è stato licenziato.
I VERI problemi sono Corruzione e evasione fiscale che rappresentano 250 milioni l'anno, ossia il 10% del debito e i costi della politica.
Ma in Italia la spesa è prevalentemente inefficienza!
Il problema NON è l'inefficienza. Nel tuo vedere con il paraocchi non capisci che le 30 persone in più su un organico di 200 sono si in teoria un'inefficienza, in realtà sono un RISPARMIO in termini di COSTO SOCIALE.
Fatti 2 conti rapidi rapidi di cosa succederebbe se tutti gli impiegati statali in soprannumero fossero licenziati.
Sai quanta disoccupazione e criminalità in più? Sai quanti consumi in meno?
Quindi nel rapporto costo/opportunità è un guadagno.
E' un guadagno anche rispetto all'agevolazione del lavoro privato, visto che in media un dipendente fiat è costato 500 mila euro ciascuno e nonostante questo è stato licenziato.
I VERI problemi sono Corruzione e evasione fiscale che rappresentano 250 milioni l'anno, ossia il 10% del debito e i costi della politica.
le 30 persone in più su un organico di 200 sono si in teoria un'inefficienza, in realtà sono un RISPARMIO in termini di COSTO SOCIALE.
Ma si certo, come no... allora continuamo a pagare le persone per non fare un cazzo!
Anzi, facciamo un mega concorso e assumiamo un milione di disoccupati come... mmm.... bidelli! (che ce ne sono pochi...). Oppure come spazzaneve a Palermo. Oppure come guardie forestali in Calabria... Pero', mi raccomando, scegliamoli tra i piu' fancazzisti di tutti!
Poi tanto usciamo dall'euro e con un po' di inflazione usciamo subito dalla crisi.
Oh, sono il primo a dire (come in effetti ho gia' detto un paio di settimane fa) che non e' oggettivamente fattibile lasciare a casa 1M di persone della PA dall'oggi al domani, perche' questi non sanno far niente e molti sono arrivati a un'eta' per cui sarebbero tagliati fuori di netto dal mercato del lavoro.
Il problema e' che questo esercito di fancazzisti (esercito e' la parola piu' appropriata, visto che tra l'altro noi abbiamo un corpo che e' letteralmente una barzelletta) l'abbiamo prodotto negli anni per questioni di clientelismo ed assistenzialismo (distorcendolo).
Non riusciamo a smantellarlo nel brevissimo periodo? Pazienza. Cominciamo con l'adottare misure per il lungo periodo come quelle che diceva Karlacci due post qui sopra.
Ma si certo, come no... allora continuamo a pagare le persone per non fare un cazzo!
Anzi, facciamo un mega concorso e assumiamo un milione di disoccupati come... mmm.... bidelli! (che ce ne sono pochi...). Oppure come spazzaneve a Palermo. Oppure come guardie forestali in Calabria... Pero', mi raccomando, scegliamoli tra i piu' fancazzisti di tutti!
Poi tanto usciamo dall'euro e con un po' di inflazione usciamo subito dalla crisi.
Oh, sono il primo a dire (come in effetti ho gia' detto un paio di settimane fa) che non e' oggettivamente fattibile lasciare a casa 1M di persone della PA dall'oggi al domani, perche' questi non sanno far niente e molti sono arrivati a un'eta' per cui sarebbero tagliati fuori di netto dal mercato del lavoro.
Il problema e' che questo esercito di fancazzisti (esercito e' la parola piu' appropriata, visto che tra l'altro noi abbiamo un corpo che e' letteralmente una barzelletta) l'abbiamo prodotto negli anni per questioni di clientelismo ed assistenzialismo (distorcendolo).
Non riusciamo a smantellarlo nel brevissimo periodo? Pazienza. Cominciamo con l'adottare misure per il lungo periodo come quelle che diceva Karlacci due post qui sopra.
il guaio è che vorrei qualcuno che mi spiegasse i risultati di mr. monti, visto che:
il debito continua a salire
siamo il secondo paese d'europa come pressione fiscale
un anno di monti con risultati del genere? ha fallito, c'è poco da dire. e ora pretende una manovra fiscale ancora PEGGIORE
e i famosi tagli reali che doveva fare un governo tecnico???????????? dove stanno?????????
il debito continua a salire
siamo il secondo paese d'europa come pressione fiscale
un anno di monti con risultati del genere? ha fallito, c'è poco da dire. e ora pretende una manovra fiscale ancora PEGGIORE
e i famosi tagli reali che doveva fare un governo tecnico???????????? dove stanno?????????
Ma si certo, come no... allora continuamo a pagare le persone per non fare un cazzo!
vedi messa così è un dialogo tra sordi.
Uno dice che i posti di lavoro vanno conservati e l'altro capisce che si deve lasciare la gente a non fare nulla..
Semplicemente si può immaginare senza troppo sforzo di rendere produttivi molti lavoratori inutili.. ma anche di liberarsi di quelli evidentemente inutili e insostenibili.
Però la bussola non devono essere tagli e risparmio..
altrimenti è la fine..
vedi messa così è un dialogo tra sordi.
Uno dice che i posti di lavoro vanno conservati e l'altro capisce che si deve lasciare la gente a non fare nulla..
Semplicemente si può immaginare senza troppo sforzo di rendere produttivi molti lavoratori inutili.. ma anche di liberarsi di quelli evidentemente inutili e insostenibili.
Però la bussola non devono essere tagli e risparmio..
altrimenti è la fine..
Mi sembra di parlare al muro...
Io dico che le inefficienze possono essere eliminate, a patto che si torni a crescere, ponendo le basi per nuova occupazione. Il mio discorso rientra nel più ampio programma di ristrutturazione del Paese, che parte dalla riforma della giustizia, proseguendo con l'istruzione e con l'abbattimento di una parte di debito pubblico frutto di errori gestionali. Una riduzione delle tasse e incentivi alle imprese che investono in Sviluppo, e non nella ricerca di base, oltre che tagli agli aiuti pubblici come, ad esempio, all'editoria.
So bene che se licenzi a destra e a manca crollano i consumi, ma non mi sembra neanche giusto che i giovani debbano pagare le errate politiche di assistenzialismo e clientelismo messe su dagli ultimi governi.
Io dico che le inefficienze possono essere eliminate, a patto che si torni a crescere, ponendo le basi per nuova occupazione. Il mio discorso rientra nel più ampio programma di ristrutturazione del Paese, che parte dalla riforma della giustizia, proseguendo con l'istruzione e con l'abbattimento di una parte di debito pubblico frutto di errori gestionali. Una riduzione delle tasse e incentivi alle imprese che investono in Sviluppo, e non nella ricerca di base, oltre che tagli agli aiuti pubblici come, ad esempio, all'editoria.
So bene che se licenzi a destra e a manca crollano i consumi, ma non mi sembra neanche giusto che i giovani debbano pagare le errate politiche di assistenzialismo e clientelismo messe su dagli ultimi governi.
vorrei sapere da chi ha votato contro, perchè dei politici devo entrare gratis negli stadi e nei teatri...
Danni per le casse dello Stato per complessivi 43 milioni di euro. Tanto é costata ai cittadini la più volte annunciata bonifica del litorale flegreo e dell'agro-aversano, che la Regione Campania, la cui giunta all'epoca era presieduta da Antonio Bassolino, affidò alla Jacorossi imprese spa. Nei giorni scorsi, al termine di una indagine della procura della Corte dei Conti regionale nel settore delle bonifiche ambientali, é stato notificato atto di
citazione in giudizio a 17 persone, tra cui ex amministratori, compreso Bassolino, un ex ministro, Willer Bordon, un ex sottosegretario, Raffaele Morese, e alcuni professionisti.
citazione in giudizio a 17 persone, tra cui ex amministratori, compreso Bassolino, un ex ministro, Willer Bordon, un ex sottosegretario, Raffaele Morese, e alcuni professionisti.
Per esempio:
Il mercato del falso non provoca danni solo alle aziende, ma all'intero sistema economico, lavoratori compresi. Nel nostro Paese, il giro della contraffazione vale 13,7 miliardi di euro e sottrae ai lavoratori la bellezza di 110mila posti di lavoro.
Se non ci fosse il falso si avrebbero 110 mila posti di lavoro in più
Secondo una recente indagine svolta dal Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con il Censis, se in Italia non si dovessero fare i conti con il fenomeno della contraffazione, a disposizione dei lavoratori italiani ci sarebbero 110mila posti di lavoro in più, mentre il Fisco potrebbe godere di 1,7 miliardi di entrate aggiuntive.
Stando ai numeri raccolti con la ricerca, i settori maggiormente colpiti dalle falsificazioni sono quello dell'abbigliamento e degli accessori (per un giro d'affari di 2,5 miliardi), quello dell'intrattenimento elettronico (cd, dvd e software falsificati valgono 1,8 miliardi) e quello alimentare (1,1 miliardi).
Da segnalare come la piaga della falsificazione comprenda più varianti. Il fenomeno, infatti, non riguarda solo l'imitazione di marchi, ma anche di modelli registrati, per esempio nella pelletteria e nell'arredo, la falsificazione dell'indicazione made in Italy e l'Italian sounding nell'alimentare e l'importazione parallela sottocosto di prodotti destinati ad altri mercati, soprattutto per make up e profumi.
Come risolvere il problema?
Per rivelarsi davvero efficace, il contrasto alla falsificazione dovrebbe agire anche sulla leva della prevenzione. Un passo basilare sarebbe quello di riuscire a convincere i consumatori che il falso acquistato non è un prodotto con le stesse caratteristiche dell’originale (dunque il risparmio economico potrebbe risolversi in danno).
Il mercato del falso non provoca danni solo alle aziende, ma all'intero sistema economico, lavoratori compresi. Nel nostro Paese, il giro della contraffazione vale 13,7 miliardi di euro e sottrae ai lavoratori la bellezza di 110mila posti di lavoro.
Se non ci fosse il falso si avrebbero 110 mila posti di lavoro in più
Secondo una recente indagine svolta dal Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con il Censis, se in Italia non si dovessero fare i conti con il fenomeno della contraffazione, a disposizione dei lavoratori italiani ci sarebbero 110mila posti di lavoro in più, mentre il Fisco potrebbe godere di 1,7 miliardi di entrate aggiuntive.
Stando ai numeri raccolti con la ricerca, i settori maggiormente colpiti dalle falsificazioni sono quello dell'abbigliamento e degli accessori (per un giro d'affari di 2,5 miliardi), quello dell'intrattenimento elettronico (cd, dvd e software falsificati valgono 1,8 miliardi) e quello alimentare (1,1 miliardi).
Da segnalare come la piaga della falsificazione comprenda più varianti. Il fenomeno, infatti, non riguarda solo l'imitazione di marchi, ma anche di modelli registrati, per esempio nella pelletteria e nell'arredo, la falsificazione dell'indicazione made in Italy e l'Italian sounding nell'alimentare e l'importazione parallela sottocosto di prodotti destinati ad altri mercati, soprattutto per make up e profumi.
Come risolvere il problema?
Per rivelarsi davvero efficace, il contrasto alla falsificazione dovrebbe agire anche sulla leva della prevenzione. Un passo basilare sarebbe quello di riuscire a convincere i consumatori che il falso acquistato non è un prodotto con le stesse caratteristiche dell’originale (dunque il risparmio economico potrebbe risolversi in danno).