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Subject: [POLITICA]

2013-01-12 15:32:18
avevi qualche dubbio per caso?


avevo speranze che qualcosa cambiasse
e forse qualcosa è cambiato, ma non abbastanza
2013-01-12 20:42:08
Prendiamo l’accordo recentemente siglato tra Lega e Pdl, che ha rinsaldato la vecchia maggioranza elettorale che ha retto l’Italia negli ultimi dieci anni. Si basa sull’impegno solenne da parte del Pdl di sostenere, in caso di vittoria alle elezioni, la proposta Maroni, cioè la devoluzione alla nuova grande Regione del Nord (da crearsi) del 75 per cento del gettito di tutti i tributi erariali localmente pagati. Ma nel 2008 il Pdl aveva preso un impegno altrettanto solenne (la sesta missione del suo programma elettorale), quello di far approvare al Parlamento nazionale la proposta di legge di attuazione dell’articolo 119 approvata nel 2007 dal Consiglio regionale lombardo, su iniziativa della stessa Lega Nord. Quella proposta era di gran lunga meno rivoluzionaria dell’attuale. Ciò nonostante, nemmeno tre settimane dopo la formazione del nuovo Parlamento, era stata abbandonata, a favore della bozza Calderoli, poi diventata legge delega sull’attuazione del federalismo fiscale nel 2009. Una proposta complicatissima, che nella sostanza mentre faceva finta di cambiar tutto, non cambiava nulla, perlomeno in termini di riparto delle risorse tributarie tra centro e periferia. Ed era ovvio che finisse così, perché il Pdl è (era?) un partito nazionale con una forte componente meridionale, e la pur meno rivoluzionaria proposta del 2007, avrebbe comunque comportato un forte taglio della perequazione territoriale, inaccettabile per l’allora maggioranza governativa. Come potrebbe finir diversamente questa volta, con la ben più rivoluzionaria proposta Maroni?

UNA PROPOSTA GIÀ SENTITA

Quanto poi alla proposta medesima, è anch’essa un déjà vu: riprende una idea avanzata da Roberto Formigoni nel lontano 2000, il famoso “70-15-15”. Il 70 per cento di tutti i tributi erariali dovevano rimanere alle regioni, il 15 per cento servire per il finanziamento dei beni pubblici nazionali, il 15 per cento per la perequazione territoriale. Inutile dire che quella proposta, come la presente di Maroni, non aveva alcun senso, perlomeno nell’ambito dell’attuale struttura statuale. O la nuova Regione del Nord si finanzia tutto, dai carabinieri agli interessi sul debito pubblico, alle pensioni per la parte non coperta dei contributi, o non ci sarebbero sufficienti risorse per mantenere in piedi lo Stato nazionale. Ma nel primo caso, non ci sarebbero nemmeno le risorse per introdurre i tagli d’imposte che Roberto Maroni viceversa promette. La proposta di Maroni è in altri termini una proposta di secessione; legittima, naturalmente, ma impossibile da accettare da un Parlamento nazionale, quale che sia la maggioranza governativa che verrà fuori. Ma di questo si era già abbondantemente discusso dieci anni fa; possibile che il dibattito politico sia ancora inchiodato lì?
2013-01-12 20:56:49
è un raggiro nei confronti dei soliti idioti...
2013-01-12 21:41:27
Avete parlato del simbolo civetta del m5s?
2013-01-13 00:55:28
nell'epoca marxista e sputa contro il capitalismo..................

Io, sinceramente, non so come fai a difenderlo il capitalismo.
2013-01-13 00:57:27
è il più "vecchio" come ideologie di tutti i politici sulla scena mondiale

è "vecchio" perchè il mondo è tornato indietro di 50 anni, grazie a tutti i sostenitori del liberismo e del Dio mercato. Si son bruciati tutti i diritti dei lavoratori in pochi anni, invece di estenderli.
2013-01-13 09:11:21
Quindi proponi di applicare le teorie dell'economia pianificata stile piani quinquiennali sovietici?
2013-01-13 09:12:25
Speravo in qualcosa di meglio da Maroni...
Invece la Lega e' ormai irrimediabilmente persa :(
2013-01-13 09:48:27
Speravo in qualcosa di meglio da Maroni...
Invece la Lega e' ormai irrimediabilmente persa :(


pensa per te :)

riuscisse davvero ad applicare il federalismo fiscale come vuole, con ogni regione che si tiene il 75% delle tasse incassate, ne vedremmo delle belle..................
2013-01-13 10:05:19
Che il federalismo possa (poteva) salvare l'Italia lo sto dicendo da 20 anni ormai. Il problema e' quello che ha fatto notare ciccio qualche post qui sopra: il PdL non fara' MAI il federalismo.
2013-01-13 10:44:30
per forza :/ una buona fetta di parlamentari PdL viene da regioni del sud, non credo si vogliano tagliare le gambe da soli

bisognerebbe creare delle macro aree semi-indipendenti tipo dall'emilia romagna in su, da li sotto a lazio/molise/abruzzo e poi tutte regioni più a sud che hanno chiaramente tempi, capacità e morfologia del territorio diversi

ma ci son i 152 anni dell'unità d'italia da rispettare, non si può far niente di tutto ciò :P anche grazie al grande presidente napolitano
a dire il vero il "federalismo" lega-style in vent'anni è servito solo a sfondarci di multe comunitarie, duplicare inutilmente enti spesso già inutili in partenza e caricare le regioni di nuove competenze che da un lato non erano assolutamente preparate a gestire, e dall'altro aumentando il livello di corruzione generale perchè i consigli regionali non sono sottoposti a nessuna commissione di controllo statale.

dal punto di vista degli obiettivi un fallimento completo, insomma!
Ma destra e sinistra non sono da rottamare
Per Monti l’opposizione difesa da Bobbio oggi non ha più senso. Ma è proprio così? Davvero questo Novecento è finito? Rispondono Galli, Salvati, Calise, Clementi

«Alle elezioni si presenteranno una coalizione destra-sinistra contro un’altra centro più frange radicali». Riguardare i vecchi sketch di Rokko Smitherson – regista icona inventato da Corrado Guzzanti più di vent’anni fa – e ritrovare in quel mulinare delle mani la descrizione della stessa confusione nello spazio della politica italiana. Ora come allora.
È qualche giorno che Mario Monti, in questo primo scorcio di campagna elettorale, batte sul tasto che non esistono più destra e sinistra. Sarebbero categorie del Novecento superate, mentre è tempo di distinguere tra, dice il senatore a vita, «chi vuole mantenere le rendite e chi vuole cambiare le cose». E a seguire «Vendola vero conservatore», «tagliare le ali estreme» ecc.
Non che si tratti di un tema nuovo, anzi. Nell’ultimo ventennio in molti sono tornati sulla coppia che l’ultimo Bobbio aveva fotografato nell’alternativa tra uguaglianza e libertà.
«Monti sostituisce la coppia destra/sinistra con quella vecchio/nuovo e aggiunge: io sono il custode del nuovo gli altri rappresentano una politica arcaica ». Carlo Galli, autore del recente Abbiccì della cronaca politica (il Mulino) e futuro deputato Pd, si dice preoccupato per l’idea di democrazia che si nasconde dietro le parole del presidente del consiglio. «Monti rappresenta le idee diverse dalle sue come fuori da questa epoca. Un mondo sofisticato e complesso come quello contemporaneo – direbbe il professore – non può essere gestito da politici dinosauri ma da una classe dirigente evoluta».
Il viaggio del prof nella politica è il viaggio di Platone a Siracusa. Il problema è che il Dioniso sovrano siciliano cacciò il sapiente.
Il politologo di Bologna è certo che Monti non veda i rischi di una tale idea di democrazia, ma che esprima un modo di pensare tipicamente di destra, di una destra che non ammette di essere tale. «L’opposizione destra/sinistra – prosegue Galli – mostra che esistono due modi di stare al mondo, alternativi ma entrambi legittimi; quella vecchio/nuovo invece che ce n’è solo uno. Ma non esiste un unico algoritmo del buon governo. Ciò che è vero, universale e perfetto, in politica non esiste». Eppure, nel campo democratico c’è chi non si scandalizza per le parole di Monti. Anzi.
«Sono d’accordo con Monti. Su molti temi la distinzione destra/sinistra non ha molto senso». Michele Salvati, direttore della rivista Il Mulino, l’ha scritto nei giorni scorsi sul Corriere della Sera e lo ribadisce oggi. «Il nostro paese ha bisogno di una serie di interventi che si collocano prima delle divisioni. La soluzione del problema della corruzione è di destra o sinistra? E la critica al corporativismo? E l’efficienza della pubblica amministrazione? E la questione del Mezzogiorno? Destra e sinistra su questi temi dovrebbero andare d’accordo».
Il problema dell’Italia e del suo campo politico è la mancata modernizzazione. Destra e sinistra non servono perché siamo uno stato arretrato. «Lo scontro tra Obama e Romney – argomenta Salvati – non verteva su onestà e civismo, e per questo era chiaro chi fosse di destra e di sinistra». E per questa ragione non hanno avuto gran successo terze vie (centrismo a stelle e strisce?) tra dem e Gop teorizzate da Thomas Friedman, con Michael Mandelbaum, in That used to be us.
«In tutta sincerità quello di Monti mi pare un discorso un po’ provinciale e anche qualunquista». Mauro Calise insegna all’università di Napoli e da anni studia il fenomeno dei partiti personali in Italia. «Il problema italiano è che con vent’anni di personalizzazione della politica e di contro-personalizzazione come reazione il panorama politico si è frantumato molto più che in ogni altro paese europeo e soprattutto negli Usa». Non sono affatto scomparse le distinzioni nella società, le disuguaglianze nel mondo e neanche in Italia. Piuttosto, dice Calise, «è scomparsa la capacità della politica di rappresentare queste differenze. Esiste una polarizzazione sociale ma è venuta meno quella politica. Il bipolarismo italiano – se mai è esistito – ora non esiste più. Se non hai un sistema istituzionale adeguato la spinta della personalizzazione produce i partiti personali. Da Monti a Ingroia è ormai un fenomeno impressionante».
«Loro sono dei partiti, noi siamo un’idea». Mica facile indovinare il loden di Monti e non la barba di Beppe Grillo dietro queste parole. Ma al tempo stesso nulla di più distante tra l’Europa del prof e “l’euro vaffa” del comico. E allora? È il mito della risposta salvifica che torna prepotente nell’epoca della crisi (non solo italiana) delle democrazie.
Nel 1990, Umberto Bossi usa parole simili a quelle di Mario Monti: «La Lega non sta né a destra, né a sinistra, sta sopra». Un “noi contro tutti” che suona tanto simile anche a quello che più recentemente ha pronunciato Beppe Grillo in una puntata di Annozero: «Il movimento non è né di destra né di sinistra, ma è sopra». Singolare, no?
Tutto sta a capire se le parole del tecnico siano tattica per surfare sull’anti- politica intesa come ostilità ai partiti oppure se ci sia una convinzione più profonda.
Se l’anti-leaderismo della sinistra italiana è un suo limite, spiega Calise, l’ennesimo partito personale, quello montiano, non può essere la soluzione. «I partiti nascono con le idee, se poi le idee si legano esclusivamente ad alcune persone diventa un problema. Si ricade nella sindrome berlusconiana dell’identificazione delle idee con la persona e dell’ammiccare all’impolitico. Nel contesto italiano, le parole di Monti fotografano una situazione e ne prendono atto. L’Italia non è più bipolare e potrebbe non esserlo ancora a lungo. Ma il partito montiano non è la soluzione».
È d’accordo Francesco Clementi, costituzionalista renziano doc e probabile inquilino di Montecitorio fra un paio di mesi, che giudica opportunistico il discorso del prof senatore a vita. «La scomposizione dei due poli ha un grave vulnus. Monti prova a dividere non sulla base delle politiche ma attraverso una costruzione elettorale. Essere di sinistra è invece una cosa precisa: guardarsi intorno, riconoscere i problemi e trovare soluzioni capaci di tenere insieme uguaglianza e libertà».

Alessandro Lanni


2013-01-13 11:08:25
La Casa Bianca: niente Morte Nera
«Non vogliamo distruggere pianeti»

Una petizione di 34mila americani chiedeva la costruzione della stazione spaziale: sarebbe costata 850 milioni di miliardi


XD
a dire il vero il "federalismo" lega-style in vent'anni è servito solo a sfondarci di multe comunitarie, duplicare inutilmente enti spesso già inutili in partenza e caricare le regioni di nuove competenze che da un lato non erano assolutamente preparate a gestire, e dall'altro aumentando il livello di corruzione generale perchè i consigli regionali non sono sottoposti a nessuna commissione di controllo statale.

dal punto di vista degli obiettivi un fallimento completo, insomma!


Gia' :(
Apoteosi quando Bossi ha fatto aprire un paio di distaccamenti dei ministeri a Monza...
2013-01-13 11:54:07
ieri ho visto un servizio sulle liste civetta fatte (quelle che ho visto io) a monti, al 5 stelle, e a rivoluzione civile...
mi chiedo è LEGALE una cosa del genere?