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Subject: [POLITICA]
Ah, dimenticavo che la finanza è un crimine.
hai sicuramente ragione, non si può partire ideologicamente avversi in un tema del genere!
però c'è anche da capire quanto è da favorire l'attività finanziaria.
In effetti quanto da e quanto toglie?
Un bilancio è difficile da fare, però prima di fare ponti d'oro agli speculatori si dovrebbe perlomeno farsi le domande giuste e non dare per scontato che "i soldi cercando il miglior rendimento producono la migliore allocazione delle risorse", che è oramai una leggenda talmente sbugiardata dai fatti che serve solo da propaganda.
hai sicuramente ragione, non si può partire ideologicamente avversi in un tema del genere!
però c'è anche da capire quanto è da favorire l'attività finanziaria.
In effetti quanto da e quanto toglie?
Un bilancio è difficile da fare, però prima di fare ponti d'oro agli speculatori si dovrebbe perlomeno farsi le domande giuste e non dare per scontato che "i soldi cercando il miglior rendimento producono la migliore allocazione delle risorse", che è oramai una leggenda talmente sbugiardata dai fatti che serve solo da propaganda.
Per esempio:
ho capito, però poi in effetti se l'applicazione è quella del link di padania..
ho capito, però poi in effetti se l'applicazione è quella del link di padania..
hai sicuramente ragione, non si può partire ideologicamente avversi in un tema del genere!
Pupe, è cronaca.
Il giochino è questo:
a) se il tuo interlocutore non sa una sega: digli che è ideologizzato/politicizzato/conservatore/populista/demagogo;
b) se il tuo interlocutore ha letto qualcosa ed è perplesso: digli che i capitali fuggono e che non si può fare altrimenti;
c) se il tuo interlocutore ha letto qualcosa ed è incazzato: digli che serve tempo e che tanto si prendono pochi soldi.
d) se il tuo interlocutore conosce le cose: fatti una risata con lui raccontando le balle che spari e ripeti ai boccaloni.
Pupe, è cronaca.
Il giochino è questo:
a) se il tuo interlocutore non sa una sega: digli che è ideologizzato/politicizzato/conservatore/populista/demagogo;
b) se il tuo interlocutore ha letto qualcosa ed è perplesso: digli che i capitali fuggono e che non si può fare altrimenti;
c) se il tuo interlocutore ha letto qualcosa ed è incazzato: digli che serve tempo e che tanto si prendono pochi soldi.
d) se il tuo interlocutore conosce le cose: fatti una risata con lui raccontando le balle che spari e ripeti ai boccaloni.
I blogger economici vanno presi con le molle.
Oramai sono come i cuochi in tv.
Spesso utili, ma pur di esserci su tutto sono disposti a venderti gli spaghetti allo sterco di cavallo per nouvelle cuisine.
Oramai sono come i cuochi in tv.
Spesso utili, ma pur di esserci su tutto sono disposti a venderti gli spaghetti allo sterco di cavallo per nouvelle cuisine.
Certo, certo, come no!
Queste sì che sono risposte.
EY è palesemente una costola della fiom.
Buon proseguimento di burla.
Queste sì che sono risposte.
EY è palesemente una costola della fiom.
Buon proseguimento di burla.
Ti ci mandi da solo o ti ci devo mandare io così facciamo prima?
Ha ragione Padania: la tobin tax sara' controproducente e colpira' solo i piccoli/medi risparmiatori che non hanno la voglia/capacita'/possibilita' di portare il patrimonio all'estero.
Si, se fanno le cose a metà... è come dire che gli accordi sul segreto bancario svizzero sono una farsa, ma sono una farsa nel momento in cui alcuni paesi li fanno ed altri no.
I politici son lì per quello: mediare per ottenere una società più civile ed equa.
C'è da dire che se i capitali fossero davvero preoccupati per quello non sarebbe nemmeno passata in quei pochi paesi che si son presi la briga di mettere in cantiere una legge come questa, perchè al potere importa poco dei ceti più bassi...
Si, se fanno le cose a metà... è come dire che gli accordi sul segreto bancario svizzero sono una farsa, ma sono una farsa nel momento in cui alcuni paesi li fanno ed altri no.
I politici son lì per quello: mediare per ottenere una società più civile ed equa.
C'è da dire che se i capitali fossero davvero preoccupati per quello non sarebbe nemmeno passata in quei pochi paesi che si son presi la briga di mettere in cantiere una legge come questa, perchè al potere importa poco dei ceti più bassi...
e il debito pubblico aumenta , RECORD da storia.
Bravo monti
Bravo monti
http://www.bergamonews.it/economia/feltri-gianni-agnelli-un-grandissimo-bluff-non-dimentichiamolo-169833
LETTO PER VOI
Feltri: Gianni Agnelli
un grandissimo bluff
Non dimentichiamolo
Vittorio Feltri traccia un ritratto al veleno di Gianni Agnelli a dieci anni dalla morte, veleno che il giornalista di Bergamo non usava in passato quando era all'Europeo.
Sono passati dieci anni dalla sua morte, ma di lui si parla ancora, naturalmente bene, checché ne dica Ferruccio de Bortoli, che sul Corriere della Sera lo ha commemorato con una prosa stranamente accorata per uno che di cuore ne ha poco e, di solito, nasconde anche quello.
Gianni Agnelli comunque è stato un grande: un grandissimo bluff, ed è giusto non venga dimenticato.
Difatti è passato alla storia come re d'Italia non tanto per ciò che ha dato al Paese, quanto per ciò che ha avuto.
Noi italiani siamo fatti così: cerchiamo di fottere il sovrano per tirare a campare, ma se è lui a fregarci gli riconosciamo volentieri una certa superiorità. Onore al merito, anzi ai meriti, dell'Avvocato che fu promosso tale coram populo senza mai esserlo stato; che cominciò a lavorare a 45 anni, età alla quale i suoi dipendenti andavano in prepensionamento; che presiedette Confindustria inciuciando con Luciano Lama, segretario generale della Cgil, e concordando con lui il punto esiziale di contingenza; che fu nominato senatore a vita grazie all'incosciente generosità di Francesco Cossiga; che prima fondò a Venezia il museo di Palazzo Grassi, poi lo affondò; che ricevette in eredità dal nonno (e da Vittorio Valletta) una stupenda fabbrica di automobili riducendola a rottame, successivamente rimessa in piedi dal fratello Umberto e da Sergio Marchionne.
Un uomo con un simile curriculum sarà ricordato per sempre e sempre sarà lodato. La gente come lui piace assai dalle nostre parti. Piaceva ieri e piace oggi, anche se non c'è più. Amava l'arte,compresa quella contemporanea, per cui era considerato colto; aveva un debole per i giornali e sopportava i giornalisti, per cui godeva (e gode) di buona stampa; non era anticomunista dichiarato, per cui era rispettato dai conformisti di sinistra.
Agnelli più che un imprenditore era un prenditore: lo Stato lo ha sempre aiutato, gli ha dato soldi senza mai pretenderne la restituzione; il popolo lo ha gratificato con la propria ammirazione; i politici davanti a lui erano in soggezione e facevano a botte per farsi fotografare al suo fianco; chi di loro riuscì a farsi invitare a cena a Villar Perosa o altrove lo ha raccontato a cani e porci per gloriarsi.
Già, l'Avvocato, nonostante abbia fallito in ogni campo, perfino in quello di padre (un figlio suicida dopo un'esistenza amara, una figlia che ha intentato causa alla famiglia per questioni di soldi), nonostante avesse fama di tombeur de femmes , e affermasse che l'amore è cosa da cameriere (servitù, insomma), fu elevato agli altari:l'unico santo laico che abbia ancora devoti dalle Alpi alla Sicilia e in ogni strato sociale, fra credenti e miscredenti, indifferentemente.
Quando morì, l'azienda era sul punto di consegnare i libri in tribunale. Il patrimonio personale del maggiore azionista fu cercato all'estero: si sospettava addirittura che una quota di capitali fosse stata sottratta al fisco; si ignora come si sia conclusa l'indagine. Probabilmente bene, cioè con un nulla di fatto, meno male.
La Fiat ha resistito alla burrasca. I nipoti se la sono cavata egregiamente. Gianluigi Gabetti, l'uomo della finanza,ha lavorato benissimo e ha salvato il salvabile, speriamo anche se stesso. Marchionne ha compiuto un miracolo.
E Agnelli seguita a essere adorato da tutti. È quello che si dice un mito. Le sue opere memorabili però rimangono queste: l'orologio sopra, e non sotto, il polsino della camicia; la cravatta sopra, e non sotto, il pullover.
LETTO PER VOI
Feltri: Gianni Agnelli
un grandissimo bluff
Non dimentichiamolo
Vittorio Feltri traccia un ritratto al veleno di Gianni Agnelli a dieci anni dalla morte, veleno che il giornalista di Bergamo non usava in passato quando era all'Europeo.
Sono passati dieci anni dalla sua morte, ma di lui si parla ancora, naturalmente bene, checché ne dica Ferruccio de Bortoli, che sul Corriere della Sera lo ha commemorato con una prosa stranamente accorata per uno che di cuore ne ha poco e, di solito, nasconde anche quello.
Gianni Agnelli comunque è stato un grande: un grandissimo bluff, ed è giusto non venga dimenticato.
Difatti è passato alla storia come re d'Italia non tanto per ciò che ha dato al Paese, quanto per ciò che ha avuto.
Noi italiani siamo fatti così: cerchiamo di fottere il sovrano per tirare a campare, ma se è lui a fregarci gli riconosciamo volentieri una certa superiorità. Onore al merito, anzi ai meriti, dell'Avvocato che fu promosso tale coram populo senza mai esserlo stato; che cominciò a lavorare a 45 anni, età alla quale i suoi dipendenti andavano in prepensionamento; che presiedette Confindustria inciuciando con Luciano Lama, segretario generale della Cgil, e concordando con lui il punto esiziale di contingenza; che fu nominato senatore a vita grazie all'incosciente generosità di Francesco Cossiga; che prima fondò a Venezia il museo di Palazzo Grassi, poi lo affondò; che ricevette in eredità dal nonno (e da Vittorio Valletta) una stupenda fabbrica di automobili riducendola a rottame, successivamente rimessa in piedi dal fratello Umberto e da Sergio Marchionne.
Un uomo con un simile curriculum sarà ricordato per sempre e sempre sarà lodato. La gente come lui piace assai dalle nostre parti. Piaceva ieri e piace oggi, anche se non c'è più. Amava l'arte,compresa quella contemporanea, per cui era considerato colto; aveva un debole per i giornali e sopportava i giornalisti, per cui godeva (e gode) di buona stampa; non era anticomunista dichiarato, per cui era rispettato dai conformisti di sinistra.
Agnelli più che un imprenditore era un prenditore: lo Stato lo ha sempre aiutato, gli ha dato soldi senza mai pretenderne la restituzione; il popolo lo ha gratificato con la propria ammirazione; i politici davanti a lui erano in soggezione e facevano a botte per farsi fotografare al suo fianco; chi di loro riuscì a farsi invitare a cena a Villar Perosa o altrove lo ha raccontato a cani e porci per gloriarsi.
Già, l'Avvocato, nonostante abbia fallito in ogni campo, perfino in quello di padre (un figlio suicida dopo un'esistenza amara, una figlia che ha intentato causa alla famiglia per questioni di soldi), nonostante avesse fama di tombeur de femmes , e affermasse che l'amore è cosa da cameriere (servitù, insomma), fu elevato agli altari:l'unico santo laico che abbia ancora devoti dalle Alpi alla Sicilia e in ogni strato sociale, fra credenti e miscredenti, indifferentemente.
Quando morì, l'azienda era sul punto di consegnare i libri in tribunale. Il patrimonio personale del maggiore azionista fu cercato all'estero: si sospettava addirittura che una quota di capitali fosse stata sottratta al fisco; si ignora come si sia conclusa l'indagine. Probabilmente bene, cioè con un nulla di fatto, meno male.
La Fiat ha resistito alla burrasca. I nipoti se la sono cavata egregiamente. Gianluigi Gabetti, l'uomo della finanza,ha lavorato benissimo e ha salvato il salvabile, speriamo anche se stesso. Marchionne ha compiuto un miracolo.
E Agnelli seguita a essere adorato da tutti. È quello che si dice un mito. Le sue opere memorabili però rimangono queste: l'orologio sopra, e non sotto, il polsino della camicia; la cravatta sopra, e non sotto, il pullover.
a parte il passaggio sui figli, di cattivisssssimo gusto, il resto è pura e sacrosanta verità
ha sfruttato migliaia di operai, ha portato avanti malissimo l'azienda, ha fatto la bella vita con i soldi pubblici
ha sfruttato migliaia di operai, ha portato avanti malissimo l'azienda, ha fatto la bella vita con i soldi pubblici
ha sfruttato migliaia di operai, ha portato avanti malissimo l'azienda, ha fatto la bella vita con i soldi pubblici
per questo adesso è idolatrato e guardato come modello da tutti, in italia e all'estero. è il nuovo capitalismo: arraffa tutti gli utili che puoi e appena un affare va male vai a piangere il morto dallo stato che ti ripiana tutte le perdite. non è questa la morale della crisi finanziaria recente?
ragazzi, l'Avvocato è stato un antesignano, un precursore, un pionierie!
per questo adesso è idolatrato e guardato come modello da tutti, in italia e all'estero. è il nuovo capitalismo: arraffa tutti gli utili che puoi e appena un affare va male vai a piangere il morto dallo stato che ti ripiana tutte le perdite. non è questa la morale della crisi finanziaria recente?
ragazzi, l'Avvocato è stato un antesignano, un precursore, un pionierie!
a parte il passaggio sui figli, di cattivisssssimo gusto
sono d'accordo ma riconosco che era funzionale al registro linguistico... e quando arriva è terribilmente efficace altrochè
sono d'accordo ma riconosco che era funzionale al registro linguistico... e quando arriva è terribilmente efficace altrochè
certo che se te lo viene a dire feltri ... .. .. . ...
che Feltri possa risultare sgradevole come persona però non c'entra con l'efficacia dell'editoriale :)