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Subject: Olimpiadi 2020
se andate all Heineken Jammin Festival state attenti a nn andare oltre i 3/4 cm di profondità nel terreno (che ne so....per la tenda o altro).
potreste risvegliare godzilla.
o peggio....
(edited)
potreste risvegliare godzilla.
o peggio....
(edited)
Al max le possono dare le gare di pallanuoto e di tuffi! :)
dai che per l'occasione inventeranno una nuova disciplina: tuffi dal balconcino :P
dai che per l'occasione inventeranno una nuova disciplina: tuffi dal balconcino :P
Elkann Marcegaglia... sembra un governissimo dei grand commis :'(
repubblica
La scelta
Olimpiade 2020: ecco perché
Roma batterà Venezia
Ultimi giorni per la scelta della candidata olimpica italiana. La Capitale è nettamente favorita sulla città lagunare, per diversa esperienza di organizzazione, impianti, Media Village
di FULVIO BIANCHI
ROMA - Venerdì 14 maggio si riunisce la commissione di valutazione del Coni. Mercoledì 19 maggio Giunta e Consiglio Nazionale. Gli ultimi giochi per le Olimpiadi del 2020: sarà Roma la candidata italiana. Venezia, pur con un dossiere suggestivo, dovrà arrendersi. Il Coni sceglierà Roma come 'socia' nell'avventura olimpica per questo motivo: vuole una candidata che faccia vincere l'Italia. E Venezia, rispetto a Roma, è considerata 'meno vincente' da chi conosce a fondo quali sono le scelte che ispirano i membri del Cio. Venezia rispetto a Roma ha meno esperienza nell'organizzazione di eventi sportivi (anche se a livello turistico è una città famosa nel mondo). Venezia, rispetto a Roma, ha più problemi di impianti (da costruire). Venezia, nel suo dossier, non ha previsto un Media Village: e il Cio ci tiene molto. Venezia ha previsto inoltre di svolgere i Giochi paralimpici tre settimane dopo le Olimpiadi: con difficoltà nei trasporti e nella logistica Roma, insomma, è considerata 'più vincente'. Ha più 'standard minimi' a fare pendere la bilancia dalla sua parte.
Venerdì, come detto, si riunisce la commissione di valuazione: forse, ma non è ancora sicuro, si rivedranno lunedì per stendere il rapporto sui due dossier (sono 24 i quesiti a cui hanno dovuto rispondere le due città). Mercoledì Giunta (19 membri) e consiglio nazionale (78 membri, votazione palese). Probabile che in consiglio arrivino entrambe la candidature, ma con valutazioni ben differenti, schiaccianti a favore di Roma. Non ci sono state grosse pressioni politiche, almeno sinora (nemmeno da parte della Lega Nord): è stata una lotta molto 'olimpica'.
Il Cio deciderà nel 2013, al congresso di Buenos Aires: al momento ci sono 25% di possibilità di spuntarla ma potrebbero aumentare. La rivali d'altronde non sono terribili: Madrid ha perso l'appoggio di Samaranch, Istanbul è reduce da quattro bocciature consecutive. New Dehli e Rabat non dovrebbero impensierire. Gli Stati Uniti, dopo il no a Chicago, non avranno candidata. Così la Francia e la Germania (Bach punta alla presidenza del Cio, al posto di Rogge). L'Italia avrà l'appoggio di Mario Pescante e Franco Carraro, stimatissimi a livello internazionale. Il governo (leggi: Gianni Letta) inoltre sta con il Coni. Il mandato di Petrucci scade proprio in concomitanza con la decisione del Cio, ma potrebbe essere prorogato (per il successore, si fanno i nomi di Pagnozzi, Pancalli e Abete: ma c'è tempo). Prima bisognerà mettere in piedi una candidatura credibile, forte: il 'comitato promotore' (organizzatore dal prossimo anno) di Roma non avrà un romano al vertice. Si sono fatti i nomi di John Elkann ed Emma Marcegaglia: persone, ovviamente, di altissimo profilo. Ma dovrà essere un impegno full time. Decideranno Petrucci e Alemanno, in pieno accordo. Dal 19 maggio, quindi, tutti al lavoro. (12 maggio 2010)
repubblica
La scelta
Olimpiade 2020: ecco perché
Roma batterà Venezia
Ultimi giorni per la scelta della candidata olimpica italiana. La Capitale è nettamente favorita sulla città lagunare, per diversa esperienza di organizzazione, impianti, Media Village
di FULVIO BIANCHI
ROMA - Venerdì 14 maggio si riunisce la commissione di valutazione del Coni. Mercoledì 19 maggio Giunta e Consiglio Nazionale. Gli ultimi giochi per le Olimpiadi del 2020: sarà Roma la candidata italiana. Venezia, pur con un dossiere suggestivo, dovrà arrendersi. Il Coni sceglierà Roma come 'socia' nell'avventura olimpica per questo motivo: vuole una candidata che faccia vincere l'Italia. E Venezia, rispetto a Roma, è considerata 'meno vincente' da chi conosce a fondo quali sono le scelte che ispirano i membri del Cio. Venezia rispetto a Roma ha meno esperienza nell'organizzazione di eventi sportivi (anche se a livello turistico è una città famosa nel mondo). Venezia, rispetto a Roma, ha più problemi di impianti (da costruire). Venezia, nel suo dossier, non ha previsto un Media Village: e il Cio ci tiene molto. Venezia ha previsto inoltre di svolgere i Giochi paralimpici tre settimane dopo le Olimpiadi: con difficoltà nei trasporti e nella logistica Roma, insomma, è considerata 'più vincente'. Ha più 'standard minimi' a fare pendere la bilancia dalla sua parte.
Venerdì, come detto, si riunisce la commissione di valuazione: forse, ma non è ancora sicuro, si rivedranno lunedì per stendere il rapporto sui due dossier (sono 24 i quesiti a cui hanno dovuto rispondere le due città). Mercoledì Giunta (19 membri) e consiglio nazionale (78 membri, votazione palese). Probabile che in consiglio arrivino entrambe la candidature, ma con valutazioni ben differenti, schiaccianti a favore di Roma. Non ci sono state grosse pressioni politiche, almeno sinora (nemmeno da parte della Lega Nord): è stata una lotta molto 'olimpica'.
Il Cio deciderà nel 2013, al congresso di Buenos Aires: al momento ci sono 25% di possibilità di spuntarla ma potrebbero aumentare. La rivali d'altronde non sono terribili: Madrid ha perso l'appoggio di Samaranch, Istanbul è reduce da quattro bocciature consecutive. New Dehli e Rabat non dovrebbero impensierire. Gli Stati Uniti, dopo il no a Chicago, non avranno candidata. Così la Francia e la Germania (Bach punta alla presidenza del Cio, al posto di Rogge). L'Italia avrà l'appoggio di Mario Pescante e Franco Carraro, stimatissimi a livello internazionale. Il governo (leggi: Gianni Letta) inoltre sta con il Coni. Il mandato di Petrucci scade proprio in concomitanza con la decisione del Cio, ma potrebbe essere prorogato (per il successore, si fanno i nomi di Pagnozzi, Pancalli e Abete: ma c'è tempo). Prima bisognerà mettere in piedi una candidatura credibile, forte: il 'comitato promotore' (organizzatore dal prossimo anno) di Roma non avrà un romano al vertice. Si sono fatti i nomi di John Elkann ed Emma Marcegaglia: persone, ovviamente, di altissimo profilo. Ma dovrà essere un impegno full time. Decideranno Petrucci e Alemanno, in pieno accordo. Dal 19 maggio, quindi, tutti al lavoro. (12 maggio 2010)
Da romano l'idea dell'Olimpiade mi fa venire i brividi. L'ultimo mondiale di nuoto non è stato altro che l'ennesimo giro di appalti e tangenti. Impianti mai completati, cattedrali di cemento... Stessa storia per i mondiali del 1990 anche se il "magna magna" ha coinvolto più capoluoghi. Se le Olimpiadi fossero un trampolino di lancio per un miglioramento globale della città e dei servizi ai cittadini, come accadde per Barcelona nel 1992, ben vengano. Ma dato che questa è pura utopia io spero le facciano in un'altra città europea.
Non c'è algir a farlo, te lo ricordo io
e datemi il tempo, diobono ;)
Son certo che verrà proposta Roma, che comunque è decisamente più attrezzata, ma una location come Venezia avrebbe un fascino immenso. Personalmente voto Venezia.
Venezia avrebbe un fascino unico, se potesse ospitare gli eventi...
Non ho visto a fondo il progetto ma immagino un olimpiade dislocata in tutto il Veneto... con i tifosi che si spostano in treno per seguire le gare... mi sembra un pò complicato, l'olimpiade perderebbe il fascino dell'ambiente olimpico in città...
Non ho visto a fondo il progetto ma immagino un olimpiade dislocata in tutto il Veneto... con i tifosi che si spostano in treno per seguire le gare... mi sembra un pò complicato, l'olimpiade perderebbe il fascino dell'ambiente olimpico in città...
Forse coi fondi olimpici sarebbe finalmente possibile sistemare le sue arterie stradali che da sempre sono motivo di lamento.
Qui in Italia si organizzano eventi solo per sistemare strade e città
(edited)
Qui in Italia si organizzano eventi solo per sistemare strade e città
(edited)
Tratto da Repubblica.it
Federico Fantini, 43 anni, già manager di Aprilia, Benetton e Infostrada, è direttore generale del Comitato Venezia2020.
Quante chance ha Venezia nella gara nazionale?
"Siamo il miglior socio possibile per accompagnare il Coni, nel luglio 2013, a Buenos Aires. Siamo la novità, la sorpresa, e come tale abbiamo corso da outsider. Siamo partiti con poche possibilità, ma dopo otto mesi di lavoro abbiamo guadagnato svariati punti. Il mondo dello sport vede bene il nostro progetto. E' sostenibile, è credibile e ha più chance di qualsiasi progetto alternativo per portare l'Italia alla conquista delle Olimpiadi del 2020".
Percentuale di vittoria nazionale?
"Nessuna percentuale. Se ti dai sotto il cinquanta ti dicono sfigato, se ti dai sopra ti dicono presuntuoso. Ci sono buone possibilità per la candidata Venezia. Il progetto è forte, ci auguriamo venga considerato tale dal Comitato olimpico nazionale".
Spieghiamo la forza del progetto Venezia.
"Il fascino della città è innegabile, ribadirlo è commettere una banalità. Il territorio ha grandi capacità esecutive: quel che promette è abituato a farlo. Il tessuto economico-imprenditoriale è di valore mondiale. Venezia, ricordiamo, è una portaerei turistica, la prima città in Italia. I dati Istat del 2008 dicono che ha ospitato 33 milioni e 500 mila turisti, ventidue milioni sono stranieri. Roma si è fermata a 26 milioni e 976 mila, diciannove milioni gli stranieri. Il Veneto, per continuare, ha segnato presenze per 60 milioni. E' la prima regione in Europa per ricezione turistica. Il Lazio si è fermato a 31,6 milioni. Nella futura area olimpica metropolitana ci sono trecentomila posti letto, compresi tra Jesolo a Chioggia. Come si vede, la questione alberghi e ricezione non può essere sollevata contro di noi. Anzi, è un punto di vantaggio. E per le tabelle Cio vale cinque punti, il massimo".
L'immagine dei veneziani scontrosi e della città cara?
"L'Italia in quanto a cultura dell'ospitalità deve crescere ovunque, ma se i numeri dicono che il turismo è in crescita vuol dire che anche questa immagine è una banalità. Nel 2009 a Venezia ci sono stati oltre 1800 eventi culturali, quasi cinque al giorno. La città ha una riconoscibilità nel mondo ineguagliabile. Venezia vive di grandi numeri tutto l'anno, nei dodici giorni di carnevale il centro storico ospita un milione di persone al giorno. E poi la Biennale dell'arte, il Festival del cinema. Venezia non si spaventerà per sedici giorni di gare olimpiche".
Per il Cio valgono cinque punti anche le infrastrutture. Come è messa Venezia? E con lei Padova e Treviso?
"Ogni sito sportivo sarà raggiungibile in mezz'ora, e sarebbe il record della storia delle Olimpiadi. Sottoscriviamo fin da ora. Nel nostro dossier la distanza massima è quella tra il Villaggio olimpico di Tessera e il Poligono di tiro di Padova: 48,8 chilometri. Bene, 45 chilometri sono coperti dall'autostrada: ventun minuti cronometrati. I nostri Giochi sono compatti, non c'è dispersione sul territorio. Basta andare su "Google Map" per controllare. In un evento olimpico contano i tempi di attraversamento e su questo non temiamo avversari. Dal Villaggio di Tessera si va in centro storico in undici minuti. I grandi eventi come le Olimpiadi hanno la caratteristica di far implodere i centri cittadini delle megalopoli orizzontali. Noi con la scelta del Quadrante di Tessera, zona Mestre, tra l'aeroporto e Marghera, abbiamo superato il problema. Per le poche discipline che manterremo nel centro storico, gli spostamenti sono garantiti: in due ore siamo pronti a portare 40 mila persone al Lido di Venezia".
Insistete sul punto: siete più agili e veloci di Roma.
"La città è al centro di un collegamento stradale unico. Ci sono cinque autostrade intorno: A4, A13, A22, A27, A28. Il passante di Mestre ha scaricato il traffico cittadino della tangenziale. E' in costruzione la Pedemontana, in progetto la sublagunare: un viaggio sott'acqua di 7' per raggiungere centro storico e isole. Poi il metro regionale, il people mover dal Quadrante olimpico all'aeroporto, l'alta velocità della Torino-Trieste. E' più rapido il viaggio da Venezia a Padova che da Tor di Quinto all'Eur, due estremi di Roma. Il collegamento con l'aeroporto di Fiumicino è un problema per qualsiasi italiano che arrivi nella capitale. E la velocità media, a Roma, è di 23 chilometri l'ora, lo dice una ricerca dell'Associazione dei comuni italiani. Noi possiamo offrire avvicinamenti tutti extraurbani, e questo è un vantaggio".
Non avete previsto un villaggio per i media. Dove li mandate a dormire i giornalisti, all'Hotel Danieli a 600 euro a notte?
"Nel quadrante olimpico ci saranno tremila posti per i giornalisti, su diciottomila attesi. Al 70% dei restanti garantiamo di dormire in un raggio di 10 chilometri, agli altri una stanza in un raggio tra undici e venticinque chilometri. Roma ha scelto di spendere 200 milioni per ospitare nel villaggio media cinquemila professionisti, noi riteniamo ottimale anche per gli addetti ai lavori la nostra offerta alberghiera".
Gli spostamenti?
"Atleti, spettatori e giornalisti, al massimo, faranno a piedi 500 metri".
Il Coni sostiene che siete sfavoriti su Roma perché dovete costruire troppi palazzetti, troppi stadi, troppe arene. Tutto nuovo.
"Facciamo chiarezza. Su 27 impianti previsti cinque sono esistenti. Otto venues da costruire saranno temporanee. Restano quattordici strutture da fare, ma di queste tre sono già progettate a prescindere dalle Olimpiadi: lo stadio olimpico da 30 mila posti allargabile a 80 mila, il palazzetto di Tessera e il velodromo di Treviso. Alla fine ci sono undici palazzetti ex novo e permanenti. In sette anni siamo convinti di poterli fare. Non siamo nel 1955, la tecnologia è dalla nostra parte. E in Veneto quando si dice: "Facciamo le cose", poi si fanno. Il Coni non deve scegliere chi ha il palazzetto oggi, ma il socio migliore per vincere nel mondo".
Perché Gianni Petrucci vi ha chiesto di rimodulare il budget di spesa?
"Perché Roma aveva scelto di mettere tutto dentro, gli aeroporti, le strade, i porti per 14,7 miliardi globali e il Coni ha chiesto a noi di adeguarci. Ora anche Venezia può mostrare il suo bell'investimento da 16 miliardi. Solo che noi quella cifra, per la complanare di Padova, il sistema ferroviario regionale, la sistemazione del porto crocieristico, la investiremo a prescindere dai Giochi del 2020. Roma, invece, vuole finanziare il suo futuro con le Olimpiadi. C'è una bella differenza".
Ce lo dice un aspetto negativo della candidatura di Venezia?
"Non abbiamo mai organizzato grandi eventi sportivi, Mondiali di nuoto, Champions League. Siamo pronti".
Per i Giochi invernali del 2006 avete perso contro Torino.
"Venezia, in quel caso, era solo la cartolina, le Olimpiadi si sarebbero svolte a Cortina. Oggi Venezia è il centro del progetto. E poi Roma ha già perso una volta e altre due si è ritirata. Non credo che il paese potrebbe sostenere un'altra sconfitta della capitale".
Perché il Coni vi guarda con tanto sospetto?
"La candidatura di Venezia ha dato fastidio, ed è un fatto dimostrato. Questo atteggiamento nella fase iniziale non ha consentito di valutare il nostro dossier con la giusta serietà. Il Coni è un ente pubblico, ma ogni tanto sembra più orientato verso Roma indipendentemente dagli indicatori chiave. Noi, comunque, siamo ancora qui e siamo cresciuti. Ora si vada all'organo assembleare, il Consiglio nazionale. Dopo, chi vince vince. E l'Italia tutta sosterrà la candidata scelta".
(edited)
Federico Fantini, 43 anni, già manager di Aprilia, Benetton e Infostrada, è direttore generale del Comitato Venezia2020.
Quante chance ha Venezia nella gara nazionale?
"Siamo il miglior socio possibile per accompagnare il Coni, nel luglio 2013, a Buenos Aires. Siamo la novità, la sorpresa, e come tale abbiamo corso da outsider. Siamo partiti con poche possibilità, ma dopo otto mesi di lavoro abbiamo guadagnato svariati punti. Il mondo dello sport vede bene il nostro progetto. E' sostenibile, è credibile e ha più chance di qualsiasi progetto alternativo per portare l'Italia alla conquista delle Olimpiadi del 2020".
Percentuale di vittoria nazionale?
"Nessuna percentuale. Se ti dai sotto il cinquanta ti dicono sfigato, se ti dai sopra ti dicono presuntuoso. Ci sono buone possibilità per la candidata Venezia. Il progetto è forte, ci auguriamo venga considerato tale dal Comitato olimpico nazionale".
Spieghiamo la forza del progetto Venezia.
"Il fascino della città è innegabile, ribadirlo è commettere una banalità. Il territorio ha grandi capacità esecutive: quel che promette è abituato a farlo. Il tessuto economico-imprenditoriale è di valore mondiale. Venezia, ricordiamo, è una portaerei turistica, la prima città in Italia. I dati Istat del 2008 dicono che ha ospitato 33 milioni e 500 mila turisti, ventidue milioni sono stranieri. Roma si è fermata a 26 milioni e 976 mila, diciannove milioni gli stranieri. Il Veneto, per continuare, ha segnato presenze per 60 milioni. E' la prima regione in Europa per ricezione turistica. Il Lazio si è fermato a 31,6 milioni. Nella futura area olimpica metropolitana ci sono trecentomila posti letto, compresi tra Jesolo a Chioggia. Come si vede, la questione alberghi e ricezione non può essere sollevata contro di noi. Anzi, è un punto di vantaggio. E per le tabelle Cio vale cinque punti, il massimo".
L'immagine dei veneziani scontrosi e della città cara?
"L'Italia in quanto a cultura dell'ospitalità deve crescere ovunque, ma se i numeri dicono che il turismo è in crescita vuol dire che anche questa immagine è una banalità. Nel 2009 a Venezia ci sono stati oltre 1800 eventi culturali, quasi cinque al giorno. La città ha una riconoscibilità nel mondo ineguagliabile. Venezia vive di grandi numeri tutto l'anno, nei dodici giorni di carnevale il centro storico ospita un milione di persone al giorno. E poi la Biennale dell'arte, il Festival del cinema. Venezia non si spaventerà per sedici giorni di gare olimpiche".
Per il Cio valgono cinque punti anche le infrastrutture. Come è messa Venezia? E con lei Padova e Treviso?
"Ogni sito sportivo sarà raggiungibile in mezz'ora, e sarebbe il record della storia delle Olimpiadi. Sottoscriviamo fin da ora. Nel nostro dossier la distanza massima è quella tra il Villaggio olimpico di Tessera e il Poligono di tiro di Padova: 48,8 chilometri. Bene, 45 chilometri sono coperti dall'autostrada: ventun minuti cronometrati. I nostri Giochi sono compatti, non c'è dispersione sul territorio. Basta andare su "Google Map" per controllare. In un evento olimpico contano i tempi di attraversamento e su questo non temiamo avversari. Dal Villaggio di Tessera si va in centro storico in undici minuti. I grandi eventi come le Olimpiadi hanno la caratteristica di far implodere i centri cittadini delle megalopoli orizzontali. Noi con la scelta del Quadrante di Tessera, zona Mestre, tra l'aeroporto e Marghera, abbiamo superato il problema. Per le poche discipline che manterremo nel centro storico, gli spostamenti sono garantiti: in due ore siamo pronti a portare 40 mila persone al Lido di Venezia".
Insistete sul punto: siete più agili e veloci di Roma.
"La città è al centro di un collegamento stradale unico. Ci sono cinque autostrade intorno: A4, A13, A22, A27, A28. Il passante di Mestre ha scaricato il traffico cittadino della tangenziale. E' in costruzione la Pedemontana, in progetto la sublagunare: un viaggio sott'acqua di 7' per raggiungere centro storico e isole. Poi il metro regionale, il people mover dal Quadrante olimpico all'aeroporto, l'alta velocità della Torino-Trieste. E' più rapido il viaggio da Venezia a Padova che da Tor di Quinto all'Eur, due estremi di Roma. Il collegamento con l'aeroporto di Fiumicino è un problema per qualsiasi italiano che arrivi nella capitale. E la velocità media, a Roma, è di 23 chilometri l'ora, lo dice una ricerca dell'Associazione dei comuni italiani. Noi possiamo offrire avvicinamenti tutti extraurbani, e questo è un vantaggio".
Non avete previsto un villaggio per i media. Dove li mandate a dormire i giornalisti, all'Hotel Danieli a 600 euro a notte?
"Nel quadrante olimpico ci saranno tremila posti per i giornalisti, su diciottomila attesi. Al 70% dei restanti garantiamo di dormire in un raggio di 10 chilometri, agli altri una stanza in un raggio tra undici e venticinque chilometri. Roma ha scelto di spendere 200 milioni per ospitare nel villaggio media cinquemila professionisti, noi riteniamo ottimale anche per gli addetti ai lavori la nostra offerta alberghiera".
Gli spostamenti?
"Atleti, spettatori e giornalisti, al massimo, faranno a piedi 500 metri".
Il Coni sostiene che siete sfavoriti su Roma perché dovete costruire troppi palazzetti, troppi stadi, troppe arene. Tutto nuovo.
"Facciamo chiarezza. Su 27 impianti previsti cinque sono esistenti. Otto venues da costruire saranno temporanee. Restano quattordici strutture da fare, ma di queste tre sono già progettate a prescindere dalle Olimpiadi: lo stadio olimpico da 30 mila posti allargabile a 80 mila, il palazzetto di Tessera e il velodromo di Treviso. Alla fine ci sono undici palazzetti ex novo e permanenti. In sette anni siamo convinti di poterli fare. Non siamo nel 1955, la tecnologia è dalla nostra parte. E in Veneto quando si dice: "Facciamo le cose", poi si fanno. Il Coni non deve scegliere chi ha il palazzetto oggi, ma il socio migliore per vincere nel mondo".
Perché Gianni Petrucci vi ha chiesto di rimodulare il budget di spesa?
"Perché Roma aveva scelto di mettere tutto dentro, gli aeroporti, le strade, i porti per 14,7 miliardi globali e il Coni ha chiesto a noi di adeguarci. Ora anche Venezia può mostrare il suo bell'investimento da 16 miliardi. Solo che noi quella cifra, per la complanare di Padova, il sistema ferroviario regionale, la sistemazione del porto crocieristico, la investiremo a prescindere dai Giochi del 2020. Roma, invece, vuole finanziare il suo futuro con le Olimpiadi. C'è una bella differenza".
Ce lo dice un aspetto negativo della candidatura di Venezia?
"Non abbiamo mai organizzato grandi eventi sportivi, Mondiali di nuoto, Champions League. Siamo pronti".
Per i Giochi invernali del 2006 avete perso contro Torino.
"Venezia, in quel caso, era solo la cartolina, le Olimpiadi si sarebbero svolte a Cortina. Oggi Venezia è il centro del progetto. E poi Roma ha già perso una volta e altre due si è ritirata. Non credo che il paese potrebbe sostenere un'altra sconfitta della capitale".
Perché il Coni vi guarda con tanto sospetto?
"La candidatura di Venezia ha dato fastidio, ed è un fatto dimostrato. Questo atteggiamento nella fase iniziale non ha consentito di valutare il nostro dossier con la giusta serietà. Il Coni è un ente pubblico, ma ogni tanto sembra più orientato verso Roma indipendentemente dagli indicatori chiave. Noi, comunque, siamo ancora qui e siamo cresciuti. Ora si vada all'organo assembleare, il Consiglio nazionale. Dopo, chi vince vince. E l'Italia tutta sosterrà la candidata scelta".
(edited)
Sempre da Repubblica.it
Andrea Abodi, 50 anni, già manager sportivo in Img, Media Partners e Coni Servizi, è uno dei sei tecnici (senza incarichi né remunerazione, in questa fase) che guida la fase operativa di Roma 2020.
Quante chance ha Roma nella gara nazionale?
"Molte. Per il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Il gruppo di lavoro di "Roma 2020" è convinto che questa città debba uscire da una storica rendita di posizione attraverso l'affermazione della qualità. Dobbiamo uscire da una mentalità nazionale per acquisirne una internazionale, il nostro dossier è un passo in questa direzione".
Percentuale di vittoria, quindi?
"Nessuna percentuale, ma percepiamo grande fiducia da parte del Coni".
Un'istituzione romana dà fiducia alla città di Roma. Naturale, criticabile.
"Nessuna deriva clientelare, riteniamo che il Comitato olimpico nazionale abbia pesato le potenzialità delle due candidate e abbia il polso dei sentimenti del Comitato olimpico internazionale".
Perché il progetto Roma dovrebbe essere vincente in una corsa mondiale?
"Per cinque motivi. Abbiamo rispettato le forme gradite al Cio: silenzio sul nostro lavoro, nessuna polemica italiana. Poi abbiamo dimostrato coesione politica e del mondo del lavoro. Ripetuti sondaggi segnalano un gradimento dei romani rispetto alle Olimpiadi di casa sopra l'ottanta per cento. Terzo motivo, abbiamo un progetto compatto e sostenibile. La distanza media degli impianti dal Villaggio olimpico è di 15 chilometri. Nuoto e atletica, le due discipline di maggior richiamo, sono a poche centinaia di metri. Le due grandi venues periferiche, Tor Vergata e Fiera di Roma, sono raggiungibili senza incontrare un semaforo grazie alla consolare Flaminia, che rafforzeremo, e un Raccordo anulare che entro il 2020 sarà tutto a tre corsie. Per tre settimane una corsia sarà dedicata al mondo olimpico e paralimpico. Per finire, abbiamo costruito una candidatura che lascia positive eredità alla città svolgendo un ruolo di acceleratore di processi di sviluppo già in atto".
Diceva, progetto sostenibile. E' dal 1988, Olimpiadi di Seul, che si parla di Giochi ecologici. Di solito, poi, l'evento si trasforma in una sversata di cemento e un surplus di inquinamento.
"Nel 2020 non potranno che essere Giochi ecologici. Tutti gli impianti olimpici di Roma, tutti e trenta, funzioneranno con energia solare: fotovoltaico e solare termico. Andiamo oltre la delibera comunale che prevede nuove energie per i nuovi edifici e con le Olimpiadi anche le vecchie strutture sportive coinvolte diventeranno luoghi di elettricità pulita. La mobilità olimpica sarà solo elettrica. E sul piano architettonico prevarrà l'utilizzo dell'esistente, l'abbattimento e la riqualificazione piuttosto che il nuovo cemento".
Nella delicata area di Tor di Quinto, carica di vincoli, innalzerete nuove palazzine con il benestare dell'esercito.
"Lì nascerà il Villaggio Olimpico, a un passo dallo Stadio Olimpico e dal Foro Italico. Insieme a Difesa Servizi sui due lati di Tor di Quinto costruiremo nuove residenze per ospitare 16 mila atleti. Avranno bisogno dai 12 ai 17 metri quadrati a testa. In contropartita, però, l'esercito libererà aree al pubblico, compreso l'ippodromo militare dei Lancieri di Montebello, una zona incantata che sarà salvaguardata. Si sta ragionando sulla possibilità di ridare alla collettività anche le caserme di via Guido Reni, al Flaminio, e Castro Pretorio, dietro la Stazione Termini".
Ma questo afflato ecologista ha il benestare del sindaco Gianni Alemanno? Fina ad oggi la sua Giunta ha deliberato nuove case in aree protette, difeso a spada tratta un mondiale di nuoto che ha prodotto diciassette nuove piscine abusive?
"Il gruppo di lavoro di "Roma 2020" si muove con una filosofia chiara: utilizzo dell'esistente, abbattimento delle costruzioni e riqualificazione. Ricucitura urbanistica e non altre fratture. Non cementificheremo, non violenteremo il territorio. Il sindaco ci sostiene. Il Parco fluviale del Tevere, d'altronde, nasce da questi principi: totale navigabilità dalla Diga all'Isola Tiberina, interramento del depuratore, risistemazione degli impianti sportivi cresciuti anarchicamente lungo il fiume. Solo per il progetto Tevere ci sono 550 milioni a bilancio. E poi vorremmo spostare su treno il traffico oggi su gomma: è in progetto la chiusura dell'anello ferroviario di Roma e la trasformazione della tratta Roma-Viterbo in ferrovia metropolitana".
Tutto questo come si realizzerà, con la Protezione civile di Bertolaso e Anemone?
"Il sindaco ha chiesto esplicitamente di non utilizzare alcun percorso straordinario. La costruzione dei Giochi di Roma, se nel 2013 li otterremo, non avrà commissari ad hoc, nessuna procedura accelerata".
Neppure con Difesa Servizi, l'ultima creatura speciale dello Stato?
"Cercheremo di fare sistema con chi ci aiuterà ad organizzare queste Olimpiadi, ma sempre tenendo la barra dritta sulla sostenibilità e l'addio alle procedure d'urgenza".
Venezia promette tutti gli impianti sportivi raggiungibili dagli spettatori entro mezz'ora.
"Noi diciamo che i tempi di percorrenza all'interno del sistema olimpico di Roma, nell'agosto del 2020, saranno in media di un quarto d'ora".
Possibile? In una delle città più trafficate d'Europa?
"Teniamo conto: Olimpiadi ad agosto, città svuotata, movimenti verso la periferia garantiti dal Grande raccordo anulare e dalle strade consolari. Poi corsie privilegiate per la carovana olimpica. Ad agosto, teniamo conto, il quadrante di Tessera, centro di forti spostamenti turistici, sarà più affollato del nostro Gra".
L'inizio dell'attuale crisi greca affonda nell'enorme buco finanziario delle Olimpiadi del 2004. E' salutare per l'Italia affrontare un evento che costerà 13 miliardi di euro?
"I 14,7 miliardi messi a bilancio da "Roma 2020" prevedono investimenti che, nel 92% dei casi, sono svincolati dalle Olimpiadi. Sei miliardi serviranno per le infrastrutture su gomma e su ferro. Tre miliardi e sei sarà l'investimento dei privati per l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino. Metteremo insieme investimenti pubblici e privati e creeremo ricchezza. Roma ha forti capacità di attrarre capitali e per i finanziamenti esiste la possibilità di ricorrere a un bond olimpico".
Oggi, però, non ci sono i soldi per finire la cittadella Calatrava a Tor Vergata.
"No, ma c'è l'impegno del Governo a terminare l'opera. Le Olimpiadi saranno un acceleratore di progetti esistenti, un percorso di trasparenza".
Il bacino di canottaggio?
"Sarà a Settebagni, sulla Salaria. C'è un progetto della Federazione che si affianca a un privato: canoa e canottaggio andranno lì e dopo le eventuali Olimpiadi il nuovo parco acquatico ospiterà anche sci nautico e pesca sportiva".
Roma ottenne le Olimpiadi del 1960. ma nella modernità ha perso fragorosamente quelle del 2004 e si è ritirata nel 2012 e nel 2016.
"Tokyo e Madrid hanno perso più volte, eppure ci riprovano senza problemi. La sconfitta del 2004 maturò nel 1997, ormai preistoria. Il paese andò all'appuntamento diviso e Roma perse per soli tredici voti. Da allora la capitale ha ospitato un numero impressionante di campionati europei e mondiali, e quest'esperienza conta agli occhi dei membri Cio".
E agli occhi del Coni nazionale vi sentite dei privilegiati?
"Il Coni, che pure ha una presidenza forte, è un soggetto plurale. Noi ci auguriamo che la scelta alla fine la faccia il Consiglio nazionale, tutti e 78 i membri deputati. Altrimenti rischiamo nuove ferite, minerebbero alla base qualsiasi speranza internazionale".
(edited)
Andrea Abodi, 50 anni, già manager sportivo in Img, Media Partners e Coni Servizi, è uno dei sei tecnici (senza incarichi né remunerazione, in questa fase) che guida la fase operativa di Roma 2020.
Quante chance ha Roma nella gara nazionale?
"Molte. Per il suo passato, il suo presente, il suo futuro. Il gruppo di lavoro di "Roma 2020" è convinto che questa città debba uscire da una storica rendita di posizione attraverso l'affermazione della qualità. Dobbiamo uscire da una mentalità nazionale per acquisirne una internazionale, il nostro dossier è un passo in questa direzione".
Percentuale di vittoria, quindi?
"Nessuna percentuale, ma percepiamo grande fiducia da parte del Coni".
Un'istituzione romana dà fiducia alla città di Roma. Naturale, criticabile.
"Nessuna deriva clientelare, riteniamo che il Comitato olimpico nazionale abbia pesato le potenzialità delle due candidate e abbia il polso dei sentimenti del Comitato olimpico internazionale".
Perché il progetto Roma dovrebbe essere vincente in una corsa mondiale?
"Per cinque motivi. Abbiamo rispettato le forme gradite al Cio: silenzio sul nostro lavoro, nessuna polemica italiana. Poi abbiamo dimostrato coesione politica e del mondo del lavoro. Ripetuti sondaggi segnalano un gradimento dei romani rispetto alle Olimpiadi di casa sopra l'ottanta per cento. Terzo motivo, abbiamo un progetto compatto e sostenibile. La distanza media degli impianti dal Villaggio olimpico è di 15 chilometri. Nuoto e atletica, le due discipline di maggior richiamo, sono a poche centinaia di metri. Le due grandi venues periferiche, Tor Vergata e Fiera di Roma, sono raggiungibili senza incontrare un semaforo grazie alla consolare Flaminia, che rafforzeremo, e un Raccordo anulare che entro il 2020 sarà tutto a tre corsie. Per tre settimane una corsia sarà dedicata al mondo olimpico e paralimpico. Per finire, abbiamo costruito una candidatura che lascia positive eredità alla città svolgendo un ruolo di acceleratore di processi di sviluppo già in atto".
Diceva, progetto sostenibile. E' dal 1988, Olimpiadi di Seul, che si parla di Giochi ecologici. Di solito, poi, l'evento si trasforma in una sversata di cemento e un surplus di inquinamento.
"Nel 2020 non potranno che essere Giochi ecologici. Tutti gli impianti olimpici di Roma, tutti e trenta, funzioneranno con energia solare: fotovoltaico e solare termico. Andiamo oltre la delibera comunale che prevede nuove energie per i nuovi edifici e con le Olimpiadi anche le vecchie strutture sportive coinvolte diventeranno luoghi di elettricità pulita. La mobilità olimpica sarà solo elettrica. E sul piano architettonico prevarrà l'utilizzo dell'esistente, l'abbattimento e la riqualificazione piuttosto che il nuovo cemento".
Nella delicata area di Tor di Quinto, carica di vincoli, innalzerete nuove palazzine con il benestare dell'esercito.
"Lì nascerà il Villaggio Olimpico, a un passo dallo Stadio Olimpico e dal Foro Italico. Insieme a Difesa Servizi sui due lati di Tor di Quinto costruiremo nuove residenze per ospitare 16 mila atleti. Avranno bisogno dai 12 ai 17 metri quadrati a testa. In contropartita, però, l'esercito libererà aree al pubblico, compreso l'ippodromo militare dei Lancieri di Montebello, una zona incantata che sarà salvaguardata. Si sta ragionando sulla possibilità di ridare alla collettività anche le caserme di via Guido Reni, al Flaminio, e Castro Pretorio, dietro la Stazione Termini".
Ma questo afflato ecologista ha il benestare del sindaco Gianni Alemanno? Fina ad oggi la sua Giunta ha deliberato nuove case in aree protette, difeso a spada tratta un mondiale di nuoto che ha prodotto diciassette nuove piscine abusive?
"Il gruppo di lavoro di "Roma 2020" si muove con una filosofia chiara: utilizzo dell'esistente, abbattimento delle costruzioni e riqualificazione. Ricucitura urbanistica e non altre fratture. Non cementificheremo, non violenteremo il territorio. Il sindaco ci sostiene. Il Parco fluviale del Tevere, d'altronde, nasce da questi principi: totale navigabilità dalla Diga all'Isola Tiberina, interramento del depuratore, risistemazione degli impianti sportivi cresciuti anarchicamente lungo il fiume. Solo per il progetto Tevere ci sono 550 milioni a bilancio. E poi vorremmo spostare su treno il traffico oggi su gomma: è in progetto la chiusura dell'anello ferroviario di Roma e la trasformazione della tratta Roma-Viterbo in ferrovia metropolitana".
Tutto questo come si realizzerà, con la Protezione civile di Bertolaso e Anemone?
"Il sindaco ha chiesto esplicitamente di non utilizzare alcun percorso straordinario. La costruzione dei Giochi di Roma, se nel 2013 li otterremo, non avrà commissari ad hoc, nessuna procedura accelerata".
Neppure con Difesa Servizi, l'ultima creatura speciale dello Stato?
"Cercheremo di fare sistema con chi ci aiuterà ad organizzare queste Olimpiadi, ma sempre tenendo la barra dritta sulla sostenibilità e l'addio alle procedure d'urgenza".
Venezia promette tutti gli impianti sportivi raggiungibili dagli spettatori entro mezz'ora.
"Noi diciamo che i tempi di percorrenza all'interno del sistema olimpico di Roma, nell'agosto del 2020, saranno in media di un quarto d'ora".
Possibile? In una delle città più trafficate d'Europa?
"Teniamo conto: Olimpiadi ad agosto, città svuotata, movimenti verso la periferia garantiti dal Grande raccordo anulare e dalle strade consolari. Poi corsie privilegiate per la carovana olimpica. Ad agosto, teniamo conto, il quadrante di Tessera, centro di forti spostamenti turistici, sarà più affollato del nostro Gra".
L'inizio dell'attuale crisi greca affonda nell'enorme buco finanziario delle Olimpiadi del 2004. E' salutare per l'Italia affrontare un evento che costerà 13 miliardi di euro?
"I 14,7 miliardi messi a bilancio da "Roma 2020" prevedono investimenti che, nel 92% dei casi, sono svincolati dalle Olimpiadi. Sei miliardi serviranno per le infrastrutture su gomma e su ferro. Tre miliardi e sei sarà l'investimento dei privati per l'ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino. Metteremo insieme investimenti pubblici e privati e creeremo ricchezza. Roma ha forti capacità di attrarre capitali e per i finanziamenti esiste la possibilità di ricorrere a un bond olimpico".
Oggi, però, non ci sono i soldi per finire la cittadella Calatrava a Tor Vergata.
"No, ma c'è l'impegno del Governo a terminare l'opera. Le Olimpiadi saranno un acceleratore di progetti esistenti, un percorso di trasparenza".
Il bacino di canottaggio?
"Sarà a Settebagni, sulla Salaria. C'è un progetto della Federazione che si affianca a un privato: canoa e canottaggio andranno lì e dopo le eventuali Olimpiadi il nuovo parco acquatico ospiterà anche sci nautico e pesca sportiva".
Roma ottenne le Olimpiadi del 1960. ma nella modernità ha perso fragorosamente quelle del 2004 e si è ritirata nel 2012 e nel 2016.
"Tokyo e Madrid hanno perso più volte, eppure ci riprovano senza problemi. La sconfitta del 2004 maturò nel 1997, ormai preistoria. Il paese andò all'appuntamento diviso e Roma perse per soli tredici voti. Da allora la capitale ha ospitato un numero impressionante di campionati europei e mondiali, e quest'esperienza conta agli occhi dei membri Cio".
E agli occhi del Coni nazionale vi sentite dei privilegiati?
"Il Coni, che pure ha una presidenza forte, è un soggetto plurale. Noi ci auguriamo che la scelta alla fine la faccia il Consiglio nazionale, tutti e 78 i membri deputati. Altrimenti rischiamo nuove ferite, minerebbero alla base qualsiasi speranza internazionale".
(edited)
Non per tirare acqua al mulino di Roma... ma il comitato olimpico di Venezia sostiene che Roma è una città trafficata, con una velocità media di 23 km/h, e secondo loro ci vuole più tempo per andare da Tor di Quinto all'Eur, rispetto a Venezia-Padova... ma non considera che le olimpiadi saranno ad agosto, quando Roma sarà praticamente svuotata...
E comunque confermano che i tifosi ed i giornalisti saranno dislocati sulla costa, da Chioggia a Jesolo...
E comunque confermano che i tifosi ed i giornalisti saranno dislocati sulla costa, da Chioggia a Jesolo...
Perché il Coni vi guarda con tanto sospetto?
"La candidatura di Venezia ha dato fastidio, ed è un fatto dimostrato. Questo atteggiamento nella fase iniziale non ha consentito di valutare il nostro dossier con la giusta serietà. Il Coni è un ente pubblico, ma ogni tanto sembra più orientato verso Roma indipendentemente dagli indicatori chiave.
..., senza contare poi che a Roma le possibilità di tangenti e mazzette sono molto maggiori. Roma ladrona!!! :)
"La candidatura di Venezia ha dato fastidio, ed è un fatto dimostrato. Questo atteggiamento nella fase iniziale non ha consentito di valutare il nostro dossier con la giusta serietà. Il Coni è un ente pubblico, ma ogni tanto sembra più orientato verso Roma indipendentemente dagli indicatori chiave.
..., senza contare poi che a Roma le possibilità di tangenti e mazzette sono molto maggiori. Roma ladrona!!! :)
Venezia tutta la vita
l'efficienza del nord sul magna magna della capitale
e poi: ok anche Roma è bellissima (a me piace un sacco) ma Venezia è uno spettacolo unico
e soprattutto: vuoi mettere le olimpiadi a 20 km da casa? e magari una due discipline (tiro con l'arco, tennis tavolo) le fanno qui da me?
l'efficienza del nord sul magna magna della capitale
e poi: ok anche Roma è bellissima (a me piace un sacco) ma Venezia è uno spettacolo unico
e soprattutto: vuoi mettere le olimpiadi a 20 km da casa? e magari una due discipline (tiro con l'arco, tennis tavolo) le fanno qui da me?
oggi si decide
corriere
Giunta e consiglio del Coni riuniti per la decisione
Olimpiade, Zaia chiede il voto segreto
Oggi si sceglie tra Roma e Venezia. Il governatore: controllerò personalmente i dossier
Giunta e consiglio del Coni riuniti per la decisione
ROMA— Alemanno e Cacciari salgono gli scaloni austeri del Coni per presentare la candidatura di Roma e Venezia all’Olimpiade 2020. La data è recente: venerdì 5 marzo 2010, una mossa all’insegna del fair play. Oggi, 75 giorni dopo, sindaco di Roma (Alemanno) e sindaco di Venezia (a Cacciari è subentrato Giorgio Orsoni) hanno deciso di restare, sempre all’insegna del fair play, nei loro uffici ad aspettare la sentenza del Coni che sceglierà la città candidata ad ospitare i Giochi del 2020.
È bastata una telefonata ad Alemanno e Orsoni per mettersi d’accordo. Con stati d’animo differenti: il sindaco di Roma sa di avere la vittoria in tasca, Orsoni è consapevole di essere stato battuto. Sì, perché nemmeno il miglior Dario Argento saprebbe creare suspense su una corsa dove si conosce il vincitore.
Si accettano però scommesse che il fair play sarà sostituito dalle polemiche perché Venezia non accetterà la sconfitta.
Non ci vuole un interprete per le parole di Zaia, neogovernatore del Veneto, fin troppo chiaro: «Sarò a Roma per seguire da vicino i lavori della Giunta Coni prima e del Consiglio nazionale poi». Allo Zaia atto primo è seguito il secondo. Infastidito dai bookmaker che non quotano la vittoria di Venezia ha detto: «Continuano a susseguirsi voci di un risultato che sarebbe già scontato. Se fosse vero, sarebbe l’esito di un malcostume che non posso che condannare severamente». Finita qui? Ma nemmeno per sogno, Zaia avverte il Coni: «Nell’eventualità che l’esito non fosse quello sperato da molte parti della società civile della mia regione e dall’insieme delle istituzioni, controllerò personalmente voce per voce le cifre e i numeri che sarebbero alla base di una sconfitta, e che, appunto perché annunciata, incomincio anch’io a trovare sospetta». Sembra quasi che Orsoni abbia passato il testimone delle polemiche preventive e tattiche a Zaia. D’accordo, vanno bene le polemiche, ma bisognerà però prendere atto che alla sentenza odierna si è arrivati dopo un lavoro di analisi molto approfondito da parte di una Commissione di valutazione composta da dirigenti che conoscono molto bene Olimpiade e mondo Cio. Tema di discussione (e di sospetti) anche la formula del voto.
Venezia chiede che la doppia candidatura superi l’esame della Giunta Coni che si riunirà alle 9 e finisca al Consiglio Nazionale che si ritroverà alle 12. Ma le richieste non sono terminate: si vuole il voto segreto dei 78 membri (ne saranno presenti 72, considerate 6 assenze giustificate) del Consiglio Nazionale. «Il voto segreto dovrebbe essere di prassi: lo auspichiamo» ha scritto Zaia in una lettera a Petrucci, presidente del Coni. Non si conosce la risposta di Petrucci, ma la pretesa di Zaia potrebbe essere giudicata eccessiva, perché il regolamento Coni prevede il voto palese.
E così sarà. Anche se un presidente di una federazione, una qualsiasi, dovesse chiedere il voto segreto, quell’auspicio sarà messo ai voti della maggioranza. Prevarrà la formula del voto palese.
Resta una speranza, quella confidata da Franco Carraro, membro Cio, dirigente sportivo di grande esperienza: a verdetto svelato, dovrà essere tutto il Paese a sostenere la candidata ufficiale. Solo così si potrà convincere nel 2013 a Buenos Aires il Cio che sceglierà la città designata ad ospitare l’Olimpiade 2020. In corsa quel giorno, insieme a Roma, potranno esserci Madrid e Istanbul per l’Europa, Tokio e Nuova Delhi per l’Asia. Per l’Italia è una grande occasione: stavolta è davvero in pole position. Ma ci vuol poco a rovinare tutto.
Daniele Dallera
19 maggio 2010
corriere
Giunta e consiglio del Coni riuniti per la decisione
Olimpiade, Zaia chiede il voto segreto
Oggi si sceglie tra Roma e Venezia. Il governatore: controllerò personalmente i dossier
Giunta e consiglio del Coni riuniti per la decisione
ROMA— Alemanno e Cacciari salgono gli scaloni austeri del Coni per presentare la candidatura di Roma e Venezia all’Olimpiade 2020. La data è recente: venerdì 5 marzo 2010, una mossa all’insegna del fair play. Oggi, 75 giorni dopo, sindaco di Roma (Alemanno) e sindaco di Venezia (a Cacciari è subentrato Giorgio Orsoni) hanno deciso di restare, sempre all’insegna del fair play, nei loro uffici ad aspettare la sentenza del Coni che sceglierà la città candidata ad ospitare i Giochi del 2020.
È bastata una telefonata ad Alemanno e Orsoni per mettersi d’accordo. Con stati d’animo differenti: il sindaco di Roma sa di avere la vittoria in tasca, Orsoni è consapevole di essere stato battuto. Sì, perché nemmeno il miglior Dario Argento saprebbe creare suspense su una corsa dove si conosce il vincitore.
Si accettano però scommesse che il fair play sarà sostituito dalle polemiche perché Venezia non accetterà la sconfitta.
Non ci vuole un interprete per le parole di Zaia, neogovernatore del Veneto, fin troppo chiaro: «Sarò a Roma per seguire da vicino i lavori della Giunta Coni prima e del Consiglio nazionale poi». Allo Zaia atto primo è seguito il secondo. Infastidito dai bookmaker che non quotano la vittoria di Venezia ha detto: «Continuano a susseguirsi voci di un risultato che sarebbe già scontato. Se fosse vero, sarebbe l’esito di un malcostume che non posso che condannare severamente». Finita qui? Ma nemmeno per sogno, Zaia avverte il Coni: «Nell’eventualità che l’esito non fosse quello sperato da molte parti della società civile della mia regione e dall’insieme delle istituzioni, controllerò personalmente voce per voce le cifre e i numeri che sarebbero alla base di una sconfitta, e che, appunto perché annunciata, incomincio anch’io a trovare sospetta». Sembra quasi che Orsoni abbia passato il testimone delle polemiche preventive e tattiche a Zaia. D’accordo, vanno bene le polemiche, ma bisognerà però prendere atto che alla sentenza odierna si è arrivati dopo un lavoro di analisi molto approfondito da parte di una Commissione di valutazione composta da dirigenti che conoscono molto bene Olimpiade e mondo Cio. Tema di discussione (e di sospetti) anche la formula del voto.
Venezia chiede che la doppia candidatura superi l’esame della Giunta Coni che si riunirà alle 9 e finisca al Consiglio Nazionale che si ritroverà alle 12. Ma le richieste non sono terminate: si vuole il voto segreto dei 78 membri (ne saranno presenti 72, considerate 6 assenze giustificate) del Consiglio Nazionale. «Il voto segreto dovrebbe essere di prassi: lo auspichiamo» ha scritto Zaia in una lettera a Petrucci, presidente del Coni. Non si conosce la risposta di Petrucci, ma la pretesa di Zaia potrebbe essere giudicata eccessiva, perché il regolamento Coni prevede il voto palese.
E così sarà. Anche se un presidente di una federazione, una qualsiasi, dovesse chiedere il voto segreto, quell’auspicio sarà messo ai voti della maggioranza. Prevarrà la formula del voto palese.
Resta una speranza, quella confidata da Franco Carraro, membro Cio, dirigente sportivo di grande esperienza: a verdetto svelato, dovrà essere tutto il Paese a sostenere la candidata ufficiale. Solo così si potrà convincere nel 2013 a Buenos Aires il Cio che sceglierà la città designata ad ospitare l’Olimpiade 2020. In corsa quel giorno, insieme a Roma, potranno esserci Madrid e Istanbul per l’Europa, Tokio e Nuova Delhi per l’Asia. Per l’Italia è una grande occasione: stavolta è davvero in pole position. Ma ci vuol poco a rovinare tutto.
Daniele Dallera
19 maggio 2010
... In corsa quel giorno, insieme a Roma, potranno esserci Madrid e Istanbul per l’Europa, Tokio e Nuova Delhi per l’Asia..
tiferò Istanbul e Nuova Delhi con tutte le mie forze :)
tiferò Istanbul e Nuova Delhi con tutte le mie forze :)