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Subject: alimentazione
del tevere non ne parliamo, proprio l'altro giorno c'ho visto un sorcio enorme, si vedeva benissimo dal ponte da dentro il pullman.
proprio l'altro giorno c'ho visto un sorcio enorme
Era marvelmouse in cerca di alghe da vendere sottobanco a zornetta :D
Seriamente, Zornetta, pure io sarei interessato ad informazioni su dove reperire le alghe commestibili.
Era marvelmouse in cerca di alghe da vendere sottobanco a zornetta :D
Seriamente, Zornetta, pure io sarei interessato ad informazioni su dove reperire le alghe commestibili.
Lol!
è lo so so ci passo sempre , o meglio quasi sempre... cmq strano solo 1? ti è andata di lusso! P
è lo so so ci passo sempre , o meglio quasi sempre... cmq strano solo 1? ti è andata di lusso! P
Seriamente, Zornetta, pure io sarei interessato ad informazioni su dove reperire le alghe commestibili.
Qualunque negozio di alimenti bio ne ha a iosa
Qualunque negozio di alimenti bio ne ha a iosa
quelle che ho visto io sono secche, le devi mettere a mollo prima di consumare, dici che hanno anche quelle fresche?
no, no, le ho viste solo secche in quei negozi
forse dai fornitori di ristoranti giapponesi si possono trovare fresche, diversamente non saprei
forse dai fornitori di ristoranti giapponesi si possono trovare fresche, diversamente non saprei
le alghe migliori sono le kombu, in quanto crescono a profondità maggiori.
sono presenti bottiglie di alghe da bere, ideali per depurare l'organismo, in aggiunta al latte di soia. Le usavo quando avevo avuto uno sfogo epidermico questa estate. Aiutano molto.
le secche vengono usate per il sushi, soba, sashimi giapponesi ma, personalmente, le ritengo orrende.
ps mia madre è erborista.
sono presenti bottiglie di alghe da bere, ideali per depurare l'organismo, in aggiunta al latte di soia. Le usavo quando avevo avuto uno sfogo epidermico questa estate. Aiutano molto.
le secche vengono usate per il sushi, soba, sashimi giapponesi ma, personalmente, le ritengo orrende.
ps mia madre è erborista.
ok, e quelle non secche dove le trovi? confermi che si possono trovare in erboristeria?
ma sono orrende varlam! immangiabili!
quando sono in nippon country è una delle farse che ho imparato in lingua madre:
-il mio soba senza alghe, per favore-
insieme a:
-mai conosciuto un certo marvelmouse-
dovrebbero esistere, in erboristerie specializzate.
altro tipo di alghe sono le wakame e le hijiki (che mi sembrano le più costose, ma non ricordo bene)
Comunque: da bere direi le konbu, da magnà le wakame o le hijiki
quando sono in nippon country è una delle farse che ho imparato in lingua madre:
-il mio soba senza alghe, per favore-
insieme a:
-mai conosciuto un certo marvelmouse-
dovrebbero esistere, in erboristerie specializzate.
altro tipo di alghe sono le wakame e le hijiki (che mi sembrano le più costose, ma non ricordo bene)
Comunque: da bere direi le konbu, da magnà le wakame o le hijiki
ma pink, se le cerco vuol dire che mi sono piaciute! :)
quella più diffusa in bielorussia è sicuramente la laminaria, con il purè di patate ad esempio, com'è buooooooona... a ripensarmi mi viene l'acquolina in bocca e la nostalgia-.-
quella più diffusa in bielorussia è sicuramente la laminaria, con il purè di patate ad esempio, com'è buooooooona... a ripensarmi mi viene l'acquolina in bocca e la nostalgia-.-
Gli alimenti da limitare
* Salumi
* Dolci
* Carne
mangio solo quelli e la carne.... ma sono abbastanza in forma lo stesso senza ne verdure ne pesce che non mi piacciono
* Salumi
* Dolci
* Carne
mangio solo quelli e la carne.... ma sono abbastanza in forma lo stesso senza ne verdure ne pesce che non mi piacciono
i guai non li passi a 20 anni....se hai fortuna nemmeno a 30....ma quando arrivi a 40 poi bestemmi in aramaico.
l'importante è sapere che fanno male, poi ognuno faccia come crede ^_^
Dolcificanti: impariamo a conoscerli
10-05-2010
Gli edulcoranti hanno davvero poche calorie? Servono a perdere peso? E infine: sono sicuri? Fughiamo i dubbi.
Non sono tutti uguali
Una recente indagine condotta su duemila consumatori inglesi (www.nutrition.org.uk) ha dimostrato che sugli edulcoranti c'è un'enorme confusione, sebbene i prodotti che li contengono (cosiddetti "light") siano ormai molto diffusi. I dubbi più frequenti riguardano il loro reale potere calorico e la loro sicurezza. Diciamo subito che non tutti gli edulcoranti sono uguali.
Le sostanze dolcificanti usate nell'industria alimentare sono alcune decine e possono essere divise in dolcificanti naturali e dolcificanti artificiali.
Le diverse sostanze dolcificanti hanno potere dolcificante e apporto calorico molto vari, più o meno intenso. Questo spiega perché soltanto alcune possono essere considerate la versione light dello zucchero (saccarosio).
L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ne sconsiglia l'uso fino al terzo anno di età e durante la gravidanza e l'allattamento. Particolare attenzione va riservata ai bambini di età superiore ai tre anni: l'eventuale somministrazione di prodotti contenenti dolcificanti deve avvenire con cautela.
I dolcificanti naturali o polialcoli
Si trovano in natura in frutta e verdura (quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais: si estrae l'amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l'edulcorante desiderato). Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in "olo" (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle. Tra questi edulcoranti, si differenzia lo xilitolo per il fatto di non provocare carie. Tutti, se consumati in grande quantità, possono causare flatulenza, mal di pancia e dissenteria.
Non è fissata una dose giornaliera raccomandata ma viene comunque dato un valore di riferimento pari a 20 grammi al giorno per gli adulti e 10 grammi per i bambini per non incorrere in effetti indesiderati.
I dolcificanti artificiali o intensivi
Sono sostanze di sintesi, cioè che nascono in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune), dall'assenza di valore calorico (in pratica non hanno calorie) e da una dose giornaliera massima che varia a seconda dei dolcificanti e che si calcola in base al peso corporeo.
Dolcificanti intensivi sono: aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente). Negli Stati Uniti l'uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. In Europa, il loro uso è stato autorizzato, ma sono state riviste al ribasso le dosi massime consentite.
Ad eccezione dell'aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara. L'aspartame può dare raramente effetti indesiderati in persone particolarmente sensibili: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali. Inoltre, poiché è una fonte di fenilalanina non può essere assunto da chi è affetto da fenilchetonuria (avviso che è obbligatorio in etichetta). Questo dolcificante, inoltre, non deve essere usato per cibi da cuocere, perché il calore fa svanire l suo effetto dolcificante.
La dose giornaliera massima consentita varia a seconda del dolcificante ed è calcolata in base al peso.
Continua per la tabella
10-05-2010
Gli edulcoranti hanno davvero poche calorie? Servono a perdere peso? E infine: sono sicuri? Fughiamo i dubbi.
Non sono tutti uguali
Una recente indagine condotta su duemila consumatori inglesi (www.nutrition.org.uk) ha dimostrato che sugli edulcoranti c'è un'enorme confusione, sebbene i prodotti che li contengono (cosiddetti "light") siano ormai molto diffusi. I dubbi più frequenti riguardano il loro reale potere calorico e la loro sicurezza. Diciamo subito che non tutti gli edulcoranti sono uguali.
Le sostanze dolcificanti usate nell'industria alimentare sono alcune decine e possono essere divise in dolcificanti naturali e dolcificanti artificiali.
Le diverse sostanze dolcificanti hanno potere dolcificante e apporto calorico molto vari, più o meno intenso. Questo spiega perché soltanto alcune possono essere considerate la versione light dello zucchero (saccarosio).
L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ne sconsiglia l'uso fino al terzo anno di età e durante la gravidanza e l'allattamento. Particolare attenzione va riservata ai bambini di età superiore ai tre anni: l'eventuale somministrazione di prodotti contenenti dolcificanti deve avvenire con cautela.
I dolcificanti naturali o polialcoli
Si trovano in natura in frutta e verdura (quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais: si estrae l'amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l'edulcorante desiderato). Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in "olo" (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle. Tra questi edulcoranti, si differenzia lo xilitolo per il fatto di non provocare carie. Tutti, se consumati in grande quantità, possono causare flatulenza, mal di pancia e dissenteria.
Non è fissata una dose giornaliera raccomandata ma viene comunque dato un valore di riferimento pari a 20 grammi al giorno per gli adulti e 10 grammi per i bambini per non incorrere in effetti indesiderati.
I dolcificanti artificiali o intensivi
Sono sostanze di sintesi, cioè che nascono in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune), dall'assenza di valore calorico (in pratica non hanno calorie) e da una dose giornaliera massima che varia a seconda dei dolcificanti e che si calcola in base al peso corporeo.
Dolcificanti intensivi sono: aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente). Negli Stati Uniti l'uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. In Europa, il loro uso è stato autorizzato, ma sono state riviste al ribasso le dosi massime consentite.
Ad eccezione dell'aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara. L'aspartame può dare raramente effetti indesiderati in persone particolarmente sensibili: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali. Inoltre, poiché è una fonte di fenilalanina non può essere assunto da chi è affetto da fenilchetonuria (avviso che è obbligatorio in etichetta). Questo dolcificante, inoltre, non deve essere usato per cibi da cuocere, perché il calore fa svanire l suo effetto dolcificante.
La dose giornaliera massima consentita varia a seconda del dolcificante ed è calcolata in base al peso.
Continua per la tabella
Gli alimenti da limitare
* Salumi
* Dolci
* Carne
mangio solo quelli e la carne.... ma sono abbastanza in forma lo stesso senza ne verdure ne pesce che non mi piacciono
O_________________O
il tuo fegato se potesse se ne andrebbe verso la vita migliore
* Salumi
* Dolci
* Carne
mangio solo quelli e la carne.... ma sono abbastanza in forma lo stesso senza ne verdure ne pesce che non mi piacciono
O_________________O
il tuo fegato se potesse se ne andrebbe verso la vita migliore