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Subject: Sakineh

  • 1
2010-09-05 14:47:15
Troy_McLure to All
Sakineh, appello del figlio al Vaticano
Frattini: «Serve un gesto di clemenza»
La lapidazione potrebbe essere eseguita oggi: «Frustata 99 volte». Padre Lombardi: «Diplomazia della Santa Sede al lavoro, sempre contrari alla pena di morte»

MILANO - Sono ore febbrili per la sorte di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio nel 2006. Il figlio Sajjad Ghaderzadeh (secondo cui la condanna a morte potrebbe essere eseguita oggi) ha fatto un appello al Papa e al governo italiano perché intervengano per fermare l'esecuzione: «Mi appello a tutti gli italiani, ma soprattutto al loro governo e al premier Silvio Berlusconi». Poi si rivolge al Pontefice: «Esorto il capo della Chiesa, papa Benedetto XVI, a intervenire per salvare la vita di mia madre», per fermare le «atrocità ingiustificate» cui è sottoposta. Per Sajjad, l'unica speranza di fermare il boia è la mobilitazione internazionale, le voci come quella della première dame di Francia Carla Bruni, o di Francesco Totti, che ha aderito alla campagna "Fiori e non pietre" contro la lapidazione di Sakineh, producendo una grande eco in Iran.

FRATTINI - E l'impegno del governo italiano è arrivato per voce del ministro degli EsteriFranco Frattini, che chiede «un gesto di clemenza» da parte di Teheran. «Ribadisco a nome del governo italiano il più forte auspicio che l'Iran consideri un atto di clemenza per salvare Sakineh da un'orrenda punizione offensiva della dignità umana - precisa il ministro -. Salvarla da questa sofferenza offrirebbe un'opportunità all'Iran per creare un nuovo clima di fiducia con la comunità internazionale». La Farnesina ha già avuto nelle settimane scorse contatti con l'ambasciata iraniana a Roma sulla vicenda di Sakineh e la palla è poi passata all'Unione europea. Oltre alla campagna pubblica, fatta di appelli alla clemenza al governo di Teheran, l'Italia sta mantenendo aperti canali diplomatici con gli iraniani per arrivare a una soluzione positiva della vicenda. Frattini, che «segue personalmente e con particolare attenzione la vicenda», ha annunciato la disponibilità a incontrare il collega iraniano Mottaki a margine della prossima Assemblea generale dell'Onu a New York. «Il governo fa suo questo ultimo, drammatico, appello del figlio di Sakineh perché venga risparmiata la vita della madre e si abbandoni la pratica disumana della lapidazione - ha confermato il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna -. L'impegno diplomatico del ministro Frattini è senza sosta e sono certa che darà i suoi frutti».

VATICANO - Immediata anche la risposta del Vaticano. Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa, spiega che «la Santa Sede segue la vicenda con attenzione e partecipazione. La posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte, è nota e la lapidazione è una sua forma particolarmente brutale. Quando la Santa Sede è richiesta in modo appropriato perché intervenga su questioni umanitarie presso autorità di altri Paesi, come è avvenuto molte volte in passato, essa usa farlo non in forma pubblica, ma attraverso i propri canali diplomatici». Ma il tempo a disposizione è poco. Javid Houtan Kian, avvocato della donna, conferma che per l'esecuzione potrebbe essere «questione di ore»: «Il mio ricorso alla Corte Suprema non è stato ancora formalmente accolto e per questo l'autorità giudiziaria ha il potere di rendere esecutiva in ogni istante la condanna a morte per lapidazione. Temiamo che questo possa avvenire a breve». L'avvocato precisa che non gli è permesso di incontrare la sua assistita «da più di due settimane, da quando è stata costretta a rilasciare un'intervista in tv» in cui ammetteva i reati che le vengono attribuiti. Fin da subito il legale e la famiglia di Sakineh avevano denunciato che l'intervista le era stata estorta con le minacce e le torture.

SHAARI - Alla mobilitazione internazionale per Sakineh aderisce anche Abdel Hamid Shaari, presidente dell'Istituto islamico milanese di viale Jenner. «Il Corano che è la parola di Dio non parla di lapidazione. E il caso di Sakineh è solo un modo in cui uno Stato mostra i suoi muscoli, facendo pagare a una povera donna l'adulterio, che riguarda la sfera privata di un essere umano e non quella pubblica - spiega Shaari -. Una sfera dunque in cui lo Stato non dovrebbe entrare. Anche se la Sunna parla di lapidazione, nel Corano non ce n'è traccia - aggiunge -, ma la Sunna riguarda atti e detti del profeta Maometto trasmessi attraverso parola degli uomini, laddove il Corano è parola di Dio. Dunque per un peccato come quello dell'adulterio dovrebbero esserci altre punizioni, come la detenzione, ma giammai una condanna a morte per lapidazione. Per questo, a partire dalla mia visione laica, ovvero di uno Stato in cui possano convivere diverse religioni senza che una abbia il sopravvento sulle altre, aderisco volentieri all'appello per salvare una vita umana».

FRUSTATE - Secondo Sajjad la condanna a 99 frustate a carico della madre è già stata eseguita: «In seguito alla pubblicazione sul Times di Londra della foto di una donna senza velo erroneamente attribuita a lei, è stata condannata da un giudice speciale di Tabriz (la città in cui è detenuta, ndr) a 99 frustate. Secondo le nostre fonti, la sentenza è stata eseguita, mia madre è stata frustata pochi giorni fa». «Questo è un fatto insopportabile, che mi indigna veramente» dice Sajjad, che cambia quasi quotidianamente la scheda del suo cellulare per paura di essere intercettato e punito dalle autorità del suo Paese. «Ho paura per me, ma soprattutto per mia sorella» ammette. Il giovane non conosce le condizioni di salute della madre, perché non gli è permesso incontrarla da più di due settimane: «Sono molto preoccupato, spero di poterla incontrare giovedì, ma non sono sicuro che mi daranno l'autorizzazione». L'avvenuta esecuzione delle 99 frustate nei giorni scorsi - pena che Sakineh ha subito anche quattro anni fa, all'inizio della sua vicenda giudiziaria - è confermata dall'avvocato della donna, Javid Houtan Kian: «Secondo la testimonianza di due detenute scarcerate venerdì dalla prigione di Tabriz, Sakineh ha subito in carcere un processo per direttissima in cui è stata riconosciuta colpevole di corruzione morale per aver autorizzato la pubblicare di una sua foto senza velo - spiega il legale -. Dopo la condanna è stata subito frustata per 99 volte».

«GRAZIE TOTTI» - L'avvocato ha poi ringraziato Francesco Totti per il suo impegno a favore di Sakineh: «È molto importante, gliene sono grato». L'attaccante della Roma e Rosella Sensi hanno deposto mazzi di fiori sotto una gigantografia di Sakineh esposta sulla facciata del Campidoglio. Il gesto ha prodotto una grande eco in Iran, dove Totti e la sua squadra di calcio sono molto seguiti. L'agenzia di stampa governativa Irna ha annunciato che boicotterà per almeno un mese la squadra, evitando di pubblicare notizie sul suo conto. «È stato un gesto importante - dice Houtan Kian -, per questo esprimo a Totti il mio affetto, anche in qualità di tifoso della Roma. Speriamo nell'aiuto che ci arriva dall'estero - prosegue - perché in Iran, tranne alcuni attivisti per i diritti umani, ci hanno lasciato tutti soli. È importante che la comunità internazionale, oltre a sostenere Sakineh, sostenga anche la sua famiglia e me perché siamo tutti sotto pressione: io ho subito minacce e sono sotto il controllo degli agenti dell'intelligence, che pochi giorni fa hanno fatto irruzione nel mio ufficio, sequestrando decine di fascicoli di miei clienti condannati a morte. Spero che si mobilitino le istituzioni internazionali, che il Parlamento europeo si pronunci» conclude. Una risoluzione degli eurodeputati sul caso è attesa per la prossima settimana.

150 DONNE - Secondo il legale «l'accanimento contro Sakineh è motivato dalla volontà dell'autorità giudiziaria di dare il via a un nuovo ciclo di lapidazioni di donne condannate a morte». «Secondo le ultime stime in Iran ci sono circa 150 donne in attesa di essere lapidate - spiega -. Con Sakineh, la Repubblica Islamica vuole esaminare la reazione della comunità internazionale nei confronti del ricorso a una pratica primitiva come questa. Se dovesse ritenere che l'impatto delle campagne internazionali non è poi così forte, allora procederebbe senza indugi alla lapidazione di tutte queste donne». Ufficialmente, in Iran tale pratica non viene messa in atto da diversi anni.

Redazione online
05 settembre 2010
2010-09-05 17:15:14
mamma mia
2010-09-05 17:15:54
medioevo
2010-09-05 17:20:47
la cosa che mi lascia più basito è che si debba andare a "chiedere un gesto di clemenza per xxxx"

insomma chiarendo bene che non vogliamo condannare il metodo, ma solo elemosinare uno strappo alla regola

mah
2010-09-05 17:24:22
insomma chiarendo bene che non vogliamo condannare il metodo, ma solo elemosinare uno strappo alla regola

ci sono tempi e modi e sedi appropriate

la condanna del metodo può e deve avvenire nell'Onu dove infatti l'italia ha portato avanti la battaglia contro la pena di morte nel mondo (e non solo in Iran)

ma OGGI si cerca di salvare una vita, non di cambiare la legge iraniana, cosa impossibile in pochi giorni
2010-09-05 17:28:59
certamente, ma con questa siamo a quanti "appelli alla clemenza"?

io sinceramente ho perso il conto

per questo vorrei veder muoversi persone e istituzioni in modo più convinto
2010-09-05 18:05:41
se un appello alla clemenza salva una vita non vedo problemi a farne in quantità industriale

inoltre quelli che te definisci gli "appelli alla clemenza" ovvero la "grazia" sono la scappatoia politica per i leader che altrimenti si trovano con le mani legate

cambiare la legge perchè lo chiedono gli stranieri è cosa politicamente impossibile e il condannato finirebbe sempre ucciso

al contrario concedere la grazia di propria iniziativa può essere una cosa utile politicamente perchè fa guadagnare prestigio internazionale mostrandosi importante e al tempo stesso sensibile

ci sono molti casi di carcerati che hanno rifiutato la grazia per non concedere tale riconoscimento politico all'oppressore di turno, per esempio Sandro Pertini

ma non si può chiedere a tutti di rinunciare alla propria vita per un ideale
2010-09-05 18:09:29
non si può chiedere a tutti di rinunciare alla propria vita per un ideale
2010-09-05 19:04:11
se un appello alla clemenza salva una vita non vedo problemi a farne in quantità industriale

beh, bisognerebbe poter venire a conoscenza di tutte le situazioni

e questo imho è veramente impossibile

cambiare la legge perchè lo chiedono gli stranieri

ah perchè qualcuno lo ha mai chiesto? Non mi pare, men che meno l'italia.
2010-09-05 19:32:31
non lo si chiede perchè la risposta sarebbe per forza no

quelle domande si fanno quando si vuole muro contro muro, non quando si cerca una soluzione
2014-03-20 01:15:35
“Sakineh Ashtiani è stata amnistiata e rimessa in libertà”. L’annuncio arriva dall’avvocato italiano Bruno Malattia, che da anni segue il caso della donna iraniana che nel 2006 è stata condannata alla lapidazione per adulterio e per il suo presunto coinvolgimento nell’uccisione del marito. “Il provvedimento di clemenza – scrive in un comunicato l’avvocato di Pordenone, che ha patrocinato le ragioni di Sakineh al Parlamento europeo insieme al Comitato internazionale contro la pena di morte e la lapidazione – è stato adottato ieri in coincidenza con l’anno nuovo secondo il calendario iraniano. L’annuncio è stato dato da Mahamad Javad Larijiani, Segretario Generale del Consiglio Superiore iraniano per i diritti umani, e diffuso dalla stampa governativa del paese”.

Manca ancora una conferma alla notizia da parte dei familiari della donna, per la quale nel 2010 era stata organizzata una campagna di mobilitazione internazionale. “Anche se le autorità e la stampa iraniane hanno cercato di attribuire la decisione all’equità e alla magnanimità del sistema giudiziario di quel paese – dice l’avvocato Malattia – il felice epilogo della vicenda che ha coinvolto Sakineh è dovuto alla campagna internazionale contro l’ingiusta condanna alla lapidazione pronunciata dal Tribunale islamico”.


dal "Fatto quotidiano"
2014-03-20 16:22:11
oddio.... per un attimo ho letto "Baluba" e mi sono spaventato! :D
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