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Subject: Canone Rai
chiamiamo le cose con il loro vero nome
estorsione, si chiama estorsione
estorsione, si chiama estorsione
chiamiamo le cose con il loro vero nome
estorsione, si chiama estorsione
come il bollo, l'ici, l'iva ed altri balzelli . . .
estorsione, si chiama estorsione
come il bollo, l'ici, l'iva ed altri balzelli . . .
E ora che cosa possono inventarsi? Aumentare ancora il canone, oppure vendere la pubblicità porta a porta, con lo spot del pizzicagnolo e la televendita del ferramenta, in modo da ridurre, non certo ripianare, l’enorme voragine creatasi nei conti della Rai?
Perché se nemmeno Il più grande spettacolo dopo il weekend, ovvero lo show dei record degli ascolti di Fiorello su RaiUno, è riuscito a far incassare all’azienda di Viale Mazzini una cifra tale da pareggiare almeno le spese, significa che la situazione non è seria, ma grave. Anzi gravissima.
Al punto che anche un programma come Ballando con le stelle, investito dalle polemiche sui compensi delle star ancor prima di vedere le coppie volteggiare in pedana, rischia di produrre un danno simile, se non peggiore.
PROGRAMMA DA SPESE FOLLI. Spese folli, incassi minimi. Ormai è chiaro a tutti che la tivù pubblica non possa più permettersi il lusso di realizzare programmi ad alto costo, com’è stato il gran varietà di Fiorello - il programma andato in onda per quattro lunedì consecutivi, scopiazzatura delle Canzonissima di una volta - a fronte di un mercato pubblicitario sempre più asfittico e privo di risorse.
A FIORELLO CACHET DI 1,2 MILIONI. Lo show di RaiUno è costato complessivamente alla Rai 12 milioni di euro. All’animatore televisivo sono andati 300 mila euro a puntata, un cachet di tutto rispetto, visti i tempi che corrono.
Gli introiti pubblicitari non avrebbero però superato gli 8 milioni di euro. Poco più della metà. Il resto lo paga pantalone.
E ora che cosa si può tagliare per ripianare il buco? Altre due cifre, tanto per avere un ordine di grandezza. Viale Mazzini, come ha saggiamente ricordato Ettore Livini su La Repubblica, ha perso tra il 2006 e il 2010 quasi 260 milioni, malgrado tagli decisi ai costi (il budget di RaiUno è sceso in cinque anni da 205 a 167 milioni) e qualche guizzo di finanza creativa come la cancellazione di un fondo rischi da 40 milioni.
Il bilancio 2011 è destinato a essere archiviato in pareggio, così ha promesso Lei, grazie a due 'manovre' lacrime e sangue da 168 milioni che prevedono tra l'altro la chiusura di diverse sedi estere e un colpo di forbice alle spese per i diritti sportivi (è a rischio anche Novantesimo minuto, fra le altre cose). Peggio di così non potrebbe andare.
Perché se nemmeno Il più grande spettacolo dopo il weekend, ovvero lo show dei record degli ascolti di Fiorello su RaiUno, è riuscito a far incassare all’azienda di Viale Mazzini una cifra tale da pareggiare almeno le spese, significa che la situazione non è seria, ma grave. Anzi gravissima.
Al punto che anche un programma come Ballando con le stelle, investito dalle polemiche sui compensi delle star ancor prima di vedere le coppie volteggiare in pedana, rischia di produrre un danno simile, se non peggiore.
PROGRAMMA DA SPESE FOLLI. Spese folli, incassi minimi. Ormai è chiaro a tutti che la tivù pubblica non possa più permettersi il lusso di realizzare programmi ad alto costo, com’è stato il gran varietà di Fiorello - il programma andato in onda per quattro lunedì consecutivi, scopiazzatura delle Canzonissima di una volta - a fronte di un mercato pubblicitario sempre più asfittico e privo di risorse.
A FIORELLO CACHET DI 1,2 MILIONI. Lo show di RaiUno è costato complessivamente alla Rai 12 milioni di euro. All’animatore televisivo sono andati 300 mila euro a puntata, un cachet di tutto rispetto, visti i tempi che corrono.
Gli introiti pubblicitari non avrebbero però superato gli 8 milioni di euro. Poco più della metà. Il resto lo paga pantalone.
E ora che cosa si può tagliare per ripianare il buco? Altre due cifre, tanto per avere un ordine di grandezza. Viale Mazzini, come ha saggiamente ricordato Ettore Livini su La Repubblica, ha perso tra il 2006 e il 2010 quasi 260 milioni, malgrado tagli decisi ai costi (il budget di RaiUno è sceso in cinque anni da 205 a 167 milioni) e qualche guizzo di finanza creativa come la cancellazione di un fondo rischi da 40 milioni.
Il bilancio 2011 è destinato a essere archiviato in pareggio, così ha promesso Lei, grazie a due 'manovre' lacrime e sangue da 168 milioni che prevedono tra l'altro la chiusura di diverse sedi estere e un colpo di forbice alle spese per i diritti sportivi (è a rischio anche Novantesimo minuto, fra le altre cose). Peggio di così non potrebbe andare.
hanno fatto fuori la trasmissione di punta di rai2 che portava una fraccata di vaini all'azienda...
il problema della Rai è uno solo: berlusconi. con masi che gli ha assunto tutti i raccomandati in quota pdl e lega, fatto passare gli appalti ad endemol, ballandi e vari, la rai è passata da un utile di 16mln ad un passivo di 600mln in 5 anni.
l'unica speranza è che quando scada il mandato del consiglio di amministrazione a marzo Monti nomini qualcuno di competente. anche perchè la rai ha abbastanza risorse da produrre tutto internamente senza ricorrere a scritture o appalti che succhiano soldi pubblici come un pompa.
l'unica speranza è che quando scada il mandato del consiglio di amministrazione a marzo Monti nomini qualcuno di competente. anche perchè la rai ha abbastanza risorse da produrre tutto internamente senza ricorrere a scritture o appalti che succhiano soldi pubblici come un pompa.
io ho sentito che è obbligatorio pagarlo anche se si ha una linea ADSL
Infatti basta un computer, un telefonino con connessione UMTS e altri apparecchi digitali atti a ricevere il segnale che per esempio anche sul sito stesso della rai viene diffuso in streaming. Non contano solo le TV.
Infatti basta un computer, un telefonino con connessione UMTS e altri apparecchi digitali atti a ricevere il segnale che per esempio anche sul sito stesso della rai viene diffuso in streaming. Non contano solo le TV.
come se dovessi pagare il bollo dell'auto solo perché ho i piedi....
come se dovessi pagare il bollo dell'auto solo perché ho i piedi....
sarebbe stata meglio chiamarla "tassa sulle pubbliche trasmissioni" o accorparla in una generica "tassa sulla cultura". ancor peggio che poi a beneficiarne non sia la Rai ma il ministero delle comunicazioni che a sua volta ne gira alla Rai una piccolissima percentuale.
insomma la sigla Rai in questa tassa è solo per sviare l'utenza dai veri usufruttori dei soldi.
io sono per l'abolizione e l'istituzione di una tassa sulla cultura radiotelevisiva di 10 euro annui (quanto arriva alla rai del nostro versamento) da distribuire agli enti pubblici di informazione e cultura radiotelevisiva.
(edited)
insomma la sigla Rai in questa tassa è solo per sviare l'utenza dai veri usufruttori dei soldi.
io sono per l'abolizione e l'istituzione di una tassa sulla cultura radiotelevisiva di 10 euro annui (quanto arriva alla rai del nostro versamento) da distribuire agli enti pubblici di informazione e cultura radiotelevisiva.
(edited)