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Subject: Canone Rai
bellissima la pubblicità che mettono quest'anno :D in pratica fanno sentire la gente obbligata a pagare
intanto io è da lunedì che non vedo rai 1,2,3 e rai news.... -_-
Emittente privata "oscura" la Rai
Emittente privata "oscura" la Rai
Non è vero. La pubblicità ha un punto debole. Perchè dice: "Qualunque cosa tu faccia con il tuo televisore il canone è un'imposta obbligatoria legata al suo possesso".
Già da questo si evince che hanno la coda di paglia.
1) io non posseggo il televisore eppure la rai mi manda il bollettino, quindi c'e' già un'incongruenza
2) Se anche avessi il televisore mi basterebbero 5 minuti per fracassarlo in testa al primo che mi bussa alla porta chiedendomi se ce l'ho.
3) Se prima di fare una pubblicità ragionassero dovrebbero parlare, oltre che della tv, anche della presa dell'antenna; quella eventualmente avrebbe senso che venisse sigillata nel qual caso una persona, liberamente, decidesse di non usare la tv.
Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia il pensiero di tutti chiaramente.
4) Scusatemi ma sto vedendo un film in tv..ops...(scherzo!!!! :)
Già da questo si evince che hanno la coda di paglia.
1) io non posseggo il televisore eppure la rai mi manda il bollettino, quindi c'e' già un'incongruenza
2) Se anche avessi il televisore mi basterebbero 5 minuti per fracassarlo in testa al primo che mi bussa alla porta chiedendomi se ce l'ho.
3) Se prima di fare una pubblicità ragionassero dovrebbero parlare, oltre che della tv, anche della presa dell'antenna; quella eventualmente avrebbe senso che venisse sigillata nel qual caso una persona, liberamente, decidesse di non usare la tv.
Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia il pensiero di tutti chiaramente.
4) Scusatemi ma sto vedendo un film in tv..ops...(scherzo!!!! :)
non vorrei sbagliarmi ma credo che la legge preveda il pagamento del canone in caso di possesso (solo possesso) di un qualsiasi mezzo che potrebbe ricevere programmi televisivi (non importa che riceva, ma basta che potenzialmente possa ricevere)
per intenderci, anche un computer o un telefonino. quindi formalmente ... chiunque
quello che fa la pubblicità è cercare di deviare l'attenzione dalla parte sentita come iniqua dal contribuente (pago per il possesso dell'apparecchio, anche se non lo uso) e volgerla sulla qualità (presunta) del servizio fornito
per intenderci, anche un computer o un telefonino. quindi formalmente ... chiunque
quello che fa la pubblicità è cercare di deviare l'attenzione dalla parte sentita come iniqua dal contribuente (pago per il possesso dell'apparecchio, anche se non lo uso) e volgerla sulla qualità (presunta) del servizio fornito
io credo che farebbero molta più bella figura nonchè molto più successo da un punto di vista del marketing se dicessero:
la nostra tv fa pena, lo sappiamo...tuttavia se vuoi vedere sky devi pagare anche il canone
la qualità della rai è davvero pessima, è inutile concentrarsi su quella perchè è davvero il loro punto debole...poi voglio dire, ogni anno ci bombardano con gli spot che se paghi entro il 28 febbraio non paghi la mora, se paghi entro il 31 marzo la sovratassa è minima ecc...ma se fossero in grado davvero di riscuotere il canone da tutti secondo voi che senso avrebbe fare ste pubblicità?per uno che ne beccano ce ne sono 100mila che la fanno franca, da un punto di vista di messaggio che lanciano gli mancano proprio le basi della comunicazione...e dovrebbe essere il loro campo diamine!
la nostra tv fa pena, lo sappiamo...tuttavia se vuoi vedere sky devi pagare anche il canone
la qualità della rai è davvero pessima, è inutile concentrarsi su quella perchè è davvero il loro punto debole...poi voglio dire, ogni anno ci bombardano con gli spot che se paghi entro il 28 febbraio non paghi la mora, se paghi entro il 31 marzo la sovratassa è minima ecc...ma se fossero in grado davvero di riscuotere il canone da tutti secondo voi che senso avrebbe fare ste pubblicità?per uno che ne beccano ce ne sono 100mila che la fanno franca, da un punto di vista di messaggio che lanciano gli mancano proprio le basi della comunicazione...e dovrebbe essere il loro campo diamine!
E già, mettono davvero male il discorso davanti all' ascoltatore
Poi pensa che variale lavora io rai e allora si spiegano tante cose
Poi pensa che variale lavora io rai e allora si spiegano tante cose
Poi pensa che variale lavora io rai e allora si spiegano tante cose
eheh :)
eheh :)
La sentenza
Rai, non pagare il canone si può
Aveva chiesto alla tv di Stato di oscurare i canali e non versava più il canone. Viale Mazzini non ha mai risposto. E ora un giudice...
Uno dei rebus irrisolti di questo paese è l’obbligatorietà del pagamento del canone Rai. La pigione alla tv pubblica è uno dei tanti pizzi fiscali che ci affligge. È però opinione consolidata e diffusa che sia praticamente impossibile liberarsi dal balzello. L’articolo 10 del Regio decreto legge 246 del 1938 stabilisce, infatti, tassativamente i casi in cui è possibile disdettare il servizio pubblico televisivo: la cessione, la non detenzione o la richiesta di suggellamento degli apparecchi tv. In altre parole, chi non vuole “Mammarai” deve rinunciare alla televisione ed eliminare da casa qualsiasi strumento idoneo a riprodurre il segnale televisivo.
Inutile sprecare parole sull’inadeguatezza di un decreto littorio a disciplinare la materia, poiché oggi anche un cellulare riproduce trasmissioni televisive. L’Italia però, non sguazza solo nell’arretratezza legislativa e nella prevaricazione del pubblico sul privato, ma anche e soprattutto nell’incertezza giurisprudenziale. Mai dire mai, perché si trova un Giudice o una Corte che, emulando Oscar Luigi Scalfaro, «non ci sta». I magistrati sono chiamati ad applicare le leggi anche quando siano palesemente ingiuste, ma talvolta fanno obiezione di coscienza. Agiscono motu proprio e sparigliano le carte. Se il Parlamento in 80 anni non ha messo mano al decreto fascista del ’38 (quando si tratta di tassare i connazionali fa brodo anche Mussolini), allora ci pensa la Commissione Tributaria del Lazio. La sentenza 597/2013 ha, infatti, accolto l’istanza di un contribuente che si era opposto alla cartella esattoriale di riscossione del canone tv, producendo la domanda di richiesta di oscuramento inviata alla Rai.
Ovviamente l’amministrazione televisiva non aveva risposto e il fisco aveva proceduto all’emissione della relativa cartella, impugnata poi dal contribuente. Questi, dopo la soccombenza innanzi alla commissione provinciale, non si è dato per vinto e ha proposto opposizione in secondo grado, trovando finalmente ragione con una decisione destinata non solo a far discutere, ma soprattutto a diventare una via di fuga dalla tassa del monopolio televisivo di Stato. Secondo i magistrati laziali la cartella è nulla, anche se il cittadino ha continuato a usufruire dei servizi tv. È sufficiente, infatti, che egli abbia fatto denuncia di oscuramento alla Rai e questa non abbia risposto.
La norma di recesso dal canone è assurda, perché risalente a un periodo storico in cui c’era una tv ogni 50 utenti e gli unici canali erano quelli Rai, ma è stata superata da una pronuncia di una Commissione con un anelito di libertà. Attendiamo che il Parlamento (nelle democrazie le norme dovrebbero innovarle deputati e senatori e non i magistrati) ratifichi un principio sacrosanto: la libertà di guardare e pagare la tv che si desidera. Purtroppo, però, la Rai è controllata dai partiti i quali difficilmente legiferano contro i loro interessi. Non rimane quindi che ringraziare i giudici tributari del Lazio per il gentile pensiero natalizio a tutti gli abbonati...
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1374093/Rai--non-pagare-il-canone-si-puo.html
Rai, non pagare il canone si può
Aveva chiesto alla tv di Stato di oscurare i canali e non versava più il canone. Viale Mazzini non ha mai risposto. E ora un giudice...
Uno dei rebus irrisolti di questo paese è l’obbligatorietà del pagamento del canone Rai. La pigione alla tv pubblica è uno dei tanti pizzi fiscali che ci affligge. È però opinione consolidata e diffusa che sia praticamente impossibile liberarsi dal balzello. L’articolo 10 del Regio decreto legge 246 del 1938 stabilisce, infatti, tassativamente i casi in cui è possibile disdettare il servizio pubblico televisivo: la cessione, la non detenzione o la richiesta di suggellamento degli apparecchi tv. In altre parole, chi non vuole “Mammarai” deve rinunciare alla televisione ed eliminare da casa qualsiasi strumento idoneo a riprodurre il segnale televisivo.
Inutile sprecare parole sull’inadeguatezza di un decreto littorio a disciplinare la materia, poiché oggi anche un cellulare riproduce trasmissioni televisive. L’Italia però, non sguazza solo nell’arretratezza legislativa e nella prevaricazione del pubblico sul privato, ma anche e soprattutto nell’incertezza giurisprudenziale. Mai dire mai, perché si trova un Giudice o una Corte che, emulando Oscar Luigi Scalfaro, «non ci sta». I magistrati sono chiamati ad applicare le leggi anche quando siano palesemente ingiuste, ma talvolta fanno obiezione di coscienza. Agiscono motu proprio e sparigliano le carte. Se il Parlamento in 80 anni non ha messo mano al decreto fascista del ’38 (quando si tratta di tassare i connazionali fa brodo anche Mussolini), allora ci pensa la Commissione Tributaria del Lazio. La sentenza 597/2013 ha, infatti, accolto l’istanza di un contribuente che si era opposto alla cartella esattoriale di riscossione del canone tv, producendo la domanda di richiesta di oscuramento inviata alla Rai.
Ovviamente l’amministrazione televisiva non aveva risposto e il fisco aveva proceduto all’emissione della relativa cartella, impugnata poi dal contribuente. Questi, dopo la soccombenza innanzi alla commissione provinciale, non si è dato per vinto e ha proposto opposizione in secondo grado, trovando finalmente ragione con una decisione destinata non solo a far discutere, ma soprattutto a diventare una via di fuga dalla tassa del monopolio televisivo di Stato. Secondo i magistrati laziali la cartella è nulla, anche se il cittadino ha continuato a usufruire dei servizi tv. È sufficiente, infatti, che egli abbia fatto denuncia di oscuramento alla Rai e questa non abbia risposto.
La norma di recesso dal canone è assurda, perché risalente a un periodo storico in cui c’era una tv ogni 50 utenti e gli unici canali erano quelli Rai, ma è stata superata da una pronuncia di una Commissione con un anelito di libertà. Attendiamo che il Parlamento (nelle democrazie le norme dovrebbero innovarle deputati e senatori e non i magistrati) ratifichi un principio sacrosanto: la libertà di guardare e pagare la tv che si desidera. Purtroppo, però, la Rai è controllata dai partiti i quali difficilmente legiferano contro i loro interessi. Non rimane quindi che ringraziare i giudici tributari del Lazio per il gentile pensiero natalizio a tutti gli abbonati...
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1374093/Rai--non-pagare-il-canone-si-puo.html
ma se si fa domanda di oscuramento, oscurano tutto il vicinato o possono oscurare selettivamente? Per ora non mi interessa, tanto il tv manco ce l'ho... ma se un domani lo vorrei comprare e se qualcuno del vicinato volesse fare l'oscuramento... ci rimetto pure io?
io ho preso un TV e mi è arrivata subito la richiesta dei mesi di canone da pagare. Ho idea che i negozianti abbiano incentivi a segnalare chi compra un televisore, anche quelli online... quindi occhio.
Ovviamente, io che uso il TV per vedere internet e basta, me la prendo in quel posto come tanti. Mi chiedo se si possa fare qualcosa...
Ovviamente, io che uso il TV per vedere internet e basta, me la prendo in quel posto come tanti. Mi chiedo se si possa fare qualcosa...
Potresti strappare la richiesta e buttarla nella spazzatura, sacchetto differenziato per carta e cartone :)))
il problema è se poi me ne arriva un'altra da equitalia con la cifra triplicata :|
di quanto arriverà sta tassa??? dai ormai è tutto raddoppiato, quindi mi sto preparando psicologicamente
update per non spammare oltre su altro thread :)
Per quali apparecchiature si deve pagare il Canone tv
Con nota del 22 febbraio 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni ha precisato cosa debba intendersi per “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” ai fini dell’insorgere dell’obbligo di pagare il canone di abbonamento radiotelevisivo ai sensi della normativa vigente (RDL 246/1938).
In sintesi, debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva.
Ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone.
Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore- rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD).
Riportiamo di seguito la tabella – elaborata dal Ministero - dove si elencano, a titolo esemplificativo, gli apparecchi atti ed adattabili, soggetti al pagamento del canone TV, e gli apparecchi che non lo sono in quanto né atti né adattabili alla ricezione del segnale radiotelevisivo.
Va precisato che per i canoni ordinari in ambito familiare la detenzione esclusiva di apparecchi radio non comporta il pagamento del canone.
Il testo integrale della nota del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico è possibile scaricarlo in formato pdf nel link sottostante.
http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/IlCanoneOrdinari.aspx#CosaChi]
Per quali apparecchiature si deve pagare il Canone tv
Con nota del 22 febbraio 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico-Dipartimento per le Comunicazioni ha precisato cosa debba intendersi per “apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni” ai fini dell’insorgere dell’obbligo di pagare il canone di abbonamento radiotelevisivo ai sensi della normativa vigente (RDL 246/1938).
In sintesi, debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall’antenna radiotelevisiva.
Ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone.
Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore- rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD).
Riportiamo di seguito la tabella – elaborata dal Ministero - dove si elencano, a titolo esemplificativo, gli apparecchi atti ed adattabili, soggetti al pagamento del canone TV, e gli apparecchi che non lo sono in quanto né atti né adattabili alla ricezione del segnale radiotelevisivo.
Va precisato che per i canoni ordinari in ambito familiare la detenzione esclusiva di apparecchi radio non comporta il pagamento del canone.
Il testo integrale della nota del Dipartimento Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico è possibile scaricarlo in formato pdf nel link sottostante.
http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/IlCanoneOrdinari.aspx#CosaChi]