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Subject: arresti per scommesse
oggi i calciatori sono l'ultima ruota del carro. prima ci sono i dirigenti, i procuratori, i tifosi le amanti etc.
l'ultima ruota del carro? i calciatori sono la prima .....per truccare una partita ti ci vogliono degli attori corrotti ( i giocatori), una squadra di calcio è fatta di 11 giocatori ....non è facile nemmeno per le organizzazioni corrompere 11 giocatori (ecco perchè spesso si cerca il portiere, un giocatore solo che ha un rapporto diverso con tutti gli altri anche durante la partita)....quindi la soluzione per fortuna è proprio nei giocatori...cercando di avere in squadra atleti con un alto senso etico-morale, fosse legale il gioco , io presidente, non comprerei mai un giocatore con il vizio della scommessa.
(edited)
l'ultima ruota del carro? i calciatori sono la prima .....per truccare una partita ti ci vogliono degli attori corrotti ( i giocatori), una squadra di calcio è fatta di 11 giocatori ....non è facile nemmeno per le organizzazioni corrompere 11 giocatori (ecco perchè spesso si cerca il portiere, un giocatore solo che ha un rapporto diverso con tutti gli altri anche durante la partita)....quindi la soluzione per fortuna è proprio nei giocatori...cercando di avere in squadra atleti con un alto senso etico-morale, fosse legale il gioco , io presidente, non comprerei mai un giocatore con il vizio della scommessa.
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di cosa devo parlare , di cose che sappiamo esistono già da 30 anni ?
appunto.
conviene parlare di quello che hai appena postato, del tizo che ha un pass a bordo campo.
i pass a bordo campo sono quasi impossibili da ottenere se non per gli addetti sicurezza-stampa (solo fotografi e poco altro)-raccattapalle
almeno così dovrebbe essere.
al prossimo giro troveremo riina e provenzano, insieme a mengele e pol pot
....e nessuno diceva niente....
appunto.
conviene parlare di quello che hai appena postato, del tizo che ha un pass a bordo campo.
i pass a bordo campo sono quasi impossibili da ottenere se non per gli addetti sicurezza-stampa (solo fotografi e poco altro)-raccattapalle
almeno così dovrebbe essere.
al prossimo giro troveremo riina e provenzano, insieme a mengele e pol pot
....e nessuno diceva niente....
concordo sul fatto che la frode è un altro discorso, ma come ha dichiarato il padre già 30anni fa si lavorava per truccare le partite.
«Questo signore presentato nelle foto era vicino a un rappresentante delle forze dell'ordine ed era alle dipendenze di un manutentore del campo di gioco, quindi non è che il calcio Napoli può stare all'entrata a verificare la fedina penale di tutti quelli che entrano, altrimenti dovremmo anche investigare, e non solo sui frequentatori dello stadio». Così il presidente del Calcio Napoli Aurelio de Laurentiis ha risposto ai cronisti che gli chiedevano della presenza a bordo campo, durante Napoli-Parma del 2010, di Antonio Lo Russo, figlio del boss della camorra Salvatore.
è una balla.
ogni addetto deve dichiarare le generalità. il fatto che lavorasse per l'azienda X non significa nulla. il pass è strettamente nominativo e, per quelli a bordo campo, è un all areas. l'azienda X deve dire che gli accrediti sono per il signor X, Y e Z e passare il tutto alla società che poi li dovrebbe girare alla questura.
è una balla.
ogni addetto deve dichiarare le generalità. il fatto che lavorasse per l'azienda X non significa nulla. il pass è strettamente nominativo e, per quelli a bordo campo, è un all areas. l'azienda X deve dire che gli accrediti sono per il signor X, Y e Z e passare il tutto alla società che poi li dovrebbe girare alla questura.
è una balla.
ogni addetto deve dichiarare le generalità. il fatto che lavorasse per l'azienda X non significa nulla. il pass è strettamente nominativo e, per quelli a bordo campo, è un all areas. l'azienda X deve dire che gli accrediti sono per il signor X, Y e Z e passare il tutto alla società che poi li dovrebbe girare alla questura.
dimentichi che all'epoca il tizio non era neanche indagato, quindi la questura avrà dato l'ok senza problemi. il boss all'epoca era incensurato. cerhiamo di non farci buttare fumo negli occhi dai giornali per favore. come anche nel caso di Balotelli. come fa uno a sapere se il tizio che ha conosciuto al bar è un impiegato o un criminale? sono strumentalizzazioni dei giornali.
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ogni addetto deve dichiarare le generalità. il fatto che lavorasse per l'azienda X non significa nulla. il pass è strettamente nominativo e, per quelli a bordo campo, è un all areas. l'azienda X deve dire che gli accrediti sono per il signor X, Y e Z e passare il tutto alla società che poi li dovrebbe girare alla questura.
dimentichi che all'epoca il tizio non era neanche indagato, quindi la questura avrà dato l'ok senza problemi. il boss all'epoca era incensurato. cerhiamo di non farci buttare fumo negli occhi dai giornali per favore. come anche nel caso di Balotelli. come fa uno a sapere se il tizio che ha conosciuto al bar è un impiegato o un criminale? sono strumentalizzazioni dei giornali.
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in queste situazioni..
ricordo sempre con sentimento il goal di tuta.. col venezia :°°°
ricordo sempre con sentimento il goal di tuta.. col venezia :°°°
dimentichi che all'epoca il tizio non era neanche indagato, quindi la questura avrà dato l'ok senza problemi. il boss all'epoca era incensurato. cerhiamo di non farci buttare fumo negli occhi dai giornali per favore. come anche nel caso di Balotelli. come fa uno a sapere se il tizio che ha conosciuto al bar è un impiegato o un criminale? sono strumentalizzazioni dei giornali.
tutto logico.
quindi immagino che il tizio fosse veramente assunto dalla azienda di manutenzione e che (all'epoca) fosse già un professionista della manutenzione erbosa. Nessuno sospetta nulla se quello non sa distinguere un albero da una graminacea
tutto logico.
quindi immagino che il tizio fosse veramente assunto dalla azienda di manutenzione e che (all'epoca) fosse già un professionista della manutenzione erbosa. Nessuno sospetta nulla se quello non sa distinguere un albero da una graminacea
tutto può essere, ho letto tante forzature sui giornali (soprattutto in questo periodo è uno spasso...).
Certo però che la presenza di uno "importante" a bordocampo come al bar viene notata eccome, soprattutto tra gente del posto. Escludo che si possa dire "non sapevo", da parte di chicchessia... balotelli sapeva benissimo (così come le persone lì in quel momento) con chi fosse, e allo stadio chi di dovere (inservienti, addetti, ammanicati del club che avevano il pass per stare lì anche loro) sapeva benissimo chi c'era a bordocampo.
Poi tutto può essere eh... ma tu mi insegni che soprattutto a napoli non si può non riconoscere persone e situazioni, a certi livelli.
Certo però che la presenza di uno "importante" a bordocampo come al bar viene notata eccome, soprattutto tra gente del posto. Escludo che si possa dire "non sapevo", da parte di chicchessia... balotelli sapeva benissimo (così come le persone lì in quel momento) con chi fosse, e allo stadio chi di dovere (inservienti, addetti, ammanicati del club che avevano il pass per stare lì anche loro) sapeva benissimo chi c'era a bordocampo.
Poi tutto può essere eh... ma tu mi insegni che soprattutto a napoli non si può non riconoscere persone e situazioni, a certi livelli.
quindi immagino che il tizio fosse veramente assunto dalla azienda di manutenzione e che (all'epoca) fosse già un professionista della manutenzione erbosa. Nessuno sospetta nulla se quello non sa distinguere un albero da una graminacea
mi dispiace ma qui dimostri una serie di preconcetti non indifferenti.
1) il pass lo ha procurato l'addetto del campo. quindi non è che si tratta di uno stipendiato ma di una persona accreditata occasionalmente su segnalazione dell'addetto.
2) non è detto che tale sistema non lo si usi per far vedere la partita ad amici o parenti dell'addetto alla menutenzione col beneplacido della società. questo tipo di favori sono comuni in molti stadi.
3) più che la società è da sospettare l'addetto alla manutenzione perchè se sono un boss incensurato e De Laurentiis mi fa avere un pass come assistente alla manutenzione il giorno dopo come minimo gli faccio saltare la macchina.
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mi dispiace ma qui dimostri una serie di preconcetti non indifferenti.
1) il pass lo ha procurato l'addetto del campo. quindi non è che si tratta di uno stipendiato ma di una persona accreditata occasionalmente su segnalazione dell'addetto.
2) non è detto che tale sistema non lo si usi per far vedere la partita ad amici o parenti dell'addetto alla menutenzione col beneplacido della società. questo tipo di favori sono comuni in molti stadi.
3) più che la società è da sospettare l'addetto alla manutenzione perchè se sono un boss incensurato e De Laurentiis mi fa avere un pass come assistente alla manutenzione il giorno dopo come minimo gli faccio saltare la macchina.
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Certo però che la presenza di uno "importante" a bordocampo come al bar viene notata eccome, soprattutto tra gente del posto. Escludo che si possa dire "non sapevo", da parte di chicchessia... balotelli sapeva benissimo (così come le persone lì in quel momento) con chi fosse, e allo stadio chi di dovere (inservienti, addetti, ammanicati del club che avevano il pass per stare lì anche loro) sapeva benissimo chi c'era a bordocampo.
anche qui tanti preconcetti. ma perchè se tu vieni a Napoli e incontri uno in discoteca come fai a sapere chi è? io stesso a Napoli non so chi sono i camorristi e gli onesti figuriamoci un calciatore del nord. quando ho visto il boss a bordocampo mi sono chiesto "e chi cazz'è chist?". casomai il boss ha avuto visibilità dalla vicenda, non il contrario (era famoso e ora si nasconde)
e poi i pass a bordocampo sono oggetto di favori non alla camorra ma ai familiari e amici degli addetti in tutta la serie A, quindi, ripeto, il problema è di chi lo ha segnalato per l'accredito.
per me avete una visione di napoli e dei napoletani da fimografia di Chicago di Al Capone.
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anche qui tanti preconcetti. ma perchè se tu vieni a Napoli e incontri uno in discoteca come fai a sapere chi è? io stesso a Napoli non so chi sono i camorristi e gli onesti figuriamoci un calciatore del nord. quando ho visto il boss a bordocampo mi sono chiesto "e chi cazz'è chist?". casomai il boss ha avuto visibilità dalla vicenda, non il contrario (era famoso e ora si nasconde)
e poi i pass a bordocampo sono oggetto di favori non alla camorra ma ai familiari e amici degli addetti in tutta la serie A, quindi, ripeto, il problema è di chi lo ha segnalato per l'accredito.
per me avete una visione di napoli e dei napoletani da fimografia di Chicago di Al Capone.
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restando in tema...e lo chiamano HOBBY...
In aumento per colpa del web i malati di scommesse?
Oggi si può «puntare» da casa, al pc, 24 ore su 24.
E la facilità di accesso “gonfia” il numero di casi
MILANO - A Hong Kong è quasi un'epidemia: una persona su venti della tentacolare città cinese non resiste alle lusinghe delle scommesse e finisce per non poterne più fare ameno, sviluppando una dipendenza patologica al gioco d'azzardo. Non ovunque nel mondo la faccenda è così seria, ma il rischio di cascarci è in crescita: secondo lo psicologo dell'università di Calgary David Hodgins è tutta colpa del web, perché le infinite possibilità di gioco e scommesse online attraggono nel gorgo della malattia un numero sempre maggiore di persone.
EPIDEMIA – Hodgins ha pubblicato le sue considerazioni sulla prestigiosa rivistaThe Lancet , sottolineando come perfino nei Paesi che per motivi religiosi o culturali si oppongono al gioco d'azzardo (come Cina, Malesia, Corea del Sud) di fatto sono stati aperti casinò per i turisti: risultato, pure in questi Stati teoricamente virtuosi sta crescendo la quota di chi, dopo aver provato il brivido del tavolo verde, finisce per pensare solo a quello, perdendo soldi a palate e mandando spesso in malora le proprie relazioni personali. Tutto perché, si sa, l'occasione fa l'uomo ladro: il proliferare di possibilità di gioco è la molla, secondo Hodgins, che sta alla base dell'epidemia di gioco d'azzardo che si osserva nel mondo. «La prevalenza è molto variabile nei diversi Paesi – dice lo psicologo –. Il caso di Hong Kong è paradigmatico, ma anche altrove il problema è consistente: nel Regno Unito riguarda una persona su duecento, in Norvegia uno su cinquecento, negli Stati Uniti l'1 per cento della popolazione (in Italia stime prudenti parlano di un milione e mezzo di “intossicati dal gioco”, ndr). Il web garantisce a tutti un accesso al gioco 24 ore su 24: persone che magari finora non hanno mai neppure pensato al gioco d'azzardo iniziano perché per curiosità finiscono su un sito di scommesse. E i soggetti più fragili possono sviluppare la dipendenza».
DIPENDENZA – Perché proprio di questo si tratta. Si comincia magari in sordina, poi il gioco diventa il fulcro dell'esistenza: è una dipendenza vera e propria, che attiva centri cerebrali associati all'apprendimento e al senso di ricompensa e soddisfazione, e come tale non sorprende vederla associata ad altre dipendenze, come quella da alcol (il rischio di abuso è quattro volte superiore nei giocatori patologici) o da droghe (il pericolo cresce di 5-6 volte). Nei pazienti, che quasi certamente hanno una predisposizione genetica alle dipendenze, è accresciuto pure il pericolo di disturbi dell'umore, 4 volte più frequenti rispetto alla popolazione generale. Il problema è che molti non chiedono aiuto: solo uno su dieci supera la vergogna e ammette di aver bisogno di cure, la maggior parte cerca di arrangiarsi come può (provando a distrarsi con attività incompatibili con il gioco d'azzardo, evitando come la peste i posti dove si scommette, oscurandosi i siti web pericolosi). Forse per questo appena un terzo dei pazienti guarisce davvero: il resto prima o poi ci ricasca.
TRATTAMENTO – «La cura più efficace è buona una terapia cognitivo-comportamentale, che ha per obiettivo la modifica delle percezioni distorte dalla patologia: ad esempio, aiuta il paziente a non sovrastimare le sue possibilità di vincita, a non illudersi di poter controllare il gioco e a non credere che dopo una lunga serie di perdite la vittoria sia sempre e per forza dietro l'angolo, per non meglio precisati motivi statistici – spiega Hodgins –. Fra i farmaci, sembra promettente il naltrexone che già usiamo in alcuni casi di dipendenza da alcol o droghe, ma saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se e come potrà essere utilizzato; quanto alle associazioni di pazienti sul modello dell'Alcolisti Anonimi, la loro efficacia è controversa. Sono molto utili a rafforzare i buoni propositi, a sentirsi meno soli e più sostenuti; ma spesso col tempo i pazienti tendono ad abbandonare le sedute, e quindi anche a vanificare i risultati raggiunti». Certo è che il gioco d'azzardo patologico non andrebbe sottovalutato: chi sente di aver perso un po' il controllo su se stesso dopo aver passato ore su un sito di videopoker senza neppure essersi accorto del tempo che passava, farebbe bene a interrogarsi con onestà e a chiedere aiuto. Perché il rischio di perdersi in una girandola di scommesse, oggi più di ieri, è davvero dietro l'angolo.
Elena Meli
08 giugno 2011
In aumento per colpa del web i malati di scommesse?
Oggi si può «puntare» da casa, al pc, 24 ore su 24.
E la facilità di accesso “gonfia” il numero di casi
MILANO - A Hong Kong è quasi un'epidemia: una persona su venti della tentacolare città cinese non resiste alle lusinghe delle scommesse e finisce per non poterne più fare ameno, sviluppando una dipendenza patologica al gioco d'azzardo. Non ovunque nel mondo la faccenda è così seria, ma il rischio di cascarci è in crescita: secondo lo psicologo dell'università di Calgary David Hodgins è tutta colpa del web, perché le infinite possibilità di gioco e scommesse online attraggono nel gorgo della malattia un numero sempre maggiore di persone.
EPIDEMIA – Hodgins ha pubblicato le sue considerazioni sulla prestigiosa rivistaThe Lancet , sottolineando come perfino nei Paesi che per motivi religiosi o culturali si oppongono al gioco d'azzardo (come Cina, Malesia, Corea del Sud) di fatto sono stati aperti casinò per i turisti: risultato, pure in questi Stati teoricamente virtuosi sta crescendo la quota di chi, dopo aver provato il brivido del tavolo verde, finisce per pensare solo a quello, perdendo soldi a palate e mandando spesso in malora le proprie relazioni personali. Tutto perché, si sa, l'occasione fa l'uomo ladro: il proliferare di possibilità di gioco è la molla, secondo Hodgins, che sta alla base dell'epidemia di gioco d'azzardo che si osserva nel mondo. «La prevalenza è molto variabile nei diversi Paesi – dice lo psicologo –. Il caso di Hong Kong è paradigmatico, ma anche altrove il problema è consistente: nel Regno Unito riguarda una persona su duecento, in Norvegia uno su cinquecento, negli Stati Uniti l'1 per cento della popolazione (in Italia stime prudenti parlano di un milione e mezzo di “intossicati dal gioco”, ndr). Il web garantisce a tutti un accesso al gioco 24 ore su 24: persone che magari finora non hanno mai neppure pensato al gioco d'azzardo iniziano perché per curiosità finiscono su un sito di scommesse. E i soggetti più fragili possono sviluppare la dipendenza».
DIPENDENZA – Perché proprio di questo si tratta. Si comincia magari in sordina, poi il gioco diventa il fulcro dell'esistenza: è una dipendenza vera e propria, che attiva centri cerebrali associati all'apprendimento e al senso di ricompensa e soddisfazione, e come tale non sorprende vederla associata ad altre dipendenze, come quella da alcol (il rischio di abuso è quattro volte superiore nei giocatori patologici) o da droghe (il pericolo cresce di 5-6 volte). Nei pazienti, che quasi certamente hanno una predisposizione genetica alle dipendenze, è accresciuto pure il pericolo di disturbi dell'umore, 4 volte più frequenti rispetto alla popolazione generale. Il problema è che molti non chiedono aiuto: solo uno su dieci supera la vergogna e ammette di aver bisogno di cure, la maggior parte cerca di arrangiarsi come può (provando a distrarsi con attività incompatibili con il gioco d'azzardo, evitando come la peste i posti dove si scommette, oscurandosi i siti web pericolosi). Forse per questo appena un terzo dei pazienti guarisce davvero: il resto prima o poi ci ricasca.
TRATTAMENTO – «La cura più efficace è buona una terapia cognitivo-comportamentale, che ha per obiettivo la modifica delle percezioni distorte dalla patologia: ad esempio, aiuta il paziente a non sovrastimare le sue possibilità di vincita, a non illudersi di poter controllare il gioco e a non credere che dopo una lunga serie di perdite la vittoria sia sempre e per forza dietro l'angolo, per non meglio precisati motivi statistici – spiega Hodgins –. Fra i farmaci, sembra promettente il naltrexone che già usiamo in alcuni casi di dipendenza da alcol o droghe, ma saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se e come potrà essere utilizzato; quanto alle associazioni di pazienti sul modello dell'Alcolisti Anonimi, la loro efficacia è controversa. Sono molto utili a rafforzare i buoni propositi, a sentirsi meno soli e più sostenuti; ma spesso col tempo i pazienti tendono ad abbandonare le sedute, e quindi anche a vanificare i risultati raggiunti». Certo è che il gioco d'azzardo patologico non andrebbe sottovalutato: chi sente di aver perso un po' il controllo su se stesso dopo aver passato ore su un sito di videopoker senza neppure essersi accorto del tempo che passava, farebbe bene a interrogarsi con onestà e a chiedere aiuto. Perché il rischio di perdersi in una girandola di scommesse, oggi più di ieri, è davvero dietro l'angolo.
Elena Meli
08 giugno 2011
se tu vieni a Napoli
io non sono di napoli
fossi di napoli e fossi uno che ha le conoscenze per avere il pass per vedermi le partite a bordocampo, sono sicuro che saprei chi c'è e chi non c'è. Soprattutto in zone dove imparare a sapere le cose, ti evita tanti problemi.
e poi i pass a bordocampo sono oggetto di favori non alla camorra ma ai familiari e amici degli addetti in tutta la serie A
???
i favorini chi li fa, li fa a chi conta e a chi gli garantisce di conservare il lavoro, grazie alla sua collaborazione. Ma c'è anche bisogno di stare a spiegare queste ovvietà?
Chiudo qui dai.
io non sono di napoli
fossi di napoli e fossi uno che ha le conoscenze per avere il pass per vedermi le partite a bordocampo, sono sicuro che saprei chi c'è e chi non c'è. Soprattutto in zone dove imparare a sapere le cose, ti evita tanti problemi.
e poi i pass a bordocampo sono oggetto di favori non alla camorra ma ai familiari e amici degli addetti in tutta la serie A
???
i favorini chi li fa, li fa a chi conta e a chi gli garantisce di conservare il lavoro, grazie alla sua collaborazione. Ma c'è anche bisogno di stare a spiegare queste ovvietà?
Chiudo qui dai.
fossi di napoli e fossi uno che ha le conoscenze per avere il pass per vedermi le partite a bordocampo, sono sicuro che saprei chi c'è e chi non c'è. Soprattutto in zone dove imparare a sapere le cose, ti evita tanti problemi.
guarda, hai una visione distorta delle cose. anche mio fratello, che non è camorrista, è entrato allo stadio gratis perchè un suo collega di università era addetto all'ingresso quella domenica. figurati poi una ditta appaltatrice che ha la possibilità di avere molti accrediti come quella che gestisce il terreno di gioco se non ci mette qualche amico o parente...
guarda, hai una visione distorta delle cose. anche mio fratello, che non è camorrista, è entrato allo stadio gratis perchè un suo collega di università era addetto all'ingresso quella domenica. figurati poi una ditta appaltatrice che ha la possibilità di avere molti accrediti come quella che gestisce il terreno di gioco se non ci mette qualche amico o parente...
sì, anche a me è capitato di andare nella cabina di pilotaggio di un aereo di linea. Questo non significa che ogni volta che salgo su un aereo mi vado ad accomodare ai comandi: conoscere un posto non significa frequentarlo.
anche mio fratello, che non è camorrista
ho detto che entrano solo camorristi? Ma ti accorgi che rispondi a cose che non scrivo, che metti in bocca agli altri concetti che non hanno espresso?
Per favore non replicare con post che mi obbligano a smentire cose come quella di cui sopra, fai sto sforzo. Tanto abbiamo capito che la discussione è inutile, qualsiasi cosa ti dica c'è di mezzo quel patologico istinto di protezione della causa partenopea che ho imparato a non fronteggiare.
anche mio fratello, che non è camorrista
ho detto che entrano solo camorristi? Ma ti accorgi che rispondi a cose che non scrivo, che metti in bocca agli altri concetti che non hanno espresso?
Per favore non replicare con post che mi obbligano a smentire cose come quella di cui sopra, fai sto sforzo. Tanto abbiamo capito che la discussione è inutile, qualsiasi cosa ti dica c'è di mezzo quel patologico istinto di protezione della causa partenopea che ho imparato a non fronteggiare.
il punto è che alcuni camorristi frequentavano quell'ambiente, questo viene interpretato da ogni napoletano come un " tutti i napoletani sono camorristi " ma non è così
quello lì lo era? sì, perchè era lì nonostante fosse, molto presumibilmente, conosciuto da tutto l'ambiente?
quello lì lo era? sì, perchè era lì nonostante fosse, molto presumibilmente, conosciuto da tutto l'ambiente?